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Salesiani Bra: premiata la classe prima della scuola media al concorso “La mia scuola ai tempo del Covid”

La classe prima della Scuola Media Salesiana di Bra è stata premiata al concorso regionale “LA MIA SCUOLA AL TEMPO DEL COVID”, l’iniziativa che ha visto coinvolti il Consiglio regionale del Piemonte, attraverso la Consulta femminile, l’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, l’Associazione Save The Children e la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza del Piemonte. Di seguito il racconto scritto dall’allieva Marta Gandino gentilmente fornito alla Redazione dai Salesiani di Bra.

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CONCORSO “LA MIA SCUOLA AI TEMPI DEL COVID” premiata la classe prima della scuola media salesiana

CONCORSO “LA MIA SCUOLA AI TEMPI DEL COVID” premiata la classe prima della scuola media salesiana (II parte)

Dopo aver pubblicato uno stralcio del testo di classe, oggi presentiamo il racconto scritto dall’allieva Marta Gandino: un’originale versione di come può esser vista la scuola “ai tempi del Covid”. 

La strana scuola del Mondolàfuori

(Due gemelli nella pancia della loro mamma, ascoltando i discorsi dei genitori e della sorella maggiore, si interrogano su cosa sia la “scuola” di cui sentono continuamente parlare. Non riuscendo facilmente a spiegarsi la natura di questa “scuola”, decidono di immaginarsela…)

[…] Cominciammo concretamente a immaginare una scuola tutta nostra. Ragionammo, pensammo, condividemmo tutte le idee possibili immaginabili, rielaborandole, scartando quelle che, secondo noi, non c’ entravano nulla e le ordinammo per bene.

Alla fine, venne fuori una scuola bellissima e organizzatissima. Perfetta per noi e da proporre anche là fuori, a nostra sorella. 

Nella nostra scuola ideale, le lezioni si sarebbero svolte quattro giorni su sette, più uno “facoltativo”, il venerdì. Le lezioni sarebbero state separate da 
due intervalli all’aperto. Per noi, nella pancia, non c’era grande varietà di spazio, ma bastava un pizzico di immaginazione per sentirci in cortile. 

Ogni giorno ci sarebbe stato un professore, che avrebbe insegnato per tutto il dì le sue materie (minimo 2 per ogni insegnante). La lezione sarebbe stata organizzata in  mezz’ora di spiegazione e mezz’ora di esercizi insieme: nella pancia, io e mia sorella ci saremmo alternati nello svolgimento. 

Gli alunni, in questa scuola, sarebbero dovuti essere massimo 25 per ogni classe: ci piaceva quel numero anche se, nella nostra di sezione, ci stavamo solo in due.

 In aula, ciascuno avrebbe avuto un vicino di banco, che avrebbe cambiato ogni mese o quando ce ne fosse stato bisogno. Io avrei volentieri fatto cambio ogni tanto ma, sapevo che per i successivi 3 mesi, non avrei avuto che mia sorella accanto.

Tra compagni di banco ci si sarebbe potuti aiutare e ognuno avrebbe potuto considerare come “socio”, per i lavori a coppie, il suo vicino (cambiandolo però regolarmente). Volevo bene alla mia gemella, ma mi sarebbe piaciuto conoscere presto anche qualcun altro. 

I ragazzi, in questa scuola, avrebbero potuto parlare, ovviamente, solo alzando la mano (mentre noi, nella pancia, ci saremmo prenotati con un “calcetto”).
Le regole dell’anno sarebbero state dettate all’inizio del primo trimestre. Le “leggi scolastiche” sarebbero dovute essere rispettate da tutti, per garantire una buona convivenza civile (roba che non avevamo ben capito cosa fosse, ma ci era sembrata importante). 

Il primo giorno di scuola sarebbe stato dedicato alla “Genesi del Lavoro”, un compito che sarebbe consistito nel trovare, personalmente, un obiettivo da raggiungere entro la fine dell’anno e qualcosa da migliorare di sé in termini di amicizia o di impegno. Io e mia sorella, per esempio, nella pancia, ci eravamo ripromessi di non scalciare troppo e di non tentare uscite anticipate o capriole. 

Più o meno a metà anno, in questa magnifica scuola, si sarebbe tenuta una festa che, in base alle decisioni del Preside e dei docenti (o della mamma), avrebbe contemplato un tema diverso: si sarebbe potuto trattare di una Festa-Ballo (in cui un ragazzo avrebbe invitato una ragazza), una Festa-PigiamaParty (molto raro), Festa-di-Compleanno o una Festa-di-Fine-Anno, a cui sarebbero state invitate anche le famiglie degli alunni.

Il trimestre passò tra progetti, immaginazione e “scuola in pancia”, una nuova dicitura che si sarebbe potuta accostare a quelle più note di “scuola in presenza” e “scuola a distanza”. 

Poi, un bel giorno, suonò la campanella: non fu l’allarme antincendio, anche se qualche grido non mancò. Io e mia sorella fummo come spinti via di corsa dall’aula. 
Quando riuscii ad aprire gli occhi, mi guardai attorno e rimasi stupito. Il Mondolàfuori era bellissimo. Mi avevano chiamato MICHELE. Mia sorella si chiamava ARIANNA.
Dentro la pancia era molto più facile parlare, guardarsi intorno, pensare… lì c’era di nuovo tutto da imparare. 

Era forse stato tutto inutile quel progettare, quell’immaginare? Chi lo sa. Ora si doveva pensare a crescere ripartendo da zero.  Avevamo cambiato aula, compagni e professori: eppure amavamo già quella nuova scuola. 

Marta Gandino

Prima media

CS: Insediato il Tavolo permanente per la scuola paritaria – Regione Piemonte

Di seguito si riporta il Comunicato Stampa della Regione Piemonte. riguardante l’insediamento del Tavolo permanente per la scuola paritaria.

COMUNICATO STAMPA

LA REGIONE ISTITUISCE PER LA PRIMA VOLTA UN “TAVOLO PERMANENTE SULLA SCUOLA PARITARIA”: UN SEGNALE FORTE A SOSTEGNO DELLA LIBERA SCELTA EDUCATIVA PER LE FAMIGLIE PIEMONTESI

Oggi è un giorno importante che segna una svolta storica per la scuola paritaria. La Regione Piemonte, che da sempre ne riconosce la funzione sociale e formativa, per la prima volta dalla sua istituzione ha costituito un “tavolo regionale permanente sulla scuola paritaria” rappresentato dal presidente Alberto Cirio, dall’assessore all’istruzione Elena Chiorino, un membro della direzione dell’assessorato e un componente designato da ciascuna delle associazioni rappresentative delle scuole paritarie, dei genitori degli alunni e del corpo docenti. Una realtà, quella della scuola paritaria che conta 699 istituti di ogni ordine e grado, più di 5 mila docenti coinvolti ed un bacino di studenti superiore alle 50 mila unità.
“I fondi europei che arriveranno per ripartire – sottolinea il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio – dovranno andare anche alla scuola, perché sulla scuola dobbiamo investire di più. Lo facciamo su quella statale, ma anche sulla scuola paritaria, attraverso questo tavolo che ci permetterà di concertare gli obiettivi e le soluzioni. Perché solo insieme e investendo sul futuro dei nostri figli potremo veramente ripartire”.
Con riunioni trimestrali, fatte salvo situazioni di emergenza, il tavolo sarà sede di confronto, sinergia e condivisione di linee e strategie comuni sui temi inerenti al progetto educativo – didattico promosso dalle scuole paritarie con un insegnamento  improntato ai principi di libertà stabiliti dalla Costituzione.
“E’ un segnale forte a sostegno della libera scelta educativa – così l’assessore Elena Chiorino – e questo tavolo rafforza anche l’importanza del principio di sussidiarietà a supporto delle famiglie. Quello di oggi non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza perché è stato stabilito un metodo di lavoro nell’interesse dei migliaia dei studenti e insegnanti che costituiscono questo mondo”.
Alla conferenza stampa di presentazione era presente anche il prof. Giuseppe Parisi, rappresentante della Fidae (Federazione Istituti di attività educative) che ha espresso la propria soddisfazione ricordando come “ragazzi più formati oggi saranno sicuramente adulti più liberi e consapevoli di creare una società migliore.”

Faranno parte del tavolo regionale anche un rappresentante designato dalle associazioni del mondo della scuola: AGeSC (Associazione Genitori Scuole Cattoliche), CDO OPERE EDUCATIVE – FOE, CIOFS – SCUOLA Piemonte e Valle di Aosta, CNOS SCUOLA Piemonte e Valle di Aosta, DIESSE (Didattica e Innovazione scolastica), Di.S.A.L. (Dirigenti Scuole Autonome e Libere), FIDAE (Federazione Istituti per le Attività Educative) Piemonte-Valle di Aosta, FISM (Federazione Italiana Scuole Materne) Piemonte, e Forum delle Associazioni familiari del Piemonte

Vedi articolo anche su La Voce del Tempo

L’ambizioso progetto di rinnovo all’Istituto Internazionale Edoardo Agnelli – Corriere della Sera

Il Corriere della Sera, all’interno del dibattito sui fondi per le scuole e gli istituti paritari, riporta l’evento svoltosi ieri all’Istituto Internazionale Edoardo Agnelli di TorinoInsieme costruiamo Futuro“. Di seguito l’articolo a cura di Chiara Sandrucci.

La Regione: una parte dei fondi per le scuole agli istituti paritari per la liberà educativa
Il governatore Cirio: «Non chiamatele private, sono pubbliche come le statali»

«Non chiamatele scuole private, le paritarie sono scuole pubbliche come le statali». Con questa premessa, il presidente della Regione Alberto Cirio ieri ha tenuto a battesimo il «tavolo regionale permanente sulla scuola paritaria».

Una sede di confronto, con riunioni ogni 3 mesi per concertare obiettivi e strategie, mai istituita prima in Piemonte. «L’insediamento del tavolo è un momento storico nella vita di questa regione – ha sottolineato Cirio -. In questo modo riconosciamo il valore fondamentale della libertà della scelta educativa, una libertà a 360° che permetta alle famiglie di decidere come educare i figli».

Il tavolo consolida il rapporto con le paritarie, 699 istituti per la maggior parte di ispirazione cattolica in Piemonte, più di 5 mila docenti e oltre 50 mila studenti, in vista dei fondi in arrivo per la ripartenza. «È fondamentale che una parte delle risorse che verranno stanziate per il mondo della scuola veda tra i beneficiari la scuola pubblica paritaria: è un interesse generale che ci spinge ad investire in questa direzione», ha dichiarato Cirio presentando il nuovo tavolo insieme all’assessore all’Istruzione Elena Chiorino e al docente Giuseppe Parisi rappresentante della Fidae, Federazione di scuole cattoliche primarie e secondarie. Una scelta destinata a sollevare polemiche, come già avvenuto con i 250 milioni di euro presenti nel Recovery Piemonte per rendere «smart» le scuole paritarie. Il gruppo piemontese di «Azione», il partito di Carlo Calenda, lo ha definito «un regalo inaccettabile agli “imprenditori dell’educazione” per risistemare edifici di proprietà privata».

Questione che si va ad aggiungere all’annosa questione dei fondi regionali per i «voucher scuola», da sempre in parte destinati a sostenere le famiglie nel pagamento delle rette alle paritarie. Tra queste scuole a Torino c’è l’Istituto Agnelli dei Salesiani, che giusto ieri ha presentato un ambizioso progetto di rinnovo delle aule e dei laboratori dell’Istituto tecnico tecnologico. I lavori partiranno il 24 maggio per concludersi a fine agosto 2021 e saranno in parte finanziati dalla Fondazione Agnelli.

«Come scuola paritaria non abbiamo accesso ai fondi per l’edilizia scolastica destinati alle statali», ha sottolineato il direttore don Claudio Belfiore, che sta facendo dell’innovazione didattica la sua missione all’insegna di intelligenza artificiale, realtà virtuale, industria 4.0, sostenibilità energetica. Il prossimo anno nel quadro orario settimanale verrà inserita un’intera giornata dedicata ai laboratori, dalle 9 alle 16,30, e debutta il nuovo indirizzo in Energia.

Alla presentazione del progetto è intervenuto anche Mauro Berruto, già allenatore della nazionale di pallavolo, possibile candidato sindaco di Torino per il centrosinistra. È stato lui a spiegare il senso delle tre parole «Insieme costruiamo futuro», titolo dell’evento.

Il restauro dell’oratorio di San Filippo Neri a Chieri

La Città di Chieri, grazie al contributo della Regione Piemonte, sta curando il restauro della cappella dell’Oratorio di San Filippo Neri con lo scopo di avere una sala ad uso polivalente attrezzata di nuovi impianti tecnologici. I filmati dei restauri vengono trasmessi dall’emittente televisiva locale GRP sul canale 13 del digitale terrestre, il venerdì alle 19,45, il sabato alle 13,30 e la domenica alle 22,30. Di seguito si riporta l’articolo pubblicato su “Torino Free“.

Nella cappella dell’Oratorio di San Filippo Neri è in corso un impegnativo restauro curato dalla Città di Chieri con il contributo della Regione Piemonte. L’intenzione dell’amministrazione comunale è quella di dotare la città di una sala ad uso polivalente tornata agli splendori originali e attrezzata con i più moderni impianti tecnologici.

Il luogo caro ai chieresi e ai Salesiani perché tra quelle mura, in quelle stanze e in quei corridoi Don Bosco studiò dall’ottobre del 1835 al 1841, anno in cui termina, a malincuore, il suo percorso di clericato, come egli stesso ricorda: “Mi tornò dolorosissima quella separazione; separazione da un luogo dove ero vissuto per sei anni, dove ebbi educazione, scienza, spirito ecclesiastico e tutti i segni di bontà e di affetto che si possono desiderare”.

Di seguito l’intervista al sindaco Alessandro Sicchiero, al restauratore Angelo Marello, alla progettista dell’intervento di recupero Cristina Soldati

I filmati con i restauri vengono messi in onda dall’emittente televisiva locale GRP sul canale 13 del digitale terrestre, il venerdì alle 19,45, il sabato alle 13,30 e la domenica alle 22,30.

Il centro visite allestito al primo piano permette di scoprire la vita del Santo e l’ambiente chierese che fu il teatro della formazione di Don Bosco, attraverso un percorso multimediale e la parziale ricostruzione di alcuni ambienti della prima metà dell’Ottocento.

L’oratorio si presenta, chiuso tra la galleria di accesso al convento e la chiesa di San Filippo Neri, come un’aula a navata unica con pianta rettangolare, coperta da una volta a botte costolonata. Il presbiterio è absidato, con cupola e cupolino a pianta ottagonale. La prima edificazione dell’oratorio risale al 1695, come conseguenza dell’ampliarsi del convento e del suo collegarsi alla chiesa di San Filippo. Le opere vennero proseguite tra il 1763 e il 1772, su progetto dell’architetto Galletti. Nell’anno successivo la Congregazione dei Filippini decide di far realizzare l’altare in marmo dell’oratorio, ma la configurazione attuale risale alla fine dell’Ottocento, quando il professor Massoglia demolì il presbiterio e lo ampliò, rifacendo interamente la volta (decorata con affreschi) e l’orchestra. Appartengono a questa fase di rifacimenti neo-barocchi gli stucchi dei fratelli Borgogno e del Gianoli. Dopo la chiusura del seminario, anche l’oratorio, come il convento, andò lentamente depauperandosi. Nel 1801, durante la dominazione francese, chiesa e convento passarono al Comune. Dopo la restaurazione, i padri Oratoriani tornarono in possesso degli edifici, ma nel 1819 chiusero il convento per mancanza di religiosi. Dal 1828 al 1949 l’edificio fu sede del Seminario Maggiore di Torino. Fu più volte parzialmente requisito per essere utilizzato come caserma e poi come carcere nel periodo della Grande Guerra. In seguito il convento fu acquistato dai padri Salvatoriani e successivamente ceduto al Comune.

Dopo la chiusura del seminario, l’oratorio subì un forte degrado degli intonaci dipinti e delle decorazioni a stucco, causato da dilavamenti e infiltrazioni di acqua piovana proveniente dalla copertura superiore, ora sanata, che, fortunatamente, non hanno intaccato la struttura della volta. Non si evidenziano fratture ne cedimenti significativi, mentre la superficie pittorica è stata interessata da un processo di erosione e impoverimento, in alcune aree più superficiale in altre più profondo. Anche l?altare purtroppo non è in buono stato di conservazione.

La pavimentazione nella zona presbiteriale risulta complessivamente in buone condizioni, mentre più critico appare lo stato conservativo della pavimentazione dell’aula, in cui si notano lastre fratturate, rappezzi cementizi e lacune.

I lavori di restauro, iniziati nel gennaio di quest’anno, mirano a restituire l’antica cappella all’aspetto di fine Ottocento. Attraverso analisi fisico-chimiche è stato possibile ricostruire l’originale impianto. L’intervento riguarda non solo l?apparato decorativo pittorico e quello a stucco, ma l’insieme della cappella, anche con il recupero impiantistico, finalizzato ad un utilizzo per eventi culturali di vario tipo.

L’intenzione dell’amministrazione comunale è quella di dotare la città di una sala ad uso polivalente tornata agli splendori originali e attrezzata con i più moderni impianti tecnologici.

Nella prima fase del restauro sono state ripulite le pareti affrescate, anche attraverso l’estrazione dei sali depositati sulla superficie. Sono state inoltre rasate le parti di intonaco mancanti in seguito a distacchi. Le decorazioni pittoriche sono in corso di ripristino.

Nei casi in cui la pittura è completamente asportata si usa la tecnica dello spolvero, che consente di riprodurre la decorazione con assoluta fedeltà all’originale. Le parti mancanti delle numerose figure di puttini sono invece ridipinte in modo non invasivo con la tecnica del puntinato o del rigatino, che permette di ricostruire il disegno evidenziando per l’intervento, nel rispetto dei dettami del restauro conservativo.

Si ringrazia Michele Fassinotti dell’Ufficio stampa della Città Metropolitana di Torino

Per informazioni e visite www.carreumpotentia.it

Tornare in classe in sicurezza: l’opuscolo della Regione Piemonte

La Regione Piemonte, in collaborazione con la Prefettura di Torino, l’Agenzia della mobilità piemontese e l’Ufficio scolastico regionale, ha messo a punto un opuscolo in cui sono indicati gli aspetti legati alla sicurezza degli studenti, in vista del loro progressivo rientro in presenza.

Di seguito il contenuto dell’opuscolo, in modo da prendere visione delle linee guida indicate dalla Regione per poter ritornare in classe in assoluta sicurezza e serenità.

CNOS-FAP Regione Piemonte: progetto Erasmus Plus “Integrate”– Kick-off Meeting

L’Associazione CNOS-FAP e il programma Erasmus Plus “Integrate”dell’Unione Europea: di seguito la presentazione del programma e la partecipazione al Kick-off Meeting da parte del CNOS-FAP della Regione Piemonte, avvenuto online il 26 gennaio scorso.

Progetto Erasmus Plus INTEGRATE – storytelling to promote migrants entrepreneurship

Il 26 gennaio scorso si è tenuto il Kick-off Meeting del progetto Erasmus Plus “Integrate”, progetto che ha come finalità quella di formare giovani migranti sulle competenze imprenditoriali attraverso la metodologia dello storytelling.

Il progetto rientra nel quadro delle azioni internazionali KA202 – Partenariati strategici per l’istruzione e la formazione professionale del programma Erasmus Plus dell’Unione Europea ed ha come capofila la Camera di Commercio Italo-Svedese. CNOS-FAP insieme agli altri partner italiani, svedesi, belgi, greci e tedeschi contribuirà all’ideazione e la sperimentazione dei moduli formativi per giovani e adulti migranti per il potenziamento delle competenze di autoimprenditorialità.

Erasmus Plus Integrate
26 GENNAIO 2021 – KICK OFF MEETING

Alcuni studi mostrano che in media gli immigrati sono più inclini a creare la propria impresa rispetto ai cittadini europei con un background non migratorio. Pertanto, il progetto Erasmus INTEGRATE mira a utilizzare l’impatto delle storie personali per cambiare gli atteggiamenti individuali e sociali verso la migrazione e per promuovere l’impegno imprenditoriale degli immigrati.

Il progetto Erasmus proposto fornirà una formazione imprenditoriale con particolare attenzione all’applicazione della metodologia dello storytelling per sfruttare il background culturale dei migranti e promuoverne la loro inclusione sociale.

L’obiettivo dei corsi di formazione è quello di fornire attività di educazione all’imprenditorialità e all’innovazione, in particolare per costruire la fiducia, fornire ai migranti competenze hard e soft competenze per progettare i loro piani professionali o imprese e acquisire le competenze per avviare e gestire un nuovo business di successo. Inoltre, il progetto proposto svilupperà uno strumento innovativo ICT per trasferire le competenze al gruppo target. Infine, il progetto proposto svilupperà un’attività di apprendimento misto che combinerà corsi di formazione faccia a faccia con l’istruzione online.

Erasmus INTEGRATE mira a fornire una formazione imprenditoriale con particolare attenzione alle tecniche di storytelling per condividere le storie degli imprenditori migranti e favorire la loro inclusione sociale ed inoltre promuoverà la formazione imprenditoriale tra i formatori VET e, come obiettivo secondario, aumenterà la consapevolezza dei politici sul potenziale dei migranti nei sistemi economici. Erasmus INTEGRATE diffonderà le storie degli imprenditori migranti come fonte di emulazione per sviluppare la passione per l’imprenditorialità.

Inoltre Erasmus INTEGRATE si pone come obiettivi:

Promuovere l’imprenditorialità per sostenere l’inclusione sociale dei migranti in Europa sviluppando corsi di formazione imprenditoriale innovativi per i migranti basati sulle più recenti strategie di comunicazione per sfruttare il background culturale personale. Mira anche a condividere esempi di successo di imprenditori migranti per promuovere la fiducia dei migranti e l’inclusione sociale.
Sviluppare una guida utile per i formatori e gli insegnanti VET contenente il quadro delle competenze dell’imprenditore migrante
Sviluppare una piattaforma innovativa dove condividere le migliori storie di imprenditori migranti, e trasferire il corso di formazione
I beneficiari del progetto saranno dunque imprenditori migranti/migranti con spirito imprenditoriale; insegnanti/formatori/tutor di formazione professionale; PMI/organizzazioni che sostengono l’imprenditorialità; Policymakers.

CNOSFAP Regione Piemonte: “Tempo di iscrizioni online, tempo di scelta di futuro”

Ultimi giorni per le iscrizioni online nei Centri di Formazione Professionale del Piemonte: fino al 25 gennaio 2021. Si riporta di seguito la comunicazione dell’Associazione CNOS-FAP Regione Piemonte: “Tempo di iscrizioni online, tempo di scelta di futuroe il rimando a ciascuna sede presente sul territorio dove poter effettuare l’iscrizione.

Tempo di iscrizioni online, fino al 25 gennaio ma poi ci si può ancora iscrivere presso le nostre segreterie fino a settembre 2021 (se ci sono posti disponibili!)

C’è ancora una settimana per provvedere alle iscrizioni online per le ragazze e i ragazzi che stanno frequentando “la terza media” e la domanda che si fa sempre più assillante è: COSA VUOI DIVENTARE?

Anche noi da bambini ci domandavano cosa avremmo voluto fare da grandi. Era un gioco.

Oggi invece è una scelta cruciale, una scelta di futuro.

Ed in questo tempo di pandemia si fa ancora più difficile rispondere perché il distanziamento sociale ci impedisce di muoverci come avremmo fatto in situazioni di normalità.

Ma c’ è internet, c’è la Rete, ci sono i Social, per informarsi!

E c’è anche CNOS-FAP, che mette in campo le sue forze e la sua proposta formativa diversificata per aiutarti a dare la migliore risposta a questa domanda.

Dodici i Centri di Formazione Professionale dei Salesiani di Don Bosco che operano sul territorio regionale suddivisi in tre aree:

PIEMONTE ORIENTALE
CUNEESE
CITTA’ METROPOLITANA

Qui allievi e formatori stanno insieme sempre, condividono ogni attività, in aula, in laboratorio o nella ricreazione. La proposta educativa non riguarda solo la crescita professionale, ma anche quella umana e personale: è difficile essere bravi professionisti senza essere brave persone. Per i nostri formatori una lezione o una partita a calcetto, un esperimento o uno spettacolo, una riflessione spirituale o una castagnata, sono momenti diversi di un unico percorso volto a superare insieme gli ostacoli che via via si presenteranno.

Il ruolo del formatore è quello di facilitatore dell’apprendimento: ogni persona diventa protagonista attiva e non un imbuto di nozioni.

E poi c’è il tutor! Si tratta di una figura esperta che segue la relazione con le famiglie e fa da mediatore tra formatori e con gli allievi. Il tutor, donna o uomo che sia, esercita “la mission salesiana” tanto in ambito formativo quanto “là fuori”, nella società.

E ci sono anche il direttore, i suo più stretti collaboratori e il personale di segreteria e amministrazione, che nell’assolvimento delle più diverse mansioni, contribuiscono a creare il giusto ambiente formativo.

Le Aziende hanno ormai ben chiaro il valore di una Qualifica Professionale conseguita presso il CNOS-FAP: non significa solo essere dei bravi professionisti, significa anche essere persone che hanno dei valori.

I laboratori, le officine, le aule multimediali sono in costante evoluzione e permettono agli allievi di crescere professionalmente e in piena sicurezza.

Tutto il team del Centro di Formazione Professionale svolge il compito di accompagnare questa crescita e favorire la formazione umana e civile secondo il progetto educativo raccomandato da Don Bosco ai suoi Salesiani.

E dopo aver conseguito la qualifica professionale?

se vorrai lavorare …

… il personale del Centro di Formazione Professionale ti accompagnerà all’inserimento nella professione in Aziende del tuo settore.

Lo Sportello dei Servizi al Lavoro, acronimo SAL, sarà a tua disposizione per la redazione del curriculum vitae, per prepararti al colloquio di lavoro, per segnalarti le Aziende che hanno richiesto un profilo come il tuo e nel prosieguo della tua carriera professionale, per comunicarti ogni occasione di aggiornamento.

se vorrai proseguire gli studi …

… potrai ottenere il Diploma professionale con un ulteriore anno di frequenza oppure passare al sistema dell’Istruzione pubblica per il conseguimento del Diploma di Scuola secondaria di 2° grado. Ma per adesso non preoccuparti ancora: ti spiegheremo tutto quando verrà il momento.

Vuoi conoscerci meglio, allora leggi il seguito.

Cos’è CNOS-FAP?

È la sigla della Formazione Professionale dei Salesiani di Don Bosco, che dal 1978 raccoglie tutti i Centri di Formazione Professionale operanti in Piemonte con le attività di orientamentoformazione e inserimento al lavoro. La Regione Piemonte ha accreditato (cioè ha riconosciuto la professionalità) di CNOS-FAP nello svolgimento di queste attività.

L’esperienza richiama l’opera del Santo che già intorno al 1850 a Valdocco si prese cura dei giovani. Il suo scopo era non solo quello di insegnare loro a leggere, scrivere e far di conto, ma anche a trovare un mestiere, affinché potessero inserirsi dignitosamente nella società. Il primo contratto di “apprendizzaggio” è stato pensato e redatto da Don Bosco stesso; la sua versione originale è in mostra nel museo CASA DON BOSCO recentemente aperto nella cittadella salesiana di Valdocco.

L’Orientamento è l’ascolto e l’osservazione dei ragazzi per individuarne le risorse, per stimolarne l’utilizzo e accompagnarlo al successo formativo. Sono azioni previste in un doppio ambito: all’interno dei percorsi formativi e con interventi specifici come Obiettivo Orientamento Piemonte, creato per supportare la scelta del proprio percorso nei vari cicli di studio e nelle prime fasi della vita professionale.

La Formazione Professionale è rivolta a diverse tipologie di destinatari:

  • ragazzi e ragazze “dopo la terza media” con i percorsi triennali di qualifica e diploma professionale nell’ambito dell’Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). Prevede lo stage di 300 ore in azienda al terzo anno;
  • maggiorenni disoccupati, con i corsi di 500/600 ore di qualifica o specializzazione; la metà di queste saranno di stage presso un’azienda.
  • lavoratori che vogliono crescere professionalmente e ampliare le proprie competenze e apprendisti (questi ultimi in formazione obbligatoria).

I Servizi al Lavoro hanno lo scopo di accompagnare all’inserimento nel mondo del lavoro, utilizzando le opportunità attivate da soggetti “terzi”: enti pubblici, Fondazioni e altri soggetti che contribuiscono a favorire un esito positivo.

I Centri di Formazione Professionale (CFP) in Italia sono 63 e sono coordinati dalla Federazione Nazionale CNOS-FAP, che  coordina tutti i CFP e stipula accordi di partenariato con le grandi Aziende nei vari settori professionali, al fine di stabilire legami con il mondo del lavoro e favorire l’ammodernamento tecnologico dei laboratori e delle officine.

Ogni Centro di Formazione Professionale ha le sue peculiarità e le sue specializzazioni professionali, che potrai scoprire recandoti di persona a visitarlo. E se sei minorenne, devi essere accompagnato dai tuoi familiari o dai tuoi insegnanti.

In questo periodo è necessario prendere un appuntamento.

La proposta è per chi vuole mettersi in gioco.

Don Bosco diceva: In ognuno di questi ragazzi, v’è un punto accessibile al bene. Compito di un educatore è trovare quella corda sensibile e farla vibrare.

Accogliamo ciascuno così come si presenta e lo accompagniamo al traguardo della qualifica, al raggiungimento del suo obiettivo.

Le giornate nei CFP si fondano su una sana allegria in un clima che favorisce il successo formativo, affinché i giovani possano comprendere la bellezza di diventare gli artefici della propria vita.

CNOSFAP Regione Piemonte: “IO LAVORO DIGITAL EDITION 2020” – 2 e 3 dicembre

Si riporta di seguito la comunicazione dell’Associazione CNOS-FAP Regione Piemonte in merito alla manifestazione “IOLAVORO”.

L’Associazione CNOS-FAP Piemonte parteciperà anche quest’anno alla manifestazione IOLAVORO Digital Edition, il più importante evento italiano dedicato al job matching, che inizierà il 2 e 3 dicembre e si svolgerà esclusivamente online, sulla piattaforma www.iolavoro.org

Presenterà in diretta online
“COSA VUOI DIVENTARE?”

l’offerta formativa e le possibilità di lavoro connesse

in due appuntamenti:

il 2 dicembre alle ore 11 e
il 3 dicembre alle ore 16

e avrà a disposizione uno spazio tutto virtuale nella sessione di Orientamento ai mestieri WorldSkills, dedicato a chi è ancora in cerca del proprio futuro formativo.

Il collegamento sulla piattaforma www.iolavoro.org online è gratuito.

WorldSkills è un’organizzazione internazionale che si pone, fra gli obiettivi, l’innalzamento degli standard di formazione e istruzione professionali e la promozione delle attività di orientamento nelle scelte formative.

Di seguito il calendario con gli appuntamenti previsti e il comunicato stampa della manifestazione.

CORSI PER DISOCCUPATI:

Per conoscere tutta l’offerta formativa per gli adulti disoccupati.

CORSI DOPO LA TERZA:

Per conoscere tutta l’offerta formativa dopo la terza media per le ragazze e i ragazzi.

CFP Bra: è realtà la quarta edizione del Corso Tecnico Trasfertista

Per il Centro di Formazione Professionale di Bra è avvenuta l’approvazione da parte della Regione Piemonte della 4° ed. del Corso di Tecnico Trasfertista. Di seguito l’articolo gentilmente fornito alla Redazione da Franco Burdese.

E’ REALTA’ LA QUARTA EDIZIONE DEL TECNICO TRASFERTISTA PROMOSSO DALLA REGIONE PIEMONTE

La quarta edizione del Corso di Formazione Regionale Tecnico Trasfertista è realtà. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il CFP del Cnosfap di Bra ha ottenuto l’autorizzazione a procedere. Ne sarà particolarmente felice l’ing. Carlo Gai che cinque anni or sono credette fortemente in questo progetto.

“Stiamo organizzando la partenza del corso- ha commentato Valter Manzone Direttore del CFP dei Salesiani di Bra– che avrà un suo iter burocratico prima di potere essere avviato. Pensiamo di potere partire con questa quarta edizione entro i primi giorni di novembre se tutto procederà come previsto. E’ una grande soddisfazione essere di aiuto ad aziende in questo momento non facile. La formazione penso sia sempre più al centro della vita dei nostri potenziali allievi e delle attività produttive che potranno ospitarli in stage o apprendistato.”

La quarta edizione, presentata al bando della Regione Piemonte a fine luglio, è stata migliorata grazie alla collaborazione delle molte aziende partecipanti al progetto ed alle tecnologie dell’IIS Vallauri e del Cnosfap con l’avvallo del Politecnico di Torino. Un apposito accordo con Kuka, azienda produttrice di robot, ha inserito nel corso un modulo specifico sull’utilizzo di tecnologie robotizzate. Una parte del percorso nell’inglese per trasfertista è stata strutturata a distanza per allenare gli allievi all’approccio in apprendimento FAD.

Le otto certificazioni rilasciate durante il percorso in materia di sicurezza e di utilizzo di attrezzature fanno la differenza per il contesto aziendale dove andranno ad operare gli allievi.

Le discipline riguardano tecniche di installazione e collaudo 30 ore, manutenzione meccanica 30 ore, manutenzione elettrica e plc 80 ore, disegno e progettazione 20 ore, attrezzaggio meccanico 20 ore, sicurezza e normative (rilascio di attestati riconosciuti) 82 ore, comando robot 14 ore, formazione cross culturale 7 ore, lingua inglese 80 ore, pari opportunità 12 ore, accoglienza e progetto personale 9 ore. A queste si abbinano 360 ore di alternanza in stage o in apprendistato. Sono una cinquantina le pre-iscirizioni che porteranno alla selezione prevista per fine ottobre, ma se ne stanno attendendo molte altre per un potenziale inserimento al lavoro di altissima specializzazione e ben remunerato.

Per chi fosse interessato, anche a cambiare la propria condizione di lavoro migliorandone le competenze, è possibile ricevere informazioni visionando il sito www.tecnicotrasfertista.it

“Siamo molto soddisfatti- ha commentato Guglielmo Gai AD della Gai Macchine di Ceresole d’Alba- dell’approvazione del corso Tecnico Trasfertista. Abbiamo necessità di queste figure nelle molte realtà metalmeccaniche che fortunatamente proseguono ad esportare i propri prodotti di altissima qualità. Spesso i nostri clienti ci riconoscono la qualità delle nostre macchine rispetto ai competitor. Penso che sia merito anche dei nostri collaboratori, compresi i Tecnici Trasfertisti che in questi tre anni abbiamo assunto in Gai, se queste recensioni positive di chi sceglie i nostri macchinari si moltiplicano.”

Chi volesse maggiori informazioni o chiarimenti può telefonare al numero 0172/4171111 corrispondente al centralino del CFP dell’Associazione Cnosfap di Bra.

Franco Burdese

CFP Bra: in attesa dell’approvazione del Corso Tecnico Trasfertista

Al Centro di Formazione Professionale di Bra si attendono le valutazioni da parte della Regione Piemonte per l’approvazione della 4° ed. del Corso di Tecnico Trasfertista. Di seguito l’articolo gentilmente fornito alla Redazione da Franco Burdese.

Si attendono le valutazioni della Regione Piemonte sull’approvazione per la quarta edizione del Corso Tecnico Trasfertista al CFP salesiano di Bra.

Nell’incontro, svoltosi presso il CFP Cnosfap di viale Rimembranza a Bra giovedì 10 settembre, le aziende intervenute, in presenza ed in remoto, hanno ribadito il forte interesse alla figura professionale nonostante il periodo complesso.

“Il Tecnico Trasfertista – ha commentato Aldo Faccenda Presidente della Bottero Industria Vetro di Cuneo – è una figura trasversale a moltissimi settori. Da anni ci battiamo perché queste competenze siano prima svolte presso gli istituti scolastici ed ora finalmente anche da un IFTS. E’ nostra priorità stimolare le associazioni di categoria e la Regione Piemonte per dare continuità a questi percorsi formativi”.

Un successo per le tre edizioni del Corso di Formazione Tecnica Superiore “Tecnico Trasfertista” organizzato dal Consfap Bra, dal Vallauri di Fossano e dal Politecnico di Torino.

La quarta edizione, presentata al bando della Regione Piemonte a fine luglio, è stata migliorata grazie alla collaborazione delle molte aziende partecipanti al progetto ed alle tecnologie dell’IIS Vallauri e del Cnosfap. Un apposito accordo con Kuka, azienda produttrice di robot, ha inserito nel corso un modulo specifico sull’utilizzo di tecnologie robotizzate. Una parte del percorso nell’inglese per trasfertista è stata strutturata a distanza per allenare gli allievi all’approccio in apprendimento FAD. Le otto certificazioni rilasciate durante il percorso in materia di sicurezza e di utilizzo di attrezzature fa la differenza per il contesto aziendale dove andranno ad operare gli allievi.

Le discipline riguardano tecniche di installazione e collaudo 30 ore, manutenzione meccanica 30 ore, manutenzione elettrica e plc 80 ore, disegno e progettazione 20 ore, attrezzaggio meccanico 20 ore, sicurezza e normative (rilascio di attestati riconosciuti) 82 ore, comando robot 14 ore, formazione cross culturale 7 ore, lingua inglese 80 ore, pari opportunità 12 ore, accoglienza e progetto personale 9 ore. A queste si abbinano 360 ore di alternanza in stage o in apprendistato.

“Siamo veramente soddisfatti – ha affermato la titolate di Tosa Spa di Santo Stefano Serena Tosa – di potere partecipare a questa partnership nel Tecnico Trasfertista. Quest’anno per la prima volta dopo tre edizioni un nostro potenziale candidato ha chiesto esplicitamente durante il colloquio di potere essere inserito nella quarta edizione del corso se verrà approvata. Ci auguriamo vivamente che anche quest’anno questo corso possa prendere il via in tempi brevi.”

Nell’attesa della valutazione da parte della Regione Piemonte sull’istruttoria che porterà presumibilmente per fine mese la graduatoria è possibile ricevere informazioni visionando il sito www.tecnicotrasfertista.it .

A definire il progetto del 2020 il Cnosfap Bra, l’IIS Vallauri Fossano, il Politecnico di Torino, con le ditte Arol, Bianco, Gai, Omler 2000, Robino&Galandrino, Tosa, Tesi, Merlo, Oripan, Sancassiano, Dromont, Brc, Meccanica97, Biemmedue, Rolfo, Cemas, Schneider, Bottero Cuneo.

“Il messaggio che si vuole trasmettere è chiaro- commenta l’AD di Gai Macchine Imbottigliatrici Guglielmo Gai – e cioè si cercano giovani pronti a mettersi in gioco, che vogliano ancora qualificarsi in un tempo breve (sei mesi), che abbiano passioni tecnologiche e che siano disposti agli spostamenti che compete il ruolo di tecnico trasfertista. Loro sono il riflesso, lo specchio dei titolari delle aziende che cercano di vincere delle sfide su un mercato mondiale nel mondo della meccatronica di qualità. Non possiamo non condividere tutti, comprese le Istituzioni, questa missione del corso Tecnico Trasfertista”.

Franco Burdese