Capodanno 2022 AM ad Oulx
“Oggi ho percepito che l’incontro col povero รจ un po’ come la preghiera: permette di fare uno zoom out dai propri problemi per mettere al centro Dio e gli altri.”
– Lorenzo
Con questo spirito circa 30 giovani del Movimento Giovanile Salesiano hanno deciso di concludere il 2022 in un modo diverso dal solito: mettendosi in ascolto e a servizio presso il Rifugio Fraternitร Massi di Oulx. Il rifugio, operativo dal 2017 รจ gestito da don Luigi Chiampo insieme a 10 operatori e 200 volontari. ร nato in risposta allo spostamento del flusso migratorio da Ventimiglia alla Valle di Susa e offre ospitalitร a tutti coloro che cercano di passare in Francia.
Ecco il racconto di questa esperienza grazie alle parole di Giulia, volontaria missionaria ed animatrice dell’MGS.
Durante la mattinata abbiamo ascoltato la testimonianza di don Chiampo, che ha raccontato come il rifugio sia un luogo di passaggio, tanto che si contano circa 15000 persone solo questโanno. Questo ci ha aperto gli occhi su una realtร , quella migratoria, che spesso vediamo distorta: si sente sempre parlare di ingressi in Italia, mai di uscite, eppure solo il 2% di chi arriva in Italia poi vi si ferma.
La peculiaritร di questo rifugio รจ l’aver coinvolto il territorio: don Chiampo non รจ un prete impallinato che opera da solo, ma c’รจ un forte coinvolgimento delle autoritร , della croce rossa, del soccorso alpino, di altre associazioni sanitarie che cuciono intorno al rifugio una rete avente lโobiettivo di vedere il migrante anzitutto come persona, come fratello. Il passaggio che queste persone compiono รจ molto impervio: passa oltre i 2000 metri, lontano dalle vie principali che non sono aperte per loro.
Sulla statale, poco prima di arrivare a Oulx, cโรจ una scritta: โla frontiera uccideโ. Il rifugio Massi si impegna a dare un pasto caldo, la possibilitร di ricevere cure mediche se necessarie, di fare la doccia e di dormire una notte al chiuso. Si crea quindi un luogo di ristoro, ma anche di incontro di culture e storie diverse: chi arriva dalla rotta africana e chi dalla rotta balcanica, uomini soli, famiglie, giovani di tante nazionalitร diverse. Chiediamo se ci sono stati problemi, ci rispondono con una semplicitร disarmante che sรฌ, a volte รจ faticoso, ma che i problemi si perdono in tutto il bene che cโรจ e che si fa tra quelle mura.
Insieme a don Luigi cโรจ uno degli operatori, albanese arrivato in Italia allโinizio degli anni 90, che ci racconta la sua storia, una storia di accoglienza ricevuta e ridonata, in piena gratuitร .
โNon รจ tanto la questione dellโemergenza, quella rimane, quello che cambia e se tu sei pronto o no a dare una risposta allโemergenza.โ
– don Chiampo
Dopo pranzo abbiamo avuto la possibilitร di metterci al lavoro pulendo le camere che quella notte avrebbero ospitato chiunque fosse arrivato. Al rifugio infatti non ci sono orari, la porta si apre in qualsiasi momento, tanto che anche nella nostra breve permanenza sentiamo qualche volta il campanello suonare. Non sono mancati poi i momenti di scambio e condivisione nella sala comune del rifugio, sia tra noi che con alcuni ragazzi che erano lรฌ in quel momento e che poi sono partiti a fine giornata diretti a Claviere, da dove avrebbero cercato di passare in Francia la notte di Capodanno. Sulle pareti รจ pieno di fogli: alcuni sono disegni dei bambini, altri di chi voleva lasciare unโimpronta del suo passaggio e della storia del suo viaggio, altri ancora contengono in moltissime lingue informazioni su dove andare una volta passato il confine.
“Aiutare gli altri non รจ altro che vivere il comandamento dell’amore. Questo รจ quello che piรน di tutto mi porto a casa in questa giornata”
– Eleonora
A fine giornata la condivisione ha aiutato a dare un nome a ciรฒ che ci aveva colpito di una giornata cosรฌ piena, ma anche a interrogarci e rilanciarci nello spirito di servizio per lโanno nuovo che inizia.
โA noi ha colpito cosรฌ tanto stare qui qualche ora, ma cโรจ qualcuno che lo fa ogni giorno. Accogliere non รจ assistere, e accogliere ed essere accolti cambiano la vita.โ
– Elena
Accogliere tutti con dignitร . Su questo ha insistito don Chiampo. Mi ha fatto pensare molto alle motivazioni con cui io vivo il mio servizio”
– Giulia






