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Continuerò a sognarvi grandi: presentazione del libro di Davide Tamagnini al Condominio solidale

Si segnala un’interessante iniziativa dedicata alla presentazione del libro del sociologo ed esperto di didattica Davide Tamagnini: “Continuerò a sognarvi grandi. Storia di una rivoluzione tra i banchi di scuola” (Ed. Longanesi).

L’appuntamento è previsto per lunedì 18 novembre alle ore 18.00 presso il condominio solidale “A casa di Zia Jessy” (Via Romolo Gessi n° 6, Torino).

Si riporta di seguito un estratto della scheda di presentazione del libro e la locandina dell’evento.

SCELTI DA ZIA JESSY

Continuerò a sognarvi grandi. Storia di una rivoluzione tra i banchi di scuola

 DAVIDE TAMAGNINI

Erede di una lunga tradizione di insegnamento che si rifà a Gianni Rodari e don Milani, il maestro salito alla ribalta dell’opinione pubblica per il suo metodo didattico che capovolge il modo classico di concepire la scuola e la formazione primaria, in questo libro racconta un’esperienza di insegnamento e di vita unica in Italia e in Europa. Davide Tamagnini, infatti, è riuscito a costruire, dal primo al quinto anno di una scuola elementare di Varallo Pombia, in provincia di Novara, un percorso didattico innovativo e sperimentale la cui punta dell’iceberg è la scelta di abolire i voti.

“I voti”, dice Davide,

“non sono lo specchio dell’apprendimento, ma una sintesi che non spiega ed è fuorviante. Io osservo tutti i giorni il lavoro dei miei bambini, e a metà quadrimestre incontro i genitori per avere il loro feedback”.

A fine anno i genitori ricevono una tabella con 3 colori: rosso, verde e giallo. Ogni colore indica il margine di progresso raggiunto o miglioramento raggiungibile in una certa area dell’apprendimento. Ma è l’intero approccio di Tamagnini all’insegnamento a essere innovativo:

“Per portare la parola felicità dentro le mura scolastiche, e lasciare questa traccia negli apprendimenti dei bambini e degli insegnanti, dobbiamo demolire il paradigma che lega scuola e noia. Si tratta di sconvolgere pratiche e credenze sedimentate per ricostruire un percorso di senso in cui ciascuno si senta protagonista dell’apprendimento”.

Questo libro è il racconto di quel processo di demolizione e ricostruzione, ma è anche e soprattutto il diario di un viaggio durato cinque anni e che ha portato un maestro e la sua classe al centro di una colorata, esplosiva rivoluzione.

Il progetto Ri-generation della Astelav: 3.000 elettrodomestici trovano nuova vita

Si riporta un’interessante articolo pubblicato da VaresePress e dedicato al progetto Ri-generation avviato nel 2017 dalla Società Astelav Srl, con cui più di 3.000 elettrodomestici hanno potuto rigenerarsi trovando nuova vita. La particolarità del progetto è data anche dal coinvolgimento dei giovani dei corsi di formazione dei Salesiani di Torino.

Di seguito l’articolo.

Economia circolare e riuso: con Ri-generation più di 3.000 elettrodomestici trovano nuova vita

Con una crescita costante del 30% ogni mese, in soli due anni ha gestito più di 3.000 elettrodomestici, evitando quasi 200 tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Il progetto Ri-generation, avviato nel 2017 dalla torinese Astelav, ha dato nuova vita a lavatrici, forni, lavastoviglie e frigoriferi ormai destinati alla discarica, facendo bene all’ambiente e creando lavoro e inclusione. Gli elettrodomestici rigenerati sono stati messi in vendita ad un prezzo mediamente inferiore del 50% rispetto al nuovo e si è creato un circuito dove anche le persone socialmente svantaggiate hanno una seconda possibilità.

«Siamo partiti con due persone impiegate in questo progetto. Oggi ne contiamo 11»,

premette Ernesto Bertolino referente marketing di Ri-generation e amministratore di Astelav società di Vinovo (TO) leader nel settore dei ricambi per gli elettrodomestici con alle spalle quasi 60 anni storia e una presenza in 80 Paesi nel mondo.

«Abbiamo messo la nostra conoscenza degli elettrodomestici e la disponibilità dei ricambi al servizio dell’economia circolare, uscendo da quella mentalità dell’usa e getta che è sempre più diffusa. Nel contempo, abbiamo dato valore ad importanti risvolti sociali offrendo, in collaborazione con il Sermig (Servizio Missionario Giovani), una seconda possibilità a quanti sono stati emarginati dal mondo del lavoro e trasferendo competenze a giovani provenienti da contesti sociali difficili».

Il risultato è un laboratorio che alimenta una rete vendita composta dal sito e-commerce www.ri-generation.com e due negozi (a Torino, in via Mameli 14 e in via Saluzzo 39/A), dà nuove opportunità di lavoro e crea una rete formativa dedicata ai minori non accompagnati. Ri-generation testimonia un nuovo modello di economia che Bertolino definisce «civile». Spiega:

«Recupero dei rifiuti, reinserimento lavorativo e formazione dei ragazzi: è un circuito che fa bene».

I RAEE utilizzati provengono dal circuito dell’uno contro uno, ovvero la possibilità data al consumatore di consegnare l’elettrodomestico vecchio al rivenditore nel momento dell’acquisto di uno nuovo, oppure da donazioni nella zona di Torino e provincia.

«Gli elettrodomestici, che siano RAEE o donazioni, vengono scelti sulla base di alcune caratteristiche di qualità e anzianità; quindi, dopo un accurato screening vengono riparati utilizzando ricambi originali. Successivamente vengono collaudati e sanificati nel laboratorio Ri-generation, presso Astelav, da un team di tecnici specializzati con esperienza pluriennale nella riparazione degli elettrodomestici. Verificato il perfetto funzionamento, vengono quindi messi in vendita»,

prosegue Bertolino. La garanzia è di 12 mesi e fa leva sulla rete di distribuzione Astelav che copre tutto il territorio nazionale. Ad entrare in questo circuito di rigenerazione sono essenzialmente grandi elettrodomestici di qualità medio alta.

«Grazie alle nostre economie di scala possiamo intervenire anche su quelle apparecchiature la cui riparazione viene spesso sconsigliata per l’incidenza del costo», aggiunge. «Questo ci permette di offrire un prodotto di alta qualità ad un prezzo accessibile».

L’aspetto umano del progetto ha un ruolo importante: la seconda possibilità non viene data solo agli elettrodomestici ma anche alle persone.

«Fin dall’inizio abbiamo visto le potenzialità di questo progetto per dare alle persone nuove opportunità. Condividendo la lotta allo spreco e la promozione di una cultura della riparazione, con il Sermig abbiamo intercettato quanti avevano maturato delle competenze nel settore ma erano stati esclusi dal mercato del lavoro, ma anche giovani con alle spalle un sociale difficile».

Il passaggio di conoscenze – che nell’ambito della riparazione è fondamentale – è alimentato anche dai corsi di formazione che, dall’anno scorso insieme con i Salesiani di Torino, Astelav propone ai ragazzi. Spiega:

«Sono 100 ore rivolte a ragazzi minori non accompagnati, anche migranti, a scopo formativo ed educativo per acquisire maggiori conoscenze e strumenti concreti che possano facilitare un reinserimento sociale al termine degli studi. Alle 30 ore di teoria, si aggiungono le 70 di pratica. Al termine c’è la possibilità di fare un tirocinio di tre mesi nel nostro laboratorio».

Da sempre paladina del diritto alla riparazione contro la cosiddetta obsolescenza programmata, Astelav con Ri-generation ha dato concretezza all’elettrodomestico rigenerato. Conclude Bertolino:

«I volumi di attività di Ri-generation crescono del 30-40% ogni mese. Oggi siamo nelle condizioni di poter gestire più di 2.000 elettrodomestici all’anno».

Ri-generation dà loro nuova vita ed evita che finiscano tra le 310 mila tonnellate di rifiuti elettronici raccolte solo l’anno scorso in Italia.

M’Interesso di Te – Gli operatori del San Luigi di Torino

M’Interesso di Te è un progetto di Salesiani Per il Sociale APS finanziato dal fondo beneficenza di Intesa San Paolo, che si svolge a Torino, Napoli e Catania nei quartieri limitrofi alle grandi stazioni.

Il progetto intercetta attraverso azioni di educativa di strada minori stranieri non accompagnati e neomaggiorenni “invisibili”, fuori dai circuiti dell’accoglienza, in condizioni di vita precarie, con lo scopo di ricostruire con loro un rapporto di fiducia e condividere i loro bisogni e accompagnarli verso l’autonomia attraverso opportunità concrete di socializzazione, formazione, lavoro, abitazione.

Il video racconta il punto di vista sulle difficoltà incontrate nel lavoro di strada e sulle strategie per affrontarle di alcuni operatori del progetto che lavorano all’interno dell’Oratorio San Luigi, sede di realizzazione del progetto a Torino.

5×1000: Insieme per un grande risultato

Destinando il tuo 5×1000 ad AGS per il territorio potrai aiutare tanti ragazzi che hanno bisogno di essere accompagnati nelle fatiche della loro vita. AGS per il territorio si occupa di aiutarli nello studio, nella formazione, nella crescita. Dona il tuo 5×1000 per un sogno.

 

Cos’è il 5×1000?

La legislazione italiana prevede la possibilità di destinare una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a sostegno del volontariato, delle organizzazioni non a scopo di lucro e delle associazioni di promozione sociale come la nostra. La scelta non è alternativa all’8 per mille.

 

Come donare

Apponi la tua firma in uno dei riquadri del tuo modello di dichiarazione (CU, 730/1, redditi persone fisiche) e il nostro

 

CF 97585800010

AGS per il territorio?

AGS per il Territorio: un’associazione di promozione sociale che raggruppa enti no profit, enti religiosi, associazioni e cooperative della Famiglia Salesiana che operano nella Città Metropolitana di Torino.

Seminario Cam – Una mattinata di studio e riflessione sui Centri Aggregativi per Minori

Si è svolto nella mattinata di venerdi 22 marzo 2019 il primo incontro dei CAM, Centro Aggregativo per Minori, presso la Pastorale Giovanile Salesiana di Valdocco. L’incontro è iniziato attorno alle ore 9.30 ed ha visto alternarsi alla conferenza quattro relatori che hanno aiutato l’assemblea a riflettere sull’esperienza di quanto vissuto dall’apertura del primo Centro (19 anni fa):

  • Don Stefano Mondin, delegato della Pastorale Giovanile – Il senso dei CAM e del seminario;
  • Valentina Bellis, responsabile Ufficio Progetti della Pastorale Giovanile – Storia e attualità dei CAM;
  • Roberto Maurizio, Pedagogista edocente Universitario .. – Le sfide dell’educare;
  • Eleonora Planera, Psicologa – Apprendere è per tutti.

A 19 anni dall’apertura del primo Centro Aggregativo per Minori ci è parso interessante organizzare una mattinata di studio, presso le sale della Pastorale Giovanile, sull’esperienza così da poter riflettere su quanto vissuto individuando le possibili evoluzioni.

Don Stefano Mondin

Segui qui la diretta dell’incontro svolto:

CAM – seminario di studio sui centri aggregativi per minori

Stefano Mondin Valentina Bellis Enrico Stasi Riccardo Frigerio Domenico Ricca Da Valdocco … in diretta il seminario sui Centri Aggregativi per Minori.A partire dalle ore 9:30

Publiée par Salesiani Piemonte, Valle d'Aosta e Lituania sur Vendredi 22 mars 2019

 

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Parte la seconda edizione di Spazio Fratto Tempo – Anno 2019

Si comunica che è ripartito, per l’anno 2019, il progetto “Spazio Fratto Tempo – Luoghi di lavoro, percorsi di crescita” con il sostegno della Compagnia di San Paolo attraverso il Bando Articolo +1. Il progetto si propone di favorire l’occupazione di giovani tra i 15 e i 29 anni dell’Area metropolitana torinese, che hanno maggiori difficoltà ad inserirsi nel mercato del lavoro.

L’obiettivo è quello di “facilitare” tale processo attraverso la predisposizione di un percorso di accompagnamento educativo/formativo rivolto ai ragazzi, concorrendo, nel contempo, alla formazione di tutor-educativi specializzati e competenti.

Il partenariato proponente, formato dagli enti di formazione professionale​ CNOS- FAP Regione Piemonte, CIOFS-FP Piemonte ed ENAIP Piemonte, dall’Associazione AGS per il territorio (Associazione giovanile ed educativa) e da IUSTO (Istituto Universitario Salesiano Torino), alla luce dei risultati positivi della I edizione vuole evidenziare la necessità di proseguire in pratiche di sperimentazione innovative, facendo leva sul binomio educazione-lavoro, per ridurre le distanze tra i giovani ed il mondo del lavoro.

La speranza è quella che la valorizzazione delle competenze di ciascuno possa contribuire alla sperimentazione di nuovi modelli d’intervento nell’ambito delle politiche attive per il lavoro, tema assai cruciale per i giovani del territorio e per le loro comunità. Oltre a ciò è opportuno sviluppare e potenziare le reti di prossimità, in particolar modo con le imprese, affinché sia possibile attuare percorsi di inserimento lavorativo flessibili e destrutturati, rispondenti alle esigenze dei giovani più vulnerabili.

È possibile trovare maggiori informazioni qui:

 

Spazio Fratto Tempo
Pagina Facebook
AGS per il territorio

 

Condominio Solidale – Via Romolo Gessi, Torino

Si pubblica una notizia proveniente da “La Voce e il Tempo” riguardo al Condominio Solidale di via Gessi di Torino. Buona lettura!

Cos’è il Condominio Solidale di via Gessi?

Il Condominio Solidale di via Romolo Gessi 4/6, nel quartiere Santa Rita di Torino, è nato da un bando del Comune di Torino del 2008 per la gestione di un housing sociale in una struttura di alloggi popolari dell’Atc, con il finanziamento e il supporto della Compagnia di San Paolo. L’Associazione Giovanile Salesiana (Ags) per il Territorio, ha ottenuto per 12 anni la gestione della struttura attuata attraverso le cooperative sociali “Un sogno per tutti” e la Cooperativa E.T.

Il condominio è composto da 30 alloggi, 6 per piano, di cui i 18 dei piani alti sono assegnati dall’Atc in modo permanente ad anziani over 65, mentre i due piani bassi sono per persone in fragilità sociale, prevalentemente donne con figli, in maggioranza straniere, che vi abitano per un massimo di 18 mesi entro i quali devono raggiungere un’autonomia lavorativa e abitativa.

Questo avviene in 8 alloggi, i restanti sono abitati da volontari che vivono nel condominio come affidatari delle persone in fragilità fornendo loro supporto quotidiano. Esistono poi alcuni spazi comuni, oltre a una sala giochi e un giardinetto esterno attrezzato per i bambini.

In dieci anni hanno abitato il condominio nella parte dedicata alla fragilità sociale 47 nuclei per un totale di 108 persone, con problematiche di vario genere.

Articolo a cura di Marco Mascia

 

Housing Sociale

a cura di Enrico Panero

«È possibile vivere oggi a Torino, in un condominio, fondando tutto sulla relazione e la solidarietà?».

A questa domanda ha provato a rispondere il progetto di Condominio Solidale, un’esperienza di housing sociale avviata dieci anni fa nel quartiere di Santa Rita su iniziativa del Comune, con il supporto di Compagnia di San Paolo e la gestione dell’Associazione Giovanile Salesiana (Ags) per il Territorio attraverso due cooperative sociali. Da allora l’housing sociale, cioè la pratica che intende rispondere all’emergenza abitativa anche con l’accompagnamento sociale delle persone temporaneamente accolte, si è diffuso in varie esperienze e forme, con in comune l’idea che mettendo insieme le forze (anche se poche) si possono trovare migliori soluzioni ai problemi.

La particolarità di questo condominio sta nelle trasversalità intergenerazionale e interculturale, cioè la convivenza tra anziani e giovani che spesso sono stranieri, prevalentemente donne con figli. Un progetto che riporta al passato, spiegano i promotori:

«Al cascinale, con la sua famiglia allargata in cui le diverse generazioni crescevano insieme, dove c’era una forte partecipazione alla vita sociale, gli spazi erano comuni ma anche privati, i bambini erano accuditi dai genitori, ma anche dai nonni e dai fratelli maggiori».

Inoltre, il continuo confronto e scambio tra culture diverse rappresenta un indubbio valore aggiunto. In estrema sintesi, dice il coordinatore del Condominio Solidale,

«la multigenerazionalità, la territorialità, la collettività e l’assunzione di responsabilità lo rendono uno spazio particolare, l’umanità e la fragilità delle persone che lo abitano gli danno invece un aspetto di normalità».

M’interesso di te – Salvati dai Salesiani 114 minori «invisibili»

Si pubblica qui a seguire un articolo proveniente da “La Voce e il Tempo” riguardo il progetto M’interesso di te, di cui è stato il report annuale a Roma, il 31 gennaio 2019. Articolo a cura di Stefano Di Lullo.

Centoquattordici minori stranieri soli che vagavano per le strade della città, senza alcuna protezione, grazie all’impegno dei Salesiani ora non sono più «invisibili»: alcuni hanno un lavoro, altri sono inseriti nei percorsi formativi e professionali, soprattutto sono lontani dal pericolo di cadere nei circuiti criminali e dello sfruttamento sessuale.

Si tratta di «M’interesso di te», il progetto nazionale partito un anno fa in forma sperimentale a Torino, Napoli e Catania, finanziato dalla Federazione Scs/Cnos, Salesiani per il Sociale, grazie al fondo di beneficienza di Intesa Sanpaolo, rivolto ai quei ragazzi migranti soli usciti da qualsiasi servizio di accompagnamento.

Il report del primo anno è stato presentato a Roma presso la sede dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) il 31 gennaio nella festa di Don Bosco.

«Mentre vivevo per strada attorno alla stazione di Porta Nuova un amico mi ha telefonato segnalandomi delle persone che potevano aiutarmi. Così ho incontrato un’educatrice, Giulia, che mi ha suggerito di andare in oratorio. Grazie all’aiuto di don Mauro e degli altri operatori mi sono iscritto a scuola e adesso sto svolgendo un tirocinio come addetto per lo stampaggio».

È la testimonianza di Ousman, partito dal Gambia e approdato in Sicilia nel 2017. Dopo aver vissuto 8 mesi nelle strade di Torino è stato intercettato dagli educatori dell’oratorio San Luigi a San Salvario che seguono il progetto «M’interesso di te». La scorsa estate Ousman ha anche prestato servizio come animatore nelle attività dei centri estivi. In Italia secondo l’Atlante minori stranieri accompagnati di Save the children nel 2017 sono arrivati 17.337 minori di cui 15.779 senza alcun accompagnatore. A questa cifre vanno aggiunti i Msna che non vengono intercettati alla frontiera: si tratta di oltre 5 mila ragazzi, a Torino diverse decine, un quarto dei minori accolti nelle strutture di accoglienza.

«Si tratta di adolescenti», sottolinea don Mauro Mergola, direttore dell’oratorio salesiano San Luigi, «che non sono mai entrati nelle comunità di accoglienza dedicate o che le hanno abbandonate perché troppo ‘strette’ per loro».

Molti di essi vivono in precarie condizioni igieniche in alloggi di fortuna. Tutto parte da «Spazio Anch’io», la postazione dei Salesiani al Parco del Valentino dove gli educatori tutti i pomeriggi  stanno accanto ai ragazzi che si incontrano sulla strada accompagnandoli a riprendere in mano la propria vita. È lì che avviene il primo approccio. Presso l’oratorio Ss. Pietro e Paolo è allestita un’accoglienza diurna dove i minori tutti i giorni possono trovare riparo, un luogo dove fare due chiacchiere, mangiare qualcosa, fare una doccia, lavarsi i vestiti.

«Oltre a ciò», spiega don Mergola, «abbiamo strutturato percorsi di inserimento lavorativo per offrire ai ragazzi opportunità di crescita che tengano presente l’orizzonte occupazionale su cui poter impostare un cammino strutturato verso l’autonomia».

I giovani, attraverso il centro CnosFap dei Salesiani, hanno svolto tirocini nelle aziende Astelav di Vinovo, seguendo il progetto di rigenerazione di elettrodomestici usati, e Stige di Mappano, attraverso un la tipografia industriale.

Tre ragazzi sono stati accolti nel progetto di housing sociale presso la casa parrocchiale del Sacro Cuore di Maria (via Campana 8). Dopo l’esperienza positiva del primo anno il progetto è stato rifinanziato dal fondo di Intesa Sanpaolo coinvolgendo anche i neo maggiorenni (18-25 anni)

«che spesso», evidenzia don Mergola, «si trovano ad interrompere i percorsi formativi in quanto la legge, in particolare con l’entrata in vigore del Decreto Sicurezza voluto dal Ministro Salvini, non può più tutelarli».

Stefano Di Lullo

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M’interesso di te: il progetto che ha salvato dalla strada oltre 800 minori stranieri

Si è conclusa oggi con successo la prima fase di “M’interesso di te”progetto avviato lo scorso anno per contenere il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati che sono fuori dai circuiti di accoglienza, i cosiddetti “invisibili”.

Casa Zia Jessy – Un mondo di storie

In occasione della pubblicazione del libro “Le storie di zia Jessi”, pubblicato il 4 dicembre 2018 a Torino, ecco un video racconto proprio sul Condominio Solidale di via Romolo Gessi. Buona visione!