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Alice a Sanca, paese di Meraviglie

Il racconto dello spettacolo teatrale “Alice a Sanca, paese di Meraviglie”, tenutosi presso l’oratorio San Cassiano, nelle parole dell’animatrice Livia Popa a cui va il ringraziamento della redazione.

Venerdì 26 luglio i ragazzi dell’”Estate all’Oratorio” di S. Cassiano in Riva, hanno offerto alle loro famiglie e agli amici un simpatico spettacolo di mezza estate che riproponeva le tematiche educative messe in atto durante questo periodo.

Alice e un ragazzo che rappresenta gli animatori del centro estivo, si sono persi in un paese strano, fatto di giochi di ogni genere, con tanti personaggi della saga di Lewis Carrol. Come uscirne? Naturalmente attraverso giochi ai quali ci si deve adattare e vincere…Ma il cammino è molto arduo, perché non è facile vincere il Re degli Scacchi o la Regina di Cuori. .. I nostri eroi ci riusciranno, con impegno e fatica, perché alla fine è comunque bello sapersi mettere in gioco e superare gli ostacoli che sovente la vita mette davanti!

Si è ripercorsa quindi l’avventura di una bella e simpatica estate che l’oratorio sta ancora vivendo e che durerà fino all’inizio dell’anno scolastico. La storia, più che raccontata e recitata, è stata cantata e soprattutto danzata con le coreografie dei nostri ragazzi e bambini, preparate dagli stessi giovanissimi animatori che si sono distinti per impegno e professionalità non comuni.

Il “Piccolo Coro “ dell’oratorio è stato diretto da Maria Scotellaro, la parte recitata da Chiara Ogliaro e Livia Popa, mentre le splendide coreografie sono di Alessio Iervasi, Annachiara Franco e Linda Guiati. Alla consolle, luci, musiche e parte tecnica Roberto Ragazzo con una folta schiera di super-giovanissimi aiutanti. Alla regia Simone Trada e Chiara Ogliaro. La parte fotografica e video, preparata da Livia Popa, ha ripercorso gli episodi più belli di un’estate, vero “Paese delle Meraviglie”, che ha messo tutti quanti in gioco, a partire dall’ esperienza del soggiorno alpino a Doues (AO), ai giochi d’acqua di Cigliano e Lessona, alle corse nei parchi , alla fantastica “apericena” con i genitori il giovedì 11 luglio.

E non è finita: questa prima parte si chiude venerdì 2 agosto e si riprenderà dal 19 agosto fino al 6 settembre, con la fantastica avventura delle “Olimpiadi ‘19” . Un’occasione da non perdere per tutti i ragazzi e bambini che amano lo sport che unisce.

Lo spettacolo di Sanca è terminato con il coro di ragazzi e genitori che hanno cantato insieme il tormentone di questa estate, composto ben 51 anni fa da un ragazzo che frequentava l’oratorio salesiano di v. Gluck a Milano.

E il cielo di Sanca si è colorato di Azzurro!

Oratorio Salesiani Vigliano Biellese: soggiorno a Gressoney st. Jean

Domenica scorsa, 14 luglio 2019, si è concluso il soggiorno del centro estivo dell’Oratorio salesiano di Vigliano, quest’anno presso la Colonia Don Bosco a Gressoney st. Jean.
Un’esperienza estiva di una settimana in montagna organizzata ormai da più di 18 anni, variando di anno in anno la casa vacanze.


I bambini e i ragazzi dalla 3° elementare alla 3° media che hanno partecipato a tale iniziativa sono stati quasi 60, seguiti da un’equipe di 10 animatori e 5 volontari che si sono occupati della cucina.

Durante il soggiorno, i ragazzi hanno potuto svolgere differenti attività: momenti di gioco di strategia nel bosco, momenti di formazione e riflessione sul film “Divergent“, la passeggiata di 3 ore, la visita didattica al Castel Savoia e, di sera, i tradizionali giochi notturni.

Novità per quest’anno – molto apprezzata – è stata la possibilità di scegliere tra alcune attività presenti sul territorio: i ragazzi hanno potuto infatti passare un’intera giornata al parco avventura di Fontainemore e a svolgere l’attività del PaintBall di MonterosaExperience.

Sulle magliette degli animatori e dei bambini preparate ad hoc per la settimana passata a Gressoney, è stata riportata la scritta “La montagna ci offre la cornice, tocca a noi scrivere la storia che va con essa”.

A conclusione del soggiorno, i Salesiani di Vigliano Biellese ringraziano animatori, volontari, genitori e ragazzi per la buona riuscita dell’esperienza estiva vissuta, la quale ha permesso di “scrivere un bella storia” nei cuori dei bambini e dei ragazzi, così come avrebbe voluto Don Bosco.

Salesiani Novara: Festa delle Famiglie!

Giovedì 11 luglio 2019, presso l’Istituto San Lorenzo dei Salesiani di Novara, si è tenuta la “Festa delle Famiglie” del Centro Estivoestatesalesiani“. Come ogni anno, l’appuntamento ha coinvolto numerose persone – quest’anno oltre 400 – che si sono riunite nel cortile dell’Istituto per vivere un momento di allegra convivialità.

Di seguito, un animatore presente alla festa, descrive più dettagliatamente l’esperienza vissuta:

«Famiglie in Festa! Festa delle Famiglie! Giovedì 11 luglio, ore 20.00. Non puoi mancare! »
Questa è stata la frase che diversi animatori la scorsa settimana hanno declamato, anzi spesso “urlato a squarcia gola”, per convincere i genitori che venivano a prendere i propri figli al termine di una giornata di centro estivo.
Nonostante sia il mio quarto anno da animatore, questa è stata la prima Festa delle Famiglie a cui ho partecipato: le mie aspettative erano alte, ma non credevo che avrei mai potuto giustificare un tale entusiasmo. Ora posso dire di comprendere la felicità con cui si aspettava questo appuntamento. Più di 400 persone e circa 50 animatori hanno contribuito a creare un unico clima di condivisione, amicizia, divertimento, per testimoniare ai genitori, nonni, zii e nipoti quanto quotidianamente si vive al centro estivo. A tutto ciò hanno contribuito anche alcuni fattori: in primis, le crepes alla nutella preparate da alcune animatrici più o meno giovani; lo spettacolo dei ragazzi dei laboratori di danza e teatro; il gonfiabile, vera attrazione per grandi e piccini (si vocifera che anche il direttore don Giorgio non abbia rifiutato un giro…). E come si fa a non ricordare la stupefacente esibizione di Marco Migliavacca, ex-alunno del nostro liceo, oggi giocoliere del Cirque du Soleil, il quale ha regalato al nostro oratorio uno spettacolo incredibile, insieme alla testimonianza che seguire i propri sogni porta veramente lontano, oltre a tutte le nostre aspettative.

Rivivi l’evento:

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Salesiani Cuneo: una serata con Fabio Geda

Martedì 28 maggio, alle 21.00, presso la Sala della Comunità dei Salesiani di Cuneo si terrà una serata con lo scrittore e saggista Fabio Geda.

Il noto autore presenterà il suo ultimo libro “Il demonio ha paura della gente allegra. Di don Bosco, di me e dell’educare” (Editore Solferino). Ripercorrere le pagine del libro sarà un’occasione per riflettere insieme sugli argomenti che ne hanno ispirato la stesura: l’educazione, il valore della comunità, il significato sociale e politico dell’accoglienza in tempi critici come quelli che stiamo vivendo.

L’incontro, promosso in collaborazione con il settimanale La Guida e la libreria Stella Maris, è presentato nell’ambito del progetto Costruiamo la Comunità (dai social network alla comunità umana) promosso in 70 sale della comunità dall’Associazione Cattolica Esercenti Cinema (ACEC).

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

Istituto Agnelli: Mons. Cesare Nosiglia alla veglia di preghiera per il mondo del lavoro

Martedì 30 aprile presso l’Istituto Salesiano dell’Agnelli, si è tenuta una veglia di preghiera per il mondo del lavoro, presieduta dal vescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia, all’interno del “Festival del Lavoro” promosso dall’Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro della Arcidiocesi di Torino.

Un importante  momento di riflessione con cui Mons. Cesare Nosiglia ha proposto a coloro che sono chiamati ad esercitare ruoli di responsabilità nel tessuto sociale ed economico di operare insieme su alcune piste di lavoro, le quali sono state elencate e approfondite durante la veglia.

ORAtorio per il FUTURO – Valdocco 3 maggio 2019

Oggi, venerdì 3 maggio 2019, presso la sala Sangalli di Valdocco, si è svolto il primo Convegno degli Oratori, dal titolo “ORAtorio per il FUTURO”

Oratorio Venaria Reale: Festa di San Domenico Savio con il Recital “L’Abbraccio” della Comunità Cenacolo

«..questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita,
era perduto ed è stato ritrovato.»
Lc 15,32

All’interno dei festeggiamenti dedicati a San Domenico Savio, sabato 11 maggio alle ore 21.00, presso l’Oratorio salesiano di Venaria Reale, si terrà lo il Recital “L’Abbraccio” organizzato dai giovani della Comunità Cenacolo di Suor Elvira.

Alle ore 20.30 sarà prevista l’accoglienza e la presentazione della Comunità Cenacolo.
A seguire, lo spettacolo “L’Abbraccio” e le testimonianze dei ragazzi della Comunità sulle tematiche delle dipendenze.

Ingresso libero.

VENARIA REALE (TO)
ORATORIO SALESIANO “SAN FRANCESCO”
VIA IV NOVEMBRE 28

 

Salesiani di Cuneo: Triduo Santo dei Giovani 2019

Un’esperienza di vita comunitaria hanno vissuto i ragazzi dei gruppi del biennio, triennio e universitari di Cuneo, con la quale si sono preparati a vivere il Triduo pasquale.
Si riporta l’articolo dell’evento, dal titolo “Ho bisogno di credere“, pubblicato sul sito dei Salesiani di Cuneo.

Ogni anno, grazie al Cielo, Pasqua arriva, sia che ce ne accorgiamo il Sabato Santo alla veglia, sia che ci prepariamo a quel momento dal Mercoledì delle Ceneri. Non si celebra la Pasqua quando siamo pronti ad accoglierla, ma solo se ci siamo preparati possiamo provare ad accogliere almeno un po’ del mistero immenso che è il nostro Dio, che per amore muore in croce e risorge. Per questo una settantina di ragazzi dei gruppi di biennio, triennio e universitari hanno deciso di fermare il tran tran del quotidiano per vivere in oratorio il triduo in preparazione alla Pasqua. La vita comunitaria fatta di pasti, camerate, momenti di allegria e fatiche condivise è stata arricchita dagli spazi di riflessione dati dalle predicazioni, dai tempi di silenzio personale, dalle occasioni di servizio, dalla possibilità delle confessioni e da tutti i momenti di intensa preghiera sia personale che comunitaria, durante le celebrazioni del triduo. La frase guida di questi giorni “Ho bisogno di credere” si è alzata dai Sale come una preghiera, una preghiera di giovani che vogliono veramente vedere da vicino il volto del Signore in queste occasioni d’incontro privilegiate con Lui, per poterlo poi riconoscere più facilmente nella loro quotidianità.

Lucia

Il cortile dell’oratorio e il contrasto alla povertà educativa

Si riporta qui a seguire un articolo pubblicato dalla editrice “Vita” – magazine Vita, mensile dedicato al racconto sociale, al volontariato, alla sostenibilità economica e ambientale e, in generale, al mondo non profit – a cura di Giovanni D’Andrea, riguardo la prima indagine nazionale sugli 8mila oratori d’Italia.

L’83% degli oratori ha un doposcuola, l’88% attività espressive, l’83% un gruppo sportivo. L’oratorio che agisce sempre meno da solo e sempre più e sempre meglio in un lavoro di rete.

La casa editrice EDB di Bologna ha pubblicato da poco la prima indagine nazionale sui centri giovanili, commissionata dal Forum degli Oratori Italiani e dal Servizio per la Pastorale giovanile della Chiesa italiana all’IPSOS di Nando Pagnoncelli, che ha curato la redazione del libro “Un pomeriggio all’Oratorio”.

Nel nostro immaginario l’oratorio è il luogo della socializzazione, del gioco e dello svago. Diversi di noi ci sono passati in giovani età. Lo stesso Pagnoncelli deve all’oratorio di una parrocchia di Bergamo parte della sua formazione quando nella presentazione del testo dice:

«intorno ai 13-14 anni il curato ci faceva lezioni di buona politica, ci insegnava ad osservare il quartiere, a farci carico dei problemi degli altri e ci educava alla partecipazione».

È quello che don Bosco definisce la formazione «dell’onesto cittadino e del buon cristiano». È indubbio il valore socio-educativo dell’oratorio centro giovanile che insieme alle altre agenzie educative del territorio contribuisce a creare la rete educativa a favore delle giovani generazioni lì presenti. Non è dunque l’oratorio che agisce da solo ma sempre più e sempre meglio in un lavoro di rete.

Sono poco più di 8.000 gli oratori censiti in Italia, una tradizione che agisce in Italia da 450 anni, dai tempi di San Filippo Neri nella Roma del ‘500. In questi secoli l’oratorio ha saputo adattarsi alle esigenze dei tempi restando sempre nell’alveo dell’educazione oltre che della formazione cristiana dei giovani.

In ambito di contrasto alla povertà educativa una delle attività principe messa in atto dagli oratori è quella del “doposcuola”, l’83% è la media nazionale degli oratori che mettono in atto questo servizio (89% al nord, 83% al centro, 74% al sud). Un servizio che si fonda molto sui volontari. Le attività di doposcuola assumono diverse modalità, da quello semplice dell’aiuto nel fare i compiti alla forma integrata che oltre al classico aiuto nei compiti si aggiungono attività di socializzazione, sportive, di arti espressive (teatro, danza, canto, musica), focus group tematici. Queste ultime attività espressive sono svolte dall’88% degli oratori. Un’altra attività con un forte trend è quella sportiva con l’83%.

L’oratorio offre anche per gli adolescenti e giovani l’occasione di mettersi al servizio in attività di animazione ludica e formativa per i più piccoli il cui momenti clou è in estate con i famosi GREST o Estate Ragazzi e gli immancabili campeggi. Vanno anche considerate le gite elemento in cui si mettono assieme l’aspetto ricreativo, culturale ed ecologico – ambientale, un mix che aiuta il giovane a crescere culturalmente in queste dimensioni. Il coinvolgimento dei giovani si concretizza anche nelle attività caritative e di volontariato.

Va anche considerato un altro aspetto socio-educativo svolto dall’oratorio, quello di essere luogo di inclusione per le diverse etnie che sempre più vivono in Italia. È in oratorio oltre che a scuola che i giovani di “seconda generazione” vivono processi di inclusione e se ben guidati dagli adulti ed educatori possono mettere a frutto la ricchezza che ogni cultura ha in sè. Questo apre anche ad un interessante confronto interreligioso.

Forse parlando di oratorio la nostra mente va a configurare l’immagine di cortili, campi da gioco, sale, biliardini ma questi sono da considerare come strutture. L’essenza dell’oratorio sono le persone, le diverse generazioni che si incontrano, i ragazzi ed i loro animatori più grandi, gli educatori, i genitori da coinvolgere sempre più e sempre meglio nel dialogo educativo: c’è il rischio infatti che l’oratorio sia visto come luogo accuditivo, un “parcheggio ad ore” per cui i genitori possono respirare un po’ e svolgere attività in maniera più libera, ma l’oratorio è invece un luogo educativo aperto alla collaborazione di tutti. Don Michele Falabretti, Responsabile nazionale della Pastorale Giovanile della Chiesa Italiana lo definisce insieme alla scuola “la più grande palestra di umanità e di relazioni umane che si possa immaginare”.

Relazioni umane che rappresentano una valida risposta alla povertà educativa minorile, è nella relazione che le persone si incontrano, si ascoltano ed avviano un dialogo che fa crescere ognuna delle parti, l’adulto chiamato sempre più a vivere da persona significativa ed il minore ad assumersi la sua responsabilità di continuatore ed erede del patrimonio culturale che una comunità educante gli affida e così di generazione in generazione.

don Giovanni D’Andrea
Presidente di Salesiani per il Sociale – Federazione SCS/CNOS

San Cassiano, Biella – Quando c’è Sanca, nulla ci manca!

Ed è vero.
Da 120 anni migliaia di ragazzi hanno frequentato, tanto o poco, l’oratorio di S. Cassiano in Riva. Hanno trovato una casa che li ha accolti, una parrocchia a misura di giovane che ha annunciato loro  il Vangelo, una scuola senza banchi e lavagna che li ha però avviati alla vita, ma soprattutto il cortile dove potersi conoscere, dove giocare e dove vivere insieme in Santa allegria.

Questi sono i pilastri del sistema educativo che Don Bosco ha lasciato ai suoi salesiani e che don Bruno Ferrero, direttore del “Bollettino Salesiano” e scrittore,  ha illustrato la sera di venerdì 9 novembre 2018, a 120 anni esatti dalla fondazione dell’oratorio, a un folto gruppo di genitori, catechisti, educatori e giovani animatori che hanno affollato la chiesa di S. Cassiano.

La giornata è stata molto intensa e ha visto più di 150 ragazzi giocare, riflettere sul senso dell’oratorio, pregare e conoscere il nostro vescovo Mons  Roberto Farinella che ha incontrato così Sanca per la prima volta.
E’ seguita poi la classica merenda dell’oratorio e la cena per tutti, preparata e servita da genitori e amici di Sanca. Naturalmente la torta con le candeline, il volto sorridente di Don Bosco e la facciata della chiesa di Riva…E tanti auguri a Sanca!
Poi lo spettacolo di arte varia dello show man Egidio Carlomagno che ha intrattenuto i ragazzi sulla scia del nostro Fondatore che camminava sulla fune e faceva i “giochi con i bussolotti”…

E non è finita: fino alle 01,00 della notte più di 300  ragazzi hanno vissuto e ballato il “NIGHT PARTY” , animato dal DJ Tedj, oratoriano di Sanca pure lui, così come d. Luca Murdaca, parroco di Vigliano Assunta, che era presente con molti giovani e giovanissimi.  Serata indimenticabile!

La conclusione domenica 11 alla messa delle 10,45, presieduta da don Genesio Tarasco, Direttore dei salesiani di Vigliano. Il particolare ricordo al Beato don Michele Rua, primo successore di Don Bosco e fondatore di Sanca, ha evidenziato ancora una volta l’importanza dell’educazione umana e cristiana per la nostra gioventù. Allora come adesso.  

Articolo a cura di Livia Popa, Animatrice di San Cassiano.