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“Decolli e atterraggi”: prosegue ad Avigliana il percorso per giovani coppie “Primi passi in famiglia”

Decolli e atterraggi” è l’immagine che ha guidato la seconda tappa del percorso per giovani coppie “Primi passi in famiglia, svoltasi sabato 17 gennaio presso la Casa di spiritualità Cuore in Cielo di Avigliana. Un’immagine evocativa, capace di raccontare con semplicità e profondità il cammino della vita matrimoniale, fatta di slanci e fatiche, di entusiasmo e concretezza.

Nel corso dell’incontro è stato ricordato il pensiero di don Bosco: «Camminate coi piedi per terra e col cuore abitate in cielo», invito a tenere insieme idealità e quotidianità. In questa prospettiva, l’esperienza dei “decolli e atterraggi” richiama gli sposi a ispirarsi all’“amore più grande”, quello di Gesù che dona se stesso sulla croce, per tradurlo nei piccoli gesti di ogni giorno all’interno della vita familiare.

Un passaggio centrale della riflessione ha riguardato il Sacramento del Matrimonio, presentato come un vero e proprio “salto di qualità” nel cammino di coppia: Gesù non resta solo un modello lontano, ma si rende presente nelle nozze, donando agli sposi la capacità di amare, di perdonarsi, di rinnovare quotidianamente l’alleanza e di crescere nell’unità e nel dono reciproco.

La prima parte del pomeriggio, dedicata all’ascolto, è stata guidata da don Micherle Molinar e arricchita dalle testimonianze di una coppia di sposi e di una coniuge separata, che hanno condiviso esperienze personali di vita e di fede. L’incontro è poi proseguito con un momento di silenzio e riflessione personale (“deserto”), seguito dalla condivisione tra le coppie partecipanti e gli sposi accompagnatori.

A concludere la giornata, il momento centrale della celebrazione dell’Eucaristia, presieduta da don Roberto Carelli.

Il percorso “Primi passi in famiglia” proseguirà con la terza tappa, in programma per sabato 28 febbraio. Nel frattempo, per le giovani coppie coinvolte, continua il cammino fatto di decolli e atterraggi, vissuti nella quotidianità dell’amore coniugale.

Per ulteriori informazioni: info@madonnadeilaghi.it.

Prosegue il cammino formativo dell’ADMA Primaria

Domenica 11 gennaio nella casa Salesiana di Cumiana (Torino) ha avuto luogo la giornata formativa mensile, curata e organizzata dall’ADMA Primaria, nel proseguimento del cammino annuale su “La nostra fede, la fede dei nostri figli”.

L’incontro ha avuto inizio alle 9.30 con la recita delle lodi, un momento di preghiera comunitaria che ha sottolineato il tema del ritiro: “E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore” (Lc 1,45): la fede e l’obbedienza”.

Prima della catechesi, il nuovo Animatore Spirituale dell’ADMA, Don Luis Eugenio Vargas Isaza, si è ufficialmente presentato, confermando la propria piena e totale disponibilità e collaborazione per lo sviluppo delle varie attività e per la crescita del gruppo, non disgiunta dall’accrescimento spirituale di tutti i gruppi della famiglia salesiana.

Di seguito è iniziata la catechesi, guidata da Don Roberto Carelli, che ha introdotto il tema della fede come carattere di obbedienza:

“Ma l’obbedienza – ha sottolineato Don Roberto – non va equivocata con la cieca sottomissione alla volontà di altri. Come suggerisce il termine stesso (“obbedienza” dal latino “ob-audire”), obbedire è stare di fronte al volto di un altro, è ascoltarsi nella parola di un altro, e dunque è vivere una relazione. L’obbedienza, come la fede, non è il contrario della ragione e della libertà, ma è la ragione e la libertà in luce filiale e nuziale, cioè nell’ottica di chi ha compreso che noi siamo i nostri affetti, che la nostra identità si costruisce e si sviluppa nei legami, tenendo presente che è difficile obbedire perché molto dipende da quanta libertà viviamo nei nostri legami.”

Durante la catechesi Don Carelli ha tracciato alcuni spunti spirituali: la fede in Gesù, ben delineata nella parabola del Padre Misericordioso, dove il figlio minore rappresenta una libertà senza obbedienza e il figlio maggiore un’obbedienza senza libertà; la fede di Maria, dalla quale impariamo che, in quanto obbedienza, la fede comporta il non capire. In tal guisa Maria è Madre e Maestra nell’obbedienza perché, pur essendo Madre si fa discepola di Gesù. Al termine della catechesi ha suggerito alcuni riflessi educativi, anche in relazione al rapporto con i figli.

Dopo la catechesi, è stato lasciato spazio al silenzio, alla preghiera personale e all’adorazione, seguita dal pranzo comunitario. Le attività sono riprese nel pomeriggio con la recita del Santo Rosario e, successivamente, si è svolta la condivisione, durante la quale i partecipanti hanno potuto raccontare le proprie esperienze, le difficoltà e le gioie del cammino di fede.

La giornata formativa ha avuto conclusione con la Santa Messa concelebrata da don Roberto Carelli e don Luis Eugenio Vargas Isaza.

Prosegue il cammino formativo annuale dell’ADMA Primaria

Notizia a cura dell’ADMA Primaria.

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Il 7 dicembre 2025 a Valdocco ha avuto luogo la giornata formativa mensile, curata e organizzata dall’ADMA Primaria, nel proseguimento del cammino formativo annuale.

L’incontro ha avuto inizio alle 9.30 con la recita delle lodi, un momento di preghiera comunitaria che ha sottolineato il tema del ritiro: “Il giusto vivrà per la sua fede (AB 2,4), la fede e l’indipendenza”.

Di seguito è iniziata la catechesi, guidata da don Roberto Carelli, che ha introdotto il tema della fede in relazione alla libertà.

“La fede genera libertà – ha esordito don Roberto -, chiarendo innanzitutto che la fede non tiene fermi ma mette in moto e non è solo cose da credere (fides quae), ma alleanze da vivere (fides qua). La fede ci rende liberi – ha proseguito – poiché si appoggia sulla libertà e sulla creatività di Dio. E nella fede l’uomo trova libertà interiore, ponendosi sotto lo sguardo di Dio e non sotto il proprio giudizio o il giudizio degli altri. Nella fede inoltre l’uomo trova libertà di azione, trovando nella fede e nella libertà il suo senso, in quanto non muove i suoi passi per conto proprio ma per conto di Dio”.

Al termine della catechesi don Carelli ha suggerito alcuni riflessi educativi, anche in relazione al rapporto con i figli.

Dopo la catechesi, è stato lasciato spazio al silenzio, alla preghiera personale e all’adorazione nella chiesa sotterranea di San Pietro, seguita dal pranzo comunitario.

Le attività sono riprese nel pomeriggio con la recita del Santo Rosario, un momento mariano molto sentito, che ha emanato nei fedeli un’energia positiva coinvolgente. Successivamente, si è svolta la condivisione, un tempo in cui i partecipanti hanno potuto raccontare le proprie esperienze, le difficoltà e le gioie del cammino di fede.

La giornata formativa ha avuto conclusione con la Santa Messa celebrata nella chiesa di San Francesco di Sales da don Roberto Carelli.

Il tema de “La fede e l’indipendenza” sarà ripreso domenica 14 dicembre nel ritiro organizzato presso la Casa Salesiana di Cumiana.

Ritiro ADMA: un giorno di fede, silenzio e condivisione nella terra di don Bosco

Il 14 settembre 2025, il Colle Don Bosco ha accolto numerosi fedeli per il ritiro spirituale plenario organizzato dall’Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA). Un appuntamento atteso, che ha segnato l’inizio del nuovo anno pastorale sotto il segno della spiritualità salesiana, della preghiera condivisa e della riflessione profonda.

La ricca giornata formativa ha avuto inizio alle 9:30, nella Basilica inferiore, con la recita delle Lodi mattutine, un momento di preghiera comunitaria che ha aperto il cuore allo sviluppo delle attività. Le voci si sono unite in un canto armonioso, accompagnate da letture e riflessioni che hanno sottolineato il tema del ritiro: “La nostra fede, la fede dei nostri figli”.

Di seguito è iniziata la catechesi, guidata da don Roberto Carelli, che ha introdotto il tema della fede che accompagnerà tutta la Famiglia Salesiana in questo nuovo anno. Nel corso della catechesi don Roberto ha invitato i presenti a riflettere sul ruolo della fede nella vita familiare. Con parole semplici ma profonde, ha introdotto i principali materiali di riferimento di quest’anno che saranno il Vangelo di Luca, l’Enciclica Lumen Fidei e la Strenna 2026. Inoltre, ha comunicato che il Rettor Maggiore ha già inserito in maniera programmatica il tema della fede, anticipando il dono della Strenna, che aiuterà tutta la Famiglia Salesiana a riflettere, formare, pregare e agire sull’argomento della fede nei suoi legami con la missione.

La prima tappa che ha avviato il ritiro di quest’anno è stata “State saldi nella fede” (1Cor 16,13): la fede e l’esistenza. Don Roberto Carelli ha parlato della forza che può avere la fede se ad essa si dedica l’esistenza rimanendo affidati, dimostrandosi affidabili e affidandosi a Dio più che agli uomini. Essere testimoni di fede è il modo più efficace per raggiungere le anime dei nostri figli che devono essere educati ad una fede solida e certa. Per far questo, tutta la comunità educativa ed in primis i genitori sono invitati a formarsi seguendo le tracce e gli insegnamenti di Gesù, attraverso il Vangelo da vivere con autenticità.

Dopo la catechesi, è stato lasciato spazio al silenzio e alla preghiera personale, seguito dal pranzo comunitario. Le attività sono riprese nel pomeriggio con la recita del Santo Rosario, un momento mariano molto sentito, che ha emanato nei fedeli un’energia positiva coinvolgente. Le decine, introdotte dai giovani, sono state accompagnate da meditazioni sui misteri della vita di Cristo e di Maria, con particolare attenzione alla famiglia e alla vocazione educativa.

Successivamente, si è svolta la condivisione, un tempo in cui i partecipanti hanno potuto raccontare le proprie esperienze, le difficoltà e le gioie del cammino di fede. Alcuni genitori hanno testimoniato come la spiritualità salesiana abbia aiutato a crescere i figli nella fede, altri hanno condiviso momenti di crisi superati grazie alla preghiera e alla comunità.

La giornata formativa ha avuto conclusione con la Santa Messa celebrata nella Basilica inferiore da don Roberto Carelli e don Gabriel de Jesùs Cruz Trejo. L’altare adornato, i musicisti che hanno accompagnato i canti liturgici e l’omelia che ha richiamato la figura di Don Bosco, educatore di centinaia di giovani alla fede, hanno reso questo momento particolarmente toccante.

Il ritiro al Colle Don Bosco ha rappresentato un passo importante nel cammino spirituale di tante famiglie, tornate alle loro case con il cuore colmo di gratitudine, con nuove consapevolezze e con il desiderio di vivere la fede in modo più autentico. In un mondo che spesso corre e distrae, fermarsi per un giorno, pregare, ascoltare, condividere e celebrare è stato un dono prezioso.

Come ha scritto il consiglio dell’ADMA nel messaggio finale:

“Gesù e Maria ci aspettano per continuare il nostro cammino ‘La nostra fede, la fede dei nostri figli’, da vivere insieme per questo nuovo anno.”

Ritiro ADMA Primaria ad Avigliana

Dal 20 al 22 giugno, presso la suggestiva cornice della Casa Salesiana “Madonna dei Laghi”di Avigliana, si è svolto un ritiro spirituale dell’ADMA Primaria dal titolo “Insegnaci a contare i nostri giorni“, guidato dall’animatore Spirituale don Roberto Carelli. Il titolo degli esercizi spirituali, ispirato al Salmo 89, è un’antica invocazione alla sapienza del cuore nella consapevolezza della caducità della vita.

Questo ritiro, pensato per uomini e donne nel pieno della loro maturità, ha proposto una profonda meditazione sul senso del tempo, sulla crisi di mezza età e sul desiderio di orientare la propria esistenza alla luce della fede. Contare i giorni non è un esercizio aritmetico, ma spirituale – ha esordito Don Carelli – non si tratta di fare il bilancio delle ore o degli anni, ma di imparare a vivere ogni giorno con consapevolezza, con gratitudine e con responsabilità, un invito a vivere ogni giorno come un dono, come un’opportunità per amare, per crescere, per convertirsi.

La prima meditazioneCome può nascere un uomo quando è vecchio” ha ricordato che la “nascita” non è solo un fatto biologico, ma una realtà spirituale, un continuo divenire. Nasce chi si apre alla trasformazione, chi accetta di lasciare morire ciò che è vecchio dentro di sé per fare spazio a ciò che Dio vuole far germogliare.

È un cammino di conversione continua, di apertura al nuovo che lo Spirito offre, anche quando la mente e il corpo sembrano dire il contrario.

La seconda meditazione: “Mai uomo ha parlato come parla quest’uomo”, tratta dal Vangelo di Giovanni (Gv 7,46), esprime una profonda ammirazione per la parola di Gesù, unica e irripetibile, riflettendo sul potere trasformante della Parola di Cristo, soprattutto in un tempo di crisi e di ricerca come quello dell’età adulta.

Nel silenzio della Domenica, rivolgendosi al Signore con le parole del Salmo, i partecipanti sono stati chiamati a riflettere su quel passaggio delicato che è la crisi dell’età di mezzo. L’uscita da questa crisi non è un trionfo immediato né una fuga veloce, ma un processo di accoglienza e trasformazione.

La terza meditazione: “Portò una mistura di cento libbre” (Giovanni 19,34-39), ci racconta che dopo la morte di Gesù, un soldato trafigge il suo costato, e ne escono sangue e acqua, segni profondi di vita e di redenzione. Ma insieme a questo gesto potente emerge la figura discreta di Nicodemo, uomo di fede e di coraggio, che porta una mistura di cento libbre di mirra e aloe per ungere il corpo di Gesù con rispetto e amore.

Nicodemo ci insegna il valore della delicatezza e della presenza silenziosa in mezzo alla sofferenza, un modello di chi, pur portando un peso, non perde la speranza e si fa strumento di cura e di rispetto.

Nel pomeriggio di sabato e domenica, dopo le meditazioni e il cammino interiore, si è fortemente sentita l’esigenza di ascoltare la voce dei partecipanti, che hanno testimoniato le reali difficoltà che le domande e le parole di Gesù, sottolineate durante il ritiro, suscitano nel cuore e nella mente.

Gli esercizi spirituali si sono conclusi domenica pomeriggio con la Messa solenne del Corpus Domini, celebrata nella cappella della Casa Salesiana. Durante l’omelia, don Roberto ha ricordato che non siamo mai troppo avanti negli anni, troppo feriti o troppo stanchi per rinascere. Come Nicodemo, anche noi possiamo uscire dal buio e lasciarci portare alla luce. Possiamo imparare, giorno per giorno, a contare i nostri giorni non per ciò che manca, ma per ciò che resta da donare.

Al termine della Messa, prima della benedizione finale, don Roberto ha chiesto alle coppie sposate di confermare il loro desiderio di restare uniti per sempre, nella prova e nella fedeltà, nella malattia e nella grazia, testimonianza viva che l’amore, anche provato, può restare saldo se fondato su Cristo.

Ritiro ADMA Primaria a Cumiana e Valdocco

Nelle domeniche 11 e 18 maggio il gruppo ADMA Primaria si è ritrovato presso la casa Salesiana di Cumiana (Torino) ed a Valdocco per proseguire il cammino formativo sul tema “La Preghiera e le preghiere”.

Oggetto degli incontri, che hanno visto la partecipazione attiva di oltre 100 famiglie nelle due distinte sedi, le preghiere Salve o Regina e Angelus. Al termine delle giornate, è stata officiata la S. Messa, con una particolare intenzione di preghiera per il pontificato di Papa Leone XIV.

L’intonazione complessiva del Salve Regina, il vocabolario che impiega, lo stesso fraseggio, ci introducono in un’atmosfera lontana, dal sapore quasi cavalleresco, ha sottolineato Don Roberto Carelli che ha animato la catechesi a Cumiana. La Salve Regina si apre con un saluto garbato. rivolgendosi a Maria in qualità di Regina. a motivo dell’eccellenza dei doni ricevuti. Venerare Maria come Regina significa riconoscere la sua potente intercessione e ricorrere con fiducia ad essa.

Insieme a Regina Madre di misericordia configura il secondo termine chiave, insistendo sulla maternità di Maria, anzi, sulla sua duplice identità: Madre di Gesù e Madre nostra. Vengono poi introdotti coloro che invocano Maria come Regina e Madre di misericordia:

«A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime»

La condizione umana viene descritta con poche, rapide parole, capaci però di intercettare l’essenziale. Siamo figli di Eva, coloro che sono segnati dalla macchia di una colpa dalla quale, per grazia, soltanto Maria fu esente e riconosciamo di essere esuli da questo mondo, di tendere col desiderio ai beni del Cielo. La descrizione della condizione umana si completa poi col riferimento a «questa valle di lacrime», espressione che risente dell’era travagliata in cui la preghiera fu composta: frequenti carestie, devastazioni e soprusi, malattie endemiche, rimedi medici inadeguati; un mondo così doveva sembrare davvero un esilio, da cui sperare di evadere il più presto possibile! Nel cuore del Salve o Regina è la supplica a Maria che viene chiamata Avvocata, quasi per accertarci che venga in nostro soccorso.

Due sono le richieste che vengono avanzate: «Rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi» e «Mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno». L’una riguarda il tempo presente, l’altra la nostra vita futura. Nella prima supplica si chiede a Maria di posare i suoi occhi su di noi, quegli occhi che ispirano conforto perché pieni di misericordia; la seconda supplica, quella decisiva, coincide con la nostra salvezza: «Mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno» Sembra infatti di scorgere, implicita, la supplica rivolta alla Madonna di venire Lei stessa a prenderci all’atto della nostra morte e introdurci a Gesù, mostrandoci Lei quel Volto santo.

Una morte così non spaventa; anzi, ha un sapore dolce, quasi desiderabile. Chiudere gli occhi a questo mondo, assistiti dalla più premurosa della Madre, è davvero una grazia incomparabile. E
così, ha concluso Don Carelli, termina la Salve Regina, con lo sguardo e il desiderio rivolti al Cielo: l’atteggiamento spirituale connaturale per un cristiano, in vigilante attesa, per esser pronti a correre incontro al Signore che certamente verrà.

Nella preghiera mariana dell’Angelus, esplorata da Don Manolo Jimenez nel ritiro di Valdocco, è necessario considerare l’irruzione di Dio nella nostra storia e il suo invito ad associarci al suo piano di salvezza, chiamati, come Maria, a concepire la presenza del Signore Gesù. Si esprime quindi una disponibilità totale per il servizio ed una flessibilità nell’accogliere gli eventi inopinati, nonché una apertura ai cambiamenti personali o istituzionali che il discernimento ci suggerisce.

Con l’Angelus si palesa anche la consapevolezza di avere quotidianamente nelle mani la Parola di Dio, punto di partenza delle preghiera e fonte di discernimento.

“Il verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”.

Diviene – ha concluso Don Jimenez – il nostro modo di far sì che Dio abiti in mezzo a noi: farci per tutti segno e mediazione della carità di Cristo Buon Pastore.

Il prossimo importantissimo appuntamento dell’ADMA Primaria è a Valdocco il 24 del corrente mese per la celebrazione della Festa di Maria Ausiliatrice, con l’annuale processione per le vie di Torino.

Ritiro Spirituale dell’ADMA Primaria di Torino-Valdocco

Domenica 11 febbraio 2024 le famiglie dell’ADMA Primaria di TorinoValdocco hanno vissuto, sotto la guida spirituale di don Roberto Carelli, una giornata di ritiro dal titolo: “Il mistero del nome: si conosce quello che si vive”.

È stata una tappa del cammino formativo che porterà a vivere, nel prossimo mese di agosto, il Congresso internazionale di Maria Ausiliatrice a Fatima, nel 200° anniversario del sogno dei 9 anni.

Il tema del ritiro si collega all’esperienza di don Bosco, che nel sogno riceve, dal “Figlio di Maria”, la chiamata ad una missione (guadagnare questi tuoi amici), con un metodo (non con le percosse ma con mansuetudine e carità) ed un contenuto (istruzione sul peccato e sulla virtù), a cui egli dedicherà tutta la propria esistenza, giungendo a comprenderla appieno solamente “a suo tempo”.

Come don Bosco, anche ciascuno di noi è chiamato a vivere con responsabilità la vita e la missione che gli sono state donate, senza avere fretta di capire tutto ed ottenere subito i risultati sperati, accettando e facendo pace con la propria storia familiare.

Pagina biblica di riferimento è stata quella della vocazione di Natanaele (Gv 1,45-51), che ci richiama ad essere sempre “cercatori di verità”, coltivando il desiderio di conoscere e far conoscere sempre meglio Gesù, colui che, conoscendoci fino in fondo, può illuminare il mistero della nostra vita.

Non sono mancati l’Eucaristia, l’Adorazione, il Rosario e i momenti di condivisione nei quali ognuno è stato arricchito dal confronto con l’altro, aiutandosi a vicenda a far sì che la catechesi ricevuta possa trasformarsi in vita vissuta.

Ringraziamo l’Ausiliatrice e don Roberto per questa bella giornata!

Eucaristia e giovani, sabato 25 marzo incontro per il ciclo “Quali salesiani per i giovani di oggi?”

Un giovane desidera l’Eucaristia ma, normalmente, non lo sa. La Celebrazione Eucaristica è quanto di più prezioso i Salesiani possono offrire ai giovani, eppure la mediazione educativa risulta spesso neutrale rispetto a Gesù Eucaristia che don Bosco ha posto, con Maria, come colonna di salvezza. Con don Roberto Carelli cercheremo di riflettere sui passaggi logici che sono richiesti da un percorso educativo cristiano perché i giovani non solo sappiano che Gesù è importante, ma riconoscano il loro desiderio di essere in Comunione con Lui.

Questa la traccia del quinto incontro sabato 25 marzo dalle 9 alle 10,15 sul pagina Facebook dei Salesiani Italia e sul canale YouTube dell’Ispettoria meridionale . L’incontro, che fa parte del ciclo “Quali salesiani per i giovani di oggi?”, approfondisce la seconda linea del Rettor Maggiore dopo il CG28. Tali momenti di formazione permanente sono promossi dalla Conferenza delle Ispettoria d’Italia – settore formazione e dal Centro Studio dell’Opera dei Tabernacoli Viventi. Il tema di approfondimento di questo mese sulla passione del da mihi animas è “Come aiutare i giovani a scoprire la presenza di Gesù Eucaristia nella loro vita.

 

ADMA: Primo incontro al Colle Don Bosco

Il 18 settembre 2022 si è tenuto al Colle Don Bosco il primo  grande incontro annuale dell’Adma Primaria di Torino: si sono riunite oltre 300 persone tra le famiglie del Piemonte e della Liguria. Tantissimi anche i bambini e i ragazzi presenti, che hanno trascorso la domenica alternando il gioco alla preghiera, sotto l’attenta guida dei numerosi animatori.

Guidati da Don Alejandro Guevara Rodriguez e da don Roberto Carelli, la giornata si è sviluppata in vari momenti di crescita formativa e spirituale: la catechesi, la Riconciliazione, l’adorazione, il rosario, la condivisione e l’Eucarestia.

Il tema di quest’anno è il punto di partenza della vita di ogni cristiano: come sperimentare l’amore concreto e sensibile di Dio e per Dio e, per esercitare l’amore per gli altri.

Ciascuno è stato creato dall’Amore di Dio e come dice sant’Agostino:

Ci hai fatti per te, o Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te.

L’impegno mensile è fidarsi di Dio pregandoSignore, aiutami a sperimentare il tuo amore di Padre”.

ADMA primaria riparte dal Colle Don Bosco: presentato il cammino formativo dell’anno

Domenica 19 Settembre il Colle Don Bosco ha ospitato oltre duecenti associati all’ADMA (Associazione di Maria Ausiliatrice) in rappresentanza dei gruppi Adma Primaria, Famiglie e Senior, Adma Asti e Adma Milano, e dalle loro famiglie. Di seguito una sintesi dell’esperienza vissuta da parte dell’Animatore Spirituale dell’Adma Primaria.

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Dopo oltre un anno di incontri online o a piccoli gruppi, è stato possibile tornare a riunirsi insieme nei grandi spazi all’aperto della casa di Don Bosco e ripartire con maggiore slancio. Durante la giornata è stato presentato il cammino formativo dell’anno dal titolo “Amore Familiare, vocazione e cammino di santità“.

La Lettera Apostolica Amoris Laetitia tornerà al centro della riflessione per tutto il nuovo anno, approfondendo aspetti specifici e atteggiamenti nuovi per ciascun associato.

La famiglia, come vocazione continua che sempre si rinnova, è un cammino di santità che deve far allargare lo sguardo con uguale impegno: verso la propria famiglia, verso la Famiglia Salesiana, verso la Chiesa, cioè la famiglia di Gesù.

Le fonti che alimenteranno il cammino formativo sono: Amoris Laetitia stessa, ma secondo gli approfondimenti che Papa Francesco sta offrendo alla Chiesa attraverso le specifiche catechesi che porteranno all’Incontro Mondiale delle Famiglie del 2022; la Strenna del Rettor Maggiore; la Carta di Identità Carismatica della Famiglia Salesiana. Fondamentale, per un vero cammino formativo, saranno l’ascolto, l’adesione personale e la partecipazione, cioè il protagonismo nella formazione.

Formarsi deve infatti significare convertirsi e questo implica: un vero ascolto, un sincero e appassionato accoglimento della Parola di Dio che ci arriva e una disponibilità personale a partecipare attivamente alla formazione verso gli altri, secondo quanto ciascuno può fare. La giornata è stata intensa e scandita da preghiera, adorazione, formazione e allegria salesiana. Lasciati i tantissimi bambini e ragazzi ai loro spazi di animazione, la giornata dei Soci Adma si è aperta con la preghiera del santo Rosario presso il cortile della Casetta di Don Bosco ed è proseguita con la Santa Messa nella Basilica Inferiore. Era tanta la voglia di vedersi e di condividere, ma altrettanta quella di pregare insieme: il contegno dei tanti bambini durante la Santa Messa ha infatti stupito e commosso i celebranti, Don Roberto Carelli e Don Alejandro Guevara, Animatore Spirituale dell’Adma Primaria.

Immancabile, prima della presentazione del tema formativo dell’anno, l’adorazione del Santissimo Sacramento, tanto cara a tutti i gruppi ADMA sparsi nel mondo. Da parte di tutti tanto entusiasmo e anche un forte ringraziamento al Consiglio uscente dell’Adma Primaria che ha lavorato in un triennio segnato dalle difficoltà, ma anche dalle molte iniziative, che la pandemia ha stimolato. Renato Valera, il Presidente uscente, ha colto l’occasione per presentare i candidati alla imminente elezione che rinnoverà il Consiglio per il prossimo quadriennio nella Giornata Mariana fissata per il 24 ottobre, e per ringraziarli già della disponibilità al servizio comune. Ciascuno ha infatti impegni familiari e lavorativi, ma mette con generosità il proprio tempo e i propri talenti a disposizione dell’Associazione e, attraverso di essa, della Famiglia Salesiana e della Chiesa.