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Don Bosco Borgomanero: viaggio all’interno della bellezza dell’arte

Uno scatto fotografico per riprodurre un’opera d’arte del periodo Barocco: questa l’iniziativa che è stata proposta dalla docente di “Arte e Immagine” alle Scuola Media del Collegio don Bosco Borgomanero. Si riporta di seguito la notizia dedicata, a cura di Francesco Iorio.

“Viaggio all’interno della bellezza” alla Media Don Bosco
Una reinterpretazione di grandi opere d’arte del ‘600

“L’arte è la creazione di una magia suggestiva che accoglie insieme l’oggetto e il soggetto”

La frase del grande poeta francese Charles Baudelaire ben si attaglia al progetto che ha visto gli alunni della Media Don Bosco coinvolti nella reinterpretazione di opere di grandi autori del ’600.

Proposta e coadiuvata da Emanuela Negri, docente di Arte e Immagine, e inserita in un programma di studio più ampio sul periodo Barocco (un percorso interdisciplinare che ha interessato anche i docenti di Italiano, Spagnolo e Religione), l’idea portante è stata quella che ogni studente, dopo aver analizzato un’opera scelta tra quelle proposte dalla docente, diventasse egli stesso protagonista del quadro scelto, e riproducesse l’opera attraverso uno scatto fotografico.

Caravaggio, Jan Vermeer, Annibale Carracci, Artemisia Gentileschi hanno allora preso forma nella ri-creazione della struttura e degli effetti luministici, in uno studio sulla comprensione dell’autore, sulla suggestione e la composizione dell’opera d’arte, sulla luce.

Non si porrà mai abbastanza l’accento sull’importanza della cultura e della sperimentazione, soprattutto in un periodo come questo dove si rende necessario, attraverso la Didattica a Distanza, un coinvolgimento a tutto tondo dei nostri ragazzi: una sfida che, grazie all’intraprendenza e alla dedizione del corpo docente del Don Bosco, la nostra Scuola affronta coinvolgendo gli studenti sia nell’ambito dello studio che in quello più pratico, come per questo “Viaggio all’interno della bellezza”.

Francesco Iorio

Un tocco d’artista nella Chiesa dei salesiani

Riportiamo l’articolo pubblicato su “Bra Oggi” di martedì 30 luglio 2019, con l’intervista a Silvia Allocco – giovane e promettente artista, cresciuta come animatrice nell’oratorio salesiano di Bra – riguardo gli abbellimenti a tema sulle pareti del salone dell’oratorio e della sala mensa dell’istituto.

L’autrice è Silvia Allocco, giovane e promettente artista. Dopo i primi faticosi passi compiuti con tenacia ed estro, ora é molto conosciuta e richiesta sul nostro territorio per interventi artistici di vario tipo. L’esperienza in sud America ha reso ancora più originale e versatile la sua vena artistica. E’ cresciuta come animatrice nell’oratorio e nella scuola dei Salesiani. Qui ha lasciato l’impronta dei suoi primi lavori: gli abbellimenti a tema sulle pareti del salone dell’oratorio e della sala mensa dell’istituto. Non restava che la chiesa, un compito che ha fatto suo fin da subito e che ha portato a termine con grande perizia. A lei rivolgiamo alcune domande per comprendere meglio il senso del suo lavoro. Alcuni riquadri sono riportati in questa pagina.

Da dove è nata l’idea di dipingere la chiesa del Salesiani?

Già da cinque anni si’ parlava con don Vincenzo di rinnovare la chiesa, ma per varie ragioni il progetto finora non aveva mai potuto essere avviato. Il desiderio era quello di ringiovanire l’ambiente, che ormai da parecchi anni conservava lo stesso aspetto. Oltre alla ricerca di uno stile più moderno e di un’atmosfera che conciliasse la preghiera, vi era anche un intento didascalico: l’obiettivo di creare delle immagini che parlassero di Gesù e della fede ai tanti giovani che frequentano la chiesa quotidianamente. l’attesa ha dato frutto ed è stata in fondo provvidenziale, perché mi ha portata ad affrontare il lavoro con maggior esperienza e consapevolezza rispetto a cinque anni fa, quando ero ancora all’inizio della mia attività artistica.

Come ti sei preparata alla realizzazione del progetto?

Ho cercato di lasciarmi ispirare, ho pregato tanto e sono andata a messa qualche mattina. Ho provato a non aver fretta e ho trascorso qualche giornata più con la Bibbia che con la matita in mano. Poi l’ispirazione pian piano è arrivata e di idee che inizialmente mi sembravano nebulose ho scoperto, nel corso del lavoro, significati e collegamenti che inizialmente non avevo neanche immaginato.

Qual è stata la fonte di ispirazione?

La chiesa non ha una vera e propria dedicazione quindi ho ricercato nello spirito salesiano e nella sua predilezione per i giovani lo spunto per il taglio da dare all’ambiente e per i temi da raffigurare. Per quanto riguarda invece lo stile, ho fatto riferimento ad un artista brasiliano contemporaneo, Claudio Pastro, che apprezzo particolarmente per i colori, la stilizzazione moderna con richiami all’arte bizantina, e per il senso di eterno, di “astrazione dal tempo”, che mi trasmettono le sue opere.

Quali scene hai voluto rappresentare? Perché?

Dietro l’altare sono raffigurati alcuni episodi della vita di Gesù, l’eternamente giovane” (come lo definisce Papa Francesco nell’esortazione apostolica Christus vivit), una sequenza di scene che raccontano gli ultimi giorni della sua vita dall’unzione di Betania fino alla salita al Calvario. Il crocifisso (in legno, in posizione centrale) si pone come chiave di volta della storia della salvezza.

Seguono le scene successive alla deposizione dalla croce, dalla resurrezione fino alla discesa dello Spirito Santo. Lungo le pareti della chiesa sono invece raffigurati quattro episodi del Vangelo i cui protagonisti sono giovani: l’annunciazione (Maria che da fanciulla accoglie l’annuncio dell’angelo con il suo si), la moltiplicazione dei pani e dei pesci (in cui un giovane mette a disposizione tutto quello che ha per permettere a Gesù di compiere il miracolo), la parabola del padre misericordioso (un ragazzo ritorna dal padre dopo averne sperperato l’eredità ed è riaccolto con un abbraccio ai perdono) e infine la resurrezione della figlia di Giairo (Gesù ridona la vita a una fanciulla).

I primi due episodi rappresentano l’impegno dell’uomo. Il piccolo o grande sì che ciascuno dice a Dio mettendo a frutto i propri doni e impegnandosi in un cammino di santità. Le ultime due scene invece rappresentano la grazia di Dio, che dona il perdono, la vita e la salvezza a chi ha fede al di là del merito e delle opere. Questi due aspetti si congiungono e si completano nel cammino verso la salvezza. Essa non può essere “meritata” e dovuta per le nostre opere se non c’è un intervento della grazia di Dio che ci salva. D’altro canto Dio attende il nostro si per portare a compimento il progetto di salvezza che ha per ciascuno.

E’ stato un lavoro impegnativo?

Abbastanza. Sia per l’estensione della chiesa, sia tecnicamente. Per esempio, ho valorizzato alcuni particolari con la tecnica della doratura, che non avevo quasi mai utilizzato prima. Si tratta dell’applicazione di foglia oro per dare maggior lucentezza.

Sei soddisfatta per quanto hai realizzato?

Sono molto soddisfatta. Sentivo parecchio la responsabilità di questo lavoro. Intanto perché la considero la “mia” chiesa, quella che frequento da 15 anni. Questo mi imponeva di realizzare un’opera che soddisfacesse in primis me stessa e la mia autocritica per poter continuare a pregarci dentro senza distrazioni e senza aver l’occhio che cade” su errori o particolari mal riusciti.

Inoltre sentivo una grande responsabilità nei confronti della comunità: avendo ricevuto tanta fiducia desideravo davvero realizzare un’opera che piacesse alla gente. Mettere d’accordo tutti è difficile e i cambiamenti a volte possono non essere apprezzati. Spero di Essere riuscita nell’intento.

Sai indicare quali lavori ti hanno dato finora maggiori soddisfazioni?

Senz’altro un paio di lavori che ho svolto in Perù: la pittura di un abside di oltre 7 metri nel Santuario Serair de la vida a Chimbote e la realizzazione di una cappella in una casa salesiana a Lima (lavoro che ha incluso la progettazione, oltre che dei dipinti sulle pareti, anche delle vetrate, della via crucis, del design di panche e mobili). Insomma un progetto completo.

Quali altri lavori in altri contesti trovi più congeniali al tuo estro?

Amo gli acquerelli, i colori allegri e le linee morbide. Un mondo che mi ha sempre attratta è quello delle illustrazioni per bambini. Ho potuto realizzare qualche lavoro in questo ambito per l’editrice Elledici negli anni passati.

Quali progetti professionali coltivi per il futuro?

I progetti più interessanti in cantiere per il, prossimo periodo sono la progettazione e realizzazione dei dipinti per una chiesa salesiana a San Paolo, in Brasile e di un salone-chiesa in una casa salesiana di Torino. Insomma, sempre all’opera sotto lo sguardo di don Bosco.

Carta, colla, cuore e fantasia: “Din Don Art”, la novità Elledici

DIN DON ART – LUCI…DI CARTA

Dino Mazzoli
(Editrice Elledici)

La novità di Elledici per l’estate è dedicata alla scoperta della parte creativa che vive in ciascuno di noi, grazie ai suggerimenti di don Dino Mazzoli, che ha messo la creatività al servizio della fede, utilizzando la carta con la magia e la fantasia di un trasformista.

“Din Don Art – Luci…di carta” è un libro-gioco che contiene mille idee per catechisti, animatori e famiglie, con tanti tutorial per creare oggetti facili e di grande effetto. Ogni pagina del volume, con la grafica colorata e fantasiosa di Raffaele Vittoria, contiene: il “tutorial” e la lista degli strumenti necessari; un’immagine dell’oggetto finale e foto che accompagnano la realizzazione; un riferimento biblico; un riferimento letterario; uno specchietto riassuntivo personale in cui inserire delle variazioni oppure appuntare le proprie idee; un piccolo diario da completare con l’esperienza di ogni bambino; e infine modelli da ritagliare e assemblare.

Maggiori Info e Anteprima su ELLEDICI.ORG

Panettone che passione!

Mercoledì 29 novembre 2017 gli apprendisti pasticcieri e panettieri braidesi, del Centro di Formazione Professionale dell’Istituto Salesiano San Domenico Savio, si sono dati appuntamento nelle sale del neo-laboratorio di panetteria e pasticceria per celebrare lo storico dolce milanese tra gusto e tradizione: il panettone.

Ecco il racconto dell’esperienza braidese dalla penna di Franco Burdese, Direttore della Fondazione ITS Agroalimentare per il Piemonte:

L’ARTE DEL PANETTONE

Una giornata d’eccezione quella trascorsa dai ragazzi delle classe terza D del Centro di Formazione dei Salesiani di Bra. Di scena, nel nuovissimo laboratorio di panetteria e pasticceria, la tradizione del panettone.

Guidati dai docenti pasticceri, Giacomo Rafreddato e Tommaso Elia, gli allievi del CFP dei salesiani hanno vissuto l’ebrezza della produzione, lievitazione e cottura di uno dei dolci più significativi della tradizione italiana.

Una ricetta non facile“, hanno commentato i ragazzi che, prima si sono cimentati nella produzione della pasta avvenuta nel pomeriggio di lezione verso le sedici, per poi ritornare alla cinque del mattino seguente per reimpastare con l’aggiunta dei canditi, dare forma ai panettoni ed infine, dopo il giusto riposo, portarli a cottura.

Grazie all’abilità dei loro insegnanti tutti i passaggi si sono risolti con lo sperato successo. Certamente gli allievi hanno potuto capire la complessità di un dolce semplice ma complesso nella sua preparazione che, senza aggiunta di conservanti, con prodotti naturali ricercati, diventerà nel prossimo passaggio in laboratorio un momento per testare l’abilità dei tanti passaggi con il meritato assaggio.

E’ da queste attività, certamente non banali, che passa l’apprendimento dei giovani panettieri, pizzaioli e pasticceri dei salesiani di Bra che ora sono a quota 75 allievi nei tre anni, ma che con impegno e fatica cercheranno di essere i futuri cultori dei segreti del cibo di qualità nelle tante sfaccettature proposte presso la scuola di don Bosco, che siamo certi sarebbe soddisfatto di queste nuove aperture formative ed educative agroalimentari.

Ricordiamo che, per chi volesse visitare il nuovo laboratorio di trasformazione agroalimentare di Bra, può appro fittare delle scuole aperte negli incontri previsti per domenica 17 dicembre dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00 e sabato 13 gennaio 2018 dalle 15 alle 18 presso il CFP dei Salesiani di viale Rimembranza 19 a Bra.

Franco Burdese

Omaggio a don Jorge Mauchi, l’autore del “volto” di don Bosco.

Uno dei disegni del volto di don Bosco tra i più noti al mondo è opera del salesiano don Jorge Mauchi, ed oggi l’Ispettoria PER, vuole rendere omaggio alla sua straordinaria e interessante carriera artistica con uno mostra delle sue opere d’arte.

Don Mauchi, attualmente 92enne e attivo come artista da 62 anni, è inoltre una delle personalità che ha contribuito alla produzione artistica della Basilica di Maria Ausiliatrice di Lima.

La mostra inaugurata il 7 aprile ha un importante valore perché presenta la produzione di un Salesiano che ha condensato la maggior parte del suo apostolato come artista, e ha lavorato alla ricerca di quella “via della bellezza” che è in grado di condurre alla fede.