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Terzo incontro del percorso Buoni Cristiani e Onesti Cittadini

Dopo il secondo incontro, “Profezia di un’economia umana”, il 21 e il 22 gennaio 2023 si è svolto il weekend conclusivo del primo anno di “Buoni cristiani e onesti cittadini” per vivere, ascoltare, conoscere e sperimentare “Un’esperienza di comunità”.

Il luogo del ritrovo è stato in Via Giolitti, presso l’Emporio dei Magazzini Oz dove ci ha accolti la presidente, Enrica Baricco.

Casa Oz è

“prima di tutto una casa che accoglie i bambini e le famiglie che incontrano la malattia”. Magazzini Oz è un’impresa sociale “che operando nel settore della ristorazione e della vendita, s’impegna, sin dalla loro apertura, nella formazione e nell’inserimento al lavoro di persone diversamente abili e persone in condizione di svantaggio rispetto alla propria collocazione professionale”.

Magazzini Oz è il luogo dove i ragazzi già accolti in Casa Oz possono realizzare il desiderio e il diritto di pensare e imparare come avvicinarsi al mondo del lavoro per sentirsi come tutti gli altri.

Alla visita, ha fatto seguito un incontro e un confronto ricco e approfondito presso la Casa Ispettoriale delle Figlie di Maria Ausiliatrice: Enrica Baricco, Marco Canta, vicepresidente di Casa Oz e Luca Marin, presidente della cooperativa sociale MagazziniOz, hanno raccontato l’origine del progetto illustrandone la missione e la vision e soffermandosi sul modello imprenditoriale ed etico che caratterizza la loro impresa sociale. Numeri, bilanci, dati di attività, ma soprattutto le storie dei dipendenti, con e senza disabilità, intrecciate in un unico racconto che testimonia come sia possibile “stare in piedi come azienda” assicurandone la sostenibilità e la funzione sociale.

I giovani sono stati coinvolti e sollecitati nel loro essere changemakers: possono essere, devono essere la voce del cambiamento, che crea relazioni, che sensibilizza e crede in un’economia capace di prendersi cura del bene comune e di rivoluzionare laddove c’è bisogno di un cambiamento. 

Dopo un break coffee, i giovani hanno accolto la Vicesindaca Michela Favaro. L’incontro con un amministratore della res publica ha permesso ai giovani presenti di confrontarsi con chi ogni giorno compie scelte, spesso complesse, con l’obiettivo di rispondere ai bisogni dei cittadini.

Michela Favaro nel racconto del suo percorso professionale e politico, ha invitato i giovani presenti a chiedersi e cercare di comprendere come funzionano le istituzioni democratiche sul territorio, ad avere un sguardo attento e consapevole sempre guidati dalla ricerca del bene comune. Per fare buona politica e svolgere quella che è “la più alta forma di carità”, è fondamentale essere guidati da principi forti e radicati.

Guidati dalla Vicesindaca, i ragazzi hanno provato a cimentarsi nell’analisi di un caso di gestione di beni immobili e gestione di servizi della Città toccando con mano che ogni scelta richiede sempre l’ascolto di tutte le parti coinvolte e il coraggio nel pensare a soluzioni innovative capaci, talvolta, di stravolgere i paradigmi a cui siamo abituati. 

La giornata del sabato si é conclusa con una serata in fraternità condivisa con l’equipe e i giovani del percorso dell’Animazione Missionaria.

Dopo la cena con pizza, acquistata presso la cooperativa “Zerografica” che opera nel carcere di Torino, e un momento di festa in allegria, i giovani accompagnati da Don Marco Cazzato e da don Luigi Bacchin hanno fatto visita alla tipografia di Valdocco

In questo luogo, i giovani hanno potuto riflettere sulla grazia di unità nella quale viveva Don bosco: azione e contemplazione. Un fare con slancio “imprenditoriale” attento all’integrità della persona che non perde mai di vista l’obiettivo, ovvero la salvezza delle anime. 

La giornata si è conclusa con la veglia missionaria nella quale i giovani hanno affidato il proprio coraggio ed entusiasmo nell’essere missionari oggi.

Nella giornata successiva, un ultimo tema, necessario per concludere il cammino iniziato: finanza e umanità. Per avere nuovi e necessari strumenti di lettura di questo binomio, tema trasversale affrontato anche durante le giornate dell’Economy of Francesco ad Assisi, i giovani hanno potuto ascoltare e confrontarsi con Andrea Limone, presidente di PerMicro.

Dopo aver illustrato la mission di PerMicro “generare impatto sociale sui territori dove opera, attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro e attraverso l’inclusione sociale,economica e finanziaria”, Andrea Limone ha sollecitato i ragazzi a riflettere sul mondo della finanza e su come le scelte e gli atteggiamenti di ciascuno laddove sono e/o saranno, possono incidere nella costruzione di un pezzettino di bene a favore delle persone più fragili. Le storie di persone incontrate, siano esse famiglie o persone con una buona idea imprenditoriale, hanno reso ancora più efficace e reale la testimonianza di Andrea Limone che ha terminato il suo intervento assicurando che si può essere segno di risurrezione in ogni luogo di lavoro. Prima di salutare i giovani, ha lasciato una domanda: Come sono o sarò Cristiano nel mio lavoro?”.

Papa Francesco nella sua lettera di invito nel marzo del 2019 ha ricordato ai giovani:

“Le vostre università, le vostre imprese, le vostre organizzazioni sono cantieri di speranza per costruire altri modi di intendere l’economia e il progresso, per combattere la cultura dello scarto, per dare voce a chi non ne ha, per proporre nuovi stili di vita”

Per questo il cammino non finisce qui! L’equipe ha lanciato una proposta: diamo spazio e tempo ai semi in attesa dei frutti che porterà  questo cammino perché la realtà  possa  superare davvero l’idea. I giovani sono stati invitati a dare la disponibilità per incontrarsi e dare continuità a un processo iniziato con Buoni Cristiani e Onesti cittadini, che trova radici nel cammino di ciascuno dei giovani e nel loro “sì” a un cammino di cambiamento.

L’incontro si è concluso nella Chiesa di San Francesco di Sales con la Santa Messa presieduta da Don Fabio Mamino.

Secondo incontro del percorso Buoni Cristiani e Onesti Cittadini

Dopo il primo incontro, “Ri-animare l’economia”, il 18 dicembre 2022, presso la Casa Ispettoriale delle Figlie di Maria Ausiliatrice si è svolto il secondo incontro del cammino “Buoni cristiani e onesti cittadini”, con queste seconda indicazione “Profezia di un’economia umana”.

Abbiamo iniziato l’incontro con la testimonianza di un giovane partecipante dell’Economy of Francesco, che ha raccontato l’importanza del cammino intrapreso:

Economy of Francesco potrà essere importante finché riuscirà a cogliere dai giovani che riportano la voce della realtà, una profezia che si concretizza non solo domani ma soprattutto oggi”.

Abbiamo affidato il nostro “Si” a questo cammino nella preghiera soffermandoci sulla figura di Giuseppe che conosce, pensa, considera, sogna, obbedisce.

Il Signore sogna changemakers!

Tre sono stati i passaggi della prima parte dell’incontro.

Il primo: la restituzione degli accordi presi nei diversi gruppi nel gioco di ruolo sull’economia circolare con alcune sottolineature: non esiste una sola soluzione, ma tanti compromessi, la complessità è da accettare e questo è evidente nel rapporto tra gli attori coinvolti e gli effetti dei loro accordi su breve e lungo termine.

Il secondo: la restituzione e la rielaborazione delle definizioni di changemaker.

Suor Alessandra Smerilli ha spiegato quale è stata l’intuizione di Papa Francesco.

“Io posso radunare intorno al tavolo i più grandi economisti del mondo ma non ci credo che se diciamo che l’economia va cambiata, che dobbiamo passare da un’economia che uccide, che esclude a un’economia che dà vita, chi per 20 o trent’anni è stato abituato a pensare l’economia in un certo modo possa cambiare. Allora la sua felice intuizione è stata: noi dobbiamo partire dai giovani”.

Quando abbiamo cominciato a selezionare questi giovani, abbiamo capito che c’erano tre grandi categorie: gli economisti, i ricercatori, gli studenti di master o dottorato, gli imprenditori, coloro che avevano già iniziato già da giovani a lavorare in un’impresa e/o a mettere su un’impresa e quelli che abbiamo chiamato change Makers, attivisti in qualcosa per far cambiare il mondo”.

Le definizioni date dai giovani hanno individuato chi sono, per cosa agiscono, quando e dove agiscono i changemakers. Per ognuna di queste categorie sono state proiettate nuvole di parole.

Un esempio di changemaker, vicino a noi ma che forse non abbiamo mai visto con questi occhi e che ha dimostrato di avere questa caratteristiche, è don Bosco che non diede definizioni ma spiegó il coraggio con il suo comportamento.  La vita di Don bosco ha incarnato ciò che la dottoressa Tiziana Ciampolini nel primo incontro ha evidenziato più volte, ovvero che “La realtà è più forte dell’idea”, criterio suggerito da Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium:

La realtà è superiore all’idea. Questo criterio è legato all’incarnazione della Parola e alla sua messa in pratica”.

I giovani dopo queste prime sollecitazioni sono stati invitati a rispondere a due domande:

  • hai già agito come un/a changemaker nella tua vita?
  • quali sono gli ostacoli e i limiti che stanno tra te e la definizione di changemaker che hai dato?

Nella seconda parte dell’incontro è stato accolto Paolo Piacenza, giornalista freelance, tutor al Master in Giornalismo dell’Università di Torino, direttore editoriale per Pop Economix, associazione che promuove l’alfabetizzazione e l’informazione economica attraverso l’incontro tra teatro e giornalismo, Nadia Lambiese, Fondatrice e presidente di Mercato Circolare srl società benefit, dottoranda in Innovation for the Circular Economy all’Università degli Studi di Torino, presidente di Pop Economix.

Paolo e Nadia hanno sollecitato i giovani ad una prima riflessione sulle loro emergenze spirituali, personali, collettive attraverso la metodologia delle mappe realizzate da ciascuno e restituite in assemblea legate da parole comuni. 

Il video di Latour “Dove atterriamo?” ha permesso ai ragazzi di comprendere che per riorganizzare la società intorno alle urgenze è necessario ripensare il nostro rapporto con il vivente, con tutto ciò che ci sta intorno.

Nadia Lambiase ha poi affrontato, a partire dall’analisi di 7 personaggi del Piccolo Principe e attraverso sottolineature antropologiche sui vari personaggi, il tema della transizione ecologica e dell’economia circolare dando strumenti concreti di lettura della realtà che ci circonda.

I giovani hanno vissuto con entusiasmo e passione questo secondo incontro intenso e ricco di contenuti e riflessioni: i loro primi feedback positivi confermano un forte desiderio di discernimento di vivere come “Buoni Cristiani, onesti cittadini” a partire dalle scelte quotidiane, così come tanti giovani nel mondo stanno facendo dopo aver risposto all’invito di Papa Francesco.

Primo incontro del percorso Buoni Cristiani e Onesti Cittadini

“Se non state dove si prendono decisioni la storia vi passerà sopra.”

Il 13 novembre 2022, presso la Casa Ispettoriale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, 62 giovani provenienti dalle case salesiane del Piemonte, hanno risposto ad un invito: partecipare ad un cammino per riconoscere, interpretare, scegliere e vivere la propria identità Cristiana nel cuore del mondo come “buoni cristiani e onesti cittadini“.

Hanno scelto così di inserirsi nel cammino, già intrapreso da giovani da tutto il mondo, economisti, imprenditori e changemakers convocati in prima persona da Papa Francesco “per combattere la cultura dello scarto, per dare voce a chi non ne ha, per proporre nuovi stili di vita”.

Dopo aver scritto le loro aspettative, i giovani si sono fatti coinvolgere in un gioco di ruolo come attori di un processo economico-sociale all’interno di un’isola che andava “salvata dallo sfruttamento turistico e dalle sue gravi conseguenze”.

Il gioco ha consentito loro di entrare nelle dinamiche e contenuti del primo incontro. La testimonianza della dottoressa Tiziana Ciampolini, esperta di innovazione sociale ed economia civile, ha accompagnato i giovani nella comprensione del processo che ha dato vita alla Economy of Francesco.

Grazie alle diverse sollecitazioni, i giovani si sono chiesti come essere changemakers e sentinelle nella propria comunità. Il collegamento da Sarajevo con Daniele Bombardi, responsabile Caritas Balcani, ha offerto esperienze attuali dell’incarnazione e della dimensione profeticadi di una proposta economica di pace, sociale e solidale, come invocato da Papa Francesco.

Ecco alcune idee che i giovani hanno scelto di portarsi a casa:

  • changemakers
  • visione profetica
  • concretezza
  • comunità
  • incarnazione
  • sguardo dei poveri
  • creatività
  • capability approach
  • educazione al cambiamento
  • soluzioni generative
  • rivoluzione positiva
  • valore sociale e relazionale dell’economia
  • principio di reciprocità
  • leadership
  • intraprendenza
  • “La realtà supera sempre l’idea”.

L’incontro è terminato con un momento di preghiera in cui è stato affidato il proprio impegno a essere cantieri di speranza per costruire altri modi di intendere l’economia, il progresso e per combattere la cultura dello scarto e dar voce a chi non ne ha.

Buoni cristiani e onesti cittadini: primo incontro

Il 13 novembre si svolgerà il primo incontro del percorso di formazione “Buoni cristiani e onesti cittadini”  che affronterà il tema della Dottrina Sociale della Chiesa.

Il percorso si svilupperà su tre anni con tre temi differenti: Ambiente, Politica ed Economia.

In quest’anno il tema affrontato è basato sull’evento Economy of Francesco, con l’aiuto di ospiti e conoscendo realtà che, ispirandosi al Vangelo, propongono un modo “diverso” di vivere l’economia.

INFO E CONTATTI

Per ulteriori informazioni visitare la landing page dedicata.

Contattare via mail il seguente indirizzo: ape@31gennaio.net

“Buoni cristiani e onesti cittadini”: un percorso di formazione di cittadinanza attiva e cristiana

“Se non state dove si prendono le decisioni la storia vi passerà sopra”
Papa Francesco

“Buoni cristiani e onesti cittadini” è il percorso triennale di formazione di cittadinanza attiva e cristiana nato per rispondere ai giovani universitari e lavoratori che nell’ambito dei percorsi formativi proposti in questi anni hanno espresso il desiderio di continuare a essere accompagnati nel loro cammino di discernimento per vivere la propria identità Cristiana nel “cuore del mondo”.

Un itinerario incentrato sui temi:

  • Economia e comunità (1° anno)
  • Politica e carità
  • Ambiente e casa comune

Dove?
A Valdocco.

Quando?
Tre incontri in presenza, di cui l’ultimo un weekend (13 novembre, 18 dicembre, 21-22 gennaio).

Chi?
Per giovani tra i 19 e i 29 anni che hanno vissuto un cammino Mgs e/o che hanno fatto esperienza di Animazione missionaria, oppure che per la prima volta desiderano aderire ad una proposta dell’Ispettoria e fare un’esperienza di formazione con sdb ed Fma.

Come?
Tempo e spazio di incontro, ascolto e confronto con approccio esperienziale.

Presentazione Strenna Valdocco

Giovedì 6 febbraio sera a Valdocco, presso la Sala Sangalli, si è tenuto il consueto appuntamento della presentazione della Strenna 2020 lanciata dal Rettor Maggiore, don Angel Fernandez: “Buoni Cristiani ed Onesti Cittadini”.

Numerosi sdb ed fma presenti in sala per ascoltare il messaggio del Rettor Maggiore riportato da 3 rappresentanti della Famiglia Salesiana:

  • Renato Valera, presidente dell’ADMA;
  • Marco Gallo, presidente ExAllievi:
  • Marina Busso, Coordinatrice Salesiani Cooperatori.

A questo momento che è tradizionale in diverse case salesiane del mondo perché intorno alla Festa di don Bosco si approfitta per presentare in maniera solenne, ai diversi gruppi della Famiglia Salesiana, quella che sarà la traccia di cammino lungo l’anno a partire dalla Strenna del Rettor Maggiore.

Don Guido Errico – direttore Basilica Maria Ausiliatrice

Queste le parole introduttive di don Guido Errico che ha guidato questo momento di fraternità e, dopo aver proposto una preghiera a Maria, ha dato il via alla presentazione con il video di presentazione della strenna, che rendiamo qui sotto disponibile, per passare poi alle parole dei tre relatori presenti in sala.

Buoni Cristiani e Onesti Cittadini

Presentazione Strenna 2020 a Valdocco

Presentazione della Strenna del Rettor Maggiore per il 2020

L’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS rende disponibile il nuovo video dedicato alla Strenna 2020 del Rettor Maggiore.

Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra” (Mt 6,10)

BUONI CRISTIANI E ONESTI CITTADINI

STRENNA 2020

– PREMESSA –

Quando ho pensato alla Strenna di quest’anno, insieme ad altri confratelli salesiani, ho percepito chiaramente quanto il tema fosse importante ed affascinante. Semplice nel titolo, però ampio e complesso da sviluppare. Dopo il lavoro di queste settimane l’ho percepito ancora più chiaramente. Mi sembra un tema affascinante, utile e complesso.
Credo sinceramente che abbiamo bisogno, nella nostra Famiglia Salesiana, in ciascuno dei nostri gruppi, nelle diverse nazioni in cui ci troviamo, e con le opere più svariate, di rivolgere lo sguardo su quegli aspetti che hanno a che vedere con la formazione del cristiano e del cittadino.

→ Dobbiamo rendere sempre più esplicito il messaggio che la nostra missione è Evangelizzatrice e Catechizzante. Senza questo, non siamo Famiglia Salesiana. Possiamo essere ‘fornitori di servizi sociali’, ma non apostoli di bambini, bambine, adolescenti e giovani.

→ Allo stesso tempo è più che evidente che nella nostra missione di educatori non possiamo ‘vivere in un limbo’, senza che nulla abbia a che vedere con la vita, la giustizia, l’uguaglianza di opportunità, la difesa dei più deboli, la promozione di una vita civile ed onesta. Questa dimensione è oggi più urgente che mai, dal momento che le società in cui viviamo non credono molto in questi valori. Noi, quando educhiamo, da che parte stiamo? Proprio in forza di questa domanda è così attuale e necessaria la riflessione della Strenna di quest’anno.

→ A tutto ciò si aggiunge un nuovo ostacolo. Il binomio educativo di Don Bosco, quello stesso binomio che lo orientava nell’Italia dell’Ottocento, si può ritenere ancora valido in un “mondo salesiano” in cui la Famiglia di Don Bosco può trovare casa in paesi con diverse religioni o con una maggioranza non-cristiana, o in società post-cristiane, o addirittura in nazioni ufficialmente laiche o antireligiose?

Per ciò che concerne questo ultimo aspetto, ovvero una Strenna in cui parlare di come essere Buoni Cristiani in società non cristiane, mi sono giunte domande da alcune di queste regioni; ve le presento, contengono indubbiamente una grande sensibilità pastorale. Eccone alcune.

Nelle Ispettorie con una grande maggioranza non-cristiana (altre religioni, agnostici o indifferenti), questa Strenna sarà ben accolta nella misura in cui riuscirà ad offrire qualche spazio di riflessione e qualche idea per l’azione educativa in ambienti “non cristiani” o “postcristiani”. Come si potrebbe presentare il binomio educativo di Don Bosco in modo che anche i nostri laici e giovani non-cristiani possano accettarlo, comprenderlo, seguirlo e metterlo in pratica?

Ai tempi di Don Bosco, nel contesto di una società a maggioranza cristiana, l’utilità sociale era segno di autentica religiosità.
Oggi invece, nei 134 paesi del mondo in cui si è diffuso il carisma, sentiamo piuttosto il bisogno di mantenere l’equilibrio in un atteggiamento di apertura e di inclusione nel processo educativo “per e con” i giovani e i laici non-cristiani, partendo dal primo annuncio del Vangelo di Gesù Cristo attraverso il Sistema Preventivo che crea le relazioni, un clima di famiglia dove si educa e dove la fede viene trasmessa per osmosi.

Bisogna tenere conto degli ambienti pluri-culturali e multi-religiosi delle 40 Ispettorie salesiane che vivono nelle Chiese minoritarie tra le grandi religioni del mondo, soprattutto in Asia e in Africa.

Non basta ripetere quanto Don Bosco ha fatto nell’Ottocento. Possiamo imparare dalle esperienze dei Salesiani che vivono oggi il Sistema Preventivo in paesi a maggioranza non cristiana. Sicuramente hanno tante ricche esperienze di vita, hanno saputo interpretare il pensiero di Don Bosco in contesti multi-religiosi e multi-culturali che il nostro Padre neppure avrebbe potuto immaginare.

Buoni cristiani e onesti cittadini in ambienti a maggioranza non-cristiana o post-cristiana. Ci facciamo alcune domande precise:

• Come mettere in pratica il binomio di Don Bosco tra i giovani e i laici collaboratori non cristiani?
• Come mantenere l’equilibrio tra l’apertura ai non cristiani e il primo annuncio del Vangelo?
• Come tradurre il concetto di ‘buon cristiano’ per la maggioranza dei collaboratori laici non cristiani?
• Come mettere in pratica il pilastro della ‘Religione’ nei contesti multi-religiosi nei quali ci troviamo?
• Come educare i giovani e i laici ai tre pilastri della Spiritualità del Sistema Preventivo di Don Bosco: Ragione –Religione- Amorevolezza?
• Come tradurre nella vita quotidiana i ‘buoni cristiani’ di Don Bosco nella missione condivisa con tanti non cristiani?
• Il Rettor Maggiore crede che il Sistema Preventivo di Don Bosco possa essere pienamente vissuto e messo in pratica anche dai laici collaboratori di altre religioni?
• Come includere i non cristiani nella Comunità Educativo Pastorale (CEP)?
• Cosa dicono gli stessi non cristiani che sono coinvolti nella missione educativa salesiana?
• Quali sono le espressioni più attraenti della pratica del Sistema Preventivo di Don Bosco? Credo che durante lo sviluppo della Strenna si potranno trovare indicazioni che rispondono in un modo o in un altro a questi quesiti, ovviamente più che legittimi, che mi sono stati fatti pervenire.

Il Rettor Maggiore nella sua presentazione, realizzata alla presenza di Madre Yvonne Reungoat, Madre Generale delle FMA, con il suo Consiglio, di don Filiberto González, Consigliere Generale per la Comunicazione Sociale, e di altri membri della Famiglia Salesiana, ha esordito ricordando i tanti modi e le espressioni diverse con cui Don Bosco esortava a formare dei giovani che sapessero essere lievito di un mondo più giusto e più umano.

La Strenna 2020 verrà poi illustrata ulteriormente e approfondita con i responsabili della Famiglia Salesiana nell’ambito delle Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana che si terranno a Torino-Valdocco a gennaio 2020.

Strenna 2020 – “Buoni cristiani e onesti cittadini”: per essere all’altezza delle sfide di un mondo che cambia

Riportiamo dal sito dei Salesiani Don Boscosdb.org – il lancio ufficiale della Strenna 2020 che ha compiuto il Rettor Maggiore dei Salesiani, don Ángel Fernández Artime:

“Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra”
(Mt 6,10)

“Buoni cristiani e onesti cittadini”

Nota: Mentre presentavo il commento alla Strenna 2019 a Torino Valdocco alla Famiglia Salesiana, alcuni già chiedevano la bozza della Strenna 2020, in modo da poterla avere per l’inizio dell’anno educativo pastorale in alcune parti del mondo.

Faccio questo con gioia ma insistendo che qui si delinea solamente uno schema, una bozza con i punti essenziali che svilupperò quando preparerò una riflessione ponderata, interiorizzata, tranquilla e, per quanto possibile, profonda e comprensibile allo stesso tempo.

Mi piacerebbe che la Strenna continuasse ad aiutarci ad avere un filo conduttore nella guida pastorale del nuovo anno in ogni parte del mondo. Vi benedico tutti.

Dopo l’incontro della Consulta mondiale della Famiglia Salesiana del mese di maggio a Torino, ho pensato di proporre per la Strenna del 2020 un tema che, sotto forma di un binomio, incarni l’essenza della nostra educazione salesiana. L’abbiamo ricevuto dallo stesso Don Bosco: aiutare i nostri ragazzi, ragazze e giovani a essere «buoni cristiani e onesti cittadini». Dobbiamo approfondire sempre più la nostra identità di evangelizzatori ed educatori della fede.

Ecco le parole del X successore di Don Bosco per introdurre il tema:

C’è una crescente fragilità, e talvolta incapacità, nell’essere apostoli e missionari dei giovani. E allo stesso tempo c’è il rischio di non educare i nostri giovani a un forte senso di cittadinanza, giustizia sociale e valori evangelici che portino a interiorizzare, come programma di vita, il servizio agli altri, l’impegno nella vita pubblica, l’onestà personale e l’“allergia” a tutti i tipi di corruzione, la sensibilità verso il mondo della migrazione, verso il creato e la “casa comune” che ci è stata donata, nell’impegno per la tutela degli indifesi, di quanti non hanno parola, e che vengono scartatati.

Mi domando: se non riusciamo a educare a questi valori, cosa stiamo ottenendo? E quale evangelizzazione nel nome di Gesù stiamo portando avanti?

Pertanto, questo impegno educativo è oggi espressione della parola di Gesù:

«Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra».

Questa è e continuerà ad essere la vera “politica del Padre nostro” di Don Bosco.