Avvio anno Pastorale 2026-2027: materiali utili
/in In primo piano, Notizie ispettoriali, Pastorale giovanileSegni del Suo amore
#OperosiNellaCarità
È questo il passaggio conclusivo di un triennio che ha avuto come riferimento fondamentale le tre virtù teologali: Gioiosi Nella Speranza, Saldi Nella Fede, Operosi Nella Carità.
La presente proposta pastorale è in piena continuità con le due precedenti e per molti aspetti le porta a pienezza: essa ci chiede di essere Operosi Nella Carità. L’amore, infatti, è la fonte e il culmine della vita cristiana e quindi ricapitola in sé ogni virtù e ci chiede azioni concrete a beneficio del prossimo.
Ci sono tre elementi trasversali che attraversano tutta la proposta pastorale di quest’anno.
Il primo elemento, che sta come sottofondo, è la lettera enciclica Deus caritas est di Benedetto XVI. Tale testo rimane quasi un pavimento che ci offre solidità e sicurezza, così da ben posizionarci a livello teologico sul tema dell’amore che, come vedremo, è un termine che purtroppo si presta a comprensioni distorte e a manipolazioni che siamo chiamati a governare con intelligenza critica e sapienza pedagogica.
Il secondo elemento viene dalla declinazione educativa della carità. Nel 2027 ricorrerà l’anniversario di un importante scritto di don Bosco: Il sistema preventivo nell’educazione della gioventù, che fu pubblicato nel lontano 1877, ma continua ad essere un testo per noi fondamentale.
Il terzo elemento di continuità, che sarà presente negli orientamenti, viene dalla prima lettera di san Giovanni. Abbiamo ravvisato in questa lettera alcuni elementi ispirativi che ci aiuteranno a creare connessione tra l’amore per Dio e quello per il prossimo, tra la teoria e la pratica della carità. È proprio in questa lettera che l’apostolo amato afferma che “Dio è amore”, e quindi proprio da queste parole ci lasceremo ispirare per trattare i grandi temi che ci stanno a cuore.
MGS Day: appuntamento il 12 settembre al Colle Don Bosco!
/in In primo piano, MGS, Notizie ispettorialiCon l’inizio del nuovo Anno Pastorale “Segni del suo Amore” #OperosinellaCarità siamo pronti a ripartire e torna l’MGS Day di inizio anno al Colle Don Bosco!
L’appuntamento è in programma sabato 12 settembre dalle 09:30 alle 21:30 per i ragazzi e le ragazze del Movimento Giovanile Salesiano che inizieranno dalla prima alla quinta superiore.
Programma
10.20 Attività
12.40 Pranzo
14.15 Giochi e attività
17.00 Professioni perpetue
19.00 Cena
20.30 Serata
21.30 Buonanotte e saluti
Il contributo all’iniziativa è di € 8, comprensivo di pranzo e maglietta. Chi partecipa all’evento è invitato a portare la cena al sacco e una biro.
Informazioni:
Don Alberto Goia – alberto.goia@31gennaio.net
Suor Anna Balio– pastorale@fmapiemonte.it
Iscrizione:
Iscrizioni entro il 9 settembre presso il responsabile del proprio centro.
Per partecipare è necessario compilare il form di iscrizione disponibile qui sotto.
Da Santiago a Monaco: l’estate in cammino dell’MGS
/in In primo piano, MGS, Notizie ispettoriali, Pastorale giovanileOgni estate all’MGS viene proposta un’esperienza di pellegrinaggio, un’occasione per mettersi in cammino e vivere insieme alcuni giorni di condivisione e fede.
Quest’anno le mete sono state due: Santiago de Compostela, dal 27 luglio al 3 agosto con l’MGS Plus, e Monaco di Baviera, dal 9 al 13 agosto con l’MGS Triennio e Giovani.
Due strade diverse, che abbiamo scelto di raccontare attraverso le parole di due ragazzi.
Santiago: “Non puoi prevedere cosa il Signore ha in serbo per te”
A Sarria si ritrovano in 45. Dal 27 luglio le giornate iniziano presto, intorno alle 5 del mattino: preparazione, colazione, zaino in spalla e i primi chilometri ancora nel buio. Con le prime luci dell’alba, il gruppo si ritrova per le Lodi e per conoscere, giorno dopo giorno, qualcosa in più della figura di San Giacomo. Poi ognuno riparte con il proprio passo.
Lungo i 120 chilometri nascono presto anche piccole abitudini. Una su tutte: la merenda di metà tappa al camper della famiglia Franco, appuntamento particolarmente atteso, soprattutto dalla coda del gruppo. Poi l’arrivo all’ostello, la doccia, il riposo, la Messa, la condivisione e la cena insieme, spesso preparata proprio dalla famiglia Franco.
Dalla terza tappa, però, il ritmo cambia. Un dolore improvviso alla gamba rende ogni chilometro più faticoso e costringe a rallentare. Un imprevisto che diventa anche uno degli insegnamenti più importanti del Cammino: non tutto può essere previsto e, proprio nei momenti di difficoltà, si scopre il valore di avere accanto persone pronte a rallentare, aiutare e condividere la fatica. Da qui nasce una delle consapevolezze più forti di questa esperienza:
Mi porto a casa un senso di gratitudine verso le persone che il Signore ci mette a fianco nella nostra vita e la consapevolezza che nessuna situazione avviene per caso.
Monaco: “Gli incontri di questo viaggio sono stati davvero una scossa”
Questa volta l’appuntamento dell’MGS è alle 6.30 a Valdocco, destinazione Monaco di Baviera. Nel gruppo ADMA sono in 26, “un bell’assortimento di grandi e piccoli”, tra musica sempre accesa e chiacchiere durante il viaggio.
Al centro del viaggio ci sono soprattutto le persone e le storie incrociate lungo la strada: amici di lunga data, volti nuovi e figure del passato capaci ancora oggi di interrogare il presente. Esperienze vissute senza maschere, alle quali si aggiunge quella più profonda dell’incontro con Dio.
Anche le tappe del pellegrinaggio diventano parte di questo percorso: i ragazzi della Rosa Bianca, con la loro ricerca della verità e della libertà; Dachau, con il peso della sofferenza e della memoria; e Altötting, con l’invito a rimanere sotto la Croce di Cristo, fiduciosi nella Risurrezione.
Questo pellegrinaggio mi ha proprio regalato un po’ di verità, un po’ di luce in più.
Da Santiago a Monaco, ogni strada ha lasciato qualcosa da portare a casa: la gratitudine per chi ha condiviso un tratto di cammino, la capacità di riconoscere un significato anche nella fatica e la consapevolezza di non essere soli.
Esperienze diverse, accomunate dalla scoperta di una presenza che accompagna. E forse è proprio questa l’immagine che meglio racchiude entrambi i pellegrinaggi:
Una Luce costante splende attraverso le tenebre.
Lettera n.2 dell’Ispettore don Giorgio Degiorgi
/in Notizie ispettorialiSi riporta di seguito la seconda lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Giorgio Degiorgi.
Malesco, 18 agosto 2026
Memoria di Sant’Elena, imperatrice
Un sogno che continua
Cari confratelli,
cari laici corresponsabili,
il 16 agosto del 1815 nasceva Giovanni Bosco. Nella normalità di una casa contadina e sotto lo sguardo di Mamma Margherita, prendeva avvio una storia destinata a segnare la vita di generazioni di giovani in ogni angolo del mondo. La vita di Don Bosco, germogliata in un contesto umile e segnato dalle fatiche del lavoro della terra, dimostra che i progetti più grandi della Provvidenza nascono spesso nella semplicità e nella fiducia incondizionata in Dio.
Dalle intuizioni dell’infanzia fino alla fondazione di Valdocco, la vita di don Bosco è stata un costante atto d’amore verso i ragazzi più fragili, poveri e abbandonati. Il suo Sistema Preventivo non è soltanto un’eredità pedagogica, è una vera e propria via di santità che continua a parlare con straordinaria forza al mondo d’oggi.
- NOI SIAMO UNA MISSIONE
Fare memoria della nascita di Don Bosco non significa guardare al passato, ma rinnovare con coraggio e passione la sua missione nel presente. Anche oggi i giovani sono alla ricerca di guide credibili, di ambienti accoglienti e di maestri capaci di ascoltarli, di sfidarli e di credere nei loro sogni. Come ci ha ricordato don Stefano Martoglio, che ha presieduto l’Eucaristia al Colle, il ricordo della nascita di don Bosco deve farci diventare suoi “famigliari”, più simili a lui nello sguardo e nell’azione, cioè nell’interpretare la realtà ed agire secondo lo spirito salesiano.
Celebrare la sua nascita ci chiama quindi a tenere acceso lo spirito missionario. Non si tratta soltanto di sostenere le opere nelle terre lontane, ma di custodire un atteggiamento interiore di perenne missione, di audacia apostolica e di passione per le periferie geografiche ed esistenziali del nostro tempo. Mantenere vivo lo zelo missionario significa rifiutare la comodità e la rassegnazione per andare con il cuore di Don Bosco incontro a quei ragazzi che ancora attendono qualcuno capace di credere gratuitamente in loro.
In questi giorni si stanno concludendo, o si sono appena concluse, le diverse esperienze missionarie: Vilnius e Telsiai, in Lituania con il gruppo guidato da don Riccardo Frigerio; Bo, in Sierra Leone con don Gio Bianco e Pietro Zaramella; Rukago, in Burundi con don Mariano Licciardi e Simone Cerruti; Maputsoe, in Lesotho con don Giorgio Ramundo. Ci auguriamo che per i confratelli e i giovani coinvolti la missione possa continuare con uguale ardore anche al rientro in Ispettoria.
La generosità delle nostre case verso le terre di missione si è anche espressa, durante l’anno, con l’aiuto concreto all’Ispettoria del Medio Oriente per l’emergenza umanitaria nel Libano e per i continui bisogni della Siria. In particolare, abbiamo da alcuni anni stretto un gemellaggio con gli oratori di Aleppo e Kafroun, dove avremmo voluto recarci per un’esperienza missionaria se le condizioni l’avessero permesso. La nostra fratellanza
all’Ispettoria del MOR si renderà visibile anche ospitando a Valdocco, nel maggio del 27, il loro Capitolo Ispettoriale.
Durante l’anno abbiamo invitato all’Ispettoria del Medio Oriente circa 120.000 euro, frutto della Quaresima di fraternità e della generosità di tante persone che si sono prodigate nei mesi successivi. Vi è stato anche un aiuto concreto di complessivi 40.000 euro nelle esperienze missionarie in cui i diversi gruppi sono andati.
Ringrazio don Marco Cazzato che termina il suo incarico di animatore missionario e passa il testimone a don Riccardo Frigerio.
- UNO SPIRITO FORTE, UN CUORE CHE AMA
Le attività estive delle nostre case sono ormai giunte al termine, come anche si sono conclusi i pellegrinaggi del Movimento Giovanile Salesiano. Sia il cammino di Santiago, sia il pellegrinaggio a Monaco di Baviera hanno visto coinvolti un bel numero di giovani, di confratelli e di consorelle. Preghiamo perché i semi gettati nell’estate possano dare frutto, secondo il volere di Dio. Ho avuto l’occasione di partecipare per tre giorni all’esperienza di Monaco: abbiamo vissuto momenti intensi conoscendo da vicino testimoni le cui coscienze non si sono piegate al potere ma sono rimaste rette davanti a Dio. In modo particolare i giovani della “Rosa bianca” ci hanno lasciato in una loro lettera una sfida impegnativa: avere “uno spirito forte e un cuore che ama”.
Ho già ricordato nella scorsa lettera i diversi impegni per l’inizio dell’anno pastorale. Ne richiamo qui solo due: l’assemblea dei confratelli il 29 agosto e l’incontro dei consigli della CEP, il 5 settembre, aperto a tutti i confratelli che vorranno partecipare.
Ieri sono stato al Santuario della Madonna di Re, un piccolo paese al confine tra l’Italia e la Svizzera, dove la fede e la pietà popolare hanno edificato una chiesa imponente, che domina la valle e custodisce la preghiera di tanti pellegrini. Ho ricordato tutti voi e pregato Maria, affinché ci aiuti ad essere testimoni credibili dell’amore e della predilezione di Dio per i giovani.
In Don Bosco, con affetto fraterno,
Don Giorgio Degiorgi
Ispettore
Un pulmino per aprire nuove strade ai ragazzi della Comunità Harambèe
/in In primo piano, Notizie dalle case, Notizie ispettoriali«Magari con questo pulmino andremo al mare».
Nelle parole di Said c’è tutto il valore del nuovo mezzo consegnato alla Comunità Harambèe di Casale Monferrato, che accoglie ragazzi e ragazze dagli 11 ai 18 anni segnati da ferite, distacchi e situazioni di particolare fragilità.
Il veicolo, nuovo e già pronto a partire, è stato acquistato grazie all’iniziativa promossa da Salesiani per il sociale, con il sostegno di Buzzi SpA e dei benefattori che hanno scelto di investire concretamente nel futuro dei giovani.
Non sarà soltanto un mezzo di trasporto, ma uno strumento di autonomia, educazione e inclusione. Permetterà ai ragazzi di raggiungere più facilmente scuole, impianti sportivi, corsi di formazione e attività extrascolastiche, oltre a rendere possibili gite e vacanze vissute insieme.
«È una cosa bella per la nostra famiglia. Quando prenderò la patente mi piacerebbe guidarlo», ha raccontato Said. Flora, una ragazza della Comunità ha aggiunto: «Per me significa un nuovo inizio. Ci accompagnerà nelle nostre avventure, magari in montagna. Non vedo l’ora».
Una giornata di festa e protagonismo
La cerimonia di consegna si è trasformata in una festa costruita intorno ai ragazzi, che hanno accolto gli ospiti con uno spettacolo di arti acrobatiche e circensi, tra musica, evoluzioni e applausi.
Da trent’anni la Comunità Harambèe offre sostegno scolastico, attività sportive ed educative, percorsi psicologici e opportunità formative. In questo cammino, potersi spostare in modo sicuro e agevole è fondamentale, perché le distanze e i collegamenti pubblici non sempre adeguati rischiano di diventare ulteriori ostacoli.
Don Giorgio De Giorgi, Ispettore della Circoscrizione Salesiana Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania, ha ricordato i trent’anni di storia di Harambèe e le tante vite accompagnate nel tempo. «Questo pulmino permetterà ai ragazzi di vivere esperienze belle, capaci di riempire il cuore di ossigeno e di nuovi orizzonti», ha sottolineato.
A richiamare il significato educativo della donazione è stato poi don Francesco Preite, presidente di Salesiani per il sociale.
«Il vero motivo per cui siamo qui siete voi giovani. Crediamo in voi e per questo siamo impegnati a moltiplicare le azioni che generano speranza, solidarietà e inclusione. Questo dono rende possibili incontri, attività e nuove occasioni di crescita. Significa dire a ogni ragazzo che non è solo». Richiamando il Sistema Preventivo di Don Bosco, don Francesco Preite ha aggiunto: «Crediamo che la prevenzione educativa sia più forte della repressione. Creare opportunità significa generare futuro».
Un’alleanza educativa per chi ha più bisogno
Alla cerimonia hanno partecipato anche don Alberto Lagostina, direttore dell’Opera salesiana di Casale Monferrato, Valentina Bellis, vicepresidente di Salesiani per il sociale, gli educatori, i benefattori e i rappresentanti di Buzzi SpA. «È bello vedere la nostra realtà unita in una vera alleanza educativa», ha dichiarato don Alberto Lagostina. «Territorio, scuola, servizi sociali, adulti, ragazzi e Salesiani per il sociale lavorano insieme per generare il bene e mettere al centro chi ha più bisogno».
Per Silvia Marzo di Buzzi SpA, il sostegno al progetto rappresenta una scelta concreta di responsabilità sociale d’impresa. «I ragazzi potranno praticare sport, vivere vacanze più serene e affrontare esperienze importanti per la loro crescita. Questo è l’inizio di un percorso comune».
Dopo la benedizione del mezzo, Federico, il più piccolo della Comunità, ha tagliato il nastro tra gli applausi. I ragazzi sono saliti a bordo e sono partiti per il primo giro inaugurale, riempiendo il pulmino di voci, risate e sogni.
La festa si è conclusa con una torta a forma di pulmino, simbolo di un dono che accompagnerà, chilometro dopo chilometro, il cammino dei giovani di Harambèe.
L’iniziativa rientra nell’impegno nazionale di Salesiani per il sociale a sostegno delle Case famiglia salesiane e dei minori più fragili in tutta Italia, trasformando la generosità in accoglienza, educazione e concrete possibilità di futuro.
Lettera del nuovo Ispettore don Giorgio Degiorgi
/in Notizie ispettorialiSi riporta di seguito la prima lettera del nuovo Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Giorgio Degiorgi.
Valdocco, 18 luglio 2026
Memoria di San Federico di Utrecht
Servire con gioia, custodire il tempo
Lettera dell’Ispettore
Cari confratelli,
cari laici corresponsabili,
vi scrivo al termine di una giornata intensa, nella quale mi sono sentito accompagnato dalla vostra preghiera e dal vostro affetto. Davanti al quadro di Maria Ausiliatrice prima e successivamente accanto all’urna di don Bosco ho chiesto il dono della paternità e la virtù della prudenza. Iniziamo insieme questo cammino orientando la nostra vita a Dio per il bene dei giovani.
Vi raggiungo nel pieno dell’attività estiva nella quale, in modalità diverse e con la fantasia che contraddistingue il nostro agire pastorale, ci doniamo ai ragazzi e ai giovani: dai centri estivi ai campi scuola, dai pellegrinaggi alla programmazione del nuovo anno pastorale.
- SERVIRE IL SIGNORE NELLA GIOIA
Don Bosco ci ha indicato la via di una santità quotidiana che si traduce nel dono di sé per amore del Signore. Vogliamo vivere verso i giovani l’esortazione di San Paolo: «Siamo i vostri servitori per amore di Gesù» (2Cor 4,5). Sono settimane, infatti, in cui i cortili delle nostre case sono pieni di voci, di giochi, di relazioni e di tanto lavoro. È il miracolo di Valdocco che si compie di nuovo sotto i nostri occhi.
In questo contesto impegnativo e ricco di potenzialità vi invito a porre attenzione speciale alla crescita degli animatori in questa età della vita in cui mettono in gioco la loro libertà per scelte di bene. Mi permetto di sottolineare alcuni atteggiamenti.
- Accompagnamento e presenza. Essere salesiani e educatori nel nome di don Bosco significa stare in mezzo ai ragazzi con amorevolezza, non come semplici supervisori, ma come guide che conoscono per nome chi viene loro affidato. L’attenzione al singolo, che non deve mai farci dimenticare tutto il resto, è la caratteristica che rende significativi i nostri ambienti.
- Scuola di gratuità. Queste settimane possono essere esperienza concreta per i giovani che collaborano alla nostra missione di passare dal semplice “fare attività” al “donarsi per amore”. Aiutiamoli a riflettere sulla fatica e sulla gioia del servizio, sul valore della gratuità perché possano diventare una vera e propria scuola di vita e di discernimento vocazionale. Ci può aiutare la rilettura del sogno di don Bosco delle “tre fermate”: i lupi diventano agnelli e gli agnelli diventano pastori.
- Cura spirituale. Non dimentichiamo di offrire loro spazi di preghiera ben curata e di dialogo personale. Sostiamo accanto a loro con pazienza e fiducia, senza paura di correggerli, sfidandoli ad assumersi responsabilità, osando chiedere loro molto, con la certezza che ogni errore o momento critico sia un’occasione di crescita e maturazione. L’estate può essere il tempo per potere fare loro proposte per il prossimo anno pastorale: l’impegno costante nella propria casa salesiana, la richiesta della fedeltà agli impegni presi, la cura di un gruppo, la partecipazione alle attività ispettoriali e tanto altro ancora.
- CUSTODIRE IL TEMPO, DONO DEL SIGNORE
Il Capitolo Generale 29.mo, con il tema «Appassionati per Gesù Cristo, dedicati ai giovani», ci ha rivolto un appello alla conversione del cuore e delle nostre prassi quotidiane. Il CG29 ci esorta a non creare mai una dicotomia tra ciò che siamo e ciò che facciamo, ma a trovare in Cristo la sintesi profonda del nostro operare. Siamo chiamati a trovare un equilibrio tra missione, preghiera e vita fraterna. L’estate è il tempo favorevole per recuperare questa armonia. Abbiamo bisogno di tempo per stare insieme come confratelli senza l’ansia dell’agenda, per condividere la missione, la tavola, il cammino, la distensione e la verifica fraterna in un clima di semplice familiarità.
L’estate non è una “pausa” dalla nostra missione di consacrati, ma un tempo qualitativamente diverso che il Signore ci affida. È uno spazio di grazia che esige una profonda responsabilità: quella di saper custodire e valorizzare ogni giornata per la nostra crescita umana, spirituale e comunitaria.
Vi propongo, pertanto, di trascorrere questo tempo estivo con alcune sottolineature che, seppur in modo diverso, sono da vivere sia nella vita consacrata, sia nella vocazione laicale:
- La preghiera come riconoscimento del primato di Dio. Durante l’anno il ritmo frenetico rischia di distrarci dall’essenziale. L’estate è il tempo favorevole per restituire il primato a Dio nella nostra vita. Curiamo in modo particolare la preghiera personale, la meditazione, la liturgia delle ore, gli esercizi spirituali. Senza questo contatto vivo con il Signore Gesù, corriamo il rischio di ridurci a organizzatori di eventi, perdendo la nostra identità di educatori pastori.
- Il riposo come custodia della vita. Un salesiano stanco e demotivato fatica a trasmettere la gioia del Vangelo. Il riposo, nella nostra tradizione, è “ricaricare le lampade di olio” per continuare la nostra missione caritativa per i giovani. Prendetevi cura della vostra salute con quel riposo che ristora il corpo e lo spirto, magari passando alcuni momenti con le persone che non si riesce a vedere spesso durante l’anno. Qualche buona lettura aiuterà a comprendere meglio la realtà.
- La responsabilità del buon uso del tempo. Don Bosco ha sempre esortato a fuggire l’ozio. Usare bene il tempo libero significa saperlo orientare alla bellezza della fraternità, alla formazione personale e alla gratuità. Evitiamo le dispersioni che impoveriscono lo spirito e cerchiamo invece ciò che edifica, pacifica e unisce la comunità.
Infine, per alcuni confratelli, l’estate porta con sé la sfida di cambiare casa e obbedienza. Sono momenti che possono diventare occasioni di testimonianza per chi ci sta accanto nella misura in cui ci apriamo con obbedienza alla volontà di Dio. Questi cambiamenti ci aiutano a risvegliare la nostra passione apostolica e a rimetterci totalmente nelle mani del Signore.
- I PROSSIMI APPUNTAMENTI
Ricordo alcuni appuntamenti che riguardano il periodo estivo e la ripresa dell’anno pastorale. Alcuni sono da mettere per tempo nei calendari delle nostre comunità.
Dal 27 luglio al 3 agosto un gruppo di universitari, accompagnati da alcuni confratelli e consorelle, vivranno l’esperienza di un tratto del “cammino di Santiago”. Auguriamo loro che siano giorni di riflessione e di scoperta interiore, di una profonda esperienza della Parola di Dio e del silenzio.
Dal 9 al 13 agosto vi sarà il pellegrinaggio dei giovani del Movimento Giovanile Salesiano a Monaco di Baviera. Quest’anno il tema scelto sarà “Uno spirito forte, un cuore che ama”. L’esempio dei “ragazzi della rosa bianca”, la testimonianza di fede di Benedetto XVI, la profondità della figura di Romano Guardini, saranno modelli per ricercare e testimoniare la Verità che rende liberi.
Come ormai da alcuni anni il 16 agosto, al Colle don Bosco si celebrerà il ricordo della nascita di don Bosco, con la Santa Messa presieduta dal Vicario Generale, Don Stefano Martoglio.
Suor Maria Giovanna Mammarella inizierà il servizio di Ispettrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice del Piemonte lunedì 24 agosto, alle ore 15.30, con la Santa Messa nella Basilica di Maria Ausiliatrice. Assicuriamo a sr. Maria Giovanna la nostra preghiera e il nostro ricordo. Mentre ringraziamo ancora sr. Emma per essersi donata ogni giorno nella fedeltà all’obbedienza ricevuta. Continueremo a costruire insieme la famiglia salesiana nel nostro territorio nella condivisione dello stesso carisma e nella passione apostolica verso i giovani.
Il 29 agosto ci troveremo per affidare il nuovo anno pastorale a Maria Ausiliatrice e per vivere l’Assemblea Ispettoriale dei confratelli.
Il 5 settembre, a Valdocco, è in programma l’incontro dei consigli delle CEP, con un momento di formazione da parte di don Andrea Bozzolo, Rettore dell’Università Pontificia Salesiana. Ci confronteremo insieme a lui sul modo di vivere lo stile educativo del sistema preventivo. È il tema che approfondiremo nel prossimo anno pastorale che segnerà anche il cammino di formazione delle nostre Comunità Educative Pastorali.
La giornata di ente del CNOS-FAP si svolgerà il 9 settembre, sempre a Valdocco, con questa tema: “Ecco il tuo campo, riconoscere per educare/formare”. In quella giornata affideremo l’anno formativo a don Bosco e a Maria Ausiliatrice con la Santa Messa.
Infine, il 12 settembre, al Colle don Bosco, vi sarà l’Mgs day e al pomeriggio la professione perpetua di Antonio Squillace (ICP), Velankanniraj Jesuray (INT), Noel Andrew Clement (RMG-Pakistan), Thomas Warwara (PSG/PNG). Accompagniamo i nostri confratelli in questo passo in cui per sempre si donano a Dio nella Congregazione Salesiana: la loro vita sia tutta consegnata al Signore e offerta ai giovani con il cuore di don Bosco!
In Don Bosco, con affetto fraterno,
Don Giorgio Degiorgi
Ispettore
Insediamento del nuovo Ispettore: don Giorgio Degiorgi inizia il suo mandato
/in In primo piano, Notizie ispettorialiTorino-Valdocco, 18 luglio 2026 – Questa mattina, nella Basilica di Maria Ausiliatrice, la Famiglia Salesiana del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania si è riunita per accogliere l’inizio del mandato di don Giorgio Degiorgi, nuovo Ispettore dell’Ispettoria ICP. La celebrazione eucaristica, animata dalla Corale della Basilica e presieduta dal Consigliere Regionale don Juan Carlos Pérez Godoy, si è svolta in un clima di profonda gratitudine e di sincera comunione, nella casa di Don Bosco che continua a essere sorgente di carisma e missione.
Il Vangelo proclamato, la celebre parabola della vite e dei tralci (Giovanni 15,1-8), ha guidato l’omelia del Consigliere Regionale e il suo augurio a don Giorgio. Un invito a rimanere nel Signore per portare frutto:
“Io sono la vite, voi i tralci… Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla… Rimanete nel mio amore.”
Parole che hanno accompagnato l’intera celebrazione e che tracceranno il cammino spirituale del nuovo Ispettore.
Il passaggio di consegne
Con questo momento, don Leonardo Mancini ha concluso il suo servizio come Ispettore, salutando l’Ispettoria e affidando il testimone a don Giorgio. La sua lettera di saluto, pubblicata nei giorni scorsi, è disponibile di seguito:
Le parole di don Giorgio: “Ho bisogno di voi”
Nel suo messaggio di ringraziamento, don Giorgio ha espresso l’impegno che caratterizzerà il nuovo incarico:
“Mi metto sotto la protezione di San Carlo Borromeo, santo delle mie origini e modello del Buon Pastore. Da solo non sarò in grado di svolgere l’incarico che il Rettor Maggiore mi ha affidato. Ma so di non essere solo: per questo vi dico che ho bisogno di voi, di ciascuno di voi. Da parte mia vi prometto che tutte le mie forze, tutto il mio tempo, tutto me stesso, nei prossimi sei anni saranno per ognuno di voi.”
Al termine della celebrazione, dopo le foto di gruppo davanti l’altare di Don Bosco in Basilica, la comunità si è ritrovata nel cortile di Valdocco per un buffet fraterno preparato dagli studenti del CNOS-FAP, occasione per salutare don Giorgio, ringraziare don Leonardo e condividere la gioia di questo nuovo inizio.
Lettera di saluto dell’Ispettore – Luglio 2026
/in In primo piano, Notizie ispettorialiSi riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di luglio 2026.
Torino-Valdocco, 15 luglio 2026
Memoria di San Bonaventura
A Confratelli salesiani,
Componenti della Famiglia Salesiana,
Laici corresponsabili
e Giovani di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania
Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti/e voi.
Questa mia lettera vuol essere principalmente un rendimento di grazie a Dio per i sei anni trascorsi insieme con voi (otto in Piemonte, se si considera anche il tempo da me vissuto in Noviziato); ma sento il bisogno di introdurmi con una richiesta di perdono per tutto quello che in questi anni avrei dovuto o potuto fare e non ho fatto, per quanto ho fatto di sbagliato; per quanto ho fatto ma avrei potuto svolgere con più cura e impegno; chiedo perdono specialmente se i miei comportamenti hanno causato sofferenza ingiustamente. Avrei certamente potuto curare con più energia e determinazione preghiera, relazioni, scelte pastorali di animazione e governo, accompagnamento di persone, comunità e opere, riflessioni e progettazioni a lungo termine… Vi chiedo scusa per quando questi comportamenti maldestri sono stati causati, oltre che da limiti personali invincibili, anche da mie scelte deliberate.
Fatta tale doverosa premessa, non posso che rendere grazie a Dio per questi sei anni di vita durante i quali il Signore mi ha messo alla prova (non ero profeta, né figlio di profeta…). Il Signore cercava uno che dimostrasse concretamente che la potenza di Dio si rivela nella debolezza dell’uomo, nella mia debolezza; e mi ha chiamato. Nei sei anni si sono alternati momenti di gioia e di fatica, di sicurezza e di incertezza, di energia e di stanchezza, di entusiasmo e di abbattimento; mai di noia! Ringrazio Dio perché è stato paziente con me e ha preso tante volte per mano la mia fragilità. Ritengo che questo tempo sia stato per me una forte esperienza di Dio; un tempo in cui Lui mi ha chiesto di affidarmi e fidarmi di più… Come ho risposto? Mi sembra di averci messo impegno, di aver dato tutto quel che potevo: ho cercato di pormi al servizio di Dio, dei confratelli, dei giovani, dei laici corresponsabili, della Famiglia Salesiana, della missione insomma; questo naturalmente non vuol dire che io abbia fatto bene, ma che almeno ci ho sinceramente provato.
Ringrazio quelli che hanno pregato per me, in particolare i confratelli della Comunità Andrea Beltrami e Beato Filippo Rinaldi; sono certo che senza la loro preghiera e quella di tanti e tante di voi sarei venuto meno lungo il cammino. Badate bene, conviene sempre pregare per l’ispettore (presente o futuro che sia), anche perché se l’ispettore combina guai le conseguenze ricadono su tutti… dunque se avete pregato per il sottoscritto avete fatto bene a me, ma anche a voi stessi! Vi assicuro che pure il sottoscritto ha pregato spesso per voi; e che continuerà a pregare anche dopo per voi, per il legame fraterno e spirituale che si è instaurato. Vi chiedo perciò – in una logica di reciprocità evangelica – di ricordarmi ogni tanto nella vostra preghiera, perché io possa svolgere secondo la volontà di Dio il nuovo compito che mi è stato affidato.
Ringrazio i miei confratelli uno per uno, e non perché con tutti io sia riuscito ad avere un rapporto buono; ci sono state tensioni più esplicite con alcuni (mi sembra poche) e tensioni rimaste più nascoste, implicite, con altri. Vi ringrazio comunque però, perché nella stragrande maggioranza delle relazioni ho trovato disponibilità al dialogo onesto e franco; e apertura a venire incontro alle esigenze della missione in Ispettoria.
Tra i confratelli desidero ringraziare innanzitutto il Rettor Maggiore precedente e attuale, il loro Vicario e il Consigliere Regionale della Mediterranea, che in questi anni non hanno mancato di far sentire la loro vicinanza.
Un ringraziamento tutto particolare poi è per me doveroso – ma ancor più è un’esigenza dell’anima – rivolgerlo a quei confratelli con i quali in questi anni ho vissuto a contatto più stretto e collaborato in modo più intenso nel Consiglio ispettoriale: a loro va la mia riconoscenza sentita e fraterna. Don Michele Molinar, che ha svolto l’incarico di Vicario ispettoriale con grande passione, sacrificio, creatività e spirito di fraternità. Don Giorgio Degiorgi, col quale abbiamo affrontato il nodo degli aspetti economici, amministrativi e gestionali: Don Giorgio ha svolto un lavoro molto grande per mole, qualità ed efficacia. Don Alberto Goia, per il servizio intelligente, progettuale e comunionale nella PG; con lui sono stati avviati e realizzati alcuni progetti pastorali importanti per la vita dell’ICP. Don Claudio Belfiore, che in questi anni ha offerto al Consiglio ispettoriale l’apporto prezioso della sua esperienza di vita salesiana, a partire dalla prospettiva della Formazione Professionale. Don Alessandro Borsello, Don Alberto Martelli, il Sig. Alessandro Parolini (e prima ancora Don Mauro Balma, Don Stefano Mondin, il Sig. Lucio Reghellin e don Claudio Durando). Sono molto riconoscente a tutti per lo stile collaborativo e comunionale che abbiamo vissuto nel Consiglio in questi anni. Un augurio fraterno rivolgo ai consiglieri recentemente nominati: Don Riccardo Frigerio e Don Fabio Mamino: vi auguro di poter supportare con grande impegno e senso di responsabilità il servizio di Don Giorgio. Non posso infine non ringraziare Don Paolo Camussi, che ha vissuto il compito di Segretario Ispettoriale con tutta la sua competenza e saggezza. Grazie anche a Don Fabiano Gheller e Don Matteo Vignola, che, pur non essendo consiglieri, hanno però lavorato intensamente nel Centro ispettoriale per la CP e l’Animazione Vocazionale. Un grazie infine altrettanto doveroso e sentito va al “Senato” dell’Ispettoria, e cioè al gruppo dei Direttori; in questi anni so di aver chiesto ad alcuni di loro compiti particolarmente onerosi: il Signore ve ne renda merito. Ho trovato in voi disponibilità e generosità, e vi ringrazio di cuore; come pure ringrazio per i consigli che alcuni di voi hanno saputo offrire nei nostri incontri ispettoriali o a livello personale, a beneficio mio e di tutta l’ispettoria.
Bello e intenso ritengo sia stato anche il rapporto con alcuni/e componenti della Famiglia Salesiana (grazie Suor Emma!) e con i numerosi laici corresponsabili, in particolare con coloro che guidano opere ad affidamento laicale. Vi ringrazio sia per l’impegno di custodia e trasmissione del carisma, sia per le relazioni schiette e durature che nel tempo abbiamo instaurato.
Ringrazio infine (the last but not the least!) i giovani, quelli impegnati più direttamente nel MGS e tutti i ragazzi e giovani incontrati in questi anni nella Comunità Proposta, a Valdocco, nelle opere, nei campi estivi, nei pellegrinaggi e nelle altre manifestazioni ispettoriali: so che i miei incontri con loro sono stati oggettivamente pochi; tuttavia dico con forza: carissimi giovani, vi ho portato, vi porto e vi porterò sempre nel cuore: siete la speranza della Chiesa e del mondo, e sorgente di grande gioia per me e per tutti i salesiani. Ci sono tanti, tantissimi giovani, che hanno raccolto o che sono pronti a raccogliere il testimone del carisma di Don Bosco nelle diverse vocazioni in cui esso si esprime. Rendo lode a Dio per tutti loro e li ringrazio per la loro testimonianza cristiana e salesiana, oltre che per la loro presenza amichevole e gioiosa nella mia vita.
Carissimi, in questi sei anni mi sono sentito serenamente accolto e ho potuto conoscere in modo approfondito il territorio di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania. Ho imparato ad amare profondamente questa terra e naturalmente le persone che la abitano. Qui mi sento a casa mia e credo che continuerò a sentirmi a casa mia anche quando vi tornerò in seguito, partendo dal luogo dove l’obbedienza a breve mi condurrà. L’ICP è una bellissima ispettoria, di cui essere umilmente e convintamente orgogliosi! A cominciare dalla significatività carismatica unica al mondo derivante dalla presenza dei luoghi delle origini e del primo sviluppo del carisma (è un dono grande per me poter abitare dove Don Bosco è vissuto e ha operato!); a seguire con l’abbondanza dei tanti esempi di santità offertici dai santi sociali vicini a Don Bosco (il chilometro quadrato della carità, come ha definito il Cardinal Repole la zona in cui è inclusa Valdocco); a proseguire con le tante bellezze naturali e storico-artistiche, con le realizzazioni industriali…
Bellissime poi sono le nostre opere: alcune belle anche artisticamente; ma belle soprattutto per le persone che le compongono, a cominciare dai ragazzi; e belle per la progettualità e l’azione educativo-pastorale che portano avanti. Questo non significa che il lavoro sia semplice e che non ci sia bisogno di migliorare: grandi sono le sfide che le CEP devono quotidianamente affrontare; quanto lavoro da parte dei confratelli e dei laici corresponsabili, quanto lavoro da parte dei componenti della Famiglia Salesiana e dei giovani più impegnati! Esistono tante attività educativo-pastorali sul territorio, a testimonianza del grande impegno profuso da tutti per il bene dei ragazzi e della gente. Bisogna rendere merito al sacrificio di numerose persone che hanno donato la vita e continuano a donarla perché si realizzi sempre più concretamente il regno di Dio in mezzo alla gente di questa porzione di mondo.
Particolarmente belle sono quelle opere dove si lavora per i giovani più poveri, che riservano loro una progettualità particolare, che sanno indirizzare per loro energie rinnovate. Don Bosco diceva “basta che siate giovani perché io vi ami assai”, e quindi tutti i giovani si trovano nell’orizzonte della spiritualità e dell’azione pastorale salesiana; ma diceva anche che la gioventù pericolante era quella che doveva essere privilegiata dalla nostra attenzione educativa: dunque ben vengano opere attente a tutti i giovani, ma che custodiscano comunque e sempre al proprio interno un’attenzione preferenziale progettuale per quelli più poveri.
Come personale augurio e incoraggiamento per ciascuno di voi (lo dico per tutti, ma specialmente per i confratelli) mi sento di dire questo: vi auguro di vivere con sempre rinnovata passione il carisma di Don Bosco, il Da mini animas cetera tolle. Vi auguro di non lasciar spegnere mai dentro di voi il fuoco che il Signore vuole continuare a tenere acceso – o vuole accendere ex novo – nel nostro territorio, tra le tante persone, specialmente giovani, che Lui ha voluto e vuole continuare ad affidarci. Vi auguro di rimanere sanamente inquieti se non riuscite a raggiungere, ad avvicinare, a dialogare con i giovani! Siamo chiamati a questo, non dimentichiamoci di rimanere in ascolto degli appelli che il Signore – attraverso i giovani – ci indirizza. La vitalità del carisma di conseguenza comporta – per il Centro ispettoriale, le comunità religiose e le CEP – anche una costante attenzione al ridisegno delle nostre presenze, e cioè al ripensamento continuo sia dell’efficacia pastorale delle opere o dei settori posti all’interno di esse, sia della qualità di vita fraterna che riusciamo a generare.
Ai corresponsabili della missione (consacrate/i o laici che siano) auguro – perché ce lo chiede la storia, in cui abita il Signore – di lavorare sempre più insieme (sdb, consacrate/i, laici, giovani), e di prepararci alla missione attraverso una formazione condotta anch’essa insieme e messa gradualmente a sistema. Ciò comporta sia un accompagnamento sempre più calibrato alle opere e ai settori guidati direttamente da laici corresponsabili; sia un modo diverso di intendere il “potere”, la responsabilità, il governo. Siamo chiamati a sperimentare una sorta di “contaminazione dell’idea di governo” così come la abbiamo intesa fino ad ora; parlo di una modalità di governo che non è attualmente codificata, ma che è da ricercare con saggio discernimento (per esempio nel rapporto tra Consiglio locale e Consiglio della CEP). Per rinnovare la missione non mi pare ci sia altra strada – se vogliamo essere veramente efficaci – di quella di mettere insieme le forze delle diverse vocazioni nella CEP!
Circa i destinatari, vi auguro di poter conservare e rafforzare il desiderio e la scelta di lavorare per i ragazzi più poveri, quelli che nessuno è interessato a rubarci… ma che sono invece particolarmente cari agli occhi e al cuore di Dio. Oso rivolgervi (ai consacrati in particolare) ancora un altro augurio: che possiate accogliere sempre più giovani in casa nostra, scegliendo di condividere con loro diversi momenti della nostra vita; alcune comunità già lo facevano, altre hanno ripreso a farlo con modalità innovative, altre ancora stanno provando a progettarlo; credo sinceramente che la nostra efficacia pastorale e il rinnovamento del nostro carisma passi anche attraverso questa scelta di “contaminazione fraterna” fortemente desiderata da Don Bosco.
Permettetemi un penultimo saluto e augurio affettuoso a Pierluigi Livani che incomincerà il cammino di Noviziato l’8 settembre; al futuro professo perpetuo Antonio Squillace; ai diaconi Don Tomas Kivita e Don Alessio Moretto che si preparano a ricevere l’ordinazione sacerdotale.
L’ultimo pensiero va a Don Giorgio Degiorgi: il Rettor Maggiore lo ha scelto per l’ICP nella certezza che farà molto bene all’Ispettoria: sapete certamente che Don Giorgio è una persona ricca di qualità umane e spirituali, è stimato da tutti, ha il cuore rivolto ai ragazzi più poveri come Don Bosco e desidera seguire
il Signore con grande passione e fedeltà. Però – dirò un’ovvietà, ma la dico lo stesso – all’ICP non sarà sufficiente il solo suo impegno (che ci sarà, e sarà certamente tanto, anzi, sarà totale!), se accanto a lui non si vedrà contemporaneamente la collaborazione e l’impegno di tutti; la forza della comunione, del vivere e lavorare insieme, sarà la carta vincente per far continuare a crescere questa particolare porzione di Chiesa, che ha il mandato di trasmettere il carisma salesiano nel territorio della ICP. Buon lavoro allora, carissimo Don Giorgio, e buon lavoro a tutti voi nella vigna del Signore; un Lavoro che certamente si si abbinerà al Pane e al Paradiso (cfr il Campo PLP…).
Per l’insediamento di don Giorgio come sapete ci diamo appuntamento sabato 18 alle 11, nella basilica di Maria Ausiliatrice. Seguirà un pranzo a buffet per tutti. È un momento molto importante di comunione per l’Ispettoria: spero dunque che riusciremo a essere presenti in massa, sia come SDB che come CEP.
Un grande abbraccio a tutti, unito all’augurio di poterci incontrare in occasione di qualche vostra visita a Roma, magari nel Comprensorio Callistiano.
Il Signore vi benedica e vi protegga, Maria Ausiliatrice sia per voi Madre e Maestra; Don Bosco rimanga il modello da seguire e colui che ci insegna la passione per la salvezza terrena ed eterna dei giovani, nel cercare la quale troviamo la nostra personale salvezza. Buon cammino nell’infinito mistero di Dio!
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Con tanto affetto e riconoscenza in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP
Madama Chiosco: due giorni a Riga per riunire i partner del progetto IMPATTO
/in Notizie ispettorialiIl 9 e 10 luglio Riga ha accolto il progetto Madama Chiosco – Un giardino per la comunità con la sua luce estiva e con l’energia di una città che, di notte, cambia volto e racconta storie diverse. L’occasione era la partecipazione all’evento finale del progetto 2Nite, una tappa importante che ha riunito tutti i Paesi coinvolti nel programma IMPATTO. Due giorni intensi, pieni di incontri, scoperte e relazioni che continueranno a crescere.
Il primo giorno è iniziato con un momento di confronto dedicato al progetto 2Nite: abbiamo ascoltato le esperienze di chi lavora ogni giorno sulla vita notturna di Riga, sulle sue sfide e sulle opportunità che può offrire ai giovani.
Poi, quando il sole è sceso, abbiamo iniziato il nostro tour notturno. Camminare per le strade di Riga di sera è stato come entrare in un’altra città: più viva, più complessa. Abbiamo visitato i locali e gli spazi in cui nasceranno le attività con i ragazzi, osservando da vicino le dinamiche che emergono dopo il tramonto. È stato un momento prezioso per capire davvero il contesto in cui il progetto si muove.
Il giorno successivo ci siamo ritrovati nelle sale del Comune di Riga. Uno dopo l’altro, i partner di Spagna, Romania, Portogallo e Italia hanno presentato i propri progetti, condividendo visioni, metodi e risultati. Ascoltare le esperienze degli altri Paesi è stato come aprire una finestra su mondi diversi, ma uniti dalla stessa volontà: creare spazi più inclusivi, più sicuri e più partecipati per i giovani.
Con i rappresentanti dei progetti IMPATTO è stato bello confrontarsi, scambiare idee, conoscere nuove realtà e rafforzare una rete che non si ferma qui. Anche Madama Chiosco ha trovato spazio per raccontarsi, per intrecciare relazioni e per portare la propria esperienza dentro un dialogo europeo che continua a crescere.
Abbiamo anche fatto un giro nel quartiere e al mercato, incontrando persone, ascoltando storie e respirando quella quotidianità che dà senso concreto ai progetti e alle relazioni che vogliamo continuare a coltivare
L’incontro si è concluso con una foto di gruppo, semplice ma significativa, che racchiude il senso di un percorso condiviso.
Questi due giorni sono stati uno dei momenti più significativi del percorso: tutti i Paesi coinvolti nel progetto IMPATTO si sono ritrovati nello stesso luogo, hanno condiviso visioni e hanno costruito un pezzo di strada comune.
Madama Chiosco è un progetto sociale, educativo e culturale che valorizza il Giardino Giorgio Anglesio, tra via Madama Cristina, corso Dante e via Giotto a Torino, trasformandolo in uno spazio accogliente, animato e aperto a tutte e tutti.


























