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Diocesi di Torino: nuove nomine

Riportiamo l’articolo proveniente da “La Voce e il Tempo” di giovedì 4 luglio 2019 riguardo alle nuove nomine pubblicate dalla Diocesi di Torino, tra i vari sacerdoti presenti anche molti salesiani.

Dal 2 settembre 2019 – Pubblichiamo l’elenco dei nuovi incarichi pastorali del clero nella Diocesi di Torino, diffuse da La Voce e il Tempo di domenica 7 luglio, introdotte da un ringraziamento dell’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia a sacerdoti e religiosi.

Pubblichiamo il ringraziamento dell’Arcivescovo mons. Nosiglia a sacerdoti e religiosi per la disponibilità ai vari incarichi, insieme all’augurio ai nuovi vicari parrocchiali.

Cari presbiteri, diaconi, religiosi e fedeli della Diocesi di Torino,

come ogni anno siamo giunti all’appuntamento stabilito delle nuove nomine dei presbiteri in diocesi. È questo un anno particolare, che vede una maggioranza di spostamenti di sacerdoti religiosi e diocesani provenienti da altre diocesi. Un particolare grazie va rivolto all’Ispettore salesiano e ai preti salesiani, che mantengono la loro preziosa presenza in diocesi a servizio di diverse parrocchie o come parroci, o come vicari parrocchiali e collaboratori.

Un vivo grazie anche agli Istituti religiosi che si sono resi disponibili a inviare alcuni loro sacerdoti sia per il ministero in una parrocchia, sia per svolgere il compito di vicari parrocchiali o collaboratori. Ringrazio in modo particolare i parroci di Ciriè, don Alessio Toniolo, per aver accettato di essere parroco anche della parrocchia di San Francesco al Campo, e di Gassino, don Carlo Fassino, per aver accettato di essere parroco anche della parrocchia di Rivalba.

Ai nuovi vicari parrocchiali rivolgo il più vivo saluto e augurio per il loro ministero nelle par-rocchie a cui sono stati designati. Infine, un grazie tutto speciale a due vescovi del Sud Italia, mons. Francesco Cacucci, Arcivescovo di Bari-Bitonto, e mons. Vito Angiuli, Vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, che hanno inviato a Torino alcuni sacerdoti del loro presbiterio.

Il Papa, nell’ultima assemblea della Cei, ha invitato i vescovi che hanno più clero ad offrire ad altre diocesi in difficoltà qualche loro sacerdote, secondo le disposizioni proprie dei Fidei donum. Tutto ciò ci fa comprendere e vivere la ricchezza multiforme della Chiesa universale, che usufruisce di ministri, oltre che locali, anche provenienti da Paesi, diocesi e realtà religiose differenti.

Preghiamo il Signore, perché susciti sante e nuove vocazioni al sacerdozio, ma sollecitiamo anche le famiglie e le nostre comunità a sentire come un proprio dovere quello di indirizzare sulla via del sacerdozio i giovani, senza porre ostacoli o rifiuti. E ai giovani di non temere nel compiere con coraggio e impegno questa scelta, qualora il Signore rivolga loro il suo invito: «Vieni e seguimi».

Torino, 3 luglio 2019

+ Cesare NOSIGLIA, Vescovo, padre e amico

LE NUOVE NOMINE
Rinunce di parroci

L’Arcivescovo ha accolto, con decorrenza 2 settembre 2019, le rinunce all’ufficio di parroco presentate dai seguenti sacerdoti:

don Domenico CAGLIO alla parrocchia S. Francesco d’Assisi in San Francesco al Campo;

don Domenico CATTI alla parrocchia S. Pietro in Vincoli in Rivalba;

don Pietro Antonio GAMBINO alla parrocchia S. Martino Vescovo in Alpignano;

don Renato VITALI alla parrocchia S. Tommaso Apostolo in Busano e alla parrocchia S. Lorenzo Martire in Pertusio.

Termine di ufficio

– di parroci

In data 2 settembre 2019 terminano l’ufficio di parroco i seguenti sacerdoti:

don Paolo AUDISIO DI SOMMA, S.D.B., della parrocchia S. Giovanni Battista in Moretta;

don Marco CENA, S.D.B., della parrocchia S. Domenico Savio in Torino;

don Claudio DURANDO, S.D.B., della parrocchia Maria Ausiliatrice in Torino;

don Mauro MERGOLA, S.D.B., della parrocchia Santi Pietro e Paolo Apostoli in Torino;

don Giovanni SERIONE, S.D.B., della parrocchia Immacolata Concezione di Maria Vergine in Lombriasco.

– di vicari parrocchiali

In data 2 settembre 2019 terminano l’ufficio di vicari parrocchiali i seguenti sacerdoti:

don Guido DUTTO, S.D.B., nella parrocchia Maria Ausiliatrice in Torino;

don Gilberto SARZOTTI, S.D.B., nelle parrocchie S. Giovanni Battista e Assunzione di Maria Vergine (Bandito) in Bra.

– di collaboratore parrocchiale

don Gianluca CAPELLO, P.I.M.E., nella parrocchia S. Dalmazzo Martire in Cuorgnè;

don Florin PISTIEAN, I.M.C., in data 2 settembre 2019 termina l’ufficio di collaboratore parrocchiale nelle parrocchie S. Maria Maddalena in Front, S. Maria Maddalena in Rivarossa, S. Carlo Borromeo in San Carlo Canavese e Santi Bernardo e Nicola in Vauda Canavese.

Trasferimenti

– di vicario parrocchiale

Con decorrenza dal 2 settembre 2019, don Gabriel SCRIPCARU è trasferito come vicario parrocchiale dalla parrocchia Santi Pietro e Paolo Apostoli in Leinì alla parrocchia Santi Giovanni Battista e Martino in Ciriè e alla parrocchia S. Francesco d’Assisi in San Francesco al Campo.

– di collaboratore parrocchiale

Con decorrenza dal 2 settembre 2019, don Bruno FONTANA, del clero di Bari-Bitonto, è trasferito come collaboratore parrocchiale dalla parrocchia S. Agnese Vergine e Martire in Torino alla parrocchia S. Massimo Vescovo di Torino in Torino.

Nomine

– di parroci

Vengono nominati parroci, con decorrenza 2 settembre 2019, i seguenti sacerdoti:

don Carlo FASSINO della parrocchia S. Pietro in Vincoli in Rivalba, mantenendo gli altri incarichi a lui affidati;

don Alessio TONIOLO della parrocchia S. Francesco d’Assisi in San Francesco al Campo, mantenendo gli altri incarichi a lui affidati;

don Gianluigi MARZO, del clero di Ugento-S. Maria di Leuca, della parrocchia S. Biagio Vescovo e Martire in Faule, della parrocchia S. Giovanni Battista in Moretta e della parrocchia S. Pietro in Vincoli in Polonghera;

don Giovanni BIANCO, S.D.B., della parrocchia Immacolata Concezione di Maria Vergine in Lombriasco;

don Claudio DURANDO, S.D.B., della parrocchia Santi Pietro e Paolo Apostoli in Torino;

don Guido DUTTO, S.D.B., della parrocchia Maria Ausiliatrice in Torino;

don Gilberto SARZOTTI, S.D.B., della parrocchia S. Domenico Savio in Torino.

– di amministratori parrocchiali e legali rappresentanti

Con decorrenza 2 settembre 2019 sono nominati amministratori parrocchiali e legali rappresentanti i seguenti sacerdoti:

don Valter BONETTO, C.O., nella parrocchia Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù in Torino, mantenendo gli altri incarichi a lui affidati;

don Claudio DURANDO, S.D.B., nella parrocchia Sacro Cuore di Maria in Torino;

don Riccardo GRASSI, S.D.B., nella parrocchia S. Martino Vescovo in Buttigliera d’Asti e nella parrocchia S. Giovanni Battista in Moriondo Torinese, mantenendo gli altri incarichi a lui affidati;

don Gianluca CAPELLO, P.I.M.E., nella parrocchia S. Tommaso Apostolo in Busano e nella parrocchia S. Lorenzo Martire in Pertusio;

don Dino MULASSANO, S.S.P., nella parrocchia S. Martino Vescovo in Alpignano, nella parrocchia S. Giorgio Martire in Caselette, nella parrocchia S. Donato Vescovo e Martire e nella parrocchia S. Maria della Spina (Brione) in Val Della Torre;

don Antonello SCANO, del clero di Paraiba (Brasile), nella parrocchia S. Giuliano Martire in Barbania, nella parrocchia S. Giacomo Apostolo in Levone e nella parrocchia Assunzione di Maria Vergine in Rocca Canavese;

– di vicari parrocchiali

Con decorrenza 2 settembre 2019, vengono nominati vicari parrocchiali i novelli sacerdoti:

don Stefano CARENA nella parrocchia S. Giovanni Battista in Orbassano;

don Marco FOGLIOTTI nella parrocchia Santi Pietro e Paolo Apostoli in Leinì e nella parrocchia Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù in Mappano;

don Alexandru RACHITEANU nella parrocchia S. Dalmazzo Martire in Cuorgnè, nella parrocchia S. Giovanni Battista in Salassa e nella parrocchia S. Giorgio Martire in Valperga;

don Simon PARADA, C.O., nella parrocchia Sacro Cuore di Gesù in Torino.

Con decorrenza 2 settembre 2019, vengono nominati vicari parrocchiali anche i seguenti sacerdoti;

don George KIBEU WAKUNGU, I.M.C., è nominato vicario parrocchiale nella parrocchia S. Giorgio Martire in Caselette, nella parrocchia S. Donato Vescovo e Martire e nella parrocchia S. Maria della Spina (Brione) in Val Della Torre, mantenendo gli altri incarichi a lui affidati;

don Silvio CARLIN, S.D.B., e don Marco CENA, S.D.B., nella parrocchia S. Andrea Apostolo in Castelnuovo Don Bosco, nella parrocchia S. Martino Vescovo in Buttigliera d’Asti e nella parrocchia S. Giovanni Battista in Moriondo Torinese;

don Giovanni SERIONE, S.D.B., nella parrocchia Maria Ausiliatrice in Torino.

– di collaboratori parrocchiali

I seguenti sacerdoti, con decorrenza 2 settembre 2019, vengono nominati collaboratori parrocchiali:

don Pietro Antonio GAMBINO nella parrocchia S. Maria Maggiore in Poirino;

don Filippo RAIMONDI nella parrocchia S. Vincenzo Ferreri in Moncalieri;

don Ester ROLANDO, nella parrocchia S. Francesco d’Assisi in San Francesco al Campo, mantenendo gli altri incarichi a lui affidati;

don Sergio MELIAN ORTEGA, del clero di San Cristobal de La Laguna – Tenerife, nella parrocchia S. Giulia Vergine e Martire in Torino;

don Jean Népomuscène HARELIMANA, del clero di Byumba (Rwanda), nella parrocchia Immacolata Concezione e S. Donato in Torino.

Altre nomine

Don Guido ERRICO, S.D.B., con decorrenza dal 2 settembre 2019 è nominato rettore del Santuario di Maria Ausiliatrice in Torino. Sostituisce il suo predecessore, don Cristian BESSO, S.D.B., trasferito ad altri incarichi.

La consegna della croce missionaria da parte di Mons. Cesare Nosiglia

Mercoledì 29 maggio presso il centro OASI di via Gorizia a Torino, il Vescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia, ha incontrato i giovani della diocesi che quest’estate vivranno un’esperienza in terra di missione.

Dopo una breve presentazione dei presenti e un dialogo con il Vescovo, si è svolta un breve celebrazione all’interno della quale è stata consegnata la croce, con i colori dei 5 continenti, segno del mandato della diocesi di Torino.

Erano presenti 4 gruppi, uno di Rivoli che questa estate si recherà in Brasile, uno dell’oratorio di Valle Sauglio che questa estate si recherà in Kenia, un gruppo dei missionari della consolata che questa estate andrà in Tanzania e il gruppo dell’animazione missionaria della nostra Ispettoria.

A rappresentare l’animazione missionaria salesiana erano presenti Simona e Michele, due partecipanti al corso annuale di animazione missionaria e che saranno prossimi all’esperienza missionaria, accompagnati da Suor Carmelaconsigliera della Pastorale Giovanile per le Fma – e don Theodelegato di animazione missionaria.

Festa di Maria Ausiliatrice 2019

24 maggio.

Un data che non passa mai inosservata per coloro che seguono e appartengono alla Famiglia Salesiana.

Una data che significa festa e ringraziamento a Maria, madre di tutti noi e soccorritrice di tutti coloro che La invocano.

E con l’insegnamento di don Bosco, che sempre metteva Maria al centro delle sue preghiere, ecco che iniziano tutti i festeggiamenti e ringraziamenti attraverso le S.Messe, le preghiere e la processione finale.

Tante le persone passate in questi giorni anche solo per un saluto all’Ausiliatrice. Sin dalla mezzanotte di ieri, la Basilica di Valdocco è rimasta infatti sempre gremita di tanti devoti, senza lasciar mai sola la statua di Maria Ausiliatrice, ormai pronta per percorrere le strade della città di Torino dalle ore 20.30 di questa sera, con la Solenne Processione.

Rivivi qui sotto, attraverso le dirette Facebook, i momenti più belli della giornata.

Santa Messa – ore 11,00:

FESTA di MARIA AUSILIATRICE – Santa Messa presieduta da S.E. Mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino

Publiée par Agenzia Info Salesiana – Ans sur Vendredi 24 mai 2019

L’omelia di Mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino, durante la messa celebrata alle ore 11,00:

«In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta» (Lc 1,39-40).

 

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Che cosa muove Maria ad affrontare un viaggio faticoso nelle sue condizioni? È l’amore verso la cugina. È il desiderio di lodare insieme il Signore, che ha fatto in lei e in Elisabetta grandi cose. È l’ansia missionaria di donarle Cristo, il Figlio che porta in grembo. È la gioia di comunicare a lei la sua fede. È il bisogno profondo di servirla nelle sue necessità.

Maria insegna alle nostre comunità cristiane e a ciascuno di noi a percorrere le vie della storia e degli ambienti della nostra vita andando incontro alle persone, uscendo da noi stessi e offrendo segni, parole, gesti di amicizia, di annuncio, di preghiera, di servizio. Soprattutto, insegna a portare Gesù ovunque viviamo.

Guardando ora alle nostre realtà locali, vorrei trarre da questa scelta di Maria, che onoriamo oggi con il titolo di Ausiliatrice, riconoscendo dunque che ella aiuta ogni discepolo del suo Figlio, che ella aiuta le famiglie e la Chiesa e il mondo intero con la sua intercessione potente, alcune indicazioni importanti per la nostra missione di credenti oggi e qui, nel nostro concreto vissuto e ambiente.
Maria ci insegna il coraggio di osare. Possiamo dire che è stata questa la caratteristica più forte che ha dato il via al boom economico e a tantissime iniziative di impegno sociale nella nostra terra. Le persone, le famiglie, i gruppi hanno saputo osare e scommettere sul futuro, partendo da una convinta valorizzazione di se stessi, con spirito creativo e carico di speranza.

Oggi, assistiamo a una crisi della speranza, per cui si cerca di conservare l’esistente e si ha scarsa fiducia nel domani. A farne le spese sono soprattutto i giovani, che si vedono tarpare le ali da un mondo “adultizzato”, spesso chiuso dentro i propri schemi culturali e sociali, che stenta ad aprirsi al nuovo e a lasciare spazio alla loro progettualità e fantasia.

Anche nelle nostre comunità avviene lo stesso: si preferisce governare il presente e si ha timore delle novità, che esigono un cambiamento giudicato troppo repentino e non accettabile dalla gente. Così, vediamo quanta fatica si fa ad accettare i nuovi orientamenti pastorali che la diocesi propone, gli inviti e le proposte di formazione degli adulti e di rinnovamento della catechesi o le iniziative rivolte ai giovani, il buon funzionamento delle unità pastorali sul territorio tra parrocchie vicine, ma spesso separate e chiuse all’ombra del proprio campanile. Soprattutto, si fa fatica ad intraprendere un’azione missionaria rivolta a tutte le persone e famiglie che abitano nello stesso territorio cittadino e vivono ai margini delle parrocchie e delle realtà cristiane.

Maria, giovane fanciulla di Nazaret, ci dia il coraggio di osare di più e scommettere sulla fede, confidando nello Spirito Santo e non su di noi e sui nostri progetti, senza paure e timori, con la gioia di camminare in fretta verso il mondo che ci circonda, fortificati da una speranza comune e da un unico obiettivo: quello di annunciare Cristo a tutto campo, senza timori o paure, e vivere il Vangelo della carità verso i poveri, i sofferenti, gli immigrati e i senza dimora, gli anziani e i giovani.

Maria ci insegna a investire il tempo non solo per il proprio benessere fisico e materiale, ma anche per la crescita umana e spirituale. Oggi, nella mentalità prevalente e reclamizzata dai massmedia, emergono regole primarie di vita da perseguire come idoli assoluti e indiscutibili. La prima dice che “il tempo è denaro” e questo principio diventa il valore primario, per cui tutto tende a fare soldi e tutto viene visto come via per raggiungere quest’obiettivo, al quale si sacrifica anche il tempo che dovrebbe essere dedicato alla famiglia, ai figli, alla comunità e alla solidarietà. «Quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?», ammonisce Gesu’ (Lc 9,25). Il lavoro è importante ed è un primario diritto di ogni persona, ma l’uomo non conta per quello che possiede o per quello che è capace di produrre e di guadagnare, perché vale per se stesso in quanto persona, soggetto di esigenze e di attese, che vanno oltre i beni materiali e provvisori ed appellano a quelli spirituali ed eterni.

Legata a questa, c’è poi una seconda regola di vita prevalente nel costume sociale, secondo la quale “il tempo è fatto per divertirsi”, per cui il diritto a ricercare quello che dà piacere e soddisfazione fisica e materiale, costi quello che costi, vale più di ogni altro bene. È la situazione del ricco, richiamata da Gesù nella parabola:

«Godi anima mia e divertiti con i beni che hai accumulato e che ti possono rendere felice. Stolto, dice il Signore, questa notte morirai e dovrai lasciare tutto, senza un minimo di credito, nei confronti di Dio e degli altri, che ti possa salvare dalla condanna eterna» (cfr. Lc 12,19-21).

Con queste regole di vita, il tempo dedicato a Dio, alla preghiera e al prossimo si riduce sempre più e anche gli spazi, che nella nostra cultura e tradizione venivano dedicati al riposo e ai valori dello spirito, come la domenica, sono svuotati della loro anima e si trasformano in ulteriori occasioni di stress, di shopping, di evasione. In questi ultimi tempi, abbiamo notato che diverse categorie di lavoratori si sono mobilitate criticamente contro il tentativo di rendere la domenica e perfino la Pasqua un giorno come gli altri, sottoposto alle leggi assolute del mercato e del consumismo, e hanno esigito che fosse salvaguardata la libertà per la loro vita personale e familiare. La Chiesa sostiene questa rivendicazione e richiama incessantemente il valore religioso e spirituale, ma anche sociale e familiare, della domenica e chiede che di essa tutti possano usufruire per la cura spirituale di se stessi, per l’incontro fraterno in famiglia, per la solidarietà.

Maria ci insegna ad usare il tempo per farci carico del disagio delle persone e delle famiglie. Il paradosso, che esiste oggi nella nostra terra, è ben evidenziato dal fatto che aumentano la ricchezza materiale e sociale, ma crescono anche l’insicurezza e la precarietà,la corruzione che è un cancro sociale dei più dannosi, le preoccupazioni e l’incertezza per il futuro, un clima di conflittualità su tutto e una palese rassegnazione che oscura l’animo di tanti. Spesso, si tratta di un disagio nascosto, che emerge solo nelle sue espressioni più crude, ma che è diffuso in molti nuclei familiari e abbraccia persone di ogni età e condizione.

Interessa anche il vivere quotidiano, per cui non sono pochi coloro che chiedono assistenza alle parrocchie e ai servizi sociali, anche per avere solo qualcosa da mangiare o per pagare il ticket sanitario o le bollette di affitto o di servizi indispensabili. La vita nei quartieri della nostra città e in particolare nelle periferie, diventa sempre più problematica, per la solitudine di tanti anziani che soffrono, oltre che per motivi economici, per la mancanza di affetto, di relazioni di vicinato o di parentela sincere e costanti, di un’efficace prossimità che permetta di affrontare i problemi più semplici e quotidiani. Le situazioni di disagio sono proprie inoltre di tante famiglie composte da donne sole, madri con figli a carico, immigrati non integrati nel tessuto ambientale del territorio, senza dimora che vivono per la strada senza una prospettiva di futuro,campi rom simili a favelas sudamericane, realtà condominiali in perenne conflittualità. La condizione giovanile in particolare è aggravata da condizioni di vita spesso precarie, dovute alla provvisorietà del lavoro, alle difficoltà di sviluppare le proprie attitudini secondo gli studi fatti e le competenze acquisite, alla propaganda accattivante di un facile guadagno su vie disoneste, al rifiuto di responsabilità che conduce a scelte provvisorie nel campo degli affetti.

Accanto alle iniziative promosse dalla Caritas e dalla San Vicenzo e da Migrantes, c’è nella città una numerosa schiera di “buoni samaritani”, disponibili a farsi carico di queste situazioni. Maria ci insegna che questo servizio non può essere solo di pochi o delegato ad esperti o volontari che generosamente si prestano, ma deve essere di ciascuno nei confronti del suo prossimo che gli vive accanto e che ha bisogno di essere accolto e visitato nelle sue difficoltà. Le nostre comunità debbono attivare e promuovere questa rete di prossimità, così da integrare sul piano dell’ambiente di vita quotidiano i servizi necessari alle esigenze delle famiglie e delle singole persone in difficoltà.

A Te, Maria Ausiliatrice, affido tutti gli abitanti della nostra terra torinese e i particolare i giovani. Aiutaci a ritrovare nelle comuni radici cristiane la forza spirituale della fede in Cristo e dell’amore, per superare le contrapposizioni e le tensioni di questo nostro tempo e affrontare i suoi problemi complessi con animo aperto alla speranza che tu infondi nei nostri cuori.

Preparazione, Santa Messa e Processione – ore 18,30-22,00:

Publiée par Agenzia Info Salesiana – Ans sur Vendredi 24 mai 2019

Il saluto finale di Mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino, al termine della processione:

«Avvenga per me secondo la tua parola» (Lc 1,38)

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Nell’esortazione apostolica postsinodale che Papa Francesco ha scritto per i giovani e per tutto il popolo di Dio, il Santo Padre parla di Maria e pone in risalto anzitutto il suo “sì” temerario, con cui ella aderisce alla chiamata di Dio. Maria risponde all’angelo Gabriele: «Avvenga per me secondo la tua parola» (Lc 1,38)

Questo “avvenga per me” non è un’accettazione passiva, rassegnata, come a dire: “Vediamo che cosa succede”, ma un’affermazione lucida e decisa, determinata. Maria ha saputo osare e fidarsi fino in fondo di Dio e della sua chiamata, ha scommesso su questa chiamata e se ne è resa responsabile.Ha rischiato la sua giovane vita, che aveva già deciso un suo progetto con Giuseppe, e l’ha cambiato radicalmente. Ella ci insegna a fidarci di Dio e ad accogliere il suo progetto su di noi senza troppe titubanze e paure del domani. Maria non ha avuto una strada facile, ha dovuto affrontare momenti dolorosi e difficili fin dall’inizio:il rifiuto di essere accolta a Betlemme, la fuga in Egitto, le parole di Simeone: «Una spada ti trafiggerà l’anima» (cfr. 2,35), cioè la croce di suo Figlio.

Ma Maria non ha mai ritirato il suo “sì” iniziale.Il suo desiderio di accettare e tentare l’impresa che le veniva richiesta è stato più forte delle incertezze, dei dubbi e delle difficoltà.Ella è la grande custode della speranza, da lei impariamo ad essere tenaci nel perseguire il cammino e tendere alla meta che Dio ci indica. Per questo Maria ci insegna a non perderci d’animo e a resistere ai dubbi e alle debolezze che pure ci portiamo nel cuore.

Questa speranza che va oltre ogni compromesso, Maria la esercita non solo verso Dio, ma anche verso il suo prossimo: non ha timore di affrontare un viaggio difficile e faticoso per andare dalla cugina Elisabetta, per farsi serva e aiutarla in un momento faticoso per lei, che attendeva un figlio in tarda età; porta alla cugina la gioia e la presenza di Gesù, che santifica Giovanni Battista, figlio nel seno della madre; loda e ringrazia con l’inno del Magnificat la potenza di Dio, che si è manifestata nella sua povera vita di fanciulla adolescente. Maria non si spaventa difronte alla persecuzione di Erode; si fa carico della gioia di due giovani sposi, che rischiano di essere derisi durante il loro matrimonio, perché non hanno predisposto il vino sufficiente per gli invitati ed ella, attenta e vigile, li aiuta sfidando persino la volontà di Gesù, che era restio a compiere il miracolo, perché non era ancora giunta la sua ora; accetta di farsi madre dei suoi discepoli sotto la croce e di stare con loro per invocare nel Cenacolo la venuta dello Spirito Santo promesso.

Questa ragazza, afferma Papa Francesco, è la madre che veglia sui suoi figli,i quali camminano nella vita stanchi e scoraggiati, bisognosi di speranza e di forza.Sì, in lei e con lei la luce della fede e della speranza non si spegne nei nostri cuori e possiamo affrontare con serenità ogni avversità. La nostra Madre guarda le nostre famiglie e comunità, che lei ama e che la cercano facendo silenzio nel proprio cuore, nonostante il chiasso e il rumore assordante che ci circonda ogni giorno.Con lei nel cuore, la speranza di vincere ogni difficoltà si fa strada dentro di noi e ci dona la serena fiducia nel suo amore e nella sua tenerezza di madre misericordiosa.

A Te, Madonna Ausiliatrice, affido la diocesi e tutti gli abitanti della nostra terra.Aiutaci a ritrovare nelle comuni radici cristiane la forza spirituale della fede in Cristo e la morale dell’amore,per superare le contrapposizioni e le tensioni di questo nostro tempo e affrontare i suoi problemi complessi con animo aperto alla speranza, che è sempre possibile con la tua intercessione, per ricercare insieme le soluzioni più concrete e appropriate,che aprano le vie di una convivenza socialepacifica e solidale.

Amen.

Sabato 11 maggio: l’ordinazione presbiterale di don Paolo Francesco Pollone SDB

L’Ispettoria salesiana Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania è lieta di comunicare che il Salesiano don Paolo Francesco Pollone è stato ordinato sacerdote sabato 11 maggio 2019 alle ore 15.00 per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di S.E.Rev.ma Mons. Cesare Nosiglia Arcivescovo di Torino, presso la Basilica di Maria Ausiliatrice.

 

Un momento di grande gioia, condiviso durante la giornata di sabato tra confratelli, familiari e tanti amici.

Condividiamo insieme la lode al Signore per il suo dono di Grazia.

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Istituto Agnelli: Mons. Cesare Nosiglia alla veglia di preghiera per il mondo del lavoro

Martedì 30 aprile presso l’Istituto Salesiano dell’Agnelli, si è tenuta una veglia di preghiera per il mondo del lavoro, presieduta dal vescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia, all’interno del “Festival del Lavoro” promosso dall’Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro della Arcidiocesi di Torino.

Un importante  momento di riflessione con cui Mons. Cesare Nosiglia ha proposto a coloro che sono chiamati ad esercitare ruoli di responsabilità nel tessuto sociale ed economico di operare insieme su alcune piste di lavoro, le quali sono state elencate e approfondite durante la veglia.

Ordinazione presbiterale di don Paolo Francesco Pollone SDB

L’Ispettoria salesiana Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania è lieta di comunicare che il Salesiano don Paolo Francesco Pollone sarà ordinato sacerdote sabato 11 maggio 2019 alle ore 15.00 per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di S.E.Rev.ma Mons. Cesare Nosiglia Arcivescovo di Torino, presso la Basilica di Maria Ausiliatrice.

Don Paolo terrà la sua prima Messa domenica 12 maggio 2019 alle ore 11.00 presso Rivalta di Torino nella Cappella di San Vittore e Santa Corona.

Condividiamo insieme la gioia e la lode al Signore per il suo dono di Grazia.

Per l’occasione, la nostra Redazione ha avuto il piacere di ottenere una breve intervista da don Paolo Francesco Pollone in onore della sua prossima ordinazione:

Don Paolo, perché hai scelto di diventare sacerdote salesiano sotto la guida di don Bosco?

Fin da piccolo ho avuto il desiderio di diventare sacerdote. Ho iniziato un cammino di discernimento per diventare presbitero diocesano. Ho capito però che Dio mi chiamava a far parte di una comunità. Mi sono sentito subito a casa quando ho cominciato il percorso di discernimento a Valdocco. Gli imprevisti di Dio mi hanno portato qui.
Emblematico è stato per me andare alla scuola salesiana di Cumiana che è stata una “seconda casa”: così mi sono sentito subito accolto quando ho scelto di proseguire la mia vocazione nella famiglia guidata da don Bosco.

“Io sono la porta” (Gv 10,7) è la frase del Vangelo che hai scelto per gli auguri della tua ordinazione. Perché?

Ho avuto l’ispirazione grazie ai miei compagni che si preparavano alla loro Professione perpetua. Per fare i loro auguri avevano scelto come passo del Vangelo Giovanni 10, “il buon Pastore”.  Anche io ho voluto far mio questo passo come augurio della mia ordinazione, soffermandomi però sulla parte in cui Gesù dice “Io sono la porta”. Mi sono rifatto ad una riflessione di Papa Benedetto XVI in cui commentava proprio questa parte del brano evangelico. La frase l’ho sentita subito mia. Essere un sacerdote, un salesiano, che non passa attraverso quella porta che è Gesù Cristo, non porterebbe da nessuna parte. Gesù infatti dice: “chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante” (Gv 10,1). Il Pastore allora entra per quella porta, con coloro che gli sono affidati.

 

 

Don Bosco San Salvario: Pane nostro, raccogliamo per condividere

Pane nostro è un’iniziativa di Caritas Diocesana e dell’Ufficio Scuola Diocesano, in collaborazione con il Banco Alimentare del Piemonte Onlus e l’Ufficio Scolastico Territoriale di Torino.

L’Arcivescovo di Torino – mons. Cesare Nosiglia – ha inteso avviare nelle scuole primarie, statali e paritarie, della città di Torino, per l’anno 2019, una raccolta di cibo destinata al sostegno di persone e famiglie in condizioni di povertà. Le azioni del raccogliere e del donare, precedute da una offerta educativa in ambito scolastico, hanno sensibilizzato gli studenti e le loro famiglie sui temi dell’attenzione al cibo, della solidarietà e della condivisione partecipata nei confronti della povertà e del dono gratuito come fonte relazionale.
La Parrocchia Santi Pietro e Paolo e la Parrocchia del Sacro Cuore di Maria, insieme all’oratorio San Luigi, hanno partecipato con la scuola elementare Silvio Pellico, Istituto Comprensivo Manzoni e dalla scuola Protette di San Giuseppe. Ogni giorno, per una settimana, i volontari Angelo ed Enrico, insieme ai giovani ospiti del centro di accoglienza dell’oratorio San Luigi, si sono recati presso le scuole per raccogliere gli scatoloni contenenti il cibo portato dalle famiglie degli alunni, per poi portarlo alla parrocchia e all’oratorio, che stanno provvedendo nella distribuzione alla famiglie più in difficoltà.

Si è raggiunto un ottimo risultato:

-Manzoni: 42 scatoloni per un totale di 240 Kg

-Pellico: 67 scatoloni per un totale di 558,72 Kg

-Protette San Giuseppe 9 scatoloni per un totale di 65 Kg

Si ringraziano le scuole per aver accettato la proposta diocesana e si ringraziano le famiglie che hanno voluto condividere con chi è più in difficoltà.

Si spera che questa iniziativa possa avere un proseguo nelle scuole attraverso momenti educativi e formativi condivisi.

Agnelli, Torino – Ricorrenza di San Sebastiano

Si pubblica qui di seguito un articolo proveniente dalla casa Salesiana Edoardo Agnelli di Torino riguardo alla celebrazione della Santa Messa di lunedi 21 gennaio per la ricorrenza di San Sebastiano, patrono del corpo di Polizia municipale:

Lunedì 21 gennaio Mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, ha presieduto presso la nostra parrocchia l’annuale celebrazione per la ricorrenza di san Sebastiano, patrono del corpo di Polizia municipale. La Santa Messa è stata concelebrata dal parroco don Gianmarco e dal direttore dell’opera salesiana don Claudio.

Durante l’omelia Mons. Nosiglia ha sottolineato lo stretto legame che intercorre tra la missione della polizia e la vita di San Sebastiano che ha testimoniato l’amore per la verità fino a sacrificare se stesso. La parola è diventata preghiera nel ricordo dei defunti e, in particolare, nel trentesimo anniversario della scomparsa del poliziotto Roberto Bussi il quale, come ha sottolineato il vescovo, ha “donato un tributo di sangue” per difendere la popolazione fino a dare il dono della sua vita per i valori civili e religiosi in cui ha sperato e creduto.

Nosiglia ha indicato il corpo di Polizia municipale come coerente punto di riferimento per la popolazione e ha ricordato la sua preziosa collaborazione durante le processioni cittadine della Consolata, dell’Ausiliatrice e durante le recenti ostensioni della Sindone. Alla Santa Messa ha preso parte la sindaca di Torino, dott.ssa Chiara Appendino, accompagnata da alcune autorità civili e militari.

Prima della benedizione è stata letta la preghiera a san Sebastiano alla cui celeste protezione è stato affidato tutto il corpo di Polizia municipale del Comune di Torino.

Torino, il Sinodo entra in carcere

Riportato qui di seguito l’articolo a cura di Marina Lomunno – giornalista, coordinatore redazionale – La Voce e il Tempo, settimanale della diocesi di Torino – di giovedi 3 gennaio, inerente alla visita guidata dall’arcivescovo Nosiglia, di un gruppo di 80 ragazzi, provenienti dalle diocesi di Rivoli, Moncalieri e Collegno, che ha visitato l’istituto per minori “Ferrante Aporti“. Buona lettura!

Il Sinodo sui giovani nelle intenzioni del Papa doveva coinvolgere tutte le realtà giovanili, in particolare quelle più fragili: ecco perché è molto significativo che un gruppo di adolescenti delle nostre comunità cristiane abbia proposto ai loro animatori di conoscere durante il Sinodo i loro coetanei che vivono la realtà della detenzione.

Un bel segnale di accoglienza e fratellanza.

Don Domenico Ricca