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Il 150° della nascita del Venerabile don Andrea Beltrami

Ricorre quest’anno il 150° della nascita del Venerabile Salesiano don Andrea Beltrami (Omegna, 24 giugno 1870 – Torino, 30 dicembre 1897), del quale è in corso il processo di beatificazione. Si riporta di seguito l’articolo oggi pubblicato dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS in merito alla ricorrenza e il video-messaggio del Rettor Maggiore con il quale ha espresso un vivo ringraziamento alla comunità cristiana e civile di Omegna.

Omegna celebra il 150°della nascita del Venerabile don Andrea Beltrami, SDB

La città di Omegna, in Piemonte, ricorda quest’anno i 150 anni dalla nascita di don Andrea Beltrami, SDB, del quale è in corso il processo di beatificazione. Nato a Omegna il 24 giugno 1870, fu uno dei primi seguaci di Don Bosco. Era una figura carismatica tanto da affascinare anche don Bosco, che ebbe a dire: “Di Beltrami ce n’è uno solo”. Morì giovanissimo: il 30 dicembre 1897, a 27 anni. Tempo dopo, a testimonianza del legame con la sua città, le spoglie furono portate nella parrocchiale di Omegna, dove sono custodite con affetto e venerazione. Nel 1966 è stato proclamato Venerabile da Papa Paolo VI.

Grazie al parroco don Gianmario Lanfranchini si è costituto un gruppo di preghiera e sono state promosse diverse iniziative per far conoscere don Beltrami e diffonderne la devozione.

Il 24 giugno nella collegiata di Omegna don Pierluigi Cameroni, Postulatore Generale delle Cause dei Santi della Famiglia Salesiana, ha tenuto una conferenza in cui ha presentato “La dimensione oblativa del carisma salesiano”, che trova in don Beltrami il “precursore” di una lunga schiera di uomini e donne che con la loro testimonianza hanno espresso la radice profonda del “Da mihi animas”, manifestata con le esigenze radicali del “cetera tolle”.

Guardando a Cristo Crocifisso e imitando Don Bosco nel cammino del pergolato di rose, diversi membri della Famiglia Salesiana, infatti, sono giunti a “desiderare” la croce e a raccoglierne gaudio interiore. La morte in giovane età, la povertà e l’umiltà, l’esperienza della malattia, la spiritualità offertoriale e vittimale, la partecipazione alla Passione di Cristo e la centralità dell’Eucaristia sono tratti particolarmente profondi, che ricordano la fecondità della sofferenza vissuta nella luce del mistero pasquale.

Nella solenne celebrazione eucaristica, che ha visto la corale partecipazione della comunità cristiana e civile in tutte le sue realtà religiose, civili, politiche e militari, don Cameroni ha sviluppato il parallelo tra la nascita di Giovanni Battista, come evento di grazia nella storia della salvezza che esalta la dignità di ogni vita, e la nascita di don Beltrami, che nella sua breve esistenza “ha vissuto nel giardino salesiano recintato che Don Bosco aveva piantato e irrigato, e dove sbocciavano molti fiori profumati per virtù e santità”.

“Il giovane Andrea – ha continuato don Cameroni – non nascose i talenti del suo padrone, ma con gioia, come un gigante che percorre la corsa della sua perfezione, in breve tempo ha compiuto grandi cose. Don Bosco ‘guardandolo con amore’, disse del giovane Beltrami: ‘uno e unico tra tutti è il Beltrami’, quasi profetizzando la missione singolare che il giovane salesiano sarebbe stato chiamato a compiere come pietra fondante dell’edificio salesiano che andava crescendo. Lo sguardo di Don Bosco è qualcosa che generò il giovane Andrea non solo alla vita salesiana, ma ad una modalità tipica con cui il giovane salesiano seguirà il Padre dei Giovani nel cammino del pergolato di rose”.

Anche il Rettor Maggiore ha voluto sottolineare questa ricorrenza inviando un video messaggio con il quale ha espresso un vivo ringraziamento alla comunità cristiana e civile di Omegna perché da sempre ha conservato la memoria viva di don Andrea Beltrami come concittadino illustre e come autentico discepolo di Gesù, alla sequela del Maestro, sulla via della Croce vissuta con amore.

Info ANS: due importanti processi in cui coinvolgere tutti i salesiani

Si riporta di seguito l’articolo pubblicato ieri dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS in merito ai due processi in cui coinvolgere tutti i salesiani: “Animazione e governo della comunità” e “Giovani salesiani e accompagnamento”.

Due importanti processi erano stati affidati dal Capitolo Generale 27° (CG27) al Rettor Maggiore al suo Consiglio. I risultati del lavoro svolto negli ultimi quattro anni del precedente sessennio sono stati presentati all’assemblea del CG28 nella forma di due importanti documenti approvati dal Rettor Maggiore e dal suo Consiglio: “Animazione e governo della comunità. Il servizio del direttore salesiano”; “Giovani salesiani e accompagnamento. Orientamenti e direttive”.

Sono il frutto di un lungo cammino che ha coinvolto tutte le Ispettorie, tanti gruppi di Direttori e migliaia di giovani salesiani. Dopo alcune integrazioni proposte dal CG28 sono ora disponibili per tutti nelle 5 lingue più usate nella Congregazione. Anche la versione in polacco è in fase di pubblicazione.

La lettura consigliata non è quella che si adotterebbe per un articolo di una rivista, anche se questo può essere un primo approccio personale senz’altro interessante e utile. Il suggerimento che don Ivo Coelho, Consigliere Generale per la Formazione – che ha seguito più da vicino i due processi – ha offerto attraverso una lettera inviata la settimana scorsa, è quello di dedicare questo primo anno del sessennio a “Giovani salesiani e accompagnamento…” da parte delle comunità di formazione iniziale. Le altre comunità possono invece focalizzare l’attenzione su “Animazione e governo della comunità…”. Nel secondo anno del sessennio si potrà scambiare il rispettivo centro di interesse, e procedere con il documento non ancora esaminato.

Ognuno dei testi è suddiviso in tre parti:

“Animazione e governo della comunità. Il servizio del direttore salesiano”

  • L’IDENTITÀ CONSACRATA SALESIANA
  • IL DIRETTORE NELLA COMUNITÀ RELIGIOSA SALESIANA
  • IL DIRETTORE E LA MISSIONE SALESIANA CONDIVISA

“Giovani salesiani e accompagnamento. Orientamenti e direttive”

  • RICONOSCERE
  • INTERPRETARE
  • SCEGLIERE

Dal Dicastero per la Formazione verranno offerti dei sussidi per facilitare un approccio graduale da parte delle comunità durante i prossimi 12 mesi, così da favorire la riflessione, il confronto e la contestualizzazione di ciascuna parte per ogni gruppo di salesiani e Ispettoria.

Il primo obiettivo, in questi giorni, è fare in modo che le versioni digitali dei documenti abbiano la massima diffusione. La versione cartacea sarà predisposta e accessibile quando le condizioni esterne lo permetteranno.

Favorire il più possibile la disseminazione di questi importanti documenti è anche un segno di riconoscenza per i tantissimi confratelli che in vario modo sono stati parte di questo processo fino a questo punto, che non è affatto la tappa conclusiva. Si tratta piuttosto di una nuova partenza, anzi della fase principale e più importante, dove la direzione di marcia che è emersa va percorsa, così da produrre la crescita e i cambiamenti desiderati.

È un modo concreto e autorevole di rispondere insieme all’appello-domanda del CG28 “Quali salesiani per i giovani di oggi?”.

Mons. Giuseppe Cognata (1885-1972), S.D.B., Vescovo di Bova e Fondatore delle Salesiane Oblate del sacro Cuore

Si riporta di seguito la nota biografica del Salesiano Mons. Giuseppe Cognata, pubblicata nella giornata di ieri dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS, e il Comunicato ufficiale con il quale il Rettor Maggiore dei Salesiani, don Ángel Fernández Artime, annuncia che Papa Francesco, in relazione all’istanza presentata dal Gruppo dei Giuristi Cattolici, autorizza l’apertura della Causa di Beatificazione di Mons. Giuseppe Cognata, S.D.B., Vescovo di Bova e Fondatore delle Salesiane Oblate del Sacro Cuore.

(ANS – Roma) – Fanciullo e giovane. Nato ad Agrigento il 14 ottobre 1885 da Vitale e Rosa Montana, dimostrò fin da bambino una grande ricchezza di doti e di talenti umani.

Dodicenne entrò nel collegio salesiano “San Basilio” di Randazzo (Catania), prima opera di Don Bosco in Sicilia, pronto ad accogliere la chiamata alla vita religiosa e apostolica tra i Salesiani; una vocazione fortemente contrastata dal padre e dal nonno, con le sue prove e le sue lotte lunghe e sofferte, ma coronata da gioioso successo.

Salesiano: sacerdote – insegnante – apostolo

Il 5 maggio 1908 il chierico Giuseppe Cognata emetteva la professione perpetua a San Gregorio di Catania, nelle mani dell’allora Rettore Maggiore don Michele Rua, oggi Beato, e l’anno dopo, il 29 agosto 1909, riceveva ad Acireale l’ordinazione sacerdotale.

Aveva conseguito brillantemente la laurea sia in Lettere sia in Filosofia ed ora andava ai giovani non solo come professore e assistente, ma come sacerdote pieno di zelo, svolgendo la sua missione in Sicilia a Bronte, nel Veneto a Este, nelle Marche a Macerata.

Direttore

La Prima Guerra Mondiale vide don Cognata soldato a Palermo, Trapani, Padova. E proprio a Trapani gettò le prime basi dell’Opera salesiana che fu chiamato a dirigere alcuni anni dopo. Fu direttore di opere, ma più ancora direttore di anime. Da Trapani fu chiamato a dirigere il collegio di Randazzo (Catania), poi quello di Gualdo Tadino in Umbria e finalmente fu direttore al “Sacro Cuore” di Roma.

Vescovo e Fondatore

Pio XI nel Concistoro del 16 marzo 1933 nominò don Giuseppe Cognata Vescovo di Bova, una Diocesi della Calabria particolarmente povera e disagiata. Ricevette l’ordinazione episcopale il 23 aprile successivo nella basilica del Sacro Cuore a Roma dal Cardinale salesiano Augusto Hlond, Arcivescovo metropolita di Gniezno e Poznań, oggi Venerabile, consacranti il Vescovo salesiano di Sutri e Nepi Luigi Maria Olivares, anch’egli Venerabile, e Mons. Romolo Genuardi, vescovo ausiliare di Palermo

Attraverso sentieri scoscesi e mulattiere Monsignor Cognata – che aveva scelto come motto episcopale l’espressione paolina «Caritas Christi urget nos» – volle visitare e confortare non solo tutti i paesetti della diocesi, ma anche i gruppi di povere famiglie sparse qua e là nei luoghi più remoti e più inaccessibili.

Diede vita a una pia società di giovani generose, disposte a lavorare con coraggio e gioia nei centri più piccoli, sperduti, abbandonati. Nacque così l’8 dicembre 1933la Congregazione delle Salesiane Oblate del Sacro Cuore.

Nel silenzio e nella solitudine

Nel 1939 una bufera infernale si scatenò contro il Fondatore e la sua Istituzione. Il 20 dicembre 1939 la Congregazione del Sant’Uffizio, sulla base di false accuse, condannò ingiustamente Mons. Cognata alla destituzione dalla dignità episcopale. Egli allora andò lontano, vivendo per lunghi anni nel silenzio e nella solitudine, separato dalle sue figlie spirituali. Venne accolto nelle case salesiane di Trento e Rovereto fino al 1952 e poi in quella di Castello di Godego (Treviso) fino al 1972, svolgendo un assiduo e apprezzato ministero di confessore e guida spirituale.

Per Crucem ad lucem

La Croce è speranza, certezza di risurrezione e di vita. Mons. Giuseppe Cognata nella Pasqua 1962 venne reintegrato da papa Giovanni XXIII nell’Episcopato. Partecipò così per volontà di papa Paolo VI alla seconda, alla terza e alla quarta sessione del Concilio Vaticano II. Il 6 agosto 1963 fu nominato Vescovo titolare di Farsalo. Il 29 gennaio 1972 ebbe la gioia di sapere il suo Istituto riconosciuto con il «Decreto di Lode» da parte della Santa Sede. Si spense il 22 luglio dello 1972 proprio a Pellaro (Reggio Calabria), sede iniziale dell’attività missionaria delle Salesiane Oblate.

Le sue spoglie riposano nella casa generalizia delle Suore Oblate a Tivoli.

Comunicato ufficiale del Rettor Maggiore Causa di Beatificazione e Canonizzazione di Mons. Giuseppe Cognata

Roma 18 aprile 2020

Comunicato ufficiale del Rettor Maggiore

Causa di Beatificazione e Canonizzazione di Mons. Giuseppe Cognata (1885-1972), S.D.B., Vescovo Bova, Fondatore delle Salesiane Oblate del Sacro Cuore

Il Rettor Maggiore dei Salesiani, don Ángel Fernández Artime, ha la gioia di annunciare, nell’esultanza del tempo pasquale e nella festa della Divina Misericordia, che la Congregazione delle Cause dei Santi, con lettera inviata in data 15 aprile 2020 al Postulatore Generale dei Salesiani (Prot. VAR. 8579/20), don Pierluigi Cameroni, a firma di Mons. Marcello Bartolucci, Segretario della medesima Congregazione, comunica: «Sono lieto di informarLa che la Congregazione per la Dottrina della Fede, con Lettera N. Prot. 911/1935-AS265-74579 del 17 febbraio c.a., ha comunicato a questo Dicastero che il Santo Padre “dopo attento e ponderato esame, ha dato il Suo augusto consenso alle richieste di religiosi e laici che impetravano l’apertura della Causa di beatificazione di S.E. Mons. Giuseppe Cognata, S.D.B., Vescovo di Bova”».

Resta doveroso il più vivo ringraziamento al Santo Padre per la convinzione e l’impegno di una scelta, tanto meditata quanto trasparente nella specificità della forma seguita, che reintegra nella loro pienezza i valori della verità e della giustizia.

Il ringraziamento va doverosamente esteso anzitutto al Gruppo dei Giuristi Cattolici per l’essenziale e determinante ruolo svolto e a tutti coloro che in diversi tempi e modi hanno reso possibile questo straordinario evento tanto atteso da tutta la Famiglia Salesiana, in particolare dalle Salesiane Oblate del Sacro Cuore, e dall’intera Comunità ecclesiale.

L’impegno della Famiglia Salesiana al tempo del COVID-19: il messaggio del Rettor Maggiore

SPOT EMERGENCY COVID19 DON BOSCO ITA: l’impegno della Famiglia Salesiana in tutto il mondo in questo momento di emergenza sanitaria, con l’invito del Rettor Maggiore, da una Roma “vuota”, alla grande responsabilità nell’essere onesti cittadini e nel rispettare le indicazioni per limitare i contagi da COVID-19.

110 anni dalla morte del Beato don Michele Rua: presto un documento inedito

Il 6 aprile del 1910 nasceva al cielo don Michele Rua, primo successore di don Bosco. Si riporta di seguito l’articolo pubblicato dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS in merito ai 110 dalla morte del Beato e all’inedito documentario dei funerali di don Michele Rua il quale doveva essere proiettato alla chiusura del Capitolo Generale 28°, ma che sarà invece divulgato quando terminerà l’emergenza sanitaria in atto.

(ANS – Roma) – Era tutto pronto per la grande celebrazione della Messa d’oro di Don Michele Rua, il 24 giugno 1910. Il Signore lo chiamò a sé tre mesi prima, il 6 aprile, all’età di 72 anni. Ne aveva passati la metà accanto a Don Bosco e 22 come suo successore. Con lui aveva condiviso tutto: pane, lavoro, fatiche, ansie, gioie e dolori, delusioni e speranze, fin l’età della morte. Stessa passione per i giovani, stesso zelo per le anime, stesso amore a Gesù Sacramentato, all’Ausiliatrice, ai sacramenti, al Papa, stessa disponibilità al lavoro e al sacrificio, stessa capacità di mortificazione, stessi faticosi viaggi, accompagnati da grazie e miracoli. Hanno condiviso la stessa aspirazione alla santità, raggiunta da entrambi con la canonizzazione dell’uno (1934) e la beatificazione dell’altro (1972).

Le intuizioni del carismatico fondatore in Don Rua sono divenute realtà, istituzione, organizzazione, struttura. Lungo il suo Rettorato, segnato anche da grandi sofferenze, ha consolidato e sviluppato in misura impressionante l’Opera salesiana nel mondo, che si temeva potesse non sopravvivere alla morte del fondatore; ha conciliato la necessità di un intelligente decentramento del servizio di governo; ha rilanciato con forza ed arricchito di nuove espressioni giovanili gli oratori e l’associazione dei Cooperatori.

Don Rua ha immesso la società salesiana su inedite vie dell’assistenza ai lebbrosi, ammalati, portatori di handicap; ha affrontato salesianamente l’inedita sfida della “questione operaia”; ha sviluppato con abili collaboratori il patrimonio educativo e spirituale ereditato; ha fatto preparare con studi superiori degli educatori che fossero all’altezza della situazione; ha allargato gli spazi missionari…

Tutto ciò lo possiamo trovare in due volumoni, che raccolgono gli Atti di due Convegni promossi dieci anni fa (in occasione del centenario della morte del beato), dall’Istituto Storico Salesiano (ISS) e dall’Associazione Cultori di Storia Salesiana (ACSSA).

Alieno a ogni forma di azione politica e partitica, Don Rua ha declinato la dimensione sociale dell’opera salesiana con modalità adeguate ai tempi e le celebrazioni funebri di 110 anni fa furono non meno solenni e partecipate di quelli di Don Bosco.

Il 6-7 aprile 1910 Torino si è fermata, dal Consiglio comunale agli operai degli stabilimenti della FIAT: una folla immensa (decine e decine di migliaia di persone), è accorsa a dare l’estremo saluto al cittadino illustre e benemerito, al padre, all’amico, all’apostolo della gioventù, mentre sentite condoglianze arrivavano da tutta Italia, da decine di paesi d’Europa, America, Africa, Asia…

In Piazza Maria Ausiliatrice, accanto ad un fiumana di pedoni, fu tutto un succedersi di eleganti automobili, di vetture padronali e cittadine, comprese quelle di Sua Altezza Imperiale e Reale, la Principessa Maria Laetitia, dei rappresentanti del card. arcivescovo e delle più alte autorità cittadine, di altri arcivescovi e vescovi, di rappresentanti del Governo. Succedere a Don Bosco non era un’impresa facile, ma ancor più lo era mantenere intatta, dopo un quarto di secolo, tutta la simpatia che il nome di Don Bosco trascinava irresistibilmente dietro di sé.

Uno scoop rimandato

Era quasi pronto per essere proiettato pochi giorni fa Torino, alla prevista chiusura del Capitolo Generale 28°, lo scorso 4 aprile. Ma poi è arrivato il coronavirus e tutto si è fermato. Ma “che cosa” era quasi pronto? Era pronto un incredibile filmato di vari minuti con i momenti più salienti della due giorni dei funerali di Don Rua!

Una fake news, direte? No, un vero documentario con sequenze cinematografiche girate da varie angolazioni all’interno di Valdocco, in piazza Maria Ausiliatrice, in via Cottolengo… Con immagini in movimento di Don Rinaldi, don Barberis, don Lemoyne… Volti noti, ripresi anche in primo piano, che seguono la cassa di Don Rua trasportata a mano dai giovani salesiani nel cortile di Valdocco o su apposita carrozza adornata a lutto per le vie cittadine, fino a Valsalice. E con loro vediamo la folla di popolo, di giovani, di nobili abbigliata a lutto, con loro grazie, alle immagini cinematografiche, ovviamente mute, camminiamo per via Maria Ausiliatrice, via Cottolengo… e soprattutto viale Regina Margherita, percorsa da pedoni, biciclette, carrozze a cavallo, automobili, tram…

Il mondo torinese di Don Rua offertoci da una macchina da presa affittata per la straordinaria celebrazione funebre dai lungimiranti salesiani del tempo (la cinematografia faceva ancora i primi passi). Passata la tempesta del coronavirus, contiamo di potervelo mostrare. Rimanete in attesa.

don Francesco Motto, SDB

Presidente ACSSA  

La Giornata Missionaria Salesiana 2020

La Giornata Missionaria Salesiana 2020 è stata incentrata sul primo annuncio in Europa con un focus specifico sugli Oratori e i Centri Giovanili. Il motto prescelto per quest’edizione è: “Rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, RALLEGRATEVI” (Fil 4,4).

Si riporta di seguito l’articolo pubblicato in data odierna dall’Agenzia d’informazione Salesiana ANS.

(ANS – Roma) – Negli ultimi anni la Giornata Missionaria Salesiana (GMS) è stata incentrata sul tema del Primo Annuncio, inquadrando di volta in volta un continente diverso: Oceania (2016), America (2017), Asia (2018) ed Africa (2019). A conclusione del sessennio, in questo 2020 l’ambito di riferimento è l’Europa, e il focus specifico è sugli Oratori e i Centri Giovanili. Il motto prescelto per quest’edizione è un versetto della Lettera di San Paolo ai Filippesi che ben esprime la gioia propria dell’oratorio:

“Rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, RALLEGRATEVI” (Fil 4,4).

“L’oratorio è un ambiente educativo che si apre, con slancio missionario, ai ragazzi e ai giovani”, affermano i Regolamenti Salesiani (n° 11).

La forza educativa ed evangelizzatrice di questa tipica presenza salesiana continua a essere, oggi come ieri, una proposta missionaria vivace e attuale per la gioventù europea. È una chiesa oratoriana in uscita, che si apre al mondo giovanile del territorio, amando ciò che i giovani amano, affinché i giovani possano amare colui che i Salesiani amano sopra ogni altra cosa, il Signore Gesù.

Questa Giornata Missionaria vuole anche stimolare tutte le Ispettorie dei cinque continenti a prendere a cuore questa presenza originale di Don Bosco, come via fondamentale di incontro con bambini, adolescenti e giovani, dove nella gratuità, nella libertà, nel senso di famiglia di una pastorale creativa, la comunità educativo-pastorale salesiana ha l’opportunità di avvicinare, accompagnare, educare e annunziare la Buona Novella di Gesù a quanti il Signore permette di incontrare.

Don Bosco visse una tipica esperienza pastorale nel suo primo Oratorio, che fu per i giovani casa che accoglie, parrocchia che evangelizza, scuola che avvia alla vita e cortile per incontrarsi da amici e vivere in allegria. Nel compiere oggi la nostra missione, l’esperienza di Valdocco rimane criterio permanente di discernimento e rinnovamento di ogni attività e opera”. (Cost. 40)

Il lancio della GMS 2020 si è realizzato nel giorno dell’Epifania, sebbene per mantenere viva la fiamma missionaria della Congregazione, essa si celebri nella settima attorno all’11 novembre, la data della Prima Spedizione Missionaria Salesiana.

“Che il Signore conceda ai Salesiani e ai laici della Famiglia Salesiana un cuore oratoriano-missionario per i giovani di oggi” conclude il Consigliere Generale per le Missioni, don Guillermo Basañes.

Sul sito sdb.org è già possibile vedere e scaricare il poster della GMS nelle sei lingue più parlate nella Congregazione. Nelle prossime settimane saranno resi disponibili anche ulteriori materiali testuali e audio-visivi per l’animazione della GMS nelle diverse comunità locali.

CG28: disponibile il video sui “Salesiani nel mondo, oggi”

L’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS rende disponibile il video dedicato ai “Salesiani nel mondo, oggi“, in preparazione al Capitolo Generale 28. Si riporta di seguito il video e l’articolo correlato.

RMG – CG28: disponibile il video sui Salesiani nel mondo, oggi

(ANS – Roma) – Oratori, scuole, Centri di Formazione Professionale, Parrocchie, università, programmi di apostolato, progetti sociali e di sviluppo… Tutto quello che c’è di più tipico del carisma e della missione salesiana viene sintetizzato in 4 minuti e 33 secondi di video, da oggi messo a disposizione di tutti sulla rete per presentare al mondo, a pochi giorni dal loro 28° Capitolo Generale, chi sono e cosa fanno i Salesiani di Don Bosco.

Alla conferenza stampa di presentazione ufficiale del CG28, realizzata a Roma lo scorso 23 gennaio, il video che illustra con numeri e immagini lo stato dell’arte della Congregazione Salesiana è stato tra gli elementi più apprezzati e che più hanno attirato l’attenzione.

Realizzato dall’ANS in collaborazione con IME Comunicazione, e con i dati forniti dalla Segreteria Generale della Congregazione, il video presenta in maniera accattivante in che modo prosegua oggi il sogno di “un prete di fine ‘800, vissuto perché i giovani potessero essere felici nel tempo e nell’eternità”.

Il video è disponibile su ANSChannel in sei versioni linguistiche – italiano, inglese, spagnolo, francese, portoghese e polacco – ciascuna accessibile nel rispettivo canale.

Le scuole salesiane di Lombriasco aderiscono al progetto “Energy Forever”

Le scuole salesiane di Lombriasco, prime in Piemonte, aderiscono al progetto “Energy Forever” dedicato all’impegno salesiano sull’energia verde, pulita e rinnovabile. Si riporta di seguito l’articolo pubblicato dall’Agenzia d’informazione Salesiana in merito alla conferenza internazionale organizzata dall’Economato Generale insieme con gli organismi del “Don Bosco Network” e il Settore per le Missioni in merito al progetto.

L’Economato Generale, insieme con gli organismi del “Don Bosco Network” e il Settore per le Missioni, ha organizzato una conferenza internazionale salesiana sull’energia verde, pulita e rinnovabile, dal titolo “Energy Forever”. Il convengo, realizzato tra ieri e oggi, 26-27 novembre, a Roma, intende fare proprio l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n° 7 sull’energia pulita e accessibile e, in vista della “COP25” (la 25a conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in programma a Madrid dal 2 al 13 dicembre), si concentra sulla definizione di una prospettiva comune su questo argomento e nell’adozione di impegni concreti.

Alla conferenza partecipano 38 rappresentanti di diverse ONG, Procure Missionarie e istituzioni salesiane di circa 20 Paesi di tutto il mondo, tra cui anche l’Economo Generale della Congregazione, il salesiano coadiutore Jean Paul Muller. Lo scopo del convegno è quello di radunare i responsabili e i direttori di tanti organismi salesiani per riflettere insieme sul tema dei cambiamenti climatici ed elaborare una strategia di sviluppo sostenibile per i programmi educativi della Congregazione in tutto il mondo.

Nell’introduzione dei lavori, curata dall’ex-parlamentare tedesco Hans Josef Fell, sono stati illustrati i dati scientifici sottostanti al tema in questione, la relazione tra energia e cambiamento climatico, la gravità della crisi climatica, insieme alle proiezioni per i prossimi decenni.

Successivamente il salesiano don Joshtrom Kureethadam, Coordinatore del Settore Ecologia e Creato in seno al Dicastero vaticano per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ha presentato la posizione della Chiesa sul tema dei rifornimenti energetici e delle energie pulite.

Poi, nel pomeriggio di ieri, si è atterrati sul campo prettamente salesiano, quando don Martin Poulsom, della Pastorale Giovanile dell’Ispettoria britannica, ha offerto la prospettiva salesiana sul tema e su come esso influisca sul mondo giovanile, alla luce dei pronunciamenti dei Capitoli Generali e di altri documenti salesiani su questo argomento, che negli anni è divenuto di sempre maggiore attualità.

La prima giornata si è infine conclusa con un nuovo intervento del signor Fell, sulle nuove alternative e i nuovi paradigmi oggi disponibili in tema energetico; e poi con una tavola rotonda giovanile, durante la quale tre giovani adulti con esperienze di volontariato, pastorale e associazionismo giovanile, hanno dato voce alle aspirazioni e alle paure dei giovani in materia.

La giornata di oggi è invece dedicata alla definizione degli impegni. Dapprima vengono illustrate diverse buone pratiche salesiane realizzate in vari contesti geografici ed operativi; quindi, divisi in gruppi – interculturali, intercontinentali e inter-settoriali – i partecipanti discutono insieme sui numerosi spunti emersi dalle diverse sessioni e poi partecipano a dei laboratori sulle realtà specifiche dell’Amazzonia, del Congo, dei deserti del Gobi e del Sahara.

Prima dell’intervento conclusivo, affidato al sig. Muller, è prevista la redazione di una dichiarazione d’impegno da parte degli organismi salesiani, con un apposito sistema di monitoraggio sull’effettiva adozione delle misure approvate.