“Don Bosco voleva essere sempre all’avanguardia del progresso”: alla Fiera Didacta i Salesiani presentano “Go Beyond”, progetto sull’uso dell’AI in aula

I Salesiani sono presenti a Didacta con uno stand per presentare la proposta formativa della Scuola e della Formazione Professionale.  L’occasione di Didacta ha permesso di presentare i risultati del progetto nazionale sull’Intelligenza Artificiale, dimostrando che l’algoritmo può essere uno strumento al servizio della pedagogia.

Il legame tra il carisma di un santo dell’Ottocento e i moderni modelli linguistici di IA non è un semplice artificio retorico. “Don Bosco voleva essere sempre all’avanguardia del progresso”, è stato ribadito durante l’incontro. Oggi, quella spinta si traduce nel progettoGO Beyond”, una rete che unisce circa 80 scuole e 1.600 insegnanti in tutta Italia, coordinati a livello nazionale per governare la rivoluzione digitale anziché subirla.

Don Elio Cesari, Presidente del CNOS (Centro Nazionale Opere Salesiani), ha inquadrato la questione:

“L’ultimo rapporto Censis parla di un’età selvaggia fatta di predatori e prede. L’IA non è solo una questione tecnologica, ma un rivolgimento d’epoca che ci interroga sul nostro destino. La scuola deve analizzarne tutta la potenza, restandoci dentro con intelligenza e coscienza”.

E ancora:

“La tradizione personalista salesiana vede la tecnologia come un potenziamento dell’umano, non come una sua sostituzione: la centralità della persona e dell’incontro tra docente e studente resta il criterio ultimo per valutare l’innovazione. L’IA si configura come “un’assistente pedagogico” sotto la mediazione degli adulti, capace di liberare il docente da compiti ripetitivi per restituirgli tempo prezioso da dedicare all’ascolto e all’accompagnamento”.

La Partnership strategica: Google e MR Digital

Il progetto vanta la collaborazione di Google Education Italia e MR Digital.

Marco Berardinelli (Google) ha evidenziato come l’obiettivo sia personalizzare l’apprendimento per ogni studente, uscendo dalla logica del “copia e incolla” per stimolare l’inclusione di chi ha bisogni educativi speciali. Andrea Russo (MR Digital), invece, ha rivelato che Google segue questo progetto come un caso studio mondiale prioritario per l’approccio etico e di ricerca condotto insieme all’Università Salesiana (UPS).

Esperienze dal campo: quando l’IA diventa un Tutor

Due docenti hanno portato a Didacta la prova tangibile di come l’IA cambi la lezione. Il professor Carlo Spironello (Mestre) ha mostrato come l’IA possa simulare un processo storico a Luigi XVI. Facendo generare al software accuse e difese talvolta errate, ha spinto gli studenti a verificare le fonti, trasformando l’errore della macchina in una lezione di spirito critico. Il professor Francesco Fraccaro (Mestre) ha presentato il “laboratorio aumentato”. Attraverso Google AI Studio, i ragazzi inquadrano impianti reali ricevendo istantaneamente schede tecniche:

“L’IA libera lo studente dal ruolo di spettatore passivo e lo rende esploratore attivo”.

Lo sguardo delle istituzioni e della ricerca: INDIRE e l’Università Salesiana

A chiudere l’evento sono stati due contributi fondamentali per la validazione scientifica del progetto. Il referente di INDIRE, Samuele Borri, ha posto l’accento sulla dimensione educativa globale, sottolineando l’importanza di un affiancamento costante di ragazzi e ragazze nell’uso dell’IA. Secondo l’istituto, questa guida non deve limitarsi strettamente alla didattica in aula, ma deve estendersi all’uso quotidiano che i giovani fanno di queste tecnologie, per renderli cittadini digitali consapevoli.

Successivamente, don Michal Vojtas dell’Università Salesiana ha illustrato il rigore scientifico che sostiene l’iniziativa. Ha parlato di una ricerca metodologica e rigorosa che l’ateneo sta portando avanti sull’impatto dell’IA nei processi di educazione e apprendimento. L’obiettivo è quello di monitorare i risultati per correggere la rotta in tempo reale, assicurando che la tecnologia resti sempre un mezzo per potenziare l’umano e mai un fine.

L’evento si è chiuso con un monito che resterà il manifesto di questa edizione di Didacta:

“L’Intelligenza Artificiale non sostituirà gli umani, ma chi la usa sostituirà chi non la usa”.

Giornata Missionaria Salesiana 2026: cuori aperti, missione viva!

Nel giorno in cui ricorrono i 100 anni dalla morte di don Giovanni Cagliero (28 febbraio 1926), salesiano cardinale e capo della Prima Spedizione Missionaria Salesiana, il Settore per le Missioni lancia la Giornata Missionaria Salesiana (GMS).

Quest’anno la Giornata Missionaria Salesiana, promossa dal Settore per le Missioni, ha come tema la solidarietà missionaria, in particolare il ruolo delle procure missionarie salesiane, secondo il motto: “Cuori aperti, missione viva!

Lo spirito missionario ha bisogno di essere sempre sostenuto e ravvivato in tanti modi, tra cui momenti forti di animazione missionaria, come la GMS: un’occasione offerta alle comunità SDB, alle Comunità Educativo-Pastorali (CEP), a tutti i giovani e ai membri della Famiglia Salesiana per vivere bene questo aspetto del carisma salesiano e diffondere la sensibilità missionaria.

Nonostante il nome possa ingannare, non si tratta di una giornata in particolare: non esiste una data unica perché ogni Ispettoria può scegliere il periodo che più si adatta al proprio ritmo e calendario per vivere al meglio questo momento forte di animazione missionaria. La GMS, inoltre, è il culmine di itinerari educativi-pastorali e non un’attività slegata dal resto.

Lo spirito e lo scopo della Giornata Missionaria Salesiana ricordano il profondo impatto di un impegno collettivo alla solidarietà missionaria. La GMS 2026 è dedicata all’esplorazione del ruolo fondamentale delle Procure Missionarie Salesiane in tutto il mondo nel promuovere le relazioni, condividere le risorse e responsabilizzare le comunità al fine di accompagnare i giovani a vivere una vita dignitosa.

VIS, da 40 anni accanto ai giovani di tutto il mondo insieme a Don Bosco

Il giorno in cui 14 persone, giovani, uomini e donne che sognavano un mondo più giusto, decisero di dare vita a questa nuova avventura avevano solo un desiderio: stare accanto ai giovani come aveva fatto Don Bosco.

In questi 40 anni il VIS ha realizzato oltre mille progetti di sviluppo ed emergenza e supportato il lavoro dei Salesiani nei cinque continenti raggiungendo milioni di bambine, bambini e giovani con programmi educativi, di inserimento socio professionale e formando generazioni di persone impegnate nella cooperazione internazionale, nella promozione dei diritti umani e della pace.

Lo racconta il nuovo video istituzionale, realizzato con Ime Comunicazione e diffuso oggi per la prima volta, attraverso i volti delle operatrici e degli operatori che sul campo ogni giorno si dedicano alle persone e alle comunità con cui il VIS lavora. Come mostra il video, questi 40 anni sono stati possibili solo grazie all’impegno e alla passione di tante e tanti che hanno creduto in quel sogno. Per questo motivo, il VIS per i suoi primi 40 anni ha scelto di compiere un percorso insieme a tutte le persone che attraverso il proprio contributo sono parte di questa storia. Non sarà quindi un anno di celebrazioni, ma di incontri, dialoghi, esperienze condivise, di approfondimento e sguardo al futuro con una rinnovata visione. Questo percorso si realizzerà con diversi linguaggi e in diversi luoghi rappresentativi dell’identità del VIS: Torino, Roma, i territori in cui agiscono i volontari e i sostenitori, ma anche i Paesi partner in cui si realizzano i progetti e in cui sono presenti le operatrici e gli operatori sul campo.

Questo compleanno cade in un momento di grande cambiamento per il VIS, da pochi mesi trasformato in Fondazione di partecipazione con ente fondatore Missioni Don Bosco Valdocco, con cui sta compiendo un percorso di condivisione e sinergia per aumentare l’impatto e l’efficacia degli interventi. Per tutti coloro che sono parte dello staff espatriato e di sede, nell’anno dell’anniversario è previsto un processo strutturato di ascolto e analisi del clima interno, realizzato insieme ad altri enti del Terzo Settore e in collaborazione con l’Università di Verona.

Parte di questo percorso è anche il lavoro che il VIS ha compiuto insieme alle ragazze e ai ragazzi del Corso di Graphic Design dello Iusve (Istituto Universitario Salesiano di Venezia), per realizzare un logo dedicato all’anniversario, che accompagnerà tutte e tutti in questo anno speciale.

“Questo del 40° – afferma Michela Vallarino, presidente del VIS – è un anno di grandi cambiamenti per la nostra organizzazione e non avremmo potuto festeggiarlo in modo migliore: con il cuore colmo di stima e gratitudine per chi ha contribuito a scrivere questa storia, siamo pronti a trasformarla e rilanciarla con rinnovato entusiasmo e motivazione in un momento in cui sembra urgente più che mai parlare di (e lavorare per) lo sviluppo umano integrale, la giustizia sociale, il rispetto del diritto e dei diritti, la pace”.

“Appena terminata la celebrazione per il 150° della prima spedizione missionaria salesiana – ha aggiunto Don Luca Barone, presidente di Missioni Don Bosco e vice presidente del VIS – auguro che come VIS sappiamo celebrare il passato per vivere il presente e sognare il futuro nella fedeltà e nella creatività che don Bosco ci insegna. Per i giovani e con i giovani stessi come protagonisti, mettiamo in pratica ciò che il Rettor Maggiore consegna nella Strenna di questo 2026 alla Famiglia Salesiana – Fate quello che vi dirà -: guardiamo la storia e i suoi eventi con realismo per accogliere e affrontare le sfide; ascoltiamo i segni di Dio nel mondo, scegliamo con passione e professionalità i fronti missionari e agiamo con l’audacia della fede e il coraggio dei pionieri.”

Sabato 14 e Domenica 15 marzo 2026 torna la Violetta di Don Bosco!

Nel fine-settimana del 14 e 15 marzo 2026 torna in tutta Italia “La Violetta di Don Bosco”, l’iniziativa nazionale promossa dalla rete di Salesiani per il Sociale, giunta alla quarta edizione e realizzata in collaborazione con l’Associazione dei Salesiani Cooperatori della Regione Italia, Medio Oriente e Malta.

Saranno oltre 90 le piazze, gli oratori e le parrocchie coinvolti lungo tutta la Penisola, dove Salesiani Cooperatori, volontarie e volontari offriranno la tradizionale piantina di violetta per sostenere i bambini e i ragazzi delle case-famiglia e dei centri diurni salesiani, rafforzando i progetti educativi dedicati ai minori in difficoltà e alle loro famiglie.

La violetta è un simbolo di solidarietà e di sostegno per i bambini e i ragazzi delle nostre Case famiglia e Centri diurni in tutta Italia, acquistandola sarai ogni giorno al fianco di bambini e ragazzi soli: tanti di loro hanno bisogno ora di qualcuno che li prenda per mano e li accompagni verso un futuro migliore.

“Fare il bene senza comparire. La violetta sta nascosta ma si conosce e si trova grazie al suo profumo.”

— San Giovanni Bosco

Quest’anno la “Violetta di Don Bosco”, si apre a una nuova e significativa collaborazione: parteciperà infatti anche l’Associazione dei Salesiani Cooperatori, segno concreto di una Famiglia Salesiana sempre più unita e attiva.

La collaborazione tra l’Associazione dei Salesiani Cooperatori e Salesiani Per il Sociale nasce dal comune desiderio di servire i giovani con il cuore e lo stile di Don Bosco, nel pieno rispetto delle distinte identità e nature giuridiche delle due realtà.

L’Associazione dei Salesiani Cooperatori è un’associazione di fedeli di natura ecclesiale, promossa e fondata da don Bosco, parte integrante della Famiglia Salesiana e riconosciuta dalla Chiesa come espressione della vocazione laicale salesiana. Salesiani per il sociale, invece, è una rete associativa del Terzo Settore di natura civile, fondata e promossa dai Salesiani di Don Bosco d’Italia, che realizza azioni educative, sociali e di inclusione a favore dei minori e dei giovani in difficoltà.

Questa collaborazione, nel rispetto delle reciproche autonomie, vuole essere un segno concreto di corresponsabilità e di comunione nella missione, dove la dimensione ecclesiale e quella civile si integrano per rispondere insieme alle sfide educative e sociali del nostro tempo.

La Violetta di Don Bosco si conferma un evento che, anno dopo anno, cresce e si arricchisce grazie al vostro entusiasmo, al vostro sostegno e alla vostra generosità, e che aspira a diventare sempre più un’iniziativa di respiro nazionale.

 

Cagliero 11 – “Disarmo” – Marzo 2026

Si allega di seguito il Cagliero 11 n°207 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Marzo 2026.

Intenzione Missionaria Salesiana, alla luce dell’intenzione di preghiera del Santo Padre.

Preghiamo perché le Nazioni procedano a un effettivo disarmo, in particolare al disarmo nucleare, e perché i leader mondiali scelgano la via del dialogo e della diplomazia anziché la violenza.

Per il disarmo e la pace.

Cari amici,

con gioia incontro giovani che stanno vivendo la formazione iniziale come Salesiani di Don Bosco, spesso in America ed in Europa. Mi entusiasmano i loro sorrisi, il racconto di ciò che fanno per i ragazzi, i sogni che muovono i loro primi passi del cammino vocazionale e le inquietudini che aprono ad interrogativi ed anche a ferite. La comunità resta il luogo dove fare esperienza di comunione e di fraternità.

Nei nostri dialoghi cerchiamo di verificare se siamo allegri oppure felici. Perché la felicità è più profonda, più stabile, ha radici più sicure ed è il desiderio che veramente muove il nostro cuore. Il passo seguente è chiederci se stiamo cercando di maturare nella fede o stiamo facendo collezione di strumenti per realizzare attività. Vi auguro di trovare la vostra permanente felicità nell’incontro e nell’amicizia con Gesù Cristo!

Don Guido Errico SDB,
Membro del Settore per la Formazione

Cagliero 11 – “Malattia” – Febbraio 2026

Si allega di seguito il Cagliero 11 n°206 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Febbraio 2026.

Intenzione Missionaria Salesiana, alla luce dell’intenzione di preghiera del Santo Padre.

Preghiamo perché i bambini affetti da malattie incurabili e le loro famiglie possano ricevere l’assistenza medica e il sostegno necessari, senza mai perdere la forza e la speranza.

Per i bambini con malattie incurabili.

Cari amici,

per noi Salesiani sono più importanti i più poveri ed abbandonati, come per Gesù il Buon Pastore, che lascia i 99 per trovare anche l’ultima perduta. Ricordo che, come giovane missionario all’età di 21 anni, ho partecipato ad una nuova presenza tra i più poveri del Ghana, Africa Occidentale, in un quartiere di baracche. Abbiamo raccolto i ragazzi di strada, e come primo passo c’erano giochi e studio, ma ho anche accompagnato all’ospedale quelli che erano malati. Grazie ai benefattori che hanno mandato molti aiuti, anche medicinali e materiale medico, i dottori locali, hanno trattato bene i nostri bambini. Grazie a Don Bosco, che ha mandato i primi missionari 150 anni fa, oggi abbiamo molte presenze in tutto il mondo non solo per educare ed evangelizzare i più poveri ma anche fornendo servizi sanitari, così i più bisognosi, specialmente i bambini più innocenti, ricevono l’assistenza medica che altrimenti non potrebbero permettersi, perché solo i paesi ricchi hanno il sistema sanitario gratuito.

Coad. Géza Nàdurvari SDB,
CORAM (Coordinatore Regionale per l’Animazione Missionaria) della Regione Europa Centro Nord, Economo e Segretario Ispettoriale

Non lasciamo al buio i bambini più fragili: sostieni i progetti di Salesiani per il sociale per realizzare il sogno di Don Bosco

Dal 19 gennaio all’1 febbraio 2026, Salesiani per il sociale promuove la Campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Non lasciamo al buio i bambini più fragili”: si può donare chiamando da rete fissa o inviando un SMS al numero solidale 45598.

La campagna di sensibilizzazione

Tanti, troppi giovani oggi in Italia vivono in condizioni di fragilità e povertà. Da oltre trent’anni, la rete associativa Salesiani per il Sociale è al loro fianco per contrastare povertà educativa e disagio, assicurando loro sostegno, ascolto, opportunità e un futuro migliore, seguendo il metodo di Don Bosco.

Per continuare a sostenere le attività e progetti a tutela dei minori più fragili, dal 19 gennaio all’1 febbraio 2026, Salesiani per il sociale promuove la Campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Non lasciamo al buio i bambini più fragili”: tutti possono donare chiamando da rete fissa o inviando un SMS dal valore di 2 euro al numero solidale 45598.

L’impegno della rete Salesiani per il sociale

Ogni anno, Salesiani per il Sociale raggiunge oltre 100 mila beneficiari, offrendo protezione e supporto attraverso una rete attiva in più di 600 realtà territoriali in tutta Italia, con 97 servizi socioeducativi, tra cui 33 Case famiglia e 45 Centri diurni.

La Campagna “Non lasciamo al buio i bambini più fragili” vuole sostenere i tre pilastri di Salesiani per il sociale affinché i bambini fragili di oggi possano diventare gli adulti forti di domani.

Le attività della rete si ispirano al metodo preventivo di Don Bosco, basato su accoglienza, educazione e inclusione:

  1. Educazione
  2. Accoglienza
  3. Supporto nello studio e nell’ingresso nel mondo del lavoro

Con la forza del carisma salesiano, la rete opera perché ogni ragazzo possa trovare uno spazio in cui sentirsi accolto, ascoltato e libero di crescere.

I bambini e i ragazzi trovano nelle Case famiglia e centri diurni di Salesiani per il Sociale luoghi di protezione, calore familiare e figure educative che li aiutano a crescere in un ambiente sicuro, sano e stimolante.

Il Dossier

La ricerca condotta da AstraRicerche per Salesiani per il sociale restituisce il ritratto di una Generazione Z attraversata da forti contrasti: aspirazioni concrete e incertezza emotiva, desiderio di futuro e preoccupazioni economiche, bisogno di autonomia e richiesta di sostegno.

Prosegue il cammino formativo dell’ADMA Primaria

Domenica 11 gennaio nella casa Salesiana di Cumiana (Torino) ha avuto luogo la giornata formativa mensile, curata e organizzata dall’ADMA Primaria, nel proseguimento del cammino annuale su “La nostra fede, la fede dei nostri figli”.

L’incontro ha avuto inizio alle 9.30 con la recita delle lodi, un momento di preghiera comunitaria che ha sottolineato il tema del ritiro: “E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore” (Lc 1,45): la fede e l’obbedienza”.

Prima della catechesi, il nuovo Animatore Spirituale dell’ADMA, Don Luis Eugenio Vargas Isaza, si è ufficialmente presentato, confermando la propria piena e totale disponibilità e collaborazione per lo sviluppo delle varie attività e per la crescita del gruppo, non disgiunta dall’accrescimento spirituale di tutti i gruppi della famiglia salesiana.

Di seguito è iniziata la catechesi, guidata da Don Roberto Carelli, che ha introdotto il tema della fede come carattere di obbedienza:

“Ma l’obbedienza – ha sottolineato Don Roberto – non va equivocata con la cieca sottomissione alla volontà di altri. Come suggerisce il termine stesso (“obbedienza” dal latino “ob-audire”), obbedire è stare di fronte al volto di un altro, è ascoltarsi nella parola di un altro, e dunque è vivere una relazione. L’obbedienza, come la fede, non è il contrario della ragione e della libertà, ma è la ragione e la libertà in luce filiale e nuziale, cioè nell’ottica di chi ha compreso che noi siamo i nostri affetti, che la nostra identità si costruisce e si sviluppa nei legami, tenendo presente che è difficile obbedire perché molto dipende da quanta libertà viviamo nei nostri legami.”

Durante la catechesi Don Carelli ha tracciato alcuni spunti spirituali: la fede in Gesù, ben delineata nella parabola del Padre Misericordioso, dove il figlio minore rappresenta una libertà senza obbedienza e il figlio maggiore un’obbedienza senza libertà; la fede di Maria, dalla quale impariamo che, in quanto obbedienza, la fede comporta il non capire. In tal guisa Maria è Madre e Maestra nell’obbedienza perché, pur essendo Madre si fa discepola di Gesù. Al termine della catechesi ha suggerito alcuni riflessi educativi, anche in relazione al rapporto con i figli.

Dopo la catechesi, è stato lasciato spazio al silenzio, alla preghiera personale e all’adorazione, seguita dal pranzo comunitario. Le attività sono riprese nel pomeriggio con la recita del Santo Rosario e, successivamente, si è svolta la condivisione, durante la quale i partecipanti hanno potuto raccontare le proprie esperienze, le difficoltà e le gioie del cammino di fede.

La giornata formativa ha avuto conclusione con la Santa Messa concelebrata da don Roberto Carelli e don Luis Eugenio Vargas Isaza.

Chieri conferisce la cittadinanza onoraria a don Fabio Attard, Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana

Comunicato Stampa a cura della Città di Chieri.

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Il Consiglio comunale di Chieri ha approvato all’unanimità la delibera per il conferimento della cittadinanza onoraria a Don Fabio ATTARD, che il 25 marzo 2025 è stato eletto undicesimo Rettore Maggiore della Congregazione Salesiana, “quale riconoscimento del suo straordinario impegno educativo, pastorale e culturale, nonché del profondo legame che unisce la città di Chieri alla tradizione salesiana”.

Nato a Gozo (Malta) il 23 marzo 1959, Don Fabio ATTARD ha dedicato la sua vita interamente al servizio della gioventù: missionario in Tunisia dal 1988 al 1991, rettore di scuole salesiane a Malta, docente all’Università Pontificia Salesiana e per oltre 12 anni Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile.

«Ringraziamo tutti i consiglieri di maggioranza e di minoranza per aver votato questo importante atto di indirizzo con cui Chieri conferisce la cittadinanza onoraria al Rettore Maggiore della Congregazione Salesiana Don Fabio ATTARD, celebrando così il legame indissolubile che unisce Chieri al mondo Salesiano e all’eredità spirituale e morale di Don Bosco, che qui trascorse l’adolescenza e il periodo della formazione, dal 1831 al 1841-dichiarano il Sindaco Alessandro Sicchiero e l’assessora all’Istruzione Antonella Giordano-Abbiamo accolto la proposta formulata dall’Istituto Salesiano San Luigi di Chieri, fondato nel 1891 dal Beato Michele Rua, in continuità con quanto già fatto in passato con Don Pascual Chavez Villanueva e con Don Ángel Fernández Artime, anch’essi cittadini onorari della nostra città. Don Fabio Attard incarna pienamente il carisma di Don Bosco e il conferimento della cittadinanza onoraria vuole essere un gesto di stima verso i Salesiani, riconoscendo così il contributo prezioso e costante offerto alla formazione dei più giovani e alla promozione della cultura dell’accoglienza, della solidarietà e della speranza».

La cerimonia ufficiale di conferimento della cittadinanza onoraria a Don Fabio ATTARD si svolgerà in occasione della prossima Festa di San Giovanni Bosco, il 1° febbraio 2026, quando il Rettor Maggiore sarà a Chieri per celebrare la tradizionale Messa in Duomo.

Cagliero 11 – “Parola di Dio” – Gennaio 2026

Si allega di seguito il  Cagliero 11 n°205 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Gennaio 2026.

Intenzione Missionaria Salesiana, alla luce dell’intenzione di preghiera del Santo Padre.

Preghiamo affinché la preghiera con la Parola di Dio sia nutrimento nelle nostre vite e fonte di speranza nelle nostre comunità, aiutandoci a costruire una chiesa più fraterna e missionaria.

Per la preghiera con la Parola di Dio.

Cari amici,

Viviamo in una società caratterizzata dal “tempo”, il tempo ci costringe a immergerci in un mondo in cui pianificare e programmare ogni attività che facciamo. Chiediamoci: sono io il padrone del mio tempo o è il tempo a essere il mio padrone? Siamo così immersi nel ritmo del “fare” cose, che ci fermiamo molto poco a goderci ciò che facciamo, perché il ritmo del tempo segna la nostra vita e quando arriviamo a casa ci rimane un sapore amaro: non sono riuscito a fare tutto quello che avevo programmato! Ed è comune sentire questa frase: “Ora il tempo non basta per niente”. Ma è lo stesso tempo di sempre.

Cari amici, vi invito a vivere, essendo padroni del tempo, godendovi ogni momento di ogni attività che svolgiamo, senza lasciare che il “fare” governi il nostro “essere”. È bene fermarsi e riflettere su tutto ciò che facciamo per meditare e contemplare il nostro essere e il nostro fare.

Don Edwin Marcelo Coronel SDB,
CORAM (Coordinatore Regionale per l’Animazione Missionarie) della Regione Interamerica