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Spazio Anch’io: lo “Spazio” che salva i giovani fragili – La Voce e il Tempo

Al Parco del Valentino ha riaperto, dopo due anni di fermo a causa della pandemia, “Spazio Anch’io“, la postazione educativa di strada dei Salesiani di San Salvario. Di seguito l’articolo pubblicato su La Voce e il Tempo a cura di Stefano Di Lullo.

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Parco del Valentino – ha riaperto, dopo due anni di stop per la pandemia, la postazione di educativa di strada dei Salesiani di San Salvario: modello contro il disagio.

Quando circa 15 anni fa noi educatori di strada arrivammo al Parco del Valentino iniziammo a sognare: incontrammo subito un gruppo di ragazzi. Uno di loro ci chiese se volevamo del fumo e noi rispondemmo: «‘no, vogliamo giocare e stare con te’!». Fu così che nel 2007 nacque «Spazio Anch’io», la postazione dei Salesiani di San Salvario al Parco del Valentino (tra via Carlo Ceppi e via Medaglie d’Oro) che ha preso per mano e accompagnato centinaia di ragazzi e giovani fragili: un modello virtuoso di prevenzione contro il disagio giovanile che ha fatto scuola.

Ora quello spazio, dopo oltre due anni di chiusura per la presenza prima del Covid Hospital, poi del Centro vaccinale e del Presidio sanitario nel padiglione 5 di Torino Esposizioni, ha finalmente riaperto per continuare quel sogno, che è il sogno da cui partì l’opera di don Bosco a Torino basata sul celebre metodo preventivo: ‘stare’ con i ragazzi e far vibrare la corda sensibile del proprio cuore.

«Appena sono state tolte le transenne nell’area»

racconta don Gianmarco Pernice, incaricato dell’oratorio salesiano San Luigi e responsabile dell’accoglienza comunitaria dei minori stranieri non accompagnati,

«i ragazzi sono subito venuti a cercarci chiedendoci quando avremmo riaperto ‘Spazio Anch’io’. Hanno poi iniziato a giocare e a riprendersi il loro spazio: un luogo dove possono incontrare adulti che diventano dei punti di riferimento per la loro vita».

L’educativa di strada dei Salesiani di San Salvario nel tempo della pandemia non si è mai fermata ma è stata portata avanti per le vie del quartiere: ora il progetto è completo, c’è di nuovo la «Casa» dell’oratorio in strada in cui incontrare i ragazzi, organizzare tornei sportivi e da lì iniziare un percorso per accompagnarli.

«‘Spazio Anch’io’», prosegue don Pernice,

«allora torna ad essere il quartier generale di un’attività educativa molto articolata su tutto il territorio di San Salvario: il punto da cui i ragazzi che arrivano con delle esigenze hanno l’opportunità di ripartire: qui convergono vere e proprie storie di rinascita».

Virtuoso in particolare il progetto «Spazio fratto tempo», promosso dai Salesiani con il sostegno della Compagnia di San Paolo, rivolto ai giovani inoccupati, sia italiani che stranieri, con l’obiettivo di sperimentare un nuovo modello di inserimento lavorativo che, attraverso un accompagnamento educativo e formativo mirato, valorizzi le capacità e le attitudini di ciascuno. Numerosi ragazzi dopo questa esperienza riescono ad inserirsi nel mondo lavorativo.

«Il punto di forza», evidenzia don Pernice,

«è rappresentato proprio dalla sinergia fra gli educatori e le aziende in cui i ragazzi svolgono il tirocinio».

Un’opportunità che parte anche grazie a «Spazio Anch’io» che nei mesi estivi sarà aperto tutti i pomeriggi dalle 15 alle 19 più 3 mattine: sono di nuovo attivi i corsi di italiano per stranieri, lo sportello di consulenza per la compilazione dei documenti e la ricerca concreta di un lavoro.

La postazione al Valentino rappresenta anche uno dei 4 poli dell’oratorio estivo dei Salesiani di San Salvario, oltre alle sedi degli oratori San Luigi, Ss. Pietro e Paolo e Sacro Cuore di Maria. Il martedì, in particolare, gli educatori sono presenti per accogliere i gruppi degli oratori estivi che chiedono di conoscere questa realtà. Infine a luglio prenderà il via, con il patrocinio della Circoscrizione 8 e il via libera del tavolo tecnico-artistico di arte urbana e Street Art, «Migrazioni di parole», un progetto che realizzerà una vera e propria opera d’arte a cielo aperto formata da circa 50 frasi sull’inclusione scelte dai ragazzi stessi insieme agli educatori.

In occasione della riapertura di «Spazio Anch’io», martedì 7 giugno, si è tenuto un pomeriggio con animazione, musica e sport per oltre 100 ragazzi a cui hanno preso parte, accanto a don Pernice, anche l’Ispettore dei Salesiani di Piemonte e Valle d’Aosta don Leonardo Mancini e il parroco e direttore dell’Opera di San Salvario don Claudio Durando. È poi seguito un momento di riflessione dal titolo «Educativa di strada: una grande storia con tracce di futuro» a cui sono intervenuti Patrizia Gugliotti, proget manager del progetto NoMiS della Compagnia di San Paolo a favore di minori e giovani a rischio e in situazione di disagio, Massimiliano Miano, presidente della Circoscrizione 8, e Monica Canalis, Consigliera regionale (Pd), che ha evidenziato come durante la pandemia

«il venir meno di attività come l’educativa di strada, in alcuni casi della scuola e di svariate altre realtà educative sui territori, abbia aumentato in alcuni giovani fobìe, tentativi autolesionistici, ansia, disturbi psichiatrici importanti e anche episodi più gravi: ora è necessario ritornare a lavorare con ancora più enfasi e forza perché quello che si è perso venga recuperato».

Per Vincenzo Camarda, presidente della Commissione Sanità e Servizi sociali del Consiglio Comunale di Torino,

«è importante lavorare perché il modello dell’edu- cativa di strada del Valentino possa approdare anche in altre zone periferiche della città, come a Torino nord».

-Stefano DI LULLO

Riapertura di “Spazio Anch’Io” e tavola rotonda: martedì 7 giugno al parco del Valentino

La realtà salesiana di San Salvario è lieta di annunciare che martedì 7 giugno, dalle ore 16.30 alle ore 19.00, si terrà la festa di riapertura di Spazio Anch’Io presso il parco del Valentino (viale Medaglie D’Oro, angolo viale Carlo Ceppi).

Durante l’evento si terrà inoltre una tavola rotonda dal titolo “Educativa di strada: una grande storia con tracce di futuro“. Sarà un’occasione per presentare le novità di progetti di educativa di strada dei salesiani in vista dell’estate.

Tra i partecipanti alla tavola rotonda, Massimiliano Miano, Presidente Circoscrizione 8; Vincenzo Camarda, Presidente della Commissione Sanità e Servizi Sociali, la IV Commissione permanente del Consiglio Comunale;
Patrizia Gugliotti, Project Manager del progetto NOMiS della Compagnia di San Paolo. A moderare l’incontro, don Gianmarco Pernice, Incaricato Oratorio del San Luigi e Responsabile dell’accoglienza comunitaria minori stranieri non accompagnati.

Di seguito la locandina dedicata.

Spazio Anch’Io è un’area situata nel parco del Valentino e gestita dall’Oratorio San Luigi e dai suoi educatori. Il progetto prende le forme di un’educativa di strada che si è fermata all’interno del parco del Valentino.

Auxilium San Luigi di Torino: la vittoria alle finali regionali della Junior Tim Cup

Di seguito la notizia dedicata alla vittoria dell’Auxilium San Luigi di Torino alle finali regionali della Junior Tim Cup.

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Dopo due anni di pausa, dovuti alla sospensione di molte attività sportive causa Covid, la Lega Serie A, TIM ed il Centro Sportivo Italiano sono scesi nuovamente in campo insieme per sostenere la nona edizione del torneo giovanile di calcio a 7, riservato agli Under 14.

Dopo aver coinvolto, nelle precedenti edizioni, oltre 65mila ragazzi in tutta Italia, oltre 5mila oratori e fatto disputare più di 25mila partite, è così continuato il percorso di unione tra sport di vertice e di base che proprio negli Oratori trova ancora il suo riferimento.

L’Auxilium San Luigi di Torino, ha dato, come sempre, il meglio. E’ del resto una tradizione positiva e di lungo affetto quella che lega la J.T.C. e l’Auxilium: vincitori in annate precedenti, sorteggiati per andare a giocare partite direttamente all’interno degli stadi torinesi, vincitori anche di premi speciali.

Così è stato anche quest’anno: la categoria Ragazzi 2008/09 (allenatori Lorenzo Costantino e Giuseppe Russo) è stata la vincitrice della fase regionale organizzata dal Comitato di Torino ed andrà, il prossimo 3 aprile, in Lombardia a giocarsi la finale interregionale sperando di ottenere il “pass” per le finali nazionali di Roma e contendere il titolo di campioni della IX edizione.

Indipendentemente dallo splendido successo sportivo già raggiunto, come sempre la Junior Tim Cup ha aiutato i ragazzi partecipanti a riflettere sui valori sociali di inclusione e rispetto verso tutti (indipendentemente da credo religioso, colore della pelle o altro) peraltro propri dell’Oratorio salesiano S. Luigi di Torino dove la squadra si allena settimanalmente ed è “cresciuta”.

Quest’anno grande importanza si è data a invitare i giovani atleti ad una riflessione sulla necessità di combattere ogni forma di razzismo (“Keep Racism Out” lo slogan proposto) e lavorare per la massima integrazione. Ai ragazzi è stato chiesto di preparare uno striscione (esibito in occasione delle finali Regionali) e sono stati coinvolti in un momento di riflessione su questi temi incontrando un sacerdote presente sui campi di calcio in occasione delle finali.

Alla squadra è stato anche donato materiale sportivo e, come vincitori, una maglietta da gioco realizzata dalle Lega Serie A e dal CSI a ricordo delle manifestazione e consegnata direttamente al Presidente della Società Don Gianmarco Pernice e al Capitano Samuele Brazzani.

Junior Tim Cup – Auxilium San Luigi: si continua a crescere insieme!

>>>Vai al Comunicato Stampa JUNIOR TIM CUP 2022

Maker Lab L2L: il progetto “Digital Lab” all’Oratorio San Luigi

L’esperienza Maker Lab di Labs to Learn ha preso vita all’Oratorio salesiano del San Luigi di Torino grazie al laboratorio “Digital Lab“: un progetto pensato per i ragazzi e le ragazze delle scuole elementari e medie come opportunità per apprendere attraverso metodologie divertenti e tecnologiche, come il video editing, il gaming e il coding.

Il Maker lab è legato infatti ad spazio allestito in oratorio con attrezzature digitali e meccaniche, tavoli di lavori e strumenti artigianali per l’apprendimento e la sperimentazione di sé attraverso la metodologia del learning by doing, in modo individuale ed in piccoli gruppi, seguiti da formatori ed educatori.

Avviato lo scorso novembre, il laboratorio “Digital Lab” proseguirà fino a marzo/aprile 2022 presso l’Oratorio dei Salesiani di San Salvario, grazie a 15 incontri suddivisi tra gli alunni dell’Istituto comprensivo “Peyron – Re Umberto I” e i ragazzi delle medie ed elementari  che frequentano l’oratorio.

L’ultimo incontro del progetto vorrà infine diventare una restituzione di tutto quello appreso nel percorso attraverso una presentazione delle attività ai propri compagni ed insegnanti.

Il progetto Digital Lab consiste nel offrire ai ragazzi l’opportunità di apprendere attraverso metodologie più divertenti. In particolare, giocando un po’ con il video editing, con macchine da ripresa, fotocamere e videocamere, con software di montaggio video e con un drone.

Utilizziamo questi strumenti per giocare insieme e divertirci in oratorio.

Manuele Manco – Responsabile del progetto Digital Lab

All’Agnelli termina l’oratorio estivo 2021

Dal sito dell’oratorio Agnelli.

L’Oratorio don Bosco – Agnelli a Mirafiori, termina le attività estive anche per quest’anno. Per ben sette settimane (dal 14 giugno al 30 luglio), gli animatori hanno dato vita ad una nuova avventura in un meraviglioso viaggio di sette tappe tra personaggi iconici e curiosi arazzi colorati: il tema si basava sul sussidio “IntesSi la Vita” prodotto dal centro salesiano di Nave (Brescia), abbiamo una vita sola e dobbiamo trasformarla in un capolavoro. Il programma della settimana era molto articolato, cadenzato da giochi organizzati, momenti formativi, sfide sportive, musica e canti, gite in piscina in splendidi parchi acquatici.

Anche quest’anno sono state numerose le iscrizioni e non tutte le domande sono state accolte a causa del contingentamento per il Covid-19. Pandemia che ha visto uno staff preparato con un ciclo di formazione dedicato sia sul Covid-19 sia sulle varie tematiche dell’animazione.

I ragazzi hanno quindi vissuto in prima persona nuove amicizie e costruttive esperienze scoprendo, giorno dopo giorno, questo cammino che non solo è stato caratterizzato da tanto divertimento ma li ha fatti crescere.

Da sottolineare l’iniziativa “La bella stagione” sostenuta dalla Compagnia di San Paolo in collaborazione con la Fondazione Abbonamento Musei, tramite cui l’Oratorio ha potuto offrire gratuitamente l’opportunità di visitare musei, luoghi ed esperienze nella nostra città, da Palazzo Reale al Museo Egizio, il borgo medioevale e il Migrantour, un viaggio dentro Porta Palazzo e la storia dei migranti.

Per don Gianmarco Pernice è stata l’ottava estate in questi cortili l’ultima all’Agnelli: a settembre si trasferirà nell’opera salesiana di San Salvario e sarà impegnato in due oratori, l’educativa di strada e la comunità per minori stranieri non accompagnati.

Abbiamo vissuto un’esperienza nuova, simile all’anno scorso, ma certamente diversa dalle precedenti: la pandemia ha sicuramente limitato nei numeri e nelle attività possibili. Certo, abbiamo giocato e affrontato questa esperienza di vita con coloratissime mascherine e tanti sorrisi, disinfettando persino l’ultima pallina da ping pong e trovando nel gel igienizzante un animatore in più. Non ci siamo mai tirati indietro, anzi, certe difficoltà ci hanno fatto crescere tanto! Un enorme ringraziamento va agli animatori volontari che con passione, dedizione e tanta professionalità hanno saputo trasformare una semplice estate in un meravigliosa avventura formativa che siamo sicuri, rimarrà scolpita in modo indelebile nei cuori dei nostri amati ragazzi”.

 

L’oratorio estivo: intervista a don Gianmarco Pernice

Con la fine della scuola, l’inizio delle vacanze estive e la tregua di alcune restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, in molte realtà oratoriali stanno riprendendo le attività estive dedicate ai bambini e ai ragazzi. Tra queste, quella dell’Oratorio Don Bosco dell’Agnelli di Torino.

Si riporta di seguito l’intervista realizzata all’ombra della Basilica di Maria Ausiliatrice di Valdocco a don Gianmarco Pernice, Parroco della Parrocchia San Giovanni Bosco Torino-Agnelli e incaricato dell’oratorio. Tra gli argomenti trattati nell’intervista, la gioia dei fedeli nel poter ritornare a celebrare insieme la S.Messa, come stanno vivendo questo momento i giovani animatori dell’oratorio, l’importanza dell’aspetto della “missione” nel ruolo educativo dell’animatore, il rispetto delle norme Covid-19 all’oratorio estivo e le tante attività pensate per quest’estate all’Oratorio dell’Agnelli.

L’Oratorio Estivo vuol dire ritornare a dare una speranza ai ragazzi che in questo momento hanno veramente bisogno di recuperare la loro socialità, di recuperare un rapporto sereno con i loro amici, oltre che con la loro famiglia.

Salesiani Agnelli: torna a rivivere il “Sogno di don Bosco”

Sono stati completati i lavori di restauro dell’antico paliotto dell’altare nella chiesa di San Giovanni Bosco a Mirafiori. Oggi, lunedì 18 maggio, nel centenario della nascita di Giovanni Paolo II, è stata celebrata anche la prima Messa sull’altare rinnovato. Di seguito il comunicato della Parrocchia San Giovanni Bosco a cura del Parroco don Gianmarco Pernice.

Torino 17 maggio 2020

All’Agnelli torna a rivivere il “Sogno di don Bosco”.
Dopo 50 anni l’antico paliotto dell’altare ritorna in chiesa totalmente restaurato.

I lavori, commissionati dal parroco don Gianmarco Pernice, autorizzati dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Torino e dall’ufficio liturgico e beni culturali della Diocesi di Torino, progettati dagli architetti Luca Zumaglini e Alessia Giachetti (studio Arkitettando) con incarico di Direzione Lavori e dal restauratore Francesco Brigadeci, sono stati eseguiti da quest’ultimo e dall’impresa Nuova L.T. Costruzioni Srl di Giuseppe Lorusso

Nella chiesa di San Giovanni Bosco a Mirafiori dietro l’altare, contro la parete di fondo, si trova l’imponente gruppo marmoreo con la statua di don Bosco. Inizialmente in quella posizione si trovava un dipinto del santo dei giovani, ma il senatore Agnelli lo aveva ritenuto troppo esiguo in confronto alla sua grandezza, così prese contatti con lo scultore Edoardo Rubino (autore della statua del faro della Maddalena, sulla collina torinese) per commissionargli un’opera monumentale che gli rendesse la giusta gloria.

L’opera è un gruppo che racchiude: al centro la grande figura di don Bosco con le braccia aperte, in atto di accoglienza, al di sotto alcuni angeli sembrano sorreggerlo; alle sue spalle, in leggero rilievo, l’effigie di Maria Ausiliatrice con Gesù bambino in braccio, e tre angeli protesi verso di loro; a sinistra e a destra della statua una serie di formelle raffigura diversi aspetti dell’opera evangelizzatrice di don Bosco, che va dall’insegnamento scolastico, a quello dei mestieri, per arrivare ai missionari che portarono il Vangelo nelle terre più lontane; al di sopra di tutto, due angeli accompagnati da altri più piccoli, sostengono la croce. Prima del concilio Vaticano II, l’altare a muro era parte integrante del monumento il cui paliotto rappresentava il sogno dei nove anni; la lettura simbolica del monumento partiva proprio da li: dal sogno dei nove anni, don Bosco matura la sua missione educativa e attraverso la sua esperienza di vita, regala ai ragazzi un futuro di speranza come buoni cristiani, chiamati al servizio, alla missionarietà e alla santità, e onesti cittadini impegnati in modo attivo e propositivo in un mondo ricco di sfide e in continuo cambiamento.
Negli anni 70, con la realizzazione del nuovo altare e l’adeguamento alle norme liturgiche quel pezzo di opera era stato collocato provvisoriamente all’esterno della chiesa, ma esposto alle intemperie, forse come dono votivo, come si usava allora, a ricordo della II guerra mondiale nella zona dell’oratorio ricostruita dopo il pesante bombardamento del 1944.

La decisione di ricongiungere quell’elemento all’opera principale è stata presa dal consiglio pastorale nel 2016 a inizio dei lavori di restauro dell’intera chiesa parrocchiale con lo scopo di presentare e preservare uno tra i monumenti più belli dedicati a don Bosco e finora poco conosciuto proprio perché incompleto.

I lavori, ormai avviati da tempo, dovevano essere conclusi con la Pasqua del 2020 ma si interrompono in piena pandemia mondiale in concomitanza con l’interruzione di tutte le funzioni religiose.
In queste settimane cominciata la FASE 2, con la ripresa dei cantieri, siamo riusciti a portare a compimento l’opera e lunedi 18 maggio nel centenario della nascita di Giovanni Paolo II, la prima Messa dopo lo Stop della pandemia è stata celebrata sull’altare rinnovato. Domenica 24 Maggio, festa di Maria Ausiliatrice, nonostante il numero limitato di fedeli, sarà l’occasione per rinnovare quel “si” a Colei che “ha fatto tutto”!

“Questa riapertura così unica nella storia, non poteva avere un segno più carico di speranza”, sottolinea il parroco don Gianmarco Pernice.

“Oggi più che mai abbiamo bisogno di ripartire e come figlio di don Bosco questo tempo mi ha insegnato che noi salesiani dobbiamo ripartire dalle origini del nostro carisma che furono avvolte da tanta incertezza, ma tanto cariche di creatività. Il sogno dei nove anni ha dato un forte impulso alla missione di Don Bosco: è un sogno che narra la creatività educativa di un Santo che non si è arreso di fronte alle difficoltà del suo tempo ma ha saputo reinventarsi proponendo al mondo intero strade inedite per far rinascere tanti giovani che avevano perso la speranza. Da lupi in agnelli”.

“Chiederemo a Maria Ausiliatrice, continua don Gianmarco, la Grazia di riaprire anche il nostro oratorio un po’ feriti da quello che abbiamo vissuto, ma totalmente rinnovati nello Spirito e pronti ad affrontare le sfide del nostro tempo con quello stesso coraggio che contraddistinse il nostro Santo fondatore.

Don Gianmarco Pernice
Parroco

Torna la Street Art a Valdocco

in occasione della Festa di San Giovanni Bosco, nel pomeriggio di giovedi 31 gennaio 2019, a partire dalle ore 14,00 e fino alle ore 18,00, davanti alla Basilica di Maria Ausiliatrice (Torino) avrà luogo un evento – laboratorio di street art. Giovani studenti ed animatori degli oratori di Torino, coordinati da don Gianmarco Pernice, avranno modo di esprimere la loro passione per l’arte e per il santo dei Giovani lavorando con spray e colori al fine di animare la cancellata di fronte alla Basilica.

In occasione della Festa di Don Bosco dell’ormai imminente 31 gennaio, verrà allestito uno stand davanti alla Basilica di Maria Ausiliatrice che si occuperà di Street Art, in linea con il murales creato da Mr. Wany lo scorso settembre 2018 in occasione del 150° anniversario della Basilica.

L’attività promossa da Missioni Don Bosco verrà condotta da don Gianmarco Pernice – parroco dell’Istituto Edoardo Agnelli ed incaricato dell’oratorio – che si occuperà della progettazione della pannellatura della cancellata di Maria Ausiliatrice. Sarà supportato da diversi giovani coinvolti, provenienti prevalentemente dall’Istituto Agnelli e dal Liceo Linguistico Maria Ausiliatrice oltre a chi volesse aggiungersi al momento, lavoreranno con spray e colori per tutto il pomeriggio.

Il gruppo vedrà la presenza di giovani travestiti da lupi e… agnelli, e altri ragazzi che effettueranno riprese video e faranno foto coinvolgendo i passanti. In una giornata di festa come il 31 gennaio, regalare dei momenti di allegria e condivisione alla gioventù tanto cara a Don Bosco è sembrata una scelta obbligata!

L’hastag di riferimento dell’iniziativa è #wearedonbosco e la pagina ufficiale sarà quella di Missioni Don Bosco ONLSU (@missionidonbosco)

 

“Con i giovani sono urgenti percorsi personalizzabili” – Don Claudio Belfiore, Agnelli.

Si segnala l’articolo di Federico Biggio della redazione La Voce e il Tempo, nel quale ha intervistato il nuovo direttore dell’istituto Edoardo Agnelli di Torino, Don Claudio Belfiore, toccando l’annosa tematica del lavoro giovanile, che l’istituto ha sempre posto al centro del suo sistema, cercando di trovare una chiave per declinarlo nell’azione educativa.

 

Visita il sito dell’Istituto Edoardo Agnelli

Don Belfiore all’Agnelli:«con i giovani sono urgenti percorsi ‘personalizzabili’»

Arrivato da Roma, dopo aver ricoperto per dieci anni il ruolo di presidente del Centro nazionale Opere salesiane (Cnos), coordinatore nazionale della Pastorale giovanile per i Salesiani d’Italia e segretario della Conferenza delle Ispettorie Salesiane d’Italia (Cisi), don Claudio Belfiore è il nuovo direttore della Casa salesiana Edoardo Agnelli, nominato lo scorso giugno. L’intera comunità, accanto al parroco di San Giovanni Bosco don Gianmarco Pernice, si sta preparando alla festa di avvio del nuovo anno oratoriano in programma domenica 7 ottobre, e ad accogliere ufficialmente il nuovo direttore: «io e don Claudio siamo legati da una lunga amicizia», racconta don Pernice, «ci siamo conosciuti a Cuneo, durante il mio noviziato quando lui era direttore dell’Opera salesiana. Come comunità siamo entusiasti per l’inizio di questo nuovo cammino sotto la sua guida».Abbiamo incontrato il nuovo direttore don Belfiore per riflettere sulle sfide educative che oggi coinvolgono la comunità nel quartiere Mirafiori.

 

Don Claudio, lei è nato a Nichelino, ma lasciò la Provincia di Torino diciotto anni fa. Che cosa significa per un salesiano tornare a Torino?

È una bella sfida, e dico bella perché tornare – da direttore di un’Opera salesiana – significa partecipare ai cambiamenti in corso che caratterizzano la città tutta. Torino oggi è un’altra Torino rispetto a vent’ anni fa, maturata socialmente grazie al turismo ed evoluta dal punto di vista urbanistico, lavorativo, culturale. È una realtà ricca di giovani molto diversi tra loro e di famiglie giovani eterogenee, per cui è fondamentale pensare percorsi differenziati ma che favoriscano l’incontro e l’integrazione tra tutti. E poi tornare a Torino è sempre come ripartire dalle radici del carisma salesiano: qui ci sono i luoghi di don Bosco dove è nato il celebre «sistema preventivo».

In una Torino postindustriale dove la disoccupazione giovanile sfiora ancora il 40%, dove non si attenua il fenomeno dei «neet», giovani che né studiano né lavorano, quali sono le sfide educative che interpellano la comunità salesiana dell’Agnelli?

Sicuramente incontrare i singoli giovani del nostro quartiere e cercare di comprendere quali siano i loro bisogni, al di là delle etichette.
È importante tracciare percorsi «personalizzabili» che puntino tutti alla valorizzazione dei carismi di ciascuno. L’oratorio e la parrocchia sono di grande aiuto: qui all’ Agnelli, ad esempio, ci sono i percorsi di formazione professionale, c’è il progetto «Dalla strada alla scuola passando per il cortile», strutturato in rete con i servizi sociali, la cooperativa Et e l’Educativa di strada del territorio per favorire il riavvicinamento dei ragazzi dai 15 ai 25 anni a percorsi formativi e professionali, e ancora l’ Housing sociale, un progetto di accoglienza residenziale che fa vivere fianco a fianco universitari e giovani italiani e stranieri.

L’opera dell’Agnelli ha sempre posto al centro del suo sistema il tema del lavoro: come può essere declinato nell’azione educativa a partire dagli anni della formazione?

Il tema del lavoro è centrale per il carisma salesiano e qui crediamo molto nell’ alternanza scuola-lavoro, un modello che si è rilevato positivo sia nel Liceo scientifico che nell’ Istituto tecnico e nella formazione professionale. Anche le scuole del quartiere Mirafiori sono un utile interlocutore per questa missione che deve puntare non tanto a curare l’emergenza del lavoro, ma a restituirne il senso nella vita quotidiana.