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5×1000 ai Salesiani: non è solo una firma. È un tratto di strada percorso insieme.

C’è un gesto semplice, quasi quotidiano, che però può cambiare il cammino di molti. Una firma. Un tratto di penna che dura un secondo, ma che racconta molto di più: racconta fiducia, responsabilità, desiderio di futuro.

Per i Salesiani di Don Bosco, camminare accanto ai giovani non è uno slogan. È un modo di vivere. È scegliere di esserci soprattutto quando un ragazzo ha bisogno di ascolto, quando una famiglia cerca un appoggio, quando un’adolescente non sa più in quale direzione andare. È in quei momenti che la presenza educativa diventa decisiva.

Il valore di un gesto che sostiene percorsi reali

Destinare il proprio 5×1000 all’Associazione Giovanile Salesiana per il Territorio (AGS per il Territorio), significa entrare concretamente in questa storia di accompagnamento. Significa sostenere progetti educativi e sociali che ogni giorno aiutano bambini, adolescenti e famiglie a ritrovare fiducia, a rialzarsi dopo una caduta, a scoprire talenti che non sapevano di avere.

Nei nostri oratori, nei centri di formazione professionale, nei doposcuola, negli spazi di ascolto e nei progetti di strada, una firma può trasformarsi in:

  • accoglienza per chi vive momenti di fragilità
  • scuola per chi ha bisogno di un metodo, di un sostegno, di una seconda possibilità
  • oratorio per chi cerca un luogo sicuro dove crescere e fare esperienza di comunità
  • lavoro per chi sogna un futuro possibile e ha bisogno di qualcuno che creda in lui

Ogni giorno, grazie al contributo di tanti, questi luoghi diventano casa, rete, opportunità. Per questo diciamo che non è solo una firma: è un tratto di strada percorso insieme. È un modo concreto per dire “ci sono”, per sostenere chi educa, chi accoglie, chi costruisce comunità.

Come destinare il tuo 5×1000

Nella dichiarazione dei redditi, nella sezione dedicata al 5×1000, basta inserire il codice fiscale di AGS per il Territorio ETS:

  • C.F. 97585800010

Un gesto semplice, che diventa possibilità. Grazie per scegliere di camminare con noi.

Tu come stai: il nuovo laboratorio ONESTA – MENTE nelle scuole

Casale Monferrato, 20 maggio 2026

Nelle classi della scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri arriva il laboratorio “ONESTA-MENTE”,  condotto da Valentina Zavarise e Giulia Capelli, incentrato sul tema dell’ansia, della gestione delle emozioni e delle social skills.
Il laboratorio è inserito all’interno del progetto “Tu come stai? La comunità per il benessere dei giovani”, finanziato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Dopo una prima parte dedicata all’esplorazione delle emozioni attraverso attività creative e sensoriali, il laboratorio ha accompagnato ragazze e ragazzi in un nuovo tratto del percorso, pensato come un passaggio simbolico dall’infanzia all’adolescenza.

Il filo conduttore degli incontri è stato un originale “social su carta”, costruito direttamente dagli studenti: profili, post e contenuti creativi hanno dato vita a uno spazio di confronto in cui a conquistare i “like” erano soprattutto autenticità, sincerità e rispetto reciproco.

Attraverso giochi, momenti di condivisione e attività laboratoriali, i ragazzi delle classi 1A e 1B hanno potuto riflettere sul modo in cui si mostrano agli altri, sulle emozioni che spesso faticano a raccontare e sull’importanza di creare relazioni vere, dentro e fuori dai social.

Anche in questa seconda parte di Feelings Circus, il mix tra momenti formativi e ascolto attivo ha favorito una partecipazione coinvolta e positiva da parte delle classi, confermando il valore di spazi educativi in cui i più giovani possano sentirsi accolti, ascoltati e liberi di esprimersi.

 

Sai davvero che cosa fanno le sostanze? Pensi di sapere tutto? Vieni a scoprirlo il 15 maggio con “PENSO POSITIVO: oltre le sostanze”

Venerdì 15 maggio 2026, dalle 15:00 alle 18:30, presso i Giardini Sambuy di Torino, in collaborazione con il Giardino Forbito, si terrà “Penso Positivo: oltre le sostanze”, un evento aperto a giovani e adulti dedicato alla sensibilizzazione e alla prevenzione sull’uso di sostanze.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere consapevolezza, confronto e informazione  attraverso attività esperienziali e momenti aggregativi, offrendo strumenti concreti per comprendere gli effetti delle sostanze e riflettere sui comportamenti a rischio.

L’evento si inserisce all’interno di un progetto finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei  Ministri – Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze, con capofila la rete associativa nazionale Salesiani per il sociale, e realizzato in collaborazione con Associazione Giovanile Salesiana per il Territorio ETS di Torino, La Compagnia della Gioia APS di Siracusa e Piccoli Passi Grandi Sogni APS di Napoli.

Nel corso del pomeriggio saranno proposte diverse attività, tra cui:

  • simulatore degli effetti delle sostanze;
  • punto informativo;
  • quiz interattivi;
  • attività aggregative;
  • giochi educativi.

Durante l’evento interverranno anche gli enti del Tavolo di Coesione San Salvario e una rappresentanza della Città di Torino per la presentazione del Patto Interistituzionale tra enti e istituzioni, volto a rafforzare la collaborazione educativa e sociale sul territorio.

Scrivere il sentire: nel cammino di “Tu come stai” la scrittura creativa nelle scuole

Casale Monferrato, 15 aprile 2026

L’articolo è a cura dell’educatrice Marzia Ferrarotti e si inserisce nel cammino del progetto “Tu come stai? La comunità per il benessere dei giovani”, finanziato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, all’interno del percorso di arteterapia svolto nelle scuole del territorio.

 

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Durante il percorso di arteterapia ho proposto ai ragazzi e alle ragazze di sperimentare il metodo di scrittura poetica del Caviardage, nella sua forma base, utilizzando pagine di libri destinati al macero e la tecnica del CUT UP: parole ritagliate e ricomposte per dare vita a una poesia personale. Questo metodo di scrittura creativa permette di partire da parole già esistenti, parole che “risuonano” dentro di sé e che, in qualche modo, sembrano aspettare di essere trovate. Parole che spesso facciamo fatica a pronunciare ad alta voce, che rimangono nascoste nel cuore o nei pensieri più profondi. Attraverso il Caviardage, queste parole emergono, si intrecciano e prendono forma in una poesia che parla di chi la crea. I ragazzi e le ragazze hanno mostrato una straordinaria capacità di esprimere contenuti autentici e profondi, lasciando affiorare emozioni, desideri, paure e riflessioni con grande sensibilità. 

Grazie all’utilizzo dei materiali artistici, gli scritti si sono trasformati anche in poesie visive: colori, segni, collage e immagini hanno accompagnato le parole scelte, cercando di dare loro una forma concreta, visibile ed emotivamente intensa.

L’esperienza ha permesso ai partecipanti di scoprire come la creatività possa diventare uno strumento di ascolto di sé e di espressione libera, capace di trasformare frammenti di testo in racconti profondamente personali. La particolarità è stata anche di aiutare chi non legge e parla italiano a tradurre le parole e poter comporre la propria poesia nella sua lingua, come si vede nella foto dove la ragazza scrive la sua poesia con ideogrammi cinesi. 

Di seguito qualche citazione dei ragazzi.

Preferisco dormire sola nella mia aura sognante. Svegliarmi all’alba con il suono del mare, abbracciata da delle ali protettrici che mi donano Libertà.

Con le radici profondamente radicate, con occhi e mente oltre i confini

Tra terra e emozioni: il laboratorio di argilla nelle scuole di “Tu come stai”

Casale Monferrato, 20 marzo 2026

Nel cammino del progetto “Tu come stai? La comunità per il benessere dei giovani”, finanziato da Con i Bambini, il percorso di arteterapia sta svolgendo nelle scuole del territorio attività che mettono al centro l’espressione emotiva e il lavoro su di sé attraverso materiali artistici e sensoriali.
L’educatrice del laboratorio ci riporta che l’argilla è uno dei materiali più amati dai ragazzi e dalle ragazze partecipanti al percorso di arteterapia è stato senza dubbio l’argilla. Materiale antico, versatile e profondamente sensoriale.

Nel corso degli incontri, i partecipanti hanno utilizzato l’argilla per dare forma a parti di sé, ai propri pensieri e vissuti interiori. Sono nati mostri simbolici, rappresentazioni di paure, emozioni e stati d’animo difficili da esprimere a parole, ma anche vasi pensati per contenere monili che, già durante la realizzazione, sono diventati simbolicamente un proprio “contenitore” interiore: un oggetto da accarezzare, custodire e proteggere.

Lavorare l’argilla ha permesso ai ragazzi e alle ragazze di sperimentare il piacere della creazione lenta e concreta, entrando in relazione con un materiale che richiede ascolto, pazienza e presenza. Anche attraverso forme semplici, ciascuno ha potuto mettersi alla prova, scoprendo la soddisfazione di vedere nascere qualcosa dalle proprie mani.

Per alcuni partecipanti le opere sono state colorate, dando nuova vita e nuove sfumature alle creazioni; altri hanno scelto di lasciare l’argilla del suo colore originale, mantenendo quel richiamo alla terra e alle sensazioni profonde che il materiale trasmette attraverso il tatto.

È stato un viaggio intenso di esplorazione di sé, in cui la materia ha permesso di rallentare, ascoltarsi e trasformare emozioni e vissuti in forme concrete, visibili e profondamente personali.



“Tu come stai”: un cammino di ascolto e cura anche per le famiglie

Casale Monferrato, 10 febbraio 2026

Nel cammino del progetto “Tu come stai”, finanziato da Con i Bambini, il percorso di supporto alle famiglie sta portando avanti attività che mettono al centro l’ascolto, la relazione e il sostegno alla genitorialità nei confronti di adolescenti in difficoltà.

All’interno di questo quadro, è stato chiesto  agli operatori del progetto di restituire e descrivere il lavoro svolto con le famiglie, a partire dagli strumenti utilizzati e dalle modalità di intervento quotidiano.

Ad oggi, le famiglie dei ragazzi adolescenti sono supportate con due strumenti: il colloquio individuale e i gruppi di parola.

Colloqui individuali

I genitori seguiti provengono sia direttamente dal Gate sia su invio del servizio sociale. I colloqui sono condotti dalla psicologa del Centro per le Famiglie con lo scopo di supportare il genitore nella funzione genitoriale e nelle difficoltà incontrate con i figli adolescenti.

L’invio dei ragazzi avviene in un’ottica bidirezionale: è già capitato di ricevere adolescenti già presi in carico dal nostro centro e di indirizzarli ai laboratori proposti dal Gate, attivando un lavoro sia con la famiglia sia in rete con il Gate e con i servizi.

Gli invii dal Gate hanno, fino ad ora, funzionato quasi nella totalità dei casi. Più complessa risulta invece l’attivazione dell’invio dei ragazzi verso il Gate, poiché per loro è spesso difficile affidarsi a un nuovo luogo o professionista dopo aver iniziato un percorso presso il Centro per le Famiglie, se non adeguatamente accompagnati.

Gruppi di parola

Il Centro ha coinvolto genitori di ragazzi adolescenti, per la gran parte con situazioni di ritiro o difficoltà relazionali simili. La frequenza è stata di un incontro mensile della durata di un’ora, da settembre fino al mese corrente.

Gli incontri sono stati condotti dalla psicologa e dall’educatore, con il supporto del mediatore del Centro per le Famiglie.

I momenti si sono rivelati utili e partecipati per tutti i genitori coinvolti, con un focus principale sul sostegno alla genitorialità. Tutti i partecipanti sono stati inviati dal Servizio Sociale.

A partire dal mese di aprile verrà istituito un nuovo gruppo di parola che coinvolgerà non solo i precedenti partecipanti ma anche nuovi genitori già seguiti individualmente presso il Centro per le Famiglie, in parte inviati dai servizi e in parte dal Gate.

Come sottolinea Annalisa Boda, una delle operatrici del Centro per le Famiglie:

Il focus del nuovo gruppo sarà quello del confronto e della condivisione delle proprie difficoltà, con l’obiettivo di offrire uno spazio più ampio di scambio e non solo di sostegno alla genitorialità.



Un passo dentro le emozioni: il viaggio di Tu Come Stai nelle scuole

Casale Monferrato, 30 gennaio 2026

Prosegue il cammino del progetto “Tu come stai? La comunità per il benessere dei giovani”, finanziato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, con nuove attività dedicate al benessere emotivo degli adolescenti del territorio.

Tra i percorsi realizzati nel primo quadrimestre dell’anno scolastico 2025/2026, il laboratorio Feelings Circus ha coinvolto diverse classi delle scuole secondarie di primo grado Leardi-Negri e Dante Alighieri di Casale Monferrato, accompagnando ragazze e ragazzi in un percorso di scoperta e ascolto delle proprie emozioni.

Condotto da Valentina Zavarise e Milena Caponigro, il laboratorio ha proposto un approccio creativo e partecipativo al tema del sentire, partendo dall’attivazione dei cinque sensi attraverso giochi, musica, esperienze tattili e attività teatrali. Il filo conduttore del percorso è stato il mondo del circo, utilizzato come metafora delle emozioni: dalla rabbia del leone alla paura del funambolo, ogni emozione è stata raccontata e rappresentata attraverso personaggi simbolici costruiti dagli stessi studenti.

Le attività hanno coinvolto le classi 1A, 1B, 3B e 3C della scuola Leardi-Negri e le classi 1A, 1B e 1C della scuola Dante Alighieri, favorendo momenti di confronto, ascolto attivo e condivisione.

Nel corso degli incontri, molti studenti hanno colto l’occasione per raccontarsi e affrontare temi legati alle relazioni, alla scuola, ai conflitti e alle difficoltà personali. Il laboratorio ha così rappresentato un primo passo verso una maggiore consapevolezza emotiva, aiutando i ragazzi a riconoscere, nominare e gestire le emozioni nel presente, nel passato e nelle aspettative future.

Il percorso rientra nelle azioni del progetto “Tu come stai?”, nato per rafforzare la comunità educante territoriale e promuovere il benessere psicologico dei giovani attraverso attività di prevenzione, ascolto e partecipazione.

Autunno in festa con Elleuno: i primi passi del progetto “Tu Come Stai”

Casale Monferrato, 20 ottobre 2026 – Mercato Pavia, Piazza Castello

Si è svolta sabato 18 ottobre, presso il Mercato Pavia di Piazza Castello a Casale Monferrato, la giornata “Autunno in festa, socialmente insieme”, iniziativa organizzata dalla Cooperativa Elleuno in collaborazione con il Servizio Socio Assistenziale ASL AL e con il patrocinio del Comune di Casale Monferrato.
Il progetto “Tu come stai? La comunità per il benessere dei giovani” è finanziato da Con i Bambini, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

L’evento ha rappresentato un momento di incontro, informazione e partecipazione dedicato ai servizi presenti sul territorio: realtà sportive, artistiche, istituzionali, sportelli di ascolto e attività rivolte alle persone più fragili hanno animato la giornata con stand e momenti di confronto aperti alla cittadinanza.

Tra i partecipanti anche l’équipe del progetto “Tu come stai? La comunità per il benessere dei giovani”, presente per far conoscere alla comunità gli obiettivi del progetto e il servizio Gate, spazio fisico di riferimento dedicato ai giovani e al loro benessere psicologico ed educativo.

Il progetto nasce con l’obiettivo di consolidare la comunità educante territoriale di Casale Monferrato, promuovendo azioni condivise di prevenzione del disagio psicologico adolescenziale e percorsi innovativi di supporto ai giovani, alle famiglie e alle reti educative del territorio.

Questa iniziativa rientra nel percorso di sensibilizzazione e partecipazione promosso dal progetto, che nei prossimi mesi racconterà attraverso una serie di appuntamenti e attività il lavoro svolto per il benessere delle nuove generazioni.

 

Bridge2Autonomy, un nuovo modo di educare insieme

Nelle giornate del 13, 14 e 15 luglio 2025, negli spazi di Valdocco a Torino, si è svolto l’evento di formazione del progetto “Bridge2Autonomy. Un Ponte tra Scuola e Vita Adulta“, promosso da AGS per il Territorio in collaborazione con Stellantis.

Giornate intense di confronto, riflessione e costruzione condivisa, che hanno visto protagonisti gli educatori, chiamati nel progetto “tutor dell’inclusione”, e i rispettivi coordinatori territoriali. I tutor dell’inclusione saranno figure centrali per rendere concreto un accompagnamento personalizzato e realmente inclusivo. L’obiettivo del progetto è chiaro: sostenere ragazze e ragazzi con disabilità cognitiva nel loro percorso di transizione dalla scuola alla vita adulta. Per farlo, occorre una rete. E in questa rete, gli educatori rappresentano un nodo fondamentale.

La loro presenza e coinvolgimento durante l’evento è stato segno tangibile di un’impostazione che punta sulla corresponsabilità educativa. Fin dalla prima giornata insieme, gli educatori hanno partecipato attivamente ai momenti di confronto, ai laboratori e alla facilitazione, condotta da Stefano Di Maria. Ma soprattutto, hanno portato con sé volti, storie e domande reali.

Nella giornata di apertura inoltre, grazie alla presenza di INVENTURE APS, i partecipanti sono stati introdotti alle attività previste di orientamento, formazione insegnanti e accompagnamento per le famiglie.

Durante l’arco della giornata di lunedì 14 luglio, hanno potuto dialogare con formatori esperti:

  • Dario Ianes, professore ordinario di Pedagogia e co-fondatore del Centro Studi Erickson: ha guidato il laboratorio sulla Qualità della vita e il progetto di vita, offrendo strumenti concreti su personalizzazione, autodeterminazione e sviluppo delle autonomie nei percorsi educativi.
  • Italo Fiorin, pedagogista e presidente della Scuola di Alta Formazione Educare all’Incontro e alla Solidarietà (LUMSA): ha condotto il laboratorio dedicato alla scuola inclusiva, approfondendo strategie didattiche e il ruolo della figura-ponte nel sostenere i percorsi inclusivi.
  • Il team dell’Università degli Studi di Macerata (UNIMC), che ha animato due momenti formativi distinti: uno dedicato al tema della comunità educante e alla costruzione di reti territoriali, l’altro focalizzato sul coinvolgimento e l’accompagnamento delle famiglie come parte attiva nei percorsi di autonomia.

Perché un progetto così ambizioso, che punta a intrecciare scuola, famiglia, territorio e contesti di vita reale, ha bisogno di chi ogni giorno abita questi spazi accanto ai ragazzi. Di chi li conosce per nome. Di chi lavora per dare continuità educativa tra un’aula e un laboratorio, tra un centro sportivo e una casa, tra un desiderio e un progetto concreto.

Essere educatori, in Bridge2Autonomy significa “abitare” una responsabilità: quella di fare da ponte, presenza viva e competente. Non a caso, le nuove figure previste dal progetto opereranno in stretta connessione con le scuole e con le realtà territoriali, in sinergia, con uno sguardo integrato e condiviso.

Entrambe le giornate del 13 e del 14 luglio si sono concluse in modo conviviale, tra una cena condivisa, una visita al Museo Casa Don Bosco e una passeggiata verso Piazza Castello. La mattinata del 15 luglio invece è stata dedicata alla restituzione dei laboratori e ad alcune testimonianze, in particolare sui progetti COeSI – Coprogettazione e Sinergia e Pensami Indipendente e sulle esperienze portate avanti da don Andrea Bonsignori.

Con Bridge2Autonomy prende forma un’alleanza educativa concreta: un nuovo modo di abitare scuola e territorio, insieme, con responsabilità, accanto ai ragazzi.

“Labs to Future”: da Valdocco un futuro educativo possibile per i ragazzi e le ragazze ai margini

Torino, 21 maggio 2025 – Si è svolto nella mattinata di martedì 20 maggio, presso la Sala Sangalli a Valdocco, l’evento “Labs to Future – Spazio LABS, Laboratori di apprendimento e benessere salesiani”, promosso da AGS per il Territorio con il contributo di Fondazione TIM.

Una mattinata intensa, partecipata, ricca di stimoli e visioni, che ha coinvolto educatori, formatori, dirigenti, amministratori pubblici e referenti del mondo scolastico e sociale, uniti dal desiderio di immaginare insieme nuovi modi per stare accanto agli adolescenti che più faticano a trovare spazio nei percorsi scolastici tradizionali.

Buona la risposta del territorio e della rete nazionale delle scuole di seconda opportunità: erano presenti realtà provenienti da tutta Italia, in particolare da Torino (con i progetti Provaci Ancora Sam – Tutela Integrata del Comune di Torino e Fondazione per la Scuola, Spazio LABS di AGS per il Territorio, I Care di Engim), Biella (Cascina Oremo – Cooperativa Tantintenti), Milano (Fondazione Sicomoro), Saronno (Anno Unico – Fondazione Daimon), Cremona (Cremona Wave – Comune di Cremona), Trento (Progetto di seconda opportunità – Cooperativa Progetto 92), Padova (STOP and Go – Cooperativa Carovana), Napoli Scampia (Io Valgo – Cooperativa Occhi Aperti), Napoli Quartieri Spagnoli (Sentieri, Ponti e Passerelle – Associazione Quartieri Spagnoli Onlus).

I lavori sono iniziati con il saluto del direttore generale di Fondazione TIM, Giorgia Floriani. Nel suo intervento ha voluto ricordare che:

 “…Fondazione TIM nel 2023, attraverso la Call for IDEAs, si è messa in ascolto delle sensibilità che il Terzo settore esprimeva, per capirne i bisogni. Il progetto “Maker Lab” che si aggiudicato il contributo di Fondazione TIM ha dimostrato quanto l’orientamento sia uno dei temi da sostenere per essere d’aiuto ai nostri giovani nella costruzione del loro futuro.  Per questo l’esperienza maturata a fianco a AGS per il Territorio ci ha convinti a pubblicare, nel 2024, il bando “Vivere il Talento” destinato ad azioni di sostegno contro il fenomeno dei Neet e nel 2025, il bando Ricerca dedicato alla realizzazione di piattaforme per l’orientamento.”.

A seguire Don Leonardo Mancini, Ispettore dei Salesiani di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania ha sottolineato il legame profondo tra l’esperienza salesiana e il tema dell’accompagnamento educativo e formativo ricordando come:

“Don Bosco oggi farebbe cose molto simili a queste. Il suo primo contratto di apprendistato metteva insieme educatore, famiglia e azienda: una rete attorno al bene del ragazzo.”
 “La sua intuizione rimane attualissima: al centro c’è il giovane, c’è bisogno di alleanze, e soprattutto di fiducia nelle sue possibilità di crescita.”

Nel corso della mattinata è stato raccontato il progetto Spazio Labs, sia attraverso un intervento dell’équipe educativa, sia con una mostra fotografica e multimediale che ne ha documentato i volti, i percorsi e le sperimentazioni. L’équipe ha sottolineato con forza la volontà di dare continuità all’esperienza, sia per rispondere a un bisogno reale dei ragazzi, sia per proseguire un metodo educativo capace di generare senso, motivazione e legami.

Molto apprezzati anche gli interventi di Davide Fant (Fondazione Daimon), Valeria Lucatello (esperta in progettazione educativa e sociale) e Piergiorgio Reggio (Università di Verona – Progetto 92 Trento) che hanno contribuito ad aprire nuove piste di riflessione sul significato degli spazi soglia, delle alleanze educative e sulla necessità di non smettere mai di immaginare e sperimentare forme di scuola che non lascino indietro nessuno.

Davide Fant ha ricordato che:

“I ragazzi hanno un mondo da raccontare, che è anche il nostro, ma che spesso non vogliamo vedere. Vederlo significa dover agire.”
 “Ci dicono che vivono in un mondo senza futuro, ipercompetitivo. Servono nuovi dispositivi, radicalmente alternativi, dove ritrovare senso, respiro, agentività.”

Valeria Lucatello ha messo l’accento sull’urgenza di dispositivi inclusivi e alleanze forti:

“Il fenomeno dell’abbandono scolastico oggi si aggrava: non è solo smettere di andare a scuola, ma spesso smettere di vivere.”
 “Le scuole della seconda opportunità devono esistere, ma non come ghetti: devono dialogare con il territorio ed essere pungolo per ripensare la scuola ordinaria.”
 “Non si tratta di togliere qualcosa a qualcuno, ma di costruire insieme più strade possibili per non lasciare indietro nessuno.”

Piergiorgio Reggio ha sottolineato:

“Educare significa anche rendere visibili le contraddizioni che la società dà per scontate.”
 “Le condizioni adolescenziali sono molteplici e diseguali. Le povertà educative riguardano interi contesti e richiedono uno sguardo plurale, capace di andare oltre le etichette.”
 “Abbiamo bisogno di ambienti educativi dove riuscire significhi riuscire insieme, dove si insegna e si impara nella relazione, nella reciprocità.”

A chiudere la mattinata sono stati gli interventi di Giulia Guglielmini (Presidente Fondazione per la Scuola) e don Alberto Goia (Presidente AGS per il Territorio- ETS), che hanno rilanciato l’impegno delle istituzioni e delle organizzazioni del territorio per continuare a costruire spazi educativi plurali, generativi, accoglienti.

Giulia Guglielmini ha ricordato che:

“Oggi abbiamo imparato che si può fare la differenza. Serve credere nel micro cambiamento, saper coglierlo”

“Ci sono direttrici chiare anche dall’Unione Europea: aumentare la flessibilità dei percorsi, riconoscere precocemente i segnali del disagio, costruire reti, rafforzare la prevenzione.”

Don Alberto Goia ha ribadito con forza la volontà di Ags Per il Territorio di continuare a portare avanti questa sperimentazione:

“Noi ci crediamo e riteniamo che questa sia la strada giusta per arrivare ai giovani più fragili”.

“Questa giornata è per noi uno spazio collettivo di visione, dove il racconto di ciò che già esiste si è intrecciato al desiderio di ciò che ancora manca. Un passo in più verso un’educazione che accompagna, che scommette, che non si arrende.”

Nel pomeriggio, il Workshop – Comunità di Pratiche ha raccolto intorno allo stesso tavolo le operatrici e gli operatori provenienti dalle diverse esperienze di scuola di seconda opportunità arrivate da tutta Italia, in uno scambio vivo e concreto su metodologie, strumenti e visioni, con l’obiettivo comune di rilanciare e consolidare pratiche educative capaci di generare possibilità reali per chi oggi vive ai margini.