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Salesiani per il sociale, da Napoli riparte il cammino della rete nazionale

Si riporta di seguito il Comunicato Stampa a cura di Salesiani per il sociale.

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Si è conclusa a Napoli, presso l’Istituto Salesiano Don Bosco, l’Assemblea nazionale 2026 di Salesiani per il sociale, dedicata al tema “Chi ama educa. Educare alla giustizia sociale”. Dal 5 al 7 giugno con centinaia di partecipanti provenienti da tutta Italia, l’appuntamento si è confermato un importante momento di confronto, discernimento e corresponsabilità per il futuro della missione salesiana nel sociale.

Nel corso dei lavori è stato approvato con una larghissima maggioranza il Documento programmatico 2026-2029, insieme al Bilancio sociale 2025 e al Bilancio di esercizio 2025. 

«L’Assemblea nazionale si conclude con un risultato che va oltre il dato delle votazioni. La quasi unanime approvazione dei documenti esprime una visione condivisa e una forte assunzione di responsabilità – dichiara il presidente nazionale di Salesiani per il sociale don Francesco Preite. Da Napoli ripartiamo più uniti, consapevoli che educare alla giustizia sociale significa costruire insieme opportunità, diritti e futuro per i giovani più fragili. Una Rete che sceglie di camminare insieme è una Rete capace di generare cambiamento».

Una rete che sceglie di camminare insieme

L’Assemblea si è aperta con la testimonianza di Alice del Forum Giovani di Salesiani per il sociale, che ha raccontato il proprio percorso di crescita nato dall’esperienza del Servizio Civile. Il suo intervento ha messo in luce il valore di comunità educative capaci di accogliere, ascoltare e responsabilizzare i giovani. La presenza dei ragazzi e delle ragazze del Forum Giovani, provenienti da diverse regioni italiane, ha rappresentato un segno concreto di partecipazione, cittadinanza attiva e corresponsabilità. Dopo il Servizio Civile, molti di loro hanno scelto di continuare il proprio impegno nella rete come volontari, restando protagonisti accanto ai minori e ai coetanei più vulnerabili.

A seguire i saluti istituzionali di don Gianpaolo Roma, Ispettore Italia Meridionale, don Giuseppe Russo, Presidente territoriale Salesiani per il sociale Italia Meridionale, e don Elio Cesari, Direttore del Centro Nazionale Opere Salesiane. Ha portato il suo saluto all’Assemblea anche don Giorgio de Giorgi, Ispettore nominato della Circoscrizione speciale Piemonte e Valle D’Aosta. Nei loro interventi è stato sottolineato il valore dell’educazione salesiana come risposta concreta alle nuove fragilità sociali e come contributo fondamentale alla costruzione del bene comune, attraverso la promozione dei diritti, della partecipazione e dell’inclusione delle giovani generazioni.

La relazione del presidente nazionale di Salesiani per il sociale don Francesco Preite ha richiamato con forza il senso dell’Assemblea “Chi ama educa. Educare alla giustizia sociale”. Educare, oggi, significa stare dalla parte dei giovani più fragili, leggere le cause delle disuguaglianze e contribuire a trasformarle. La relazione ha ribadito l’identità di Salesiani per il sociale come Rete associativa APS: un soggetto collettivo chiamato a rappresentare i territori, coordinare le esperienze, promuovere sviluppo e incidere sulle politiche sociali ed educative. Nel solco del Sistema Preventivo di don Bosco, la Rete è chiamata a passare sempre più dall’essere insieme all’agire come uno, facendo dell’educazione una scelta evangelica, sociale e pubblica.

Accanto ai momenti assembleari, ampio spazio è stato dedicato al confronto tra i partecipanti attraverso gruppi di lavoro, dialoghi e interventi che hanno permesso di condividere esperienze, buone pratiche e prospettive per il futuro. Particolarmente significativa è stata anche la visita guidata all’Opera Don Bosco di Napoli, accompagnata dal direttore don Fabio Bellino, occasione per conoscere da vicino una realtà che continua a essere presidio educativo e sociale per il territorio.

Dal Rione Sanità una storia di speranza

Uno dei momenti più intensi dell’Assemblea è stata la visita alle Catacombe di San Gaudioso e al Rione Sanità, accompagnata dall’incontro con don Antonio Loffredo. L’esperienza della Sanità ha offerto una testimonianza concreta di come sia possibile trasformare fragilità, marginalità e degrado in opportunità di sviluppo, cultura, lavoro e protagonismo giovanile, attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità e delle nuove generazioni.

La Celebrazione Eucaristica conclusiva, presieduta da don Silvio Zanchetta, Consigliere Ispettore delegato CISI, ha affidato il cammino della rete alla luce del Vangelo e al carisma educativo di Don Bosco.

Appartenenza, sostenibilità e giustizia sociale

Nelle conclusioni dell’Assemblea, don Francesco Preite ha consegnato alla rete tre parole chiave che guideranno il cammino dei prossimi anni: appartenenza, sostenibilità e giustizia sociale.

«Abbiamo scelto di essere una Rete che non si limita a gestire servizi, ma che vuole essere presenza educativa, voce pubblica e alleanza sociale a favore dei giovani più fragili. Una Rete capace di coniugare carisma salesiano, diritti, partecipazione e bene comune, dentro l’orizzonte della Costituzione italiana e delle sfide del nostro tempo»

ha affermato il presidente nazionale don Francesco Preite.

Il sogno di Don Bosco continua

A fare da filo rosso all’intera Assemblea è stato il richiamo al carisma di Don Bosco e al Sistema Preventivo, riletti oggi come proposta di giustizia sociale e risposta concreta alle disuguaglianze educative e sociali.

Da Napoli la Rete associativa riparte con una responsabilità rinnovata, trasformare le parole condivise in scelte concrete, i documenti approvati in azioni, le alleanze costruite in opportunità reali per i giovani più fragili.

Perché, oggi come ai tempi di Don Bosco, educare significa generare speranza, dignità e futuro.

Sai davvero che cosa fanno le sostanze? Pensi di sapere tutto? Vieni a scoprirlo il 15 maggio con “PENSO POSITIVO: oltre le sostanze”

Venerdì 15 maggio 2026, dalle 15:00 alle 18:30, presso i Giardini Sambuy di Torino, in collaborazione con il Giardino Forbito, si terrà “Penso Positivo: oltre le sostanze”, un evento aperto a giovani e adulti dedicato alla sensibilizzazione e alla prevenzione sull’uso di sostanze.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere consapevolezza, confronto e informazione  attraverso attività esperienziali e momenti aggregativi, offrendo strumenti concreti per comprendere gli effetti delle sostanze e riflettere sui comportamenti a rischio.

L’evento si inserisce all’interno di un progetto finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei  Ministri – Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze, con capofila la rete associativa nazionale Salesiani per il sociale, e realizzato in collaborazione con Associazione Giovanile Salesiana per il Territorio ETS di Torino, La Compagnia della Gioia APS di Siracusa e Piccoli Passi Grandi Sogni APS di Napoli.

Nel corso del pomeriggio saranno proposte diverse attività, tra cui:

  • simulatore degli effetti delle sostanze;
  • punto informativo;
  • quiz interattivi;
  • attività aggregative;
  • giochi educativi.

Durante l’evento interverranno anche gli enti del Tavolo di Coesione San Salvario e una rappresentanza della Città di Torino per la presentazione del Patto Interistituzionale tra enti e istituzioni, volto a rafforzare la collaborazione educativa e sociale sul territorio.

A Venaria i Maker Lab e “LabOratorio in Famiglia” per la comunità educante

Cucina, robotica e percorsi con le famiglie: grazie al progetto “Scuola Libera Tutti!”, sostenuto da Fondazione CDP, scuola, oratorio e territorio fanno rete contro la dispersione scolastica.

A Venaria Reale, alle porte di Torino, Salesiani per il Sociale porta avanti Scuola Libera Tutti!, progetto nazionale sostenuto da Fondazione CDP, ente non profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, nell’ambito del bando “A Scuola per il Futuro – Uniti per contrastare la dispersione scolastica”.

Un progetto per 550 studenti

Il progetto è nato per contrastare l’abbandono e la dispersione scolastica integrando scuola e territorio in un’alleanza educativa capace di offrire servizi gratuiti e inclusivi. Sta coinvolgendo 550 studenti tra i 12 e i 18 anni di 14 scuole in cinque città italiane, favorendo il successo formativo attraverso doposcuola, attività educative, potenziamento delle competenze, orientamento e accompagnamento personalizzato.

Maker Lab: imparare facendo

A Venaria il percorso sta proseguendo nel 2026 con i Maker Lab di Cucina e Robotica, realizzati in collaborazione con gli Istituti Comprensivi Venaria I – Lessona e Venaria II – Don Milani. I laboratori, ispirati alle discipline STEAM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria, Arte e Matematica), e fondati sulla metodologia del learning by doing, sono stati pensati come spazi di sperimentazione concreta in cui i ragazzi potessero apprendere facendo.

Nel Maker Lab di Cucina studenti e studentesse si sono messi alla prova nella preparazione di ricette, curando l’organizzazione del lavoro, la suddivisione dei compiti e la collaborazione nel gruppo. Attraverso un’attività pratica e coinvolgente hanno sviluppato responsabilità, autonomia e competenze trasversali, applicando in modo concreto conoscenze apprese a scuola.

Nel Maker Lab di Robotica, invece, i giovani hanno iniziato a esplorare le basi della robotica educativa utilizzando i kit Lego Spike: hanno costruito e programmato piccoli dispositivi, sperimentando il coding, allenando il problem solving e stimolando creatività e pensiero critico. “I laboratori stanno diventando uno spazio in cui i ragazzi si sentono capaci e valorizzati” – racconta un’operatrice del progetto.

LabOratorio in Famiglia: la città si fa comunità

Grazie al progetto “Scuola Libera Tutti!” presso l’Oratorio Salesiano San Francesco d’Assisi, ha preso avvio anche il percorso di prevenzione di comunità LabOratorio in Famiglia, co-progettato con il Centro per le Famiglie di Venaria.

Il primo incontro, dal titolo “La relazione educativa: esserci, ascoltare e accompagnare”, ha coinvolto famiglie, ragazzi, educatori e operatori del territorio in un pomeriggio di confronto intergenerazionale.

Il terzo incontro del percorso, sul tema “Luoghi educativi: presenza, territorio e crescita tra online e offline” è in programma sabato 21 Marzo dalle ore 16.00 alle 18.30. Interverranno Giuseppe Puonzo, Responsabile della Comunicazione Sociale dei Salesiani, e l’Arma dei Carabinieri.

Un’alleanza educativa che guarda al futuro

A Venaria, alle porte di Torino, Scuola Libera Tutti! sta così rafforzando la rete tra scuola, oratorio e famiglie, creando spazi educativi complementari alla didattica tradizionale e contribuendo in modo concreto alla prevenzione della dispersione scolastica. Grazie al sostegno di Fondazione CDP,  ente non profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, il progetto continua a costruire opportunità reali per centinaia di studenti, dimostrando che quando la città si fa villaggio, nessuno cresce da solo.

Scopri di più sul progetto “Scuola Libera Tutti!” e come sta contrastando la dispersone scolastica in Italia.

 

Sabato 14 e Domenica 15 marzo 2026 torna la Violetta di Don Bosco!

Nel fine-settimana del 14 e 15 marzo 2026 torna in tutta Italia “La Violetta di Don Bosco”, l’iniziativa nazionale promossa dalla rete di Salesiani per il Sociale, giunta alla quarta edizione e realizzata in collaborazione con l’Associazione dei Salesiani Cooperatori della Regione Italia, Medio Oriente e Malta.

Saranno oltre 90 le piazze, gli oratori e le parrocchie coinvolti lungo tutta la Penisola, dove Salesiani Cooperatori, volontarie e volontari offriranno la tradizionale piantina di violetta per sostenere i bambini e i ragazzi delle case-famiglia e dei centri diurni salesiani, rafforzando i progetti educativi dedicati ai minori in difficoltà e alle loro famiglie.

La violetta è un simbolo di solidarietà e di sostegno per i bambini e i ragazzi delle nostre Case famiglia e Centri diurni in tutta Italia, acquistandola sarai ogni giorno al fianco di bambini e ragazzi soli: tanti di loro hanno bisogno ora di qualcuno che li prenda per mano e li accompagni verso un futuro migliore.

“Fare il bene senza comparire. La violetta sta nascosta ma si conosce e si trova grazie al suo profumo.”

— San Giovanni Bosco

Quest’anno la “Violetta di Don Bosco”, si apre a una nuova e significativa collaborazione: parteciperà infatti anche l’Associazione dei Salesiani Cooperatori, segno concreto di una Famiglia Salesiana sempre più unita e attiva.

La collaborazione tra l’Associazione dei Salesiani Cooperatori e Salesiani Per il Sociale nasce dal comune desiderio di servire i giovani con il cuore e lo stile di Don Bosco, nel pieno rispetto delle distinte identità e nature giuridiche delle due realtà.

L’Associazione dei Salesiani Cooperatori è un’associazione di fedeli di natura ecclesiale, promossa e fondata da don Bosco, parte integrante della Famiglia Salesiana e riconosciuta dalla Chiesa come espressione della vocazione laicale salesiana. Salesiani per il sociale, invece, è una rete associativa del Terzo Settore di natura civile, fondata e promossa dai Salesiani di Don Bosco d’Italia, che realizza azioni educative, sociali e di inclusione a favore dei minori e dei giovani in difficoltà.

Questa collaborazione, nel rispetto delle reciproche autonomie, vuole essere un segno concreto di corresponsabilità e di comunione nella missione, dove la dimensione ecclesiale e quella civile si integrano per rispondere insieme alle sfide educative e sociali del nostro tempo.

La Violetta di Don Bosco si conferma un evento che, anno dopo anno, cresce e si arricchisce grazie al vostro entusiasmo, al vostro sostegno e alla vostra generosità, e che aspira a diventare sempre più un’iniziativa di respiro nazionale.

 

Non lasciamo al buio i bambini più fragili: sostieni i progetti di Salesiani per il sociale per realizzare il sogno di Don Bosco

Dal 19 gennaio all’1 febbraio 2026, Salesiani per il sociale promuove la Campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Non lasciamo al buio i bambini più fragili”: si può donare chiamando da rete fissa o inviando un SMS al numero solidale 45598.

La campagna di sensibilizzazione

Tanti, troppi giovani oggi in Italia vivono in condizioni di fragilità e povertà. Da oltre trent’anni, la rete associativa Salesiani per il Sociale è al loro fianco per contrastare povertà educativa e disagio, assicurando loro sostegno, ascolto, opportunità e un futuro migliore, seguendo il metodo di Don Bosco.

Per continuare a sostenere le attività e progetti a tutela dei minori più fragili, dal 19 gennaio all’1 febbraio 2026, Salesiani per il sociale promuove la Campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Non lasciamo al buio i bambini più fragili”: tutti possono donare chiamando da rete fissa o inviando un SMS dal valore di 2 euro al numero solidale 45598.

L’impegno della rete Salesiani per il sociale

Ogni anno, Salesiani per il Sociale raggiunge oltre 100 mila beneficiari, offrendo protezione e supporto attraverso una rete attiva in più di 600 realtà territoriali in tutta Italia, con 97 servizi socioeducativi, tra cui 33 Case famiglia e 45 Centri diurni.

La Campagna “Non lasciamo al buio i bambini più fragili” vuole sostenere i tre pilastri di Salesiani per il sociale affinché i bambini fragili di oggi possano diventare gli adulti forti di domani.

Le attività della rete si ispirano al metodo preventivo di Don Bosco, basato su accoglienza, educazione e inclusione:

  1. Educazione
  2. Accoglienza
  3. Supporto nello studio e nell’ingresso nel mondo del lavoro

Con la forza del carisma salesiano, la rete opera perché ogni ragazzo possa trovare uno spazio in cui sentirsi accolto, ascoltato e libero di crescere.

I bambini e i ragazzi trovano nelle Case famiglia e centri diurni di Salesiani per il Sociale luoghi di protezione, calore familiare e figure educative che li aiutano a crescere in un ambiente sicuro, sano e stimolante.

Il Dossier

La ricerca condotta da AstraRicerche per Salesiani per il sociale restituisce il ritratto di una Generazione Z attraversata da forti contrasti: aspirazioni concrete e incertezza emotiva, desiderio di futuro e preoccupazioni economiche, bisogno di autonomia e richiesta di sostegno.

#MONFERRATO-CHE-EDUCA! e “Tu come stai?”: nasce una rete per il benessere e l’educazione dei giovani

Nel cuore del Monferrato Casalese prende vita un progetto ambizioso e necessario: è stato ufficialmente sottoscritto il Protocollo d’Intesa #MONFERRATO-CHE-EDUCA!, un patto educativo che coinvolge enti pubblici, scuole, servizi socio-assistenziali, ASL, terzo settore e realtà educative del territorio.

L’obiettivo? Costruire una Comunità Educante strutturata, capace di promuovere benessere, sviluppo e opportunità per bambini, ragazzi e famiglie dei 48 Comuni del Distretto Socio-Assistenziale di Casale Monferrato, che conta oltre 77.000 abitanti.

Ispirato ai principi UNESCO e alle Linee di Indirizzo Nazionali per il sostegno alle famiglie vulnerabili, il Protocollo riconosce l’educazione come bene comune e leva strategica per contrastare la povertà educativa, la dispersione scolastica e lo spopolamento dei territori fragili.

Il nome stesso del progetto racchiude la sua missione:

  • #MONFERRATO: il territorio da valorizzare e rendere protagonista;
  • -CHE-: le persone e le istituzioni che lo abitano e collaborano;
  • EDUCA!: l’azione urgente e condivisa per costruire futuro.

Il Patto Educativo di Comunità si propone di:

  • Promuovere progettualità condivisa e partecipata tramite co-programmazione e co-progettazione;
  • Rafforzare il ruolo dell’educazione come priorità strategica del territorio;
  • Garantire uguaglianza di diritti e risposte personalizzate ai bisogni educativi;
  • Valorizzare il patrimonio culturale e sociale delle comunità locali;
  • Favorire il benessere integrale di bambini, ragazzi e famiglie;
  • Sviluppare competenze di cittadinanza attiva e responsabilità sociale;
  • Contrastare spopolamento e povertà educativa, migliorando la qualità della vita delle comunità.

Per coordinare le azioni è stato istituito il Tavolo di Coordinamento #Monferrato-che-educa!, con rappresentanti del Servizio Socio-Assistenziale, del Comune di Casale Monferrato, delle scuole e del terzo settore.

Nei primi anni, il Protocollo si concentrerà su tre macro-temi:

  1. Dispersione scolastica: analisi, prevenzione e contrasto;
  2. Extrascolastico: doposcuola, attività sportive, ricreative e sviluppo delle soft skills;
  3. Famiglie: partecipazione, corresponsabilità e genitorialità positiva.

Ogni anno, entro il 30 settembre, sarà definito il programma condiviso delle attività, con verifica e monitoraggio dei risultati.

Tra i promotori e firmatari del Protocollo figurano:

  • Comune di Casale Monferrato (Capofila)
  • Servizio Socio-Assistenziale del Distretto
  • ASL AL – Casale Monferrato
  • tutti gli Istituti Comprensivi e Superiori del territorio
  • Istituto Sacro Cuore di Gesù – Salesiani Casale M.to
  • Caritas Diocesana
  • Cooperativa Elleuno
  • APS Penelope
  • altre realtà educative e sociali attive nel Monferrato

Il Protocollo ha durata triennale e potrà accogliere nuovi partner nel tempo.

 “Tu come stai?”: il primo progetto operativo

Tra le iniziative già attive nel territorio spicca “Tu come stai? La comunità per il benessere dei giovani”, dedicato al benessere psicologico e relazionale degli adolescenti.

Coordinato dal Comitato Interregionale di Salesiani per il Sociale Piemonte e Valle d’Aosta APS e finanziato da Impresa Sociale Con i Bambini, il progetto si rivolge a ragazze e ragazzi dagli 11 ai 18 anni offrendo una risposta concreta e tempestiva alle richieste di supporto dei giovani del Monferrato.

Attraverso percorsi preventivi nelle scuole e sul territorio, l’iniziativa:

  • Attiva i Gate, presìdi di ascolto e presa in carico psico-educativa;
  • Promuove formazione e strumenti per rafforzare la comunità educante;
  • Organizza eventi annuali dedicati all’ascolto, alla partecipazione e alla sensibilizzazione.

Grazie al lavoro dell’équipe multidisciplinare e alla sinergia tra scuole, ASL, Comune e terzo settore, “Tu come stai?” offre una risposta concreta e tempestiva alle richieste di supporto dei giovani del Monferrato.

Appello di Salesiani per il Sociale: è prioritario investire stabilmente sull’infanzia e l’adolescenza e costruire un nuovo Patto Educativo

Si riporta di seguito il Comunicato Stampa di Salesiani per il Sociale.

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In occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, la rete Salesiani per il sociale rinnova il proprio impegno a garantire a bambini e ragazzi il diritto fondamentale di crescere in un ambiente sicuro, protetto e ricco di speranza.

Oltre 100mila beneficiari raggiunti ogni anno attraverso più di 600 realtà territoriali distribuite in tutta Italia, che include 97 servizi socioeducativi, tra cui 45 Centri diurni e 33 Case famiglia: sono i numeri della rete dei Salesiani per il sociale che, in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (20 novembre), rinnova il proprio impegno nell’assicurare a bambini e ragazzi in difficoltà la possibilità di vivere in contesti educativi sani, accoglienti e stimolanti. In Italia sono circa 33mila i minorenni che vivono lontano dalla propria famiglia d’origine, senza contare gli oltre 16mila minori stranieri non accompagnati. Tutti hanno un diritto fondamentale: crescere in un ambiente sicuro, affettivo e favorevole al loro sviluppo. Nelle 33 Case famiglia della Rete salesiana sono accolti circa 300 minori, tra i 12 e i 18 anni, su richiesta dei servizi sociali e con disposizioni del Tribunale per i Minorenni:

«Molti di questi bambini e adolescenti hanno alle spalle esperienze di abbandono, violenza o solitudine. Ognuno di loro porta dentro di sé una ferita, ma anche una possibilità – spiega don Francesco Preite, Presidente nazionale di Salesiani per il sociale – Ci ispiriamo al Sistema Preventivo di don Bosco, che mette al centro la relazione e la crescita integrale della persona, anche nella sua dimensione spirituale. Le nostre Case famiglia non sono luoghi meramente assistenziali, ma case dove crescere e imparare a credere di nuovo in sé stessi e negli altri. Il nostro obiettivo non è solo proteggere, ma restituire futuro. Per questo chiediamo un nuovo patto sociale ed educativo tra Istituzioni, Terzo Settore, scuola, Chiesa e territori, capace di costruire una rete solida fatta di strutture accoglienti, operatori formati e percorsi di inserimento sociale efficaci, insieme a investimenti stabili nelle politiche per l’infanzia e l’adolescenza».

All’interno delle Case famiglia, i ragazzi trovano un ambiente sicuro e inclusivo che dà loro opportunità concrete di crescita: scuola, sport, formazione professionale, relazioni sane e una comunità educativa che li accompagna ogni giorno. Anche dopo i 18 anni, Salesiani per il sociale continua a sostenerli nella ricerca di una casa, di un lavoro o nel proseguimento degli studi. Molti di loro, diventati maggiorenni e usciti dalla Casa famiglia, tornano a far visita, a condividere traguardi e momenti importanti: segno che l’appartenenza alla comunità salesiana non si esaurisce con la fine del percorso, ma diventa famiglia per sempre. Sono testimonianza e ispirazione per chi vive ancora in Casa famiglia, la prova concreta che un’altra vita autonoma e piena di soddisfazioni è possibile.

Gli educatori sono il cuore pulsante delle comunità: accompagnano i ragazzi nella vita di ogni giorno e curano i rapporti con famiglie, servizi sociali, scuola e sanità. Le équipe multidisciplinari, composte da educatori e psicologi, garantiscono una presenza continua, 24 ore su 24, offrendo ascolto, stabilità e punti di riferimento. Gli educatori accompagnano i minori a scuola, vanno a prenderli, parlano con gli insegnanti, seguono i giovani nello studio, nello sport, cucinano per loro, accompagnano bambini e ragazzi alle visite mediche: sono le maglie di una “rete di sicurezza” che protegge e guida bambini e ragazzi giorno per giorno, garantendo il rispetto di tutti i loro diritti e promuovendo la loro felicità.

«La povertà non è una statistica: è una ferita aperta nel cuore del nostro Paese. Ogni bambino escluso da opportunità, ogni ragazzo lasciato solo, è una sconfitta collettiva – dichiara don Preite – In Italia, secondo l’ISTAT, vivono oltre un milione e trecentomila bambini in povertà. Non bastano più progetti isolati o risposte emergenziali: servono politiche strutturali, risorse stabili e coraggio politico per garantire a tutti i minori protezione, salute, sicurezza, benessere, partecipazione e uguaglianza. Serve un nuovo patto sociale che restituisca dignità ai bambini e agli adolescenti più fragili, cancellando lo stigma che li isola e li condanna all’invisibilità. Essi non sono “problemi da gestire”, ma vite da valorizzare, cittadini di oggi e del domani. Garantire i diritti dei minori significa anche sostenere chi ogni giorno li accompagna – famiglie, comunità, operatori sociali e educatori – offrendo strumenti adeguati, tutele reali e riconoscimento professionale. Come Salesiani per il sociale, scegliamo con decisione da che parte stare: dalla parte dei bambini, dei ragazzi, della speranza e della comunità. Perché senza accoglienza e tutela non c’è futuro, senza comunità che sostengono i giovani non c’è giustizia».

Per saperne di più:

Salesiani per il Sociale: quasi una famiglia su quattro in Italia a rischio povertà, al via la campagna per non lasciare da soli i bambini più fragili

Povertà e diseguaglianze sociali in Italia sono in aumento, riguardano quasi una famiglia su quattro ed espongono soprattutto i minori al rischio di un futuro incerto, privo di opportunità di crescita, integrazione e realizzazione personale. Per continuare a rimanere al fianco di bambini e ragazzi a rischio di povertà ed esclusione sociale, dal 17 giugno al 7 luglio 2025 “Salesiani per il Sociale APS” – rete associativa che da oltre trent’anni è impegnata nella tutela e nella protezione di minori e giovani – promuove la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Non lasciamo al buio i bambini più fragili”.

Tutti possono donare chiamando da rete fissa o inviando un SMS al numero solidale 45598. In particolare, attraverso i fondi raccolti, saranno potenziate e migliorate le attività di realtà salesiane in quartieri difficili di alcune città con oltre 500mila abitanti – Palermo, Napoli, Roma, Genova – nonché il supporto a minori stranieri non accompagnati.

Nel 2024 in Italia il 23,1% della popolazione ha rischiato la povertà o l’esclusione sociale. Circa 13 milioni e 525mila persone si sono, cioè, trovate in difficoltà tali da non poter affrontare spese impreviste, non potersi permettere un pasto adeguato o non poter pagare l’affitto o le bollette. A livello territoriale il Mezzogiorno si conferma la ripartizione con la maggiore incidenza di rischio di povertà o esclusione sociale e ad essere più colpite risultano le coppie con almeno tre figli (34,8% rispetto a 32% del 2023) ed i monogenitori (32,1% rispetto a 29,2%).

“La povertà educativa non è più un’emergenza ma un dato strutturale della nostra società – spiega don Francesco Preite, Presidente nazionale di Salesiani per il sociale –. Con il nostro lavoro di prossimità, interveniamo proprio in contesti difficili, con l’obiettivo di garantire a bambini, adolescenti e giovani una vita piena e dignitosa. Ispirandosi al metodo educativo di Don Bosco, la rete di associazioni Salesiani per il Sociale opera in tutto il territorio nazionale attraverso case-famiglia, comunità di accoglienza, centri diurni e altri servizi, presidiando in maniera capillare le periferie, dove spesso mancano opportunità di sviluppo sociale e culturale, specialmente nel Mezzogiorno. Anche il più piccolo aiuto può essere prezioso ed è per questo che abbiamo dato vita alla Campagna ‘Non lasciamo al buio i bambini più fragili’, per sostenere le iniziative attive su tutto territorio nazionale, che hanno l’obiettivo di rispondere in maniera concreta e innovativa ai bisogni educativi dei minori e delle loro famiglie”.

Ogni anno, Salesiani per il Sociale raggiunge oltre 100mila beneficiari, offrendo protezione e supporto attraverso una rete attiva in più di 600 realtà territoriali in tutta Italia, con 97 servizi socioeducativi, tra cui 33 case-famiglia e 45 centri diurni. I bambini e i ragazzi trovano in questi luoghi protezione, calore familiare e figure educative che li aiutano a crescere in un ambiente sicuro.

Salesiani per il Sociale ha esteso la rete di accoglienza con strutture dedicate ai minori non accompagnati che arrivano in Italia, dove possono ricevere cibo, vestiti e assistenza per contattare i propri familiari, oltre a frequentare corsi di italiano e costruire un percorso verso l’autonomia. Strutture che accolgono anche minori affidati dalla giustizia minorile, garantendo loro un supporto educativo e un ambiente sicuro per il reinserimento e lo sviluppo personale.

La campagna “Non lasciamo al buio i bambini più fragili” ha il supporto informativo di La7 e Mediaset.

Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari WINDTRE, TIM, Vodafone, Iliad, PosteMobile, Fastweb, Coop Voce, Tiscali; sarà di 5 o 10 euro per le chiamate da rete fissa TIM, Vodafone, WINDTRE, Fastweb, Tiscali, Geny Communications e, sempre per la rete fissa, di 5 euro da Convergenze, PosteMobile.

“Da soli non c’è storia”: assemblea nazionale di Salesiani per il sociale a Torino

Si è conclusa venerdì 7 giugno presso la Casa Madre dei Salesiani di Don Bosco a Valdocco, l’Assemblea Nazionale 2025 di Salesiani per il sociale, tre giorni di confronto tra oltre 100 delegati provenienti da tutta Italia. L’evento ha rappresentato un momento chiave per rinnovare la visione strategica della rete, approvare il Bilancio Sociale 2024, eleggere il nuovo Consiglio Direttivo e rilanciare l’impegno educativo e sociale verso i giovani più fragili.

Durante l’Assemblea è stato confermato don Francesco Preite alla guida dell’associazione per un secondo mandato triennale. Una scelta che segna continuità e fiducia nel cammino condiviso, tra radicamento territoriale e capacità di innovazione. «Da soli non c’è storia. Ma insieme possiamo cambiarla», ha dichiarato Preite, sottolineando l’importanza di costruire alleanze educative e reti solidali capaci di generare speranza e opportunità.

Nel suo primo mandato, la rete ha accompagnato oltre 6.300 giovani nel Servizio Civile Universale, promosso più di 400 progetti contro la povertà educativa e per l’inclusione sociale, rafforzando una governance partecipativa basata su sei Comitati e Presidi Territoriali. Nell’ultimo anno, Salesiani per il sociale ha raggiunto circa 45.000 beneficiari diretti e oltre 100.000 persone complessive, attraverso 100 interventi socio-educativi, grazie a 900 operatori3.000 volontari e una rete diffusa di collaborazioni pubbliche e private, per un investimento complessivo di oltre 2.200.000 euro.

L’Assemblea ha anche approvato il nuovo Documento Programmatico 2025-2028, intitolato “Organizzare la Speranza”, che delinea cinque ambiti strategici di intervento: educazioneaccoglienzalavoroformazione e servizio civile.

A conferma della vitalità della rete e della partecipazione territoriale, l’Assemblea ha eletto come membri del Consiglio Nazionale Letizia ScandurraGennaro Balzano, Corrado CaianoValentina Bellis, Ciro Bisogno, Emanuele Gnocchini ed Emanuele Zof. L’Ente promotore CNOS ha nominato come membri del Consiglio Direttivo Silvio ZanchettaAlberto AnzaloneGiuseppe RussoAndrea Lupi, Alberto Goia e Francesco Preite.

L’Assemblea 2025 ha rilanciato con forza la missione della rete: essere una comunità educativa e sociale capace di leggere i bisogni del presente e trasformarli in risposte concrete e generative, mettendo al centro i diritti e la dignità dei minori, degli adolescenti e dei giovani più vulnerabili.

 

Sabato 15 e Domenica 16 marzo 2025 torna la Violetta di Don Bosco!

Sabato 15 e domenica 16 marzo 2025 torna la Violetta di Don Bosco in collaborazione con Salesiani per il Sociale: un’occasione per diffondere il messaggio di solidarietà e di sostegno per i bambini e i ragazzi in difficoltà. La Violetta di Don Bosco rappresenta proprio questo: fare il bene senza cercare l’attenzione o il riconoscimento per le nostre azioni.

La violetta è un simbolo di solidarietà e di sostegno per i bambini e i ragazzi delle nostre Case famiglia e Centri diurni in tutta Italia, acquistandola sarai ogni giorno al fianco di bambini e ragazzi soli: tanti di loro hanno bisogno ora di qualcuno che li prenda per mano e li accompagni verso un futuro migliore.