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Valsalice: incontro sulla ludopatia, su Economy of Francesco e tavola rotonda sui cambiamenti climatici

Notizie a cura delle scuole salesiane di Valsalice.

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Incontro sulla tematica del gioco d’azzardo per le classi terze liceo

Il 12 aprile 2024 Valsalice ha ospitato Nicolò Fagioli, giocatore della Juventus, accompagnato dal dott. Giuseppe Vercelli, Responsabile dell’area psicologica dello Juventus Club e dal Dott. Giancarlo Marenco, Presidente dell’Ordine degli psicologi del Piemonte.

È stata per i ragazzi un’occasione importante per riflettere sulla ludopatia e sui pericoli del gioco d’azzardo, tema delicato e contemporaneo.

Nicolò si è raccontato con sincerità tramite l’intervista fatta dai rappresentanti d’Istituto e dagli studenti del Il Salice dando testimonianza rispetto alla sua esperienza ai nostri ragazzi.

Gli esperti presenti sono intervenuti per completare l’incontro con precisazioni tecniche per cercare di dare al pubblico maggiori informazioni possibili sul fenomeno.

Ringraziamo i presenti per la possibilità che abbiamo potuto offrire agli studenti credendo che interventi anche di questo tipo siano ottimi momenti d’informazione, prevenzione e sensibilizzazione.

Conferenza di Sr. Alessandra Smerilli su Economy of Francesco

L’Unione Exallievi Valsalice, in collaborazione con il settimanale diocesano La Voce e il Tempo, vi invita alla Conferenza di Sr. Alessandra Smerilli, consigliere economico dello Stato Vaticano, sul tema della “Economy of Francesco” in programma Venerdì 19 aprile 2024, dalle ore 21.00 presso il teatro di Valsalice.

Incontro di Formazione Genitori 2024

Lunedì 22 aprile dalle ore 17.45 settimo appuntamento di Formazione Genitori su tematiche interessanti e attuali.

54° Giornata della Terra, tavola rotonda sui cambiamenti climatici

Si tratterà la tematica ambientale, molto importante e contemporanea, sotto diversi punti di vista.

Una tavola rotonda con moderatore il Prof. Antonio Varaldo e tra gli ospiti il Prof. Nicola Nurra (naturalista, biologo marino e insegnante di Biologia marina all’Università di Torino), l’Ing. Simone Contu (ingegnere per l’ambiente e per il territorio, esperto di contabilità ambientale e metabolismo sociale) e il Sig. Giorgio Brizio (giovane autore e attivista che si occupa principalmente di crisi climatica e migrazioni).

La Stampa – “Malato di gioco d’azzardo guarisco e torno in campo”

Pubblichiamo l’articolo de La Stampa sull’incontro del calciatore della Juventus Nicolò Fagioli e gli studenti di Novara, sul tema del gioco d’azzardo, a firma di Fulvio Albanese.

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Dal pubblico gli chiedono se il gioco d’azzardo gli manca. «No»,  risponde secco Nicolò Fagioli. E la sua «seduta collettiva» di psicanalisi davanti a coetanei, madri e padri, e tifosi della Juve  potrebbe già finire così. E’ un ragazzo diverso quello che si è presentato ieri sul palco del teatro Don Bosco dei Salesiani a parlare di ludopatie e di come uscirne. Fa parte del suo percorso terapeutico e la Regione lo invita a partecipare ad incontri  assieme al suo terapeuta, ed esperto di questa patologia, Paolo Jarre. Sullo schermo scorrono le immagini del centrocampista che fino all’anno scorso seminava avversari con la maglia bianconera e andava in rete.

Ma ora, seduto su una poltrona accanto al suo medico e alla referente del presidio sul gioco d’azzardo dell’Asl Novara, Caterina Raimondi che si improvvisa intervistatrice, Fagioli con la sua felpona celeste è solo un ragazzo di 23 anni che sta uscendo da un tunnel pericoloso: «Ero rinchiuso in una bolla, non frequentavo né la famiglia né gli amici – racconta -. Rendevo meno agli allenamenti e alle partite. Ma ora non è più così, continuo ad allenarmi ma mi manca l’adrenalina della partita in campo. E in campo ci voglio tornare il prima possibile, magari nella partita col Monza». La lunga squalifica di Fagioli, un anno poi tramutato in sette mesi più altri cinque di pena alternativa (come partecipare ad incontri sulle ludopatie) finirà il 19 maggio. Quella col Monza, ultimo match del campionato, sarà il 25. Dovrebbe farcela e lui ci spera davvero. Ma nel dialogo con il pubblico quello che più importa è il racconto del percorso fatto dall’inferno della dipendenza dal gioco d’azzardo al purgatorio che sta vivendo adesso: «Ho cominciato a 16 anni con gli amici, un modo per passare il tempo, ma è diventata una malattia. Me ne sono accorto quando mi sono reso conto di avere problemi con la gente, con chi mi stava intorno. L’anno scorso è stato il peggiore della mia vita. Per questo mi sono autodenunciato». E ora come va? «Va molto meglio da 6-7 mesi, grazie anche a Paolo Jarre. Sto più tempo con gli amici, quelli veri che mi sono rimasti accanto, e con la mia famiglia anche se vivo a Torino e loro a Piacenza». Un signore nel pubblico gli chiede perché uno che guadagna tanto giocando a calcio, sente l’esigenza di scommettere al gioco d’azzardo. «Non giocavo per vincere soldi – spiega Fagioli – . Era diventata una malattia. Giocare mi cambiava all’istante, cercavo l’adrenalina dell’azzardo».

Quello di ieri sera è stato il sesto di dieci incontri con il pubblico che Nicolò Fagioli dovrà affrontare come parte della «pena» e del suo percorso per chiudere definitivamente con quel passato: «Non so se sono guarito – si schermisce – so che mi sento molto meglio e so che sto eliminando quel problema». Interviene Jarre: «Sarebbe meglio dire che non si guarisce mai del tutto, io dico che per capire che se ne è usciti bisogna lasciare la porta aperta per non attraversarla». Nel tunnel di Fagioli la luce in fondo si intravede. Ne è consapevole e si capisce che conta i giorni e le ore per poter tornare a indossare gli scarpini, sapendo che nella Juve lo aspettano: «Mi sono sempre stati tutti vicini, la dirigenza, l’allenatore, i compagni. E questo è stato di grande aiuto». Ricomincerà da dove aveva dovuto lasciare, ma con una nuova vita davanti, nella quale «lo sport, il gioco del calcio, ma anche il tennis e il padel che pratico in questo periodo, sono importanti per completare questo percorso». «Al primo incontro – rivela – è stato difficile affrontare il pubblico e raccontarmi, ora parlare mi fa piacere». Non è ancora guarito, dice il suo terapeuta, ma è come se lo fosse già.

 

CFP Fossano: con l’azzardo non si gioca – progetto “Punta su di te 2.0”

Le classi terze del CFP di Fossano hanno partecipato, martedì 6 dicembre, al progetto “Punta su di te 2.0“, promosso da Consorzio CIS e SerD ASL CN1, finalizzato al contrasto del gioco d’azzardo. Di seguito la notizia apparsa sul sito del CFP.

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Martedì 6 dicembre le classi terze dei settori acconciatura, automotive, elettro e termoidraulica hanno preso parte al progetto denominato “Punta su di te 2.0”, promosso da Consorzio CIS e SerD ASL CN1, finalizzato al contrasto del gioco d’azzardo e alla diminuzione del numero di persone esposte al rischio di sviluppare comportamenti problematici e patologici.

La scelta di indirizzare questo intervento ad alcuni nostri corsi nasce dalla percezione che la fascia giovane della popolazione sia esposta, al pari di quella adulta, ad un’offerta sempre più vasta e variegata di gioco d’azzardo: web, televisione, videogiochi a pagamento, riviste presentano allettanti inviti a giocare inducendo a credere che giocare d’azzardo sia divertente, eccitante ed un buon modo per fare soldi facilmente.

La crescente diffusione di Internet e dei nuovi media ha poi un ruolo importante nel determinare la crescita del fenomeno: il web garantisce un’accessibilità globale e semplice che comporta un’ampia esposizione ai giochi on-line, incrementata del 13% durante l’emergenza pandemica.

L’adolescenza, inoltre, rappresenta un periodo dello sviluppo evolutivo in cui appare un aumento della presenza del risk taking behaviour, ovvero una particolare attrazione per le attività e comportamenti rischiosi, con lo scopo di vivere sensazioni forti, nuove e coinvolgenti, che spesso si accompagna alle prime esposizione al consumo di alcol, sostanze stupefacenti, fumo e, appunto, al gioco d’azzardo. Giocare d’azzardo può diventare il modo per mettersi alla prova e sfidare le regole del mondo degli adulti.

Ecco dunque la necessità percepita dal nostro centro di proporre ai nostri ragazzi più grandi questa attività: con uno stile dinamico e coinvolgente, l’operatrice presente ha sopperito alla mancanza di informazioni corrette riguardo i rischi e le conseguenze del gioco d’azzardo. Particolare interesse è stato rivolto alle credenze erronee sul gioco d’azzardo, che sembrano avere un ruolo centrale come fattore di rischio.

Un ringraziamento ai docenti coinvolti e ai nostri partner territoriali, in particolare al SerD (Servizio per le Dipendenze) dell’ASL CN1, con cui siamo contenti di collaborare su più versanti, per il bene dei nostri ragazzi oggi, ma con uno sguardo proiettato al domani.