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Il primo incontro di formazione sul nuovo Messale: le novità

Martedì 20 ottobre si è tenuto il primo incontro di formazione per i Confratelli SDB dedicato alle novità del Messale Romano che entrerà in vigore la prima domenica di Avvento (29 novembre 2020). Per questo primo appuntamento, l’intervento è stato a cura di don Cristian Besso. Di seguito il video:

Incontri successivi:

  • Martedì 27: lettura antropologica (don Cristian Besso)
  • Martedì 3 novembre: lettura musicale (don Maurizio Palazzo)
  • Martedì 10 novembre: lettura liturgica (don Andrea Bozzolo)

AM: il primo incontro “Nel cuore del mondo”

Domenica 11 ottobre ha avuto inizio il percorso Missionario dell’Ispettoria con il primo incontro “Nel cuore del mondo”, un pomeriggio esteso per fare conoscenza di gruppo vedendosi di persona e per prendere confidenza col cammino. Di seguito il racconto della giornata a cura di Michele Dettoni.

Il primo incontro del “Percorso nel Cuore del Mondo” è stato una sorpresa. Dopo mesi di relazioni online, giornate spese il più possibile tra le quattro mura di casa, un’estate in cui abbiamo osato un po’ di più ma che comunque ci ha impedito di concretizzare, per esempio, le missioni nel mondo a cui i giovani dell’anno scorso si erano tanto preparati, certo non ci aspettavamo un gruppo così numeroso di ragazze e ragazzi che quest’anno vogliono mettersi in gioco in un percorso che guarda al di là di casa propria, del proprio cortile, del proprio quartiere, città, Paese.

Viene allora da pensare che forse non basta un “lockdown” mondiale a fermare i sogni dei giovani. Forse li rallenta un po’, li costringe ad avere pazienza. Forse a volte si prova delusione perché abbiamo vent’anni e non vogliamo vederci spegnere le energie da un virus che chiude le porte agli abbracci, ai baci, ai viaggi nel mondo, ai tirocini in presenza, alle lezioni all’università, agli incontri in oratorio, alle serate in compagnia. Li rallenta ma non li ferma. Anzi, forse cresce il desiderio e si cercano strade nuove per uscire, feritoie attraverso cui qualcuno possa tenderci la mano e dirci di continuare a camminare. Perché il mondo è davvero di chi cammina, nonostante.

“Perché sono qui?”, “Quali parole esprimono le tue aspettative?”, “Quali sono le testimonianze missionarie che ti è capitato di ascoltare e che cosa ti hanno lasciato?”.

Porsi insieme domande, prima di cercare le risposte, è nello stile del corso e condividerle con gli altri è ingrediente fondamentale quando si cerca la verità di se stessi. I ragazzi ascoltano le testimonianze di chi in passato è partito per il Ghana, la Romania, la Lituania e di chi l’anno scorso, non potendo vivere l’esperienza missionaria, è stato capace di indossare con coraggio l’abito tanto faticoso quanto sorprendente in ciò che ha saputo regalare del #Lìdovesei. Perché, come ci ha ricordato don Luca durante la buonanotte, missione è prima di tutto flessibilità del cuore a frantumarsi e ricomporsi per rispondere a una chiamata, a un mandato che ti invita ad accendere un fuoco che ti brucia e ti scalda dentro. Se non hai un fuoco dentro non accenderai nessuno, anzi rischi anche di spegnere chi ha una piccola fiammella. E’ un fuoco che ti fa sentire il mondo come casa tua. Significa sentire quello che capita ai fratelli e alle sorelle nella propria carne. Chi fa questo percorso per essere nel cuore del mondo deve sentire il mondo nel suo cuore. Non farsi abitare dal mondo significa essere indifferenti, non arrabbiarsi di fronte a una ingiustizia, sentire ma non ascoltare le notizie di tutti i giorni.

Quando l’altro ti appartiene non ti lascia più e la fiammella cresce bruciando egoismi e comodità, alimentando l’amicizia sociale e l’impegno per la giustizia.

Buon inizio ai giovani che al primo incontro hanno permesso a quel fuocherello di accendersi, non resta che continuare a prendersene cura.

Formazione sul nuovo Messale per i confratelli

Arriva il nuovo Messale Romano. La prima copia è stata presentata il 28 agosto a Papa Francesco dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che ha ricordato l’impegno di tanti nel migliorare il testo sotto il profilo teologico, pastorale e stilistico.

I vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta hanno stabilito che, per le loro diocesi, l’uso della terza edizione del Messale Romano entri in vigore la prima domenica di Avvento il 29 novembre 2020.

Per i confratelli SDB dell’Ispettoria ICP è previsto un ciclo di incontri di formazione per conoscere al meglio le novità del nuovo Messale.

Il 1° incontro di formazione per i Confratelli SDB si terrà questa sera, martedì 20 ottobre 2020 alle ore 18.00 a Valdocco presso la Sala Sangalli, a cura di don Cristian Besso.

Incontri successivi:

  • Martedì 27: lettura antropologica (don Cristian Besso)
  • Martedì 3 novembre: lettura musicale (don Maurizio Palazzo)
  • Martedì 10 novembre: lettura liturgica (don Andrea Bozzolo)

Ritiro trimestrale ispettoriale per i confratelli

Per sabato 21 novembre 2020 è previsto il ritiro trimestrale ispettoriale presso Valdocco. Di seguito tutte le informazioni utili.

Sig. Paolo Vaschetto SDB: “Don Paolo Albera e il contributo dei Salesiani della sua generazione per lo sviluppo e il consolidamento del Carisma salesiano”.

PROGRAMMA

  • ore 9.15 sala Sangalli, intervento del Sig. Paolo Vaschetto SDB
  • 11.30 Eucaristia in Basilica
  • 12.30 Pranzo
  • 14.00 in San Francesco di Sales don Cristian Besso presenta le chiavi di lettura del Museo “Casa don Bosco”.
    Divisione in gruppi e visita con gli accompagnatori al museo
  • 16.00 termine della visita e rientro nelle case.

Iscrizione entro il 10 novembre a segretario@salesianipiemonte.it

NB

I sacerdoti sono pregati di portare camice e stola bianca.
Tutti i confratelli sono pregati di portare la mascherina e di compilare la scheda di autocertificazione.

Importante segnalare:

  • quanti confratelli della comunità partecipano?
  • quanti si fermano a pranzo?
  • quanti partecipano alla visita?

Inizia il nuovo Anno Pastorale: i Consigli delle CEP

Nella giornata di ieri, lunedì 31 agosto, si è svolta a Valdocco la giornata di inizio anno pastorale con il raduno dei Consigli delle CEP (Comunità Educative Pastorali).

L’appuntamento ha avuto inizio al mattino con le Comunità Educative Pastorali esterne all’area di Torino, per poi proseguire al pomeriggio con quelle interne all’area di Torino.

L’incontro è stato guidato dall’Ispettore don Leonardo Mancini e da don Rossano Sala, segretario speciale per il sinodo sui giovani.

Tra gli argomenti trattati da don Rossano Sala con la relazione “IL DONO DEI GIOVANI – Chiamati a re-incontrarsi con la propria missione” troviamo:

  • Una breve introduzione delle linee programmatiche del Sessennio del Rettor Maggiore.
  • Lo spirito del Capitolo Generale 28°: preparazione, celebrazione e compimento attraverso i documenti che sono stati prodotti.
  • Il testo del primo nucleo presentato durante il CG 28 e approvato dall’assemblea capitolare – “PRIORITÀ DELLA MISSIONE SALESIANA TRA I GIOVANI DI OGGI”.
  • Qualche strumento per il discernimento nelle realtà educativo pastorali e la proposta pastorale del MGS per tutta l’Italia salesiana – NEL CUORE DEL MONDO. Discernere a partire dalla “proposta pastorale 2020-21”.

Tra gli argomenti trattati invece dall”Ispettore don Leonardo Macini con la relazione “Priorità della missione tra i giovani: DNA, Vangelo e Duc in altum. Linee per il 2020-2021“:

  • Breve analisi del contesto ecclesiale, salesiano e sociale nella quale ci sta muovendo.
  • La riflessione post capitolare (CG28) con l’approfondimento dei 3 nuclei principali per i prossimi 3 anni (2020/2021 “La priorità della missione salesiana tra i giovani di oggi”; 2021/2022 “Il profilo del salesiano oggi”; 2022/2023 “Insieme ai laici nella missione e nella formazione”).
  • La lettera Programmatica del Sessennio del Rettor Maggiore con gli 8 punti particolarmente importanti in relazione ai tre nuclei: (1) SALESIANO DI DON BOSCO PER SEMPRE. Un sessennio per crescere nell’identità salesiana; (2) In una Congregazione dove siamo invitati dal “DA MIHI ANIMAS, CETERA TOLLE”; (3)A vivere il “SACRAMENTO SALESIANO DELLA PRESENZA”; (4) La formazione per essere SALESIANI PASTORI OGGI; (5) PRIORITÀ ASSOLUTA per i giovani, i più poveri e i più abbandonati e indifesi; (6) INSIEME AI LAICI NELLA MISSIONE E NELLA FORMAZIONE La forza carismatica offerta che i laici e la Famiglia Salesiana ci offrono; (7) È L’ORA DI UNA MAGGIORE GENEROSITÀ NELLA CONGREGAZIONE. Una Congregazione universale e missionaria; (8) Accompagnando i giovani verso un FUTURO SOSTENIBILE).
  • Focus sul tema dell’anno “2020/2021 “La priorità della missione salesiana tra i giovani di oggi” e sulle applicazioni pratiche, soffermandosi in maniera particolare sul punto 5 della lettera programmatica Rettor Maggiore.
  • Alcuni punti toccati dal messaggio di Papa Francesco ai partecipanti del Capitolo Generale 28° dei Salesiani.
  • La proposta di 3 ambiti di conversione in cui continuare ad essere vigili: (1) La conversione comunitaria rafforzare l’identità della CEP a servizio della missione giovanile; (2) Una conversione pastorale: aumentare la capacità evangelizzatrice della nostra missione; (3) Una conversione strutturale: rispondere alle nuove esigenze della missione (e quindi della consacrazione e della fraternità).

Insediamento del nuovo Ispettore: benvenuto don Leonardo!

Sabato 29 agosto si è svolta la Santa Messa in occasione dell’insediamento del nuovo Ispettore per l’ispettoria del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania: don Leonardo Mancini.

La celebrazione, svoltasi presso la Basilica Maria Ausiliatrice alle ore 10.00, ha visto un grande numero di confratelli salesiani che, provenienti dai vari centri piemontesi e valdostani, sono giunti a dare sostengo e condividere questo momento di gioia per la comunità salesiana.

A celebrare la Messa, don Juan Carlos Pérez Godoy, Consigliere per la Regione Mediterranea.

A concelebrare, don Enrico Stasi, il quale ha voluto esprimere un sentito augurio al nuovo Ispettore e ai confratelli presenti:

Questo il mio augurio: camminate insieme al nuovo Ispettore per il bene dei giovani che ci sono affidati, il resto vi verrà dato. A te don Leonardo, carissimo fratello, dico le stesse parole che mi disse il Rettor Maggiore don Chávez quando mi convocò a Roma per affidarmi il compito di Ispettore: “Tu non hai nulla da preoccuparti, tu hai don Bosco e l’Auxiliadora”, così disse. Non temere don Leonardo. Don Bosco e l’Ausiliatrice ti proteggeranno sempre. L’ICP è sotto l’ombra delle loro ali. A voi cari confratelli, grazie, scusa e una preghiera per me.

Alcune parole del nuovo Ispettore, don Leonardo Mancini, durante l’insediamento:

Il primo ringraziamento doveroso è sempre al Signore che ci sorprende con le sue novità e ci chiede di volta in volta di riformularci, di ridisegnarci: lo ringrazio per la fiducia e per l’avventura nuova che chiede di farmi vivere.

Approfitto della presenza di Don Bosco che è qui vicino. Inizialmente mi veniva da dire: “Allora devo chiedergli la mente, il cuore, le mani…”. Poi ho detto: “No, questo glielo hanno chiesto già parecchie volte, quindi magari vuole sentire qualcos’altro”. Allora gli chiederei: il suo fazzoletto, perché io possa essere docile nella mani di Dio e nelle mani di Maria e possa essere docile ai richiami della storia, ai segni dei tempi, allo spirito; il suo borsellino, che è vuoto, lo sappiamo bene, ma proprio perché mi educhi alla provvidenza, ad essere più fiducioso alla provvidenza; la trasparenza del suo sguardo, perché mi renda persona capace di amare con limpidezza.

Lettera di saluto ai Confratelli dell’Ispettore don Enrico Stasi

Si riporta di seguito la Lettera di saluto ai Confratelli dell’Ispettore del Piemonte e Valle d’Aosta don Enrico Stasi al termine del suo mandato.

Carissimi Confratelli,
alla scadenza ormai imminente del mio mandato, desidero raggiungere ciascuno di voi con questo scritto di ringraziamento e di saluto. In questi sei anni ho spesso comunicato con voi attraverso queste lettere nelle quali ho cercato di raccontarvi la vita della nostra amata ispettoria offrendovi anche spunti di riflessione per la nostra consacrazione. Sono molto grato dell’opportunità che il Signore mi ha dato di conoscere il bene che si fa a migliaia di giovani nelle nostre case. C’è una vitalità, animata dallo Spirito, che ai più è sconosciuta ma è ciò che rende i Salesiani in Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania una forza educativa riconosciuta e stimata. Ma ciò che più conta è come ci vede il Signore. Lui “scruta e conosce i segreti del nostro cuore” e tutto il bene che facciamo quello riconosciuto e quello non riconosciuto è per glorificare il suo santo Nome. Non siamo a caccia di “like” ma solo di poter fiorire lì dove il Signore ci ha seminato.

Con tutto me stesso faccio mie le parole dell’Apostolo che abbiamo ascoltato nell’Eucarestia di martedì scorso: “Noi dobbiamo sempre rendere grazie a Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza, per mezzo dello Spirito santificatore e della fede nella verità. A questo Egli vi ha chiamati mediante il nostro Vangelo, per entrare in possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo” (II Tess 2,3). Rendo grazie a Dio per voi fratelli amati dal Signore! Grazie per lo spirito di obbedienza, il sostegno e la comprensione che mi avete donato. Ci sono state anche delle spine, certamente, per me e per voi. Ma don Bosco ci aveva preavvisato: la nostra vita alla sequela di Gesù sulla strada tracciata dal nostro fondatore è un pergolato di rose! Ma se ci sono le spine è perché ci sono anche le rose! Ringrazio il Signore per le rose, che hanno allietato il mio servizio e per le spine che lo hanno purificato e reso aderente alla realtà e alla volontà di Dio.

All’inizio del mio mandato avevo fissato tre priorità che insieme abbiamo cercato di perseguire in questo sessennio: 1) Il consolidamento delle Comunità Educativo Pastorali; 2) il rafforzamento dell’animazione vocazionale, in particolare quella locale; 3) il perseguimento della sostenibilità economica. Credo che ogni confratello e ogni comunità possa e debba verificare i passi compiuti. Dal mio punto di vista posso affermare con certezza che le Comunità educative si sono sviluppate e sono una realtà assodata nella gran parte delle nostre case. I giovani in ricerca vocazionale che si sono affacciati alla nostra Comunità proposta sono aumentati e quest’anno, per il poco che questo dato può significare, siamo l’ispettoria italiana che manderà in noviziato più novizi (tre, a Dio piacendo). La cosa più importante, che mi auguro e che prego possa continuare, è che stanno nuovamente maturando vocazioni dai nostri ambienti educativi, sia oratori sia scuole. Dal punto di vista economico l’ispettoria è più sana rispetto a sei anni fa e nonostante le difficoltà finanziarie che la pandemia sta comportando, il segno più bello è stato quello di una grande solidarietà ispettoriale che ha permesso di aiutare le case con maggiori difficoltà.

Il programma del Rettor maggiore del prossimo sessennio che verrà presentato a breve alle comunità, frutto del Capitolo generale XXVIII, ha come prima e principale sfida quella di crescere nell’identità salesiana. Come Cagliero anche noi diciamo “frate o non frate io rimango con don Bosco”. Rimanere con Don Bosco significa ritornare alle radici della nostra vocazione: siamo del Signore per i giovani e tra questi quelli più poveri. Torniamo alla Strenna che ci ha accompagnato nell’anno del Bicentenario “Come don Bosco, con i giovani, per i giovani” e facciamo nostre le parole del Rettor maggiore: “Sono i giovani, le giovani, specialmente quelli che sono più poveri e bisognosi, che ci salveranno, aiutandoci a uscire dalla nostra routine, dalle nostre inerzie e dalle nostre paure, a volte più preoccupati di conservare le proprie sicurezze che tenere il cuore, l’udito e la mente aperti a ciò che lo Spirito ci può chiedere”.

Questo è il mio augurio e la mia preghiera per voi fratelli carissimi.

Vi chiedo la carità di pregare per me e di essere vicini con l’affetto e la preghiera a don Leonardo.

Torino, 28 agosto 2020

Don Enrico Stasi, Ispettore

Pellegrinaggio MGS 2020: quattro passi alle Cinque Terre

Lo scorso 21 agosto, si è concluso il pellegrinaggio del MGS 2020 tenutosi alle Cinque Terre. Di seguito l’articolo dedicato, a cura dei giovani del Movimento Giovanile Salesiano del Piemonte e Valle d’Aosta.

QUATTRO PASSI ALLE CINQUE TERRE CON L’MGS!!!

“Quattro passi alle cinque terre 2020” è il pellegrinaggio che abbiamo vissuto come Movimento Giovanile Salesiano del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania dal 17 al 21 agosto 2020.

In circa 120 giovani dai 17 ai 25 anni, provenienti dalle case dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice e da varie realtà diocesane, ci siamo messi in cammino, accompagnati dai nostri don e dalle nostre suore, per vivere un’esperienza di fede e di fraternità sulle orme di Maria con lo spirito di don Bosco nel meraviglioso scenario delle Cinque Terre.

Affidato il nostro cammino all’Ausiliatrice in Basilica a Valdocco, siamo partiti, tra canti e risate, per La Spezia, dove i salesiani ci hanno riservato un’accoglienza speciale, che ci ha fatto subito sentire a casa. Contemplando i meravigliosi paesaggi delle Cinque Terre in cui l’azzurro luminoso del mare e del cielo si sposa con il verde intenso delle colline e dei vigneti regalando scorci di incredibile bellezza, abbiamo raggiunto, giorno dopo giorno, i santuari mariani che, come perle preziose, sono incastonati in questa terra.

Camminare assieme ci ha permesso di riflettere sulle nostre relazioni, scoprendoci, come dice papa Francesco, sempre più parte viva della grande famiglia che è la Chiesa, sotto lo sguardo materno di Maria e con lo spirito di don Bosco.

Abbiamo percorso questi passi nello stile di Domenico Savio, unendo con semplicità e gioia l’allegria del giocare tutti assieme, la grazia di poter incontrare il Signore nei Sacramenti e nella Sua Parola, il desiderio di condividere la nostra fede e il sogno di essere sempre più sale e lievito, giovani pronti a mettersi al servizio dei giovani più poveri. Nelle nostre giornate non è mancata una puntatina in spiaggia a Viareggio e una visita a Pisa e Parma, veri gioielli d’arte e di fede.

L’ultima sera a La Spezia abbiamo anche salutato, festeggiato e ringraziato don Enrico, il nostro ispettore, che conclude il suo mandato e che tanto ha fatto per la crescita del Movimento Giovanile Salesiano. Come ci ha ricordato don Enrico, l’MGS è chiamato ad essere sempre più una realtà viva, un cuore pulsante, una famiglia accogliente.

Accompagnati dall’equipe di pastorale giovanile, con i nostri don e le nostre suore grazie all’MGS in questi anni, condividendo la ricchezza delle nostre case e dei nostri cortili, abbiamo potuto incontrarci, conoscerci e crescere assieme nella nostra fede cristiana e nello spirito salesiano, ridonando poi questa ricchezza nelle nostre case e nei nostri cortili. Ora il nuovo anno pastorale ci attende, con le sue sfide e le sue incognite, ma soprattutto con il desiderio di continuare a camminare assieme, già dal prossimo 12 settembre, quando ci incontreremo al colle don Bosco per il Meeting MGS. Prima di rientrare a Torino, ciascuno di noi ha acceso una candela al cero che ci ha accompagnato in questi giorni di pellegrinaggio. La luce che abbiamo ricevuto in questi quattro passi alle cinque terre illumini i cento passi che, nelle nostre case e nei nostri cortili, saremo chiamati a fare verso i giovani che ci attendono, per portare loro la Vera Luce.

I giovani del Movimento Giovanile Salesiano

La Famiglia Salesiana lituana ricorda il suo patriarca

Si riporta la notizia proveniente dalla Famiglia Salesiana lituana riguardo alla giornata di ricordo e riconoscenza dedicata al primo salesiano lituano a 60 anni dalla sua morte: don Antanas Skeltys. Ecco il racconto di sabato 25 luglio:

C’è uno slogan che viene inculcato fin dai primi anni di scuola ai bambini e che unisce spiritualmente e civilmente gli abitanti del piccolo e dignitoso paese baltico della Lituania: Ricorda – Proclama- Onora.

La giornata di sabato 25 luglio 2020 è stata celebrata e vissuta dalla Famiglia Salesiana lituana proprio con l’intento di esprimere ricordo e riconoscenza verso il primo salesiano lituano: don Antanas Skeltys.

Nato in un piccolo paese della fertile pianura agricola della regione della Suvalkija, il giovane Antanas, desideroso di farsi prete ma di modeste condizioni economiche, viene a conoscenza dei Salesiani e di don Bosco. Scrive ai superiori a Torino e riceve la telegrafica risposta: ” Vieni! Ti aspettiamo.” Fu il primo; dopo di lui una vera schiera di giovani raggiungeranno il Piemonte.

Studia, diventa salesiano nel 1906 accolto dal beato d. Michele Rua, e sacerdote nell’agosto del 1914, ad una settimana dalla scoppio della Grande Guerra. Non potendo rientrare in patria, lavorò in Italia nella case di Verona e di Este, dove si attivò per fondare l’edizione lituana del Bollettino salesiano, che fece conoscere l’opera e la figura di don Bosco nel piccolo, appena ricostituito, paese sul Baltico. L’intera raccolta del Bollettino (stampato dal 1926 al 1940) fu provvidenzialmente salvata dal flagello comunista. Nel frattempo, già dal 1921, operò con zelo per far arrivare in Italia giovani lituani, affinché, affascinati dal carisma salesiano, diventassero futuri figli di Don Bosco. Per loro istituì la casa lituana di Perosa Argentina, poi trasferita a Castelnuovo don Bosco. Appena le condizione glielo permisero, don Skeltys fece ritorno in patria e qui possiamo ancora oggi ammirare il miracolo della sua attività nel paese. In una ampia tenuta con un edificio imponente donato da un sacerdote lituano, celebre astronomo, si costituì una comunità di diversi confratelli che lavoravano a tempo pieno con gli oltre cento ragazzi interni della scuola professione. L’opera rimase aperta dal 1934 al 1940, interrotta improvvisamente nel suo pieno fiorire dall’occupazione sovietica. Negli anni successivi don Skeltys (che tra l’altro si meritò il titolo di Giusto delle nazioni per i tanti ebrei salvati durante l’occupazione nazista) visse in oculata clandestinità in piccole parrocchie di villaggio, nascondendosi dagli agenti del KGB, fino alla morte avvenuta il 28 luglio 1960.

Sabato 25 abbiamo commemorato i 60 anni della morte, della sua morte, nel suo villaggio natale a Griskabudis.

La solenne celebrazione fu presieduta dall’arcivescovo emerito di Kaunas, il card. Sigitas Tamkevicius, che da bambino fece da chierichetto a don Antanas durante la sua clandestinità e che di lì a qualche anno sarà presente al suo capezzale nelle sue ultime ore di vita, chiedendo per lui la grazia dei sacramenti. Il cardinale ama ricordare con riconoscenza che deve proprio a d. Skeltys la sua vocazione sacerdotale e il suo amore a don Bosco, conosciuto leggendo un libretto sul santo regalatigli dal buon sacerdote. Alla messa concelebrò il vescovo ausiliare di Vilnius, mons. Arunas Poniskaitis, pronipote dello stesso d. Skeltys.

La giornata vide raccolti tutti i rappresentanti della Famiglia salesiana presenti in Lituania, i S.D.B., le F.M.A., i Cooperatori, a cui si deve l’iniziativa di questa commemorazione, i parenti e gli amici della F.S. Il coro della parrocchia salesiana di Vilnius ha animato la liturgia, trasmessa sulle frequenze di Radio Maria.

Nell’omelia il cardinale delineò il profilo della spiritualità radiosa di d. Antanas Skeltys, a cui come a s. Giacomo, di cui quel giorno ricorreva la memoria liturgica, non mancò di bere al calice della sofferenza del suo Salvatore. Il giubileo si è concluso tra discorsi, canti e corone di fiori presso la sua tomba adiacente alla chiesa, sulla cui lapide è inciso la frase L’anima di ogni uomo è degna del sacrificio di tutta la nostra vita: trovarla, aiutarla e consegnarla a Dio.

Grazie don Antanas, don Bosco della Lituania!