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Recovery Plan, Agorà della Parità: fondi vanno usati per cambio di passo nell’istruzione

Agorà della Parità, in seguito alla richiesta di un contributo ricevuta dalla Commissione Cultura della Camera dei Deputati, ha presentato alcune proposte migliorative della Missione 4 (Istruzione e Ricerca) del Recovery Plan. I punti toccati dal documento firmato da CdO Opere Educative, CNOS Scuola, CIOFS scuola, FAES, FIDAE, FISM e Fondazione GESUITI EDUCAZIONE, riguardano il rafforzamento dell’autonomia, un diretto riferimento alla pluralità dell’offerta educativa e la necessità di massicci investimenti volti ai minori e alla natalità.

Ecco il documento inviato alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati:

CONTRIBUTO SCRITTO PER LA VII COMMISSIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI (CULTURA, ISTRUZIONE, RICERCA, EDITORIA, SPORT) CHE STA ESAMINANDO PER ESPRIMERE IL PROPRIO PARERE ALLA V COMMISSIONE (BILANCIO), CHE A SUA VOLTA RIFERIRÀ ALL’ASSEMBLEA DEI DEPUTATI SULLA PROPOSTA DI PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E  RESILIENZA (RECOVERY PLAN) PREDISPOSTA DAL GOVERNO

ROMA 2 FEBBRAIO 2021 

Gent.mo Presidente e membri della VII Commissione cultura della Camera dei deputati, scriviamo in relazione al Piano di Ripresa e Resilienza che il Governo ha presentato alle Camere in  esito all’approvazione del Regolamento UE 2020/2094 volto all’istituzione dello strumento dell’UE  per la ripresa a sostegno dell’economia dopo la crisi Covid-19, nel quadro del QFP approvato con  regolamento 2020/2093 del 17.12.2020 che stabilisce appunto il quadro finanziario pluriennale per il  periodo 2021-2027. 

Il documento approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio con riferimento al Potenziamento delle  competenze e diritto allo studio, nell’ambito della missione Istruzione e ricerca, evidenzia in primis il  divario esistente tra il nostro paese e la media dei paesi OCSE: 

  • secondo il Programme for International Student Assessment (PISA), gli studenti italiani di 15 anni si collocano al di sotto della media OCSE in lettura, matematica e scienze, con ampie  differenze territoriali che documentano risultati migliori della media OCSE al Nord ma molto  inferiori al Sud; 
  • il tasso di abbandono scolastico nel 2018 in Italia ammonta al 14,5% rispetto alla media UE del  10,6%; 
  • la popolazione compresa tra i 25 e i 34 anni in possesso di un titolo di studio di livello terziario  è pari al 28% in Italia rispetto al 44% di media nei paesi dell’OCSE. 

Viene descritta, di fatto, la c.d. emergenza educativa, alla quale il PNRR dovrebbe contribuire a  rispondere. 

A tale proposito le riforme proposte non ci sembra possano comportare un “cambio di passo”. In  particolare non si fa alcun riferimento all’autonomia, mentre l’emergenza sanitaria ha mostrato nelle  scuole italiane l’importanza dei “fattori sensibili” che costituiscono al contempo le forze vitali  dell’educazione: l’affezione al servizio, il radicamento nel territorio, il valore della relazione educativa,  la responsabilità e il rinnovamento.  

Forze che possono fiorire solo all’interno di una vera autonomia scolastica. 

Il secondo aspetto che manca sia nelle riforme proposte che nei progetti, è il riferimento alla pluralità  dell’offerta educativa: tutti i riferimenti del documento, anche normativi, sembrano contemplare la sola  scuola pubblica statale e non la scuola pubblica paritaria, in gran parte gestita dal privato sociale. Come  è risaputo i molti paesi europei la pluralità dell’offerta scolastica è sostenuta e garantita dagli Stati e la  qualità e l’efficienza del sistema di istruzione sono maggiori nei paesi che promuovono il  pluralismo scolastico.  

Il terzo aspetto attiene alla carenza di visione strategica del piano in parola in ordine alla necessità di  massicci investimenti volti ai minori e alla natalità. Le povertà educative che la pandemia ha  moltiplicato si combattono proprio con il massimo investimento sui minori. D’altro canto la crisi delle  nascite è la spia più chiara dell’incertezza sul futuro di una comunità. Da questo investimento, che le  scriventi associazioni chiedono con forza e da tempo, verrà maggiore parità di genere, maggiore  conciliazione lavoro-famiglia, maggiore occupazione femminile, maggiore occupazione giovanile, 

promozione del Terzo Settore applicato all’interesse generale della funzione di cura, istruzione ed  educazione. Una grande manovra sull’educazione deve considerare il sistema educativo nazionale nella  sua interezza e quindi la funzione pubblica di educazione ed istruzione va considerata tanto in relazione  alla scuola statale, quanto a quella paritaria a partire da quella no profit. 

Il Recovery Plan deve fornire un’ampia dotazione finanziaria per ottenere anche dal sistema paritario un  forte incremento nell’offerta educativa. 

In particolare siamo a richiedere l’inserimento dei seguenti punti: 

  • il programma per l’edilizia scolastica della componente Efficientamento energetico e  riqualificazione degli edifici (pag. 90) deve fare riferimento anche agli edifici di proprietà o  utilizzati a qualunque titolo da scuole paritarie, Il Bonus 110 deve essere esplicitamente esteso  anche a tali soggetti e con riferimento a massimali che tengano conto delle dimensioni  dell’immobile; 
  • il Piano per gli asili Nido ed il Potenziamento delle scuole per l’infanzia (pag. 123) deve riferirsi  esplicitamente ad iniziative volte a favorire, promuovere, incentivare e sviluppare politiche  attive a favore dei minori nel segmento 0-6 anche per il tramite di sinergie con il non profit e del privato sociale (che ad oggi è parte integrate del sistema 0-6 anni), mentre il documento fa  riferimento a testi normativi che riguardano esclusivamente edifici di proprietà di enti pubblici
  • sempre con riferimento alla scuola dell’infanzia, auspichiamo il convenzionamento diretto con  le scuole paritarie dell’infanzia espressione del privato sociale. Lo strumento principe è quello  della convenzione pluriennale, basata su un fondo di dotazione adeguatamente capiente; 
  • con riferimento al punto Scuola 4.0. scuole innovative, cablaggio, nuove aule didattiche e  laboratori (pag. 124) si faccia esplicito riferimento anche alle scuole paritarie. 

Da ultimo riteniamo di dover sottolineare, con riferimento alle riforme proposte (pag. 120-121), che da  una parte viene proposto di rendere l’esame di laurea coincidente con l’esame di stato, velocizzando  l’accesso al mondo del lavoro da parte dei laureati, e dall’altra parte, poche righe prima, questa ipotesi  non è contemplata per coloro che desiderano insegnare, per i quali si prevede l’ennesima “riforma  ridisegna le procedure Concorsuali per l’immissione nei ruoli del personale docente rafforzando,  secondo modalità innovative, l’anno di formazione e prova.”. Riteniamo che debba essere separato il  percorso abilitante all’insegnamento da quello di assunzione nei ruoli dello stato, (ad es, ritenendo  abilitante all’insegnamento nella scuola secondaria la laurea + 24 CFU in materie psico 

pedagogiche). 

Ribadiamo la disponibilità ad approfondire quanto sopra dentro un contesto che possa tenere presente  tutte le voci della scuola. 

Massimiliano Tonarini – Presidente nazionale CdO Opere Educative 

Pietro Mellano – Presidente nazionale CNOS Scuola 

Marilisa Miotti – Presidente nazionale CIOFS scuola 

Giovanni Sanfilippo – Delegato nazionale per le Relazioni Istituzionali FAES  

Virginia Kaladich – Presidente nazionale FIDAE  

Luigi Morgano – Segretario Nazionale FISM 

Vitangelo Denora – Delegato Fondazione GESUITI EDUCAZIONE

 

Giornata Internazionale dell’Educazione: l’impegno delle scuole salesiane a contrasto dell’abbandono scolastico dei più poveri

Dal sito dell’agenzia salesiana ANS.

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(ANS – Torino) – Ieri, 24 gennaio si è celebrata la terza edizione della Giornata Internazionale dell’Educazione. La ricorrenza è stata istituita dalle Nazioni Unite con la risoluzione approvata il 3 dicembre del 2018 e ha come obiettivo ribadire il ruolo cruciale dell’istruzione nella costruzione di società sostenibili e resilienti. Ma a causa della pandemia lo scenario globale è molto preoccupante: si calcola che le chiusure delle scuole in 180 Paesi abbia lasciato 1.6 miliardi di studenti a casa. Una generazione di giovani vede ridotte al lumicino le opportunità di formazione nelle diverse competenze e nelle capacità di relazione interpersonale fra i pari e con gli adulti.

Il report di dicembre 2020 sullo stato dell’istruzione nel mondo redatto dalla Banca Mondiale riporta che è aumentato drammaticamente il numero di minori privati della possibilità di ricevere un’istruzione. Su 720 milioni di bambini in età scolare elementare, la povertà educativa colpisce 382 milioni di bambini. E Covid-19 potrebbe far crescere questo dato di altri 72 milioni.

Le misure adottate per non bloccare la didattica sono state diverse. Ma un fatto è certo: la didattica a distanza – da quella online ai programmi radiofonici, dalle trasmissioni televisive educative al materiale didattico consegnato nelle case delle famiglie – non può sostituire quella in presenza e soprattutto non è riuscita a raggiungere tutti, in particolare nelle realtà più svantaggiati e più povere.

Emblematico è il caso dell’India, dove sono 445 milioni i minori che frequentano le scuole di ogni grado. Già all’inizio della pandemia le scuole salesiane si sono fatte trovare pronte e in pochi giorni sono riuscite a mettere in piedi una rete di strumenti per raggiungere gli studenti che avevano in casa almeno un computer o uno smartphone per poter accedere ai materiali scolastici digitali. Purtroppo, in alcune case è possibile farlo solamente quando i genitori tornano dal lavoro, dato che nel nucleo familiare solo il padre o la madre hanno un cellulare.

Nelle zone rurali, inoltre, dove gli studenti non hanno alcun strumento per seguire le lezioni, i salesiani hanno deciso di creare delle équipe di volontari, insegnanti e ragazzi che hanno finito gli studi i quali, con mascherine e disinfettanti, hanno portato la scuola per strada, vicino alle case dei ragazzi e delle ragazze, in posti all’aperto, sicuri e accessibili.

“La nostra priorità è stare dalla loro parte: dei bambini, delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze, dei più giovani” fanno sapere da “Missioni Don Bosco”, la Procura Missionaria salesiana di Torino.

La Giornata Internazionale dell’Educazione coincide con la festa di Francesco di Sales, il santo al quale Don Bosco ha ancorato la sua mistica, traducendola in un metodo educativo tuttora praticato in 134 Paesi del mondo. Essa rimane un’occasione per ribadire che l’educazione è un diritto umano per tutti e per far presente che la Congregazione Salesiana mai cesserà di impegnarsi per sostenere i minori nella costruzione del loro futuro.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito: www.missionidonbosco.org

Bra – La scuola media salesiana in piena attività

Si segnala la seguente comunicazione ufficiale relativa alla ripresa delle attività della scuola media di Bra:

 

Dopo i primi giorni di rodaggio, le attività della scuola media sono a pieno regime. Scuola al mattino e doposcuola al pomeriggio fino alle 17.30. Anche quest’anno sono funzionanti due classi prime da 22 alunni per sezione. Con le due classi seconde e la terza si raggiunge il numero di 110 alunni. Presenza al doposcuola: 90 alunni.

Novità di quest’anno l’introduzione della lingua francese in prima media come materia curriculare accanto all’inglese che resta potenziato con le 5 ore per tutte le classi e con la presenza dell’insegnate madrelingua tutto l’anno. L’introduzione del francese è stata determinata dalla volontà di arricchire l’offerta linguistica in linea con i tempi attuali e con attenzione al territorio. Mentre in altre zone dell’Italia e del Piemonte stesso la seconda lingua è spesso costituita dallo spagnolo o dal tedesco, nella provincia di Cuneo il francese resiste, anzi aumenta. Un sondaggio tra i nuovi iscritti ha dato un consenso quasi unanime alla proposta. Senza aggiungere ore di rientro, che avrebbero appesantito gli impegni degli studenti, ma sfruttando le possibilità concesse dall’autonomia organizzativa delle scuole, è stato possibile introdurre le due ore di francese.

Anche l’informatica sarà incrementata valorizzando al meglio l’aula attrezzata con 32 computer in rete. La prof.ssa di tecnologia curerà l’insegnamento dei principali programmi in tutte le classi nell’orario curricolare. Nel pomeriggio invece saranno proposti corsi tipo coding e altri.

Pure l’italiano sarà potenziato con un’ora dedicata alla lettura di libri di narrativa selezionati dagli insegnanti di lettere. L’obiettivo è favorire il gusto della lettura e il miglioramento della capacità di comprensione e di espressione. Si tratta di competenze letterarie messe a dura prova dall’invadenza sempre più rilevante dei vari social nella vita dei giovani e meno giovani.

Tutto questo non sostituisce certo l’attenzione alla formazione umana e cristiana degli allievi, che resta prioritaria nella nostra scuola. Prova ne è il ritiro spirituale di inizio anno e altri due in Avvento e in Quaresima.

Anche i nuovi allievi ormai hanno preso famigliarità con l’ambiente, i compagni e gli insegnanti. Già dal primo giorno hanno potuto intrattenersi con gli alunni delle classi superiori. I compagni di terza li hanno accompagnati nella visita all’istituto, mentre quelli seconda hanno giocato con loro. Il secondo giorno invece le due prime si sono recati al parco della Madonna dei Fiori per conoscersi meglio con giochi di ruolo e un grande gioco: lo stratego. Il lunedì successivo, primo giorno di rientro, tutte le classi hanno partecipato al grande gioco nello stesso parco. Anche questo un modo per creare un gruppo affiatato, pur nella distinzione delle classi.

Le premesse sono positive e fanno ben sperare per il buon andamento dell’anno scolastico.

27 Marzo 2017 – Incontro con Vittorio Marchis

​​Il Centro Universitario Salesiano – ​​CUS di Valdocco ​negli scorsi mesi ha rivolto a tutti gli universitari che dimorano ​nei CUS torinesi,​ l’invito a trascorrere una serata diversa dal titolo “Dialoghi di Vita”​.​

​Nel corso della prima serata, l​’accorata​ testimonianza​​ di ​​un “uomo di legge”, Gian Carlo Caselli, ​poi la freschezza e la solida professionalità di un giornalista sportivo e telecronista, Antonio Paolino.

I​l terzo, ed ultimo, appuntamento sar​à Lunedì​ 2​7 Marzo 2017 a​lle ore 21,00​ in​ compagnia del Prof. Vittorio Marchis, ​docente di Storia della Tecnologia, dell’Industria Italiana e della Cultura Materiale​​.

L’incontro è ad ingresso gratuito e si terrà presso Valdocco (Via Maria Ausiliatrice, 32 oppure ingresso carraio, con parcheggio interno, di Via Sassari, 28/B), nella cornice della Sala Sangalli.