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OPEN DAY ONLINE – 21 NOVEMBRE 2020 AGNELLI

Porte aperte il 21 novembre per l’Istituto internazionale E. Agnelli. L’open day del centro di formazione professionale e delle scuole medie e scuole superiori sarà disponibile online tramite piattaforma meet.

Di seguito il link alla pagina ed il comunicato con tutte le informazioni.

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Sabato 21 novembre l’appuntamento dell’OPEN DAY si svolgerà interamente on-line.

A questo proposito abbiamo predisposto sul nostro sito alcune pagine dedicate che presentano le nostre scuole.

Per il Liceo:
https://agnelli.it/open-day-liceo/
Per l’Istituto Tecnico Tecnologico:
https://agnelli.it/open-day-istituto-tecnico-tecnologico/
Per la Scuola Secondaria di I grado:
a breve disponibile
Per il Centro di Formazione Professionale – link

Per la scuola Media, il Liceo e l’Istituto Tecnico, sempre su queste pagine, saranno disponibili i link per accedere alle 2 meet, una alle 9,00 e una alle 10,30. La partecipazione è libera ad uno dei due turni. E’ necessario un account google (@gmail.com) per l’accesso. Si richiede di accedere con la telecamera accesa e il microfono spento. Per intervenire con domande o richieste i docenti spiegheranno come fare.

Per il Centro di Formazione Professionale la meet sarà unica dalle 10 alle 12: si invita a seguire le indicazioni al link indicato.

NB. Avviso per le famiglie interessate al LICEO SCIENTIFICO sia tradizionale che scienze applicate per l’a.s 2021/2022: si comunica che, a fronte del gran numero di iscrizioni già pervenute nelle settimane precedenti, le classi per il prossimo anno scolastico sono già al completo. Se interessati alla nostra Scuola sarà quindi possibile soltanto essere inseriti nella lista d’attesa, ma non diamo alcuna garanzia che nei prossimi mesi si possa liberare qualche posto. Ci dispiace non poter accogliere tutte le richieste, ma non siamo nella condizione di poter attivare nuove classi oltre quelle già previste.

L’Istituto Agnelli al Salone dell’orientamento 2020

Sul sito dell’Istituto Internazionale E. Agnelli sono state pubblicate tutte le informazione relative alla presenza della scuola torinese al Salone dell’orientamento 2020.

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Il Salone dell’Orientamento organizzato dal Servizio Orientamento della Città di Torino è rivolto alle ragazze e ai ragazzi che devono scegliere come proseguire gli studi dopo la terza media. Nelle prime settimane del 2021 infatti le famiglie dovranno effettuare l’iscrizione ad una scuola superiore o ad un corso di formazione professionale triennale.

Qui trovate la presentazione della nostra scuola superiore e il video tour.

Per partecipare ai singoli appuntamenti, occorre installare l’applicazione Zoom sul proprio dispositivo e poi cliccare sul link per l’accesso diretto all’evento disponibile sul sito del Salone accanto a ciascuna iniziativa. All’interno del programma giornaliero è possibile scegliere tra: 30 minuti con la tua scuola ogni giorno webinar di 30 minuti con le scuole secondarie di secondo grado e le agenzie di formazione professionale #resta al salone ogni giorno dalle ore 11.30 alle 12 e dalle 16.00 alle 16.30 sono previste puntate di web radio per ragazze e ragazzi di terza media.
webinar informativi rivolti a docenti, famiglie, educatori e a tutti coloro che accompagnano i giovani alla scelta.

Il Salone offre l’opportunità di: conoscere l’offerta scolastica e formativa presente sul territorio della città reperire informazioni sui percorsi di studio incontrare online docenti e formatori dei diversi istituti superiori e delle agenzie formative relazionarsi direttamente tra coetanei con gli studenti e le studentesse che già li frequentano confrontarsi con orientatori ed esperti. Durante il Salone, dal 16 al 21 novembre, le Agenzie Formative e le Scuole Secondarie di secondo grado avranno a disposizione stand digitali per farsi conoscere e presentare la propria offerta formativa. Negli stand saranno pubblicati materiali informativi sulle scuole, prodotti multimediali e documentazione utile alla scelta.

 

Un kit anti Covid-19 per l’avvio del nuovo anno scolastico all’Agnelli di Torino

Parte l’anno scolastico 2020-21 all’Agnelli di Torino con la consegna di un kit anti Covid-19 agli allievi delle Scuole Medie, Superiori e Cnos-Fap del Centro. Si riporta di seguito il comunicato stampa congiunto dell’Istituto Internazionale Edoardo Agnelli di Torino e di Missioni Don Bosco Valdocco ONLUS.

1300 sacche di responsabilità verso gli altri
e 1300 borracce per la tutela dell’ambienteCon Missioni Don Bosco partner dell’iniziativa,
gli allievi di Medie, Superiori e Cnos-Fap riceveranno un kit anti Covid-19
con l’attenzione rivolta ai coetanei di tutto il mondo

L’Istituto Agnelli, in collaborazione con Missioni Don Bosco, ha deciso di consegnare il primo giorno del loro rientro nelle aule una sacca e una borraccia a tutti gli allievi e a tutto il personale della scuola.

La sacca servirà a contenere gli indumenti che, per prevenzione del contagio, non si possono lasciare sugli appendiabiti; in questo modo si limitano i contatti con oggetti e con gli arredi. La borraccia contribuirà a ridurre l’uso della plastica e a preservare così l’ambiente da un rifiuto dannoso.

La Scuola italiana riparte e l’Istituto Agnelli è pronto ad avviare il nuovo anno scolastico “in presenza”, con tutti i laboratori attivi e in sicurezza. Ci sarà la massima attenzione per le misure preventive ma soprattutto si solleciterà quello spirito che da sempre caratterizza la scuola salesiana: l’educazione globale del giovane. Il rispetto, l’attenzione e la responsabilità costituiscono importanti aspetti dell’educazione nello spirito originario di Don Bosco.

In quest’ottica si è attivata la collaborazione con Missioni Don Bosco.

«Ci siamo preparati, abbiamo immaginato cosa avremmo potuto fare e di cosa ci sarebbe stato bisogno – spiega don Claudio Belfiore, direttore dell’Istituto Agnelli -, e abbiamo guardato oltre: oltre l’ansia e il timore da Covid-19, oltre le misure contenitive del contagio, oltre i limiti posti dalla situazione attuale». Il desiderio è quello di aiutare i ragazzi a non focalizzarsi solo sulle norme da seguire una volta rientrati a scuola, e di far capire loro che la responsabilità non si ferma entro le mura scolastiche ma prosegue a casa, nella loro città e nel mondo. «Siamo a Torino ed è qui che si concretizza il nostro impegno. Ma siamo anche nel cuore del pianeta, perché quello che succede qui da noi ha riflessi e riverberi ampi e inaspettati».

«Gli studenti italiani vivono per la loro parte il disagio ma anche le sfide positive di questa
pandemia, e riteniamo che sia molto importante per loro capire quali condizioni vivano i loro coetanei in altri Paesi» spiega Giampietro Pettenon, presidente di Missioni Don Bosco. «I salesiani che operano in aree del mondo più sfortunate stanno cercando di offrire comunque le condizioni per proseguire la formazione scolastica. Ci sembra utile dare occasione ai nostri ragazzi di informarsi e di confrontarsi anche con situazioni estreme dove mancano aule, banchi e libri di testo, e gli insegnanti non possono far fronte ai loro compiti, ma dove ugualmente c’è la volontà di migliorarsi. Ci auguriamo che possa nascere un’amicizia fra studenti anche a distanza».

Nella prima settimana di ritorno a scuola sono in distribuzione 1300 sacche e 1300 borracce personalizzate con i logotipi dell’Istituto Agnelli e di Missioni Don Bosco (v. fotografie allegate), così destinate:

– 440 kit per gli scolari delle Medie
– 270 kit per gli studenti del Tecnico
– 235 kit per gli studenti del Liceo
– 220 kit per gli allievi del CFP
– 86 kit peri i docenti di Medie e Superiori
– 28 kit per i formatori CFP.

All’attenzione per l’educazione si affianca il grande sforzo messo in campo dall’Istituto Agnelli per garantire il regolare svolgimento delle lezioni e delle attività. Nei mesi estivi, infatti, sono stati portati a compimento diversi lavori e acquisti, tra cui la ristrutturazione di aule e l’acquisto di 175 banchi monoposto e 6 banchi di pneumatica per il laboratorio di meccatronica.

Ulteriori informazioni sugli interventi di messa in sicurezza delle aule e dell’intero istituto Agnelli potranno essere forniti agli interessati.

I progetti in ambito scolastico che Missioni Don Bosco sostiene sono descritti nel sito https://progetti.missionidonbosco.org/educazione-e-formazione.

Grazie per la cortese attenzione.

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A seguire qualche scatto di oggi del primo giorno di scuola della 1° media.

L’impegno a scuola al tempo del lockdown: intervista a don Claudio Belfiore

Un ambiente familiare in cui salesiani, insegnanti, educatori, genitori, allievi sono rimasti uniti per un insegnamento serio e di qualità anche durante il lockdown, preparando al futuro 1160 ragazzi. Ecco di seguito l’intervista realizzata all’ombra dell’Ausiliatrice a don Claudio Belfiore, Direttore dell’Istituto Internazionale Salesiano Edoardo Agnelli.

Tra gli argomenti trattati: l’offerta formativa dell’Istituto Agnelli; come hanno vissuto i giovani la maturità di quest’anno al tempo del Covid-19: con grinta, gioia e impegno; il riconoscimento dell’impegno dei giovani nell’affrontare gli esami e il periodo dell’emergenza sanitaria; l’acquisizione di competenze e capacità nuove; la paura di ritornare al periodo del lockdown il quale ha mortificato soprattutto le relazioni con i giovani; la creazione di nuovi canali e nuovi modi nell’apprendimento e per mantenere il contatto con gli studenti e gli allievi; la didattica a distanza; la solidarietà emersa durante il periodo di chiusura; la fatica del disorientamento; la scuola pubblica statale e la scuola pubblica paritaria: un cammino insieme nel dovere e nel diritto all’istruzione; il prossimo passo da intraprendere per la scuola pubblica paritaria: la detraibilità fiscale della retta e il sostegno dei diversamente abili; un sogno per il 2020/2021: “Tutti a scuola, in presenza!”

Salesiani Agnelli: allievi all’opera tra Decameron e escape room – la Repubblica

Il quotidiano la Repubblica di domenica 31 maggio, nella sezione Torino Cronaca, dedica un articolo alla didattica a distanza dal titolo “Più forte del lockdown così la scuola si rinnova” (a cura di Cristina Palazzo e Carlotta Rocci) presentando alcune attività messe in campo dalle realtà scolastiche presenti sul territorio. Tra queste, la testimonianza dell’Istituto Salesiano Agnelli di Torino. Si riporta di seguito l’articolo dell’Agnelli.

Allievi all’opera tra Decameron e escape room

La didattica ha distanza ha costretto la scuola a reinventarsi. Mantenere l’attenzione per ore davanti al pc non è semplice, anzi è impossibile.

Così all’Istituto Agnelli di Torino — dove la didattica sulle piattaforme digitali esiste da almeno due anni — se ne sono inventate di tutti i colori.

«È stata un’esperienza molto positiva», commenta il professore di lettere Alessandro Antonioli. «Fin da settembre abbiamo attivato una piattaforma Google Suite for education e ogni studente ha un suo account. Da marzo abbiamo provato a trasformare l’emergenza in opportunità per sperimentare una didattica».

Così anche il Decameron è diventato un’esperienza digitale. Il gruppo di giovani che si rifugia in campagna per sfuggire alla peste raccontato da Boccaccio è diventato la classe di terza liceo dell’Agnelli: ognuno si è cimentato nel racconto di una storia vera, inventata o reinterpretata per creare un personalissimo Decameron 2020 in pieno lockdown.

I ragazzi di seconda liceo, invece, si sono cimentati nella creazione di un’escape room digitale da proporre agli studenti di terza media: un gioco didattico sulla storia, dalla preistoria al medioevo.

Per non perdere il contatto umano, direttore e prof hanno scandito le settimane con un video messaggio spedito tutti i lunedì. Tra media, liceo scientifico e istituto tecnico, negli ultimi tre mesi sono state spedite 692.017 mail e sono stati organizzati 15.859 incontri sulle piattaforme digitali, condividendo — tra docenti, studenti e genitori — 196.814 file. — c.roc.

Salesiani Agnelli: torna a rivivere il “Sogno di don Bosco”

Sono stati completati i lavori di restauro dell’antico paliotto dell’altare nella chiesa di San Giovanni Bosco a Mirafiori. Oggi, lunedì 18 maggio, nel centenario della nascita di Giovanni Paolo II, è stata celebrata anche la prima Messa sull’altare rinnovato. Di seguito il comunicato della Parrocchia San Giovanni Bosco a cura del Parroco don Gianmarco Pernice.

Torino 17 maggio 2020

All’Agnelli torna a rivivere il “Sogno di don Bosco”.
Dopo 50 anni l’antico paliotto dell’altare ritorna in chiesa totalmente restaurato.

I lavori, commissionati dal parroco don Gianmarco Pernice, autorizzati dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Torino e dall’ufficio liturgico e beni culturali della Diocesi di Torino, progettati dagli architetti Luca Zumaglini e Alessia Giachetti (studio Arkitettando) con incarico di Direzione Lavori e dal restauratore Francesco Brigadeci, sono stati eseguiti da quest’ultimo e dall’impresa Nuova L.T. Costruzioni Srl di Giuseppe Lorusso

Nella chiesa di San Giovanni Bosco a Mirafiori dietro l’altare, contro la parete di fondo, si trova l’imponente gruppo marmoreo con la statua di don Bosco. Inizialmente in quella posizione si trovava un dipinto del santo dei giovani, ma il senatore Agnelli lo aveva ritenuto troppo esiguo in confronto alla sua grandezza, così prese contatti con lo scultore Edoardo Rubino (autore della statua del faro della Maddalena, sulla collina torinese) per commissionargli un’opera monumentale che gli rendesse la giusta gloria.

L’opera è un gruppo che racchiude: al centro la grande figura di don Bosco con le braccia aperte, in atto di accoglienza, al di sotto alcuni angeli sembrano sorreggerlo; alle sue spalle, in leggero rilievo, l’effigie di Maria Ausiliatrice con Gesù bambino in braccio, e tre angeli protesi verso di loro; a sinistra e a destra della statua una serie di formelle raffigura diversi aspetti dell’opera evangelizzatrice di don Bosco, che va dall’insegnamento scolastico, a quello dei mestieri, per arrivare ai missionari che portarono il Vangelo nelle terre più lontane; al di sopra di tutto, due angeli accompagnati da altri più piccoli, sostengono la croce. Prima del concilio Vaticano II, l’altare a muro era parte integrante del monumento il cui paliotto rappresentava il sogno dei nove anni; la lettura simbolica del monumento partiva proprio da li: dal sogno dei nove anni, don Bosco matura la sua missione educativa e attraverso la sua esperienza di vita, regala ai ragazzi un futuro di speranza come buoni cristiani, chiamati al servizio, alla missionarietà e alla santità, e onesti cittadini impegnati in modo attivo e propositivo in un mondo ricco di sfide e in continuo cambiamento.
Negli anni 70, con la realizzazione del nuovo altare e l’adeguamento alle norme liturgiche quel pezzo di opera era stato collocato provvisoriamente all’esterno della chiesa, ma esposto alle intemperie, forse come dono votivo, come si usava allora, a ricordo della II guerra mondiale nella zona dell’oratorio ricostruita dopo il pesante bombardamento del 1944.

La decisione di ricongiungere quell’elemento all’opera principale è stata presa dal consiglio pastorale nel 2016 a inizio dei lavori di restauro dell’intera chiesa parrocchiale con lo scopo di presentare e preservare uno tra i monumenti più belli dedicati a don Bosco e finora poco conosciuto proprio perché incompleto.

I lavori, ormai avviati da tempo, dovevano essere conclusi con la Pasqua del 2020 ma si interrompono in piena pandemia mondiale in concomitanza con l’interruzione di tutte le funzioni religiose.
In queste settimane cominciata la FASE 2, con la ripresa dei cantieri, siamo riusciti a portare a compimento l’opera e lunedi 18 maggio nel centenario della nascita di Giovanni Paolo II, la prima Messa dopo lo Stop della pandemia è stata celebrata sull’altare rinnovato. Domenica 24 Maggio, festa di Maria Ausiliatrice, nonostante il numero limitato di fedeli, sarà l’occasione per rinnovare quel “si” a Colei che “ha fatto tutto”!

“Questa riapertura così unica nella storia, non poteva avere un segno più carico di speranza”, sottolinea il parroco don Gianmarco Pernice.

“Oggi più che mai abbiamo bisogno di ripartire e come figlio di don Bosco questo tempo mi ha insegnato che noi salesiani dobbiamo ripartire dalle origini del nostro carisma che furono avvolte da tanta incertezza, ma tanto cariche di creatività. Il sogno dei nove anni ha dato un forte impulso alla missione di Don Bosco: è un sogno che narra la creatività educativa di un Santo che non si è arreso di fronte alle difficoltà del suo tempo ma ha saputo reinventarsi proponendo al mondo intero strade inedite per far rinascere tanti giovani che avevano perso la speranza. Da lupi in agnelli”.

“Chiederemo a Maria Ausiliatrice, continua don Gianmarco, la Grazia di riaprire anche il nostro oratorio un po’ feriti da quello che abbiamo vissuto, ma totalmente rinnovati nello Spirito e pronti ad affrontare le sfide del nostro tempo con quello stesso coraggio che contraddistinse il nostro Santo fondatore.

Don Gianmarco Pernice
Parroco

Istituto E.Agnelli e Genesi Ristorazione: un esempio ai ragazzi per salvare l’ambiente

Il 9 dicembre scorso, Genesi Ristorazione e l’Istituto Internazionale E.Agnelli hanno deciso di sostituire l’uso della plastica durante i pasti con materiali biodegradabili compostabili, per dare ai ragazzi dell’Istituto un esempio di salvaguardia dell’ambiente.

Si riporta di seguito l’articolo pubblicato ieri dal sito dell’Agnelli.

Dal 9 dicembre il nostro Istituto ha deciso di abbandonare l’uso della plastica durante i pasti: piatti e bicchieri saranno compostabili, le posate di metallo. Un piccolo ma importante passo per aiutare l’ambiente. Tutto questo grazie anche a parte dei ragazzi delle superiori, che aiuteranno i compagni più piccoli a differenziare  in maniera corretta.

La lettera del direttore del 18 novembre che annunciava l’iniziativa:

Hai mai pensato che abitiamo sotto lo stesso tetto? Il cielo. E che viviamo nella stessa casa? La terra. E che siamo tutti connessi e interdipendenti? Fratelli e sorelle, figli di un unico Padre.

Quando nel 2015 Papa Francesco ha scritto l’enciclica «Laudato si’» ha lanciato un appello e ha invitato tutti a prendersi cura della casa comune: «La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare. Il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato. L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune. Desidero esprimere riconoscenza, incoraggiare e ringraziare tutti coloro che, nei più svariati settori dell’attività umana, stanno lavorando per garantire la protezione della casa che condividiamo. Meritano una gratitudine speciale quanti lottano con vigore per risolvere le drammatiche conseguenze del degrado ambientale nella vita dei più poveri del mondo. I giovani esigono da noi un cambiamento. Essi si domandano com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi» (n. 13).

In questi primi mesi di scuola è cresciuta l’attenzione al tema della salvaguardia ambientale. Ci sono stati dibattiti politici internazionali, manifestazioni, servizi informativi. “E noi, in concreto, cosa possiamo fare?”. La domanda non è caduta nel vuoto. Abbiamo iniziato a osservare, a pensare. E come qualcuno di voi ci ha suggerito, ci siamo concentrati su un’azione concreta: “Come possiamo fare per togliere la plastica dai vassoi della sala mensa?”.

Potrebbe sembrare una cosa semplice, ma non quando si entra nel concreto delle singole scelte. Questo cambio, apparentemente banale (togli una cosa, ne inserisci un’altra), ha un costo aggiuntivo: circa 16 mila euro l’anno. È facile dire: “si deve”, “bisogna”, “fate”. Ma quando c’è da mettere mano al portafoglio, può darsi che qualcuno decida di tirarsi indietro. Mi sono immaginato tre soggetti direttamente coinvolti in questa operazione. Ed è giusto pensare e chiedere che ognuno di questi soggetti si coinvolga e faccia la propria parte: la Ditta Genesi, che si fa carico di sostituire la plastica con prodotti compostabili; l’Istituto Edoardo Agnelli che acquista le posate in ferro e sensibilizza/supporta il cambiamento di stile di vita; gli studenti, che a gruppi collaborano nella raccolta differenziata e nella sistemazione della sala mensa. Abbiamo visto che è possibile sostituire la plastica entro la metà del mese dicembre, perché c’è bisogno di qualche settimana per organizzarsi, ordinare il materiale e fare i gruppi di lavoro.

I cambiamenti, quelli climatici come quelli culturali e sociali, avvengono perché ci sono persone che ci mettono del proprio, che non stanno seduti in salotto a dare consigli per salvare il mondo. Puoi essere cittadino del mondo che si rimbocca le maniche e che si dà da fare, per essere santo #lìdovesei. A voi giovani delle Superiori e della Formazione Professionale chiedo di essere protagonisti in questo cambiamento. La Ditta Genesi ha dato la sua disponibilità. L’Istituto Agnelli farà la sua parte. E tu?

Il comunicato di Genesi Ristorazione:

GENESI E L’ISTITUTO INTERNAZIONALE E. AGNELLI INTRODUCONO I PIATTI BIODEGRADABILI COMPOSTABILI

Genesi Ristorazione e l’Istituto Internazionale E.Agnelli, per l’anno 2019/2020 hanno concordato di compiere un passo importante sulla strada della sostenibilità, dando, alle nuove generazioni che vivono l’Istituto e che rappresentano il futuro della nostra società, un esempio di utilizzo di materiali che non danneggino il pianeta.

Cogliendo lo spirito comunitario e internazionale di riduzione dell’utilizzo della plastica e condividendone sia l’aspetto etico che pragmatico di salvaguardia dell’ambiente e dei suoi abitanti, abbiamo ritenuto un passo importante la sostituzione dei piatti e bicchieri in plastica con altri in materiale biodegradabile compostabile e la sostituzione delle posate in plastica con quelle in acciaio inox.

I prodotti compostabili oltre a costituire un rifiuto-risorsa, in quanto si trasformano in compost (fertilizzante), migliorano anche la gestione del rifiuto presso la mensa dal momento che gli studenti non devono più separare i rifiuti per la raccolta differenziata, ma possono gettare tutto nell’umido.

Proprio in questa ottica abbiamo scelto un materiale compostabile e non solo biodegradabile che garantisca il processo di decomposizione in meno di tre mesi.

La sostenibilità ambientale crediamo sia un valore importante da insegnare alle generazioni che rappresenteranno il futuro del nostro pianeta.