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Missioni Don Bosco: “Il vostro 5×1000 fa miracoli nel mondo”

Il presidente di Missioni Don Bosco, don Daniel Antunez, Sdb, dà conto dell’amministrazione del 5×1000 destinato a questa Onlus in un messaggio, riportato di seguito. L’aiuto portato mediante i salesiani a bambini, famiglie e comunità in numerosi Paesi del mondo ha spesso il sapore del miracolo poiché arriva in maniera insperata in situazioni difficili. Il messaggio, trasmesso nella giornata che ricorda le apparizioni di Fatima ai tre pastorelli, persone semplici alle quali un miracolo ha cambiato la vita, è perciò particolarmente significativo.

 

Torino Valdocco, 13 maggio 2022

Festa della Madonna di Fatima

Il messaggio del presidente di Missioni Don Bosco

“Il vostro 5×1000 fa miracoli nel mondo”

Attraverso i missionari, i fondi raccolti con la donazione fiscale in Italia vanno a beneficio dei minori e delle loro famiglie nei Paesi in difficoltà

 

Possiamo dire di essere nati nel 1875, l’anno della partenza dei primi giovani salesiani da Valdocco. Li inviò lo stesso Don Bosco, anziano, caricandoli di una responsabilità per la Patagonia, dove erano diretti, e per l’intera storia missionaria dei salesiani nel mondo. Un fallimento avrebbe compromesso il sogno di estendere la proposta educativa per i giovani in America latina e nel resto del mondo. Il risultato fu positivo, se oggi io sono qui: provengo infatti dall’Argentina e di fatto sono il derivato di quella spedizione missionaria.

La Onlus Missioni Don Bosco, fondata nel 1991, prosegue in forma moderna l’azione di sostegno all’attività dei salesiani in tutti i continenti dove scuole, centri di formazione professionale, oratori e parrocchie offrono opportunità concrete alla vita quotidiana e alle prospettive di vita di oltre un milione di giovani.

Un missionario anzitutto entra in ascolto delle realtà in cui viene mandato: conoscere la lingua e la mentalità delle popolazioni, raccogliere le sfide allo sviluppo umano integrale, spesso compromesso da ingiustizie profonde e da condizionamenti che provengono purtroppo anche dalla relazione con i Paesi sviluppati.

La nostra associazione fa la sua principale scommessa sulla formazione ai mestieri di cui ha bisogno il territorio e che i giovani possono apprendere, a beneficio proprio e delle loro comunità. Il nostro slogan è:

“Il futuro è la nostra missione”.

La declinazione particolare, che appartiene al nostro carisma, è quella di dedicarci specialmente ai ragazzi e alle ragazze in difficoltà, emarginati, sfruttati.

Il 5×1000 ci consente di aggiungere qualche “miracolo” all’attività ordinaria. Ogni progetto richiede un impegno di definizione degli obiettivi e di studio di fattibilità che i missionari sostengono anche con il nostro supporto, poi cerchiamo il sostegno dei benefattori. La possibilità di destinare una parte delle tasse alla nostra organizzazione ci permette di affrontare con maggiore coraggio progetti di lunga durata e innovativi, quelli più complessi perché rivolti a destinatari diversi. Sorgono centri polifunzionali dove si concentrano i servizi per comunità vaste nelle aree periferiche delle città, nei campi profughi, nei territori sfavoriti dal punto di vista geografico. Il carattere “miracoloso” dei risultati ci viene raccontato dai missionari, che lo rilevano dal sorriso di un bambino o dalla gratitudine di una madre che vedono trasformata in positivo la loro esistenza grazie a un intervento inatteso e provvidenziale.

Diamo conto della destinazione dei fondi del 5×100 nelle pagine del nostro sito www.missionidonbosco.org, come per ogni altro progetto che sosteniamo.

Ogni anno la difficoltà è quella di scegliere tra i tanti progetti che arrivano. Ma spesso è purtroppo l’urgenza a stabilire le priorità. Quest’anno l’Ucraina con le grandi devastazioni e migrazioni che conosciamo richiede un intervento che stiamo già attuando per l’accoglienza ma che, su pressante richiesta dei salesiani del posto, interpretiamo già in chiave di ricostruzione: il ritorno a una vita quotidiana che dovrà fare i conti con la perdita di genitori e figli, di case e lavoro, di equilibrio mentale.

La presenza dei salesiani in 134 Paesi ci tiene aggiornati sulle esigenze che permangono nelle aree più povere del mondo: bambini minacciati da fame, miseria, abbandono scolastico ed emarginazione. E spesso anche nei Paesi che consideriamo “sviluppati” si trovano quei cancri sociali che richiedono il coraggio della vicinanza, la pazienza dell’educazione, la progettualità della fantasia.

Anche quest’anno abbiamo messo a fuoco nella nostra comunicazione alcuni di questi progetti, trainanti anche per tanti altri.

Come tanti altri amici che si occupano dell’aiuto allo sviluppo nei Paesi poveri, la nostra strategia è attenta a educarci e a sensibilizzare i nostri interlocutori a intervenire sulle cause dell’arretramento economico di interi popoli.

E non possiamo mettere al primo posto le guerre che in questo momento si stanno combattendo proprio là dove, invece che armi, occorrerebbe inviare aratri: abbiamo una presenza molto significativa di salesiani in Siria e nel Medio Oriente, in Etiopia, Congo e Sud Sudan, in Venezuela e Colombia… Paesi dove gli interessi strategici di potenze grandi e piccole compromettono alla base le possibilità di conciliazione e quindi di costruzione.

Subito dopo, i cambiamenti climatici stanno disegnando il presente e il futuro di intere regioni in ogni continente. Vediamo crescere gli effetti in Madagascar e nelle Filippine, in Bolivia e in Mozambico… Mentre inseguiamo le emergenze, dovremmo convincerci e convincere i nostri governanti e i manager delle grandi imprese a una decisa inversione di rotta.

La conoscenza e la divulgazione di queste realtà, e delle soluzioni praticabili dal basso anche attraverso l’azione dei nostri missionari – ormai avvertiti dei danni dello sfruttamento delle risorse del pianeta, oltre che dei coltivatori, dei minatori, dei manovali – è la sfida che abbiamo raccolta e che ci proponiamo di affrontare con nuova intraprendenza.

-Don Daniel Antúnez

presidente di Missioni Don Bosco, Onlus

Castelnuovo Don Bosco: Conclusione della Scuola di Accompagnamento Spirituale Salesiano al Colle Don Bosco

Il 6 maggio, festa di San Domenico Savio, la Scuola di Accompagnamento Spirituale Salesiano ha concluso il suo intenso ciclo di cinque settimane al Colle Don Bosco. Negli ultimi giorni, dedicati alla appropriazione personale del cammino fatto insieme e alla verifica, è emerso quanto ha inciso maggiormente sulla esperienza dei partecipanti. Dal 17 agosto al 19 settembre 2022 avrà luogo, sempre a Valdocco e al Colle Don Bosco, la seconda edizione della scuola, per i confratelli di lingua italiana, spagnola o portoghese. Vai alla notizia riportata dal sito ANS.

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(ANS – Castelnuovo Don Bosco) – La Scuola di Accompagnamento Spirituale Salesiano che ha visto la partecipazione di 25 salesiani di lingua inglese da 15 diversi Paesi e 5 Regioni salesiane del mondo ha concluso il suo intenso ciclo di cinque settimane al Colle Don Bosco, venerdì scorso, 6 di maggio, festa di san Domenico Savio.

Negli ultimi giorni, dedicati alla appropriazione personale del cammino fatto insieme e alla verifica, è emerso quanto ha inciso maggiormente sulla esperienza dei partecipanti, accolto come un prezioso talento che questo tempo passato sui luoghi di Don Bosco affida a ciascuno perché ora venga impiegato e moltiplicato nelle Ispettorie di origine.

Ecco alcuni dei punti forti emersi sia nella valutazione, che nella video intervista realizzata l’ultimo giorno:

  • Si è scoperto un nuovo volto di Don Bosco, oltre quello popolarmente conosciuto della sua formidabile attività. La sua dedizione senza riserve a una missione così feconda e universale ha radici molto profonde. C’è un accompagnamento di grande valore che modella il suo spirito e la sua arte educativo-spirituale, fin dagli anni dei Becchi e poi attraverso tutte le tappe della sua vita, non meno intenso dopo la sua ordinazione sacerdotale di quanto lo sia stato prima. Nella vita di Don Bosco formazione e missione diventano un tutt’uno, così come Papa Francesco ci ha chiesto nel suo messaggio al CG28. E così lui farà con i primi salesiani, formandoli e accompagnandoli dentro una missione che produce santità. “Il lavoro di Don Bosco è fare santi” (Pio XI).
  • Si è appresa per esperienza l’arte dell’ascolto: di Dio, di sé, di qualunque fratello e sorella che cercano anzitutto questo tipo di disponibilità. Si è toccato con mano che c’è un cammino non facile di ascesi e disciplina per imparare ad ascoltare, prestando attenzione all’incontro sempre in atto tra Dio e il cuore di chi ci è dato di servire. Questo operare della grazia dentro il mistero di ogni libertà ha la priorità su piani, idee, consigli che chi si presta a fare da accompagnatore aveva già in serbo.
  • È stata soprattutto l’esperienza diretta a rendere ciascuno più disposto e convinto a mettersi in cammino per diventare un credibile compagno di viaggio per altri: gli esercizi spirituali personalmente guidati; le sessioni di practicum dove a turno ci si è esercitati nel guidare, essere guidati e fare da supervisori; i training per l’acquisizione di competenze.
  • Prima condizione: diventare guide guidate, come è stato per Don Bosco. Se senza di lui non riusciamo a immaginare Domenico Savio, senz’altro senza Cafasso non avremmo Don Bosco. Questo conferma che l’accompagnamento è essenzialmente MISSIONE per chi vive il carisma salesiano: è un modo di diventare come Don Bosco per i giovani e per tutti. Chi vive in un ambiente e con educatori capaci di incarnare questo tipo di prossimità educativo-pastorale ha buone chance di diventare a sua volta un accompagnatore di giovani nello stile di Don Bosco. Ecco perché è così importante vivere il Sistema Preventivo nelle case di formazione iniziale – che è poi un altro modo di definire l’accompagnamento spirituale salesiano. È infatti soltanto attraverso questa esperienza diretta vissuta che si può apprendere a riviverlo e moltiplicarlo, qualunque sia il coinvolgimento nella missione per la vita salesiana “fino all’ultimo respiro”.

La Scuola di Sccompagnamento Spirituale Salesiano ha seguito la stessa dinamica: si è intensamente vissuto sui luoghi di Don Bosco quanto si desidera praticare e vivere nelle tante Ispettorie e nazioni di provenienza, sperando che il seme porti frutto e si moltiplichi oltre le aspettative.

Dal 17 agosto al 19 settembre 2022 avrà luogo, sempre a Valdocco e al Colle Don Bosco, la seconda edizione della Scuola, per i confratelli di lingua italiana, spagnola o portoghese.

ToVision, in gara voci delle scuole superiori – Avvenire

In occasione della 66ª edizione di «Eurovision song contest», due allievi dell’ultimo anno al liceo salesiano Valsalice hanno pensato di lanciare ToVision 2022: il primo festival canoro degli istituti superiori. Lo spettacolo, live e in diretta streaming su www.tovision.it, andrà in scena al Teatro Grande di Valdocco, nella Casa Madre dei salesiani, il 7 maggio alle 21. Di seguito l’articolo pubblicato su Avvenire a cura di Marina Lomunno.

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Non c’è oratorio o scuola salesiana, nei 132 Paesi dei 5 continenti in cui i figli del santo dei giovani sono presenti, dove musica e canto non siano parte integrante del progetto educativo.

«Un oratorio senza musica è come un corpo senz’anima»

diceva don Bosco. E così, in occasione della 66ª edizione di «Eurovision song contest», tra le competizioni musicali più seguite al mondo in programma a Torino dal 10 al 14 maggio, Beatrice Periolo e Giulio Rigazio, allievi dell’ultimo anno al liceo salesiano Valsalice, hanno pensato di lanciare una gara canora nelle scuole torinesi in concomitanza della kermesse internazionale per far sentire anche la voce dei giovani talenti torinesi. Ed ecco ToVision 2022, primo festival canoro degli istituti superiori: lo spettacolo, live e in diretta streaming su www.tovision.it, andrà in scena al Teatro Grande di Valdocco, nella Casa Madre dei salesiani, il 7 maggio alle 21.

«L’idea è nata a Tù sì que Valsales 2022 – Un talento per don Bosco, talent show andato in onda sul canale Youtube della scuola il 26 febbraio quando si sono esibiti sul palco del Teatro di Valsalice i 20 allievi del liceo e delle medie, finalisti della selezione di 40 ragazzi e ragazze iscritti alla gara. ToVision22 è una bella iniziativa partita dal nostro istituto»,  spiega Marco Montersino, professore-musicista di lettere al liceo.

«Ci siamo detti che sarebbe stato bello offrire a tutte le altre scuole torinesi la possibilità di partecipare a un talent come quello che organizziamo ogni anno a Valsalice. E così Giulio, regista e direttore artistico, e Beatrice, direttrice di produzione di ToVision hanno messo in piedi un team di studenti, l’associazione GEN Z NOWe insieme a ValsOnAir, la Web radio del nostro liceo, siamo partiti in questa avventura che ha avuto adesioni al di là di ogni nostra aspettativa: 28 scuole coinvolte, 400 concorrenti ai provini e migliaia di contatti social».

Il 9 aprile a Valsalice si è tenuta la selezione dei giovani talenti che saranno sul palco di Valdocco, teatro che conta 820 posti già sold out. La giuria di qualità (tra cui Massimo Guidi, affermato vocal coach lanciato da Enrico Ruggieri) e il voto social ha scelto 14 finalisti che si esibiranno il 7 maggio, a 3 giorni da Eurovision, nello show presentato da Pietro Morello influencer e tiktoker. Ospite d’onore, Lorenzo Baglioni, cantautore e comico che ha debuttato a Sanremo nel 2018. ToVision è sponsorizzato, tra gli altri, da Xiaomi, secondo produttore al mondo di telefonia mobile, NovaCoop, dall’etichetta discografica M&M-D&G Music che premierà il primo classificato con la produzione e distribuzione di due singoli e dal produttore musicale Daniele Affubine che offrirà al secondo più votato la produzione di un brano. La classifica finale, come in ogni festival canoro che si rispetti, verrà compilata da una giuria tecnica di cantanti e musicisti e dal voto del pubblico attraverso i social.

-Marina Lomunno

Castelnuovo Don Bosco: dall’esperienza personale di Dio all’accompagnamento di altri all’esperienza di Dio

La Scuola di Accompagnamento Spirituale Salesiano, in corso attualmente al Colle Don Bosco, ha concluso la terza settimana del suo programma iniziata Lunedì dell’Angelo. Questa terza fase è consistita in una serie di stimoli e riflessioni consegnati in luoghi originali, che ponevano in luce il ruolo delle guide spirituali nella vita del giovane Giovanni Bosco. Secondo i partecipanti lo spunto fondamentale emerso in questa settimana è stato che la storia di ogni Figlio di Don Bosco corrisponde un po’ alla storia del fondatore della Congregazione – e questo costituisce un perenne invito ad aiutare i giovani affidati ai salesiani. Di seguito la notizia riportata dal sito dell’ANS.

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(ANS – Castelnuovo Don Bosco) – La Scuola di Accompagnamento Spirituale Salesiano in corso attualmente al Colle Don Bosco ha concluso la terza settimana del suo programma. Dopo la prima settimana passata a ripercorrere la storia spirituale di Don Bosco presso Valdocco e le aree circostanti, il gruppo di 20 salesiani si è trasferito a Colle Don Bosco, dove è iniziato il ritiro spirituale. Il ritiro, guidato individualmente, è stato caratterizzato dal silenzio totale, essendo consistito in una sessione quotidiana di incontro dei partecipanti con le rispettive guide e con la sola celebrazione eucaristica come programma comune per tutti. Anche i pasti, infatti, sono stati consumati in silenzio, sebbene in comune.

Per la maggior parte dei partecipanti è stato questo il primo ritiro in silenzio totale della propria vita salesiana, e si è rivelato un’esperienza profondamente contemplativa. Il contesto ambientale del Colle Don Bosco e il contesto temporale della Settimana Santa hanno fornito le giuste coordinate per una profonda esperienza di Dio per quasi tutti. Le sessioni di incontro con le guide hanno fornito un eccellente modello di reale accompagnamento spirituale, che si distingue dal rendiconto, dalla confessione o dal counselling.

La terza settimana del programma è iniziata Lunedì dell’Angelo. Questa terza fase è consistita in una serie di stimoli e riflessioni consegnati in luoghi originali, che ponevano in luce il ruolo delle guide spirituali nella vita del giovane Giovanni Bosco. La sua prima guida spirituale fu, naturalmente, Mamma Margherita. E poi, quando il piccolo Giovanni Bosco dovette risiedere per tre anni alla Cascina Moglia a causa delle sue difficoltà ai Becchi, cercò una guida in don Francesco Cottino, presso Moncucco.

Dopo il suo ritorno ai Becchi, nel giro di pochi giorni incontrò provvidenzialmente don Calosso sulla strada da Buttigliera a Morialdo, che gli fornì il modello per i suoi incontri, negli anni successivi, con i vari Bartolomeo Garelli, Domenico Savio, Michele Magone, Francesco Besucco… Don Calosso che si trova a Morialdo per un malinteso, divenne il benefattore mandato da Dio nella vita di Giovanni Bosco, che lo portò a fare un grande passo avanti verso la realizzazione del suo sogno dei 9 anni. Infine, a Chieri, Giovanni Bosco torna alla formazione scolastica e seminaristica, sostenuto da tanti altri, materialmente, intellettualmente e spiritualmente.

Secondo la maggior parte dei partecipanti lo spunto fondamentale emerso in questa settimana è stato che la storia di ogni Figlio di Don Bosco corrisponde un po’ alla storia del fondatore della Congregazione – e questo costituisce un perenne invito ad aiutare i giovani affidati ai salesiani.

Attualmente, i partecipanti alla Scuola di Accompagnamento Spirituale Salesiano sono in fase di formazione nelle competenze per offrire sostegno. Durante l’ultima settimana del programma avranno, infine, l’opportunità di fare delle sessioni pratiche di accompagnamento spirituale, supervisionati dall’équipe della Scuola.

A Nizza Monferrato fervono i preparativi per la “Festa del Grazie”

La festa del Grazie è una festa tipica della famiglia salesiana: nasce nel lontano 1849 quando due ragazzi dell’oratorio di Valdocco fanno una sorpresa a don Bosco donandogli due cuori d’argento. Commosso per il gesto, don Bosco ne intuisce il forte valore educativo e lo estenderà a tutte le comunità salesiane. Quest’anno la festa ha una valenza particolare per le Figlie di Maria Ausiliatrice, in quanto ricorrono i 150 anni della fondazione del loro Istituto. Di seguito l’articolo pubblicato da ATnews.it il 18 aprile 2022.

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La festa del Grazie è una festa tipica della famiglia salesiana: nasce nel lontano 1849 quando due ragazzi dell’oratorio di Valdocco, Carlo Gastini e Giuseppe Buzzetti, decidono di fare a don Bosco degli auguri speciali; per mesi si industriano con risparmi e rinunce per acquistare due cuori d’argento. Vogliono fare una sorpresa a chi ha dedicato loro la vita: è la sera tarda della vigilia di san Giovanni, mentre i compagni dormono, i due amici si avvicinano alla camera di don Bosco, che nonostante l’ora, li fa entrare. Commosso e meravigliato per il gesto e per le parole cordiali che lo accompagnano don Bosco ne intuisce il forte valore educativo e lo estenderà a tutte le comunità salesiane. Ancora oggi Figlie di Maria Ausiliatrice e Salesiani celebrano ogni anno la festa della riconoscenza.

Quest’anno ha una valenza tutta particolare per le suore salesiane, in quanto ricorrono i 150 anni della fondazione del loro Istituto: il 5 agosto 1872 a Mornese, Maria Domenica Mazzarello, la cofondatrice, con altre 10 giovani, emette nelle mani di Monsignor Sciandra, vescovo di Acqui Terme, la prima professione religiosa alla presenza di don Giovanni Bosco. Ha così origine l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

I festeggiamenti per celebrare la ricorrenza con Madre Chiara dureranno tre giorni e si svolgeranno tra Mornese, Nizza Monferrato e Torino, i luoghi delle origini delle suore salesiane.
Il 4 febbraio 1879, su suggerimento di don Bosco, l’Istituto viene trasferito da Mornese a Nizza Monferrato, che diventa la nuova Casa-Madre delle Figlie di Maria Ausiliatrice e che sarà anche fino al 1929 sede della Casa Generalizia. Negli anni nicesi l’Istituto si sviluppa fino a raggiungere i confini del mondo e si moltiplica in molte nazioni tanto da raggiungere tantissimi giovani con svariate tipologie di opere: istruzione, formazione professionale, evangelizzazione, educazione, attività del tempo libero, e l’opera prima: l’oratorio!

La festa del grazie a Nizza Monferrato si svilupperà nell’arco dell’intera giornata: l’arrivo alla “Madonna” di Madre Chiara è previsto nella mattinata. Sarà accolta dai bambini e dai giovani dell’Istituto “Nostra Signora delle Grazie” (https://www.scuolanizza.it/) insieme ai compagni delle scuole salesiane di Asti e di Alessandria. Mentre la festa per i più piccoli si esprimerà con tornei e giochi, animati da Egidio Carlomagno, responsabile settore animando della Cooperativa E.T., la Madre si intratterrà con le Figlie di Maria Ausiliatrice, poi visiterà i locali dei corsi professionali: laboratorio per qualifica professionale di operatore del benessere-estetica, la serra aeroponica, l’essiccatoio, il percorso sensoriale, la zona di lavoro per addetti al giardinaggio e orto frutticoltura. (http://www.ciofs.net/index.php/le-nostre-sedi/cfp-nizza-monferrato/). I ragazzi dei corsi professionali di Casale, Alessandria e Tortona allestiranno un buffet mettendo in campo quanto imparato durante le lezioni di cucina e di addetti alla sala. I ragazzi della scuola secondaria accompagneranno gli amici alessandrini ed astigiani in un tour da loro animato di Casa-madre.

Nel pomeriggio alle ore 14.00 ci sarà una rievocazione storica che ripercorrerà in alcune scene alcuni momenti salienti e significativi della vita delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Nizza Monferrato: la compagnia teatrale “alla Madonna” dell’Archivio storico FMA-IPI (https://archiviostoriconizza.wixsite.com/archiviostoriconizza) metterà in risalto in 8 stand, ambientati nei luoghi dove si sono svolte storicamente le vicende, e che vedranno coinvolti anche i bambini della scuola primaria con la danza della Monferrina. Il sindaco Fabiani, la contessa Corsi, l’on. Buccelli, don Bosco, Madre Mazzarello, Madre Elisa Roncallo, sr Teresa Valsè Pantellini, il signor Carlo, sono solo alcuni dei protagonisti delle vicende narrate.
Alle ore 16.00 gli sbandieratori di Costigliole si esibiranno in uno spettacolo nel grande cortile don Bosco.
Alle ore 16.30 la Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo di Asti Monsignor Prastaro e animata dalla corale don Bosco, che proprio per quest’occasione si è incrementata di nuovi elementi.

Alle ore 17.30 un corteo preceduto da alcuni membri dell’amministrazione locale nicese e dagli sbandieratori giallo rossi di Nizza Monferrato, percorreranno viale don Bosco e via Carlo Alberto per giungere al Foro Boario. Qui, alle ore 18.00 il sindaco, Simone Nosenzo, insignerà l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice della cittadinanza onoraria. Madre Chiara, a nome delle FMA dell’Istituto, riceverà l’insigne onorificenza e con questo atto si concluderà la festa.
Per prepararsi e seguire gli eventi principali della festa si può accedere al sito https://www.festadelgrazie.org/. I giovani dell’Archivio storico faranno delle riprese e monteranno un video per esprimere la loro gratitudine e raccontare la giornata dal loro punto di vista.

Salesiani Novara – “L’Università a casa tua: il futuro ti viene incontro”

Sabato 12 marzo i liceali dell’istituto salesiano San Lorenzo di Novara hanno avuto l’opportunità di partecipare online ad un orientamento universitario condotto da ex studenti del San Lorenzo in veste di presentatori.

Di seguito l’articolo pubblicato sul sito dell’opera.

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L’UNIVERSITÀ A CASA TUA: il futuro ti viene incontro

Sabato 12 marzo, in mattinata, le classi quarte e quinte del liceo hanno avuto l’opportunità di partecipare ad un’esperienza fondamentale per il loro futuro imminente. Dopo un’impegnativa ricerca da parte di alcuni professori, molti ex studenti della San Lorenzo si sono offerti di partecipare, in veste di presentatori, a questa iniziativa volta all’orientamento universitario. Per rendere l’attività più interessante in base al soggetto, sono stati creati vari gruppi racchiudenti facoltà molto simili tra loro, in modo tale che lo studente potesse partecipare solamente agli incontri che lo ispiravano maggiormente o che erano più simili alla sua propensione. Il tutto è avvenuto tramite la piattaforma di Google Meet, evitando che i ragazzi provenienti da fuori Novara dovessero raggiungere la scuola anche di sabato. 

Nonostante la forma digitale, l’esperienza si è rivelata estremamente utile e piacevole. Grazie ad un’organizzazione in turni, i gruppi delle facoltà non erano mai troppo affollati, rendendo anche più facile l’interazione con gli universitari, in caso di domande o curiosità. Inoltre, gli ex studenti, oltre ad essere stati molto preparati, si sono messi a completa disposizione del progetto per l’intera mattinata, e per questo vanno ringraziati.

Per quanto mi riguarda, ho trovato questa esperienza illuminante. Grazie alle accattivanti descrizioni e spiegazioni dei ragazzi sono riuscito a capire, se prima ero nell’incertezza, cosa vorrò fare una volta uscito dal liceo. Tuttavia, spero che possano esserci altre occasioni di questo tipo, ma soprattutto che anche gli anni futuri possa essere riproposta questa iniziativa, dato che è stata ritenuta da tutti, me compreso, estremamente utile.

L’esperienza degli esercizi spirituali MGS al Colle Don Bosco

Gli esercizi spirituali sono l’incontro tra due desideri: quello dell’uomo di incontrare Dio e quello di Dio di incontrare l’uomo.

Dammi da bere

é questa la Parola di Dio che Don Roberto Dal Molin (Presidente Cnos) ha messo al centro attraverso tre testi del Vangelo di Giovanni, per far riflettere i ragazzi universitari e giovani lavoratori, che l’11-12-13 marzo si sono incontrati al Colle Don Bosco per rivivere l’esperienza degli esercizi spirituali.

Questa volta è proprio Gesù che prende l’iniziativa e si mette alla ricerca dell’uomo per condurlo sul giusto cammino: nell’incontro con la Samaritana, è Lui che rompe gli schemi, accogliendo la donna a prescindere dal suo ruolo sociale, perché Dio non condanna, ma apre una porta; non ricatta, ma chiede per dare. L’acqua richiesta è la metafora della rivelazione: non toglie la donna dai suoi doveri quotidiani, ma rinnova e cambia la sua vita. Da quel momento diventa missionaria lei stessa, sorgente che zampilla e testimonia.

Il secondo incontro, di Gesù con l’amico Lazzaro, diventa prefigurazione della risurrezione del Signore. “Chiunque crede in me non morirà in eterno”: Egli non è venuto per liberare l’uomo dalla morte biologica, ma per darle un altro significato. Si arrabbia e infuria contro la potenza oscura della morte, vista come rivelazione del male, quando in realtà è un passaggio per la manifestazione della gloria di Dio.

Infine, attraverso la figura di Tommaso, l’uomo sperimenta che bisogna credere per vedere, non vedere per credere. Gesù ancora una volta accompagna l’uomo, non soddisfacendo le sue richieste, ma aiutandolo a fidarsi, perché possa un giorno gridare come l’apostolo: “Mio Signore e mio Dio!”, apice della vita del credente.

L’augurio è quello di fare verità attraverso la preghiera, che diventa una vera e propria relazione con il Signore, grazie ad alcuni elementi da affidare ogni giorno:

L’acqua da chiedere; l’anfora delle preoccupazioni da lasciare per fare ordine; la pietra che blocca da eliminare; la piaga da riconoscere e curare, per amare noi stessi; la parola da ricordare per fare spazio all’agire di Dio nella nostra vita.

Attraverso il silenzio, la condivisione, il gioco e la preghiera condivisa, i ragazzi hanno sperimentato il sentirsi parte di una comunità che è la Chiesa, in cui Gesù è presente.

Due giorni intensi, vissuti nella profondità e nell’allegria. Ogni giovane presente ha accettato la sfida di rallentare il proprio ritmo quotidiano e di prendersi del tempo per stare faccia a faccia con il Signore e con se stesso. Una vera boccata d’aria fresca.
Don Alberto Goia

 

Scopri tutte le iniziative dell’MGS sulla pagina dedicata.

Il Collegio Don Bosco di Borgomanero per l’Ucraina

Il Collegio Don Bosco di Borgomanero, insieme all’Associazione Mamre, ha voluto concretizzare il proprio contributo a favore degli sfollati ucraini coinvolgendo tutti gli studenti in una gara alla solidarietà.

Di seguito si riporta il comunicato stampa dell’opera.

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Il Collegio Don Bosco di Borgomanero per l’Ucraina

Un aiuto concreto alla popolazione in guerra

Lo stretto rapporto tra il Collegio Don Bosco e l’Associazione Mamre di Borgomanero si è concretizzato in questi giorni in un formidabile aiuto in favore dell’Ucraina.

A fronte dell’evolversi degli eventi, il Direttore dell’Istituto Don Giuliano Palizzi ha contattato Mario Metti, responsabile dell’Associazione, chiedendogli in quale modo la Scuola potesse dare un aiuto, e ha quindi coinvolto studenti, genitori e docenti in una raccolta di materiale di prima necessità immediatamente spendibile dagli sfollati. 

In una encomiabile gara di solidarietà, nel giro di un paio di giorni il teatro della Scuola si è letteralmente riempito di vestiario, sacchi a pelo, medicinali, con le professoresse Barattini, Cavagnetto e Zanone a coordinare gli allievi del Don Bosco nello smistamento dell’ingente mole di materiale e nel caricamento dei furgoni. Tutti gli allievi sono stati coinvolti, offrendo un modulo orario e “toccando con mano la solidarietà e il bene”.

Venerdì scorso alle 6 del mattino cinque furgoni sono partiti da Borgomanero alla volta di Jarosłav, in Polonia; lì il materiale è stato raccolto in un centro di smistamento e caricato su TIR che avrebbero raggiunto Leopoli, città dell’Ucraina orientale non ancora toccata dai bombardamenti. Ai responsabili di Mamre, dell’Associazione “Compagni di volo” e dei responsabili della Comunità Ucraina del Borgomanerese, anche i docenti Sacco, Erbetta, Perna e Ronchetti (del Liceo Economico e Sociale “Don Bosco”) hanno partecipato al viaggio. 

Parte della raccolta andrà a beneficio di alcuni orfanotrofi che in questi giorni hanno accolto sessanta tra bambini e ragazzi che hanno perso i genitori; a tal proposito si è rivelato fondamentale il collegamento con l’Ispettoria Salesiana in Ucraina e Polonia.

Ancora una volta il “Don Bosco” si mette in gioco come “agenzia educativa”, attuando un coinvolgimento dei ragazzi nella realizzazione di progetti finalizzati alla riflessione attiva sui problemi più urgenti della globalità, contro l’indifferenza e per un’educazione alla pace e alla solidarietà.

“Anelli del Cammino di don Bosco” – la presentazione dell’itinerario a Villa Simeom

Nella giornata di sabato 26 febbraio, presso la Villa Simeom del Comune di Andezeno, si è svolto l’evento di presentazione “IL CAMMINO DI DON BOSCO UNA RISORSA PER IL TERRITORIO” sugli “Anelli del Cammino di don Bosco”: un itinerario escursionistico dedicato ai luoghi legati alla vita di San Giovanni Bosco sulle direttrici lungo le quali il fondatore dei Salesiani portava i suoi ragazzi a camminare, meditare e pregare, attraverso le colline del torinese, chierese ed astigiano.

Di seguito un breve resoconto gentilmente fornito alla Redazione da parte del giornalista Enrico Bassignana.
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Nuovi percorsi per conoscere il Chierese tra sentieri e strade bianche: sono gli “Anelli del Cammino di don Bosco”, presentati sabato 26 febbraio presso la Villa Simeom del Comune di Andezeno.

Gli “Anelli” vanno ad arricchire il “Cammino”, che parte dalla basilica di Maria Ausiliatrice e conduce al Colle,proponendo tre alternative di percorso (per complessivi 165 km): il Cammino alto (della Superga-Crea, tocca la basilica di Superga e l’abbazia di Vezzolano), il Cammino medio (del lago di Arignano) e il Cammino basso (di San Domenico Savio, tocca l’Eremo dei Camaldolesi).

«L’idea ci è venuta nel 2010, dopo un pellegrinaggio a Santiago: perché non organizzare qualcosa del genere anche da noi, legando l’itinerario a una figura come don Bosco che è conosciuta e apprezzata? – introduce Claudio Baldi, dell’associazione Nordic walking Andrate – Nel 2011 l’itinerario era pronto e l’abbiamo inaugurato con una prima camminata, da Cinzano al Colle. Nel 2016 abbiamo pubblicato la cartina e la guida, realizzate con Ute Ludwig».

Dall’anno scorso si sta lavorando ad “anelli” locali, per una conoscenza più approfondita del territorio attraversato dal Cammino.
«Perché le tappe escursionistiche sono impegnative, e offrono relativamente poco spazio per conoscere le comunità locali che man mano si incontrano. Di qui gli “anelli”, che partono e arrivano dallo stesso punto, hanno lunghezza contenuta e sono alla portata di tutti».
«Il “Cammino” è registrato tra gli itinerari di maggior importanza del Piemonte – aggiunge per la Città Metropolitana Elena Di Bella – A breve ci sarà anche un nuovo sito web, a disposizione dei turisti. Così Torino non avrà solo un’offerta turistica limitata al concentrico ma, sulla scorta di altre grandi città europee, allargherà anche ai dintorni».
Sonia Cambursano è la consigliera delegata al Turismo per la Città Metropolitana:
«Sono fondamentali i cammini che partono “dal basso”, perché nascono grazie a chi conosce bene il territorio e lo può valorizzare al meglio. In appoggio a ciò Città Metropolitana vuole potenziare il trasporto pubblico, utile supporto anche per  turisti che arrivano dall’estero».
Enrico Bassignana

Agustín de la Torre spiega come è nato il poster della Strenna 2022

Agustín de la Torre, autore del poster della Strenna 2022 racconta come è stato sviluppato questo progetto e come la sua vicinanza al mondo salesiano abbia ispirato questo disegno.

Dal sito dell’agenzia ANS

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L’artista spagnolo Agustín de la Torre, autore del poster della Strenna 2022 con il grande cuore rosso al centro dell’opera, ha raccontato come è stato sviluppato questo progetto e come la sua vicinanza al mondo salesiano abbia ispirato questo disegno di grande impatto visivo.

Il legame di Agustín de la Torre, membro dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori, con la Congregazione Salesiana inizia quando lui aveva sei anni e prosegue ancora oggi, dal momento che lavora nella scuola “Maria Ausiliatrice” di Siviglia come insegnante di disegno. “La mia vita ha sempre ruotato intorno alle figure e alla pedagogia di Don Bosco e di Madre Mazzarello”, spiega de la Torre.

Una delle sue più grandi passioni è proprio il mondo della grafica e dell’illustrazione e da molti anni pubblica sulle reti sociali, cercando di fare dell’arte uno strumento di evangelizzazione e una “traduzione” del messaggio di Gesù. Ha anche prodotto numerosi disegni dell’ambiente salesiano che circolano in molte parti del mondo; alcuni di essi adornano scuole, opere sociali e sono stati persino sulla copertina del Bollettino Salesiano.

“Tuttavia, mi mancava qualcosa – ha raccontato l’artista – Ogni anno aspettavo la Strenna del Rettor Maggiore e guardavo le foto e le immagini che la accompagnavano. Ho sempre pensato la stessa cosa: ‘Un giorno avrò il privilegio di fare io stesso il poster’. E quel giorno è arrivato. Quando mi è stata offerta la possibilità di farlo, ho sentito che uno dei miei sogni si era realizzato e sappiamo cosa significano e quanto sono importanti i sogni in termini salesiani”, ha aggiunto.

Agustín de la Torre si è prontamente messo al lavoro, concentrandosi sulla frase di San Francesco di Sales che ispira la Strenna 2022. “Ho pensato che l’AMORE, parola centrale del messaggio di San Francesco, Don Bosco e Gesù di Nazareth, che iconograficamente è rappresentato come un cuore, doveva essere composto da giovani di diverse età, culture, etnie, situazioni sociali. Un cuore presieduto e abbracciato da Don Bosco, sostenuto da San Francesco di Sales e, naturalmente, dalla sua Ausiliatrice”, spiega ancora l’artista.

Il disegno, inoltre, è anche ricco di riferimenti al mondo salesiano, che sono distribuiti in modo più o meno nascosto nell’insieme: dalle date di nascita e morte di Don Bosco, al Progetto di Vita Apostolica dei Salesiani Cooperatori, dalle castagne, alla margherita, in onore al nome della madre di Don Bosco. È presente anche un cane che, pur non essendo grigio come il famoso “angelo custode” di Don Bosco, ha la parola italiana “grigio” scritta sulla zampa.

Tutto nel poster è “salesiano”, persino le ombre dei personaggi, che, infatti, hanno un’opacità del 24% (il numero di Maria Ausiliatrice).

“Ringrazio Dio per questo dono – conclude Agustín de la Torre – Spero di continuare a disegnare e dipingere il messaggio del Vangelo per molti anni a venire, soprattutto attraverso l’immagine e la testimonianza di persone che lo mettono in pratica e che sono grandi e indispensabili come San Giovanni Bosco”.