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Reportage del Festival della Dottrina Sociale della Chiesa a Torino

Nell’edizione di Domenica 29 novembre di La Voce e il Tempo troviamo pubblicato un ampio reportage sulle giornate dedicate alla decima edizione del Festival della dottrina sociale della Chiesa. Ne scrive Marina Lomunno in un articolo dal titolo ‘Educazione e impresa: un’alleanza per il futuro‘. Si ringrazia la giornalista per la pubblicazione. Di seguito il testo integrale della notizia.

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Articolo scritto da Marina Lomunno

«Prendi lezioni dal passato ma vivi nel tuo tempo. Ascolta e comprendi le voci della tua terra, della tua gente, dei poveri… Solo così imparerai a leggere i segni dei tempi e di Dio». La pensava così san Leonardo Murialdo, uno dei santi sociali torinesi che fecero della Torino dell’Ottocento capitale della formazione professionale per dare un’opportunità di riscatto e di futuro alle migliaia di ragazzi «discoli e pericolanti», quelli che don Bosco per primo accolse a Valdocco per dar loro una famiglia e un mestiere.

E proprio il Collegio Artigianelli di corso Palestro a Torino, che il Murialdo diresse per trent’anni, tormentato dai debiti per accogliere i giovani più poveri orfani e abbandonati e offrirgli un’opportunità di futuro, è stato scelto come luogo simbolo della santità sociale torinese per inaugurare il X Festival della Dottrina sociale della Chiesa, sul tema «Memoria del futuro» che si sta svolgendo dal 23 al 29 novembre per la prima volta in 24 città italiane da nord a sud della Penisola, da Aosta a Mazara del Vallo.

Il tema del Festival viene declinato nelle realtà locali a seconda delle urgenze del territorio: «Per Torino», spiega padre Danilo Magni, Giuseppino del Murialdo referente della diocesi subalpina per il Festival, «è stato scelto il tema ‘Comunità educanti e imprenditive: le radici torinesi della Dottrina sociale della Chiesa per alimentare il futuro’ proprio perché la memoria dei nostri santi sociali, come scriveva il Murialdo, mette al centro le persone, che insieme desiderano sporcarsi le mani per una formazione delle nuove generazioni adeguata alle sfide contemporanee e per una presenza delle imprese capaci di sviluppare nuove opportunità di lavoro, unitamente alla sostenibilità economica ed ambientale».

E nella mattinata di lunedì 23 novembre, in contemporanea con altri luoghi simbolo delle 24 città italiane dove si sta svolgendo il Festival, è stato piantato un albero di melograno, scelto come simbolo della Dottrina sociale della Chiesa. «Piantarlo in un luogo così simbolico per la storia della nostra città di Torino, qual è il Collegio Artigianelli, ci rende felici, ma anche più consapevoli della responsabilità che abbiamo per il tempo presente», prosegue padre Magni. «Gli Artigianelli per tanti ragazzi poveri hanno voluto dire: casa, affetto, formazione, avviamento al lavoro… Vangelo spezzato. Siamo eredi del Murialdo e tutti i santi sociali torinesi. Questo melograno potrebbe essere piantato in altre decine di luoghi significativi della nostra città. È quello che ci auguriamo avvenga nei prossimi anni».

Alla cerimonia (nella foto), presieduta dall’Arcivescovo Nosiglia hanno partecipato in rappresentanza della città, il vicesindaco Sonia Schellino, Guido Bolatto, segretario generale della Camera di Commercio di Torino in rappresentanza delle imprese, del commercio e del lavoro, Elena Cappai, dell’Ufficio scolastico regionale per il mondo educativo e formativo, Gaetano Quadrelli per Ufficio diocesano della Pastorale sociale e del lavoro che coordina i lavori del Festival a Torino. «L’albero è segno di vita e di pace», ha detto Nosiglia benedicendo la pianta. «Siamo vicini a Natale e tra i simboli della festa c’è l’albero addobbato di luci colorate per inneggiare alla nascita del Figlio di Dio luce del mondo. Così noi oggi vogliamo benedire questo alberello di melograno dalle forti radici che richiama la fecondità e abbondanza della generazione e lo facciamo proprio perché stiamo attraversando un momento difficile e tragico per la vita di tante persone a causa del coronavirus. La benedizione che di questo albero possa significare un’iniezione di speranza nel futuro confortata dal Signore che non cessa di donarci i frutti della terra per nutrirci e sostenerci nel nostro cammino ogni giorno. Le radici di questo melograno possano dar frutti soprattutto per le nuove generazioni».

Martedì 24 novembre è iniziata la giornata torinese con un collegamento streaming introdotto da un video messaggio dell’Arcivescovo che, richiamando la Carta dei Valori di Torino – che viene sottoscritta giovedì 26 novembre dalle aggregazioni laicali della diocesi e da tutti gli attori che sono coinvolti nella rete della rinascita della città e che verrà inviata a Verona al Festival nazionale – ha sottolineato come «cooperare, dialogare, confrontarsi e prendere decisioni insieme è un valore aggiunto sia sul piano metodologico che dei contenuti. Vi invito pertanto a prendere spunto da questa occasione per continuare, dopo il Festival, a proseguire nel lavorare insieme. Il tentativo di impastarsi con la realtà è nel pieno spirito del pensiero sociale della Chiesa: camminare insieme verso il bene comune. Torino è stata ed è una realtà viva e attenta nel coniugare sapientemente la dimensione sociale con quella economica. La storia della nostra città è fatta di grandi alleanze su questo campo, con il prezioso e decisivo contributo della realtà cristiana, la quale ha saputo mettersi in gioco in modo decisivo sulle problematiche sociali più urgenti ed importanti».

Sono seguite le presentazioni, a cura della Fondazione Operti, di alcune testimonianze della formazione professionale torinese – il Cnos dei Salesiani, l’Engim dei Giuseppini del Murialdo e La Casa di Carità Arti e Mestieri – che, sulla Memoria dei santi sociali, danno ancora oggi futuro a tanti giovani. «Il Festival», ha evidenziato Alessandro Svaluto Ferro direttore dell’Ufficio di Pastorale sociale e del lavoro diocesano che ha introdotto il collegamento da Torino, «rappresenta un’ulteriore occasione per il nostro territorio diocesano. Con molte associazioni, realtà della formazione, realtà sociali abbiamo deciso di riflettere attorno a due parole chiave: educazione e impresa, elementi che hanno segnato la storicità della nostra città e che possono ancora essere veicoli di sviluppo sociale. La chiave educativa sappiamo essere l’energia principale con cui un Paese si struttura: e oggi, con l’emergenza sanitaria ancora in corso, si profila anche un collasso educativo per le giovani generazioni. Serve ripartire proprio dai giovani e dalle capacità che gli ambienti educativo possono generare. Educare significa infatti trarre fuori le migliori risorse che abbiamo per la promozione della persona».

Molto apprezzato l’intervento del teologo padre Salvatore Currò, giuseppino del Murialdo, direttore dell’Istituto di Teologia pastorale dell’Università pontificia salesiana di Roma che, richiamandosi al magistero di Papa Francesco, ha invitato a riflettere su come «l’educazione richieda uno stile di alleanze e di lavoro in rete, un patto di alleanza tra generazioni: non bisogna mai scavalcare il ‘con’, riconoscendo il protagonismo dei giovani, aprendo loro spazi, riconoscerli più ancora che accompagnarli, includendo i poveri come soggetti perché nessuno si salva da solo e anche in un’azienda il senso di appartenenza e di corresponsabilità è fondamentale». Secondo padre Currò economia e dono non sono in antitesi. «In un’impresa lo stile delle relazioni, il benessere delle persone, le competenze professionali, la produzione dell’azienda possono contribuire al bene comune se si mette al centro la persona». Infine la riflessione sul tempo che stiamo vivendo: «La pandemia mette a nudo la crisi della nostra cultura, la verità della nostra esistenza, siamo legati corporalmente (il virus lo ha messo ben in evidenza), nel bene e nel male e siamo corresponsabili: non ci si salva da soli, ‘siamo tutti sulla stessa barca’ e abitiamo la stessa casa comune nella memoria e nel futuro».

La novità di questo Festival della Dottrina sociale che si svolge nella sezione nazionale a Verona, dove è nato, è una celebrazione che sta vivendo le limitazioni dettate dal decreto sulla pandemia, ma che non ha penalizzato la partecipazione: sono migliaia di adesioni quasi a complemento del grande convegno «Economy of Francesco» che sta risuonando fortemente al Festival. Tutti i lavori si possono seguire in streaming sul sito www.dottrina sociale.it/festival e la Messa conclusiva domenica 29, su Telepace. L’apertura del Festival nazionale si tiene giovedì 26, alle 21, con il videomessaggio di Papa Francesco e del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

 

TFF 2020, Luce sul Piemonte: Torino, la canonizzazione di Don Bosco

Viene pubblicata sul sito de La Stampa un breve ma intenso video dedicato alla canonizzazione di Don Bosco. Si tratta di una delle dodici pillole d’archivio intitolate ‘Luce sul Piemonte‘; brevissimi video, tratti dagli archivi dell’Istituto Luce di Cinecittà, riproposte per il Torino Film Festival data la storica collaborazione tra i due enti. Di seguito il link per guardare il video:

 

 

X edizione del Festival della Dottrina sociale della Chiesa a Torino

Dal 23 al 26 novembre Torino sarà protagonista del percorso intitolato ‘Memoria del futuro‘ per la decima edizione del Festival della Dottrina sociale della Chiesa.

Di seguito il comunicato per l’invito alla partecipazione e la locandina dell’evento.

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Gentilissime/gentilissimi

Il Festival della Dottrina Sociale della Chiesa (DSC) è l’evento culmine di un anno di impegni e attività, che alla fine di novembre, oramai da 9 anni, si svolge con partecipanti da tutta Italia e diversi Paesi del mondo a Verona, mossi ed ispirati dalla gratuità del bene comune, dalla sussidiarietà e solidarietà nel confrontarsi, ritrovarsi e fare rete sui propri territori. Questi i principi ispiratori della Dottrina Sociale della Chiesa, che assieme all’idea cardine della persona al centro, propone valori universali, condivisibili anche dai non cattolici. Monsignor Adriano Vincenzi ha chiuso la scorsa edizione dichiarando che il Festival nella sua continuità sarebbe giunto in 10 città nel 2020.

Torino è la città dei santi sociali, protagonisti attivi dell’evangelizzazione. La Chiesa torinese, con la sua ricchezza di carismi ed organizzazioni, ha sempre mantenuto nel corso dei decenni questa sua caratterizzazione specifica, di essere nella società civile seme e fermento della novità di Cristo. Per questo e altri motivi abbiamo deciso di proporre la nostra città ad ospitare una serie di iniziative a partire dal 23 novembre al 26 novembre 2020. Il titolo del percorso è:

MEMORIA DEL FUTURO

Comunità educanti e imprenditive:

le radici torinesi della Dottrina Sociale della Chiesa

per alimentare il futuro

L’Obiettivo del percorso non è solo promuovere un evento ma è la proposta di scrittura della CARTA DEI VALORI DI TORINO: la declinazione dei valori della DSC alla luce della realtà del territorio torinese con riferimento alle azioni concrete che i cattolici locali condividono e propongono a tutti i soggetti del territorio.

Gli incontri si svolgeranno in diretta live dal canale Opera Torinese del Murialdo e dal canale Atelier dell’Impresa Ibrida.

Altri incontri si svolgeranno sulla Piattaforma ZOOM con iscrizione obbligatoria.

Nella speranza di trovare la vostra adesione vi chiediamo di divulgare a tutte le persone che riterrete interessati.

Mi è gradita l’occasione per porgere cordiali saluti.

Alessandro Svaluto Ferro

Direttore Pastorale Sociale e del lavoro

IUSTO – “Yes we’re Open!”

Si riporta la comunicazione ufficiale dell’Istituto Universitario Salesiano di Torino – IUSTO – rispetto alla riapertura al pubblico che avverrà lunedì 8 giugno 2020 con gli OpenDay.

Un giugno ricchissimo di appuntamenti Online!
Gratuiti!

Siamo lieti di comunicarvi che dal 3 giugno, salvo successive disposizioni restrittive da parte delle autorità competenti, IUSTO riapre al pubblico! L’ingresso avverrà solo su APPUNTAMENTO concordato con l’ufficio di competenza.

  • 8 giugno | OPEN DAY SCIENZE DELL’EDUCAZIONE e PSICOLOGIA (Baccalaureato – Laurea triennale)
    L’Open Day è un’importante occasione per conoscere e approfondire i corsi di Laurea, le modalità di ammissione, le strutture e servizi dell’Ateneo, e le testimonianze degli studenti in diretta!
  • 11 giugno | SCHOLARSHIPDAY – PROCLAMAZIONE DEI VINCITORI DELLE BORSE DI STUDIO
    Un momento di condivisione #DISTANTIMAUNITI con tutta la comunità accademica e con tutti coloro che vorranno unirsi. Interverrà il prof. Raffaele MANTEGAZZA con la relazione dal titolo:”L’antivirus della cultura”.
  • 9-10-16 giugno | LO PSICOLOGO NELLA GESTIONE DELLA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO.
    Al via la seconda ed. del corso di formazione multidisciplinare per psicologi sulla gestione della crisi da sovraindebitamento e problematiche correlate. Corso online gratuito per psicologia, psicoterapeuti e studenti di psicologia. Iscrizioni entro il 4/06.
  • 18 giugno |WEBINAR “..NELLA CULLA DELLE ORIGINI..”
    Evento di presentazione del Corso di perfezionamento universitario in Psicologia perinatale: approcci teorici, strumenti e tecniche per l’intervento. Una disciplina in crescente sviluppo per via della difficoltà che caratterizza il divenire genitori oggi e dai crescenti sbocchi occupazionali. Tra i relatori, Claudia RAVALDI.

JUMPERS: Scommettiamo insieme sul tuo futuro

LAGS per il territorio presenta il progetto JUMPERS, un percorso per avvicinare i giovani al mondo del lavoro sviluppando le proprie abilità, grazie ad una alleanza educativa che ha come obiettivo quello di  favorire lo sviluppo di competenze tecniche e abilità sociali, utili per la vita dei ragazzi.

Sintesi del progetto

L’idea è quella di offrire un “accompagnamento dedicato” ed una “seconda opportunità” ai ragazzi ampliando “gli spazi e i tempi per l’apprendimento“, grazie ad una “alleanza educativa” tra operatori sociali, insegnanti, formatori, animatori volontari e tutor aziendali, per favorire lo sviluppo di competenze tecniche e abilità sociali, utili nel lavoro e necessarie per la vita: ricostruzione delle competenze (ciò che so/so fare o no), ascolto del percorso di vita , apprendimento in situazioni protette ma non simulate, occasioni creative, patto educativo che coinvolge ogni ragazzo e almeno un genitore o adulto di riferimento, relazione educativa tutoriale, realizzazione di percorsi di apprendimento destrutturati e flessibili di avvicinamento al mondo del lavoro.

Specifiche del progetto

La metodologia adottata prevede una presa in carico educativa integrata e personalizzata incentrata sull’imparare facendo (ispirato al modello didattico del FaBLab e già immaginato da Don Bosco) attraverso l’attivazione di processi di apprendimento esperienziale e di processi educativi di tipo induttivo.

L’idea di fondo è quella di sperimentare modalità interattive e non convenzionali per integrare fra loro formazione, didattica, orientamento, aggregazione, attività culturali valorizzando le competenze trasversali dei ragazzi (in linea con la nuova Raccomandazione del Consiglio UE relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente), facendo emergere le loro aspirazioni, e invitandoli a sperimentare in azione le proprie attitudini in vista di una possibile esperienza lavorativa.

In tale cornice si inseriranno delle proposte che adotteranno metodologie di lavoro specifiche quali:

  • il SCT – Teatro Sociale e di Comunità che utilizza molteplici linguaggi creativi (danza, musica, canto, uso di oggetti creativi, recitazione, narrazione) per favorire l’espressione di sé, la creazione di un’identità di gruppo, l’esplorazione creativa;
  • IUSTO – Istituto Universitario Salesiano Torino Rebaudengo utilizzerà lo Psychological Capital Training quale strumento  (formativo, orientativi, psicologici) per la misurazione e il rinforzo delle capacità e delle risorse personali centrali per la costruzione di una progettualità personale e professionale.
  • CNOS-FAP – Quale canale per l’orientamento sia formativo che per l’inserimento nel mondo del lavoro

IUSTO – Presentazione del progetto D.REA.M.S

Si rende noto che giovedì 6 giugno, alle ore 17,00, avverrà la presentazione del progetto D.REA.M.S.Do REAct: less Money, more dreamS – presso le aule di IUSTOIstituto Universitario Salesiano Torino – Piazza Rebaudengo . Progetto presentato da IUSTO e l’Associazione Ylda/Paratissima.

Ecco il programma dell’incontro moderato da Claudia Chiavarino, Vicepreside e Responsabile Ricerca universitaria di IUSTO:

  • 17.00Benvenuto e introduzione del progetto;
  • 17.10“Il Gioco d’azzardo patologico” – Augusto Consoli, Direttore del Dipartimento di Patologia delle Dipendenze ASL TO5;
  • 17.20“Sovraindebitamento e rischio usura” – Carlo Gandolfo, Vicepresidente della Fondazione San Matteo;
  • 17.30“Il percorso educativo D.REA.M.S” – Chiara Lombardo e Federica Canova, studentesse del 3° anno del Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione di IUSTO;
  • 17.45“Il percorso artistico D.REA.M.S” – GEC e Mr Fijodor;
  • 18.00“Le nostre opere artistiche”- i ragazzi di IIS Bodoni/Paravia, Liceo Alfieri, IIS Zerboni, Liceo Spinelli e Istituto Albe Steiner;
  • 18.30Premiazione;
  • 18.45Saluti e progetti futuri.

Ingresso libero e gratuito, a conclusione un aperitivo a buffet.

Per sensibilizzare il territorio sulle problematiche del gioco d’azzardo patologico e dell’indebitamento, fattori che sempre più stanno contribuendo a rendere più povere molte famiglie, IUSTO e l’Associazione Ylda/Paratissima presentano il progetto: D.REA.M.S – Do REAct: less Money, more dreamS 6 giugno 2019 alle ore 17.00.

E’ l’evento conclusivo del progetto D.REA.M.S, un percorso di sensibilizzazione sul tema dell’indebitamento e del gioco d’azzardo, che si è svolto in diversi step:

  • Incontri di formazione per studenti e docenti;
  • Incontri nelle scuole con approccio educativo/artistico;
  • Aperitivi informativi con giuria popolare per la votazione dell’opera più bella;
  • Potenziamento dello Sportello d’ascolto gratuito – SU.PER.A. il G.A.P. sul gioco d’azzardo patologico. Viene esteso il focus operativo anche al tema dell’indebitamento;

Il gioco d’azzardo in Italia e il nostro impegno

Il gioco d’azzardo è responsabile per il 38,7% della povertà delle famiglie italiane (Eurispes, 2017). Infatti, attraverso un approccio educativo, si è voluto fornire un supporto concreto alle persone in situazione di disagio conclamato e ai loro familiari. Si è operato in senso preventivo, con specifiche azioni di sensibilizzazione rivolte alle fasce di popolazione ad oggi considerate più vulnerabili: da un lato, gli adolescenti, e, dall’altro, persone in fasi di vita più mature, inclusa la terza età. Troppo spesso queste fasce di età sono potenzialmente connotate da aspetti di fragilità sociale, quali la disoccupazione, la solitudine, la marginalità sociale, tutti fattori che possono contribuire a finire nella piaga del gioco d’azzardo e/o dell’indebitamento.

Il 6 giugno, in particolare, è dedicato a tutti coloro che sono interessati a conoscere come si è svolto il progetto e a capire quali sono le opportunità per affrontare il problema dell’indebitamento e del gioco d’azzardo patologico.

Le premiazioni delle opere vincitrici e il programma

Chi verrà all’incontro conclusivo potrà conoscere gli educatori che hanno seguito i ragazzi nelle scuole e gli artisti che hanno aiutato a produrre le opere durante gli incontri di formazione per studenti e docenti. Saranno proprio gli alunni a illustrare i contenuti dei lavori prodotti, aiutando la giuria tecnica nella votazione di quella che sarà l’opera d’arte vincitrice del progetto.

La voce degli esperti all’inizio aiuterà ad inquadrare ancor meglio il tema.

Un evento rivolto a:

  • studenti delle scuole che hanno partecipato ai laboratori;
  • adulti/anziani che hanno partecipato agli aperitivi del 2 e 8 maggio;
  • studenti universitari;
  • operatori sociali;
  • insegnanti e docenti;
  • popolazione del territorio cittadino.

Torino – Il laboratorio più grande contro la fuga dalla scuola

Si evidenzia un articolo, a cura di Francesco Antonioni, proveniente da “La Repubblica”, in data mercoledi 13 febbraio, sul progetto “Provaci ancora, Sam”, Torino il più grande laboratorio italiano per la lotta alla dispersione scolastica:

Vede alleati sul fronte quasi duemila docenti e 700 educatori con l’adesione di 350 classi tra scuole primarie e secondarie.

«Investire in istruzione significa salvaguardare dei punti di Pil, vuol dire tenere in competitività, specie in una epoca di inverno demografico. E non subire i costi di mancata coesione sociale significa preservare preziosi punti di Pil»: parola di Marco Rossi Doria, maestro, saggista, già sottosegretario all’Istruzione (nei governi Monti e Letta) e ora referente scientifico di «Provaci ancora, Sam!» (Pas).

I partner del progetto – nato nel 1989 e frutto di una sinergia tra Città di Torino, Ufficio scolastico regionale, Compagnia di San Paolo, Ufficio Pio e Fondazione per la scuola – hanno convocato oggi e domani studiosi ed esperti italiani ed europei al Collegio Carlo Alberto agli Stati generali contro la dispersione scolastica.

«Il Sam ci prova sempre!»: seminari, dibattiti e workshop per tentare un check-point della situazione. Il Pas, negli ultimi trent’anni, ha presso in carico la situazione problematica di oltre 12mila ragazzi e ragazze.

Marco Rossi Doria, napoletano, classe 1954, ha coordinato la cabina di regia del Miur per la lotta alla dispersione scolastica e alla povertà educativa che l’anno scorso ha redatto un report approfondito. Insiste:

«Adoperarsi contro l’abbandono scolastico, consente di creare modelli innovativi di insegnamento in generale, perché siano più inclusivi e in grado di ottenere migliori risultati, con benefici per tutti».

“Provaci ancora, Sam!” è organizzato in due cicli di interventi: nella fascia di età dalla quarta elementare alla terza media e con gli “over 14” che hanno interrotto il percorso.

«Ogni anno – spiega ancora Rossi Doria – una cinquantina di ragazzi pluri-ripetenti sono seguiti a gruppi da quattro insegnanti individuati dall’Ufficio scolastico regionale con l’obiettivo di ottenere la licenza media.due cicli di interventi. Vengono affiancati da 12 operatori attivi in onlus e oratori».

Nei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (Cpia) il progetto si rivolge ai minori di 16-18 anni di recente immigrazione. Si insegnano le competenze tradizionali, ma anche quelle che riguardano la “cittadinanza”: spirito di iniziativa e imprenditorialità, espressione culturale, conoscenze digitali.

Il tutto con “patti formativi” che cercano di coinvolgere le famiglie con diverse attività. Sono i motivi per cui gli enti partner di Pas hanno deciso di stipulare un nuovo Protocollo d’intesa per la triennalità 2018-2020 (soltanto dalla Compagnia di San Paolo e dal suo ente strumentale arriveranno 800mila euro l’anno). Qualche dato. Nell’ultimo anno di sperimentazione (2017-2018) Pas si è concentrato su 135 classi del Torinese, con un aumento del 28% degli stranieri (la cui percentuale di presenza si è attestata al 34% – 967 studenti – contro il 32% del 2016-2017). Crescono gli allievi Nai (“neo arrivati” in Italia): sono stati 108 (+35% sull’anno precedente).

L’affiancamento progettuale non dispensa dalla bocciatura, ma rallenta l’abbandono nelle classi Pas (-40% dal 2015-2016 al 2017-2018). C’è bisogno di sinergia: nell’esperienza Sam si rivelano efficaci le contaminazioni tra discipline, professioni e modelli innovativi. L’Italia, e Torino, con un tasso del 13,8% di coloro che abbandonano precocemente gli studi (dato 2016 contro il 20,8% del 2006) fa ben sperare per il raggiungimento dell’obiettivo Europa 2020 (fissato al 10%). Ma esistono ancora molte (troppe) differenze tra nord e sud del Paese, tra centro e periferia delle città.

Francesco Antonioli

 

Torino, il Sinodo entra in carcere

Riportato qui di seguito l’articolo a cura di Marina Lomunno – giornalista, coordinatore redazionale – La Voce e il Tempo, settimanale della diocesi di Torino – di giovedi 3 gennaio, inerente alla visita guidata dall’arcivescovo Nosiglia, di un gruppo di 80 ragazzi, provenienti dalle diocesi di Rivoli, Moncalieri e Collegno, che ha visitato l’istituto per minori “Ferrante Aporti“. Buona lettura!

Il Sinodo sui giovani nelle intenzioni del Papa doveva coinvolgere tutte le realtà giovanili, in particolare quelle più fragili: ecco perché è molto significativo che un gruppo di adolescenti delle nostre comunità cristiane abbia proposto ai loro animatori di conoscere durante il Sinodo i loro coetanei che vivono la realtà della detenzione.

Un bel segnale di accoglienza e fratellanza.

Don Domenico Ricca

 

 

Oratorio San Luigi – TV2000 con il giovane Ousmhan

Intervistato un giovane ragazzo dell’oratorio San Luigi di Torino, Ousmhan, , che ha parlato della sua esperienza di vita a Torino. Qui di seguito riportato l’articolo del centro.

All’Oratorio Salesiano San Luigi è stata accolta una troupe d i TV2000. Essa ha raccolto informazioni di immagini e interviste creando un servizio televisivo. Il giovane Ousmhan ha raccontato cosa vuol dire per un giovane straniero non accompagnato vivere e crescere da solo e incontrare finalmente qualcuno che si è interessato di lui. Oggi è impegnato per la Comunità dell’Oratorio Salesiano San Luigi nel Servizio di Estate ragazzi e nel progetto San Lunc. Ousmhan attraverso i suoi racconti e il suo esempio diventa un maestro di vita e di amore per la vita per tutti i nostri giovani.

 

 

 

In cucina con la scuola di Leopoli – Ucraina

Colle Don Bosco è la cornice di un incontro culinario, che diventa un esempio di perfetta collaborazione tra Italia e Ucraina, in cui l’arte della cucina la fa da padrona. Un’ esperienza vissuta nei luoghi salesiani per eccellenza per la pratica professionale e la degustazione di quei sapori italiani celebri in tutto il mondo. Questo e altro ancora si è assaporato nell’appuntamento, condotto dallo chef Salvatore Guccione, che ha visto protagonisti gli adulti della Scuola dei Salesiani di Leopoli (Ucraina), ospitati dall’Istituto Salesiano di Colle Don Bosco.

Il programma dell’incontro prevedeva una moltitudine di attività per cimentarsi sulle prelibatezze della cucina italiana. Quest’ultima è stata infatti la protagonista indiscussa della due giorni che ha coinvolto un gruppo, formato da quattro adulti ( tra cui chef di cucina e pasticceri), due giovani della loro casa famiglia e da due Salesiani che hanno svolto il ruolo di interpreti.

Il variegato gruppo ha avuto modo di apprezzare la Città di Torino e il Colle Don Bosco, immergendosi nel mondo della cucina italiana, interesse rafforzato dalla volontà di far crescere una scuola di cucina a Leopoli.
Il direttore della Sede Operativa, Severino Candelo, rinnova con entusiasmo i ringraziamenti per la piacevole esperienza e – in particolare – allo chef Salvatore, disponibile, competente e predisposto ad uno scambio in materia culinaria tra studenti e professore.