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Fabio Geda ed Enaiatollah Akbari incontrano i ragazzi delle superiori – Don Bosco Agnelli

Il 17 aprile, i ragazzi dell’Istituto Agnelli incontreranno Fabio Geda ed  Enaiatollah Akbari per parlare del libro “Storia di un figlio. Andata e ritorno”. L’evento sarà trasmesso in diretta sul canale YouTube di don Bosco Agnelli. Di seguito si riporta l’articolo pubblicato su “Don Bosco Agnelli” insieme al contributo video realizzato per il programma televisivo “un caffè con…Fabio Geda”.

Sabato 17 aprile, dalle ore 10 alle ore 11.30Fabio Geda ed Enaiatollah Akbari incontreranno i ragazzi delle superiori dell’Istituto Agnelli per discutere del loro ultimo libro “Storia di un figlio. Andata e ritorno”, edito da Baldini+Castoldi. L’evento sarà trasmesso in diretta YouTube, per permettere non solo agli studenti ma anche alle famiglie e agli interessati di poter seguire il dibattito. L’incontro, organizzato dal Dipartimento di Lettere, costituisce la seconda parte di un percorso annuale di cittadinanza sulla migrazione, iniziato in autunno con la preziosa testimonianza di impegno civile, umanità e coraggio del dottore ed europarlamentare Pietro Bartolo.

Nel 2010 usciva in Italia “Nel mare ci sono i coccodrilli”, racconto a quattro mani della vera odissea di Akbari, dalla fuga dall’Afghanistan fino all’arrivo nella nostra penisola. Il libro divenne subito un bestseller in Italia e fu tradotto in 32 paesi, ottenendo un grande successo di pubblico e di critica. In occasione del decimo anniversario del loro primo lavoro insieme, i due autori hanno deciso di aggiungere un secondo capitolo della storia di Enaiatollah: il ricongiungimento con la sorella e il fratello, il nuovo ruolo di zio, l’incontro con Fazila, con la quale nascerà una tenera storia d’amore e convolerà a nozze, la vita in Italia. Non solo luci, però: tra le tante ombre, un lutto inaspettato e la difficile situazione degli hazara, l’etnia a cui appartiene Akbari vittima di un vero e proprio genocidio negli ultimi anni.

San Giovanni Bosco, la chiesa compie 80 anni – La Voce e il Tempo

Il 19 aprile 1941 il sig.Cardinale Fossati benedì e aprì al culto la cappella dell’oratorio Agnelli dedicata a don Bosco e il Rettor Maggiore Ricaldon il giorno seguente ne guidò la celebrazione. In onore degli 80 anni della Chiesa di San Giovanni Bosco, i festeggiamenti iniziati il 31 gennaio 2021 vedranno il loro apice il 18 aprile, con la celebrazione eucaristica trasmessa sul Canale YouTube dell’oratorio don Bosco Agnelli insieme alla fotogallery sui primi anni di vita della comunità. Di seguito la notizia pubblicata su “La Voce e il Tempo“.

La chiesa torinese di San Giovanni Bosco compie ottant’anni: era il 19 aprile 1941 quando, sul far della sera, «il sig. Cardinale Maurilio Fossati raggiunse la zona periferica di Mirafiori per benedire la cappella dell’oratorio Edoardo Agnelli dedicata a don Bosco ed aprirla al culto», racconta il Bollettino Salesiano del maggio 1941. Alla cerimonia assistettero il senatore Giovanni Agnelli con tutta la famiglia e il Rettor Maggiore don Pietro Ricaldone, accompagnato dai superiori del Capitolo. La mattina del 20 aprile la solenne celebrazione fu presieduta dal Rettor Maggiore assistito dal Cardinale Vincenzo La Puma il quale, al termine della funzione, passò a benedire i locali dell’oratorio e il busto del compianto Edoardo Agnelli. Sempre il Bollettino Salesiano riporta che «la nuova chiesa, costruita dall’architetto Giulio Valotti, è in stile neoromanico; sull’altare, che è uno sfoggio di marmi policromi, domina la pala di San Giovanni Bosco che ornò l’altare del Santo fino al gennaio scorso nella basilica di Maria Ausiliatrice». Infatti il monumento marmoreo dedicato al fondatore dei salesiani presente tutt’ora nel presbiterio, sarà posizionato al posto del quadro del Crida (trasferito a Genova Sanpierdarena) soltanto tredici anni dopo.

«È significativo pensare come la nascita dell’opera salesiana dell’Agnelli sia collocata in un periodo di gravi difficoltà causate dalla seconda guerra mondiale», commenta don Gianmarco Pernice (sdb) parroco e incaricato dell’oratorio, «e anche oggi celebriamo l’ottantesimo anniversario in un momento di emergenza. Tuttavia come i salesiani e i giovani dell’epoca riuscirono a diventare una piccola luce per il neonato quartiere di Mirafiori, così anche noi oggi vogliamo continuare ad essere punto di riferimento spirituale e sociale per quanti entrano nella nostra chiesa e nei nostri cortili».

E i festeggiamenti, iniziati proprio il 31 gennaio scorso alla presenza dell’Arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia, vedranno il loro culmine nella giornata di domenica 18 aprile con la con celebrazione eucaristica delle 10, trasmessa anche in streaming sul canale YouTube dell’oratorio don Bosco Agnelli, presieduta dall’Ispettore dei salesiani di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini. In aggiunta in via eccezionale sarà esposta alla venerazione dei fedeli la reliquia di San Giovanni Bosco. Sempre da domenica 18 sarà possibile visitare sul sito web www.oratorioagnelli.it e sulla pagina fb della parrocchia una virtual photogallery con scatti e articoli d’epoca riguardanti i primi anni di vita dell’opera salesiana.

«La popolazione dimostrò subito di saper apprezzare la presenza salesiana affluendo alla cappella per le pratiche di pietà e affollando di giovani i cortili dell’oratorio», scriveva sempre il Bollettino Salesiano. E oggi, come allora, i Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice dell’Agnelli continuano a camminare insieme affinchè, come è riportato nell’iscrizione presente all’ingresso dell’oratorio, «nella luce del Santo, fede e lavoro propizino ai giovani l’avvenire».

Marco DI GENNARO

Istituto tecnico tecnologico Edoardo Agnelli: i robot dell’industria del futuro

L’Istituto Tecnico Tecnologico Edoardo Agnelli di Torino continua a investire sul futuro con l’istituzione di un nuovo percorso teorico-pratico di robotica industriale e collaborativa. Di seguito l’articolo pubblicato sul sito dell’opera.

L’idea è nata da un’intuizione del dipartimento di Meccatronica ed è subito stata condivisa con entusiasmo dal preside Giovanni Bosco e dal direttore don Claudio Belfiore. L’obiettivo ambizioso è quello di formare al meglio gli studenti, prossimi attori dell’Industria 4.0, in modo che possano vantare competenze uniche spendibili nel mondo del lavoro, come la progettazione, la programmazione e la simulazione di una stazione di robotica, oppure l’implementazione dei concetti di Digital ManufacturingDigital Twin e Industry 4.0. 

Questo percorso, offerto da pochissime scuole a livello italiano, rientra all’interno dell’indirizzo di Meccatronica e vanta la prestigiosa collaborazione con l’innovativa società multinazionale ABB, una delle migliori aziende tecnologiche a livello globale, che lavora a stretto contatto con clienti di utility, industrie, trasporti e infrastrutture in circa 100 Paesi. 

Per due ore a settimana, da adesso alla fine dell’anno i ragazzi di terza e quarta meccatronica si metteranno alla prova in questo percorso insieme al prof. Mario Moccia. Verrà privilegiato l’approccio metodologico learning by doing: gli studenti lavoreranno in presenza e a distanza su esempi di programmazione concreti e reali, effettuando delle simulazioni estremamente realistiche con il software RobotStudio della ABB, da sempre utilizzato nel mondo dell’industria. Le classi impareranno quindi a comandare un robot e a interfacciarlo con dispositivi e apparati eterogenei.  

Nei prossimi anni, le imprese manifatturiere intensificheranno sempre di più l’utilizzo di robot di nuova generazione, e cioè di sistemi avanzati in grado di automatizzare tutte le attività. Questi macchinari già adesso sono in grado di compiere azioni in maniera autonoma, di  auto-adattarsi ai cambiamenti della produzione o delle condizioni ambientali e di lavorare in situazioni di forte rischio per la salute umana.  Tutte le aziende potranno avvalersi della robotica in contesti assolutamente diversificati, dal mondo aeronautico a quello alimentare, dal mondo elettronico a quello farmaceutico, dai servizi assistenziali a distanza alle operazioni chirurgiche invasive e delicate. La figura di tecnici in grado di progettare, programmare e gestire questi robot sarà quindi sempre più richiesta nel mondo del lavoro. 

«Tante ferite da curare quando riapriranno le scuole» – La Voce e il Tempo

Si segnala l’intervista al prof. Alessandro Antonioli dell’Istituto Salesiano Edoardo Agnelli di Torino nell’articolo pubblicato da La Voce e il Tempo di questa domenica: “Tante ferite da curare quando riapriranno le scuole”, a cura di Alberto RICCADONNA.

Professore, come è nata questa iniziativa?

Durante il primo lockdown ho pensato di mettere a disposizione di tutti una mia grande passione, quella di raccontare i poemi epici. E così è nata la serie «A casa con Ulisse», con un target omogeneo che includeva anche gli adulti. A fine ottobre ne ho invece iniziata una sull’Eneide specifica per i ragazzi delle superiori: i video sono più brevi e accompagnati da semplici grafiche che ripercorrono i concetti fondamentali. Ho pensato che potevano essere utili ad altri docenti per le lezioni a distanza oppure agli alunni per lo studio di queste opere meravigliose.

Nelle scuole del Piemonte è tornata la didattica a distanza, con gli studenti costretti a casa davanti al computer. Perché, secondo lei, i ragazzi si lamentano di questa modalità?

Intanto perché azzera la socialità di cui fanno esperienza a scuola, impedendo loro di condividere tanti momenti scolastici: intervalli, lezioni, interrogazioni, gite, ritiri o altre attività. La didattica a distanza va a incidere su una componente fondamentale della scuola, la relazione. Quella professore-alunno, ma anche e soprattutto quella fra compagni di classe: lo schermo atrofizza le interazioni e lo scambio. Anche la soglia dell’attenzione è più bassa e questo rende più faticoso l’apprendimento per i ragazzi. Tra l’altro, non tutti possono permettersi un computer e una connessione stabile: qualcuno deve badare ai fratelli, qualcun altro deve dividere la camera o il device con un parente, qualcun altro ancora ha i genitori in smart working a casa. Il contesto familiare incide non poco.

È la didattica a distanza il vero problema della scuola?

Nell’ultimo periodo, la didattica a distanza sembra diventata la radice di tutti i mali: se qualcosa nella scuola non funziona, è colpa della Dad. Come se fosse diventata il tappeto sotto cui nascondere la polvere e lo sporco che si sono accumulati negli anni, frutto di tagli scellerati sulla scuola. La Dad non è il male assoluto, è accettabile ma soltanto come soluzione temporanea. Il problema più grave è la mancanza di un progetto forte sulla scuola del futuro: in questo momento non ha funzionato nulla, dai banchi a rotelle fino al Piano per il rientro in sicurezza della regione Piemonte. Chiudere le scuole è una sconfitta, delle istituzioni in primis, che in questi ultimi mesi si sono mosse poco, male e sempre in ritardo.

Cosa comporta, per un insegnante, la preparazione delle lezioni a distanza? L’Istituto Agnelli come si sta organizzando?

In generale cerchiamo di spiegare di meno, di svolgere più esercizi insieme e di essere più interattivi. Lavoriamo molto per ricercare o spesso per creare noi stessi i contenuti multimediali da sottoporre ai ragazzi. Proponiamo occasioni di ritrovo, di riflessione e di condivisione anche da casa. Come scuola, dopo esserci formati, stiamo sperimentando una didattica nuova, ricca di laboratori a distanza che permettano ai ragazzi di lavorare insieme. Oppure organizziamo degli incontri a distanza con autori: l’anno scorso con Benedetta Tobagi e Pietro Bartolo, il mese prossimo con Fabio Geda. Collaboriamo fra docenti per proporre percorsi multidisciplinari, mentre i colleghi dell’istituto tecnico stanno lavorando su intelligenza artificiale, realtà virtuale e sui robot dell’industria del futuro. Tanti progetti che speriamo appassionino e coinvolgano i ragazzi in un momento di fatica e disagio.

Ecco, si parla molto dei danni prodotti sugli studenti dalla chiusura delle scuole. Quali sono?

In questi mesi nei ragazzi sono emersi disturbi psicologici, è aumentato il fenomeno di dispersione scolastica, gli alunni hanno sofferto per la mancata socialità. Sono punti delicati e importantissimi, su cui si dovrebbe articolare un solido progetto per il rientro a scuola. Qualche settimana fa David Lazzari, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi, è stato ascoltato in Senato in merito agli effetti della didattica a distanza e della situazione dei giovani: noia, solitudine, tristezza, insofferenza, disinteresse… Lazzari è stato molto chiaro: non basta spegnere il pc e abbandonare la scrivania per rimediare ai malesseri dei ragazzi e per rimotivarli allo studio. Purtroppo, e lo dico con molta amarezza, non mi sembra che al Ministero o in Regione stiano lavorando su questi punti. Si vive alla giornata e questa incertezza pesa moltissimo sui ragazzi.

Come immagina il mondo della scuola quando l’emergenza sarà finalmente superata? Tutto tornerà come prima oppure qualcosa è cambiato per sempre?

La pandemia ha dato un forte input all’utilizzo di piattaforme e altri strumenti digitale: docenti e alunni hanno maturato competenze specifiche che torneranno utili anche in presenza. Nulla però sarà come prima. Avremo nuove sfide davanti a noi: al di là del recupero degli argomenti, che tanto preoccupano i politici, ci saranno ferite e disagi di cui dovremo prenderci cura. Ci sono già adesso, anche se non si vedono o non si vogliono vedere.

Didattica a distanza: “Noi prof trasformati tutti in YouTuber” – l’esperienza dell’Agnelli

Il quotidiano Corriere Torino nella giornata di ieri, 15 febbraio, ha dedicato in primo piano un’inchiesta sugli effetti della Didattica a Distanza che le scuole italiano hanno dovuto affrontare e stanno portando avanti in questo periodo di emergenza sanitaria. A Torino gli istituti superiori statali sono una quarantina e in 18 hanno risposto al questionario proposto dal Corriere Torino sugli effetti della Dad a un anno dall’inizio della pandemia. In 10 scuole su 18 le pagelle di quest’anno non hanno riservato sorprese rispetto al passato: il rendimento è stabile. Emergono tuttavia diverse problematiche: malessere psicologico in crescita e aumento delle richieste agli sportelli di sostegno. Di seguito il focus sulla Dad dell’Istituto Salesiano Agnelli di Torino che è stato riportato nell’articolo, a cura di Giorgia Mecca.

«Noi prof trasformati tutti in YouTuber»

Alessandro Antonioli insegna italiano e latino all’Agnelli

«Siamo dovuti diventare YouTuber».

Alessandro Antonioli ha 29 anni e insegna italiano e latino all’istituto internazionale Giovanni Agnelli, è il suo quinto anno da professore, il più faticoso.

Dai banchi agli schermi è stata stravolta anche la didattica: «Non puoi riproporre online una lezione che avevi preparato dal vivo». Di necessità virtù, nei mesi di lockdown, Antonioli e i suoi colleghi si sono inventati nuovi modi di insegnare, per tenere alta la concentrazione degli studenti: escape room che in base alla preparazione permettevano ai partecipanti di viaggiare da un’epoca all’altra, Google Meet a cui hanno invitato scrittori, intellettuali, il medico di Lampedusa Pietro Bartolo, professori universitari che hanno spiegato ai ragazzi come mai Cicerone continua ad essere così importante.

«In uno dei progetti più belli siamo stati ispirati da J.K. Rowling, (la creatrice di Harry Potter) e dal suo Animali fantastici. Basandoci sul libro, abbiamo trascritto e tradotto alcuni pezzi de L’hortus santatis, una delle prime enciclopedie di storia naturale, individuando undici specie di animali fantastici. Il risultato del progetto sarà in mostra al Museo Leone di Vercelli».

In questa situazione, è fondamentale salvaguardare la relazione con i ragazzi, pensare a progetti nuovi. L’entusiasmo non manca, ma Antonioli ammette che lo scorso anno è stata dura e lo è anche adesso.

«Mi accorgo che passo molte delle mie giornate davanti al pc, a registrare, montare le lezioni, preparare i compiti, cercando di mantenere stabile il rendimento degli alunni».

I ragazzi più bravi hanno perso motivazione, quelli meno bravi hanno avuto ancora più difficoltà.

«Temo che nei prossimi tempi ci saranno cicatrici che dovremo curare. Non solo a livello scolastico, ma psicologico. Alla fine delle lezioni cerco sempre di chiedere ai ragazzi come stanno, di farli distrarre, di parlare di campionato o delle nuove serie Netflix. Mi accorgo che molti ragazzi hanno bisogno di socialità e noi insegnanti dispiace molto quando non riusciamo a intercettare il loro disagio».

G. Mec.

Don Bosco Agnelli: il programma dei festeggiamenti verso il 31 gennaio

Si riporta di seguito il programma dei festeggiamenti di San Giovanni Bosco presso l’Oratorio Don Bosco dell’Agnelli.

dal 25 al 29 gennaio: LA NOVENA

  • ore 18.00: canto delle litanie, Santa Messa e preghiera a don Bosco

giovedì 28 e venerdì 29: IL TRIDUO

  • ore 17.00: preghiera dei ragazzi in oratorio
  • ore 18.00: triduo e Santa Messa vespertina
  • ore 19.00: celebrazione dei Vespri con le comunità SDB ed FMA dell’Agnelli

sabato 30 gennaio: LA VIGILIA

  • ore 18.00: Santa Messa prefestiva
  • ore 19.00: celebrazione dei primi Vespri

domenica 31 gennaio: LA FESTA DI DON BOSCO

  • Ss. Messe ore 8.30 – 10.00* – 11.30* – 16.00 – 18.00
  • ore 11.30*: Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da S. E. Mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino
  • ore 16.00: Santa Messa per le famiglie e benedizione dei bambini
  • ore 17.15: Adorazione Eucaristica e celebrazione dei secondi Vespri

– nei giorni della festa sarà esposta alla venerazione dei fedeli la reliquia di San Giovanni Bosco

* il 31 gennaio le celebrazioni delle ore 10.00 e delle 11.30 saranno trasmesse in diretta streaming sul canale YouTubedell’oratorio.

NB: Sarà possibile accedere in chiesa in modo contingentato fino al raggiungimento del numero di 110 posti disponibili.

Al via le Olimpiadi Italiane della Saldatura

Anche quest’anno il Centro di Formazione Professionale dell’Agnelli partecipa come partner alla sesta edizione delle “Olimpiadi Italiane della Saldatura”, manifestazione riservata a Saldatori Professionisti.

La competizione è organizzata dall’Istituto Italiano della Saldatura in collaborazione con partner tecnici del settore.
Le Olimpiadi Italiane della Saldatura devono radunare e selezionare i migliori talenti per la saldatura manuale e semiautomatica presenti sul territorio nazionale.

A questo link tutte le informazioni sull’iniziativa.

Doppio open day all’Istituto Agnelli

Si rendono note le date per gli open day di gennaio 2021 per l’istituto Agnelli. L’open day sarà doppio, e riguarderà sia la scuola e liceo ma anche il centro di formazione professionale. Di seguito le informazioni in merito agli appuntamenti lato scuola e lato CFP:

Istituto Tecnico:

venerdì 15 gennaio ore 17,00
sabato 16 gennaio ore 9 e ore 10,30
giovedì 21 gennaio ore 17,00
sabato 23 gennaio ore 9 e ore 10,30

Open Day in presenza su prenotazione (per e-mail e telefono); possibilità di collegarsi online tramite link.

Scuola Media e Liceo Scientifico Cambridge: sabato 16 gennaio con due turni, alle ore 9,00 e alle ore 10,30
Possibilità di collegarsi tramite link che si troverà sui due siti – Media e Liceo.

Centro di Formazione Professionale: sabato 16 e sabato 23 gennaio, con due turni on-line alle ore 9,00 e alle ore 10,30.  con la possibilità di seguire le attività sia in presenza presso il nostro centro sia a distanza tramite il seguente link.

Ecco alcune semplici indicazioni:

  • per l’open day in presenza ci saranno due turni, uno alle 9.00 e uno alle 10.30. E’ possibile la presenza di UN SOLO genitore per allievo ed è necessario prenotare la visita alla seguente mail: segreteria.agnelli@cnosfap.net
  • anche per l’open day on line ci saranno due momenti: il primo dalle 9.00 alle 10.00 e il secondo dalle 10.30 alle 11.30

Salesiani Agnelli: l’articolo del Bollettino Salesiano dedicato all’Istituto

Si riporta di seguito l’estratto dell’articolo del Bollettino Salesiano del mese di dicembre dedicato all’Istituto Salesiano dell’Agnelli, con la presentazione di Don Claudio Belfiore, direttore dell’opera.

C’era una volta l’Agnelli… Così avrei potuto iniziare quest’articolo, se l’Agnelli (così viene familiarmente chiamato l’Istituto Internazionale Edoardo Agnelli di Torino dai genitori e dai giovani che lo frequentano) fosse un ricordo del passato. E invece c’è ancora. E gode di ottima salute. Ve ne parlo io, che sono l’ultimo arrivato.

Don Claudio Belfiore

Ho conosciuto i salesiani 42 anni fa, nel 1978, ne sono rimasto affascinato e sono diventato salesiano nel 1984. Ho girato diverse case salesiane, dentro e fuori Torino: San Luigi, Valdocco, Martinetto, San Paolo, e poi otto anni a Cuneo e dieci a Roma. Fino a due anni fa però non ero mai stato all’Agnelli. Ne avevo sentito parlare e lo osservavo da lontano con una certa soggezione, anche perché porta un nome che a Torino ha un peso storico e sociale notevole.

Benedetta fu l’obbedienza (così noi salesiani chiamiamo l’atto con cui i nostri superiori ci assegnano una nuova casa o un nuovo incarico) con cui don Enrico Stasi, allora Superiore del Piemonte salesiano, mi mandò in questa casa al rientro dal mio servizio a Roma. E dal mio arrivo all’Agnelli, in pieno agosto, con tanto di dodici bagagli tra zaino, borsoni, scatole e baule, non ho più smesso di stupirmi e di apprezzare la bellezza e la vivacità di questa casa. Proverò a descriverne una parte, ma dovrete accontentarvi di queste poche pennellate, non potrò dire tutto. Nel parlare dell’oggi seguirò l’ordine storico, con riferimento al periodo in cui sono nate le diverse attività dell’Agnelli.

L’Opera comincia a esistere nel 1938 con la posa della prima pietra, frutto dei colloqui e degli scambi tra il senatore Giovanni Agnelli, nonno del più recente Gianni Agnelli, presidente della FIAT (ora inglobata in FCA) e il Rettor Maggiore don Pietro Ricaldone, quarto successore di don Bosco. I loro desideri si incontrano e si trovano d’accordo su due aspetti: fare qualcosa per i giovani operai e per il ceto popolare, e allo stesso tempo istituire un’opera in ricordo del figlio Edoardo Agnelli, morto tragicamente in un incidente aereo.

All’Agnelli riparte «il Cortile digitale»

La Voce e il Tempo  nell’edizione di domenica 29 novembre pubblica la notizia che racconta delle attività online dell’oratorio Agnelli. Un cortile digitale, quindi, che attraverso delle live su YouTube, racconta le attività dell’oratorio che affiancano tutte le altre svolte in presenza. Si ringrazia il giornalista Stefano di Lullo per la pubblicazione dell’articolo. Di seguito il link al canale YouTube dell’oratorio ed il testo integrale della notizia:

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Articolo scritto da Stefano DI LULLO

Dall’oratorio salesiano Agnelli nel quartiere Mirafiori di Torino (via Sarpi 117) questa settimana è ripartito il «Cortile digitale», che aveva accompagnato la vita oratoriana durante i mesi dello scorso lockdown. L’oratorio, a differenza della scorsa primavera, però non è totalmente chiuso. «Il cortile resta aperto tutti i pomeriggi», sottolinea don Gianmarco Pernice, parroco di San Giovanni Bosco e direttore dell’oratorio, «per attività di studio e laboratorio nel rispetto del distanziamento sociale, con numeri ridotti di partecipanti. Per tutti coloro che non frequentano il cortile fisico abbiamo, quindi, pensato di riattivare il ‘Cortile digitale’». Si tratta della proiezione sul web dell’ambiente educativo che, al di là della pandemia, è punto di riferimento per tutto il quartiere, quel «cortile per incontrarsi fra amici» inventato da don Bosco che è il terreno da cui prende forma il celebre metodo preventivo del santo dei giovani che non lascia nessun ragazzo indietro ma lo accompagna passo passo.

#Comeacrobativersoilcielo è l’hashtag della nuova proposta: ogni settimana viene diffusa sul canale YouTube «Oratorio Don Bosco Agnelli» una puntata live dal cortile, mentre ogni domenica alle ore 10 viene trasmessa la Messa in diretta streaming. Un’intervista a tutto tondo a don Gianmarco, andata in onda nel pomeriggio di lunedì 23 novembre, ha inaugurato la nuova stagione del «Cortile digitale». I video postati su You Tube vengono rilanciati anche attraverso gli altri canali social dell’oratorio: Instagram @oratorioagnelli, Facebook @oratorio.agnelli, Twitter @oratorioagnelli ed anche il nuovo canale Telegram @oratorioagnelli, avviato durante l’isolamento della scorsa primavera. «Durante i video settimanali», spiega don Pernice, «attraverso varie modalità di animazione vengono raccontate le diverse attività portate avanti all’Agnelli, che proseguono sia in presenza che a distanza.

La tecnologia offre l’occasione per allargare il cortile che in questo modo continua ad abbracciare tutti e continua ad essere spalancato a tutti i giovani che, anche nella situazione della pandemia, sono chiamati a costruire il proprio futuro». I sacerdoti della comunità ricordano, infi ne, «che la diretta della Messa domenicale non impedisce, a chi vuole, di continuare a partecipare in presenza ma è un servizio attivato per coloro che sono impossibilitati a recarsi in chiesa». Rimangono invariati gli orari delle celebrazioni in presenza delle ore 8.30, 11.30 e 18.