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VIS, da 40 anni accanto ai giovani di tutto il mondo insieme a Don Bosco

Il giorno in cui 14 persone, giovani, uomini e donne che sognavano un mondo più giusto, decisero di dare vita a questa nuova avventura avevano solo un desiderio: stare accanto ai giovani come aveva fatto Don Bosco.

In questi 40 anni il VIS ha realizzato oltre mille progetti di sviluppo ed emergenza e supportato il lavoro dei Salesiani nei cinque continenti raggiungendo milioni di bambine, bambini e giovani con programmi educativi, di inserimento socio professionale e formando generazioni di persone impegnate nella cooperazione internazionale, nella promozione dei diritti umani e della pace.

Lo racconta il nuovo video istituzionale, realizzato con Ime Comunicazione e diffuso oggi per la prima volta, attraverso i volti delle operatrici e degli operatori che sul campo ogni giorno si dedicano alle persone e alle comunità con cui il VIS lavora. Come mostra il video, questi 40 anni sono stati possibili solo grazie all’impegno e alla passione di tante e tanti che hanno creduto in quel sogno. Per questo motivo, il VIS per i suoi primi 40 anni ha scelto di compiere un percorso insieme a tutte le persone che attraverso il proprio contributo sono parte di questa storia. Non sarà quindi un anno di celebrazioni, ma di incontri, dialoghi, esperienze condivise, di approfondimento e sguardo al futuro con una rinnovata visione. Questo percorso si realizzerà con diversi linguaggi e in diversi luoghi rappresentativi dell’identità del VIS: Torino, Roma, i territori in cui agiscono i volontari e i sostenitori, ma anche i Paesi partner in cui si realizzano i progetti e in cui sono presenti le operatrici e gli operatori sul campo.

Questo compleanno cade in un momento di grande cambiamento per il VIS, da pochi mesi trasformato in Fondazione di partecipazione con ente fondatore Missioni Don Bosco Valdocco, con cui sta compiendo un percorso di condivisione e sinergia per aumentare l’impatto e l’efficacia degli interventi. Per tutti coloro che sono parte dello staff espatriato e di sede, nell’anno dell’anniversario è previsto un processo strutturato di ascolto e analisi del clima interno, realizzato insieme ad altri enti del Terzo Settore e in collaborazione con l’Università di Verona.

Parte di questo percorso è anche il lavoro che il VIS ha compiuto insieme alle ragazze e ai ragazzi del Corso di Graphic Design dello Iusve (Istituto Universitario Salesiano di Venezia), per realizzare un logo dedicato all’anniversario, che accompagnerà tutte e tutti in questo anno speciale.

“Questo del 40° – afferma Michela Vallarino, presidente del VIS – è un anno di grandi cambiamenti per la nostra organizzazione e non avremmo potuto festeggiarlo in modo migliore: con il cuore colmo di stima e gratitudine per chi ha contribuito a scrivere questa storia, siamo pronti a trasformarla e rilanciarla con rinnovato entusiasmo e motivazione in un momento in cui sembra urgente più che mai parlare di (e lavorare per) lo sviluppo umano integrale, la giustizia sociale, il rispetto del diritto e dei diritti, la pace”.

“Appena terminata la celebrazione per il 150° della prima spedizione missionaria salesiana – ha aggiunto Don Luca Barone, presidente di Missioni Don Bosco e vice presidente del VIS – auguro che come VIS sappiamo celebrare il passato per vivere il presente e sognare il futuro nella fedeltà e nella creatività che don Bosco ci insegna. Per i giovani e con i giovani stessi come protagonisti, mettiamo in pratica ciò che il Rettor Maggiore consegna nella Strenna di questo 2026 alla Famiglia Salesiana – Fate quello che vi dirà -: guardiamo la storia e i suoi eventi con realismo per accogliere e affrontare le sfide; ascoltiamo i segni di Dio nel mondo, scegliamo con passione e professionalità i fronti missionari e agiamo con l’audacia della fede e il coraggio dei pionieri.”

Il VIS con la Scuola di Pace di Bra per ribadire che “La guerra è una follia”

Dal sito del VIS.

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“La guerra è una follia. La pace è l’unica strada possibile”: è questo il titolo della nuova iniziativa lanciata dalla Scuola di Pace “Toni Lucci” di Bra insieme al VIS – Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, che si concretizzerà in una serata pubblica in programma mercoledì 23 ottobre 2024.

L’evento si terrà presso il centro polifunzionale “Giovanni Arpino” a partire dalle 20.45, con ingresso libero, e vedrà la partecipazione della giornalista e saggista Paola Caridi, che presenterà il suo libro “Il gelso di Gerusalemme”, manifesto di botanica politica che narra la storia del Mediterraneo e del Medio Oriente attraverso gli alberi, e del docente di Economia dello sviluppo presso l’università di Betlemme e Pavia Gianni Vaggi. Moderatore della serata Luigi Bisceglia, coordinatore regionale per il Medio Oriente per i programmi del VIS.

Il progetto prevede inoltre due appuntamenti riservati alle scolaresche in programma rispettivamente nelle mattinate del 23 e 24 ottobre, durante le quali si terranno delle tavole rotonde sul tema della guerra nel mondo con la partecipazione della Consulta giovanile di Bra. I momenti con le scolaresche rappresentano un ulteriore passo di un lungo programma di iniziative avviato già lo scorso anno, che ha visto la predisposizione da parte degli studenti di striscioni contro la guerra che sono stati esposti nei diversi plessi scolastici.

Inoltre, proprio una scuola braidese – la Primaria “Don Milani”, classi 4° e 5° A e 5° B – si è aggiudicata nel 2022/23 il primo premio nel concorso intitolato “La guerra è una follia” indetto dal VIS con l’intento di accompagnare i ragazzi nella “lettura” dei diversi conflitti che attraversano il mondo e alla ricerca di chiavi di comprensione e di azione che incoraggino a costruire realtà nelle quali i conflitti vengano “gestiti” e vissuti in modo non distruttivo. Il filmato elaborato dagli studenti braidesi può essere consultato a questo link.

A questo link, è possibile vedere il video didattico “La guerra è una follia” elaborato dal VIS.

Bosembo, il nuovo podcast del VIS sulla poesia della resistenza per i ragazzi e le ragazze che hanno subito violenza nel Nord Kivu

Dal sito del VIS.

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Un Paese enorme, ricco di materie prime e con una popolazione molto giovane (il 48% ha meno di 18 anni). Malgrado ciò, in Repubblica Democratica del Congo 8 persone su 10 vivono al sotto della soglia di povertà, la condizione femminile è drammatica (si stima che in tutto il Paese vengano violentate più di mille donne al giorno). La regione del Nord Kivu, al confine con Uganda e Ruanda, è spesso teatro di drammatici avvenimenti: dall’eruzione del vulcano Nyiragongo ai conflitti armati del gruppo M23 e agli altri gruppi ribelli che continuano a mietere vittime tra i civili, fino all’uccisione dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio, avvenuta esattamente due anni fa, nel febbraio del 2021.

Sono Monica Corna, capo missione del VIS in Repubblica Democratica del Congo – dove vive da oltre vent’anni – e Ben Kamuntu, giovane artista e attivista per i diritti umani, i protagonisti della nuova mini serie podcast del VIS “Bosembo”, che in lingua Lingala significa “giustizia”.

In tre puntate Bosembo, scritto e scritto e realizzato da Stefano Leszczynski, esplora le sfide che il mondo della cooperazione allo sviluppo è chiamato ad affrontare, evidenziandone luci ed ombre, ma soprattutto racconta la situazione dei bambini che vivono per le strade di Goma e delle ragazze, spesso costrette a subire violenze e abusi. Proprio insieme a loro gli operatori del VIS praticano la Slamtherapy, una particolare forma espressiva che insegna ai ragazzi e alle ragazze a comunicare il proprio vissuto e spezzare il circolo della violenza con l’aiuto della poesia.

“Là dove si fanno molti discorsi politici – afferma Ben Kamuntu, che è parte del movimento giovanile congolese “Lucha” – avremmo invece bisogno un po’ più di discorsi poetici. Bisogna portare poesia nella politica, perché la poesia va dritta al cuore, è qualcosa che tocca il cuore, ci coinvolge, ci riconnette, ci interroga. Io credo ancora nella forza dell’arte. Credo nella forza della condivisione e uso la poesia slam come un mezzo, strumento di resistenza, ma anche un percorso per sognare”.

Salesiani di Bra: due iniziative con il VIS

Due nuove iniziative organizzate dal VIS Volontariato Internazionale per lo Sviluppo – a Bra, giovedì 12 gennaio, Territori di Vini, e venerdì 13 gennaio 2023, La guerra è una follia.

VIS – Volontariato Internazionale per lo Sviluppo è un’organizzazione non governativa che si occupa di cooperazione allo sviluppo e solidarietà internazionale, anche attraverso gli strumenti del sostegno a distanza e del sostegno alle missioni salesiane nel mondo. Il VIS è anche una agenzia educativa che promuove e organizza attività di sensibilizzazione, educazione, formazione per lo sviluppo e la cittadinanza mondiale.

L’associazione, nata nel 1986 su promozione del Centro Nazionale Opere Salesiane (CNOS), è cresciuta nel mondo grazie all’impegno e alla passione dei volontari internazionali e degli operatori per lo sviluppo, persone che decidono di partire per mettersi a servizio con professionalità e dedizione dei più deboli nel mondo, e attualmente opera, oltre che in Italia, in 40 Paesi.

Il VIS muove i propri passi e progetta i propri interventi ispirandosi a Don Bosco, un grande uomo capace di anticipare i tempi con la sua visione e il suo sistema educativo preventivo, moderno ed efficace, chiave di volta per promuovere i diritti e superare le ingiustizie e le disuguaglianze dell’epoca, ancora oggi straordinariamente valido in Italia e nel mondo.

Per ulteriori informazioni, vedere il sito dell’ente: https://www.volint.it/

VIS: nuovo Bando per il Servizio Civile Universale 2022/2023

Il VIS – Volontariato Internazionale per lo Sviluppo partecipa al Bando per il Servizio Civile Universale (SCU) 2022/2023 con 4 progetti, tre all’estero e uno in Italia. Di seguito i dettagli nella notizia apparsa sul sito VIS.

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Il VIS anche quest’anno partecipa al Bando per il Servizio Civile Universale (SCU). I giovani tra i 18 e i 28 anni avranno la possibilità di partecipare al Bando per la selezione degli operatori volontari di Servizio Civile Universale pubblicato in data 15 dicembre 2022 sul sito del Dipartimento per le Politiche Giovanile e il Servizio Civile Universale.

Il VIS propone 4 progetti, tre all’estero e uno in Italia:

  • Albania: progetto in ambito sviluppo rurale e turismo sostenibile. Caschi bianchi per lo sviluppo rurale in Albania(scarica qui la scheda progetto)
  • Angola e Namibia: progetto in ambito child protection. Inclusione e sostegno di minori vulnerabili in Angola e Namibia(scarica qui la scheda progetto)
  • Ghana e Senegal: progetto in ambito migrazioni, formazione professionale e inserimento nel mondo del lavoro.Inclusione socioprofessionale dei giovani vulnerabili e in mobilità in Ghana e Senegal(scarica qui la scheda progetto)
  • Italia: progetto che mira, attraverso l’inserimento dei volontari nei Dipartimenti del VIS di Roma (formazione, comunicazione, educazione alla cittadinanza globale e campagne, risorse umane e programmi) all’educazione e alla sensibilizzazione allo sviluppo sostenibile nell’ottica dell’ecologia integrale. (scarica qui la scheda progetto)

Il termine per candidarsi al Bando del Servizio Civile Universale è alle ore 14.00 di venerdì 10 febbraio 2023.

Progettare insieme nuovi percorsi: Consulta Nazionale Animazione Missionaria a Valdocco

Il 12 e il 13 novembre si è tenuta a Valdocco la Consulta Nazionale di Animazione Missionaria, un confronto per dialogare e progettare un percorso condiviso che ha visto gli interventi del Signor Cosimo Cossu e Michela Vallarino. Di seguito l’articolo a cura del Comitato Nazionale AM.

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“Perché siamo qui oggi?”

Il 12 e 13 novembre a Valdocco, giovani, FMA e SDB si sono incontrati per un confronto delle diverse attività dell’Animazione Missionaria sul territorio italiano. I giovani, le salesiane e i salesiani presenti fanno infatti parte delle equipe ispettoriali di Animazione Missionaria.

Ventiquattro ore di confronto, testimonianze e gruppi di lavoro per conoscersi, dialogare e progettare un percorso condiviso.

Ad aprire il tavolo di lavoro, la testimonianza del Signor Cosimo Cossu, SdB coadiutore, missionario in Ecuador per 20 anni, e Michela Vallarino, presidente del VIS.

Cosa vi ha portato a lasciare tutto e partire per un’esperienza missionaria? Ve lo dico io. L’Amore.

-Cosimo Cossu

Sapienza, pazienza e speranza, tre parole che hanno accompagnato questo incontro. Essere in grado di leggere il tempo in cui viviamo e comprendere il desiderio dei giovani; saper attendere i frutti di qualcosa seminato da poco; avere fede e renderci conto che noi dobbiamo essere come degli specchi che riflettono l’Amore di Dio per i giovani.

Servizio Civile all’estero con i Salesiani: 63 posti disponibili in Brasile, Africa ed Europa

Con i Salesiani si può svolgere un anno di servizio civile anche all’estero: Salesiani per il Sociale e VIS mettono a disposizione 63 posti in Brasile, Angola, Namibia, Ghana, Senegal e in Europa in Albania e Spagna. I posti sono così suddivisi:

  • 6 progetti Salesiani per il Sociale per 53 posti
  • 3 progetti VIS per 10 posti
  • I progetti, tutti di 12 mesi, si situano nel campo dell’educazione, formazione e cooperazione allo sviluppo, accanto a minori e giovani in situazione di svantaggio socio-culturale ed economico, a rischio devianza e di emarginazione sociale
  • Per i volontari in servizio è previsto un compenso economico mensile compreso tra i 700 e gli 850 euro, sono inoltre coperte le spese di vitto e alloggio.

Cambio ai vertici del VIS: Michela Vallarino eletta presidente, affiancata dal nuovo Comitato Esecutivo. La direttrice generale è Chiara Lombardi.

Nel corso dell’assemblea dei Soci e dei Partecipanti che si è tenuta sabato 27 e domenica 28 novembre sono state rinnovate le cariche istituzionali che guideranno la Ong salesiana VIS Volontariato Internazionale per lo Sviluppo per i prossimi quattro anni.

L’assemblea dei Soci, composta da tre enti salesiani, ha eletto alla carica di presidente Michela Vallarino, 49 anni, avvocato, già vice presidente. Sarà affiancata dai consiglieri del Comitato EsecutivoMarco Faggioli e Francesco Mele (entrambi vice presidenti, quest’ultimo nominato dall’Assemblea dei Partecipanti), don Giordano Piccinotti SDB (tesoriere), Giampietro Pettenon SDBJennifer Avakian e Stefano Di Maria.

Vallarino raccoglie il testimone da Nico Lotta, di professione ingegnere, che ha ricoperto la carica di presidente per due mandati: “In questi anni abbiamo consolidato la presenza del VIS in alcuni Paesi – afferma Lotta – ampliato i partenariati strategici e rafforzato la struttura operativa. Resta ancora molto da fare perché la pandemia ci ha posto di fronte a nuove sfide e a una maggiore consapevolezza che nessuno si salva da solo, che è l’essenza del fare cooperazione. Sono profondamente grato verso tutte le persone con cui ho condiviso questo lungo tratto di strada, che ho vissuto come un servizio, ma che è stato soprattutto un dono. Auguro alla nuova squadra di lavorare e secondo lo spirito di attenzione ai giovani più vulnerabili che Don Bosco ci ha trasmesso”.

“Sono profondamente grata a Nico Lotta e a tutto il Comitato esecutivo uscente per il lavoro svolto insieme in questi anni e per la fiducia che mi accordano – afferma Michela Vallarino – Ora inizia una nuova fase, che sarà caratterizzata dal rinnovamento e anche dalla continuità con quello che è stato fatto finora. Alcuni degli obbiettivi sono ancora validi perché non ancora compiutamente realizzati, come il rafforzamento della rete dei soggetti che compongono il sistema salesiano di solidarietà, la presenza sul territorio italiano, il miglioramento del sistema di organizzazione, gestione e controllo interno”.

Il VIS è in una fase di pianificazione strategica per i prossimi sei anni, un processo partecipativo che ha coinvolto negli ultimi mesi il personale della sede e dei Paesi in cui è presente.

“Interpreto questo ruolo – prosegue Vallarino – come un fare sintesi e mettere in circolo le diverse anime e sensibilità che costituiscono il VIS: spirito di servizio e professionalità, carisma e competenza, sogni e quadri di progetto, centro e territori, emergenza e sviluppo. Credo che la strada giusta sia quella di vivere la cooperazione non solo come “attività di interesse generale” secondo il linguaggio della Riforma del Terzo Settore, ma anche come approccio: la cooperazione come incontro tra le persone, in un mondo dove tutto è connesso e tutto è in relazione e in cui siamo chiamati a impegnarci per la giustizia e la pace anziché alimentare le ingiustizie e le disuguaglianze, come ci ricorda papa Francesco”.

Il Presidente e i componenti del Comitato Esecutivo del VIS non sono dipendenti dell’organismo, percepiscono solo una indennità di carica, e svolgono altre professioni, mettendo a disposizione della Ong la propria competenza ed esperienza con spirito di servizio.

Al vertice della struttura operativa ci sarà Chiara Lombardi, 38 anni, nominata direttrice generale: “Sono cresciuta professionalmente al VIS, in cui sono entrata la prima volta nel 2009 e a cui sono tornata dopo diverse esperienze con altre organizzazioni. Sono grata per il percorso fatto, consapevole dell’onere che mi spetta ma anche della professionalità delle colleghe e dei colleghi che mi affiancheranno. Credo che fare cooperazione richieda molta flessibilità per rispondere alle necessità di un mondo in continua evoluzione, con nuovi bisogni, nuovi squilibri, nuove povertà e nuove sfide. Il VIS è una organizzazione capace di rigenerarsi mantenendo le proprie radici. Per questo lavoreremo nel segno della continuità ma anche innovando alcuni processi e modalità di lavoro con l’obiettivo di accorciare le distanze tra i colleghi della sede, quelli nei Paesi e i volontari in Italia e creare una squadra dalle dimensioni globali sempre più unita e motivata a servizio dei più vulnerabili”.

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Michela Vallarino, sposata e con un figlio, vive e lavora a Genova dove esercita la professione di avvocato a favore di privati, imprese ed enti non profit. Svolge anche attività di consulenza ed assistenza in materia di responsabilità amministrativa degli enti, facendo anche parte di alcuni organismi di vigilanza. Da molti anni è attiva nel mondo del volontariato e dell’associazionismo, tra gli altri negli ambiti della cooperazione internazionale, della tutela legale delle persone non abbienti e della protezione dei diritti dei minori stranieri non accompagnati.

Chiara Lombardi, sposata e con due figli, originaria di Brescia e proveniente da una famiglia molto attiva nel mondo della cooperazione internazionale. Dopo la laurea in Relazioni Internazionali all’Università Cattolica inizia a lavorare nella cooperazione in Libano, poi in Repubblica Democratica del Congo e in Etiopia, dove condivide l’esperienza insieme al marito e ai figli. Dal 2018 è rientrata in Italia e lavora nella sede centrale del VIS occupandosi di progetti nel Corno d’Africa.

DIRE – Dagli Stati Uniti fondi al progetto Vis che offre lavoro e studio a giovani migranti

Dall’agenzia di stampa DIRE.

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ROMA – “Nei primi mesi della pandemia di Covid-19 l’Italia è stata messa sotto un’incredibile pressione, d’altronde nessuno era pronto. Per questo, forti di una lunga amicizia, gli Stati Uniti hanno stanziato 50 milioni di euro. Si tratta del primo fondo di queste dimensioni dai tempi del Piano Marshall, nel dopoguerra, e siamo felici che una parte sia stata impiegata anche dai salesiani, con cui già lavoriamo in tanti paesi del mondo”. Lo dichiara all’agenzia Dire Daniel Ross, consigliere per gli Affari economici dell’Ambasciata americana in Italia a pochi giorni dalla conclusione di ‘Salesian Solidarity with Italy: the Emergency Response to Covid-19’.

Il progetto, finanziato con parte dei fondi stanziati dall’agenzia americana per la cooperazione allo sviluppo (Usaid) – ha permesso di intervenire in 16 Regioni italiane da parte di Vis – Volontariato internazionale per lo sviluppo, Salesiani per il Sociale, Cnos Fap e al partner statunitense Salesian Missions.
In particolare, attraverso Don Bosco2000, il presidio Vis in Sicilia e parte della rete di Salesiani per il Sociale sono intervenuti per sostenere 10 giovani migranti di circa vent’anni provenienti da Gambia, Egitto, Senegal, Niger e Algeria.

In una fase in cui la pandemia ha complicato la vita quotidiana di tante persone, causando la perdita del lavoro o l’interruzione degli studi, per i migranti di recente arrivo spesso è stata anche più dura. In Sicilia, grazie ai volontari del Vis, i dieci giovani coinvolti nel progetto hanno potuto invece iniziare un percorso di orientamento alla formazione e al lavoro, grazie al quale due di loro hanno trovato un’occupazione, altri tre hanno continuato a studiare, mentre uno ha optato per i Rimpatri Volontari Assistiti in quanto intenzionato a tornare nel suo Paese.

Gli Stati Uniti- prosegue il rappresentante diplomatico- sono soliti assistere l’Italia in caso di disastri naturali, come alluvioni o terremoti, ma un fondo di tale dimensioni non si registrava dagli anni Cinquanta. Bene che una parte dei fondi sia stata gestita da organizzazioni come i salesiani e il Vis, che hanno le infrastrutture sul terreno”.
Quanto a stanziamenti analoghi, “assolutamente no”, replica Daniel Ross, “e per fortuna aggiungerei: nel 2020 c’è stata un’emergenza. Ma l’Italia è e resta un paese avanzato, le sue autorità sono riuscite a controllare la pandemia, quindi continueremo a cooperare con l’Italia nei vari paesi del mondo per fornire aiuti di base, attraverso le organizzazioni internazionale e le ong”.

Nico Lotta, presidente del Vis, sempre alla Dire ha aggiunto: “Grazie al progetto finanziato da Usaid e insieme ai nostri partner salesiani, abbiamo potuto orientare i nostri sforzi sull’Italia. In questi mesi la diffusione del virus per fortuna si è ridotta, ma non le conseguenze educative, sociali ed economiche della pandemia sulle fasce di popolazione più vulnerabili. Dal punto di vista della cooperazione- dice ancora Lotta- credo sia molto significativo il fatto che l’Italia sia diventata un Paese beneficiario di aiuti internazionali: ci fa riflettere sull’importanza di una solidarietà capace di andare al di là di categorie o etichette. Come ci ricorda papa Francesco, ‘nessuno si salva da solo, ci si può salvare unicamente insieme’”.

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Italia – Covid-19: i salesiani hanno raggiunto oltre 24mila famiglie bisognose in Italia grazie al finanziamento del governo USA

Dal sito dell’agenzia ANS il resoconto della chiusura del Progetto “Salesian Solidarity with Italy: the Emergency Response to COVID-19” del Vis con Salesiani per il Sociale APS e Cnos Fap.

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(ANS – Roma) – Sta per concludersi il progetto “Salesian Solidarity with Italy: the Emergency Response to COVID-19” finanziato dall’agenzia governativa americana per lo sviluppo internazionale “USAID”, che per 15 mesi ha supportato azioni di sostegno a fasce vulnerabili di popolazione colpite dalle conseguenze della pandemia in Italia. La rete salesiana che ha implementato il progetto, composta da “VIS – Volontariato Internazionale per lo Sviluppo”, “Salesiani per il Sociale Aps”, “CNOS-FAP” e “Salesian Missions USA” – la Procura Missionaria salesiana con sede a New Rochelle, negli Stati Uniti – ha operato in 16 Regioni italiane raggiungendo 24.480 persone tra insegnanti, bambine, bambini, giovani, famiglie bisognose e migranti.

Un bilancio finale dei 15 mesi di progetto è stato delineato nel corso dell’evento che si è tenuto venerdì 17 settembre sulla terrazza dell’“Hotel Etico”, realtà alberghiera nel centro di Roma che nella sua mission ha anche la formazione e l’inserimento professionale di persone con diversi tipi di disabilità.

Un’occasione di incontro e scambio a cui hanno partecipato anche don Gildásio Mendes dos Santos, Consigliere per la Comunicazione Sociale della Congregazione Salesiana; e don George Menamparampil, Coordinatore della rete “Don Bosco Solidarity – Covid-19” di coordinamento globale dei salesiani a fronte dell’emergenza pandemica. Il progetto, infatti, si inserisce nella più ampia azione che i salesiani stanno portando avanti in tutto il mondo per rispondere attraverso un’azione sinergica globale all’emergenza Covid-19.

Ad aprire la serata è stato Daniel Ross, Consigliere per gli Affari Economici dell’Ambasciata USA a Roma, che ha spiegato che il Governo americano ha impegnato 50 milioni di dollari a sostegno della sicurezza sanitaria, della società civile e del settore privato italiani. Un supporto che punta ad aiutare la popolazione in Italia e a contribuire a ridurre anche il rischio di diffusione del contagio.

Presenti alla serata i rappresentanti degli enti partner, tra cui don Francesco Preite, presidente di “Salesiani per il Sociale Aps”; don Fabrizio Bonalume, Direttore Generale di “CNOS FAP”; e Nico Lotta, Presidente del “VIS”, ente capofila del progetto. Da New York, infine, è intervenuta anche Patricia Salgado-Hernandez, dell’ufficio programmi internazionali di “Salesian Missions USA”.

Ognuno ha delineato un bilancio degli interventi realizzati, che hanno raggiunto 776 docenti e giovani che hanno partecipato ai corsi di formazione, 450 studenti che hanno ricevuto pc e tablet, 249 classi che hanno aderito alle attività di supporto educativo, 30 centri di accoglienza per minori che hanno ricevuto dispositivi igienici e di protezione individuale e 1.317 persone hanno usufruito dei buoni spesa. Inoltre, sono stati attivati in Sicilia sportelli per sostegno psicologico e sono stati accolti giovani migranti dall’Africa Subsahariana.

“Il Covid-19 ha sconvolto le nostre vite e la nostra quotidianità – ha affermato il Presidente del VIS, Nico Lotta –. Grazie a progetti come quello finanziato da ‘USAID’ abbiamo potuto riprogettare i nostri interventi ponendo un focus particolare sull’Italia, uno dei Paesi più colpiti. Questo progetto dimostra che la cooperazione internazionale andrà sempre più in un’ottica di solidarietà globale e che tutti i Paesi, anche quelli considerati più ricchi, potrebbero un giorno avere bisogno dell’aiuto degli altri perché, come Papa Francesco ci ricorda, ‘ci si salva solo insieme’”.