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“Accaparlante”: il nuovo progetto per i 25 anni di Harambée

Nel 1996 nasceva la Comunità Harambée: un alloggio socio assistenziale per minori in situazioni di disagio, un’opera salesiana che prende vita dal progetto di un gruppo di educatori provenienti dall’Oratorio don Bosco di Casale Monferrato. In occasione di questo traguardo, nasce “Accaparlante“: il nuovo progetto per i 25 anni di Harambée presentato martedì 14 dicembre nei locali dell’oratorio del Valentino dal parroco don Alberto Lagostina. Di seguito le principali informazioni inerenti l’iniziativa riportate su CasaleNews e il rimando al sito ufficiale del progetto.

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“Accaparlante”: il nuovo progetto per i 25 anni di Harambée

Presentato il sito internet della Comunità dove le persone, anche molto diverse, possono incontrarsi per produrre informazione, dibattiti, inchieste ed eventi

Accaparlante” è il nome del nuovo progetto della comunità Harambée che festeggia il 25mo anno di attività – è stata fondata infatti nel 1996 con l’obiettivo di accogliere giovani in stato di bisogno; il nome è una parola swahili che in Rwanda significa “lavorare insieme, giovani anziani, per un risultato comune” – e che oggi, vuole aprirsi ad una rinnovata filosofia di valorizzazione sociale del territorio con la realizzazione di un sito internet (questo il link: https://accaparlante.com/),dove le persone, anche molto diverse, s’incontrano per produrre informazione, dibattiti, inchieste ed eventi.

Il progetto è stato presentato questa mattina, martedì 14 dicembre, nei locali dell’oratorio del Valentino, dal parroco don Alberto Lagostina (la parrocchia del Valentino è salesiana, così come la comunità Harambeè che è nata e si ispira ai valori salesiani) e da diversi educatori – Barbara, Milena, Franco – che ne hanno descritto storia e attività.

Alcuni numeri. In questi 25 anni da Harambée sono passati 156 ragazzi (tra gli 11 e i 18 anni) nella comunità educativa, 22 nel gruppo appartamento (una soluzione intermedia per far transitare i giovani verso una vita autonoma),15 nel centro diurno: ad assisterli si sono succeduti circa 60 educatori ed educatrici.

Attualmente gli educatori/educatrici sono 18, la comunità ospita 12 ragazzi, il gruppo appartamento 6, così come il centro diurno. Sono rappresentate diverse nazionalità.

“Gli ospiti – spiegano gli educatori – sono ragazzi che, a causa di un vissuto particolare, hanno necessità di essere allontani dalla famiglia e aiutati pian piano a crescere e diventare adulti, con un proprio lavoro, una propria abitazione e tutti gli strumenti necessari ad una vita autonoma”.

In questo contesto come si inquadra il progetto “Accaparlante”?

“È un nuovo progetto – spiegano dalla comunità – che evoca desideri, impegno, condivisione e talenti, in una dimensione che si sceglie per presentare nuove e diverse prospettive, attraverso una piattaforma dove ognuno ha qualcosa da raccontare. Insieme, per coltivare idee, raccogliere sfide, nutrire nuove concezioni e incrementare possibili alternative”.

“Accaparlante è anche e soprattutto condivisione; piani di lavoro che si incontrano per un viaggio “dietro e dentro le quinte” della quotidianità di mondi differenti, originali, giovani, con destinazioni alternative e per rendere protagoniste persone che non lo sono ancora, non lo sono mai state o che vengono spesso, non considerate “all’altezza”.

“Attraverso la sinergia delle diverse realtà, degli operatori e dei ragazzi che, raccolti sotto un unico “cappello” organizzativo operano per raccontarsi e per raccontare facendosi “cronisti” di un’idea, un modo, una necessità, creando un circuito che, con la forza del numero dei partecipanti, lo fa conoscere mediaticamente affinché diventi una reale, completa alternativa di sviluppo sociale”.

“Un mezzo per dare voce ai fatti, alle iniziative, alle opinioni e alle testimonianze che accadono ma che spesso non diventano “notizie”. Un mondo vasto e plurale che decide di “farsi” media e partecipare all’impegno – sociale e civile – di fare comunicazione sociale”.

Casale Monferrato: la Dad in dodici sotto lo stesso tetto, il lockdown dei ragazzi in comunità – La Stampa

La Stampa” a cura di Giulia Di Leo.

Harambée a Casale da 25 anni ospita minorenni con famiglie fragili: i problemi della scuola a distanza qui sono moltiplicati. Connessione da potenziare, pc da acquistare, regole da rispettare: “Ma loro hanno dimostrato una grande resilienza”

«La dad ci ha sconvolto. Abbiamo dovuto cambiare la linea internet, comprare dei supporti perché avevamo solo due computer. Abbiamo iniziato a stampare ininterrottamente i compiti dei ragazzi. Anche far capire le regole è stato più difficile: incontrare le famiglie, nei casi in cui è previsto, e gli amici, ha preteso una gestione più controllata».

L’assenza della scuola ha ribaltato gli equilibri di tutte le famiglie, Ma ancora più complicata è la realtà di quelle in cui i componenti non si scelgono. Come la comunità Harambée di Casale. Qui ogni anno arrivano minori con storie difficili, famiglie fragili.
«È complicato anche parlare con il compagno di stanza. Basta una parola fuori posto, un commento sulla tua famiglia o sul tup vissuto che scatta la rabbia. Quando vivi certe cose non è facile parlarne. Io ci sto provando, ma non riesco ancora a dire tutto».

Giorgia ha 13 anni e vive da sempre in comunità. Prima era a Caresana, nel Vercellese, col fratello più piccolo, poi è arrivata in Harambée, dove c’era già il fratello maggiore, Fabio. Quest’anno ha l’esame di terza media. Come lei anche Jacopo. Si conoscono dai tempi di Caresana. Là però litigavano sempre. «Io ero la ribelle – dice Giorgia –, poi qui ho capito che a discutere con tutti finivo solo per piangere da sola in camera».

Gli alti e bassi sono all’ordine del giorno. A convivere negli spazi comuni e in stanze doppie sono in 12 di età diverse, il più piccolo ha 10 anni, il più grande è maggiorenne e vive nell’alloggio accanto, in autonomia con altri 5 coetanei. «Così impariamo a vivere da soli», spiega Tony, all’anagrafe Platon Merko. Ha 19 anni ed è arrivato dall’Albania. Voleva cambiare la sua vita e ora vorrebbe farlo anche per i genitori che sono rimasti là. «Ci sentiamo tutti i giorni. Sapevo che in Italia si viveva meglio e sono partito con i risparmi che avevo. Quando sono arrivato pensavano che fossi sordomuto, perché non sapevo una parola di italiano. Ho imparato in fretta. Sto per prendere la terza media linguistica e lavoro. Ora spero che i miei genitori mi raggiungano».

Bambini e ragazzi, italiani che stranieri, arrivano in comunità per motivi vari. «Sono soprattutto storie di incapacità genitoriali – spiega l’educatore Franco Girardino –. Nel gruppo attuale abbiamo molte famiglie collaboranti e questo ci ha sicuramente aiutato ad affrontare il primo lockdown che non è stato disastroso come immaginavamo». «Se ci avessero detto di dover convivere per un anno intero, avremmo deciso di chiudere prima. E invece i ragazzi hanno dimostrato una grande resilienza», commenta Barbara Zaglio, una dei 5 educatori salesiani che il 24 marzo del 1996 hanno aperto le porte della comunità. Venticinque anni fa: da allora da Harambée sono passati 149 ragazzi.

Le difficoltà si sono fatte sentire soprattutto da ottobre, tra Regioni colorate, dad e regole in continuo cambiamento. E ora arriva un’altra festività in cui i ragazzi non potranno ricongiungersi alle loro famiglie. «A ogni ingresso dobbiamo fare un tampone – spiega Franco Girardino –. Da novembre tutti i ragazzi vengono controllati una volta al mese. Anche se il primo lockdown è stato sereno, perché si respirava un clima famigliare, siamo sempre stati a rischio. Noi educatori viaggiavamo di continuo e avevamo contatti con l’esterno».

Risolto il problema di linee internet e supporti, con pc e tablet acquistati dai salesiani e dagli assistenti sociali, i ragazzi hanno continuato a fare scuola. La tecnologia alla fine è servita anche per parlare con le famiglie e gli amici. Non è stato facile, ma i ragazzi di Harambée alle difficoltà sono abituati. Anzi, la vita di comunità aiuta: apparecchiare tavola, fare i compiti e guardare il Tg può diventare persino divertente. A vederli sembra tutto naturale. Anche se loro forse più di altri avrebbero bisogno della socialità negata dal distanziamento. Ma insieme il tempo passa meglio. Si studia, si parla, si gioca. Jacopo ha appena finito una partita a carte con i ragazzi: «Mi piace stare in compagnia. Qui c’è sempre qualcosa da fare, non ci si annoia mai».

Festeggiati i 25 anni della Comunità Harambée

Nella serata di ieri, mercoledì 24 marzo, si sono festeggiati online i 25 anni di vita della Comunità Harambée con il contributo video mandato in onda su YouTube: un racconto, una storia fatta di storie per le persone che ci sono state, ci sono e ci saranno.

Il commento di don Domenico Ricca in merito ai festeggiamenti:

“Ascoltarvi da Torino mi emoziona tantissimo….perché celebrare vuol dire non dimenticare la difficoltà dei primi passi…sapersi voltare indietro non per rimpiangere ma per ringraziare e per dire che andare avanti ancora si può, si deve. È la nostra responsabilità educativa, è la nostra azione pastorale ed educativa di salesiani, perché questo ce lo chiede don Bosco, oggi come sempre…”

Comunità Harambée: 25 anni insieme

Esattamente 25 anni fa nasceva la Comunità Harambée: un alloggio socio assistenziale per minori in situazioni di disagio, un’opera salesiana che prende vita dal progetto di un gruppo di educatori provenienti dall’Oratorio don Bosco di Casale Monferrato. In occasione di tale anniversario, mercoledì 24 marzo alle ore 20.45 sarà possibile celebrare questo traguardo grazie al contributo video che sarà mandato online sul canale Youtube nella serata.

Di seguito l’articolo pubblicato sul sito dell’opera salesiana di Casale Monferrato il 23 marzo 2021:

Una scommessa vinta, nata da un progetto di giovani Salesiani Cooperatori

Una casa per restituire futuro

25 anni di vita per la comunità educativa residenziale “Harambée” e i suoi servizi

CASALE – “Una casa per restituire futuro”: questo il titolo del Convegno che 5 anni fa celebrava il ventennale di Harambée e che continua a sintetizzare efficacemente l’essenza e la “mission” educativa di questa realtà, giunta quest’anno al suo 25° anno di attività.

Precisamente il 24 marzo 1996 gli ambienti della comunità aprivano ufficialmente i battenti, preceduti da un percorso di riflessione e di progettazione risalente al 1992, allorquando cinque giovani con esperienze di lavoro e di volontariato nelle comunità per minori cominciarono a condividere un desiderio con la famiglia salesiana di Casale: offrire un’opportunità educativa ai ragazzi con necessità di casa, con uno stile e un carisma specifico, quello salesiano, in linea col sistema preventivo e riproducendo lo stile di famiglia di Don Bosco.

Il sogno trovò concretezza nell’investimento dell’Ispettoria Salesiana del Piemonte per adeguare gli spazi dell’opera e per destinare risorse a ragazzi e ragazze marcatamente segnati da disagio e difficoltà relazionali. Supportata dall’allora incaricato di Oratorio, il gruppo originario dei cinque giovani, accomunati dalla promessa di Salesiani Cooperatori maturata in seno ai rispettivi vissuti in ambito oratoriano salesiano, mise mano al progetto educativo mentre venivano avviati i lavori di ristrutturazione degli ambienti, per trasformare i locali del vecchio istituto della scuola media che aveva chiuso i battenti da anni. Oltre alla struttura abitativa, rispondente alle caratteristiche necessarie per progettare una comunità residenziale, l’opera salesiana disponeva di una “marcia in più”, rappresentata dagli ampi spazi dell’Oratorio, che da sempre sono elemento importante e imprescindibile del carisma salesiano e del sistema preventivo, e che continuano ad essere una grande risorsa per i ragazzi delle comunità, soprattutto in questo periodo di pandemia.

Con l’inserimento in comunità della prima ragazzina ospite, nel luglio del ’96, l’attività prendeva ufficialmente l’avvio: ad oggi sono 149 i minori che hanno condiviso un tratto più o meno lungo della propria esistenza in seno alla comunità Harambée: “Sono volti, storie, ciascuno con le sue peculiarità – raccontano gli operatori che compongono l’équipe educativa, équipe che si è a sua volta trasformata in questi anni -. Una straordinaria ricchezza di vita, fatta di gioie, di fatiche, di scommesse vinte, ma anche di fallimenti, di delusione… Al centro, però, c’è sempre la relazione tra il ragazzo con il suo vissuto, spesso problematico, sofferto, e l’educatore, che si pone al suo fianco, pronto a mettersi in gioco, mantenendo un atteggiamento di fiducia”.

In questo senso i servizi di Harambée nascono attorno ad un bisogno, letto e rivisitato alla luce dell’esperienza educativa, nella fiducia di poter costruire qualcosa di buono, in un incastro di risorse e di competenze che cercano di prendere forma attraversando le storie e i sogni dei ragazzi.

Il trascorrere del tempo e le mutate condizioni sociali hanno trasformato i bisogni e le richieste dal punto di vista educativo: grazie anche alla preziosa esperienza maturata in questi anni di attività, l’équipe educativa è stata in grado progressivamente di diversificare e ampliare la propria offerta di servizi, rendendo così molto feconda la realtà di Harambée. Grazie anche ad un sapiente lavoro di rete, alla costruzione di solide collaborazioni con istituzioni, famiglie, agenzie educative, volontarie e al supporto costante della famiglia salesiana, locale e ispettoriale, i servizi ad oggi attivati attorno alla tutela e alla promozione del benessere dei minori e dei neomaggiorenni si sono arricchiti e diversificati.

OVER 18

Al raggiungimento della maggiore età, i ragazzi lasciano la comunità e sono accompagnati nella complicata fase di sgancio dall’equipe educativa, che stila un progetto educativo insieme all’ospite e al Servizio Sociale di riferimento, con l’obiettivo di concretizzare l’autonomia, quando non è possibile un ritorno in famiglia. Questo percorso è accompagnato e monitorato da uno o più educatori, a seconda delle esigenze.

GApp

Accanto alla storica comunità nasce nel 2015 un gruppo appartamento per ragazzi dai 16 ai 21 anni: in risposta agli emergenti bisogni di accoglienza del territorio, la comunità ha scelto di spendersi per offrire l’opportunità di avviamento alla vita autonoma e alla costruzione di un futuro possibile a giovani provenienti da terre lontane. Al loro arrivo, soli e spaventati, i giovani immigrati scoprono un paese nuovo e cercano di inserirsi in una nuova realtà: apprendimento della lingua, espletamento delle questioni burocratiche e stesura di un progetto di vita che, grazie a formazione e al lavoro, consenta loro di introdursi in una vita adulta con basi solide.

CEM – CENTRO EDUCATIVO MINORI

Il progetto del centro diurno nasce dalla constatazione di una richiesta, spesso pressante, di dare risposte ad un disagio diffuso e sfuggente, e si configura come preventivo del disagio. In una struttura adiacente la comunità, si accolgono nel tempo diurno (ore pomeridiane) fino a sei preadolescenti in età scolare provenienti dal territorio casalese e territori limitrofi. La relazione educativa che si instaura con loro comprende attività finalizzate allo svolgimento dei compiti scolastici, cura della persona, momenti di formazione umana, attività laboratoriali e ludiche, momenti di socializzazione esterna attraverso attività sportive e culturali. La stesura di un progetto educativo individualizzato e di gruppo detta obiettivi e tempi per il raggiungimento degli obiettivi, in un percorso dinamico e funzionale e attraverso verifiche intermedie. 

LUOGO NEUTRO E SOSTEGNO ALLA GENITORIALITÀ

In locali adiacenti alla comunità si offre la possibilità di svolgere incontri tra i minori e i familiari in un luogo protetto, chiaramente sotto la supervisione degli educatori ed avendo sempre come priorità la tutela dei minori.

PROGETTO FAMIGLIE AFFIDATARIE

Nell’ottica di suscitare e potenziare le reti di collaborazione con le comunità, gli educatori ricercano e sperimentano azioni di avvicinamento, con l’obiettivo di creare un gruppo di famiglie a supporto dell’attività educativa e disponibili ad eventuali affidi e adozioni.

PERCORSI EDUCATIVI TERRITORIALI PERSONALIZZATI

Servizi richiesti dal servizio sociale o da privati di supporto a  minori e alle loro famiglie che vivono sul territorio con obiettivi specifici e personalizzati rispetto ad alcune fragilità del percorso evolutivo.

CONSULENZA EDUCATIVA PER ENTI ED ASSOCIAZIONI

Forte dell’esperienza maturata in questo lungo e proficuo percorso educativo, Harambée offre il proprio know-how educativo e organizzativo ad enti e associazioni che operano nel settore dei servizi educativi per minori e famiglie.

PROGETTO BORSE LAVORO

Si tratta di progetti di attività lavorativa per minori ospiti della comunità o in autonomia abitativa. Col tempo si è costruita un’ampia rete di partner sul territorio con i quali Harambée collabora da anni.

Don Bosco Casale Monferrato: Natale in Harambée 20 dicembre 2019

Venerdì 20 dicembre la Comunità Harambée di Casale ha celebrato la festa del Natale con l’Eucarestia cui ha fatto seguito la cena e lo scambio di auguri.

Erano presenti i ragazzi/e della Comunità Residenziale, i Minori Stranieri non accompagnati del Gruppo Appartamento (GAP), i minori del Centro Diurno Educativo (CEM), e alcuni giovani Over 18.

Presenti al gran completo gli educatori delle varie realtà, il personale addetto alla cucina e alla pulizia, i volontari che da anni gravitano attorno ad Harambée.

Nell’Eucarestia concelebrata con don Marco (il direttore di Casale) don Meco ha proposto una riflessione sul Natale ispirandosi alle lettera Apostolica di Papa Francesco sul Presepio – Admirabile Signum – così caro al popolo cristiano, che suscita sempre stupore e meraviglia.

Non c’è Eucarestia senza festa. Alla grande con 130 invitati – se si va avanti così si faticherà a trovare gli spazi adeguati.

Le portate della cena erano debitamente intervallate da video sull’attività dell’anno, da scambio regali, e tanta fraternità.

E’ nella tradizione della comunità vivere la festa del Natale come occasione per un grazie cordiale e sincero ai tanti volontari che nella quotidianità donano alcune ore della loro settimana per accompagnare i ragazzi nella fatica dei compiti e altre attività di sostegno agli educatori.

Ha colpito in modo significativo la forte presenza degli ex. E chi sono? I ragazzi e le ragazze che hanno passato alcuni anni in comunità. E’ bello vederli tornare, con la voglia di raccontarti quanto stanno facendo, come si è sviluppata la loro vita, come sono cresciuti, ma anche le difficoltà e gli ostacoli che nella loro crescita hanno incontrato. E’ innegabile per chi ha fondato la comunità, per chi l’ha diretta fin dall’inizio, per gli educatori più anziani che si viva questo incontro con orgoglio, rafforzati nella loro missione educativa, sempre più convinti che secondo lo spirito salesiano quando in comunità si costruisce famiglia si è nella strada giusta. Con un grazie senza fine a don Bosco che non ci dimentica mai nel suo sguardo benevolo di protezione.

Harambèe una casa di voci anime e volti
di cuori speciali che vengono accolti.
Enigmatici silenzi che talvolta fan rumore
oltre il tollerabile e oltre il dolore.
Sorrisi schivi e schiavi di una storia
che rimbomba potente nelle casse della memoria.
Come guerrieri affrontano percorsi e sfide
lanciano lame taglienti alla vita che stride.
Musiche sovrastano i rintocchi delle ore
accompagnano sempre le loro dure prove.
Cercano di ammorbidire il loro rancore
ma non è facile dimenticare ciò che dà dolore.
Ma percorrendo una strada ricca di avventure
non serve coprire le ferite di armature.
Perché hanno compagni e mite sostegno
per realizzare ogni bel sogno.
Per far sì che questo accada chiediamo a te o Signore
la forza ed il coraggio, l’onestà e l’ardore
per far della vita un’opera d’arte
e dar colore ad ogni sua parte.

Elisa – Educatrice

 

Don Alejandro Leòn – La situazione attuale in Siria

Si rende disponibile l’intervista integrale relativa alla situazione attuale della Siria. A parlare è l’Ispettore del MOR (ispettoria medio orientale che comprende Libano, Siria, Israele, Palestina, Egitto e Iran e ha la sua sede a Betlemme) don Alejandro José León Mendoza che, in occasione dell’appuntamento missionario dell’Harambée, è venuto a fare visita a Valdocco.

 

I ragazzi della comunità Harambée su Tv2000

Si segnala il Comunicato Stampa di “Salesiani per il sociale” riguardo ad alcuni ragazzi, assieme ed un’educatrice, della comunità Harambèe che sono stati ospiti della trasmissione televisiva “L’ora solare” in onda su Tv2000 in occasione della festa di Don Bosco:

I ragazzi della comunità Harambée su Tv2000
“A 18 anni non ci hanno lasciati soli e ci aiutano a trovare lavoro”.

(Roma, 07 febbraio 2019) – In occasione della festa di Don Bosco, alcuni ragazzi e un’educatrice della comunità Harambée sono stati ospiti della trasmissione televisiva “L’ora solare” in onda su Tv2000. Un’occasione per presentare i progetti educativi svolti nella struttura di Casale Monferrato (AL) e sostenuti da Salesiani per il SocialeFederazione SCS/CNOS.

La comunità Harambée nasce a Casale Monferrato nel 1996 con l’obiettivo di accogliere giovani in stato di bisogno. Al suo interno oggi è presente una casa famiglia per ragazzi allontanati dai propri genitori, un centro per minori stranieri non accompagnati e un gruppo appartamento per ragazzi maggiorenni. In quest’ultima struttura vengono ospitati giovani che compiuti i 18 anni, sperimentano percorsi di autonomia, i così detti “care leavers”.

«Una volta diventati grandi, questi ragazzi, per legge, devono uscire dalla comunità e questo crea un grande disagio per loro» spiega Milena Tacconelli, educatrice di Harambée. «Così abbiamo proposto ai servizi sociali un proseguimento dell’accompagnamento attraverso le esperienze di autonomia che chiamiamo “Over 18”. Abbiamo pensato che vivere in condivisione potesse creare condizioni di mutuo-aiuto tra loro stessi. Il punto di forza è la ricerca attiva del lavoro che permetterà loro di diventare autonomi».

Salesiani per il Sociale in questi anni è stata vicina a questi ragazzi sostenendoli nel loro percorso formativo e nel diventare adulti.

«Appena uscito dal gruppo appartamento – racconta uno dei ragazzi accolti – la comunità ha continuato a starmi vicino, gli educatori mi hanno aiutato a inviare i curriculum e sono riuscito a svolgere una settimana di prova in un’azienda. Con grande sorpresa mi hanno detto di restare e dopo qualche mese ho ottenuto un contratto a tempo indeterminato».

Apprendere un mestiere, accedere ad un tirocinio per trovare un’occupazione, imparare a vivere da soli provvedendo ai propri bisogni o anche saper costruire delle relazioni durature nel tempo: sono questi alcuni degli obiettivi che da anni porta avanti l’equipe di lavoro della struttura.

«La comunità e i progetti che fanno loro mi hanno cambiato» racconta un’altra ragazza. «In questa casa ci troviamo bene e grazie all’aiuto di Milena ho ottenuto una borsa di lavoro di sei mesi in una fabbrica di caramella, terminati i quali ho conquistato anch’io un contratto stabile».

«L’insegnamento di Don Bosco – conclude Milena – è che i ragazzi non vanno solo accolti ma che è necessario anche accompagnarli!».

Per approfondire o sostenere il progetto della comunità Harambée:

Qui il servizio andato in onda su Tv2000 lo scorso 30.01.2019:

 

Harambee 2018 – dal 28 al 30 settembre a Valdocco

Dal 28 al 30 settembre si terrà a Valdocco il tradizionale appuntamento “missionario” dell’Harambèe.

Tema dell’incontro saranno le parole dell’Angelo ai pastori e a tutta l’umanità

“Vi annuncio una gioia grande” (Lc 2,10),

insieme con l’accorato invito di Papa Francesco nella EVANGELII GAUDIUM

“Non lasciamoci rubare la gioia dell’evangelizzazione!”

 

 

Programma:

  • Venerdì 28 settembre

    • ore 20:00 | Accoglienza e cena al sacco
    • ore 21:30 | Lectio biblica e fontane di luce
  • Sabato 29 settembre

    • ore 09:00 | Itinerario dei primi oratori a Torino, luoghi del primo annuncio
    • ore 13:00 | Pranzo
    • ore 15:30 | “Identità del primo annuncio e specifico salesiano” – don Stefano Mazzer SdB
    • ore 16:15 | Riflessione personale e lavoro di gruppo
    • ore 19:30 | Cena e animazione
    • ore 21:30 | Veglia di preghiera itinerante in Valdocco
    • ore 23:00 | Buonanotte
  • Domenica 30 settembre

    • ore 08:30 | Accoglienza in teatro
    • ore 09:00 | “Carità e primo annuncio con i migranti” – Agostino e Cinzia Sella
    • ore 10:30 | Presentazione dei Missionari partenti
    • ore 11:00 | Celebrazione eucaristica presieduta dal Rettor Maggiore e 149° mandato missionario
    • ore 13:30 | Pranzo

Harambèe

Dal 28 al 30 settembre si terrà a Valdocco il tradizionale appuntamento “missionario” dell’Harambèe.

Tema dell’incontro saranno le parole dell’Angelo ai pastori e a tutta l’umanità

“Vi annuncio una gioia grande” (Lc 2,10),

insieme con l’accorato invito di Papa Francesco nella EVANGELII GAUDIUM

“Non lasciamoci rubare la gioia dell’evangelizzazione!”

Programma:

  • Venerdì 28 settembre

    ore 20:00 | Accoglienza e cena al sacco
    ore 21:30 | Lectio biblica e fontane di luce

  • Sabato 29 settembre

    ore 09:00 | Itinerario dei primi oratori a Torino, luoghi del primo annuncio
    ore 13:00 | Pranzo
    ore 15:30 | “Identità del primo annuncio e specifico salesiano” – don Stefano Mazzer SdB
    ore 16:15 | Riflessione personale e lavoro di gruppo
    ore 19:30 | Cena e animazione
    ore 21:30 | Veglia di preghiera itinerante in Valdocco
    ore 23:00 | Buonanotte

  • Domenica 30 settembre

    ore 08:30 | Accoglienza in teatro
    ore 09:00 | “Carità e primo annuncio con i migranti” – Agostino e Cinzia Sella
    ore 10:30 | Presentazione dei Missionari partenti
    ore 11:00 | Celebrazione eucaristica presieduta dal Rettor Maggiore e 149° mandato missionario
    ore 13:30 | Pranzo

Borse-Lavoro per i ragazzi dell’Harambée di Casale Monferrato

La comunità Harambée nasce a Casale Monferrato (AL) nel 1996 con l’obiettivo di accogliere giovani in stato di bisogno. Al suo interno oggi è presente una casa famiglia per ragazzi allontanati dai propri genitori, un centro per minori stranieri soli e un gruppo appartamento per ragazzi maggiorenni. In quest’ultima struttura vengono ospitati giovani che, compiuti i 18 anni, sperimentano percorsi di autonomia: apprendere un mestiere o accedere ad un tirocinio per trovare lavoro, imparare a vivere da soli provvedendo ai propri bisogni o anche saper costruire delle relazioni durature nel tempo.

Per i ragazzi ospiti in una casa famiglia compiere 18 anni non è sempre una festa. La legge, infatti, li obbliga a lasciare la struttura perché capaci di provvedere a sé stessi. Purtroppo, però, non tutti i giovani sono pronti a camminare da soli e hanno bisogno di qualcuno che li aiuti a costruire il proprio futuro.

Le richieste per accedere al Gruppo Appartamento sono sempre più numerose e molte volte si è costretti a rifiutarle. A questi giovani che si preparano ad affrontare la vita da adulti si vuole garantire tutto il necessario per poter vivere da soli (la spesa quotidiana, visite mediche specialistiche o l’iscrizione a scuola guida). Inoltre, si desidera assicurare loro delle borse lavoro per avviarsi in tirocini all’interno delle aziende presenti sul territorio.

Un lavoro instancabile, dunque, con l’auspicio che questi giovani che dalla vita hanno ricevuto di meno si possa dare un’opportunità per costruirsi un futuro certo!

 

Ecco un video che ritrae l’Opera di Casale Monferrato:

I ragazzi di Harambée – Casale Monferrato (AL)

Per i ragazzi ospiti in una casa famiglia compiere 18 anni non è sempre una festa. Non tutti sono pronti a camminare da soli per questo hanno bisogno di qualcuno che li aiuti a costruire il proprio futuro. Scopri il progetto Harambée di Casale Monferrato » http://bit.ly/casaharambee

Publié par Salesiani per il Sociale – Federazione Scs sur mardi 5 décembre 2017

 

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