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Valdocco con gli occhi di… La statua di Don Bosco di fronte alla Basilica di Maria Ausiliatrice

A 129 giorni dall’inizio del Capitolo Generale 28, continuano le interviste ANS ai membri della Comunità Salesiana di Valdocco alla scoperta dei luoghi più significativi. Questa settimana è don Bruno Ferrero, SDB, Direttore del Bollettino Salesiano italiano, il protagonista di “Valdocco con gli occhi di…”. Si riporta l’articolo pubblicato dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS in merito.

(ANS – Roma) – A 129 giorni dall’inizio del Capitolo Generale 28, continuano le interviste ai membri della Comunità di Valdocco, che ci portano alla scoperta dei luoghi più significativi. Questa settimana è don Bruno Ferrero, SDB, Direttore del Bollettino Salesiano italiano, il protagonista di “Interviste con gli occhi di…”.

Don Bruno Ferrero ci parla della statua di Don Bosco, di fronte alla Basilica di Maria Ausiliatrice.

“Appena terminata la Basilica di Maria Ausiliatrice, qui c’era questo spiazzo che era di terra battuta, molto brutto – spiega don Ferrero nel video – Già Don Bosco, guardando la facciata, aveva detto un giorno: ‘Qui ci starebbe bene un monumento con Mosè che batte sulla roccia e sgorga dell’acqua’. In effetti, l’idea del monumento è andata avanti”, aggiunge.

L’idea di costruire un monumento dedicato a Don Bosco fu avanzata da un gruppo di Exallievi nel 1911, in occasione del Primo Congresso Internazionale degli Exallievi. Fu creata una commissione di architetti per il progetto, con l’idea di inaugurare la statua nel giro di un paio d’anni. Ma, con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, si riuscì a inaugurare l’opera soltanto nel maggio 1920.

La statua, dello scultore Gaetano Cellini, raffigura Don Bosco insieme ai ragazzi. Il Santo scherza con loro, li guarda con un’espressione amorevole e tira su uno di loro. Quest’ultimo gesto è la raffigurazione dell’educazione, che risolleva i ragazzi. Ai piedi di Don Bosco c’è un altro gruppo scultoreo, che si deve sempre a Gaetano Cellini. Questo gruppo rappresenta invece la Fede che conforta l’uomo. Ai lati della statua, poi, sono raffigurate altre scene, che rimandano all’amore di Don Bosco per Maria Ausiliatrice, alle missioni e a molto altro.

“Quello che Don Bosco voleva – prosegue don Ferrero – era quello di formare dei buoni cristiani e degli onesti cittadini e, in fondo, questo monumento lo esprime molto bene”.

Anche il video di don Ferrero, così come quello di don Lupano pubblicato la scorsa settimana su ANS, vuole raccontare i luoghi di Valdocco, riscoprendo così le nostre radici e la nostra identità salesiana. A Valdocco è iniziato il sogno di Don Bosco e, anche attraverso questi video, si vuole continuare a far conoscere questo sogno in tutto il mondo.

Ricordiamo che tutti i video di “Interviste con gli occhi di…” sono stati realizzati da ANS in collaborazione con l’equipe di IMEComunicazione e saranno caricati, uno a settimana, su ANSChannel.

Carteggio tra Antonio Rosmini e don Giovanni Bosco – Corriere di Novara

Si riporta l’articolo oggi pubblicato dal Corriere di Novara nella sezione Vita &Arti dedicato al libro “Carteggio tra Antonio Rosmini e don Giovanni Bosco” a cura di don Gianni Picenardi, rosminiano, edito dalle Edizioni rosminiane di Stresa.

IL VOLUME Raccoglie il carteggio tra Antonio Rosmini e don Giovanni Bosco

Due stelle di prima grandezza nel firmamento del Cielo

“Conviene che noi ci aiutiamo reciprocamente, giacché abbiamo un solo fine”:

così, affidandosi alla divina Provvidenza (e a una strenua forza di volontà), scriveva Antonio Rosmini (1797-1855) a Giovanni Bosco (1815-1888) da Stresa il 19 febbraio 1855, dopo essersi conosciuti a Torino una quindicina d’anni prima circa, quando Rosmini aveva fatto catechismo ai suoi “biricchini”.

A cura di don Gianni Picenardi, rosminiano, è uscito il carteggio tra queste due grandi figure della Chiesa, edito dalle Edizioni rosminiane di Stresa (200 pagine, 10 euro): raccoglie anche la corrispondenza fra religiosi rosminiani con don Bosco e altre lettere di religiosi salesiani, realizzando così un quadro realistico e rivelatore dei rapporti fra i due fondatori, anche per il prezioso contributo di note del curatore e di utili appendici biografiche.

L’opera è stata presentata al Collegio Rosmini di Stresa alla presenza del cardinale Tarcisio Bertone, salesiano e del preposito generale dei Rosminiani, padre Vito Nardin.

Don Picenardi, augurandosi in futuro un’edizione completa del carteggio, individua le sei tematiche che animano le lettere: la “promozione vocazionale” , il “progetto iniziale di una comune collaborazione per Valdocco” (1850) con l ‘ idea di una casa rosminiana accanto all ‘ istituto salesiano, la “costruzione della chiesa di S. Francesco di Sales” (1851), “progetti di aprire una casa rosminiana e una tipografia comune a Torino“(1853), l’ “acquisto del terreno a Valdocco e la sua successiva rivendita a don Bosco” (1851-1854) e infine le ” buone relazioni e l’amicizia tra Salesiani e Rosminiani ” proseguite fino ai nostri giorni. Non si pensi che il dialogo tra queste anime elette non toccasse temi prosaici, perché spesso si tratta di soldi (in lire e in sterline) e cambiali, conti correnti, debiti e interessi, cedole al portatore e rendite, progetti di acquisti e vendite, disegni di fabbricati, sullo sfondo dell’Italia risorgimentale e del Conte Cavour, spesso nella persona del suo amministratore, Carlo Rinaldi, frequentemente impegnato a Torino per conto di Rosmini nei rapporti economici con don Bosco (tra i due epistolografo più assiduo). E può capitare di trovare (lettera di don Puecher a Rosmini, 5 luglio 1850) una descrizione di don Bosco in questi termini:

“mi pare un sacerdote fornito di molta pietà, semplicità e carità; di un ‘ indole mansueta, benevola e dolce; d’ingegno e cognizioni discrete, ma nulla più; di viste alquanto ristrette e anguste …”.

Su prevalenti questioni pratiche s’innestano i propositi di ” salute delle anime” per la quale tanto si adoperarono Rosmini e don Bosco, differenti per nascita e indole intellettuale, ma entrambi all ‘ insegna di un comune denominatore: la carità, attirando da subito un gruppo di collaboratori sempre crescente, per numero e zelo.

Nella presentazione del volume, il cardinale Bertone parla dei due protagonisti come ” due stelle di prima grandezza nel firmamento del Cielo, due carismi che hanno impreziosito la Chiesa e dato vita a due famiglie religiose che continuano a riverberarne la luce nel mondo ” , sottolineando la ” relazione di carità” da loro condivisa, mentre padre Nardin pone l’attenzione sulla Chiesa come ” società dei figli di Dio”: “alla vita consacrata spetta il compito di vivere e favorire il più possibile la realizzazione della preghiera di Gesù”. Ercole Pelizzone

 

Valdocco con gli occhi di… L’urna di Don Bosco

Nella giornata di oggi, l’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS pubblica un interessante video-documentario dedicato ai luoghi di Valdocco e in particolare alla Basilica di Maria Ausiliatrice. La puntata di oggi si apre con la spiegazione di uno degli elementi principali che caratterizza il cuore della Basilica: l’urna di Don Bosco. La parola è data don Enrico Lupano, Responsabile delle visite a Valdocco, il quale ha recentemente iniziato un corso di formazione su Don Bosco dal titolo “Un sogno che continua“.

Si riporta di seguito il video dedicato, disponibile anche sul sito della Basilica di Maria Ausiliatrice, nella sezione della Scopri la Basilica – “Altare di San Giovanni Bosco

Un sogno che continua: il debutto del corso di formazione su Don Bosco

Giovedì 19 settembre 2019, si è svolto il primo incontro del corso di formazione su Don Bosco dal titolo “Un sogno che continua“. Il debutto ha visto la presenza di numerosi partecipanti che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa. Il tema del primo appuntamento ha riguardato la Lettura teologico – spirituale della vita di Don Bosco, argomentata da don Enrico Lupano. Il prossimo incontro si svolgerà invece il 3 ottobre, sul tema Lo sviluppo edilizio di Valdocco e del quartiere, a cura di Giampietro Pettenon.

Bisogna conoscere e praticare le cose buone per essere buoni
(Don Bosco)

Qualche scatto fotografico:

 

PROGRAMMA

19 settembre 2019
Lettura teologico – spirituale della vita di Don Bosco
(Don Enrico Lupano)

03 ottobre 2019
Lo sviluppo edilizio di Valdocco e del quartiere
(Sig. Giampietro Pettenon)

07 novembre 2019
I primi collaboratori di Don Bosco
(Don Bruno Ferrero)

12 dicembre 2019
Don Rua, fedele interprete e continuatore di Don Bosco
(don Fabiano Gheller)

09 gennaio 2020
La canonizzazione di don Bosco. Un nuovo modello di santità
(Don Andrea Bozzolo)

6 febbraio 2020
I primi salesini
(Don Bruno Ferrero)

5 marzo 2020
La spiritualità mariana e la devozione nel carisma salesiano
(Don Cristian Besso)

23 aprile 2020
Figure di santi cresciuti a Valdocco
(Don Pierluigi Cameroni)

INFORMAZIONI

Don Enrico Lupano
enrico.lupano@31gennaio.net
340-5061592

 

Un sogno che continua: Corso di formazione su Don Bosco

Si segnala una interessante iniziativa rivolta a tutti coloro che desiderano conoscere ed approfondire la figura di Don Bosco: un Corso di Formazione sul Santo dei giovani.

Bisogna conoscere e praticare le cose buone per essere buoni
(Don Bosco)

A chi è rivolto il corso

  • A chi desidera conoscere ed approfondire la figura di Don Bosco
  • Ai membri della Famiglia Salesiana
  • A chi è già volontario di Valdocco
  • A chi vuole rendersi disponibile per fare volontariato nella nuova “Casa Museo Don Bosco”

Struttura del corso

Il corso prevede un incontro al mese (solitamente il giovedì dalle 18:30 alle 20:30).
Date ed orari potranno essere modificati in base alle esigenze dei relatori.
Gli incontri si terranno nella Sala Don Bosco (Accoglienza Cortile di Valdocco).

Iscrizioni

Le iscrizioni si effettueranno tramite e-mail o consegna in portineria a Valdocco, indirizzate a don Enrico Lupano.

Costo del corso

Il corso non ha prezzo, ma ha un costo: vi chiediamo un’offerta libera all’iscrizione durante lo svolgimento del corso.

 

PROGRAMMA

19 settembre 2019
Lettura teologico – spirituale della vita di Don Bosco
(Don Enrico Lupano)

03 ottobre 2019
Lo sviluppo edilizio di Valdocco e del quartiere
(Sig. Giampietro Pettenon)

07 novembre 2019
I primi collaboratori di Don Bosco
(Don Bruno Ferrero)

12 dicembre 2019
Don Rua, fedele interprete e continuatore di Don Bosco
(don Fabiano Gheller)

09 gennaio 2020
La canonizzazione di don Bosco. Un nuovo modello di santità
(Don Andrea Bozzolo)

6 febbraio 2020
I primi salesini
(Don Bruno Ferrero)

5 marzo 2020
La spiritualità mariana e la devozione nel carisma salesiano
(Don Cristian Besso)

23 aprile 2020
Figure di santi cresciuti a Valdocco
(Don Pierluigi Cameroni)

INFORMAZIONI

Don Enrico Lupano
enrico.lupano@31gennaio.net
340-5061592

 

150esimo anniversario della nascita di Don Pietro Ricaldone

In occasione del 150esimo anniversario della nascita di Don Pietro Ricaldone, IV Successore di Don Bosco, il paese di Mirabello Monferratoproprio dove nacque don Pietro – si sta attivando per onorare il salesiano con manifestazioni che si svilupperanno lungo tutto il 2020. Sarà infatti nella giornata di lunedì 27 luglio 2020 il giorno effettivo del compimento dei 150 anni. (27 luglio 1870 – 27 luglio 2020).

A seguire il Comunicato Stampa a cura del comune di Mirabello Monferrato.

Il 27 luglio 1870 nasceva Don Pietro Ricaldone, IV Successore di Don Bosco.

Mirabello Monferrato, il paese dove Don Pietro è nato, si sta attivando a ricordarne i 150 della nascita, il 27 luglio 2020. A partire dal 27 luglio di questo anno la comunità di Mirabello si appresta a onorare l’illustre concittadino con una serie di manifestazioni che si svilupperanno lungo il 2020.

Le iniziative si ispirano alla poliedrica personalità e attività di Don Ricaldone: grande figlio di Don Bosco e come lui Educatore e apostolo della gioventù, ha dato impulso alla spiritualità e alla formazione della Famiglia salesiana, alle Missioni che si sono diffuse nei vari continenti, alla organizzazione e progettazione degli Oratori, alla crescita della Formazione Professionale nei vari settori, soprattutto quelle delle Scuole agricole (celebri le varie esposizioni che ha organizzato e a cui partecipavano i Centri delle nazioni dove erano presenti i figli di Don Bosco). Ha curato lo sviluppo della cultura e della Scuola salesiana, attivando l’Istituto Superiore del PAS (Pontificio Ateneo salesiano), ha dato vita al Centro catechistico salesiano e all’Editrice LDC, ha dato valore ai luoghi legati a Don Bosco, in particolare il Colle Don Bosco e la casa Madre di Valdocco. Insieme al suo predecessore, il Beato Filippo Rinaldi (di Lu Monferrato, 5 Km da Mirabello), hanno dato vita ad una provincia salesiana che curasse in modo particolare la formazione di vocazioni missionarie avviate al sacerdozio (Ivrea, Mirabello, Penango, Bagnolo Piemonte) o alla vita religiosa laicale, come i Coadiutori (Istituto Bernardi Semeria del Colle Don Bosco, Istituto Rebaudengo di Torino, Istituto Agrario di Cumiana)… Insomma una multiforme attività di progettazioni e realizzazioni che hanno portato ad una diffusione meravigliosa del carisma apostolico di Don Bosco.

Il paese di Mirabello ha sempre mantenuto vivo il ricordo di questo suo figlio, non solo dedicandogli una piazza e un monumento in luogo significativo, ma collaborando generosamente con la Casa salesiana che lo stesso Don Bosco aveva aperto nel paese (primo direttore fu il Beato Don Rua, primo successore di Don Bosco), e soprattutto regalando alla Famiglia salesiana oltre 35 FMA e 30 SDB.

La cittadinanza tutta di Mirabello e dei paesi vicini del Monferrato casalese condivide volentieri questa sua ricorrenza con la Famiglia Salesiana. Mette a disposizione i luoghi più significativi del suo legame con Don Pietro: la casa natale, la Chiesa dove è stato battezzato (dedicata a San Vincenzo Ferrer, e di cui si celebrano i 400 anni della sua consacrazione), la cappella dell’Istituto salesiano (tuttora utilizzata per le celebrazioni), la cordialità accogliente della gente. Da Mirabello è possibile raggiungere in dieci minuti di auto il paese di Lu che mantiene viva la memoria del Beato Filippo Rinaldi e di Madre Angela Vallese, pioniera della Missioni delle FMA, e di oltre cento vocazioni SDB-FMA, in gran parte missionarie.

Le varie realtà associative del paese si stanno attivando per offrire l’opportunità del messaggio di fede e di generosità e di valori che hanno ispirato Don Pietro Ricaldone nel diffondere il carisma di San Giovanni Bosco. E con il messaggio anche la possibilità di gustare i prodotti del nostro Monferrato.

Per saperne di più:

Strenna 2020 – “Buoni cristiani e onesti cittadini”: per essere all’altezza delle sfide di un mondo che cambia

Riportiamo dal sito dei Salesiani Don Boscosdb.org – il lancio ufficiale della Strenna 2020 che ha compiuto il Rettor Maggiore dei Salesiani, don Ángel Fernández Artime:

“Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra”
(Mt 6,10)

“Buoni cristiani e onesti cittadini”

Nota: Mentre presentavo il commento alla Strenna 2019 a Torino Valdocco alla Famiglia Salesiana, alcuni già chiedevano la bozza della Strenna 2020, in modo da poterla avere per l’inizio dell’anno educativo pastorale in alcune parti del mondo.

Faccio questo con gioia ma insistendo che qui si delinea solamente uno schema, una bozza con i punti essenziali che svilupperò quando preparerò una riflessione ponderata, interiorizzata, tranquilla e, per quanto possibile, profonda e comprensibile allo stesso tempo.

Mi piacerebbe che la Strenna continuasse ad aiutarci ad avere un filo conduttore nella guida pastorale del nuovo anno in ogni parte del mondo. Vi benedico tutti.

Dopo l’incontro della Consulta mondiale della Famiglia Salesiana del mese di maggio a Torino, ho pensato di proporre per la Strenna del 2020 un tema che, sotto forma di un binomio, incarni l’essenza della nostra educazione salesiana. L’abbiamo ricevuto dallo stesso Don Bosco: aiutare i nostri ragazzi, ragazze e giovani a essere «buoni cristiani e onesti cittadini». Dobbiamo approfondire sempre più la nostra identità di evangelizzatori ed educatori della fede.

Ecco le parole del X successore di Don Bosco per introdurre il tema:

C’è una crescente fragilità, e talvolta incapacità, nell’essere apostoli e missionari dei giovani. E allo stesso tempo c’è il rischio di non educare i nostri giovani a un forte senso di cittadinanza, giustizia sociale e valori evangelici che portino a interiorizzare, come programma di vita, il servizio agli altri, l’impegno nella vita pubblica, l’onestà personale e l’“allergia” a tutti i tipi di corruzione, la sensibilità verso il mondo della migrazione, verso il creato e la “casa comune” che ci è stata donata, nell’impegno per la tutela degli indifesi, di quanti non hanno parola, e che vengono scartatati.

Mi domando: se non riusciamo a educare a questi valori, cosa stiamo ottenendo? E quale evangelizzazione nel nome di Gesù stiamo portando avanti?

Pertanto, questo impegno educativo è oggi espressione della parola di Gesù:

«Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra».

Questa è e continuerà ad essere la vera “politica del Padre nostro” di Don Bosco.

Festeggiamenti Colle don Bosco – 15 e 16 agosto

In data 15 e 16 agosto 2019, al Colle don Bosco ed a Castelnuovo don Bosco, avranno luogo i festeggiamenti per l’Assunzione della Beata Vergine Maria ed il compleanno di San Giovanni Bosco. Ecco qui di seguito il calendario degli eventi per i due giorni:

Giovedì 15 agosto – Assunzione della Beata Vergine Maria:

  • Ore 11.00 Santa Messa;
  • Presiede don Francesco Cereda, Vicario del Rettor Maggiore;
  • Presso la chiesa Madonna del Castello – Castelnuovo don Bosco.

Con affidamento dei nostri giovani.

Venerdì 16 agosto – Compleanno di San Giovanni Bosco:

  • Ore 11.00 Santa Messa;
  • Presiede don Francesco Cereda, Vicario del Rettor Maggiore;
  • Presso la Basilica di San Giovanni Bosco  Colle don Bosco.

Con la presenza dei novizi del Colle don Bosco e di tutti i prenovizi di Europa.

 

Lettere di amici – Antonio Rosmini e don Bosco

Si riporta l’articolo a cura di Roberto Cutaia, Avvenire – domenica 30 giugno 2019, riguardo la storia di amicizia che nacque tra San Giovanni Bosco e l’abate Antonio Rosmini, raccontata nelle memorie Biografiche del Santo dei giovani:

«Ella, proseguì don Bosco rivolgendosi al secondo, avrà la classe dei più dissipati!».

Ad Antonio Rosmini, scrive nelle Memorie biografiche di don Giovanni Bosco il suo primo biografo il salesiano Giovanni Battista Lemoyne, don Bosco affidò «la classe dei più dissipati» e dopo ascoltando i suoi discorsi, rimase molto impressionato dalla sua capacità di dare «spiegazioni così sode e tuttavia molto adatte all’intelligenza dei giovani». Lo pregò quindi di tener loro anche dopo i vespri un «sermoncino».

A cose fatte don Bosco decise di informarsi su chi fossero i due visitatori e, saputo che uno dei due era l’abate Rosmini «sorpreso esclamò: L’Abate Rosmini! il filosofo!» «Oh? il filosofo!», rispose sorridendo Rosmini. «Un personaggio di tanto grido continuava don Bosco – colui che scrisse tanti libri di filosofia!». «Eh, sì; scrissi qualche libro!», rispose Rosmini. E don Bosco, soggiunse: «Allora non mi stupisco più se lei ha fatto il catechismo tanto bene e con tanto sugo».

Ecco l’incipit di quella che si rivelerà una grande storia di amicizia e simpatia, cominciata a Torino tra il 1836 e il 1845 e mai interrotta, tra san Giovanni Bosco, il beato Antonio Rosmini e tra Rosminiani e Salesiani. E ora la cifra e l’emblema di questa amicizia è riportata nel volume che raccoglie il Carteggio Rosmini-Bosco pubblicato dalle Edizioni Rosminiane (pagine 216, euro 10), per la cura di Gianni Picenardi e con la presentazione del cardinale Tarcisio Bertone, ex segretario di Stato vaticano e dal preposito generale dei Rosminiani Vito Nardin.

Carteggio che verrà presentato a Stresa il primo luglio al Collegio Rosmini (via per Binda, 47) in occasione della memoria liturgica del beato. «Buona parte della corrispondenza riportata nel volume parla di prestiti, scadenze, proroghe, sopralluoghi. L’abate Rosmini e il suo Istituto furono generosi sostenitori delle opere salesiane, tra cui la costruzione della chiesa di San Francesco di Sales e della Basilica di Maria Ausiliatrice, aiutando in tutti i modi con prestiti a lungo termine, riduzione di tassi di interesse, offerte di vario genere, favorendo la divulgazione dei testi scritti da don Bosco. Alcuni giovani studenti rosminiani erano accolti nella casa salesiana di Valdocco, e questo assicurava un appoggio a Torino per l’Istituto della carità e un piccolo introito per i Salesiani », sottolinea nella presentazione il cardinale Bertone.

«Alla vita consacrata spetta il compito di vivere e favorire il più possibile la realizzazione della preghiera di Gesù. Il nome “società”, fu quello preferito dai Fondatori a partire dall’800, compreso don Bosco», spiega Nardin. Si trovano pertanto raccolte in un unico volume lettere edite e inedite, disegni e progetti che il curatore ha opportunamente suddiviso in sei tematiche: promozione vocazionale, progetto iniziale di collaborazione per Valdocco; costruzione della chiesa di san Francesco di Sales; progetti di apertura di una casa rosminiana e una tipografia comune a Torino; l’acquisto del terreno a Valdocco e la sua successiva rivendita a don Bosco, lo sfumare del piano per la “Società tipografica”; infine la tematica delle buone relazioni e l’amicizia tra Salesiani e Rosminiani tuttora vigenti ed enucleati in appendice.

Italia – Completata l’edizione italiana dell’opera di Arthur J. Lenti, SDB

Si riporta qui l’articolo pubblicato sul sito di ANS il giorno 8 maggio 2019, il quale tratta l’uscita del terzo ed ultimo volume, in traduzione italiana, dell’opera di Arthur J. Lenti, Don Bosco: storia e spirito, intitolato “Ampliamento di orizzonti” (1876-1888), dell’editrice LAS, che illustra il decennio conclusivo della vita di Don Bosco: fu, quello, un periodo fecondissimo di iniziative e di riflessioni, che inaugurò la diffusione mondiale dell’opera salesiana e vide espandersi la fama del Santo dei Giovani. Fu anche tempo di prova e di sofferenza, soprattutto negli anni del declino fisico.

Dopo il primo capitolo, dedicato al contesto storico, il volume sviluppa quattro grandi tematiche che caratterizzarono questo periodo:

  • gli sviluppi dell’Opera salesiana in Europa e in America, con attenzione agli ideali e alle visioni missionarie di Don Bosco (cap. 2-6);
  • le divergenze con l’arcivescovo di Torino, mons. Lorenzo Gastaldi, i motivi del contenzioso e la “concordia” voluta da Leone XIII (cap. 7-8);
  • le cure per il consolidamento istituzionale, educativo e spirituale della Congregazione, delle opere e delle comunità (cap. 9-12);
  • il declino fisico di Don Bosco, la sua ultima malattia e la morte (cap. 13-14).

Il capitolo conclusivo (cap. 15) illustra l’iter dei processi di beatificazione e canonizzazione, conclusi rispettivamente nel 1929 e nel 1934.

Il volume contiene l’indice generale degli autori, dei nomi di persona e dei nomi di luogo dei tre volumi.

L’ampio studio di don Arthur Lenti è riconosciuto come uno dei più importanti contributi recenti sulla figura e sull’opera di Don Bosco. Il contenuto è il prodotto di letture e di materiali elaborati per le lezioni in 25 anni di insegnamento presso l’Institute of Salesian Spirituality di Berkeley, California, Stati Uniti.

Rispetto alla primitiva edizione inglese (Don Bosco: History and Spirit, 7 voll., Roma, LAS 2007-2010, tuttora in commercio), la versione italiana è caratterizzata da un’accurata revisione e riordino dei contenuti, da un attento confronto con le fonti archivistiche e da un’aggiornata bibliografia.