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Basilica Maria Ausiliatrice: inaugurazione della mostra dedicata al 150° del settimanale diocesano “La Voce e il Tempo”

La Basilica Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco si prepara ad accogliere una serata di grande valore culturale e spirituale, pensata per mettere in dialogo memoria, attualità e bellezza.

Sabato 27 giugno alle ore 20.30 verrà inaugurata la mostra dedicata alla storia dei giornali diocesani La voce il Tempo“, “La Voce del Popolo” e “Il nostro tempo, un percorso espositivo che attraversa oltre un secolo di vita ecclesiale e civile del territorio torinese.

A presentare la mostra saranno don Bruno Ferrero, Direttore del Bollettino Salesiano, e la dott.ssa Marina Lomunno, giornalista e caporedattore del settimanale diocesano La Voce e il Tempo. La serata prende ispirazione da un versetto del profeta Isaia: “Alza la tua voce con forza, tu che annunci liete notizie (Is 40,9).

È un invito rivolto al popolo in esilio, ma che risuona anche nel nostro presente: annunciare la liberazione, la salvezza, il bene possibile. In questa prospettiva si colloca la missione della stampa cattolica, chiamata a dare voce non solo alle difficoltà del nostro tempo, ma anche al tanto bene che germoglia nella nostra diocesi grazie alla sinergia delle realtà ecclesiali.

Come comunità salesiana di Valdocco, siamo lieti di ospitare questa mostra che esprime comunione con la Chiesa locale e desiderio di sostenere e valorizzare il cammino dei media cattolici.

Una mostra che attraversa la storia

L’esposizione, composta da 24 pannelli, mette a confronto 20 prime pagine storiche con i grandi temi che ancora oggi interrogano la società:

  • il rinnovamento della Chiesa e l’evangelizzazione
  • i travagli della democrazia
  • la crisi industriale
  • la guerra
  • la forza del volontariato

Le prime pagine selezionate – tra oltre 10.000 conservate negli archivi del Centro Giornali Cattolici – mostrano come le gioie e le paure dell’umanità, i sogni e le fatiche, ritornino nella storia con domande sempre attuali: che cosa conta davvero nella vita? La cronaca recente dialoga così con il passato, rivelando continuità, cicli, memorie che illuminano il presente.

Il recital pianistico del M° Matteo Buonanoce

A rendere ancora più preziosa la serata sarà il Recital Pianistico del M° Matteo Buonanoce, giovane talento che offrirà un momento musicale capace di aprire il cuore e predisporre all’ascolto. Un contributo artistico che si inserisce perfettamente nello spirito dell’iniziativa: la cultura come via per elevare lo sguardo e nutrire l’anima.

Date e orari della mostra

La mostra resterà esposta in Basilica da domenica 28 giugno a domenica 12 luglio 2026 ed è visitabile ogni giorno negli orari di apertura:

  • da lunedì a sabato: 6.30–13.00 e 14.00–19.00
  • domenica: 7.30–22.30 (orario continuato)

Un’occasione per scoprire, attraverso le pagine dei giornali, la storia viva della nostra diocesi e il cammino di una comunità che continua a “alzare la voce” per annunciare il bene.

Intervista al Card. Artime, 10° successore di don Bosco: “Con il Papa in Spagna, il richiamo alle radici cristiane” – La Voce e il Tempo

Si riporta di seguito l’intervista a cura di Marina Lomunno, per “La voce il Tempo”, durante l’incontro avvenuto il 13 giugno alla Basilica Maria Ausiliatrice.

Abbiamo incontrato il Card. Ángel Fernández Artime lo scorso sabato 13 giugno alla Basilica Maria Ausiliatrice, in occasione del 158° anniversario della consacrazione della Basilica per mano di don Bosco, all’indomani del ritorno dal viaggio apostolico di Leone XIV in Spagna.

Il guasto dell’aereo, che ha fatto posticipare il rientro del Papa a Roma dalle isole Canarie, non ha modificato il programma del Cardinale, atteso a Valdocco per un convegno sulla vita consacrata a partire dal suo libro-intervista con il confratello don Giuseppe Costa, «Un futuro senza numeri e senza mura» (ed. San Paolo).

Artime, nato nelle Asturie da una famiglia di pescatori come ama sempre ricordare, è stato Rettor Maggiore dei salesiani per due mandati e papa Leone l’ha nominato, tra l’altro, Pro-prefetto per gli Istituti di Vita Consacrata.

Eminenza, tutto il mondo in questi giorni aveva gli occhi puntati sulla Spagna. Le parole forti pronunciate da Leone XIV sulla guerra, sulla vita che va difesa dalla nascita alla morte e contro i trafficanti di esseri umani sono risuonate su tutti i media. Qual è il significato di questa accoglienza corale?

Pensando alla Spagna che io conosco molto bene perché lì sono nato e non mi sono mai allontanato, anche se sono vissuto altrove e viaggiato molto, significa che c’è veramente un desiderio, una sete di ascoltare testimoni veri e di vivere valori che possano darci pace, armonia e serenità.

Credo di poter dire che tantissime persone della società civile spagnola aspettavano, giustamente, «aria fresca»: e così sono state le parole del Papa che ha parlato a partire dal Vangelo, ribadendo con grande convinzione, in ogni luogo che ha visitato, la centralità di Dio e di Cristo Gesù nella nostra vita. E lo ha detto richiamando la comunità dei cristiani alla coerenza: non ci si può dichiarare credenti e poi girarci dall’altra parte di fronte ai fratelli e alle sorelle che soffrono. Ma credo che nel mondo tutti, credenti e non, abbiamo sete di profondità, autenticità, interiorità: a maggior ragione coloro che riconoscono il dono della presenza di Dio.

Tutti siamo rimasti colpiti dalle folle e dai giovani che attendevano il Papa, in un Paese secolarizzato. Quale paese è la Spagna in cui lei è cresciuto rispetto a quello che ha incontrato in questi giorni?

Certamente la Spagna di oggi non è quella di 50 anni fa, quando io ero adolescente. Ma credo che non sia peggio di allora: semplicemente è cambiata in molti aspetti: si vivono ancora grandi valori ma ci sono anche tante carenze e fragilità. Così pure le nuove generazioni non hanno un unico «stile», ci sono tanti giovani e anche adulti che hanno sensibilità diverse. A questo riguardo ci tengo a sottolineare un aspetto del viaggio del Papa molto apprezzato: il rispetto. E sottolineo fortemente questa parola perché credo sia una linea guida per tutti noi. Non è possibile vivere in un conflitto permanente o, peggio, in un clima dove chi la pensa diversamente da me deve essere schiacciato o messo a tacere. Il rispetto con cui il Santo Padre si è accostato alle varie realtà che ha visitato – pur non tacendo il messaggio di Cristo – è un esempio per tutta l’Europa e anche per le prossime visite apostoliche.

Che effetto le ha fatto tornare nel suo Paese da cardinale al seguito del Papa?

Per il mio servizio alla Chiesa sono tornato più volte in questi anni in Spagna ma non è cambiato nulla da quando ero un «semplice salesiano». È innegabile che il Santo Padre mi abbia fatto un bellissimo dono invitandomi a partecipare al suo viaggio nel mio Paese ritenendo opportuno che, date le mie origini, sarei potuto essere utile ad accompagnare il gruppo che l’ha seguito: e l’ho ringraziato di cuore. Sono stato felicissimo di visitare la Spagna con il Papa, ero davvero a mio agio. Certo, poiché conosco come siamo noi spagnoli, forse ho colto qualche sfumatura che altri non hanno percepito parlando con la gente entusiasta e commossa soprattutto per la semplicità e l’affabilità di papa Leone.

Qual è stata la tappa del viaggio che più l’ha emozionata?

Tutti gli incontri sono stati ricchi e intensi, ma l’accoglienza di più di un milione e 200 mila persone arrivate a Madrid da tutto il Paese mi è sembrato un grido del bisogno di fede e di sete di Dio.
Allo stadio Bernabeu c’era una moltitudine, moltissimi giovani: quello stadio si riempie così soltanto alla finale dei Mondiali di calcio… È un segno che il mondo è alla ricerca di testimoni: la nostra gente, anche quella più lontana dalle nostre chiese, ha bisogno di trovare sacerdoti, religiosi e religiose che nella loro semplicità vivano felici la loro scelta di vita. Se sei salesiano, per esempio, i giovani che ti incrociano nei cortili dell’oratorio devono avere la sensazione di incontrare una persona felice: allora saremo contagiosi e la gente tornerà a cercare risposte di senso nella fede come è accaduto in questi giorni in Spagna. E poi l’intervento del Santo Padre nel Congresso dei Deputati, un momento di grande altezza intellettuale e umana. Come spagnolo ringrazio che sia stato concesso al Papa di parlare come capo di stato, ma anche Vescovo di Roma e della Chiesa Universale: i sette minuti di applausi sono stati più eloquenti dei discorsi. Ma soprattutto mi
hanno colpito gli incontri con i migranti, con le perso- ne scartate come nella visita al carcere di Barcellona. Il Papa ha ascoltato la supplica dei più sofferenti del mondo e li ha consolati.

E le parole più significative che si è portato a casa?

Eravamo a Tenerife ad incontrare i migranti che sbarcano nelle isole Canarie alla ricerca del futuro negato nel loro Paese. Mentre aspettavamo il Papa ho voluto raggiungere alcuni ragazzi venuti dall’Africa sui barconi. Sono stati i 20 minuti più preziosi di tutto il viaggio così come lo sono state le parole ferme del Papa ai trafficanti di uomini e donne: «Fermatevi, convertitevi: per ogni vita perduta ne risponderete a Dio». Non sappiamo se lo faranno, la conversone dei cuori la conosce soltanto Dio. Ma il grido che Leone ha lanciato a nome dell’umanità e della Chiesa non lo dimenticherò mai.

Anche in Spagna abbiamo visto papa Leone prendere in braccio i bambini, accarezzare i malati, inginocchiarsi davanti alla sofferenza e alla fragilità…

È un tratto di umanità che sorprende tutti e mette in evidenza la personalità del Santo Padre, dove tra tante caratteristiche, emerge profonda fede e interiorità, grande serenità e lungimiranza: una semplicità bella che esprime il suo desiderio dell’incontro personale soprattutto con i più piccoli e i più bisognosi di conforto.

Ha conosciuto e collaborato con papa Francesco già quando Bergoglio era Arcivescovo di Buenos Aires e lei superiore dell’Ispettoria Salesiana dell’Argentina Sud. Ora è uno stretto collaboratore di papa Prevost: cosa accomuna i due Pontificati?

Collaboratore è una parola grossa: io presto solo il mio servizio quotidiano nella Santa Sede in un Dicastero e in altri uffici, tutti siamo servi inutili. La sensazione che abbiamo noi che viviamo vicino a papa Leone è che segue nel suo cuore le ispirazioni che Dio gli suggerisce, come ha fatto papa Francesco. Per me la parola che più definisce questo cammino di Chiesa, il cammino del Pontificato, è «comunione» certamente sempre in continuità sebbene nella diversità dei singoli Papi.

Sia Francesco, gesuita, che Leone, agostiniano, sono religiosi. Quanto della vita religiosa, lei salesiano, riscontra in questi due Papi?

Tutti i Papi sono pastori della Chiesa universale e hanno un cuore dove tutti noi troviamo il nostro rifugio. Certamente la sensibilità dei Papi religiosi consente di avere un occhio attento anche ai consacrati che sono parte della Chiesa. Ed è un dono perché ci permette di sentirci tutti – laici, laiche, consacrati, consacrate, sacerdoti diocesani – Chiesa che fa un pellegrinaggio in questo momento della storia. E il Papa, pastore della Chiesa universale, ci guida nel cammino.

Quale messaggio papa Leone lancia all’Europa dalla Spagna?

Credo che tutto quello che il Papa ha detto in Spagna valga per tutta l’Europa. In particolare il richiamo alla comunione, all’ascolto, al mutuo rispetto, al ritorno ad una società dei grandi valori, a non avere paura delle nostre radici cristiane. Credo che l’Europa abbia una parola significativa da dire al mondo se si muove nella giustizia, nella solidarietà e nei grandi valori che l’hanno costruita. Perdere tutto questo significa fare soltanto accordi economici. E l’Europa non è stata fondata per questo.

Si segnala inoltre l’articolo apparso su “Avvenire”, sempre a cura di Marina Lomunno:

“L’anima mia magnifica il Signore” – Ordinazione Sacerdotale di don Giorgio Ramundo

“L’anima mia magnifica il Signore”

(Lc 1, 46-55)

Sabato 16 maggio alle ore 15.00 presso la Basilica di Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco, don Giorgio Ramundo è stato ordinato Sacerdote da Mons. Alessandro Giraudo, Vescovo Ausiliare di Torino.

Don Giorgio ha celebrato la sua prima Santa Messa a Cuneo, dove per tre anni è stato chierico dalla Crocetta, domenica 24 maggio durante la grande Festa di Maria Ausiliatrice.

Insieme eleviamo la nostra lode al Signore per questo dono di Grazia e accompagniamo don Giorgio con la preghiera e l’affetto.

Festa di Maria Ausiliatrice in Basilica: 23–24–25 maggio

La Basilica Maria Ausiliatrice si prepara a vivere uno dei momenti più attesi dell’anno: la Solennità di Pentecoste e la Festa di Maria Ausiliatrice 2026, tre giorni di preghiera, celebrazioni e tradizione che richiamano a Valdocco migliaia di fedeli da tutta Italia e dal mondo salesiano.

“Lo Spirito Santo scende sugli Apostoli e Maria riuniti nel cenacolo

[cf At 1,14]

Sabato 23 maggio – La Vigilia: una notte con Maria

La giornata si apre con le Messe del mattino (07:00 – 08:00 – 09:00 – 10:00), per poi entrare nel vivo nel pomeriggio.

Alle 17:00 il Rosario animato dalle Figlie di Maria Ausiliatrice introduce alla Messa vespertina delle 18:00, presieduta dal Vescovo Mons. Alessandro Giraudo e accompagnata dalla Corale della Basilica.

Dalle 19:00 alle 07:00, la Basilica rimarrà aperta per la tradizionale “12 Ore con Maria”, una maratona notturna di preghiera allo Spirito Santo che coinvolge gruppi, volontari e realtà del mondo salesiano.

Tra i momenti più significativi della notte:

  • 19:00 – Primi Vespri presieduti da don Fabio Attard, Rettor Maggiore dei Salesiani.
  • 20:30 – Preghiamo con Maria, con letture e musica d’arpa.
  • 21:30 – Liturgia Penitenziale e Ufficio delle Letture, animati dai novizi di Castelnuovo Don Bosco.
  • 24:00 – Messa di mezzanotte presieduta da don Giuliano Palizzi.
  • 01:00–07:00 – Adorazione notturna, guidata a turni da FMA, GAM e MGS.

Una notte intensa, vissuta nella luce della preghiera e nella custodia silenziosa della Basilica aperta fino all’alba.

Domenica 24 maggio – Solennità di Pentecoste e Festa di Maria Ausiliatrice

La domenica si apre con un ricco programma di celebrazioni, animate da presenze significative della Chiesa e della Famiglia Salesiana.

Celebrazioni del mattino:

  • 07:00 – Messa presieduta da P. Carmine Arice, Padre generale del Cottolengo.
  • 08:00 – Messa presieduta da don Giorgio Garrone, Rettore del Seminario Maggiore di Torino.
  • 09:30 – Messa presieduta da don Leonardo Mancini, Superiore dei Salesiani ICP (in diretta su Rete 7).
  • 11:00 – Solenne Messa presieduta da S. Em. Card. Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa, con la Corale della Basilica.

Pomeriggio di festa e preghiera:

  • 15:00 – Benedizione dei ragazzi con don Guido Dutto.
  • 16:00 – Adorazione e Secondi Vespri presieduti da don Manolo Jiménez.
  • 17:00 – Messa presieduta da Mons. Enrico Dal Covolo.
  • 18:30 – Messa dei giovani del MGS, presieduta dal Rettor Maggiore don Fabio Attard e animata dal coro dell’Oratorio di Vigliano Biellese.

La Processione di Maria Ausiliatrice – ore 20:30

Il momento più atteso: la grande Processione di Maria Ausiliatrice, presieduta dal Cardinale Roberto Repole, con la presenza del Rettor Maggiore don Fabio Attard.

Il Carro dell’Ausiliatrice, portato dai gruppi parrocchiali e dai Cooperatori Salesiani, attraverserà le vie storiche di Valdocco. Al rientro, la Messa conclusiva sarà presieduta dal Rettore della Consolata.

La diretta TV su Rete 7 accompagnerà i fedeli dalle 17:00 alle 23:00.

Lunedì 25 maggio – Festa Liturgica di Maria Ausiliatrice

La festa prosegue con le Messe alle 07:00 – 08:00 – 09:00 – 10:00 – 17:00 – 18:30.

Alle 20:30, il Santo Rosario in Piazza Maria Ausiliatrice riunirà la comunità parrocchiale per un momento di preghiera semplice e partecipato.

Conclusione del Mese Mariano

  • Venerdì 29 maggio – ore 20:30 Rosario con le fiaccole nei cortili di Valdocco.
  • Sabato 30 maggio – ore 21:00 Concerto a Maria a cura del Liceo Cavour di Torino.

Mostre aperte al pubblico

  • Museo Casa Don Bosco – 22 maggio / 12 luglio 2026 Don Bosco: dalle biografie al fumetto
  • Hall dei Salesiani Maria Ausiliatrice – 10 / 24 maggio 2026 Chiamati due volte: i martiri di Algeri

Maggio 2026: tre sabati sera al femminile per il mese con l’Ausiliatrice

In occasione del mese con l’Ausiliatrice di maggio 2026 torna alla Basilica Maria Ausiliatrice di Torino l’appuntamento dei tre sabati sera al femminile: la testimonianza su Maria, Madre della Chiesa, di tre donne significative del Vaticano.

Appuntamenti

Sabato 2 maggio | ore 20.30

  • Sr Simona Brambilla M.C., Prefetta del Dicastero per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica
  • Presenta la dott.ssa Marina Lomunno, giornalista e caporedattore del settimanale della Diocesi di Torino “La Voce e il Tempo
  • Coro femminile dell’Associazione di Maria Ausiliatrice

Sabato 9 maggio | ore 20.30

  • Sr. Raffaella Petrini F.S.E., Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e della Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano
  • Presenta la dott.ssa Federica Bello, direttrice del settimanale diocesano di Susa “La Valsusa
  • Coro femminile della Corale della Basilica Maria Ausiliatrice

Sabato 16 maggio | ore 20.30

  • Sr Yvonne Reungoat F.M.A., membro del Dicastero per i Vescovi, già superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice
  • Presenta la dott.ssa Lara Reale, giornalista e responsabile dei siti diocesani di Torino e Susa
  • Coro delle Figlie di Maria Ausiliatrice

Una notte di luce con Carlo Acutis: veglia di preghiera MGS

Sabato 18 aprile, alle 21.00, i giovani del Movimento Giovanile Salesiano si ritroveranno per una veglia di preghiera speciale nella Basilica Maria Ausiliatrice di Valdocco. Un appuntamento che vuole essere più di un semplice momento spirituale: un invito a fermarsi, ad ascoltare, a lasciarsi toccare dal Vangelo attraverso parole, silenzi e testimonianze che parlano al cuore.

Con la predicazione di Fra Rosario Gugliotta, frate minore di Assisi, la serata sarà resa ancora più significativa dall’esposizione della reliquia di San Carlo Acutis, il giovane santo che ha saputo vivere l’ordinario in modo straordinario, lasciando che l’Eucaristia diventasse la sua “autostrada per il cielo”.

E il giorno dopo… MGS Day!

Un’occasione preziosa per ritrovarsi, pregare insieme, lasciarsi illuminare. Perché la notte, quando è abitata da Dio, diventa sempre promessa di un’alba nuova.

Basilica Maria Ausiliatrice: Settimana Santa 2026 in preghiera per la Terra Santa

Quest’anno la Settimana Santa e in particolare il Triduo Pasquale in Basilica Maria Ausiliatrice saranno vissuti in comunione di preghiera con i cristiani della “Terra Santa” pregando per il dono della pace.

Il pensiero di augurio del patriarca dei latini, il Card. Pierbattista Pizzaballa, indirizzato ai cristiani di Terra Santa, riportato nella locandina, acquista una risonanza maggiore per noi cristiani qui in Occidente:

“La Pasqua, che celebriamo nel segno della passione, morte e risurrezione di Cristo, ci ricorda che nessuna oscurità, nemmeno quella della guerra, può avere l’ultima parola. Il sepolcro vuoto è il sigillo della vittoria della vita sull’odio, della misericordia sul peccato. Lasciamo che questa certezza illumini i nostri passi e sostenga la nostra speranza”.

[Card. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, 22 marzo 2026]

Lo sfondo delle locandine, con la cupola del S. Sepolcro e la croce del monte calvario, ci rimandano anche visivamente a questa comunione di preghiera per la pace nel Medio Oriente.

Accogliamo dunque il forte invito di PP Leone XIV:

“Non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla sofferenza di così tante persone, vittime inermi di questi conflitti. Ciò che li ferisce, ferisce l’intera umanità. La morte e il dolore provocati da queste guerre sono uno scandalo per tutta la famiglia umana e un grido al cospetto di Dio!

Rinnovo con forza l’appello a perseverare nella preghiera, affinché cessino le ostilità e si aprano finalmente cammini di pace fondati sul dialogo sincero e sul rispetto della dignità di ogni persona umana.”

[(PP Leone XIV, dall’Angelus di domenica 22 marzo 2026]

Di seguito il programma completo delle celebrazioni:

Quaresima 2026 in Basilica Maria Ausiliatrice

In questo cammino di Quaresima 2026, la Basilica di Maria Ausiliatrice propone una serie di iniziative pensate per accompagnare la comunità nella preghiera e nella riflessione.

Condividiamo i volantini con gli appuntamenti principali, lasciandoci ispirare dalle parole di San Giovanni Paolo II:

“La Quaresima, tempo “forte” di PREGHIERA, di DIGIUNO e di IMPEGNO verso quanti sono nel bisogno, offre ad ogni cristiano la possibilità di prepararsi alla Pasqua…, confrontandosi in maniera speciale con la PAROLA DI DIO, che illumina il quotidiano itinerario dei credenti.”

[San Giovanni Paolo II, Messaggio per la Quaresima, 2003];

18 Febbraio | Mercoledì delle Ceneri

  • Imposizioni delle Ceneri nelle messe delle ore 7.00 | 8.00 | 9.00 | 10.00 e 17.00 | 21.00
  • Ore 18.30: Concelebrazione Eucaristica con imposizione delle Ceneri presieduta dall’Ispettore don Leonardo Mancini

Via Crucis

  • Ogni venerdì alle ore 17.45
  • Il 27 Marzo anche alle ore 20.30 all’esterno in Valdocco

5 Venerdì di Quaresima

  • Ore 19.00 – 21.00 animati da Rosanna Tabasso (SERMIG)

Liturgia della Riconciliazione e auguri pasquali

  • 31 Marzo | Martedì Santo: ore 20.30

Digiuno del “mio” tempo e della cena per nutrirmi di Gesù Cristo, «pane di vita, dalla mensa sia della Parola di Dio che del Corpo di Cristo».

(Dei Verbum, n. 21)

Ogni venerdì, dalle 19.00 alle 21.00, la comunità è invitata in Basilica Maria Ausiliatrice a vivere un semplice ma intenso percorso spirituale tipico del tempo di Quaresima. L’incontro prevede il salta‑cena (digiuno) e un ascolto prolungato della Parola: verrà meditato il Vangelo della domenica successiva, accompagnati dal commento di Rosanna Tabasso.

A seguire, ci si raccoglie in Adorazione davanti al Santissimo. Dopo un tempo di silenzio e preghiera personale, sarà possibile condividere insieme la Parola ascoltata, secondo i quattro passi della Lectio Divina. La serata si conclude con la Benedizione Eucaristica.

Il ricavato del salta‑cena di ogni venerdì sarà raccolto in un cesto e destinato a “quanti sono nel bisogno”, come gesto concreto di carità quaresimale.

Solennità di San Giovanni Bosco 2026 in Basilica Maria Ausiliatrice

In occasione della Festa di San Giovanni Bosco del prossimo 31 gennaio, si pubblica di seguito il programma completo delle celebrazioni per la Solennità del Santo dei giovani in programma alla Basilica Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco.

Tre Martedì Salesiani in Basilica

  • 13 Gennaio ore 20.30
    Le Istituzioni civili e aristocratiche: Dott. Alberto Riccadonna e Dott.ssa Rosanna Roccia
  • 20 Gennaio 0re 20.30
    Le Istituzioni ecclesiali ed educative: Prof. Paolo Cozzo e Prof.ssa M. Cristina Morandini
  • 27 Gennaio ore 20.30
    Le missioni e le lettere di Don Bosco: Dott. Edoardo Garis e Dott. Francesco Motto

Concerto in onore di Don Bosco

  • 24 Gennaio ore 20.30
    Giovani del Liceo Cavour – Torino

Film su Don Bosco

  • 28 Gennaio ore 20.30
    The Oratory (2021) del regista Obi Emelonye

Venerdì 30 Gennaio 2026

  • Ore 17.00 | Santo Rosario
    Animato dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, presiede il Direttore Don Manuel Jiménez
  • Ore 18.00 | Messa Vespertina
    Presiede Sua Ecc. Rev.ma Mons. Daniele Salera, Vescovo di Ivrea (Torino)
  • Ore 19.00 | Primi Vespri
    Presiede Don Fabio Attard, 11° successore di Don Bosco e Rettor Maggiore dei salesiani
  • Ore 20.30 | Veglia a Don Bosco
    E possibilità di confessioni. “Fino all’ultimo respiro!“: animano i novizi salesiani del Colle Don Bosco – Asti

Sabato 31 Gennaio 2026

  • Ore 7.00 | Messa per il popolo
    Presiede Don Michele Roselli, Vicario episcopale per la formazione – Diocesi di Torino e Susa
  • Ore 8.00 | Messa per i religiosi
    Presiede Don Mario Aversano, Vicario episcopale per la pastorale sul territorio – Diocesi di Torino e Susa
  • Ore 9.30 | Messa per il popolo in diretta su Rete 7
    Presiede l’Ispettore Don Leonardo Mancini, Superiore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania
  • Ore 11.00 | Messa per il popolo
    Presiede Sua Em. Rev.ma Card. Roberto Repole, Arcivescovo Metropolita di Torino e Vescovo di Susa
    La Corale della Basilica anima i canti
  • Ore 15.00 | Benedizione dei ragazzi
    All’altare di Don Bosco, presiede il Parroco Don Guido Dutto
  • Ore 16.00 | Adorazione e secondi Vespri
    Presiede il Rettore Don Michele Viviano
  • Ore 17.00 | Messa per il popolo
    Presiede Sua. Ecc. Rev.ma Mons. Alessandro Giraudo, Vescovo Ausiliare di Torino
  • Ore 18.30 | Messa per il Movimento Giovanile Salesiano in diretta su Rete 7
    Presiede Don Fabio Attard, 11° successore di Don Bosco e Rettor Maggiore dei salesiani
  • Ore 21.00 | Messa con il SERMIG
    Presiede Don Andrea Bisacchi, con la presenza di Ernesto Olivero

Giornata della Vita Consacrata

  • Lunedì 2 Febbraio ore 18.30
    Concelebrazione Eucaristica, presiede P. Ugo Pozzoli, Vicario episcopale per la Vita Consacrata – Diocesi di Torino e Susa

 

Gennaio 2026: i martedì salesiani in Basilica Maria Ausiliatrice

Notizia a cura della Basilica Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco.

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Don Bosco, le sue lettere e il nostro tempo” è il tema che si affronta in Basilica Maria Ausiliatrice di Torino nei tre martedì 13, 20 e 27 di questo gennaio 2026 per conoscere di più il Santo torinese invocato ormai in tutto il mondo come “padre e maestro dei giovani”.

In genere si conosce il santo dei giovani attraverso i suoi biografi, in queste tre sere attraverso i suoi scritti, cominciando dalle sue lettere, è don Bosco stesso che svela la sua personalità, il suo pensiero e il suo cuore dove si evince chiaramente che l’intera sua vita è totalmente orientata, come lui stesso dichiarava, a fare di tutto per rendere i giovani di allora e di sempre “felici nel tempo e nell’eternità”. Recentemente è stata completata la pubblicazione del suo epistolario in dieci volumi (G. Bosco, Epistolario. Introduzione, testi critici e note a cura di Francesco Motto. Volumi I-X [1838-1888], LAS, Roma 1992-2024) che raccoglie ben 4.682 lettere: un tesoro tutto da scoprire!

I temi delle tre serate, affidati a studiosi autorevoli e in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino, sono stati organizzati in riferimento ai destinatari delle sue lettere.

Primo incontro | Martedì 13 Gennaio ore 20.30

Nella prima serata, martedì 13 gennaio ore 20:30, sono quelle indirizzate alle Istituzioni civili e aristocratiche. Il primo relatore è Alberto Riccadonna, direttore del settimanale diocesano”La Voce e il Tempo” di Torino e portavoce dell’Arcivescovo, Card. Roberto Repole, che presenta “Don Bosco e le Istituzioni piemontesi nelle lettere del Santo”.

Segue la relazione “Il rapporto epistolare di don Bosco con l’aristocrazia piemontese” della Dott.ssa Rosanna Roccia, storica, membro della Deputazione Subalpina di Storia Patria e della Commissione Nazionale per la pubblicazione dei Carteggi del Conte di Cavour e direttrice della Rivista “Studi piemontesi”.

Secondo incontro | Martedì 20 Gennaio ore 20.30

Nel secondo martedì, 20 gennaio ore 20:30, si affrontano le lettere indirizzate alle Istituzioni ecclesiali ed educativePaolo Cozzo, Professore ordinario di Storia del Cristianesimo e delle Chiese, e Direttore del Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino, presenta l’argomento “La Chiesa torinese e piemontese nell’epistolario di don Bosco”.

La relazione successiva: “Le istituzioni scolastico- educative [salesiane] nelle lettere di don Bosco” è svolta dalla Prof.ssa Maria Cristina Morandini, Professore ordinario di Storia della Pedagogia nel Dipartimento di Filosofia e di Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino.

Terzo incontro | Martedì 27 Gennaio ore 20.30

Nel terzo e ultimo martedì, 27 gennaio ore 20:30, a motivo dell’anniversario della 150ma spedizione missionaria appena celebrato (11 novembre 1875-2025), il Dott. Edoardo Garis, Funzionario archivista e docente di Paleografia latina alla Scuola APD dell’Archivio di Stato di Torino, tiene la relazione dal titolo: “Un’anima sola vale più che tutto il mondo”: le lettere missionarie di Don Bosco.

A concludere le tre serate è direttamente il curatore della pubblicazione dei dieci volumi dell’epistolario di Don Bosco, il salesiano don Francesco Motto, Direttore emerito dell’Istituto Storico Salesiano – Roma: “Le lettere di don Bosco: riflessioni conclusive”.

Tutte e tre gli incontri sono moderati dal prof. Silvano Oni.

Infine, ogni martedì sarà introdotto e concluso con un canto a don Bosco eseguito rispettivamente dalla Corale della Basilica di Maria Ausiliatrice, dall’Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA) e dai giovani salesiani dello Studentato di TO-Crocetta.