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IFTS arriva al Cnos-Fap Rebaudengo

Il prossimo anno formativo prenderà il via, presso il Cnos-Fap Rebaudengo, un nuovo corso da Tecnico meccatronico della macchine agricole, sviluppato in modalità IFTS, che avrà come obiettivo la formazione di un tecnico specializzato nella manutenzione delle macchine agricole, che si occupi della diagnosi, manutenzione e riparazione degli impianti meccanici, elettrici e idraulici.

La figura professionale sarà in grado di mettere in atto operazioni complete di manutenzione del mezzo agricolo, in particolare in merito alla motopropulsione e ai sistemi a fluido di quest’ultimo, imparando a diagnosticare il problema e progettando insieme al cliente le procedure di organizzazione della manutenzione.

Il corso consisterà in 800 ore di formazione, 400 delle quali verranno svolte in azienda, e sarà sviluppato in collaborazione con alcuni partner: l’ITIS C.Grassi, il Politecnico di Torino, Competence Industry Manufacturing 4.0 e CNH Industrial – New Holland Agricolture.

Il corso sarà inoltre gratuito e aperto ai disoccupati in possesso di un Diploma di istruzione secondaria di secondo grado o di un Diploma professionale di tecnico.

Se sei interessato al nuovo corso clicca qui per compilare la manifestazione di interesse.

Concorso Nazionale Unico – CNOS-FAP Saluzzo

Il 6 maggio si è concluso il CNAU 2021, a cui ha partecipato il Centro di Formazione Professionale di Saluzzo. Il tema del concorso è stato quello di organizzare una settimana di viaggio-studio in Irlanda. I 4 ragazzi che ne hanno preso parte, non sono saliti sul podio ma sono stati comunque fieri del lavoro svolto. Di seguito la notizia pubblicata su “CNOS-FAP Saluzzo“.

Si è conclusa Mercoledì 06.05.2021 la maratona dei tre giorni del CNAU 2021 (Concorso Nazionale Unico dei capolavori realizzati dai ragazzi iscritti alla iefp del CNOS Fap in Italia).

Il Concorso ha coinvolto diverse aree: Matematico scientifica, Linguaggi e Digitale e gli iscritti sono stati 76 allievi/e appartenenti a 19 CFP.
Le squadre erano composte da 4 studenti per CFP e i nostri ragazzi facevano parte dei corsi del Terzo anno di OPERATORE DELLA TRASFORMAZIONE AGROALIMENTARE-PANIFICAZIONE, PIZZERIA E PASTICCERIA, OPERATORE DEL BENESSERE-ESTETICA e uno studente DELL’OPERATORE DEL BENESSERE-ACCONCIATURA.

Il Concorso è iniziato Martedì in digitale tramite piattaforma G meet, introdotto da Fabrizio Venere, Segretario Nazionale Didattica Digitale, insieme ad altri referenti dei settori interessati, i quali si sono trovati a dover re-inventare un concorso che fosse, in questo anno pandemico, uguale per tutti i centri.
Il tema del concorso era di organizzare una settimana di viaggio-studio in Irlanda. Le squadre hanno avuto un budget virtuale da utilizzare per svolgere le attività previste dalle prove: il viaggio, il soggiorno, i calcoli e i confronti, le visite, le prenotazioni, la gestione degli imprevisti.
La gestione delle attività del concorso ha interessato competenze nel campo della  logica, della matematica finanziaria, dell’informatica e del mondo digitale in generale, elaborazione e racconto di un testo in lingua inglese, comprensione del testo ed elaborazione in lingua  Italiana e la realizzazione di un video finale.
Ogni prova aveva un punteggio, assegnato da una giuria: i ragazzi di Saluzzo non sono saliti sul podio, ma hanno avuto modo di lavorare per la prima volta insieme ad un Progetto innovativo e soprattutto in presenza.

Ingegno, strategie di cooperazione, amicizie nate partendo da una conoscenza superficiale per arrivare ad una identità che ha lavorato bene insieme portando ottimi risultati. Siamo dunque fieri del risultato ottenuto e abbiamo voluto chiedere l’opinione a loro, i veri protagonisti, i ragazzi:
Sabrina

“Ringrazio di essere stata scelta, perché essendo una persona molto timida ho conosciuto persone nuove e ho fatto parte di un progetto nazionale, che non avrei mai fatto. All’inizio è stato più difficile forse perché non ci conoscevamo ancora, ma il secondo giorno la modalità di lavoro è migliorata, Ringrazio anche i professori che ci hanno sostenuti.”

Marco

“Questa esperienza mi è piaciuta, perché ha fatto uscire il lato collaborativo e l’organizzazione di tutti noi, ci siamo messi in gioco e così abbiamo creato un gruppo e nuove amicizie”

Elisa

“Quest’esperienza mi ha fatto cambiare in meglio sia con me stessa che con le persone che non conoscevo e quindi mi sono aperta. Il nostro gruppo è nato per caso, ma con il passare dei tre giorni si è formata una bella squadra, ma anche un’amicizia. Quindi ringrazio tutti loro e anche i professori che hanno dato l’opportunità di partecipare”

Stefano

“Nel partecipare al concorso non ero proprio del tutto convinto, non sapevo come mi sarei trovato con i miei compagni di squadra, ma devo dire che mi è piaciuto, mi sono divertito anche perché amo le sfide, più sono difficili meglio è! Detto ciò posso dire che è stata una bella esperienza, ben organizzata…un’esperienza che rifarei di sicuro!!!”

“È farina del mio taxi” – CFP Valdocco

Il 25 marzo 2021 di fronte al ristorante Del Cambio di Torino, è avvenuta la celebrazione del primo anno di attività dell’organizzazione Trasporto Sociale con l’iniziativa “È farina del mio taxi”. Per l’occasione, gli allievi del corso di grafica del CNOS-FAP di Valdocco si sono resi partecipi realizzando delle magliette con la scritta dello slogan “Farina del mio Taxi“. Questo progetto, vista la situazione di crisi che stiamo vivendo, permette di aiutare i più bisognosi. Di seguito riportiamo la notizia pubblicata il 26 marzo 2021, su “La Stampa“e su “CNOS-FAP di Valdocco“.

La collaborazione tra il ristorante dello chef Baronetto, i tassisti di “Trasporto sociale” e il convento di Sant’Antonio è iniziata un anno fa

Non una festa – «in questa situazione non c’è niente da festeggiare», diceva chef Baronetto – ma un reciproco ringraziamento, ricordando un anno duro per tanti. È in questo spirito che ieri, davanti al ristorante Del Cambio, si sono ritrovati ad un anno dall’inizio della collaborazione, lo stellato Matteo Baronetto, i tassisti volontari del “trasporto sociale” e i Frati minori francescani del Convento di Sant’Antonio da Padova, cioè chi produce ogni settimana nelle cucine del leggendario ristorante 60 chili di pane per i poveri, chi lo trasporta, e chi lo riceve e lo “mette in tavola” per aiutare chi vive in strada e famiglie in grave difficoltà. Un incontro di buone volontà iniziato in pieno lockdown la scorsa primavera.

«Tutto questo è il “ciclo della Provvidenza” e io, che sono il rappresentante finale di questo ciclo di solidarietà così importante per Torino, sono qui per ringraziarvi. Sono 400 i poveri che vengono ogni giorno a prendere il sacchetto da asporto alla nostra mensa. E 230 famiglie mensilmente ricevono un pacco spesa», ha detto fra Mauro Battaglino davanti alle auto bianche schierate e alla giovane squadra di panettieri e pasticceri del Cambio.

«Questa iniziativa – ha spiegato Baronetto – fa parte di “Cucine solidali”, un progetto che nasce con Andrea Chiuni di “Tre Galline” e altri colleghi. Tanti cuochi e tanti ristoranti, per essere d’aiuto e produrre pasti per chi è in povertà . Attraverso i taxi solidali abbiamo potuto raggiungere le persone che hanno bisogno. È una cosa che all’inizio non pareva realizzabile e invece si è consolidata e continuerà». Maicol Vitellozzi, chef patissier del Cambio e del caffè, La Farmacia, conferma: «Continueremo anche quando la pandemia sarà finita. Produciamo 30 chili di pane due volte la settimana con l’aiuto di tirocinanti e di giovani stagisti pienamente coinvolti nel progetto».

In piazza, con la scritta«Farina del mio taxi» sulla maglietta (realizzata dai ragazzi del corso di grafica del Cnos Fap di Valdocco), una rappresentanza dei tassisti volontari. «”Trasporto sociale” è nato lo scorso anno nei primi giorni del lockdown – racconta Ermanno Disabato -, quando panettieri e pasticceri volevano donare i loro prodotti ai medici e agli infermieri dei triage degli ospedali, ma non potevano circolare. Dopo, l’esperienza è continuata con il Ristorante Del Cambio. Il gruppo è partito con 26 colleghi, oggi siamo una settantina e aiutiamo anche altre realtà che si occupano di poveri, come la mensa di via Belfiore di don Adriano Gennari».

“Il trasporto sociale è farina del mio taxi”
In piazza, fra Mauro ha fatto il punto sui bisogni che vede dal suo osservatorio: «Il numero dei poveri aumenta e aumentano in modo davvero preoccupante le famiglie italiane. Anche gli immigrati sono numerosi: soprattutto lavoratori in nero nei locali che oggi sono chiusi o che non possono più fare i piccoli servizi che gli permettevano di vivere». Sottolinea, fra Mauro, che «oggi abbiamo un controllo molto preciso delle persone e delle famiglie che ricevono aiuti. La Caritas ha messo in rete i centri che distribuiscono aiuti, per cui se una persona riceve da una parte non può rimettersi in coda dall’altra». I frati hanno il centro d’ascolto, ogni persona nuova che si presenta viene registrata. «Le persone povere hanno molto bisogno di ascolto. Prendono il sacchetto, ma soprattutto hanno bisogno di parlare della propria condizione. Essere ascoltati sta diventando quasi più importante del cibo».
Al convento di Sant’Antonio prima dello scoppio della pandemia erano cento le persone che potevano consumare i pasti ai tavoli e 60-70 quelle che prendevano il sacchetto. «Ora sono più che raddoppiate. Le famiglie del pacco mensile erano un centinaio ora sono 230, il 70% italiane e con la documentazione che attesta che hanno perso il lavoro». I frati all’inizio della pandemia sono andati nelle case a consegnare gli aiuti, per conoscere e capire le situazioni. «Ad ogni zona rossa le richieste aumentano. La necessità è tanta ma la solidarietà anche – dice il religioso -. Ciò che ha fatto Andrea Chiuni con i pasti di “Cucine solidali” distribuiti dalla Comunità di Sant’Egidio è importante, lo è il pane di Baronetto, sono importanti i nostri altri benefattori, il Comune. Soddisfiamo i bisogni. La provvidenza non manca». —

È farina del mio taxi

Gli allievi del corso Prelavorativo di Valdocco si sono resi protagonisti di una bella iniziativa, coinvolti dall’associazione Art In Taxi di Torino. Hanno infatti collaborato alla realizzazione della stampa delle magliette celebrative del progetto È farina del mio taxi, un’attività di trasporto sociale nato proprio un anno fa, il 26 marzo, durante il periodo del lockdown. Il progetto – che coinvolge settanta tassisti torinesi – permette di consegnare pane, dolci e cibo ai più bisognosi. I nostri ragazzi hanno lavorato insieme ai docenti Emanuele Mensa ed Emanuela De Troia alla realizzazione delle t-shirt e due di loro hanno partecipato – rappresentando tutta la classe – alla celebrazione del primo anno di attività che si è svolta giovedì 25 marzo in piazza Carignano di fronte al ristorante Del Cambio insieme allo chef stellato Matteo Baronetto ed alla sua brigata di pasticceri, con fra’ Mauro Battaglino dei Frati Minori Francescani del Convento di Sant’Antonio da Padova.

La collaborazione tra Standox e il CFP – Carrozzeria Autorizzata

Il brand Standox, di Axalta, crede nella formazione dei giovani, futuro di tutti i settori. Per questo motivo sceglie di investire nella scuola. Un esempio è la collaborazione con i centri professionali che si dedicano alla carrozzeria come il Cnos-Fap di Fossano e il Cnos-Fap di Rebaudengo.
Si riporta, di seguito, l’articolo pubblicato oggi, 26 febbraio 2021, su “Carrozzeria Autorizzata“.

Standox per le “giovani leve”: scopriamo come imparano “l’arte del verniciare”.

Mettere le persone, ma soprattutto i giovani, al centro delle proprie strategie e credere molto nella formazione delle “giovani leve”: Standox, uno dei brand di Axalta, che crede in questi valori, è di nuovo protagonista di importanti collaborazioni in questo ambito.

Per Standox, infatti, le giovani leve sono il futuro per tutti i tipi di settori, anche in quello Refinish; ma trovare ragazzi, spiega l’azienda, che si appassionano al mondo della carrozzeria a tal punto da arrivare a farne una professione, non è una cosa così semplice e scontata.

Per il marchio, dunque, collaborare con scuole professionali di carrozzeria è punto di forza nonchè di orgoglio: vedere studenti che cercano di apprendere al meglio il mestiere del “carrozziere” è un investimento per il futuro.

Dalle prima collaborazioni ad oggi

Oltre 20 anni fa è nata la prima collaborazione tra Standox e il Cnos-Fap di Fossano (Cuneo), uno dei 58 istituti della federazione nazionale Cnos-Fap che si occupa di formazione e aggiornamento professionale. Tanti ragazzi da allora si sono avvalsi del know-how dei tecnici e trainer Standox e parecchi sono ora diventati carrozzieri.

Standox, insieme al concessionario del Piemonte Ap-Nice, ha da poco avviato una collaborazione con un altro istituto facente parte della federazione Cnos-Fap, quello di Rebaudengo (Torino). La scuola si occupa da decenni di formazione professionale nei settori dell’elettronica, meccanica e dell’autoveicolo, tra i quali la carrozzeria.

Orlando Pisciottano – Titolare Ap-Nice afferma:

“Collaborare con Standox Italia e il Cnos Fap di Rabuadengo è per noi fonte di soddisfazione e motivazione! Insieme lavoriamo per “costruire” il futuro nelle nostre carrozzerie.” 

La scuola di carrozzeria

Ma vediamo da vicino come funziona questa “scuola di carrozzeria”. La durata è triennale e i ragazzi si dividono tra giornate teoriche in aula e giornate propriamente tecniche di laboratorio: qui entra in gioco anche Standox.

Durante le prove in laboratorio, gli studenti hanno la possibilità di approcciarsi alle fasi pratiche della riparazione avvalendosi dei prodotti vernicianti Standox, oltre a tutte le attrezzature necessarie per imparare l’arte del refinishing.
Grazie alla collaborazione tra Standox e Ap-Nice, i ragazzi hanno la possibilità di seguire un percorso formativo dove i tecnici delle rispettive società saranno i loro docenti. I tecnici mostreranno in presenza le tecniche più adatte da utilizzare, i cicli applicativi e come leggere il colore.

Inoltre, se le restrizioni Covid 19 lo premetteranno, gli studenti saranno ospiti per una giornata presso il Centro Tecnico Axalta Refinish Italia di Covenago Brianza (Milano), a conclusione dell’anno scolastico.

In aula…

Il 4 febbraio scorso si è tenuta la prima giornata in aula con un Tecnico Axalta Refinish. La lezione è stata incentrata su come leggere ed identificare il colore corretto. Il tecnico ha illustrato le varie tecniche concentrandosi su quelle digitali più attuali e performanti grazie l’utilizzo dello Spettrofotometro Standox Genius iQ, in dotazione della scuola.

I ragazzi hanno inoltre avuto modo di fare alcune prove di lettura colore da pezzi di lamiera verniciati e, grazie al software colore Standowin iQ,  la formula colore viene trasmessa direttamente alla bilancia. Tutti hanno testato in prima persona l’importanza di identificare la corretta tinta prima di una qualsiasi riparazione e la rapidità e facilità di questa operazione, grazie all’ausilio di strumenti innovativi e di ultima generazione.

Fabrizio Berta – Direttore CFP Salesiano Cnos-Fap Rabuadengo – dice:

“Collaborare con aziende leader del settore e persone altamente professionali, ci supporta nella nostra filosofia di avere una formazione d’eccellenza, in tutti gli ambiti.”

Standox, infine, conclude così:

“In bocca a lupo a tutti i ragazzi che vogliono imparare “l’arte del verniciare”  … !

CNOS-FAP Serravalle Scrivia: il progetto “Uniti si cresce”

“Uniti si cresce” è il nome del progetto elaborato dalla Neuropsichiatria Infantile dell’Asl unitamente al Servizio di Psicologia dell’Età Evolutiva come intervento di prevenzione della dispersione scolastica nei soggetti con Bes del Centro di Formazione Professionale di Serravalle Scrivia. Di seguito l’articolo oggi pubblicato su Radio PNR.

Il progetto è stato presentato e proposto alla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, che per il terzo anno consecutivo ha accettato di finanziare questo intervento, che ha lo scopo di accompagnare gli studenti Bes dell’istituto Cnos Fap di Serravalle Scrivia, nel trovare un metodo di studio idoneo e che consenta loro di realizzare il proprio progetto formativo.

La psicoterapeuta Valeria Cantù, designata quale esperto dalla società cooperativa sociale “Interactive” a cui è stato affidato l’incarico, si renderà disponibile, attraverso colloqui gratuiti presso l’Asl, nel sostenere gli alunni nei loro momenti di incertezza e dubbio, sia rispetto al percorso scolastico scelto, sia rispetto a tematiche di carattere personale che potrebbero inficiare il buon esito degli apprendimenti…

CNOS-FAP: abbiamo tutti voglia di normalità!

Si riporta di seguito il messaggio del Direttore Lucio Reghellin pubblicato oggi sul sito del CnosFap Regione Piemonte.

Ci sembra che le misure restrittive siano superate. Ci sembra che il virus se ne sia andato!

Eppure i protocolli per il ritorno al lavoro e a scuola sono molto severi. Ci vengono chiesti dei comportamenti che capovolgono il nostro solito modo di pensare: mascherine, guanti, disinfettanti non sono per preservare la nostra salute ma quella degli altri. L’attenzione non è posta sul fatto che io posso ammalarmi ma che, con il mio atteggiamento sbagliato, posso fare del male agli altri. Questo tempo ci può essere di aiuto a mettere meno al centro noi stessi e ad essere più attenti agli altri, alla comunità. Ci viene chiesto un grande senso di responsabilità.

Stiamo facendo dei piccoli passi verso il ritorno, verso il lavorare di nuovo insieme.

A cominciare da questo mese, con gli esami in presenza, sperimenteremo il rientro dei ragazzi nei CFP
. Esami particolari, basati su un colloquio, che forse creeranno qualche disagio ad alcuni nostri allievi: sarà necessario aiutare, accompagnare, magari con qualche attività pratica compatibile con i protocolli di sicurezza.

Un articolo che ho letto in questi giorni, mi faceva riflettere sul passaggio all’età adulta. In alcune società antiche c’era un rito di passaggio. Una sfida che il ragazzo doveva superare per dimostrare di essere diventato adulto. Era lui che decideva quando era pronto per affrontare la prova, a volte rischiosa, sapendo che non poteva rimandarla all’infinito, pena di essere emarginato dalla comunità. L’adulto incoraggiava ma non interveniva.

Mi chiedevo se oggi esiste un momento, una sfida attraverso la quale un ragazzo passa dalla fanciullezza all’età adulta.

Ho cercato di ricordare. Certamente la maturità di adulto è cresciuta via via nel tempo, però se devo trovare un momento cruciale di passaggio, per me è stato dopo l’esame di qualifica del terzo anno in cui in piena autonomia dovevo decidere che cosa fare della mia vita (dovevo scegliere tra varie ipotesi). Ho deciso liberamente, prendendomi le mie responsabilità, e da quel momento mi sono sentito più adulto.

Forse oggi per un giovane il momento di passaggio è l’esame di maturità o la scelta dell’università o forse ancora più avanti. Magari per qualcuno è proprio l’esame di qualifica o di quarto anno, come lo è stato per me.

L’esame potrebbe non essere solo una firma su un attestato ma un punto di arrivo e di ripartenza. Siamo consapevoli che stiamo accompagnando i ragazzi verso la maturità, il passaggio dalla fanciullezza all’età adulta. Facciamo il possibile per aiutarli, ma poi il coraggio di affrontare la sfida e di superare la prova spetta solo a loro.

Guardiamo anche più in là. Stiamo cominciamo a mettere le basi per il nuovo anno. Ci sono ancora incertezze ma vogliamo affrontarle. I CFP stanno contattando le famiglie dei nuovi iscritti. In questi giorni nello Staff di Ente abbiamo cominciato ad abbozzare il calendario annuale, a proporre alcune iniziative, a valutare modalità di ritorno.

Abbiamo tutti voglia di normalità!

Intervista a don Miglietta, Direttore del Centro CNOS-FAP di Vercelli

Il Centro di Formazione Professionale di Vercelli è sotto la guida di un nuovo direttore: don Gabriele Miglietta. Si riporta l’intervista a lui effettuata da parte di una allieva di 3C del CNOS-FAP di Vercelli.

Abbiamo rivolto alcune semplici domande a Don Gabriele Miglietta, nuovo direttore del centro CNOS-FAP di Vercelli.

DA QUANTI ANNI LAVORA NEI CENTRI (Centro di Formazione Professionale o CFP) CNOS-FAP?

Ho iniziato la mia attività di docente nel 1987 fino al 2005 a ritmi alterni, insegnando lettere nelle scuole medie e superiori. Del 2005 faccio parte del CNOS-FAP.

COSA SI ASPETTA DAGLI ALLIEVI DEI NOSTRI CENTRI?

Mi aspetto senz’altro che diventino sempre più in gamba, che trovino subito lavoro una volta concluso l’obbligo scolastico e che diventino onesti cittadini e buoni cristiani.

I SUOI PROGETTI FUTURI PER IL CENTRO CNOS-FAP DI VERCELLI?

Sono arrivato a Vercelli da due mesi circa per sostituire il collega che è andato in pensione e dovrò continuare a garantire il buon funzionamento e il futuro del CFP. Promuoverò la formazione professionale di adulti e ragazzi per tutto il territorio e cercherò nel miglior modo possibile di far crescere il centro CNOS-FAP di Vercelli per poterlo far diventare il migliore cii tutti i CNOS-FAP. Mi auguro di poter avviare nuovi corsi nel settore turistico e agroalimentare e di agevolare la partecipazione femminile.

COSA AUGURA Al NOSTRI NUOVI ALUNNI DEL CENTRO CNOS-FAP?

di vivere tre anni meravigliosi!

Intervista realizzata da Isabel di 3C

Salesiani Fossano: un nuovo edificio per aule e laboratori del CFP

Si riporta l’articolo pubblicato ieri dal settimanale fossanese La Fedeltà in merito all’ampliamento degli spazi dedicati ai laboratori e alle attività della didattica del CFP dell’Istituto Salesiano di Fossano.

Un fabbricato su tre piani in via San Francesco. Tutti a favore in Commissione urbanistica.
Nascerà ai Salesiani un nuovo edificio per aule e laboratori.

FOSSANO – L’Istituto salesiano di Fossano ha bisogno di nuovi spazi per laboratori e attività didattica. E due anni dopo la ristrutturazione del piano interrato, che da marzo 2018 ospita il laboratorio di termo-idraulica, ha presentato un progetto in Municipio per costruire un nuovo edificio su tre piani (alto 12 metri e 40), al posto del campo da calcio, affacciato su via San Francesco.

La proposta è stata esaminata lunedì dalla Commissione urbanistica, dove ha trovato consenso unanime.

“Le motivazioni alla base di questo intervento sono molteplici – spiega il direttore don Bartolomeo Pirra -. Da un anno abbiamo inserito tra le materie di insegnamento la meccanica agricola, che ha bisogno di laboratori. In caso contrario saremmo costretti ad affittare locali fuori Istituto, come accadeva in passato, in via Domenico Oreglia, per le lezioni di termo-idraulica. In secondo luogo abbiamo bisogno di aule per l’Ipsia di Bra, che ha portato qui da noi una sezione staccata, con le classi dei suoi ultimi due anni che offriranno ai nostri alunni la possibilità di raggiungere il diploma. Da qualche tempo, infine, la scuola media per adulti occupa diverse aule al pomeriggio”.

La costruzione del nuovo edificio – come ha spiegato l’assessore all’Urbanistica David Paesante – richiede tre deroghe al Piano regolatore: per aumentare la superficie utile lorda (Sul), ridurre gli standard per il verde privato e bypassare il parametro sulla visuale libera. Nessuno ha posto obiezioni.

“Sono tre deroghe ben fondate dal punto di vista dell’interesse pubblico, che è quello di rafforzare un istituto scolastico – ha commentato Vincenzo Paglialonga (Pd) -. Siamo d’accordo con l’iniziativa”.

Più che d’accordo si è detto anche Luca Avena (lista Tallone).

“Portare la 4a e la 5a a Fossano è una cosa bella per la marea di ragazzi che frequentano i Salesiani e un beneficio anche per il mondo del lavoro”.

Enzo Brizio (Centolampadine):

“Non è compito mio valutare verde, distanze e Sul su una proprietà privata: questo è compito dei tecnici. Dal punto di vista politico, invece, è una costruzione che incentiva l’attività dei Salesiani e l’arrivo di nuovi ragazzi”.

Idem per Tiziana Airaldi (Forza Italia):

“Nascerà un polo scolastico professionale al centro della provincia, molto vicino alla ferrovia”.

Favorevole anche Sonia Linzas (Lega), che ha però invitato la proprietà a presentare “un progetto specifico per la riqualificazione delle aree verdi”, compatibilmente con gli spazi a disposizione. Sull’accordo con l’Ipsia di Bra (il Guala) si è soffermata Cristina Ballario (lista Convivendo) per sottolineare l’importanza dell’accordo:

“Un progetto strategico per il territorio” perché consente di “dare una formazione professionale oltre i tre anni ai ragazzi del Cnos”.

Don Pirra conferma:

“Oggi i ragazzi, allo scadere del triennio, si spargono in diversi istituti in provincia, con il rischio di perdersi. La presenza dell’Ipsia all’interno dei Salesiani, la possibilità di partire insieme, dallo stesso livello, è sicuramente un elemento positivo”.

Posta ai voti dal presidente della Commissione Giorgio Bergesio, la richiesta è stata accolta all’unanimità. Per l’approvazione vera e propria si dovrà attendere il prossimo Consiglio comunale. L’auspicio della proprietà è di poter partire al più presto con i lavori. E, nella migliore delle ipotesi, arrivare al traguardo per l’inizio del prossimo anno, quando il Guala si presenterà (queste sono le previsioni) con due quarte e una quinta.

30/10/2019 – Pag. 9 La Fedeltà

CNOS-FAP Vercelli: visita a Chieri

Martedì 22 ottobre 2019 le classi seconde del Cnos-Fap di Vercelli si sono recate in visita a Chieri sui passi di Don Bosco. Si riporta l’articolo pubblicato sul sito dell’opera.

Martedì 22 ottobre 2019 le classi seconde in visita a Chieri

Chieri ebbe un ruolo importante nella formazione del giovane Giovanni Bosco: dieci anni di studio, di lavoro, di esperienze che formarono la sua straordinaria personalità. La creazione di un itinerario cittadino e di un centro visita (nei locali dell’ex seminario di San Filippo) dedicati alla sua figura vogliono essere un contributo alla memoria ma anche e soprattutto un modo per continuare a trasmettere il suo insegnamento più importante: l’attenzione ai bisogni degli altri.

CNOS-FAP Fossano: viaggio in Repubblica Ceca

Nell’ultima settimana di settembre si è conclusa l’esperienza di Erasmus per gli allievi del Cnos-Fap di Fossano. Si riporta l’articolo pubblicato sul sito dell’opera.

IL CNOS FAP DI FOSSANO VOLA IN REPUBBLICA CECA

Con l’ultima settimana di settembre, si è conclusa la 3° mobilità del progetto Erasmus+ KA2 del CNOS-FAP Regione Piemonte. Insieme ai partner finlandesi, cechi e inglesi si è proseguito il lavoro, avviato con il precedente progetto (Csteps), sullo scambio di buone prassi nella formazione degli allievi con un focus particolare alla fase di accompagnamento al lavoro.

In occasione di questo progetto, Parfene Nicoleta, allieva del 3° anno del corso OPERATORE DEL BENESSERE – ACCONCIATURA (accompagnata da una nostra formatrice), si è recata per una settimana presso il centro di formazione professionale della città ceca di Jihlava.

Nicoleta scrive:

“Mi è piaciuta molto questa esperienza in Repubblica Ceca perché è stata una spinta in più con l’inglese e perché è stato molto bello visitare il paese e conoscere come funzionano le scuole. È stata un’esperienza che rifarei volentieri”