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CFP Alessandria: inaugurazione dei nuovi locali con il Vescovo

Il 12 ottobre, presso il CFP di Alessandria, si è tenuta l’inaugurazione dei nuovi locali alla presenza del Vescovo, monsignor Guido Gallese, e di alcuni “maestri del lavoro”. Di seguito la notizia apparsa su Avvenire.

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Si è tenuta questa mattina, 12 ottobre, l’inaugurazione dei nuovi locali del CNOS-FAP di Alessandria, con la presenza del Vescovo, monsignor Guido Gallese e di alcuni “maestri del lavoro”. E’ stata inoltre consegnata una borsa di studio ad un allievo meritevole.

Durante l’incontro sono intervenuti don Mauro Mergola, direttore della casa salesiana di Alessandria, che ha dato il benvenuto sottolineando la vicinanza dei salesiani con il tessuto sociale dei luoghi in cui sono presenti. Don Pietro Mellano, direttore del CNOS-FAP di Alessandria, ha invece sottolineato l’importanza del lavoro come impegno sociale e ha riassunto come i tre settori della Formazione Professionale di Alessandria (Meccanica industriale, Meccanica dell’automobile, Operatore dei Servizi d’Impresa) vadano in quella direzione, grazie all’impegno quotidiano di tanti formatori che proseguono la pedagogia di don Bosco.

Don Alberto Martelli, direttore generale del CNOS-FAP Piemonte, ha invece spiegato ai ragazzi come il futuro passi anche dalle loro mani, come il lavoro crei dignità, come i Centri di Formazione Professionale dei salesiani investano energie personali ed economiche in questa direzione, per il bene dei ragazzi.

I cavalieri del lavoro presenti, attraverso le parole di Giovanni Casaleggio, hanno ricordato ai ragazzi la bellezza dell’impegnarsi sul lavoro e l’importanza della sicurezza. Al termine dell’intervento, la sig.ra Paola Gilardi ha consegnato una borsa di studio in memoria del defunto padre Felice Gilardi (anch’egli cavaliere del lavoro) a un’allieva meritevole: il premio è stato ritirato da Chayma El Hammioui.

Il Vescovo, nell’intervento conclusivo, ha invece esortato i ragazzi: lo scopo della vita non è lavorare, il lavoro è un mezzo per realizzare qualcosa nel mondo secondo i nostri talenti, invitando i ragazzi a impegnarsi per trovare il loro talento nascosto.

La mattinata è proseguita, accompagnati da una delegazione di ragazzi, con la visita degli ambienti nuovi: gli uffici, la mensa, le aule: ambienti creati secondo la pedagogia di don bosco per poter rispondere alle esigenze dei ragazzi e degli adulti che frequentano il CFP di Alessandria in modo sempre più professionale, con l’obiettivo di offrire loro la possibilità di apprendere una professione e di potersi inserire nel tessuto lavorativo e sociale.

CNOS-FAP: giornata di inizio anno a Valdocco

Martedì 6 settembre circa 450 persone dai 13 centri CNOS-FAP del Piemonte si sono riversati nel Teatro Grande di Valdocco per l’assemblea annuale dell’Associazione.

 

 

Ad aprire la giornata il saluto dell’Ispettore don Leonardo Mancini, che ha parlato della necessità di lavorare in rete tra le varie scuole e della sostenibilità ambientale, ribadendo l’importanza della presenza educativa salesiana sul territorio.

Don Alberto Martelli, delle risorse umane, ha poi parlato delle persone che compongono il CNOS-FAP e della loro importanza, legata al cambiamento che ha come obiettivo migliorare e migliorarci guardando sempre al futuro, un concetto cardine del dna di Don Bosco e dei salesiani.

A seguire Fabrizio Berta, a carico della progettazione, ha parlato delle modifiche in programma nella formazione professionale in Piemonte, che aprirà le porte a nuovi soggetti, e dell’importanza di raccogliere questa sfida. Ha poi proseguito citando il modo in cui le soft skills, sempre più richieste dalle aziende, siano parte intrinseca della pedagogia salesiana che punta da sempre a trasmettere valori, esempi e modi di affrontare la vita ai ragazzi, e vadano perciò inserite a piene mani negli zainetti degli studenti.

A concludere gli interventi Carlo Vallero dell’area finanziaria, che ha parlato dell’importanza degli investimenti per continuare ad offrire un’offerta formativa e gli strumenti necessari per garantire alle persone una scelta.


Dopo gli interventi si è tenuta la premiazione dei dipindenti che hanno festeggiato il 25° anno all’interno dei centri, seguita dalla messa nella Basilica di Maria Ausiliatrice alle ore 12:00. A concludere la giornata il pranzo tutti insieme.

 

La notizia è stata riportata anche sul settimanale della Diocesi “La Voce e il Tempo” con un articolo a cura di Marina Lomunno:

Il Cnos-Fap riparte da Valdocco

 

«L’intelligenza nelle mani»

come la definiva don Bosco, ovvero la formazione professionale, riparte da Valdocco dov’è nata e si è diffusa in tutti i 5 continenti dove sono presenti i salesiani. Martedì 6 settembre, l’associazione Cnos-Fap (l’ente di formazione professionale dei salesiani) Regione Piemonte, dopo due anni di pausa forzata a causa del covid, ha iniziato ufficialmente l’anno formativo 2022-2023 nella Casa madre a Maria Ausiliatrice: 450 formatori delle 13 sedi presenti Piemonte che erogano corsi di formazione professionale, orientamento e accompagnamento al lavoro, si sono ritrovati a Torino Teatro Grande di Valdocco per confrontarsi, programmare e condividere le strategie per affrontare il futuro secondo la mission salesiana del

«Dare di più a chi ha avuto di meno».

E ripartire da Valdocco, dove opera il primo Centro di Formazione professionale e dove è nato, grazie a don Giovanni Bosco, il primo contratto di apprendistato, è un segno di continuità: la Torino dell’Ottocento con tanti ragazzi in difficoltà a progettare il proprio futuro ha molte analogie con il nostro tempo. Ha aperto l’incontro il presidente del Cnos regionale, don Leonardo Mancini, ispettore dei salesiani del Piemonte e della Valle d’Aosta, che ha sottolineato l’importanza del dialogo e del confronto nei centri e tra i centri, sul valore della presenza salesiana quale strumento educativo e

«sulla priorità assoluta che hanno i giovani, in modo particolare quelli più fragili».

Don Alberto Martelli, direttore dell’area Risorse umane, ha evidenziato alcune parole chiave: cambiamento per migliorare e non rimanere fermi, strutturale nel sistema salesiano, e gli obiettivi del cambiamento,

«in particolar modo verso un modello di più grande corresponsabilità».

Fabrizio Berta, direttore regionale dell’area Progetti, ha illustrato come muterà la Formazione professionale nel prossimo futuro e Carlo Vallero, direttore regionale dell’area Finanza, dopo aver presentato la situazione economica delle sedi piemontesi ha evidenziato la centralità dei Servizi al lavoro e dell’orientamento offerti dal Cnos in una congiuntura di cambiamenti e di crisi occupazionale. La mattinata, prima della celebrazione della Messa in Basilica e del pranzo insieme, si è conclusa con la premiazione dei formatori che hanno raggiunto 25 anni di attività nel Cnos-Fap.

AM – L’esperienza missionaria a Gur i Zi (Albania)

Si è conclusa l’esperienza missionaria dei ragazzi e delle ragazze che hanno risposto al Mandato Missionario 2022 recandosi presso la realtà salesiana di Gur i Zi in Albania, sotto la guida di Don Alberto Martelli: Luca Coraglia, Pietro Giraudo, Valentina Gondolo, Irene Milone, Paola Dorin, Elena Menguzzo e Sara Brugnati.

Di seguito il resoconto dell’esperienza direttamente con le parole dei partecipanti:

Non eravamo mai stati in Albania e abbiamo scoperto Gur i Zi per la prima volta guardando le immagini di Google maps perché nessuno sapeva che cosa aspettarsi. Adesso è un po’ come se fosse casa nostra!

Abbiamo iniziato a pensare ad un’esperienza missionaria lo scorso ottobre, quando ci siamo iscritti, ancora senza conoscerci tra noi, al percorso di Animazione Missionaria “Nel Cuore del Mondo”, proposto ogni anno dai Salesiani del Piemonte

Siamo 7 giovani, provenienti da oratori e parrocchie del Piemonte, con alle spalle alcuni anni di esperienza nell’animazione dei più piccoli. 

Il percorso di formazione che avevamo scelto ci dava l’opportunità di fare alcuni incontri di carattere spirituale e sociopolitico per conoscere il mondo, approfondire la realtà della missio ad gentes, verificare la nostra chiamata ad andare oltre i nostri luoghi di vita quotidiana, donare la nostra fede, in primo luogo per crescere noi e per dare una mano agli altri.

Ognuno si portava dietro le sue motivazioni e la sua storia e, così, ci siamo affidati completamente: non abbiamo scelto i compagni di viaggio, né la destinazione. Ci siamo fatti guidare dalla Provvidenza.

A maggio ci hanno proposto di partire per l’Albania con un sacerdote accompagnatore e abbiamo detto di sì, entusiasti e pronti a fare nuove esperienze. 

Siamo arrivati a Gur i Zi il 1 di agosto e per tre settimane ci siamo messi a servizio della comunità, accolti da don Raffaele, don Erasmo e dalla gente con grande favore e grande disponibilità. Il nostro programma prevedeva due ingredienti principali. In primo luogo la conoscenza della realtà della chiesa albanese, della sua storia e del suo presente: vogliamo coltivare l’essere fratelli e sorelle, essere una sola comunità al di là dei KM che ci separano e delle culture e delle storie così differenti tra le nostre nazioni. Secondo ingrediente era metterci a disposizione, con quello che sappiamo fare, in modo particolare l’animazione, l’oratorio, per dare una mano, per aiutare a crescere, per condividere con i giovani albanesi l’esperienza della fede e del servizio. 

Per rendere concreto tutto questo, abbiamo proposto nella prima settimana dei momenti di formazione ai giovani animatori attingendo alla nostra esperienza e al carisma salesiano: “Essere buoni cristiani e onesti cittadini“. Abbiamo riflettuto sul senso di essere animatore, sull’importanza di fare affidamento sugli altri e sul servizio ai più piccoli; abbiamo fatto giochi e attività per vincere le nostre paure di entrare in relazione con gli altri e imparare a buttarci senza vergogna. Con i ragazzi, che sono sempre aumentati in numero e che hanno manifestato sin da subito grande entusiasmo e voglia di partecipare, abbiamo scoperto che prima di tutto dobbiamo partire dalla conoscenza di noi stessi, accettando i nostri pregi e difetti. 

 

 

Nostro grande timore era ovviamente la lingua e la diversità di cultura, ma, a parte molti episodi anche ridicoli di frasi spiegate a gesti, di traduttori costretti a fare gli straordinari e di parole imparate a memoria con un po’ di sforzo di pronuncia, abbiamo fatto esperienza di una grande accoglienza, che ci veniva incontro e apriva le porte anche senza conoscerci, prima che potessimo presentarci, così, sulla fiducia, spalancando il cuore e costringendoci a ricambiare.

Sono stati una trentina i ragazzi che hanno frequentato queste giornate di “corso animatori”, tra i 15 e i 19 anni: si sono messi a disposizione, si sono divertiti e hanno scelto di partecipare, anche se spesso impegnati col lavoro o con la famiglia, per il bello di trovarsi insieme e di fare del bene agli altri.

Nella seconda e terza settimana abbiamo fatto attività anche con i più piccoli, nel pomeriggio, proponendo giochi, balli, piccoli laboratori di teatro e di braccialetti. Un centinaio di bambini hanno accolto la proposta e hanno riempito cortili e saloni, mettendo alla prova noi e gli animatori del posto, facendoci mettere in pratica ciò che avevamo condiviso e facendoci sudare per farli giocare e stare insieme in modo cristiano e costruttivo, oltre che divertente.

Eravamo venuti a dare una mano, siamo tornati a casa pieni di doni che non ci aspettavamo. 

Siamo molto grati per l’accoglienza che ci è stata riservata da questa comunità e siamo fiduciosi che i ragazzi animatori possano continuare a dedicare il loro tempo, le loro energie e il loro entusiasmo ai più giovani. Nel nostro piccolo ci sentiamo ora un po’ albanesi anche noi e abbiamo fiducia che per Gur i Zi, come per il resto dei giovani di Albania, ci possa essere un grande futuro, nonostante le difficoltà che ancora segnano la vita di molti. 

Siamo arrivati un po’ titubanti, pieni di entusiasmo e con tante domande, ce ne siamo andati come chi lascia un pezzo di cuore perché si è sentito a casa propria.

Speriamo che l’esperienza possa essere ripetuta e trovare continuità, con altri gruppi come noi del Piemonte o con chi la Provvidenza manderà, e certo il legame creato in questi giorni durerà nei nostri cuori ancora a lungo.

Grazie Gur i Zi, grazie don Raffaele, grazie a tutti i ragazzi e alla comunità intera.

 

CNOS-FAP Piemonte: settembre ripartiamo in presenza tutti insieme da Valdocco

Di seguito la lettera di fine anno formativo 2021/2022 dedicata ai Centri di Formazione Professionale del Piemonte a cura di don Alberto Martelli, Vicepresidente CNOS-FAP Regione Piemonte e Direttore valorizzazione e gestione delle persone e dei modelli organizzativi.

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Salve a tutti.

Siamo arrivati quasi alla fine di questo anno formativo. Nei centri ancora alcuni corsi proseguono, in altri già si pensa a settembre e alle prossime scadenze, tutti ci si prepara al futuro, ma, soprattutto, almeno spero, ci si prepara a staccare un po’ la spina dopo 11 mesi tirati e complessi.

Se avessimo chiuso gli occhi il 1 settembre scorso e li riaprissimo adesso, probabilmente non ci riconosceremmo più.

Tante cose sono cambiate quest’anno al CNOS-FAP Piemonte: la governance della sede regionale, la FPL, il bando per la IeFP, l’Accademy nascente, il programma GOL che sta arrivando, una legge regionale che incombe in Giunta, tanti corsi nuovi, orari da cambiare, aziende da contattare, i SAL che lavorano a pieno regime e i ragazzi che come sempre pretendono la loro parte, grande, di attenzione e di cura e, quindi, fanno quel che possono per testare se siamo davvero dalla loro parte o no.

A tutti, oltre all’augurio di buone ferie, voglio dire GRAZIE, non solo a nome mio, ma anche di Don Leonardo, nostro Ispettore e Presidente e, oso dirlo, anche di don Bosco che ci guarda e ci segue con affetto, amore e cura provvidente.

Ma un altro anno è già alle porte e vogliamo iniziarlo con entusiasmo, soprattutto incontrandoci di persona e riunendoci come una famiglia prima della partenza. Per questo motivo vi invito tutti ad essere presenti a VALDOCCO IL GIORNO 6 SETTEMBRE per una mattinata di incontro e di assemblea.

Il COVID ci ha impedito in questi due anni questa bella tradizione, ma sappiamo tutti quanto conta essere uniti, fare comunità, conoscerci e farci forza gli uni con gli altri. Sarà un modo per fare il punto della evoluzione del CNOS-FAP e per condividere quelle grandi linee di futuro che siamo convinti ci porteranno a fare ancora meglio per il bene di tanti giovani, adulti e famiglie che ci guardano con speranza e ci chiedono un aiuto.

Buone ferie a tutti e a presto, don Alberto Martelli.

CFP Bra: esposizione capolavori, la premiazione

Venerdì 6 maggio al polifunzionale Arpino si è tenuta la cerimonia di premiazione della manifestazione «Esposizione dei capolavori» in ambito meccanica industriale, fra i partecipanti anche allievi del CFP di Bra. Di seguito la notizia pubblicata dal sito del CFP di Bra.

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Esposizione dei capolavori, ultimo atto: la premiazione.

C’era davvero aria di festa al polifunzionale Arpino di largo della Resistenza, venerdì 6 maggio – festa di san Domenico Savio – mentre si aspettava la cerimonia di premiazione della manifestazione «Esposizione dei capolavori» in ambito meccanica industriale.

Sul palco fremeva il lavoro di preparazione dell’evento, mentre la platea andava via via riempiendosi: i 20 candidati, i loro formatori, gli allievi dei settori meccanica industriale, automotive e termoidraulica del Cfp braidese, con i rispettivi docenti e le varie personalità: i rappresentanti delle aziende multinazionali, sponsor del concorso, il titolare dell’azienda madrina Omler2000, rappresentanti dell’amministrazione comunale, della Provincia di Cuneo, di Confindustria, di Confartigianto e della Randstad.

Insieme al direttore nazionale della Formazione professionale don Fabrizio Bonalume, quello regionale don Alberto Martelli e il direttore dell’opera braidese don Alessandro Borsello, il segretario nazionale della meccanica industriale Maurizio Todeschini e il coordinatore locale Dario Ruberi.

Presentata da Franco Burdese e dallo scrivente, la mattinata è stata ricca di messaggio rivolti ai giovani da parte di tutti gli intervenuti, gustosa nel racconto della settimana del concorso – spettacolarmente documentata dal reporter Davide – ed emozionante nel momento della premiazione. Sul palco, dopo non poca suspence, sono saliti i seguenti candidati:

  • Davide De Paolis di Roma Borgo (1^ classificato)
  • Isaia Rizzetto di Verona (2^ classificato)
  • Davide Zucchetti di Arese (3^ classificato)
  • Gioele Sacconi di Bra ha vinto il premio al miglior tecnologo, con targa alla memoria di don Livio Greppi, salesiano braidese recentemente scomparso
  • Tommaso Gialbiati di Sesto San Giovanni ha vinto il premio al miglior disegnatore (targa in memoria di Riccardo Mano, sdb e insegnante di disegno per decenni)
  • Sara Fumagalli di Bergamo, unica concorrente donna, ha ricevuto un premio per aver saputo mantenere la sua postazione lavorativa molto ordinata e professionale

Tutti i concorrenti hanno avuto una serie di gadget, offerti dagli sponsor e l’opportunità di condividere una settimana in amicizia, dialogo e conoscenza reciproca.

Il buffet, egregiamente preparato dal nostro corso agroalimentare, ha concluso una mattinata davvero di festa e di sana allegria, proprio come indicava san Domenico Savio, quale mezzo per la santità. Al Cfp, presa la valigia per far rientro a casa, i saluti sono stati davvero lunghi e fraterni. Segno del bel clima che i formatori e i giovani avevano saputo creare nella settimana di convivenza, densa di impegni e di fatica.

Rientrato a casa, il segretario nazionale Maurizio Todeschini, ha ringraziato gli organizzatori con questo messaggio:

«L’esposizione nazionale si è appena conclusa e ci tenevo a fare i complimenti a tutti i ragazzi per l’impegno durante 5 giorni molto intensi. Una menzione speciale ai colleghi accompagnatori (direttore nazionale compreso) che si sono totalmente spesi affinchè il tutto riuscisse nel migliore dei modi e che i ragazzi stessero bene. Ed infine, grazie a Dario, al direttore Valter ed a tutta la sede di Bra per l’enorme sforzo organizzativo messo in atto; ci avete fatto sentire a casa!».

Al prossimo concorso…..

 

L’esperienza degli EESS a Mornese per Presidi, Catechisti, Direttori CFP e CGA

Dai giorni 3-5 si sono svolti a Mornese gli EESS per i ruoli laicali apicali della Ispettoria.

50 direttori CFP, presidi, CGA e catechisti, accompagnati da don Fabiano, don Alberto Martelli e don Giorgio Degiorgi, hanno svolto un percorso guidato da don Michele Molinar sulla spiritualità di san Francesco di Sales.

Il titolo delle giornate “un Dio amico, Dio del mio cuore“: dalla Parola di Dio alla scoperta di Dio operata da Francesco, la sua lettura della nostra umanità fragile e amata, alle relazioni improntate alla dolcezza innervata di verità.

Ascolto, Preghiera, silenzio, condivisione e convivialità sono stati gli elementi valorizzati assieme ad una sintetica ma dettagliata spiegazione della vita di Maria Domenica Mazzarello presentata sui luoghi della sua infanzia e scelta vocazionale.

Altre volte si erano fatte esperienze spirituali per figure laicali, ma per la prima volta il gruppo è stato esteso a ruoli educativi e non soltanto gestionali.

CNOS-FAP Regione Piemonte: buona festa di San Giovanni Bosco

Di seguito l’augurio di una buona festa di San Giovanni Bosco da parte del CNOS-FAP Regione Piemonte, a cura di don Alberto Martelli.

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Carissimi tutti, buona festa di San Giovanni Bosco.

Quest’anno la festa è poi segnata, quasi colorata, dal 400° anniversario della morte di san Francesco di Sales a cui don Bosco si ispirò nel creare il suo oratorio, per la capacità del santo vescovo di annunciare la santità a tutti e la eccezionale mitezza e amorevolezza con cui lo sapeva fare in tutte le occasioni.

E allora stimolati da nostro Padre don Bosco e accompagnati da San Francesco, mi permetto di rivolgervi due particolari auguri in questa festa per noi così cara e preziosa.

In primo luogo: non lasciatevi rubare l’allegria.

Noi salesiani siamo in questo mondo testimoni della allegria che viene da quella giovinezza che solo la santità ci sa dare.

Se vogliamo vivere con serietà e impegno nel nostro quotidiano, se vogliamo essere educatori significativi per i giovani che incontriamo, se vogliamo che la nostra stessa vita valga la pena di essere vissuta, noi ci prendiamo l’impegno, quasi il compito profetico, di essere allegri.

Sappiamo quanto non sia facile, sappiamo in quanti stanno provando a toglierci il sorriso, ma noi non ci faremo rubare il primo ingrediente della nostra santità.
Non è superficialità adolescenziale, né passeggero sorriso per consolarci un po’. E’ uno stile di vita, è soffio dello Spirito che traspare dagli occhi e dal cuore. E’ la fiducia incrollabile in quella provvidenza e in quell’amore divino che ci circonda e ci protegge e che testimoniano con passione a chi incontriamo.

In secondo luogo, l’appello, quasi la vocazione che quest’anno San Francesco di Sales vuole lasciarci: fate tutto per amore e nulla per forza.

Un compito per niente facile, a volte doloroso perché la forza dell’amore supera ogni altra forza di questo mondo e costringe, impegna, richiede fatica e dedizione, molto più che ogni altro contratto o promessa.

Eppure è solo per amore che possiamo donare la nostra vita. Nulla di meno di questo vale la pena. Ed è solo per amore che sappiamo di poter fare la cosa giusta, quell’amore che i santi ci insegnano e che Gesù ci ha testimoniato.

Noi non siamo un gruppo di volontari, non siamo un gruppo di semplici appassionati dei giovani, non siamo neanche una semplice azienda con un contratto: noi stiamo insieme perché tutti, in un modo o nell’altro, chiamati dall’amore, diamo la nostra vita per il bene dei ragazzi e delle famiglie, specie le più povere.

State sempre allegri, l’amore ci spinge, don Bosco ci accompagna, i giovani attendono la nostra testimonianza.

Buona festa a tutti, Don Alberto

Gli esercizi spirituali dei giovani MGS per essere “umili, forti e robusti”

Renditi umile forte e robusto”: è così che si sono aperti gli esercizi spirituali per i ragazzi universitari e giovani lavoratori svolti durante il weekend del 4-5 dicembre 2021, presso Villa Lascaris di Pianezza, con la prospettiva di entrare ancora più a fondo nel Sogno dei 9 anni di Don Bosco, approfondendo il tema pastorale dell’anno.

Con l’aiuto di Don Alberto Martelli, si sono alternati momenti di catechesi a intensi momenti di deserto e silenzio, per riflettere a fondo sui temi affrontati, rapportarli alla propria vita personale e confrontarsi con le Figlie di Maria Ausiliatrice ed i Salesiani che accompagnavano il gruppo.

Umile, forte e robusto come metafora di un albero.

Ecco il cuore dell’esperienza vissuta dalla cinquantina di giovani che vi hanno partecipato:

Umile, come le radici che crescono nel terreno: l’uomo viene dalla terra e per guardare in faccia la Verità, deve chinarsi e piegarsi, seminando su terra buona e dando valore al sacrificio e alla fatica, perchè Gesù per primo si  è spezzato per salvare gli uomini;

Forte, come tronco solido che regge tutta la pianta: è l’ora di decidersi, perchè non c’è più tempo. La vita è obbedire alla chiamata, decidere da che parte stare, seguendo la propria vocazione, la strada che Dio ha tracciato per ognuno di noi;

Robusto, come i rami dell’albero che si allungano verso il cielo: la parte più fragile esposta ai venti, alla pioggia, alla neve, con rischio costante di piegarsi e spezzarsi.

Così come sono gli uomini, deboli e preda delle tentazioni: c’è bisogno di fare le cose del Padre (così come ha affermato Gesù a Maria e Giuseppe quando l’hanno trovato nel tempio), perchè in fondo noi siamo quelli dell’Apocalisse, siamo chi ha scelto il discernimento, ha scelto il Signore.

Due i pilastri che hanno sorretto questi esercizi spirituali, sull’esempio di quanto vissuto da Don Bosco: la preghiera del rosario per chiedere l’intercessione della Madonna, che per prima si è irrobustita, si è fidata di suo Figlio e che è stata sotto la croce fino alla fine, e la comunione finale che a chiusura dei due giorni, ha permesso di ricordare gli impegni concreti che ognuno si è prefissato, per essere in tutto e per tutto discepoli del Signore, che per primo ha Amato gli uomini.

Attraverso la condivisione dei diversi momenti, da quelli di riflessione a quelli dei pasti, dal gioco alle risate insieme, i giovani hanno sperimentato che la fede è più forte se condivisa. É necessario fermarsi e decidere di stare, per far crescere la nostalgia della voce di Dio che, invece, il rumore della vita silenzia. L’augurio finale dell’esperienza, condiviso dai partecipanti, è stato quello di essere sempre umili, forti e robusti, perchè la vita è il dono più bello che Dio poteva fare all’uomo e bisogna viverla fino in fondo.

Il prossimo appuntamento degli esercizi spirituali  è previsto nei giorni dall’11 al 13 marzo al Colle don Bosco. Keep in touch.

CNOS-FAP Piemonte: “Buon inizio di anno formativo” – Don Alberto Martelli

Don Alberto Martelli, nuovo direttore alla guida del CNOS-FAP Piemonte assieme a Fabrizio Berta e Carlo Vallero, per l’avvio del nuovo anno formativo 2021-2022 ha inviato il suo augurio di “buon inizio” a tutto il personale delle vari sedi territoriali. Di seguito il suo messaggio con la lettera di Don Bosco – Lettera da Roma 1884.

“Mi pareva di essere nell’antico oratorio nell’ora della ricreazione. Era una scena tutta vita, tutta moto, tutta allegria. Chi correva, chi saltava, chi faceva saltare. Qui si giuocava alla rana, là a bararotta ed al pallone. In un luogo era radunato un crocchio di giovani che pendeva dal labbro di un prete il quale narrava una storiella. In un altro luogo un chierico che in mezzo ad altri giovanetti giuocava all’asino vola ed ai mestieri. Si cantava, si rideva da tutte parti e dovunque chierici e preti e intorno ad essi i giovani che schiamazzavano allegramente. Si vedeva che fra i giovani e i Superiori regnava la più grande cordialità e confidenza. Io era incantato a questo spettacolo e Valfrè mi disse: – Veda: la famigliarità porta amore, e l’amore porta confidenza. Ciò è che apre i cuori e i giovani palesano tutto senza timore ai maestri, agli assistenti ed ai Superiori. Diventano schietti in confessione e fuori di confessione e si prestano docili a tutto ciò che vuol comandare colui dal quale sono certi di essere amati”.

Carissimi,

almeno secondo i calendari ufficiali, domani inizia un nuovo anno. Ragazzi che conosciamo già torneranno nei nostri Centri, altri si aggiungeranno, con curiosità ed entusiasmo, ma a volte anche con diffidenza, con un passato magari già segnato da fallimenti e da difficoltà in famiglia e a scuola.
E noi? Noi sogniamo!

Li guardiamo tutti con lo sguardo di don Bosco e sogniamo con loro e per loro di costruire insieme un ambiente che sia casa (per sentirsi bene dove si è, come in una famiglia), parrocchia (perché sentano Gesù vicino a loro), scuola (perché col lavoro li formiamo ad un futuro di dignità e realizzazione), cortile (per crescere in affetti e relazioni da giovani felici nel tempo e nell’eternità).

Mi permetto di augurare ad ognuno di voi un anno tutto vita, tutto moto, tutta allegria, come li voleva don Bosco. Un anno di lavoro e di amorevolezza dove i semi che metteremo nel terreno dei nostri ragazzi, possano crescere e portare frutto.

E vi chiedo di aiutarci tutti insieme, di sostenerci gli uni gli altri, per costruire insieme il sogno di don Bosco: fare di tutti noi buoni cristiani e onesti cittadini e andare tutti insieme in Paradiso.

Buon anno formativo ad ognuno di voi, grazie del lavoro che fate e della persona che siete: don Bosco ha sognato ognuno di voi e sogna con ognuno di voi.

Buon anno formativo 2021-2022

Torino, 12 settembre 2021
Don Alberto

Don Mauro Zanini nuovo direttore di Valdocco San Francesco di Sales

Nella giornata di mercoledì 25 agosto, presso la Chiesa di San Francesco di Sales a Valdocco, l’Ispettore don Leonardo Mancini ha insediato don Mauro Zanini come nuovo Direttore della Comunità Valdocco San Francesco di Sales. Oltre alla partecipazione dei confratelli di casa, vi è stata anche la presenza di una rappresentanza della Casa del Michele Rua in cui don Mauro ha prestato servizio come Direttore negli ultimi anni. Tra questi anche don Stefano Mondin, che proprio nella stessa mattinata aveva vissuto la cerimonia liturgica di insediamento.

L’Ispettore, in entrambi i casi, ha desiderato commentare l’articolo 55 delle Costituzioni salesiane prendendo spunto da I <<RICORDI CONFIDENZIALI AI DIRETTORI>> DI DON BOSCO:

Il direttore nella comunità
Il direttore rappresenta Cristo che unisce i suoi nel servizio del Padre. È al centro della comunità, fratello tra fratelli, che riconoscono la sua responsabilità e autorità.
Suo primo compito è animare la comunità perché viva nella fedeltà alle Costituzioni e cresca nell’unità. Coordina gli sforzi di tutti tenendo conto dei diritti, doveri e capacità di ciascuno.
Ha responsabilità diretta anche verso ogni confratello: lo aiuta a realizzare la sua personale vocazione e lo sostiene nel lavoro che gli è affidato.
Estende la sua sollecitudine ai giovani e ai collaboratori, perché crescano nella corresponsabilità della missione comune.
Nelle parole, nei contatti frequenti, nelle decisioni opportune è padre, maestro e guida spirituale.

Di seguito qualche scatto della cerimonia, a cura del confratello Antonio Saglia.