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Il Rettor Maggiore in visita alla Crocetta

Notizia a cura dei salesiani della Crocetta di Torino.

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Pur tra i numerosi impegni del Capitolo Generale, dopo la significativa visita al carcere di Torino, il neo-eletto Rettor Maggiore don Fabio Attard ha voluto trovare un tempo per potere incontrare anche la Comunità della Crocetta.

È stato per noi un dono unico, che dice la sollecitudine della Congregazione e del successore di don Bosco per chi si sta preparando alla missione salesiana come presbitero, in questi ultimi e preziosi anni di formazione.

La visita è stata un momento di famiglia anche per la nostra comunità delle Missionarie di Maria Aiuto dei Cristiani, da sempre particolarmente affezionate alla figura del Rettor Maggiore come padre di tutta la Famiglia Salesiana.

«Perchè comincio dal carcere minorile Ferrante Aporti» – La Voce e il Tempo

Si riporta di seguito l’articolo apparso su La Voce e il Tempo.

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Don Fabio Attard – Per la sua prima uscita pubblica il nuovo Rettore Maggiore dei Salesiani, don Fabio Attard, ha scelto il carcere minorile di Torino Ferrante Aporti. Giovedì 3 aprile la visita ai ragazzi reclusi in corso Unione Sovietica. Dietro alla delinquenza minorile i Salesiani leggono la sofferenza dei giovani poveri e abbandonati a se stessi, messaggio forte alla politica e al sistema della Giustizia

«Appassionati per Gesù Cristo, dedicati ai giovani. Per un vissuto fedele e profetico della nostra vocazione salesiana». È il tema del 29° Capitolo generale dei Salesiani che si sta celebrando nella Casa Madre di Valdocco: i 220 padri capitolari, che rappresentano le 136 nazioni dove sono presenti i figli di don Bosco, mercoledì 25 marzo hanno eletto il nuovo Rettor Maggiore don Fabio Attard che, in sintonia con il Giubileo della Speranza e con la Strenna 2025 «Ancorati alla Speranza, pellegrini con i giovani», ha deciso di incontrare «per primi» i giovani «discoli e pericolanti» come li chiamava don Bosco «e che oggi andrebbe a cercare». Nella mattinata di giovedì 3 aprile don Fabio si reca all’Istituto penale minorile di Torino «Ferrante Aporti» a trovare i ragazzi ristretti, per la maggior parte stranieri, accompagnato dal confratello, il cappellano don Silvano Oni.

«È qui che è nato il sistema preventivo di don Bosco», spiega don Attard, «e da Torino dove è nato il carisma salesiano vogliamo continuare a stare accanto ai giovani che hanno avuto di meno perché, come ci ha raccomandato il nostro fondatore ‘in ogni giovane, anche il più disgraziato c’è un punto accessibile al bene e dovere primo dell’educatore è di cercare questo punto, questa corda sensibile del cuore e di trarne profitto’».

È proprio il santo dei giovani, ricorda il Rettore Maggiore, che nelle sue «Memorie dell’oratorio» racconta come ha capito che, nella Torino nell’800 con tante similitudini con le periferie del mondo di oggi, era necessario dare speranza ai giovani più fragili e più poveri.

«Vedere turbe di giovanetti, sull’età dai 12 ai 18 anni, tutti sani, robusti, d’ingegno svegliato ma vederli là inoperosi, rosicchiati dagli insetti, stentar di pane spirituale e temporale, fu cosa che mi fece inorridire» scrive don Bosco. «Chi sa – diceva tra me – se questi giovanetti avessero fuori un amico, che si prendesse cura di loro, li assistesse e li istruisse nella religione nei giorni festivi, chi sa che non possano tenersi lontani dalla rovina o al meno diminuire il numero di coloro che ritornano in carcere? Comunicai questo pensiero a don Cafasso (il suo padre spirituale, patrono dei carcerati, confessore dei condannati a morte, ndr) e col suo consiglio e co’ suoi lumi mi sono messo a studiar modo di effettuarlo».

Siamo nel 1855 alla «Generala» (così si chiamava il carcere minorile di Torino oggi «Ferrante Aporti»): qui don Bosco visita i ragazzi detenuti ed è da quei pomeriggi trascorsi a giocare e a chiacchierare con loro che inventa il sistema preventivo, come ricorda una targa a  lui dedicata nei corridoi dell’Istituto. Per questo da allora i cappellani del «Ferrante» sono salesiani e cercano, sulle orme di don Bosco come accade in tutti gli oratori del mondo di amare i ragazzi: «si otterrà di più con uno sguardo di carità, con una parola di incoraggiamento che con molti rimproveri», scrive ancora il santo. Del resto, conclude don Attard, «papa Francesco aprendo la seconda Porta Santa dopo la Basilica di San Pietro nel carcere di Rebibbia ci ha indicato dove dobbiamo portare speranza e consolazione».

“Spazi aperti, umani e sicuri”: inaugurazione di Piazza Maria Ausiliatrice con il Rettor Maggiore e il Sindaco di Torino

Martedì 1 aprile, anniversario della Canonizzazione di San Giovanni Bosco, sono stati benedetti i lavori di ristrutturazione recentemente effettuati alle due torri campanarie della Basilica Maria Ausiliatrice ed è stata inaugurata la nuova Piazza Maria Ausiliatrice, a seguito di un’importante riqualificazione ambientale. Presenti il Rettor Maggiore, il Sindaco di Torino e altre autorità civili.

Ad aprire le celebrazioni alle 11.30 il saluto del rettore della Basilica, don Michele Viviano, accompagnato dalla banda musicale della Polizia Municipale di Torino. A seguire è stato posto dai Vigili del Fuoco un omaggio floreale alla Madonna degli Arcangeli Michele e Gabriele, seguito dalla riproduzione di un video dedicato ai lavori di ristrutturazione dei campanili e un concerto campanario.

Dopo la lettura di un breve passo del Vangelo da parte dell’Ispettore don Leonardo Mancini, fra gli applausi della piazza sono stati benedetti i lavori dal neo-eletto Rettor Maggiore don Fabio Attard. Infine, hanno preso parola varie autorità civili e il Rettor Maggiore stesso, che ha sottolineato l’importanza della piazza nella comunità e nelle opere di don Bosco:

Il concetto che abbiamo oggi di piazza viene da lontano, è fondamentale per ogni processo educativo. La piazza era un’esperienza che dialogava con l’esperienza della Chiesa. Don Bosco cercava spazi aperti, umani, significativi, sicuri: una piazza non curata è un messaggio ai nostri giovani e ai nostri ragazzi.

A concludere la mattinata l’intervento del Sindaco di Torino Stefano Lo Russo, che ha anche effettuato il tradizionale taglio del nastro.

Don Fabio Attard è l’11° successore di Don Bosco alla guida della Congregazione Salesiana

Dall’Agenzia ANS.

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L’elezione di don Fabio Attard come 11° successore di Don Bosco segna un momento storico per la Congregazione Salesiana e per la Famiglia Salesiana nel mondo. Eletto durante il 29° Capitolo Generale della Società di San Francesco di Sales, don Fabio Attard incarna pienamente il carisma di Don Bosco e si prepara a guidare la missione salesiana dedicata ai giovani, specialmente ai più poveri e vulnerabili, in ben 136 nazioni. Con una vasta esperienza teologica, pastorale e accademica, don Attard è chiamato a condurre la Congregazione Salesiana verso un futuro rinnovato, portando il sogno di Don Bosco al centro del mondo contemporaneo.

Un Cammino di Fede e Formazione

Nato il 23 marzo 1959 a Gozo, Malta, don Fabio Attard è cresciuto a Victoria, dove ha frequentato le scuole primarie e secondarie pubbliche. La sua vocazione ha iniziato a prendere forma durante gli anni trascorsi al Seminario Maggiore di Gozo (1975-1978). Successivamente, ha intrapreso l’aspirantato salesiano presso il Savio College di Dingli, Malta, per poi prepararsi al noviziato a Dublino. L’8 settembre 1980, ha fatto la professione religiosa come Salesiano di Don Bosco a Maynooth, Irlanda.

Don Attard ha proseguito i suoi studi con grande impegno, conseguendo una laurea in Teologia presso l’Università Pontificia Salesiana (UPS) e una Licenza in Teologia Morale presso la prestigiosa Accademia Alfonsiana di Roma. Ordinato sacerdote il 4 luglio 1987, ha intrapreso un ministero profondamente radicato nella cura pastorale e nella ricerca accademica.

Un Missionario ed Educatore al Servizio del Mondo

Lo spirito missionario di don Attard si è manifestato fin dai primi anni della sua vita salesiana. Dal 1988 al 1991, ha fatto parte del gruppo di Salesiani che hanno avviato la nuova presenza della Congregazione in Tunisia, in un contesto prevalentemente non cristiano, dove ha gettato le basi di un servizio evangelico ed educativo. Tornato a Malta, ha assunto ruoli di leadership come Rettore della Scuola Salesiana di San Patrizio e dell’Oratorio Salesiano, dove ha operato dal 1993 al 1996.

Nel 1999, don Attard ha completato il suo dottorato di ricerca sul tema della coscienza nei sermoni anglicani di John Henry Newman, presso il Milltown Institute for Philosophy and Theology. Grazie alla sua competenza, è entrato a far parte del corpo docente dell’Università Pontificia Salesiana, dove ha co-diretto tesi di dottorato presso l’Accademia Alfonsiana e contribuito alla formazione accademica di futuri teologi.

Un Visionario per la Pastorale Giovanile

Il ruolo di don Attard come leader globale si è concretizzato nel 2008, quando è stato eletto Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile durante il 26° Capitolo Generale. Rieletto per un secondo mandato nel 2014, ha ricoperto questo incarico fino al 2020, guidando la Congregazione nella sua missione per e con i giovani.

Con il suo coordinamento, è stato pubblicato il Quadro di Riferimento della Pastorale Giovanile Salesiana (2013), un documento fondamentale che offre linee guida aggiornate per il lavoro pastorale salesiano a livello mondiale. Don Attard ha promosso iniziative a livello mondiale come il Congresso Internazionale sulla Pastorale Giovanile e la Famiglia (Madrid, 2017) e ha coordinato le attività volte a fronteggiare problemi come l’emarginazione, la povertà e le migrazioni.

Ha inoltre rafforzato i programmi di volontariato missionario e consolidato l’istruzione tecnica e professionale (TVET) attraverso iniziative come Don Bosco Tech Africa e Don Bosco Tech ASEAN, rappresentando i Salesiani in importanti forum internazionali dedicati a politiche giovanili, migrazione e occupazione giovanile a Bruxelles e New York.

Un Ponte tra Teologia e Cura Pastorale

Oltre ai suoi incarichi amministrativi, don Attard si è sempre distinto come un costruttore di ponti tra teologia e pastorale. Nel 2005 ha fondato e diretto l’Istituto di Formazione Pastorale a Malta, dedicato alla formazione dei laici impegnati nella pastorale. Ha continuato a insegnare come professore visitatore presso l’Università Pontificia Salesiana, contribuendo allo sviluppo intellettuale e spirituale degli educatori salesiani e dei loro collaboratori.

Il suo contributo alla Chiesa universale è stato riconosciuto nel 2018, quando Papa Francesco lo ha nominato Consultore del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita. La sua partecipazione al Sinodo sui Giovani (2018) ha evidenziato il suo impegno nel dare voce ai giovani e nel favorirne una maggiore integrazione nella vita della Chiesa.

Un Leader per il Futuro della Congregazione Salesiana

Al termine del suo mandato come Consigliere Generale, don Attard è stato incaricato di coordinare la Formazione Salesiana e Laicale in Europa dal 2020 al 2023. Questo progetto ha portato alla creazione di un programma di master per la formazione di Salesiani e collaboratori laici, oggi gestito dall’Università Pontificia Salesiana in collaborazione con il Settore della Pastorale Giovanile.

Portare Avanti il Sogno di Don Bosco

Come nuovo Rettor Maggiore, don Fabio Attard guiderà una Congregazione composta da 13.750 Salesiani consacrati, organizzati in 92 ispettorie e presenti in 136 nazioni. Con la sua profonda spiritualità, la sua visione carismatica, il suo brillante percorso accademico e i suoi decenni di esperienza, è pienamente preparato per animare e governare la Congregazione Salesiana e la Famiglia Salesiana nel XXI secolo.

La sua elezione rappresenta una nuova alba per la Congregazione Salesiana, che, sotto la sua guida, continuerà a crescere come forza mondiale per l’educazione, l’evangelizzazione e la trasformazione sociale. Don Attard saprà coinvolgere e motivare Salesiani, collaboratori laici e giovani in tutto il mondo a proseguire la missione di Don Bosco: essere testimoni e portatori dell’amore di Dio per i giovani, specialmente per i più bisognosi.

Con la sua leadership, la Congregazione Salesiana continuerà a fiorire, portando avanti il sogno di Don Bosco e trasformando la vita di migliaia di giovani in tutto il mondo. È chiamato a guidare la seconda più grande Congregazione religiosa al mondo, generando speranza e luce nelle nuove generazioni.

Inaugurazione e benedizione dei lavori alle torri campanarie e Piazza Maria Ausiliatrice

Dal sito della Basilica Maria Ausiliatrice di Torino.

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Martedì 1 aprile 2025, anniversario della Canonizzazione di San Giovanni Bosco (1 aprile 1934), alle ore 11.30 verranno benedetti i lavori di ristrutturazione recentemente effettuati alle due torri campanarie della Basilica Maria Ausiliatrice.

Nella stessa occasione si terrà inoltre la cerimonia di inaugurazione degli interventi di riqualificazione ambientale di Piazza Maria Ausiliatrice alla presenza del neo-eletto Rettor Maggiore don Fabio Attard, dei neo-membri del consiglio generale e del Sindaco di Torino Stefano Lo Russo e altre autorità civili.

Programma

  • Banda musicale della Polizia Municipale di Torino
  • Omaggio floreale alla Madonna degli Arcangeli Michele e Gabriele (attraverso i VVF)
  • Videoconcerto campanario
  • Taglio del nastro da parte del Sig. Sindaco
L’Ausiliatrice e don Bosco benedicano, proteggano, rendano felici tutti i benefattori e le benefattrici.

Il nuovo Rettor Maggiore dei Salesiani: “I giovani? Il problema sono gli adulti che non ascoltano” – Rai News

Si riporta di seguito l’articolo di Rai News.

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Parla don Fabio Attard: 66 anni, origini maltesi, eletto alla guida di quasi 14 mila consacrati presenti in 136 nazioni. È l’undicesimo successore di don Bosco

Cosa vuol dire per messere l’undicesimo successore di Don Bosco? Ho bisogno di un po’ di tempo per assimilarlo perché è troppo grande.

Le prime parole, nell’intervista rilasciata alla TGR Piemonte, sono  di umiltà. È lui, don Fabio Attard, l’eletto da 220 Ispettori e Delegati Salesiani nella storica Casa Madre di Valdocco. Pensare che ieri mattina era a Roma, in fretta e furia è andato a Termini per rientrare a Torino:

 Il confratello che mi ha lasciato alla stazione. Mi ha lasciato un pochettino lontano dalla stazione e io con serenità ho preso la valigia e la borsa che avevo camminando e lui ha scattato una foto.

La prima foto da Rettore Maggiore, un impegno che don Attard intende vivere così:

Nella maniera in cui l’ha vissuto don Bosco, Non è che il Rettor Maggiore viene qui a fare il bravo di turno e a dire 13 mila 700 persone in 167 Paesi adesso vi dico io cosa dovete fare

Per dodici anni ha guidato la Pastorale Giovanile dei salesiani nel mondo. Ma non vuole sentire di un problema-giovani, semmai rovesciare la questione:

 I giovani cercano paternità, cercano adulti significativi, punti di riferimento… però è una razza che sta diventando sempre più rara.

Fabio Attard è il nuovo Rettor maggiore dei Salesiani: succede a Angel Artime – Rai News

Dal sito Rai News.

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Eletto dal 29° capitolo generale della Società di San Francesco di Sales: il predecessore era stato nominato cardinale da papa Francesco

È Fabio Attard il nuovo Rettor maggiore dei Salesiani: a eleggerlo il 29° Capitolo Generale della Società di San Francesco di Sales. Succede a don Angel Fernandez Artime, recentemente nominato cardinale da papa Francesco.

Attard diventa così l’undicesimo successore di Don Bosco, chiamato a guidare la Congregazione Salesiana e a perpetuarne il carisma al servizio dei giovani, specialmente di quelli più poveri e vulnerabili, in 136 nazioni del mondo. I 220 ispettori e delegati, riuniti nella storica Casa Madre di Valdocco a Torino, al termine di un intenso cammino di discernimento sinodale, hanno designato come Rettor Maggiore il confratello don Fabio Attard che incarna pienamente l’identità salesiana contemporanea.

Con il suo carisma don Fabio animerà e governerà una comunità composta da 13.750 consacrati, organizzati in 92 ispettorie presenti nei cinque continenti.

Italia – Al via la quinta edizione della Scuola di Accompagnamento Spirituale Salesiano

Dall’agenzia ANS.

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(ANS – Torino) – Questa settimana inizia a Valdocco la quinta edizione della Scuola di Accompagnamento Spirituale Salesiano, per i salesiani di lingua italiana e spagnola, che proseguirà fino al prossimo 23 settembre. Saranno presenti un totale di 24 salesiani di 15 Ispettorie e Visitatorie (BRE, ECU, BBH, COB, PER, MEG-CRESCO, CAM, INE, ICP, MOR, RMG, KOR, INH, ANG, MOZ), provenienti da 13 Paesi e da 6 diverse Regioni della Congregazione.

Per fornire alcuni dati statistici, si sottolinea che l’età media dei partecipanti è di 45 anni e che per la prima volta partecipano alla Scuola di Accompagnamento Spirituale anche 6 salesiani coadiutori (quattro partecipanti e due facilitatori).

Ad oggi, i salesiani che hanno partecipato alla Scuola sono stati in totale 147, di cui 68 di lingua inglese e 79 di lingua italiana-spagnola-portoghese, provenienti da 59 Ispettorie, di tutte le Regioni (Africa-Madagascar, Asia Sud, Mediterranea, Asia Est-Oceania, America Cono Sud, Interamerica, Europa Centro-Nord) e da 2 centri regionali di formazione (il “Don Bosco Renewal Center” di Bangalore – DBRC – in India e il Centro Salesiano di Formazione per l’Africa e Madagascar – SAFCAM – di Nairobi, Kenya).

I partecipanti hanno dato un feedback positivo sulla Scuola. Per loro, infatti, non è solo un seminario o un momento di formazione, ma un’esperienza. Anche gli Ispettori hanno dato un parere positivo sul modo in cui i partecipanti mettono in pratica ciò che hanno imparato alla Scuola, che è un impegno che devono assumersi partecipandovi.

L’auspicio è che i partecipanti, i facilitatori e il personale di supporto possano vivere un’esperienza piena di grazia durante tutta la durata della Scuola, che sarà coordinata dal salesiano coadiutore Raymond Callo, del Settore per la Formazione, e da don Fabio Attard e guidata da don Ivo Coelho, Consigliere Generale per la Formazione.

Il prossimo anno, nei mesi di agosto e settembre 2024, si prevede di poter offrire la Scuola di Accompagnamento Spirituale Salesiano alle Ispettorie francofone.

“Un grande dono del Signore”: la Scuola di Accompagnamento Spirituale Salesiano

Dal 17 agosto al 19 settembre, presso Colle Don Bosco (Piemonte), si sono svolte le attività della Scuola di Accompagnamento Spirituale Salesiano per 22 salesiani provenienti da 17 Ispettorie. Di seguito la notizia pubblicata dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS.

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(ANS – Castelnuovo Don Bosco) – Un’esperienza al di sopra delle aspettative, in grado di aprire nuovi orizzonti, da conservare come un regalo del Signore: sono entusiastici i commenti dei partecipanti alla seconda edizione della Scuola di Accompagnamento Spirituale Salesiano per i salesiani di lingua italiana, spagnola e portoghese, realizzata sui Luoghi Salesiani, tra Valdocco e Castelnuovo Don Bosco, dal 17 agosto al 19 settembre scorsi. In totale a quest’edizione hanno partecipato 22 salesiani provenienti da 17 Ispettorie.

Coordinata dal sig. Raymond Callo, SDB, del Settore per la Formazione, e da don Fabio Attard, Coordinatore della Formazione dei Salesiani e dei Laici in Europa, l’esperienza della Scuola ha visto anche la presenza nella fase finale del Consigliere Generale per la Formazione, don Ivo Coelho.

“Prima di partecipare pensavo che fosse il solito corso intellettuale distaccato dall’esperienza personale e pastorale. Mi sono ricreduto – testimonia oggi Vittorio Cunsolo, salesiano della Circoscrizione Italia Centrale (ICC) –. Già nei primi giorni a Valdocco, la modalità di conduzione ha favorito il confronto tra l’esperienza di vita del giovane prete don Bosco e la mia esperienza personale. I tempi distesi per l’interiorizzazione, le domande che ci guidavano, le condivisioni in gruppi, tutto aiutava a far dialogare la vita di don Bosco con la propria vita”.

Prosegue don Cunsolo:

“L’apice del corso sono stati gli Esercizi Spirituali. Una settimana in completo silenzio in un monastero Rosminiano. Per un attivista come me, stare una settimana in completo silenzio pensavo fosse un po’ tempo perso. Si potrebbero ascoltare commenti alla Parola di Dio, leggere buoni libri spirituali, confrontarsi con altri confratelli, ecc… ed invece stare lì in silenzio. Mi sono fidato e ho provato a rallentare il mio ritmo frenetico di vita. Il confronto quotidiano con una guida a propria scelta mi ha accompagnato nell’immergermi lentamente in quel silenzio, che è stata una porta per l’interiorità. Il primo frutto del silenzio la calma e da questa l’ascolto profondo. Dall’ascolto profondo, l’Incontro. Riprendi contatto con te stesso e con Colui che era lì ad aspettare. Ho capito cosa intendeva Sant’Ignazio: ‘non è il molto sapere che sazia e soddisfa l’anima, ma il sentire e  gustare le cose internamente’”.

“Le ultime settimane – conclude il salesiano di ICC – le abbiamo trascorse al Colle Don Bosco dove abbiamo avuto modo di rileggere con calma, insieme al piccolo Giovannino, gli anni della nostra formazione. Vedere la trama che la Provvidenza intesseva. Ho approfondito la conoscenza di don Bosco e delle tante figure che lo hanno aiutato a crescere, diverse cose non le sapevo. Accompagnati dall’equipe, abbiamo infine potuto lavorare su noi stessi e sul modo di stare in mezzo ai giovani. Ho preso consapevolezza di qualità ed aspetti da migliorare. Grazie alla testimonianza dell’equipe, alla loro presenza fraterna ed al tempo stesso professionale, ho avuto modo di arricchirmi imparando dal loro modo salesiano di accompagnarci. Il mio grazie alla Congregazione, all’equipe e a tutti i compagni di corso che hanno permesso tutto questo”.

Don Domingos Chikenge Chimuco, salesiano angolano, da parte sua osserva:

“Per me è stata un’esperienza molto bella e ha significato molto nella mia vita. Mi ha dato orizzonti molto più ampi sulle tecniche di accompagnamento spirituale, nella Chiesa e soprattutto nella spiritualità salesiana. Sono state cinque settimane molto ben organizzate, con molti momenti di preghiera, riflessione, condivisione, giochi, ecc. Sono state cinque settimane di grande familiarità con tutta la realtà della Famiglia Salesiana nel mondo. È una scuola molto attuale e ci viene data dallo Spirito Santo nella Congregazione, soprattutto per la formazione dei confratelli, per l’accompagnamento spirituale dei giovani in formazione, e non solo, e delle persone che si avvicinano alle nostre opere e servizi”.

Conclude don Sergio Astorga, dal Cile:

“Si è conclusa il 19 settembre la Scuola di Accompagnamento Spirituale Salesiano, offerta da un’équipe del Dicastero per la Formazione a livello mondiale. Noi che vi abbiamo partecipato l’abbiamo apprezzata come un grande dono del Signore. È stata un’esperienza unica in un gruppo composto da confratelli provenienti da diversi Paesi del mondo salesiano, e l’atmosfera di preghiera, la profondità della riflessione, la convivialità e il lavoro di squadra, la ricreazione… tutto è stato eccezionale. Iniziata a Valdocco e conclusasi al Colle Don Bosco, ci ha permesso di acquisire strumenti per l’accompagnamento spirituale individuale e intraprendere percorsi di conversione. Ora siamo meglio preparati ad offrire un servizio migliore nelle nostre rispettive Ispettorie. Dal profondo del cuore ‘grazie mille’”.

Avviata nella sua prima edizione ad agosto del 2021, la Scuola di Accompagnamento Spirituale Salesiano è una delle modalità di attuazione delle raccomandazioni contenute nel testo “Giovani Salesiani e accompagnamento – Orientamenti e direttive”, così come della quarta linea programmatica offerta dal Rettor Maggiore a tutta la Congregazione dopo il Capitolo Generale 28°. L’urgenza della formazione di guide spirituali, inoltre, era stata espressa anche nella ricerca mondiale sull’Accompagnamento Personale Salesiano condotta nel 2016 e a cui parteciparono circa 4.000 salesiani.

I Consigli delle CEP delle comunità a Valdocco

Nella mattinata di sabato 16 marzo, si è tenuto presso il teatro grande di Valdocco il secondo incontro per i Consigli delle CEP delle comunità.

Circa 200 tra Confratelli e laici hanno accolto l’invito che ha comportato un intervento formativo di don Fabio Attard sul tema della Sinodalità riletto in chiave salesiana secondo le dinamiche della Comunità Educativo Pastorale.

Dopo l’intervento contenutistico sono seguiti i lavori per singoli Consigli e quindi le domande al relatore.

Le informazioni inerenti alla situazione di accoglienza profughi ucraini in Ispettoria sono state date dall’Ispettore don Leonardo Mancini durante l’incontro.