CNOS-FAP Rebaudengo: il Reba saluta don Bosco

Come da tradizione, i ragazzi del CNOS-FAP di Rebaudengo si sono recati in visita nel cuore della Salesianità, a Valdocco, per comprendere meglio l’insegnamento del Fondatore, don Bosco, anche per salutarsi al termine dell’anno scolastico.
Oggi, grazie a don Bosco, migliaia di giovani in tutta Italia frequentano e imparano un mestiere nei centri di formazione professionale salesiana, come quello del Rebaudengo.

Come era solito ripetere don Bosco

“tutti i ragazzi che entrano in una casa salesiana sono sotto la protezione del mantello di Maria Ausiliatrice”

Nella giornata dedicata, i ragazzi hanno poi fatto visita alla Basilica di Maria Ausiliatrice, a conclusione di una mattinata di incontri e di visite ai luoghi più significativi della vita del Santo.

Liceo San Lorenzo Novara: festa di fine anno – 31 maggio 2019

Venerdì 31 maggio si è svolta la festa di fine anno scolastico per il liceo di San Lorenzo di Novara.

Come di consueto è stata celebrata la Santa Messa, al termine della quale sono state chiamate le coppie di genitori e/o nonni degli allievi i cui anni di matrimonio risultavano pari ad un multiplo di un lustro.

Conclusasi la funzione, vi è stato il momento dell’apericena, preparata dai generosi volontari.

Tutti i partecipanti si sono poi recati in teatro. Il preside ha premiato gli studenti che più si sono distinti durante tutto l’arco dell’anno scolastico. I ragazzi del liceo sono eccelsi in campo artistico, letterario, scientifico, sportivo, vincendo concorsi o tornei anche a livello nazionale. Inoltre sono stati richiamati sul palco gli studenti che l’anno precedente hanno ottenuto il diploma con il massimo punteggio; gli stessi hanno ricevuto il premio dal MIUR.

Infine sono stati proiettati i video creati dalle Quinte per ripercorrere insieme i loro anni passati tra le mura del nostro liceo. I ragazzi hanno poi voluto ringraziare tutti gli insegnanti e le segretarie della scuola. Insieme hanno deciso di fare una donazione alla Onlus dell’ospedale Maggiore di Novara, reparto di terapia intensiva prenatale.

Come ogni anno la festa ha portato con sé grande felicità, anche tra i ragazzi dell’ultimo anno, un po’ dispiaciuti di lasciare i corridoi del San Lorenzo, ma consapevoli di essere parte di una grande famiglia che non li lascerà mai soli.

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CNOS-FAP Vigliano: studenti ospiti in prefettura per “Il processo alla mafia”

Venerdì 31 maggio scorso, i giovani del CNOS-FAP di Vigliano Biellese hanno potuto mettere in scena il loro “Processo alla Mafia” presso il Palazzo del Governo di Biella su invito del Prefetto Annunziata Gallo.

Si riporta l’articolo pubblicato sul quotidiano online di Biella e del biellese www.newsbiella.it a cura di Eulalia Galanu.

Ci sono serate destinate a restare nella storia di un Centro di Formazione, di una Scuola, di un giovane, di un insegnante. Ieri sera è stata certamente una di quelle sere. Nella cornice straordinaria del Palazzo del Governo, invitati da S.E. il Prefetto di Biella, Annunziata Gallo, i giovani del CNOS FAP (Centro Nazionale Opere Salesiane – Formazione Aggiornamento Professionale), di Vigliano Biellese hanno portato il lavoro nato a Muzzano lo scorso anno mettendo in scena “Il Processo alla Mafia”.

Numerose le autorità presenti, entusiasti i ragazzi, emozionati i formatori. La serata si è aperta con il saluto del Prefetto che ha introdotto una interessante relazione di Silvano Esposito che ha definito la cornice storica dei fatti trattati dai ragazzi. La presentazione del progetto da parte dell’insegnante Stefano Ceffa ha preceduto la rappresentazione che ha raccolto grandi consensi e unanime apprezzamento. Nata lo scorso anno come attività didattica quando gli allievi frequentavano il Centro salesiano di Muzzano, si è sviluppato un poderoso lavoro di ricerca che ha portato i giovani studenti ad approfondire centinaia di profili di vittime innocenti delle mafie, di uomini e donne impegnati quotidianamente nel contrasto alle organizzazioni criminali.

Quel lavoro ha avuto come esito una pubblicazione quasi giornaliera di profili delle personalità studiate sul profilo Facebook del Centro divenendo un vero e proprio “pungolo” nelle coscienze di ciascuno. Al termine dell’anno scolastico, la mole di materiale è stata enorme e si è tradotta per volontà dei ragazzi in quello che è divenuto “Il Processo alla Mafia”. Un vero e proprio processo in cui non si mettono sul banco degli imputati semplicemente le organizzazioni criminali ma anche quella illegalità che un po’ appartiene a ciascuno e che diventa talvolta comodità o scorciatoia.Tanta la commozione in sala e nei ragazzi che come “consumate star” non si sono negati a strette di mano e complimenti da parte degli ospiti. In sala, il Questore di Biella, il Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, la Presidente del Tribunale, Avvocati, funzionari della Questura e della Prefettura, S.E. il Vescovo di Biella Mons. Roberto Farinella e le Senatrici Nicoletta Favero e Donatella Albano giunta appositamente da Bordighera per assistere al lavoro che ha contribuito a far nascere. Tra il pubblico, invitato anche il Circolo Culturale Sardo di Biella, presente con presidente e segretario.

“A Sua Eccellenza il Prefetto di Biella, dottoressa Annunziata Gallo – commenta il prof. Stefano Ceffa – nell’occasione vera e propria regista, va il nostro grazie. Un grazie pieno di riconoscenza e di stima per l’onore che ci ha fatto invitandoci per l’apertura dei festeggiamenti del 2 giugno e per il modo con cui ha amato i nostri ragazzi, per la tenerezza e l’energia cha ha usato nei loro confronti stimolandoli ed incitandoli e per la delicatezza con cui ha mostrato alla nostra Provincia la ricchezza del cuore e delle menti dei nostri giovani. Giunga – conclude il docente che ha guidato e portato a buon fine questa particolare attività di formazione – forte il grazie del Centro ai ragazzi che hanno dato vita ad un momento che rimarrà nella storia della Formazione Professionale ed in particolare del Centro CNOS FAP di Vigliano Biellese, che fa essere i responsabili dell’agenzia formativa orgogliosi di ciascuno di loro”.

Numeroso il team di attori: Nicholas Monte, Carlo Marsano, Nicolo’ Bellossi, Cristian Voltarel, Kevin Ongaro, Eric Verdoia, Giorgia Pidello, Francesca Ginepro, Federico Vanini, Matteo Revlechione, Leonardo Spigarolo, Andrea Vallera, Giulia Zerbetto, Lorenzo Bottura, Sanata Duo’ Ludovico Pillon. Insieme a loro, Fabio Coppo e Piera Rolando, formatori che hanno seguito i ragazzi e collaborato per la buona riuscita dello spettacolo e i ragazzi che non hanno partecipato alla serata ma hanno accompagnato lo spettacolo nella altre occasioni: Sara Coppa, Riccardo Cordone e la Formatrice Erika Romano.

Scuola media Salesiani di Bra: tra gare di matematica e azioni di solidarietà

Sono numerose le attività e le iniziative che coinvolgono i ragazzi della scuola media salesiana “San Domenico Savio” di Bra.
Gli alunni hanno partecipato, con ottimi risultati, alla gara di matematicaKangourou” 2019, organizzata dall’Università degli Studi di Milano e svoltasi presso l’Istituto San Domenico Savio il 21 marzo scorso. Come primo classificato, l’alunno Olivero Edoardo della classe terza, il quale parteciperà alla semifinale che si terrà il 18 maggio al Politecnico di Torino. Nella classifica interna alla scuola, si sono aggiudicati i primi tre posti nella categoria Cadet (classe 3) gli alunni: Olivero Edoardo, Basso Alessandro e Bruna Andrea; per la categoria Benjamin ( classe 2 ): Ghidone Giorgia, Dogliani Maria Lucia e Likaj Cristian; per la categoria Benjamin ( classe 1 ): Chiesa Matteo, Santisi Matilde e Delfino Lisa.

A tutti gli alunni che hanno partecipato e che si sono impegnati in questa competizione nazionale i nostri più sentiti complimenti.

Le insegnanti

Altre iniziative che hanno caratterizzato la scuola media salesiana di Bra hanno riguardato alcune azioni di solidarietà: la colletta alimentare presso il supermarket dell’Oltreferrovia, la lotteria per sostenere la missione salesiana in Cina, le offerte a favore delle missioni in Africa e l’adozione di un ragazzo boliviano. In merito, si riporta l’articolo gentilmente fornitoci da Emanuele Cravero e Alessandro Basso (terza media).

Sono numerose le proposte di educazione alla solidarietà proposte agli alunni della scuola media salesiana “San Domenico Savio” di Bra durante l’anno scolastico: la Colletta Alimentare presso il supermarket dell’Oltreferrovia, il sostegno con la lotteria alla missione salesiana in Cina a favore dei bambini invalidi, la tradizionale adozione di un allievo boliviano nella scuola fondata da don Binello, infine l’aiuto in materiali ed offerte per le attività del volontario Marco in Africa. Di quest’ultima ce ne parla direttamente un alunno di terza media.

Un mattino gli allievi della nostra scuola hanno assistito alla testimonianza del signor Marco, un volontario che da parecchi anni insieme alla sua famiglia aiuta i bambini delle periferie di Adis Adeba in Etiopia e quelli di Nairobi in Kenya organizzando delle Estate Ragazzi e riuscendo così a salvarli dalle strade. Durante la prima ora, dove erano presenti tutti gli alunni delle tre età, Marco ha proiettato alcune foto dove si potevano osservare le zone dove lui era principalmente attivo e si poteva osservare come le condizioni sociali di quei posti sono inferiori a quelle dove viviamo noi; inoltre in quelle zone i bambini sono maggiormente esposti a malattie e quindi la mortalità infantile è maggiore e più frequente. Successivamente ha proiettato vari video e fotomontaggi dove i protagonisti principali erano i bambini africani. A questi appuntamenti ludici partecipano soprattutto i bambini delle più teneri età, ma anche i giovani li apprezzano e aderiscono, informa il volontario , ma quello che accomuna tutti è il divertimento provato mentre si gioca e ci si diverte, ma anche l’ impegno quando bisogna fare i compiti o si provano nuove attività manuali nei vari laboratori. Alla fine della sua presentazione, varie erano le domande rivolte a Marco dagli alunni. Alcune riguardavano l’accoglienza da parte dei bambini verso di loro. Il volontario ha risposto dicendo che i piccoli erano entusiasti al loro arrivo e sono corsi subito ad abbracciarli e a voler giocare con gli animatori. Altre erano riguardavano il problema linguistico. Per Marco questo non era un problema, visto che in Kenya si parla inglese, invece in Etiopia si utilizza una lingua con un alfabeto completamente differente, e quindi diventava una difficoltà, ma gli animatori sono comunque riusciti a farsi capire e hanno trascorso delle fantastiche settimane.

In un secondo momento, gli alunni di terza hanno avuto un ulteriore dialogo con Marco riguardo alla sua esperienza, e alla fine di questo è stato chiesto loro di scrivere su un foglio le loro opinioni circa quello che avevano sentito. Eccone alcune:” Sono stato molto colpito su come quei bambini, nonostante avessero poco, si divertissero così tanto”, oppure:” Grazie a persone come Marco si può capire come l’influenza di una persona buona di spirito può cambiare le nostre vite”, ma anche:” Si può vedere grazie a Marco che il volontariato porta sempre buoni frutti”. I ragazzi sono stati molto impressionati nel sentire l’esperienza del volontario, e grazie a questi interventi possono “aprire gli occhi” al Mondo che li circonda e capire che dare una mano al prossimo sia utile per gli altri ma soprattutto per se stessi.

Emanuele Cravero e Alessandro Basso

Incontro degli Ispettori della Regione Mediterranea

Dal 23 al 28 aprile si è svolto nella casa salesiana di Santeramo in Colle (BA) l’incontro degli Ispettori della Regione Mediterranea, guidati da don Stefano Martoglio, Consigliere per la Regione Mediterranea.
Gli argomenti all’ordine del giorno hanno riguardato: le problematiche riguardanti Spagna e Portogallo, argomentate dagli Ispettori arrivati della penisola iberica; l’attenzione su alcune tematiche economiche della Regione Mediterranea, con l’intervento dell’Economo Generale, Jean Paul Muller, Salesiano Coadiutore, e alla presenza di alcuni economi ispettoriali; alcune questioni di rilievo per gli Ispettori dell’Italia (CISI), segnalate da don Roberto dal Molin e affrontate alla luce di alcune indicazioni offerte da don Francesco Cereda, Vicario del Rettor Maggiore.

In un momento libero dagli incontri, gli Ispettori hanno potuto far visita alla città di Matera, eletta Capitale Europea della Cultura per il 2019.

 

Savio Club: esercizi spirituali delle scuole medie a Colle Don Bosco

Dall’11 al 13 aprile scorso si sono svolti gli esercizi spirituali delle scuole medie presso Colle Don Bosco, raggiungendo 150 partecipanti.

Tra i presenti, i novizi di Monte Oliveto, le postulanti Figlie di Maria Ausiliatrice di Torino, alcuni animatori e alcuni catechisti delle scuole salesiane del Piemonte.

Una iniziativa che da anni si propone alle scuole medie del Piemonte e della Valle d’Aosta.

I ragazzi hanno lavorato sul tema “Ho desiderato mangiare questa Pasqua con voi“, una sorta di preparazione  alla Pasqua ormai prossima, riflettendo soprattutto sulla parabola dei talenti: il Signore ci chiama dandoci dei doni specifici da mettere a servizio degli altri.

Si è poi lavorato e riflettuto sul “Sogno dei 9 anni“, ricordando come Don Bosco si è sentito dire “renditi umile, forte e robusto“.  A tal proposito sono intervenuti dei testimoni che hanno parlato di questi 3 aspetti.  Ulteriore riflessione è stata poi dedicata alla vocazione di Mosé, che al roveto ardente si è sentito dire di togliersi i sandali per poter poi andare a servire il suo popolo.

Un’esperienza valida a motivo della scelta ottima fatta dai responsabili delle singole case.

Sicuramente la presenza dei novizi e delle postulanti ha aiutato a creare un clima familiare dove preghiera, formazione, divertimento e relazioni sono stati ben dosati nello stile di don Bosco.

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Tre escursioni alla scoperta del “Cammino di Don Bosco”

TORINO. Tre cammini (alto, medio e basso) per scoprire le terre che hanno dato i natali e che hanno visto Don Bosco muovere i primi passi. E’ quanto organizza l’associazione Nordic Walking Andrate, nell’ambito del progetto “Strade di Colori e Sapori”, con la collaborazione e il patrocinio della Città Metropolitana di Torino.

Il Cammino Don Bosco è un itinerario di poco più di 160 km, che dal centro di Torino raggiunge il Colle Don Bosco secondo tre vie: il Cammino alto, che passa per la Basilica di Superga, l’Abbazia di Vezzolano e Castelnuovo Don Bosco; il Cammino medio, che attraversa Baldissero Torinese, Pavarolo, Montaldo Torinese, Marentino, passando per il Lago di Arignano; il Cammino basso, che tocca i parchi della collina torinese, Pecetto Torinese, Chieri e Buttigliera d’Asti.

Per i prossimi appuntamenti e il programma delle escursioni visita il sito.

 

Cnos-Fap Piemonte – Assemblea dei Soci dell’Associazione

Si è svolta mercoledi 27 febbraio 2019 l’assemblea dei Soci dell’Associazione Cnos-Fap Piemonte presso Valdocco – Torino. Ecco una sintesi della relazione del Presidente don Enrico Stasi, in cui emergono numeri, tipologie di attività e progetti che sono stati realizzati nell’anno 2017-18 (Il dato dei Servizi al Lavoro è parziale ed è riferito al periodo settembre 2018 – febbraio 2019):

  • 3500 allievi in Obbligo di Istruzione (26 con contratto di apprendistato di primo livello), che frequentano le 156 annualità dei corsi triennali di qualifica dopo “la terza media” in 14 settori professionali o mestieri, ci cui oltre il 14% di nazionalità diversa da quella italiana mentre il dato nazionale si attesta all’8%;
  • 482 allievi, di cui 74 con contratto di apprendistato, in corsi in modalità “DUALE”;
  • 636 allievi adulti disoccupati, in 30 corsi della durata tra che varia dai 150 alle 1000 ore, per un totale di 25.190 ore di formazione;

L’Associazione Cnos-Fap Regione Piemonte è presente in 13 Centri di Formazione Professionale del territorio. La sede di servizi e di coordinamento regionale con 449 operatori, tra formatori e personale, svolge diverse funzioni  nelle tre aree territoriali nella quale è suddivisa:

  • Piemonte Orientale (Vigliano B.se, Vercelli, Novara, Alessandria e Serravalle Scrivia);
  • il Cuneese (Bra, Fossano, Saluzzo e Savigliano);
  • Città Metropolitana di Torino (Valdocco, San Benigno, Rebaudengo e Agnelli).

I settori professionali in cui si erogano le attività formative per gli allievi minori ed adulti, secondo le norme dell’accreditamento regionale nel rispetto delle figure professionali nazionali sono: meccanica industriale, elettrico ed elettronico, automotive, grafica, turistico alberghiero, ristorazione, agroalimentare, informatico, falegnameria, benessere acconciatura ed estetica, servizi alla vendita.

Suor Carla De Noni, la spia dei servizi segreti partigiani

Si riporta qui l’articolo a cura della redazione del Corriere di Torino del 18 marzo il quale tratta della storia di Suor Carla de Noni emersa grazie alla pubblicazione del libro “Resistenza Svelata” del giornalista-scrittore Daniele La Corte.

È la storia di una donna e di una religiosa che, pur con tutte le difficoltà di vestire la tonaca lotta per la libertà contro il nazifascismo stando al fianco dei partigiani: è la vicenda di Suor Carla De Noni (1910-1999), un vero e proprio agente segreto.

Emerge grazie alla penna del giornalista-scrittore ligure Daniele La Corte. L’avvincente storia della religiosa nata il 18 giugno 1910 tra le dolci pendici delle Precalpi Trevigiane nel  Comune di Ravine lago.

Una donna di fede che durante la seconda guerra mondiale ha saputo con grande coraggio fare scelta difficilissima, abbracciando la ad alcune consorelle e amici sacerdoti.

INTELLIGENCE INGLESE

Già staffetta partigiana, entrò a far parte del cosiddetto “Servizio X”: organizzazione di agenti segreti italiani collegata ai servizi inglesi, operativa dal febbraio 1944, in grado di coordinare informazioni e missioni dei “ribelli” operanti in più parti d’Italia ma prevalentemente tra la Liguria, Piemonte e Lombardia.

Le rischiosa imprese di Suor Carla ora emergono dal libro di La Corte, “resistenza svelata-l’agente segreto suor Carla de Noni” (Fusta Editore), che verrà presentato sabato 24 novembre nel paese natale della religiosa.

Ma chi era davvero suor Carla? Perché il suo ruolo nella Resistenza emerge solo ora?

“In realtà io avevo sentito parlare di questa suora straordinaria fin da bambino” confida La Corte, la cui madre era originaria di Villanova di Mondovì, piccolo paese in provincia di Cuneo dove dal Veneto finì la suora trevigiana insieme alle consorelle, a causa di “incomprensioni” con un sacerdote.

Però a Villanova di lei si parlava soprattutto a causa di un miracolo, avvenuto il 20 aprile del 1945, cinque giorni prima della Liberazione: il treno su cui viaggiava suor Carla venne colpito da un aereo americano.

La religiosa ne uscì sfigurata e per giorni lottò tra la vita e la morte.

A salvarla furono le preghiere della superiora Maria Virginia Lazzari.

Secondo i documenti della chiesa Cattolica risolutiva sarà l’invocazione a don Filippo Rinaldi, sacerdote salesiano, terzo successore di Giovanni Bosco, morto in onore di santità e poi beatificato da Papa Giovanni Paolo II.

Con immenso stupore dei medici che la davano ormai defunta, suor Carla, il cui volto era per metà sfigurato, guarì. L’osso mandibolare si ricostruì da sé e il miracolo venne ufficilamente riconosciuto dalla Chiesa.

LA MISSIONE IN TRENO

Pochi però sanno che suor Carla in quel treno viaggiava da agente segreto, per portare cibo, medicinali e preziose comunicazioni ai partigiani.

Si può dunque dire che fu vittima di “fuoco amico”.

A svelare il lato nascosto della vicenda è stato un altro eroe della Resistenza, Aldo Sacchetti, decorato al valor militare, scomparso pochi giorni fa a Carrara. Aveva 97 anni.

I suoi ricordi, raccolti in extremis, sono stati per La Corte un’autentica folgorazione, l’ultimo atto di una storia iniziata tanti anni prima, nel paese della mamma, dove Daniele allora bambino andava tutte le estati a trovare i nonni.

Sembra quasi che suor Carla abbia più volte tentato di inviare messaggi allo scrittore, facendogli incontrare a Villanova una professoressa autrice di un libretto.

In quell’opera però si parlava soprattutto degli aspetti religiosi della sua vita: la vocazione, il miracolo, il ruolo di madre superiora, la diffusione dell’Ordine in Romania. Non era il primo segnale: qualche anno prima c’era stato l’incontro con una rivista speciale, in un mercatino dell’antiquariato.

LA SCOPERTA

Sfogliavo una vecchia Domenica del Corriere e ho visto la tavola in cui era descritto l’evento miracoloso. Il treno, la suora sfigurata che si vedeva e non si vedeva: era lei! “. Raccontare la sua storia è diventata una necessità, un dovere nei confronti di una donna eccezionale che va ricordata a tutto tondo.

Il romanzo storico segue il percorso di Suor Carla (all’anagrafe Caterina Giuseppina detta Ninetta) da Revine a Mondovì, attraversando gli anni bui della Grande Guerra, l’impatto con la morte, la povertà l’ingresso in convento nel 1927 sulle orme del fratello Giacomo già sacerdote, i diplomi per diventare insegnante ed infermiera, i voti nella congregazione delle Servite prima, passando nel 1940 a vestire l’abito delle Suore Missionarie della Passione di Gesù, istituto fondato da Virginia Lazzari.

Fu con la superiora Madre Virginia che suor Carla operò a Villanova e nel vicino Santuario di Santa Lucia: una svolta importante nella sua vita poiché, proprio nel Santuario, suor Carla cominciò ad accogliere, nascondere, rifocillare e aiutare i primi partigiani collaborando con alcuni preti antifascisti, rischiando la vita.

DON BRUNO

Fondamentale fu l’incontro con il prete combattente don Bruno.

Negli stessi anni la suora infermiera lombarda, Artemisia, curava di nascosto a Pietra Ligure gli uomini della resistenza feriti, nascondendoli in un padiglione segreto dell’ospedale di Santa Corona.

Il merito di Daniele La Corte è quello di aver dato giusto valore e dignità ad una donna, come suor Carla De Noni, insignita alla fine della Seconda guerra mondiale della medaglia d’argento al valore militare per il ruolo attivo svolto durante la Resistenza e poi dimenticata.

Eppure il servizio X era considerato all’epoca importantissimo, come ha testimoniato Sacchetti, il partigiano di Carrara (romano d’origine) che l’8 settembre del 1943 si unì alla banda “Italia Libera” di Duccio Galimberti e nel 1944, in valle Pesio con il capitano Piero Cosa, assunse il comando della brigata, poi della III Divisione Alpi, divenendo anche capo collegiale del Servizio X con l’avvocato Dino Giacosa.

L’autore scava nei pensieri della giovane suora, al tempo poco più che trentenne, in una girandola continua di flashback, per accompagnare il lettore attraverso le varie missioni che lei e altri “ribelli” mettono a segno.

Un monito a non dimenticare, perché la Grande storia non è costruita su date e numeri ma resa tale delle azioni di uomini e donne in carne ed ossa, con pensieri, sogni, aspirazioni, paure.

Donne e uomini che hanno fatto la differenza.