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“Tu come stai”: il Gate, uno spazio per crescere insieme

Casale Monferrato, 17  dicembre 2025

Nel percorso del progetto “Tu come stai”, finanziato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, uno degli strumenti attivati sul territorio di Casale Monferrato è il Gate, uno spazio dedicato ai ragazzi e alle ragazze dagli 11 ai 18 anni pensato per offrire ascolto, orientamento e supporto in un ambiente accogliente e accessibile.

Il Gate nasce con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per gli adolescenti, un luogo in cui poter parlare liberamente delle proprie difficoltà, confrontarsi con professionisti qualificati e trovare un sostegno personalizzato nei momenti di fragilità o cambiamento.

L’accesso al servizio può avvenire spontaneamente durante le aperture del lunedì e del venerdì pomeriggio oppure tramite appuntamento. Nel tempo, il Gate è diventato anche una risorsa riconosciuta dalla rete territoriale: numerosi ragazzi arrivano infatti attraverso segnalazioni di operatori impegnati nelle attività di prevenzione e aggancio del progetto o grazie alla collaborazione con altri servizi e professionisti del territorio, tra cui psicologhe degli sportelli di ascolto, assistenti sociali, servizi dell’ASL, allenatori sportivi, pediatri e medici di medicina generale.

Uno degli elementi distintivi del Gate è il lavoro integrato di un’équipe multidisciplinare composta da figure educative e psicologiche che, insieme ai ragazzi e alle loro famiglie, costruiscono percorsi di supporto personalizzati. Il progetto di accompagnamento viene definito caso per caso, valorizzando bisogni, risorse e obiettivi di ciascun giovane.

Accanto agli incontri individuali con l’educatrice e la psicoterapeuta, il Gate propone attività di gruppo e laboratori che favoriscono la socializzazione, il confronto tra pari e la costruzione di relazioni positive. Condividere esperienze e sperimentarsi in contesti protetti rappresenta infatti una parte importante del percorso di crescita e benessere.

Negli ultimi mesi hanno preso avvio anche i GateLab, laboratori tematici aperti a tutti i ragazzi interessati, indipendentemente dalla partecipazione a un percorso individuale. I GateLab offrono occasioni di incontro, espressione e scoperta attraverso attività diversificate come scrittura creativa, yoga, ASMR, gruppi di parola e altre proposte costruite a partire dagli interessi e dai bisogni emersi tra gli adolescenti del territorio.

Attraverso il Gate, il progetto “Tu come stai?” intende rafforzare la comunità educante del territorio, promuovendo una rete capace di intercettare precocemente le situazioni di disagio e di accompagnare adolescenti e famiglie nella costruzione di percorsi di benessere e crescita.

Giovani, fragilità e salute mentale: cosa ci stanno dicendo davvero?

Nel progetto “Tu come stai? La comunità per il benessere dei giovani”, finanziato da Con i Bambini, una delle sfide più importanti è contribuire a costruire una cultura del benessere psicologico che coinvolga non solo i ragazzi e le ragazze, ma l’intera comunità educante.

Per farlo, è fondamentale partire dall’ascolto delle loro esperienze, dei loro bisogni e delle domande che attraversano la crescita oggi. È proprio l’ascolto, infatti, il punto di partenza per comprendere cosa significhi essere giovani in un tempo caratterizzato da grandi opportunità ma anche da profonde incertezze.

Non so proprio come sarà il mio futuro, non me lo immagino proprio.

Dietro questa frase non c’è soltanto l’incertezza di un adolescente. C’è una condizione che sempre più giovani condividono: la difficoltà di immaginare il proprio futuro in un contesto percepito come instabile e imprevedibile.

Secondo la ricerca Fragile – Mappae mundi di una nuova generazione dell’Osservatorio Unfiltered di Unhate Foundation, i ragazzi e le ragazze di oggi crescono in una realtà profondamente diversa da quella delle generazioni precedenti. Vivono in un Paese che invecchia rapidamente, in cui i giovani sono sempre meno numerosi, e in un contesto segnato da precarietà economica, difficoltà di accesso al lavoro e alla casa e crescente incertezza rispetto alle prospettive future.

La ricerca evidenzia come le nuove generazioni si trovino ad affrontare una vera e propria “policrisi“: instabilità economica, tensioni internazionali, emergenza climatica e trasformazioni sociali che rendono più difficile costruire progetti di vita stabili. Non sorprende quindi che molti giovani dichiarino di sentirsi sotto pressione, disorientati o in difficoltà nel dare una direzione al proprio percorso.

In questo scenario, la salute mentale non può essere letta soltanto come una questione individuale. Il benessere psicologico è strettamente legato al contesto in cui una persona vive, alle relazioni che può costruire, alle opportunità che incontra e alla possibilità di sentirsi parte di una comunità.

La ricerca mette in luce un elemento particolarmente importante: la fragilità non nasce necessariamente dall’assenza di capacità o risorse personali, ma spesso dalla mancanza di punti di riferimento stabili. Quando relazioni, luoghi educativi e occasioni di partecipazione vengono meno, aumenta il rischio di isolamento, sfiducia e disagio.

Per questo parlare di salute mentale significa anche parlare di comunità. Significa creare spazi di ascolto, rafforzare le relazioni educative e offrire ai giovani occasioni concrete per esprimersi, partecipare e sentirsi protagonisti.

È una sfida che riguarda tutti: famiglie, scuole, servizi, associazioni e territorio. Perché il benessere dei giovani non si costruisce da soli, ma attraverso una comunità capace di ascoltare, accogliere e accompagnare.

La domanda “Tu come stai?” assume allora un significato diverso. Non è soltanto una formula di cortesia, ma un invito ad ascoltare davvero ciò che i giovani stanno vivendo. Perché comprendere il loro benessere significa comprendere il futuro della comunità intera.

Autunno in festa con Elleuno: i primi passi del progetto “Tu Come Stai”

Casale Monferrato, 20 ottobre 2026 – Mercato Pavia, Piazza Castello

Si è svolta sabato 18 ottobre, presso il Mercato Pavia di Piazza Castello a Casale Monferrato, la giornata “Autunno in festa, socialmente insieme”, iniziativa organizzata dalla Cooperativa Elleuno in collaborazione con il Servizio Socio Assistenziale ASL AL e con il patrocinio del Comune di Casale Monferrato.
Il progetto “Tu come stai? La comunità per il benessere dei giovani” è finanziato da Con i Bambini, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

L’evento ha rappresentato un momento di incontro, informazione e partecipazione dedicato ai servizi presenti sul territorio: realtà sportive, artistiche, istituzionali, sportelli di ascolto e attività rivolte alle persone più fragili hanno animato la giornata con stand e momenti di confronto aperti alla cittadinanza.

Tra i partecipanti anche l’équipe del progetto “Tu come stai? La comunità per il benessere dei giovani”, presente per far conoscere alla comunità gli obiettivi del progetto e il servizio Gate, spazio fisico di riferimento dedicato ai giovani e al loro benessere psicologico ed educativo.

Il progetto nasce con l’obiettivo di consolidare la comunità educante territoriale di Casale Monferrato, promuovendo azioni condivise di prevenzione del disagio psicologico adolescenziale e percorsi innovativi di supporto ai giovani, alle famiglie e alle reti educative del territorio.

Questa iniziativa rientra nel percorso di sensibilizzazione e partecipazione promosso dal progetto, che nei prossimi mesi racconterà attraverso una serie di appuntamenti e attività il lavoro svolto per il benessere delle nuove generazioni.

 

Bridge2Autonomy, un nuovo modo di educare insieme

Nelle giornate del 13, 14 e 15 luglio 2025, negli spazi di Valdocco a Torino, si è svolto l’evento di formazione del progetto “Bridge2Autonomy. Un Ponte tra Scuola e Vita Adulta“, promosso da AGS per il Territorio in collaborazione con Stellantis.

Giornate intense di confronto, riflessione e costruzione condivisa, che hanno visto protagonisti gli educatori, chiamati nel progetto “tutor dell’inclusione”, e i rispettivi coordinatori territoriali. I tutor dell’inclusione saranno figure centrali per rendere concreto un accompagnamento personalizzato e realmente inclusivo. L’obiettivo del progetto è chiaro: sostenere ragazze e ragazzi con disabilità cognitiva nel loro percorso di transizione dalla scuola alla vita adulta. Per farlo, occorre una rete. E in questa rete, gli educatori rappresentano un nodo fondamentale.

La loro presenza e coinvolgimento durante l’evento è stato segno tangibile di un’impostazione che punta sulla corresponsabilità educativa. Fin dalla prima giornata insieme, gli educatori hanno partecipato attivamente ai momenti di confronto, ai laboratori e alla facilitazione, condotta da Stefano Di Maria. Ma soprattutto, hanno portato con sé volti, storie e domande reali.

Nella giornata di apertura inoltre, grazie alla presenza di INVENTURE APS, i partecipanti sono stati introdotti alle attività previste di orientamento, formazione insegnanti e accompagnamento per le famiglie.

Durante l’arco della giornata di lunedì 14 luglio, hanno potuto dialogare con formatori esperti:

  • Dario Ianes, professore ordinario di Pedagogia e co-fondatore del Centro Studi Erickson: ha guidato il laboratorio sulla Qualità della vita e il progetto di vita, offrendo strumenti concreti su personalizzazione, autodeterminazione e sviluppo delle autonomie nei percorsi educativi.
  • Italo Fiorin, pedagogista e presidente della Scuola di Alta Formazione Educare all’Incontro e alla Solidarietà (LUMSA): ha condotto il laboratorio dedicato alla scuola inclusiva, approfondendo strategie didattiche e il ruolo della figura-ponte nel sostenere i percorsi inclusivi.
  • Il team dell’Università degli Studi di Macerata (UNIMC), che ha animato due momenti formativi distinti: uno dedicato al tema della comunità educante e alla costruzione di reti territoriali, l’altro focalizzato sul coinvolgimento e l’accompagnamento delle famiglie come parte attiva nei percorsi di autonomia.

Perché un progetto così ambizioso, che punta a intrecciare scuola, famiglia, territorio e contesti di vita reale, ha bisogno di chi ogni giorno abita questi spazi accanto ai ragazzi. Di chi li conosce per nome. Di chi lavora per dare continuità educativa tra un’aula e un laboratorio, tra un centro sportivo e una casa, tra un desiderio e un progetto concreto.

Essere educatori, in Bridge2Autonomy significa “abitare” una responsabilità: quella di fare da ponte, presenza viva e competente. Non a caso, le nuove figure previste dal progetto opereranno in stretta connessione con le scuole e con le realtà territoriali, in sinergia, con uno sguardo integrato e condiviso.

Entrambe le giornate del 13 e del 14 luglio si sono concluse in modo conviviale, tra una cena condivisa, una visita al Museo Casa Don Bosco e una passeggiata verso Piazza Castello. La mattinata del 15 luglio invece è stata dedicata alla restituzione dei laboratori e ad alcune testimonianze, in particolare sui progetti COeSI – Coprogettazione e Sinergia e Pensami Indipendente e sulle esperienze portate avanti da don Andrea Bonsignori.

Con Bridge2Autonomy prende forma un’alleanza educativa concreta: un nuovo modo di abitare scuola e territorio, insieme, con responsabilità, accanto ai ragazzi.

“Labs to Future”: da Valdocco un futuro educativo possibile per i ragazzi e le ragazze ai margini

Torino, 21 maggio 2025 – Si è svolto nella mattinata di martedì 20 maggio, presso la Sala Sangalli a Valdocco, l’evento “Labs to Future – Spazio LABS, Laboratori di apprendimento e benessere salesiani”, promosso da AGS per il Territorio con il contributo di Fondazione TIM.

Una mattinata intensa, partecipata, ricca di stimoli e visioni, che ha coinvolto educatori, formatori, dirigenti, amministratori pubblici e referenti del mondo scolastico e sociale, uniti dal desiderio di immaginare insieme nuovi modi per stare accanto agli adolescenti che più faticano a trovare spazio nei percorsi scolastici tradizionali.

Buona la risposta del territorio e della rete nazionale delle scuole di seconda opportunità: erano presenti realtà provenienti da tutta Italia, in particolare da Torino (con i progetti Provaci Ancora Sam – Tutela Integrata del Comune di Torino e Fondazione per la Scuola, Spazio LABS di AGS per il Territorio, I Care di Engim), Biella (Cascina Oremo – Cooperativa Tantintenti), Milano (Fondazione Sicomoro), Saronno (Anno Unico – Fondazione Daimon), Cremona (Cremona Wave – Comune di Cremona), Trento (Progetto di seconda opportunità – Cooperativa Progetto 92), Padova (STOP and Go – Cooperativa Carovana), Napoli Scampia (Io Valgo – Cooperativa Occhi Aperti), Napoli Quartieri Spagnoli (Sentieri, Ponti e Passerelle – Associazione Quartieri Spagnoli Onlus).

I lavori sono iniziati con il saluto del direttore generale di Fondazione TIM, Giorgia Floriani. Nel suo intervento ha voluto ricordare che:

 “…Fondazione TIM nel 2023, attraverso la Call for IDEAs, si è messa in ascolto delle sensibilità che il Terzo settore esprimeva, per capirne i bisogni. Il progetto “Maker Lab” che si aggiudicato il contributo di Fondazione TIM ha dimostrato quanto l’orientamento sia uno dei temi da sostenere per essere d’aiuto ai nostri giovani nella costruzione del loro futuro.  Per questo l’esperienza maturata a fianco a AGS per il Territorio ci ha convinti a pubblicare, nel 2024, il bando “Vivere il Talento” destinato ad azioni di sostegno contro il fenomeno dei Neet e nel 2025, il bando Ricerca dedicato alla realizzazione di piattaforme per l’orientamento.”.

A seguire Don Leonardo Mancini, Ispettore dei Salesiani di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania ha sottolineato il legame profondo tra l’esperienza salesiana e il tema dell’accompagnamento educativo e formativo ricordando come:

“Don Bosco oggi farebbe cose molto simili a queste. Il suo primo contratto di apprendistato metteva insieme educatore, famiglia e azienda: una rete attorno al bene del ragazzo.”
 “La sua intuizione rimane attualissima: al centro c’è il giovane, c’è bisogno di alleanze, e soprattutto di fiducia nelle sue possibilità di crescita.”

Nel corso della mattinata è stato raccontato il progetto Spazio Labs, sia attraverso un intervento dell’équipe educativa, sia con una mostra fotografica e multimediale che ne ha documentato i volti, i percorsi e le sperimentazioni. L’équipe ha sottolineato con forza la volontà di dare continuità all’esperienza, sia per rispondere a un bisogno reale dei ragazzi, sia per proseguire un metodo educativo capace di generare senso, motivazione e legami.

Molto apprezzati anche gli interventi di Davide Fant (Fondazione Daimon), Valeria Lucatello (esperta in progettazione educativa e sociale) e Piergiorgio Reggio (Università di Verona – Progetto 92 Trento) che hanno contribuito ad aprire nuove piste di riflessione sul significato degli spazi soglia, delle alleanze educative e sulla necessità di non smettere mai di immaginare e sperimentare forme di scuola che non lascino indietro nessuno.

Davide Fant ha ricordato che:

“I ragazzi hanno un mondo da raccontare, che è anche il nostro, ma che spesso non vogliamo vedere. Vederlo significa dover agire.”
 “Ci dicono che vivono in un mondo senza futuro, ipercompetitivo. Servono nuovi dispositivi, radicalmente alternativi, dove ritrovare senso, respiro, agentività.”

Valeria Lucatello ha messo l’accento sull’urgenza di dispositivi inclusivi e alleanze forti:

“Il fenomeno dell’abbandono scolastico oggi si aggrava: non è solo smettere di andare a scuola, ma spesso smettere di vivere.”
 “Le scuole della seconda opportunità devono esistere, ma non come ghetti: devono dialogare con il territorio ed essere pungolo per ripensare la scuola ordinaria.”
 “Non si tratta di togliere qualcosa a qualcuno, ma di costruire insieme più strade possibili per non lasciare indietro nessuno.”

Piergiorgio Reggio ha sottolineato:

“Educare significa anche rendere visibili le contraddizioni che la società dà per scontate.”
 “Le condizioni adolescenziali sono molteplici e diseguali. Le povertà educative riguardano interi contesti e richiedono uno sguardo plurale, capace di andare oltre le etichette.”
 “Abbiamo bisogno di ambienti educativi dove riuscire significhi riuscire insieme, dove si insegna e si impara nella relazione, nella reciprocità.”

A chiudere la mattinata sono stati gli interventi di Giulia Guglielmini (Presidente Fondazione per la Scuola) e don Alberto Goia (Presidente AGS per il Territorio- ETS), che hanno rilanciato l’impegno delle istituzioni e delle organizzazioni del territorio per continuare a costruire spazi educativi plurali, generativi, accoglienti.

Giulia Guglielmini ha ricordato che:

“Oggi abbiamo imparato che si può fare la differenza. Serve credere nel micro cambiamento, saper coglierlo”

“Ci sono direttrici chiare anche dall’Unione Europea: aumentare la flessibilità dei percorsi, riconoscere precocemente i segnali del disagio, costruire reti, rafforzare la prevenzione.”

Don Alberto Goia ha ribadito con forza la volontà di Ags Per il Territorio di continuare a portare avanti questa sperimentazione:

“Noi ci crediamo e riteniamo che questa sia la strada giusta per arrivare ai giovani più fragili”.

“Questa giornata è per noi uno spazio collettivo di visione, dove il racconto di ciò che già esiste si è intrecciato al desiderio di ciò che ancora manca. Un passo in più verso un’educazione che accompagna, che scommette, che non si arrende.”

Nel pomeriggio, il Workshop – Comunità di Pratiche ha raccolto intorno allo stesso tavolo le operatrici e gli operatori provenienti dalle diverse esperienze di scuola di seconda opportunità arrivate da tutta Italia, in uno scambio vivo e concreto su metodologie, strumenti e visioni, con l’obiettivo comune di rilanciare e consolidare pratiche educative capaci di generare possibilità reali per chi oggi vive ai margini.

Offerta di lavoro: ADDETTO AMMINISTRATIVO per Rendicontazione Progetti Finanziati

 

Lavorare per e con i giovani: come Don Bosco, oggi!

AGS per il Territorio promuove progetti e servizi mirati a prevenire l’esclusione sociale dei minori e a valorizzare il protagonismo giovanile, in collaborazione con Fondazioni, Enti Pubblici e Istituti scolastici.

POSIZIONI LAVORATIVE

Siamo sempre alla ricerca di collaboratori con un valore aggiunto. Se le posizioni aperte attualmente non corrispondono al tuo profilo, ti invitiamo comunque a inviare una candidatura spontanea ad ags@agsterritorio.it allegando il tuo curriculum vitae.

Voglio candidarmi come ADDETTO AMMINISTRATIVO per Rendicontazione Progetti Finanziati

L’Addetto/a Amministrativo per Rendicontazione Progetti Finanziati è una figura specializzata nella gestione economico-finanziaria di progetti per enti del Terzo Settore, con esperienza in contabilità, rendicontazione, monitoraggio finanziario e ottime capacità organizzative e informatiche.

Requisiti e competenze

  • Diploma di ragioneria o preferibilmente laurea in ambito economico;
  • Almeno 2 anni di esperienza in amministrazione, contabilità e gestione fiscale degli Enti del Terzo Settore;
  • Almeno 2 anni di esperienza nella rendicontazione di progetti finanziati da fondi pubblici e privati presso enti del Terzo Settore;
  • Conoscenza generale delle procedure di rendicontazione economica di progetti e commesse;
  • Ottimo uso del PC, inclusi Google Workspace, pacchetto Office (in particolare Excel a livello avanzato) e Adobe;
  • Buona conoscenza della lingua inglese.

Attitudini necessari

  • Ottima predisposizione alle relazioni interpersonali, massima flessibilità nell’organizzazione del lavoro;
  • Capacità di lavorare in team;
  • Precisione, attenzione ai dettagli e ottime capacità organizzative;
  • Capacità di autonomia nello svolgimento dei compiti assegnati.

Nello specifico la figura in questione opererà in un team di lavoro, rispondendo direttamente al Responsabile Amministrativo e ai Project Manager e dovrà occuparsi, a titolo non esaustivo, di:

  • Analisi delle convenzioni e delle regole di rendicontazione;
  • Monitoraggio economico-finanziario dei progetti attraverso strumenti gestionali dedicati;
  • Controllo della documentazione amministrativa di fornitori e collaboratori;
  • Curare e gestire tutto ciò che attiene alla rendicontazione e gestione economica dei progetti. A titolo esemplificativo:
  • Analizzare convenzioni, manuali di rendicontazione e di gestione dei progetti finanziari e predisporre sintesi delle regole di rendicontazione per ciascun progetto;
  • Effettuare le rendicontazioni intermedie e finali dei progetti secondo le regole di rendicontazione previste da ciascun programma di finanziamento e in linea con le disposizioni amministrative dell’ente;
  • Effettuare il monitoraggio economico e finanziario attraverso la gestione degli strumenti per la gestione amministrativa;
  • Verificare e controllare la documentazione di partner, fornitori e collaboratori;
  • Supportare i project manager e le figure amministrative durante le fasi progettuale, contrattuale e di implementazione del progetto;
  • Verificare il rispetto degli adempimenti legati alla rendicontazione dei progetti;
  • Richiedere, raccogliere e archiviare la documentazione amministrativa di supporto (fatture, ricevute di pagamento, timesheet, note spese, etc.) necessaria alla rendicontazione;
  • Organizzare lo scadenziario di rendicontazione e di gestione della parte amministrativa;
  • Preparare gli audit interni o esterni.

Cosa offriamo

  • Un contratto a tempo determinato, part-time, in sostituzione di maternità e possibilità di trasformazione in full-time nel vigente c.c.n.l. AGIDAE per gli istituti socio-assistenziali.

Offerta di lavoro: EDUCATORE MAKER

 

Lavorare per e con i giovani: come Don Bosco, oggi!

AGS per il Territorio promuove progetti e servizi mirati a prevenire l’esclusione sociale dei minori e a valorizzare il protagonismo giovanile, in collaborazione con Fondazioni, Enti Pubblici e Istituti scolastici.

POSIZIONI LAVORATIVE

Siamo sempre alla ricerca di collaboratori con un valore aggiunto. Se le posizioni aperte attualmente non corrispondono al tuo profilo, ti invitiamo comunque a inviare una candidatura spontanea ad ags@agsterritorio.it allegando il tuo curriculum vitae.

Voglio candidarmi come EDUCATORE MAKER

L’educatore del Maker Lab è una figura poliedrica, cruciale e dinamica che ha già maturato conoscenze ed esperienze nell’ambito educativo formale ed informale; è un professionista che si mette al servizio dei giovani, delle famiglie, dei docenti e delle scuole promuovendo un processo di sviluppo e crescita per ciascun ragazzo e ciascuna ragazza nell’ambito di progetti finanziati.

Requisiti e competenze

  • Titolo di studio: Laurea Triennale in Scienze dell’Educazione L-19 (anche in fase di acquisizione) o un titolo affine;
  • Pregressa esperienza professionale e/o di volontariato in ambito sociale;
  • Competenze Relazionali: flessibilità, empatia, ascolto attivo, osservazione, affiancamento e sostegno, comunicazione efficace, problem posing e problem solving;
  • Competenze di Progettazione: capacità di analisi del contesto e di progettazione didattica laboratoriale;
  • Conoscenza dei modelli pedagogici e delle metodologie didattiche innovative (learning by doing, cooperative learning, game based learning e gamification, making learning and thinking visible, …);
  • Competenze digitali di base e conoscenza di Google Workspace;
  • Conoscenza preferenziale delle principali piattaforme di progettazione didattica (Canva, Kahoot, Padlet, Mentimeter, …).

Nello specifico la figura in questione opererà in un ente salesiano (socio di AGS per il Territorio) sede di attuazione di un progetto e/o in qualche Istituto Scolastico partner e dovrà occuparsi, a titolo non esaustivo, di:

  • Progettare e realizzare moduli di didattica digitale innovativa e partecipativa insieme al facilitatore digitale e in collaborazione con le/i docenti delle classi aderenti adattandosi ai programmi scolastici;
  • Adottare strategie di insegnamento/apprendimento laboratoriali, collaborative ed efficaci per tutti e per ciascuno;
  • Coordinare le risorse educative professionali e volontarie che operano nel Maker Lab, per le varie attività;
  • Organizzare in maniera flessibile e autonoma il tempo lavoro, fra le aule delle scuole che aderiscono al progetto e gli spazi del Maker Lab;
  • Lavorare con autonomia organizzativa ed ideativa, in modo coordinato con le altre figure e con il referente del progetto.

Cosa offriamo

  • Un contratto tramite cooperativa sociale a tempo determinato, da Gennaio a Giugno 2025, part-time;
  • Formazione, coordinamento, supervisione e supporto.

Primo incontro formativo del progetto A.U.D.E

Il 3 settembre si è svolto il primo showcase formativo del progetto A.U.D.EAtelier Urbani Digitali Educativi, promosso dalla Città di Torino in collaborazione con la Fondazione per la Scuola e AGS per il Territorio, grazie al contributo del Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’evento, dal titolo Make&Learn: Esperienze innovative ed inclusive di Maker Education e Robotica Educativa, ha segnato l’avvio ufficiale delle attività formative del programma.

La mattinata del 3 settembre è stata arricchita dagli interventi di numerosi speaker. Tra questi:

  • Giulia Guglielmini, Presidente della Fondazione per la Scuola, ha evidenziato l’impegno della Fondazione nella formazione continua per migliorare il futuro di ogni studente;
  • Claudio Sciaraffa, Dirigente della Divisione Servizi Educativi della Città di Torino;
  • Valentina Bellis, Direttrice dell’Ufficio Progettazione e Sviluppo della Pastorale Giovanile;
  • Manuele Manco, Project Manager della Pastorale Giovanile;
  • Fabio Sandrolini, rappresentante dell’Associazione ASVAPP;
  • Daniele Barca, Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo 3 di Modena;
  • Francesco Bombardi, architetto esperto nella progettazione di ambienti di apprendimento innovativi;
  • Luciano Sciascia, Program Manager della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo;
  • Valentina Sacchetto, Coordinatrice educativa del progetto.

L’incontro ha inoltre permesso di presentare il team di educatori e facilitatori digitali del progetto.

Nel pomeriggio del 3 settembre e durante la giornata del 4 settembre, i partecipanti iscritti hanno avuto l’opportunità di visitare gli spazi dei tre Atelier e prendere parte a un workshop formativo guidato dall’architetto Francesco Bombardi e dagli operatori degli Atelier.

La presentazione ufficiale del progetto è prevista per il 27 settembre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Offerta di lavoro: progetto A.U.D.E. (Atelier Urbani Digitali Educativi)

La ricerca è conclusa – l’offerta di lavoro non è più attiva.

Il Comune di Torino, in collaborazione con AGS per il Territorio e Fondazione per la Scuola realizza, in risposta all’Avviso pubblico “Educare in Comune”, il progetto A.U.D.E. (Atelier Urbani Digitali Educativi), approvato e finanziato dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri. Cup C11J22000230005.

Il progetto persegue i seguenti obiettivi:

  • allestire 3 atelier educativi innovativi, con un’infrastruttura digitale d’avanguardia, presenti in aree urbane;
  • offrire, attraverso gli atelier e la presenza di operatori educativi specializzati, occasioni di apprendimento laboratoriale e creativo, favorendo approcci partecipativi alla didattica ed in particolare al pensiero computazionale, alla robotica educativa e alle discipline STEAM;
  • offrire alla comunità educante percorsi di formazione per innovare la metodologia educativa sfruttando il potenziale collaborativo delle nuove tecnologie;
  • garantire l’accesso programmato agli atelier digitali alle classi (ultimi tre anni delle primarie e classi della scuola secondaria di primo grado) e libero, ogni pomeriggio, per i bambini e gli adolescenti dei territori, con particolare riferimento alla fascia 11-18 e dei MSNA (Minori Stranieri non Accompagnati) che studiano presso i CPIA e accolti nella rete delle comunità di accoglienza, per un approccio spontaneo agli strumenti digitali;
  • garantire il libero accesso agli spazi e all’infrastruttura digitale, il pomeriggio, alle famiglie dei territori, come luoghi per l’accoglienza dei bisogni, ma anche per la scoperta di inedite opportunità di relazione e accesso alle risorse;
  • promuovere, con una logica interculturale e di mediazione sociale, l’empowerment digitale delle famiglie a maggior rischio di esclusione.

Durata: 29/04/2024 – 28/04/2025

Orario: mattutino e/o pomeridiano, 5/6 giorni a settimana, dal lunedì al sabato Full Time, Part Time

Rapporto Lavorativo: Contratto di collaborazione coordinata e continuativa

Luoghi di lavoro:

  • Oratorio salesiano Don Bosco Agnelli, Via Paolo Sarpi, 117, 10135 Torino TO
  • Oratorio salesiano Michele Rua, Via Giovanni Paisiello, 37, 10154 Torino TO
  • Istituzioni Scolastiche del I° ciclo aderenti al progetto

Scadenza di presentazione della candidatura: 31/03/2024.

Le figure professionali ricercate sono:

Educatore dell’Atelier Digitale

L’Educatore dell’Atelier Digitale è una figura poliedrica, cruciale e dinamica che ha già maturato conoscenze ed esperienze nell’ambito educativo formale ed informale; è un professionista che si mette al servizio dei giovani, delle famiglie, dei docenti e delle scuole promuovendo un processo di sviluppo e crescita per ciascun ragazzo e ciascuna ragazza.

Facilitatore dell’Atelier Digitale

Il Facilitatore dell’Atelier Digitale è una figura ha maturato esperienze e conoscenze di un’ampia gamma di strumenti e risorse digitali; è un professionista “pioniere” dell’innovazione didattico digitale, che conosce e padroneggia un’ampia gamma di tecnologie digitali in modo creativo e critico, mettendosi  al servizio della comunità. È un punto di riferimento per Educatori e docenti per l’uso di tecnologie digitali e per lo sviluppo di nuovi approcci digitali efficaci. Promuove un processo di sviluppo e crescita di ciascun ragazzo e ciascuna ragazza, aiuta a sviluppare competenze tecniche e creative, incoraggia la collaborazione e l’innovazione educativa.

Scopri di più sulle posizioni ricercate e candidati nella pagina dedicata:

GenerAzioni in Barriera – Evento di presentazione

Evento di presentazione e firma del Patto della Comunità Educante GenerAzioni in Barriera.

28 gennaio 2024 | Presso l’ Oratorio Salesiano Michele Rua

Il 28 gennaio 2024, in occasione della Festa di Don Bosco, l’Oratorio Salesiano Michele Rua ospita un evento del progetto “Barriera Oggi. Un quartiere che diventa comunità“ nel quale avverrà la presentazione e la firma del Patto Educativo della neo-costituita comunità “GenerAzioni in Barriera”.

Il progetto, finanziato da Impresa Sociale Con I Bambini nell’ambito del Bando Comunità Educanti, avviato a luglio 2023, si propone di formalizzare la costituzione di una Comunità Educativa Territoriale (CET) nel quartiere di Barriera Milano, a partire da un nucleo di enti che hanno già fra loro una storia di lavoro comune nel quartiere, all’interno di un ecosistema di apprendimento ed inclusione.

Il progetto vede come Ente capofila Comitato Salesiani per il Sociale di Piemonte e Valle D’Aosta e come enti partner AGS Per Il Territorio, Oratorio Salesiano Michele Rua, IUSTO, ASD Vertigimn, Auxilium Monterosa, Biblioteca Primo Levi, IC Bobbio – Novaro, Inventori di sogni Aps, Libreria Il Ponte sulla Dora, Parrocchia San Domenico Savio.

L’evento rappresenta una tappa simbolica e significativa del progetto, ed è l’esito del percorso di accompagnamento condotto da On Impresa Sociale che ha permesso di costruire l’orizzonte di senso del percorso e i valori fondamentali che guideranno la comunità e che sono ben riassunti nel nome “GenerAzioni In Barriera”: il forte radicamento di tutti gli attori nel quartiere di Barriera di Milano, l’importanza dell’intergenerazionalità, la volontà di orientare l’azione educativa comune nella direzione della concretezza.

“Il Patto Educativo di Comunità è lo strumento con il quale si intende creare le condizioni per dare energie al territorio e con il quale promuovere l’educazione come fondamento per lo sviluppo e il benessere della nostra comunità.”

Ecco il dettaglio del programma dell’evento:

  • Ore 10.00: santa Messa
  • Ore 11.15: presentazione e firma del Patto della Comunità Educativa Territoriale “GenerAzioni in Barriera” nell’ex bocciofila dell’Oratorio Salesiano
  • Ore 12.30: pranzo condiviso
  • Ore 14.00 – 15.00: gioco libero
  • Ore 15.00: giochi per i ragazzi; letture animate e laboratori per i piccoli a cura di Inventori di Sogni Aps e della Scuola dell’ l’Infanzia Mamma Margherita; book corner a cura di Biblioteca Primo Levi e della Libreria Il ponte sulla Dora
  • Ore 16.00: Spettacolo e animazione presso il Teatro Monterosa – musica, acrobazie, storie e proposte per i giovani: Accoglienza a cura dei ragazzi dell’Oratorio; letture/musica su Barriera a cura di Rocco Pinto della Libreria Il Ponte Sulla Dora e di Alberto Bozzolan, educatore e musicista; Esibizione acrobatica dell’Asd Vertigimn; Letture e illustrazioni delle ragazze e dei ragazzi dell’Ic Bobbio Novaro

Per saperne di più e leggere il Patto Educativo della Comunità GenerAzioni in Barriera: