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Tu come stai: il nuovo laboratorio ONESTA – MENTE nelle scuole

Casale Monferrato, 20 maggio 2026

Nelle classi della scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri arriva il laboratorio “ONESTA-MENTE”,  condotto da Valentina Zavarise e Giulia Capelli, incentrato sul tema dell’ansia, della gestione delle emozioni e delle social skills.
Il laboratorio è inserito all’interno del progetto “Tu come stai? La comunità per il benessere dei giovani”, finanziato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Dopo una prima parte dedicata all’esplorazione delle emozioni attraverso attività creative e sensoriali, il laboratorio ha accompagnato ragazze e ragazzi in un nuovo tratto del percorso, pensato come un passaggio simbolico dall’infanzia all’adolescenza.

Il filo conduttore degli incontri è stato un originale “social su carta”, costruito direttamente dagli studenti: profili, post e contenuti creativi hanno dato vita a uno spazio di confronto in cui a conquistare i “like” erano soprattutto autenticità, sincerità e rispetto reciproco.

Attraverso giochi, momenti di condivisione e attività laboratoriali, i ragazzi delle classi 1A e 1B hanno potuto riflettere sul modo in cui si mostrano agli altri, sulle emozioni che spesso faticano a raccontare e sull’importanza di creare relazioni vere, dentro e fuori dai social.

Anche in questa seconda parte di Feelings Circus, il mix tra momenti formativi e ascolto attivo ha favorito una partecipazione coinvolta e positiva da parte delle classi, confermando il valore di spazi educativi in cui i più giovani possano sentirsi accolti, ascoltati e liberi di esprimersi.

 

Scrivere il sentire: nel cammino di “Tu come stai” la scrittura creativa nelle scuole

Casale Monferrato, 15 aprile 2026

L’articolo è a cura dell’educatrice Marzia Ferrarotti e si inserisce nel cammino del progetto “Tu come stai? La comunità per il benessere dei giovani”, finanziato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, all’interno del percorso di arteterapia svolto nelle scuole del territorio.

 

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Durante il percorso di arteterapia ho proposto ai ragazzi e alle ragazze di sperimentare il metodo di scrittura poetica del Caviardage, nella sua forma base, utilizzando pagine di libri destinati al macero e la tecnica del CUT UP: parole ritagliate e ricomposte per dare vita a una poesia personale. Questo metodo di scrittura creativa permette di partire da parole già esistenti, parole che “risuonano” dentro di sé e che, in qualche modo, sembrano aspettare di essere trovate. Parole che spesso facciamo fatica a pronunciare ad alta voce, che rimangono nascoste nel cuore o nei pensieri più profondi. Attraverso il Caviardage, queste parole emergono, si intrecciano e prendono forma in una poesia che parla di chi la crea. I ragazzi e le ragazze hanno mostrato una straordinaria capacità di esprimere contenuti autentici e profondi, lasciando affiorare emozioni, desideri, paure e riflessioni con grande sensibilità. 

Grazie all’utilizzo dei materiali artistici, gli scritti si sono trasformati anche in poesie visive: colori, segni, collage e immagini hanno accompagnato le parole scelte, cercando di dare loro una forma concreta, visibile ed emotivamente intensa.

L’esperienza ha permesso ai partecipanti di scoprire come la creatività possa diventare uno strumento di ascolto di sé e di espressione libera, capace di trasformare frammenti di testo in racconti profondamente personali. La particolarità è stata anche di aiutare chi non legge e parla italiano a tradurre le parole e poter comporre la propria poesia nella sua lingua, come si vede nella foto dove la ragazza scrive la sua poesia con ideogrammi cinesi. 

Di seguito qualche citazione dei ragazzi.

Preferisco dormire sola nella mia aura sognante. Svegliarmi all’alba con il suono del mare, abbracciata da delle ali protettrici che mi donano Libertà.

Con le radici profondamente radicate, con occhi e mente oltre i confini

#MONFERRATO-CHE-EDUCA! e “Tu come stai?”: nasce una rete per il benessere e l’educazione dei giovani

Nel cuore del Monferrato Casalese prende vita un progetto ambizioso e necessario: è stato ufficialmente sottoscritto il Protocollo d’Intesa #MONFERRATO-CHE-EDUCA!, un patto educativo che coinvolge enti pubblici, scuole, servizi socio-assistenziali, ASL, terzo settore e realtà educative del territorio.

L’obiettivo? Costruire una Comunità Educante strutturata, capace di promuovere benessere, sviluppo e opportunità per bambini, ragazzi e famiglie dei 48 Comuni del Distretto Socio-Assistenziale di Casale Monferrato, che conta oltre 77.000 abitanti.

Ispirato ai principi UNESCO e alle Linee di Indirizzo Nazionali per il sostegno alle famiglie vulnerabili, il Protocollo riconosce l’educazione come bene comune e leva strategica per contrastare la povertà educativa, la dispersione scolastica e lo spopolamento dei territori fragili.

Il nome stesso del progetto racchiude la sua missione:

  • #MONFERRATO: il territorio da valorizzare e rendere protagonista;
  • -CHE-: le persone e le istituzioni che lo abitano e collaborano;
  • EDUCA!: l’azione urgente e condivisa per costruire futuro.

Il Patto Educativo di Comunità si propone di:

  • Promuovere progettualità condivisa e partecipata tramite co-programmazione e co-progettazione;
  • Rafforzare il ruolo dell’educazione come priorità strategica del territorio;
  • Garantire uguaglianza di diritti e risposte personalizzate ai bisogni educativi;
  • Valorizzare il patrimonio culturale e sociale delle comunità locali;
  • Favorire il benessere integrale di bambini, ragazzi e famiglie;
  • Sviluppare competenze di cittadinanza attiva e responsabilità sociale;
  • Contrastare spopolamento e povertà educativa, migliorando la qualità della vita delle comunità.

Per coordinare le azioni è stato istituito il Tavolo di Coordinamento #Monferrato-che-educa!, con rappresentanti del Servizio Socio-Assistenziale, del Comune di Casale Monferrato, delle scuole e del terzo settore.

Nei primi anni, il Protocollo si concentrerà su tre macro-temi:

  1. Dispersione scolastica: analisi, prevenzione e contrasto;
  2. Extrascolastico: doposcuola, attività sportive, ricreative e sviluppo delle soft skills;
  3. Famiglie: partecipazione, corresponsabilità e genitorialità positiva.

Ogni anno, entro il 30 settembre, sarà definito il programma condiviso delle attività, con verifica e monitoraggio dei risultati.

Tra i promotori e firmatari del Protocollo figurano:

  • Comune di Casale Monferrato (Capofila)
  • Servizio Socio-Assistenziale del Distretto
  • ASL AL – Casale Monferrato
  • tutti gli Istituti Comprensivi e Superiori del territorio
  • Istituto Sacro Cuore di Gesù – Salesiani Casale M.to
  • Caritas Diocesana
  • Cooperativa Elleuno
  • APS Penelope
  • altre realtà educative e sociali attive nel Monferrato

Il Protocollo ha durata triennale e potrà accogliere nuovi partner nel tempo.

 “Tu come stai?”: il primo progetto operativo

Tra le iniziative già attive nel territorio spicca “Tu come stai? La comunità per il benessere dei giovani”, dedicato al benessere psicologico e relazionale degli adolescenti.

Coordinato dal Comitato Interregionale di Salesiani per il Sociale Piemonte e Valle d’Aosta APS e finanziato da Impresa Sociale Con i Bambini, il progetto si rivolge a ragazze e ragazzi dagli 11 ai 18 anni offrendo una risposta concreta e tempestiva alle richieste di supporto dei giovani del Monferrato.

Attraverso percorsi preventivi nelle scuole e sul territorio, l’iniziativa:

  • Attiva i Gate, presìdi di ascolto e presa in carico psico-educativa;
  • Promuove formazione e strumenti per rafforzare la comunità educante;
  • Organizza eventi annuali dedicati all’ascolto, alla partecipazione e alla sensibilizzazione.

Grazie al lavoro dell’équipe multidisciplinare e alla sinergia tra scuole, ASL, Comune e terzo settore, “Tu come stai?” offre una risposta concreta e tempestiva alle richieste di supporto dei giovani del Monferrato.

Don Bosco, un cuore che ama – La Vita Casalese

Si riporta di seguito l’articolo comparso su La Vita Casalese.

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Don Bosco, un cuore che ama

Il Vescovo, in visita pastorale al Valentino, ha evidenziato la passione educativa del “Santo dei giovani”

Al Valentino batte il cuore per don Bosco! Lo testimoniano le tante iniziative che ogni anno vengono proposte alla comunità per preparare e celebrare degnamente il Santo fondatore dei Salesiani. Ma è soprattutto la generosa e immancabile partecipazione delle persone a confermare quanto affetto e devozione susciti questa figura di “Santo sociale” le cui opere sono sparse in tutto il mondo.

Una Novena online molto seguita ha offerto l’occasione per conoscere le figure che maggiormente hanno ispirato e aiutato Giovanni a diventare don Bosco e l’intensa testimonianza di Lucia, giovane Figlia di Maria Ausiliatrice, ha toccato il cuore di giovani e adulti nella serata di preghiera vocazionale. Il carisma di don Bosco affascina, provoca e interpella chiunque abbia a cuore l’educazione e l’accompagnamento delle giovani generazioni, fino a diventare una scelta di vita dedicata.

È così non solo per i religiosi e le religiose che compiono una scelta di speciale consacrazione entrando nella congregazione, ma anche per i laici che si spendono per la missione salesiana là dove sono chiamati a vivere quotidianamente: i Salesiani Cooperatori, terzo “ramo” della Famiglia Salesiana, voluti fortemente da don Bosco, che a Casale sono rappresentati da un nutrito gruppo di giovani e adulti. Proprio domenica hanno rinnovato la loro promessa di continuare a camminare sulla strada tracciata da don Bosco durante la celebrazione delle 10.30, presieduta dal Vescovo Gianni, che ha offerto ai tanti fedeli presenti una preziosa riflessione ispirata sia alla Solennità della presentazione del Signore che alla festa del Santo dei Giovani, compiendo la sua visita pastorale nella parrocchia del Sacro Cuore.

Nell’omelia il Vescovo Gianni, dopo aver richiamato il significato della Luce che è Gesù e dell’importanza di mantenere vivo questo dono ricevuto nel battesimo, ha evidenziato la passione educativa di don Bosco, che si è messo al fianco dei giovani accompagnandoli con il suo stile fatto di ragionereligione e amorevolezza, cercando collaborazione da chiunque fosse in grado di poter offrire aiuto, sia morale che materiale, per realizzare progetti e opere a favore della gioventù più povera e bisognosa. Una figura che resta punti di riferimento per tutti gli adulti, genitori, educatori, volontari che quotidianamente sono impegnati in una “missione” impegnativa ed entusiasmante: l’educazione.

Sabato sera l’Oratorio del Valentino ha nuovamente offerto a più di un centinaio di ragazzi e ragazze una serata di aggregazione e animazione in stile Salesiano, che in questi anni è diventato un atteso e partecipato evento: il “Don Bosco Pub“, con giochi, sorprese e anche la possibilità di mangiare insieme. Diventato ormai un appuntamento imperdibile, anche quest’anno la serata è stata molto apprezzata, coinvolgendo amici con il passaparola.

Casale: in arrivo l’oratorio estivo!

Notizia a cura dei salesiani di Casale Monferrato.

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Dal 10 giugno al 26 luglio torna l’oratorio estivo al Valentino!

Si apriranno l’8 maggio 2024 le iscrizioni al centro estivo, gli orari per richiedere informazioni e modulistica, relativamente ai tempi e al servizio offerto, saranno:

DAL 6 MAGGIO AL 7 GIUGNO

  • Da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 12.00
  • Domenica dalle 11.00 alle 12.00

DAL 10 GIUGNO AL 25 LUGLIO

  • Tutti i giorni feriali dalle 7.30 alle 9.00 e dalle 16.15 alle 18.00

I portoni dell’Oratorio si apriranno dalle 9.00 alle 16.30 (con garanzia di assistenza dalle 8.00) per accogliere i bambini dalla 1 elementare frequentata e i ragazzini fino alla terza media a partire dal 10 giugno fino al 26 luglio 2024.

Come sempre il programma settimanale prevede un’uscita in piscina per tutti il martedì, una gita fuori porta il giovedì per i più grandi e il servizio mensa quotidiano quando si è in oratorio (primo piatto e frutta).

Previsto inoltre il soggiorno in montagna, che quest’anno sarà da lunedì 15 luglio a domenica 21 luglio a Pracharbon (AO).

L’Estate dell’Oratorio del Valentino è una grande risorsa educativa. È un’occasione di crescita umana e cristiana, un ambiente giovanile, sereno e ricco di valori, in cui le attività ludiche, espressive, motorie educano ad un utilizzo positivo del tempo libero.

 

Tante emozioni al Maker Lab di Casale Monferrato

Si conclude in festa l’edizione 23/24 del Maker Lab di Casale Monferrato, presenti all’evento, oltre ai protagonisti, anche professori e compagni di classe dei partecipanti al progetto che hanno potuto raccontare, emozionati, l’esperienza di questi mesi.

Dopo la visione dei video, che raccolgono i momenti salienti del laboratorio, i ragazzi del maker hanno presentato i loro lavori emozionati ed orgogliosi, per finire merenda insieme nei locali dell’oratorio.

Possiamo dirci fieri di questa edizione del Maker Lab, i ragazzi hanno saputo sfruttare questa occasione per fare la differenza cogliendo la possibilità di fare scelte concrete per preparare il proprio futuro.

I giovani protagonisti: terza edizione del Maker Lab all’Istituto Sacro Cuore di Gesù di Casale

Il 2024 si apre con la terza edizione di Maker Lab, nell’ambito del progettoLabs to learn”, che vede l’Istituto Sacro Cuore di Gesù, meglio conosciuto come oratorio del Valentino, in collaborazione con la scuola media Dante in un progetto educativo che sembra davvero far parte dei sogni del santo salesiano.

Gennaio celebra infatti san Giovanni Bosco, fondatore dei salesiani e del metodo preventivo, che vede in ogni giovane un punto di accesso al bene.

Il Maker Lab è uno spazio creato all’interno dell’oratorio salesiano e strutturato per far vivere ai giovani l’esperienza educativa dell’imparare facendo (learning by doing).

Lo scopo, quindi, è quello di coinvolgere ragazzi e ragazze in un percorso educativo e formativo con un approccio diverso da quello tradizionale scolastico, così che possano scoprire nuovi modi di “fare scuola” e di apprendere.

I destinatari sono ragazzi e ragazze delle classi seconde della scuola secondaria di primo grado che, per diversi motivi, faticano a essere coinvolti nelle attività svolte in classe.

Questo progetto si propone come uno strumento complementare alla didattica tradizionale: attraverso l’attività della falegnameria i partecipanti avranno occasione di mettere in risalto potenzialità altrimenti nascoste.

Nel primo incontro i ragazzi emozionati hanno conosciuto gli operatori, visitato gli ambienti e con il saluto del direttore della salesiana hanno anche assaporato un pezzo della vita di don Bosco attraverso video e racconti.

Un gruppo di giovani che riconosce in questo stile educativo una possibilità in più per imparare e che ci chiede di essere accompagnato a farlo.

Oratorio: palestra di vita – La Vita Casalese

Si riporta di seguito l’articolo apparso su La Vita Casalese.

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Oratorio: palestra di vita

L’esperienza salesiana con lo stile di don Bosco raccontata dal parroco

“Se don Bosco fosse qui, oggi, ora, cosa direbbe ai ragazzi del cortile? Come so farebbe prossimo a loro?”.

Questo è l’interrogativo che muove ogni giorno il prezioso lavoro educativo che anima e fa da sfondo alla quotidianità oratoriana del Valentino di Casale, nella persona del Responsabile, don Alberto Lagostina, e degli educatori e animatori che condividono con lui il sogno di don Bosco.

Come fotografare la realtà di Oratorio nel 2023?

Dai tempi del nostro Santo fondatore la realtà è profondamente cambiata, e velocemente soprattutto in questi ultimi anni.

La pandemia ha poi ulteriormente messo alla prova il desiderio di socializzazione delle nuove generazioni, accentuando in maniera preoccupante la tendenza al “ritiro sociale” che ormai è divenuta un fenomeno oggetto di studio e di riflessione sociologica ed educativa.

Ma i desideri, i sogni, i dubbi che agitano questi giovani cuori sono gli stessi dei ragazzi che don Bosco intercettava nella Torino dell’800: là prevaleva una povertà materiale e il miraggio della grande città che attirava i giovani ben presto si rivelava una realtà di fatica, delusione e sfruttamento… oggi le povertà sono diverse: in primis i valori, messi costantemente in discussione da una società in cui sembra che tutto sia lecito e giustificabile.

Altro fenomeno in costante crescita l’abbandono scolastico da parte di quei ragazzi (e delle famiglie) che non riescono a dare la giusta priorità all’istruzione e non la considerano uno strumento importante per costruire il proprio futuro.

Chi sono i ragazzi che frequentano l’Oratorio oggi?

Sono in aumento i più giovani che appartengono alla fascia delle scuole medie. A loro proponiamo, oltre agli spazi di gioco come cortile, campi, sala giochi, anche il doposcuola educativo Oltrescuola, in collaborazione con le scuole del territorio, che ci segnalano chi ha più bisogno.

E poi la sportiva, rinata in questi ultimi anni, con il calcio che coinvolge una cinquantina di bambini e ragazzi e propone un’esperienza diversa, in cui non prevale l’agonismo e la competizione esasperati, ma l’obiettivo di costruire gruppo, di divertirsi, di crescere insieme.

Ci sono poi i “grandi”, adolescenti che frequentano le scuole professionali che vengono a giocare con gli amici, magari per passare un po’ di tempo prima di riprendere il pullman per tornare a casa dopo la scuola, ma anche diversi ragazzi che non studiano e non lavorano, per i motivi di cui sopra.

Con tutti, ma in particolare con loro, si cerca di costruire una relazione di fiducia che li aiuti a riscoprire le proprie capacità e attitudini e a recuperare un minimo di progettualità rispetto al presente e al futuro.

Si raccolgono i loro dati personali e si rilascia un semplice tesserino, che crea senso di appartenenza e li responsabilizza rispetto all’uso delle strutture a disposizione, superando l’anonimato.

La nostra Opera inoltre comprende da anni l’esperienza delle comunità per minori, italiani e stranieri non accompagnati, e il centro diurno: anche per loro l’Oratorio rappresenta una vera e propria palestra quotidiana di relazione, di scambio, di condivisione, per cominciare o riprendere rapporti sani di amicizia.

Come rendere l’intervento educativo sempre più efficace?

Sicuramente il lavoro di rete e la collaborazione con Enti e Istituzioni rappresenta il presupposto indispensabile per progettare e portare avanti interventi il più possibile personalizzati e di effettivo sostegno alle esigenze espresse, sia dai minori che dai nuclei familiari.

La presenza di educatori formati e competenti fa la differenza: è un investimento che richiede energie e risorse (anche economiche) non indifferenti, e a volte vorremmo fare di più… ma siamo convinti che costruire e custodire relazioni basate su fiducia e ascolto sia l’approccio più giusto e promettente.

Don Bosco oggi starebbe così in mezzo ai suoi ragazzi.

L’Oratorio don Bosco, in corso Valentino 66, è aperto da lunedì a sabato dalle 16.30 ale 18.30.

 

Il Vescovo nomina due co-parroci al Valentino – La Vita Casalese

Si riporta di seguito l’articolo apparso su La Vita Casalese dedicato alla nomina del co-parroco della parrocchia del Valentino, a Casale: don Guido Candela.

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Un co-parroco per la parrocchia del Valentino, a Casale, retta dai salesiani. È don Guido Candela, della comunità salesiana di Vercelli.

Questa la nota diffusa mercoledì 23 agosto dal cancelliere della Curia dott. can Davide Mussone.

“Sua eccellenza mons. Gianni Sacchi, vescovo di Casale Monferrato, facendo seguito alla formale presentazione canonica dell’ispettore salesiano, rev.do don Leonardo Mancini, volendo provvedere al bene spirituale della parrocchia S. Cuore di Gesù in Casale Monferrato, sulla base del can. 517 § 2 del Codice di Diritto Canonico, ha nominato parroci in solido: il  rev.do sac. Alberto Lagostina, s.d.b., già amministratore parrocchiale dal 1 settembre 2021, parroco moderatore della sopracitata parrocchia; il rev.do sac. Guido Candela, s.d.b., co-parroco della medesima parrocchia. Tali nomine decorrono dal 1 settembre 2023. La legale rappresentanza  resta in carico al rev.do sac. Alberto Lagostina, s.d.b. Si informa inoltre  che, su disposizione dell’ispettore salesiano, il rev.do sac. Quoc Ky Doan, s.d.b., dal 1 agosto 2023, è stato trasferito ad altro incarico”.

Ora ci sono due parroci in parrocchia al Sacro Cuore di Gesù, ma è  possibile avere due parroci? La risposta viene dallo stesso cancelliere, dott. can Davide Mussone:

Sì, è possibile avere più parroci della medesima parrocchia. In passato, col vecchio Codice del 1917, vigeva la classica regola ‘un solo parroco per una sola parrocchia’, che non ammetteva eccezioni. Il nuovo Codice di Diritto Canonico del 1983, al can. 517 § 1, prevede la figura del parroco in solidum: ‘Quando le circostanze lo richiedono, la cura pastorale di una parrocchia, o di più parrocchie contemporaneamente, può essere affidata in solido a più sacerdoti, a condizione tuttavia che uno di essi ne sia il moderatore nell’esercizio della cura pastorale, tale cioè che diriga l’attività comune e di essa risponda davanti al Vescovo’. L’espressione in solido significa che ciascuno dei sacerdoti che formano il gruppo ha tutti i diritti e doveri che spettano al Parroco, sono dei cosiddetti ‘co-parroci, di modo che ciascuno di essi è tenuto a rispondere della cura pastorale nel suo insieme, in solido. Ognuno dei parroci è responsabile di tutto il ministero pastorale, anche se nel concreto l’esercizio viene distribuito fra competenze dei singoli. Il gruppo (due, tre… in base alla grandezza della parrocchia ed alle effettive necessità) agisce con azione comune ed il parroco moderatore, che non è un superiore ma è un primus inter pares, né è il responsabile ultimo dinnanzi al Vescovo ed a lui spetta la legale rappresentanza dell’ente parrocchia, ovvero cura i rapporti con l’ordinamento civile”.

Ecco chi sono i due co-parroci.

Don Alberto Lagostina, dei Salesiani di Don Bosco, è nato a Stresa (Novara) il 15/05/1959, è professo nella Congregazione Salesiana dall’8/09/1981 ed è stato ordinato presbitero ad Alessandria il 24/06/1989. Don Alberto, conseguite la Licenza in Teologia e l’Equipollenza in Lettere, grazie alla sensibilità pastorale e alle sue capacità relazionali, ha maturato una ricca esperienza tra i giovani degli oratori – centri giovanili e della scuola.

È stato direttore dell’Opera salesiana “Oratorio Beato Michele Rua” in Torino ed Incaricato del Centro Giovanile. Ha continuato a svolgere la stessa missione nell’Opera di Asti.

È stato poi chiamato nel Centro Ispettoriale per l’animazione regionale della Pastorale giovanile. Dal 2015 è stato destinato come superiore della comunità, Incaricato del Centro giovanile salesiani nella zona San Paolo di Torino e vicario parrocchiale nella parrocchia Gesù Adolescente in Torino.

Lo scorso 9 settembre 2021 è stato trasferito a Casale Monferrato ed è diventato direttore della Comunità salesiana e direttore dell’Oratorio nonché amministratore parrocchiale della parrocchia Sacro Cuore di Gesù.

Don Guido Candela, dei Salesiani di Don Bosco, è nato Jemappes (Belgio) il 05/01/1954, è professo nella Congregazione salesiana dall’08/09/1971 ed è stato ordinato presbitero a Cuneo il 25/04/1981.

Compiuti gli studi filosofici e teologici, si è dedicato soprattutto alla pastorale tra i giovani in varie scuole e negli oratori di Lanzo, di Torino Agnelli, di Bra e nella parrocchia San Lorenzo Martire, in Venaria-Altessano (Torino).

Nel 2015 è stato nominato vicario parrocchiale della parrocchia San Giuseppe Lavoratore in Torino, successivamente direttore nella Casa dì Vercelli. Dopo il decesso del parroco salesiano di Vercelli don Augusto Scavarda, a gennaio 2023, è stato nominato amministratore parrocchiale nelle parrocchie del Sacro Cuore di Gesù in Vercelli, di Sant’Antonio all’Isola, in Vercelli e di S. Cecilia in Caresanablot.

Don Guido ha svolto il suo servizio con zelo, sensibilità pastorale, buone capacità relazionali e sa collaborare con i laici.

Casale Monferrato: in partenza il Work Lab per gli aspiranti pizzaioli

A Casale Monferrato è in partenza a settembre 2023 un Work Lab, inserito all’interno del progetto Labs To Learn, per professionalizzare i giovani nel settore di pizzaiolo.

Un percorso formativo breve della durata di 100 ore a frequenza intensiva che si articola in:

  • circa 20 ore di formazione in aula (sicurezza, rinforzo alfabetico di base, competenze teoriche del settore di riferimento, organizzazione aziendale)
  • circa 80 ore di formazione in azienda (competenze tecnico professionali specifiche del settore di riferimento)

Per tutta la durata del percorso è previsto un accompagnamento educativo a supporto dei partecipanti.

Il Work Lab è rivolto ai minori che abbiano 17 anni e 6 mesi (circa), in possesso di un livello di conoscenza della lingua italiana almeno A2 e dei seguenti documenti: codice fiscale, documento identità, permesso di soggiorno validi, ISEE.

Come iscriversi

Per l’iscrizione sarà necessario compilare la preadesione con il form sottostante entro il 10 settembre 2023.

Riferimenti: