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Oratorio Don Bosco Lanzo Torinese: Estate Ragazzi 2020

Dal 22 giugno, inizia l’esperienza dell’Estate Ragazzi “Stand Up” all’Oratorio Don Bosco di Lanzo Torinese.

Di seguito tutte le informazioni pubblicate sulla Pagina Facebook dell’opera.

Stand Up – Scegliere di cambiare… ti cambia la vita

Estate Ragazzi 2020 Lanzo Torinese, dal 22 giugno al 31 luglio dalle 07.45 alle 17.00.

  • Per i bambini dalla 1° alla 5° elementare
  • Per i ragazzi dalla 1° alla 3°media

Iscrizioni in oratorio (dalle ore 15.oo alle 18.30):

  • 8-9-10 giugno residenti;
  • 11-12 non residenti;
  • dal 15 giugno tutti fino al raggiungimento numero.

I bambini e i ragazzi saranno suddivisi nei locali dell’oratorio e della scuola “F.Albert”. Tutte le attività, laboratori e giochi saranno svolte secondo le linee guida de DPCM del Ministero.

Prezzi Residenti:

  • Quota d’iscrizione: € 15.00 (maglietta, assicurazione, spese di segreteria)
  • € 25.00 a settimana
  • € 130 per 6 settimane
  • Agevolazioni solo sull’intero periodo di 6 settimane (2° fratello € 100, 3° fratello € 80 + € 15 euro quota)

Prezzi non Residenti:

  • Quota d’iscrizione: € 15.00 (maglietta, assicurazione, spese di segreteria)
  • € 30.00 a settimana
  • € 160 per 6 settimane
  • Agevolazioni solo sull’intero periodo di 6 settimane (2° fratello € 130, 3° fratello € 110 + € 15 euro quota)

Riunione con i genitori venerdì 5 giugno alle ore 21.00 presso la chiesa parrocchiale (1 persona per famiglia) rispettando le giuste distanze di sicurezza.

Oratorio Don Bosco

Piazza Albert 11, Lanzo Torinese

oratorio.lanzo@libero.it

Salesiani di Bra: Estate 2020 “Sale on the Road”

L’Oratorio Salesiano di Bra è pronto a ripartire con le attività estive: lunedì 15 giugno inizia ufficialmente “Sale on the road”: una serie di iniziative che si propongono di colmare il vuoto creato dalla impossibilità di ripetere l’esperienza tradizionale dell’Estate Ragazzi ai Salesiani.

L’iniziativa è articolata in due momenti diversi e con destinatari distinti:

  • “On the road – Biennio” –  dal 15 al 26 giugno: un modo per coinvolgere, alcuni giorni e per alcune ore, i ragazzi del gruppi dei primi anni delle superiori in vista delle attività di luglio coi più giovani.
  • “R-Estate ai Sale” – dal 29 giugno al 24 luglio: rivolto ai ragazzi dalla 4-5 elementare 1-2-3 media, prevederà attività dalle 8.00 alle 16.30 (€ 40 a settimana, mensa esclusa).

Rispettando le normative in vigore per i centri estivi, non sarà possibile avere grandi numeri come in passato. In caso di richieste superiori alle possibilità di accoglienza sarà data precedenza a quanti sono già legati alle attività dell’opera.

Tutte le informazioni per l’iscrizione saranno offerte a partire dalla settimana prossima presso l’oratorio dei Salesiani di Bra.
(0172 4171111; direttore.bra@salesianipiemonte.it).

AGGIORNAMENTO 11 GIUGNO 2020 – NOTIZIA ESTATE 2020 BRA

A causa della situazione sanitaria, l’Estate 2020 ai Salesiani di Bra sarà diversa dal solito: vi sarà un numero massimo consentito, proporzionale alla capacità ricettiva della struttura in termini di spazi (all’aperto e al chiuso) e di presenza di adulti responsabili.

Dal 15 al 26 giugno proponiamo “On the Road 2020”: destinato ai giovani che hanno frequentato il Gruppo Biennio della scuola superiore (o a quanti sono interessati all’attività), è un modo per unirsi all’equipe educativa e agli animatori più grandi per fare una serie di attività in preparazione alle settimane di luglio.

Dal 29 giugno al 24 luglio proponiamo “R-Estate ai Sale”: rivolto ai ragazzi dalla 4-5 elementare e di 1-2-3 media, prevederà attività dalle 8.00 alle 16.30 (€ 40 a settimana). Stiamo valutando di offrire il servizio mensa (€ 5 a pasto) oltre alla possibilità del pranzo al sacco.

Rispettando le normative in vigore per i centri estivi, non sarà possibile avere grandi numeri come in passato. In caso di richieste superiori alle possibilità di accoglienza sarà data precedenza a quanti sono già legati alle attività dell’opera.

Tra i vari criteri per l’ammissione, saranno privilegiati coloro che hanno frequentato in maniera costante il cammino catechistico presso il nostro oratorio o la partecipazione a gruppi e gli iscritti alla scuola media salesiana. Non è prevista alcuna priorità per le domande di iscrizione che giungeranno per prime in ordine di tempo.

Chiediamo a quanti sono interessati di compilare il Modulo di pre-iscrizione:

“ON THE ROAD 2020” – Gruppo Biennio (15-26 giugno): https://forms.gle/wEe1T9dCCurcJRyr6

“R-Estate ai Sale 2020” (29 giugno – 24 luglio): https://forms.gle/xGREWvNZ8WTGtUPN7

Grazie della pazienza e della fiducia, presenti più che mai!

NB. La compilazione di questo Form NON avrà valore di ISCRIZIONE a R-ESTATE AI SALE 2020. Sarete contattati in caso di accettazione della domanda

Salesiani Vercelli: concluse le sfide #Ma(r)ychallenge per il mese di maggio

Con la fine di maggio, si sono concluse le sfide dell’iniziativa #Ma(r)ychallenge dedicata ai bambini e ai ragazzi del catechismo dell’Opera Salesiana Don Bosco di Vercelli. L’idea si è sviluppata con un programma di “sfide” settimanali che hanno permesso di riflettere sulla figura di Maria per tutto il mese mariano di maggio. Con una buona partecipazione da parte dei ragazzi con le loro famiglie, ciascuna sfida ha nominato ogni settimana alcuni vincitori, ringraziando come sempre tutti i partecipanti. Di seguito le 4 sfide proposte presenti sul sito dell’opera.

SFIDA 2 #Ma(r)ychallenge

 

SFIDA 3 #Ma(r)ychallenge

SFIDA 4 #Ma(r)ychallenge

#COMMUNITY: reti di prossimità educativa ai Salesiani di Vigliano

La Fondazione Cassa di Risparmio Biella e Banca Simetica hanno istituito un bando straordinario “#COMMUNITY – CFP” del valore di 200mila euro destinato alle associazioni del Terzo Settore impegnate nell’ aiuto e nell’ assistenza delle persone in difficoltà. All’interno del progetto, troviamo l’Istituto Salesiano San Cassiano di Vigliano. Si riporta di seguito l’articolo dedicato.

#COMMUNITY. Reti di prossimità educativa dell’ Istituto San Cassiano di Vigliano

Per affrontare la crisi causata dal coronavirus, la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e Banca Simetica hanno istituito un bando straordinario del valore di 200mila euro destinato alle associazioni del Terzo Settore impegnate nell’ aiuto e nell’ assistenza delle persone in difficoltà.

Il bando è denominato ” Comunità fragile“. Come ” La Nuova Provincia” mettiamo a disposizione i nostri spazi per l’illustrazione dei progetti.

In questo numero l’Istituto San Cassiano di Vigliano e la Lega italiana contro la lotta ai tumori.

ISTITUTO SAN CASSIANO, VIGLIANO BIELLESE

L’Istituto San Cassiano è un ente ecclesiastico salesiano che vede al suo interno un centro di formazione professionale, l’oratorio-centro giovanile e una scuola materna paritaria.

Secondo una tipica esperienza pastorale di don Bosco l’Istituto ha come sua missione l’essere casa che accoglie, parrocchia che evangelizza, scuola che avvia alla vita, cortile per incontrarsi da amici e vivere in allegria. Raggiungiamo così, con le attività più svariate, circa seicento giovani, dai più piccoli ai più grandi ed altrettante famiglie con un picco superiore con i centri estivi.

Nel Centro di Formazione Professionale in accordo con la Regione Piemonte si erogano quattro corsi triennali: uno in ambito meccanico, uno in ambito elettrico, uno in ambito termoidraulico ed uno nel settore acconciatura; un corso biennale per saldo carpentieri, un quarto anno di specializzazione per il conseguimento del diploma di operatore di macchine e sistemi automatici. L’Oratorio salesiano offre parecchi servizi ai giovani: una palestra con campo da calcio, basket e pallavolo con relativi spogliatoi; campi polivalenti all’aperto, un bar con calciobalilla e ping pong e un parco giochi per i più piccoli. Le attività proposte sono molteplici: dal centro diurno e il dopo scuola al centro estivo e i ritiri mensili. Per i più grandi l’oratorio apre anche alla sera del venerdì e del sabato.

Il progetto #COMMUNITY

Reti di prossimità educativa Il progetto #Community.

Reti di prossimità educativa nasce dalla ricognizione rispetto al lavoro fatto in queste settimane da parte degli educatori, docenti, formatori dell’Istituto.

L’Istituto, fin dall’inizio dell’ emergenza Covid-19, ha fatto il possibile per mantenere attivi il sostegno e la relazione educativa in tutti i suoi ambiti di azione abituali: la scuola e il centro di formazione professionale hanno avviato modalità di didattica a distanza e si pongono come punto di riferimento per gli alunni e le famiglie anche con modalità nuove (Social network, chat, video lezioni, ecc.); le varie attività dell’ Oratorio, come i gruppi formativi e il doposcuola, continuano laddove possibile, con modalità di incontro virtuale a tenere i contatti con i ragazzi e i giovani. I bisogni che abbiamo incontrato nei ragazzi sono molteplici e riguardano, in primo luogo, la sfera del sostegno alle famiglie e ai minori in situazione di vulnerabilità, laddove, con l’ attuale emergenza, le fragilità pre esistenti si sono acutizzate o ulteriormente aggravate a causa delle precarie risorse economiche e sociali a disposizione. Il mondo digitale è entrato in modo preponderante nelle case di tutti e il processo di adattamento non è purtroppo facile o immediato e non tutti sono in grado di permettersi la tecnologia che li connetta virtualmente al mondo scuola e al modo delle ” relazioni umane a distanza”. Tutto questo rischia di aggravare le situazioni povertà educativa in cui versano i minori, oltre che l’ inclusione sociale delle loro famiglie. Il progetto si prefigge di attivare attività straordinarie di supporto a minori e famiglie in situazioni di vulnerabilità sociale, economica e psicologica per fare fronte alla fase emergenziale.

Intendiamo garantire ai giovani le dotazioni tecnologiche (pc, tablet, connessioni internet) necessarie al pieno accesso alle opportunità di didattica e formazione a distanza a loro
precluse e avviare un servizio psicologico che si rivolgerà ad adolescenti, giovani e famiglie che affrontano con fatica la nuova quotidianità e si configurerà come uno spazio dedicato in cui riflessioni, dubbi, timori, aspettative possano trovare ascolto e contenimento.

DICHIARAZIONE DEL DIRETTORE

Don Genesio Tarasco

Probabilmente la ” fase 2″ è già iniziata, lasciandoci in eredità ciò che di bello e positivo, in mezzo a tanto dolore e tanto disagio, la pandemia del covid19 ci ha portato. Un modo nuovo di relazionarci, un’ attenzione puntuale a chi è più in difficoltà, metodi innovativi e generativi per una formazione a distanza e per i nostri ragazzi il superamento di una fruizione del modo virtuale quasi esclusivamente a scopo ludico o per riempire in maniera effimera, un tempo che diversamente sarebbe attraversato da solitudine e noia. Grazie alla sensibilità ed alla prontezza di intervento, alla capacità di fare rete della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e Banca Simetica nella persona dei rispettivi presidenti Franco Ferraris e Pier Luigi Barbera, con l’ assegnazione del bando ” Comunità fragile” all’ Istituto San Cassiano di Vigliano, alcuni dei nostri allievi che vivono in povertà o rischiano di essere emarginati proprio per motivi economici, potranno accedere a questo nuovo mondo che si prospetta loro ormai esclusivo ed imperioso. Potranno avere anche loro gratuitamente gli strumenti ed i supporti necessari per entrare in collegamento con la scuola e con i propri compagni ampliando conoscenze e relazioni essenziali per la loro crescita integrale. Sono gesti questi che indicano un cambio di passo ed un’ attenzione puntuale ai bisogni della nostra gente e soprattutto dei ragazzi del nostro territorio che racconteranno certamente il tempo della pandemia, della loro forzata clausura, ma diranno anche l’ attenzione delle istituzioni e soprattutto l’impegno di tanti formatori ed insegnanti che si stanno spendendo in maniera egregia perché non manchi loro quel supporto necessario affinché “l’intelligenza delle mani” trovi terreno fertile per dare quei frutti che tutti si attendono.

COSTO TOTALE del progetto: 9.993 € Contributo: 7.500 €

Salesiani Cuneo: corso animatori…in corso

Prosegue il Corso Animatori dei Salesiani di Cuneo, iniziato lo scorso 28 aprile (a distanza) e che continuerà fino a fine maggio per arrivare poi alla preparazione più pratica di quelle che saranno le attività dell’estate 2020. Si riporta di seguito l’articolo pubblicato ieri sul sito dell’opera.

Corso animatori…in corso

Lo abbiamo rincorso, adesso è in corso.

Stiamo parlando del Corso con la C maiuscola, e cioè il Corso Animatori, che tradizionalmente ha luogo tra marzo e aprile ed è la prima boccata di aria estiva ad entrare in circolo nei polmoni delle ragazze e dei ragazzi delle scuole superiori.

Saltata, per evidenti motivi, la sua versione diocesana, che avrebbe coinvolto tutte le parrocchie, il Corso Animatori pensato qui ai Sale ha preso il via lo scorso 28 aprile e continuerà fino a fine maggio, sfociando poi nella preparazione più pratica di quelle che saranno le attività dell’estate 2020 (e tutti gli animatori hanno in cuore la speranza che una qualunque forma di attività si possa svolgere!).

Ovviamente, ciascun ragazzo è in collegamento da casa sua con il gruppo dei suoi coetanei e con i formatori (diversi per ogni serata). Accanto ad essi, la figura del tutor di “annata” (cinque, dal 2001 al 2005) segue il gruppo e i suoi componenti durante tutto il percorso. I temi trattati vanno dalle motivazioni di un animatore all’assistenza salesiana, dalla comunicazione al sistema preventivo di don Bosco. Bellissimo il momento finale in cui ci si ritrova tutti e 80 su un’unica piattaforma on line per la preghiera e gli immancabili avvisi di don Alberto.

Si diceva che non si sa cosa sarà dell’estate che verrà. Per questo è ancora più significativo vedere così tanti iscritti Corso Animatori dei Sale; ragazzi che, comunque, in questi mesi di “lockdown”, non se ne sono stati con le mani in mano. Molti hanno contribuito al servizio di commissioni a domicilio “La spesa che non pesa” o alla distribuzione delle cosiddette borse viveri su tutto il territorio parrocchiale. I più grandi non si sono tirati indietro dal volontariato con i senza fissa dimora accolti in oratorio tutti i pomeriggi. Senza dimenticare gli impegni di studio e le nuove dinamiche familiari nate in questi mesi.

Il voler intraprendere adesso, “al buio”, il Corso Animatori non risponde dunque soltanto all’esigenza di socialità tipica dei giovani: c’è un desiderio profondo di “essere” animatori, e non semplicemente “fare” gli animatori. E per noi significa esserlo come avrebbe voluto don Bosco, non avendo paura di continuare a sognare in grande, per il futuro più o meno immediato; pensando in continuazione, anche adesso, ai bambini e ai ragazzi che fisicamente (e chissà per quanto) non riusciremo ad incontrare; affidandoli e affidandoci al Signore e, in questo mese di maggio, in particolare a Maria, la nostra mamma del cielo.

L’animazione ha segnato e continuerà a segnare ciascuno di noi, per vivere sin da ora, nel mondo, da buoni cristiani e onesti cittadini. Per noi essere animatori è una scuola di vita: ci insegna anzitutto l’attenzione ai più piccoli, in particolare i più poveri ed emarginati, e poi che il bene va fatto bene. Per questo ogni anno si ripete, con o senza Coronavirus, la bellissima tradizione del Corso Animatori.

Joy

Oratorio Michele Rua: la testimonianza di Amal – Gruppo Triennio

Nella serata di ieri, giovedì 14 maggio, i giovani del Gruppo Triennio dell’Oratorio Michele Rua hanno avuto la possibilità di intervistare e seguire la testimonianza (su Google Meet) della giovane Amal, cooperatrice dell’oratorio di Damasco recatasi in Italia in occasione del Capitolo Generale. Di seguito l’intervista.

Gruppo Triennio – Michele Rua – 14 maggio 2020

#spazistrettiperallargareilcuore

Testimonianza di Amal – giovane cooperatrice dell’oratorio di Damasco

  • Quali sono i motivi che hanno spinto te e la tu famiglia a decidere di rimanere in una realtà difficile e dolorosa come la guerra?

All’inizio non sapevo cosa rispondere. Poi ci siamo chiesti: ma se tutti noi giovani partiamo, chi si occuperà dei bambini o di chi resta perché non può partire? Siamo rimasti per poter fare qualcosa di buono e di bello per gli altri, anche in questo tempo di guerra. E questa non è solo una decisione mia, ma di tutta la mia famiglia. 

  • Durante i momenti di dolore, di fragilità, quello che aiuta a non chiudersi è sentirsi amati. Quali sono stati i segni concreti con cui Dio si è preso cura di te?

All’inizio mi chiedevo: “Perché Dio non fa un miracolo e ferma questa guerra?”. Ho passato un anno, forse due, a chiedermi questo. Negli anni, in questo tempo, sono rimasta con Lui, ma continuavo a non capire. Poi ho capito che quando io pregavo o parlavo con Lui chiedevo una cosa sbagliata; la mia preghiera così è cambiata ed è diventata: “Dio aiutami a sapere come posso agire nelle condizioni di questa guerra”. Lì ho capito che Dio non cancella il problema ma mi aiuta a viverlo, a superarlo. Durante la guerra ho imparato a pregare e questo ha cambiato la mia relazione con Dio. Ho imparato in questo periodo a cercare la vera pace del cuore, soprattutto quando ero più nell’angoscia. E sapevo che solo Lui poteva darmi quella pace del cuore. Ho capito che non potevo più smettere di cercare quella pace. 

  • A causa della guerra, come a causa di questa pandemia, non si può vivere “normalmente” l’oratorio. Cos’ha voluto dire essere animatrice salesiana in una situazione del genere? Quali sono le cose che veramente contano dell’animazione?

La spiritualità salesiana mi ha aiutato nella mia relazione con Dio. Tanti sono stati i momenti in cui l’oratorio veniva chiuso (perché era troppo pericoloso o per situazioni economiche difficili). Nonostante questo cercavamo di riaprire l’oratorio. La cosa più importante non era solo aprire l’oratorio, ma avere buoni e bravi animatori che stessero con i ragazzi. E visto che siamo salesiani, vuol dire che servono animatori felici: quindi per prima cosa abbiamo cercato di incoraggiare, noi per primi e poi gli animatori, a cercare questa felicità, perché i ragazzi sanno distinguere bene se fai finta di essere allegro o se lo sei davvero nel tuo cuore. Abbiamo poi scoperto che tanti aspetti venivano trascurati: es. l’aspetto e la cura psicologica dei ragazzi. I due aspetti allora su cui abbiamo investito sono stati questi: ricerca della gioia e cura dell’aspetto psicologico. Teniamo sempre presente che siamo solo discepoli del vero Maestro, che è Gesù: abbiamo un buon maestro per imparare la Gioia. 

  • Abbiamo ricevuto il video commovente in cui i giovani della Siria pregavano per l’Italia in questo momento di pandemia, spesso noi crediamo che il dolore ci chiuda in noi stessi e invece quel video è stata la testimonianza che invece la sofferenza può renderci più attenti a chi è in difficoltà. Come la sofferenza ti ha portato ad essere una fonte di speranza per altri che soffrono e a non chiuderti?

Durante la guerra molte persone hanno armi, non solo i soldati, e le usano in modo orribile; e molti di questi erano siriani. Hanno ucciso siriani come loro, amici, fratelli, sorelle…e a causa loro abbiamo persone molte persone care. Per questo motivo, questi gruppi venivano attaccati perdendo così le loro case. Si sono così spostati dalle loro città alle nostre, facendo occupare le nostre scuole alle loro donne e ai bambini perché potessero vivere lì. Noi allora abbiamo organizzato delle missioni all’interno della città: andavamo a gruppetti di animatori e facevamo animazione per i bambini in quelle scuole, per i figli dei nostri nemici. All’inizio era difficile farli sentire felici dopo tutto quello che i loro padri avevano fatto a noi. Ma da questo abbiamo imparato due cose: se non riusciamo ad amare i nostri nemici, come ha insegnato Gesù, almeno possiamo amare i loro figli che non hanno colpa di ciò che hanno fatto i loro padri; e abbiamo imparato che questo è ciò che avrebbe voluto Don Bosco che ci insegna ad amare i ragazzi al di là delle loro situazioni e delle loro famiglie. Tutto questo ci ha aperto la mente e il cuore, per cercare di creare un legame più autentico e semplice nei modi. E anche perché sapevamo che l’Italia stava con noi: voi italiani ci avete insegnato come possiamo rimanere legati e vicini anche nelle difficoltà. Voi ci avete insegnato che cosa vuol dire stare vicini nelle difficoltà, perché lo siete stati. Non dimenticate mai quanto valete, quante benedizioni avete ricevuto. E quando vi accorgete di quante grazie avete ricevuto allora inizierete a donarle agli altri. 

  • Il Papa dice che questa Pandemia è come una guerra, tu che una guerra l’hai vissuta veramente potresti darci 3 consigli per vivere a pieno il presente e ripartire migliori domani?
  • Intanto dovremmo essere sempre consapevoli che siamo solo discepoli di un maestro che è Gesù e che Lui saprà guidarci. 
  • Imparate ad essere misericordiosi con voi stessi: potete anche non capire tutto adesso (don Bosco ha compreso il sogno dei 9 anni solo prima di morire): siate misericordiosi con voi stessi.
  • Cercate i lati positivi di questa situazione: non possono non esserci! Se saprete trovarli, questo vi aiuteranno a vivere quelle altre difficoltà che incontrerete anche oltre al Covid. 

Domande dei ragazzi

  • Come si è pensata la missione nelle scuole? chi ha avuto l’iniziativa e come siete stati coinvolti?

Di sicuro abbiamo dovuto essere preparati, non potevamo andare così. A Damasco, all’inizio abbiamo fatto un po’ di esercizio con i nostri ragazzi. Una delle metodologie pensate era quella di far disegnare ai bambini come vedono la loro realtà oggi: e i loro disegni erano molto molto tristi. Se i nostri bambini sentono questo, chissà quei ragazzi delle scuole. I cristiani da noi venivano sempre visti come quelli che stavano fermi: invece volevamo dimostrare che noi potevamo essere forti, ma in modo pacifico. L’incaricato dell’oratorio di Damasco, don Alejandro, l’attuale ispettore, ci ha preparati facendoci fare un passo alla volta, ampliando il nostro sguardo in quello di don Bosco. All’inizio eravamo solo 15 a partecipare, poi andavamo lì con dei pullman. Non è stato facile, ma si fa…un passo alla volta. 

  • Quali i segni più forti di speranza in questo tempo difficile di guerra?

È stato molto difficile per noi più grandi vederli; ma la cosa più importante è che non abbiamo mai smesso di animare i nostri ragazzi. Quando abbiamo visto la gioia nei loro occhi, abbiamo iniziato a scoprirla anche dentro di noi e a vedere la speranza che le cose sarebbero davvero potute andare bene. Ogni anno ci dicevamo: “questo è l’ultimo”, sono passati 10 anni e ancora non è finita. Ma la cosa più importante in questo periodo è stato l’aver imparato, un giorno per volta, come vivere non in attesa della fine di tutto questo, ma dentro tutto questo. La speranza per continuare giorno per giorno è il sorriso dei ragazzi. Nel 2011 abbiamo pensato di dover chiudere l’oratorio perché avevamo pochi ragazzi e tante spese. Siccome però don Bosco si occupava soprattutto dei ragazzi più poveri, i ragazzi più poveri della zona hanno iniziato a venire da don Bosco, nel nostro oratorio. Prima della guerra eravamo in tutto 300 ragazzi e giovani. Ora, tolti gli universitari, siamo più di 1000; gli universitari sono 250. Adesso, in mezzo a questa guerra, abbiamo tante persone nel nostro oratorio: DB era per i poveri e noi anche. E ogni volta che vediamo anche solo un ragazzo in oratorio, sappiamo che dobbiamo continuare. 

  • Le persone del posto, come prendono la presenza salesiana? 

Con un po’ di invidia perché i cristiani sono pochi e noi soli coinvolgiamo tante famiglie: gli altri cristiani pensano che li “rubiamo”. Ma noi non facciamo pubblicità: loro vengono da noi! A volte, ma già prima della guerra, ci facevano dei dispetti (fermavano i pullman…), ora questa situazione è un po’ cresciuta perché il numero è aumentato. L’oratorio è in un quartiere abitato da musulmani; e di tutti i ragazzi che abbiamo solo 4 vengono dalla nostra zona, tutti gli altri vengono da lontano. I nostri vicini così fanno problemi un po’ perché siamo cristiani e un po’ perché siamo rumorosi!!!

Il progetto Bella Presenza: con gli oratori la Scuola arriverà nelle strade – La Voce e il Tempo

La Voce e il Tempo di oggi dedica un articolo al progetto nazionale “Bella Presenza” in cui è impegnata l’Educativa di Strada dell’Oratorio Salesiano del San Luigi di Don Bosco San Salvario. Di seguito l’articolo, a cura di Stefano Di Lullo.

A Torino con gli Oratori la Scuola arriverà nelle strade

Contro la dispersione scolastica – Con il progetto nazionale “Bella Presenza” gli insegnanti di alcune scuole torinesi attingono all’esperienza dell’Educativa di strada per non perdere i giovani nel disagio più colpiti dall’epidemia: «per loro la didattica a distanza non è sufficiente»

A Torino alcune scuole usciranno dai propri cancelli fisici e tecnologici e approderanno, grazie alla sinergia con gli oratori e la collaudata esperienza dell’Educativa di strada, nelle vie e nelle piazze per raggiungere i ragazzi che fanno più fatica «a stare dentro» ai percorsi scolastici, soprattutto in questo tempo di pandemia che ha generato disorientamento in particolare in chi è più fragile.

È uno dei frutti del progetto nazionale «Bella Presenza», selezionato dall’impresa sociale «Con i bambini» nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, che è stato portato avanti dal 2018 in Piemonte, Campania e Toscana raggiungendo oltre 3.330 minori e quasi mille nuclei familiari, con il coinvolgimento di 700 insegnanti ed educatori.

Il punto sul piano, della durata di 4 anni, è stato fatto martedì 12 maggio nel corso di un seminario on line sul tema «Sconfinamenti. Per una scuola fuori dall’emergenza da costruire insieme».

In Piemonte, a Torino, Cuneo e Racconigi, una rete di associazioni, coordinata dalla cooperativa sociale «Labins», che ha sede in via Maria Vittoria a Torino, negli anni scolastici 2018-2019 e 2019-2020 ha messo in campo azioni, in sinergia con gli istituti scolastici coinvolti e diversi enti del Terzo settore, per riattivare una comunità educante in grado di prendersi carico e accompagnare tutti gli studenti, in particolare chi è più fragile, prevenendo l’insorgere del disagio nelle aule scolastiche che sempre più spesso porta gli adolescenti a smettere di studiare, a vivere alla giornata senza alcun progetto per il proprio futuro.

Le scuole coinvolte a Torino, nelle Circoscrizioni 1, 7 e 8, sono il liceo scientifico Gobetti, il Convitto statale Umberto I e gli istituti Giulio, Pertini, Giolitti e Gozzi Olivetti, a cui si è aggiunta una sperimentazione sull’Istituto comprensivo Gabelli nel quartiere Barriera di Milano.

«La pandemia», sottolinea Patrizia Gugliotti, presidente di Labins e coordinatrice di «Bella Presenza» per il Piemonte, «ha portato ancora di più allo scoperto diseguaglianze e povertà in ambito educativo. Ed ecco l’importanza di una rete che pone al centro il ragazzo. Non è più possibile pensare a percorsi educativi per minori a compartimenti stagni: ovvero da un lato la scuola, dall’altro l’educativa di strada, i servizi sociali, le associazioni, ma è opportuno un lavoro di squadra che accompagni gli studenti in difficoltà partire dalle proprie potenzialità. La distanza fisica dalla scuola apre uno ‘spazio del possibile’, ovvero la possibilità concreta di ripensare l’agire educativo in modo nuovo, aperto ed  inclusivo. Se già nella società prima del Covid-19 il progetto ‘Bella Presenza’ nasceva dalla necessità di mescolare saperi e competenze di insegnanti ed educatori, tempo vissuto dentro e fuori la scuola, ragazzi e territori diversi, quelli fragili insieme a quelli più forti, oggi si ritiene che ‘sconfinare’ debba diventare la regola per costruire interventi educativi e non solo didattici, reticoli di prossimità, educazione porta a porta, metodi creativi e inclusivi che non lascino davvero indietro nessun bambino o bambina, nessun ragazzo o ragazza».

Il progetto in primo luogo punta sull’orientamento a partire dalla scuola media portato avanti con numerose associazioni del territorio attraverso il coinvolgimento attivo delle famiglie e del Terzo settore. Si lavora poi a prevenire il disagio prima che insorga.

L’esperienza dell’educativa di strada portata avanti dagli oratori ha offerto un contributo essenziale, per evitare che in questo tempo di epidemia i ragazzi si perdessero.

«Abbiamo attivato», spiega Marta Romano, educatrice dell’Oratorio salesiano San Luigi di San Salvario, «un’attività di monitoraggio costante con le scuole per capire come i ragazzi stessero vivendo il lockdown, chi si connettesse e chi no con la didattica a distanza. Ed ecco che attraverso i contatti personali, instaurando una relazione, abbiamo supportato la scuola e le famiglie dei ragazzi più in difficoltà proponendo delle attività di laboratorio a partire dalle competenze e dai desideri di ciascuno».

Centrale l’attività realizzata in piazza Galimberti nell’ambito del progetto «Bella Presenza» su iniziativa dell’Istituto comprensivo Pertini nella zona delle palazzine dell’ex villaggio olimpico Moi.

«Lo scorso anno», evidenzia la dirigente scolastica Elena Cappai, «ho segnalato all’educativa di strada la presenza di nostri studenti in piazza Galimberti durante o al di fuori dell’orario scolastico. Ed ecco che gli educatori del San Luigi che animavano attività presso la postazione Spazio Anch’io al Parco del Valentino hanno iniziato a frequentare la zona e intercettare gli adolescenti».

«Lo scopo», continua l’educatrice Romano, «è intraprendere un percorso educativo a partire dalle competenze che gli adolescenti già posseggono. Siamo quindi partiti da laboratori come quello di lettering, che ci hanno permesso di stringere un legame. Abbiamo anche offerto percorsi alternativi alla sospensione scolastica. In questo momento stiamo strutturando delle proposte per l’estate, quando potremo riprendere le attività in strada, in modo da continuare a stare accanto ai ragazzi».

«Data l’efficacia del progetto», prosegue la preside Cappai, «ho proposto  dal prossimo anno di intraprendere attività didattiche in luoghi fuori dalla scuola o alternativi alla didattica a distanza, quindi anche nelle piazze: un piano certamente da strutturare in sinergia con i diversi attori del progetto fra cui l’educativa di strada. La pandemia spinge, infatti, il mondo scolastico a trasformare e ripensare i metodi didattici  tradizionali: è l’unico modo per non perdere nessuno studente soprattutto in questo periodo in cui il rischio della dispersione è aumentato in modo esponenziale».

I miei primi canestri all’oratorio salesiano: Romeo Sacchetti

Il quotidiano La Stampa di oggi, martedì 12 maggio, dedica un articolo a Romeo Sacchetti, ex cestista e attualmente commissario tecnico della nazionale italiana, il quale in videoconferenza ha risposto alle domande di allenatori e giocatori del Novara basket, raccontando la sua esperienza all’oratorio salesiano. Di seguito l’articolo a cura di Marco Curti.

MEO SACCHETTI Il ct dell’Italia ha risposto in videoconferenza alle domande di allenatori e giocatori del Novara basket

“I miei primi canestri all’oratorio salesiano
E dire che avevo cominciato in porta”

Novara è sempre nel suo cuore, anche ora che è il commissario tecnico della nazionale italiana. Così, quando la dirigenza del Novara basket lo ha contattato, Meo Sacchetti non si è tirato indietro e si è concesso una lunga chiacchierata tra aneddoti del passato e riflessioni su presente e futuro. Si sono collegate quasi 200 persone tra giocatori, anche del vivaio, e dirigenti per ascoltarlo in videoconferenza.

È vero che il basket non è stato il suo primo amore?

«Proprio così. Ho iniziato facendo il portiere della squadra dell’oratorio dei salesiani e me la cavavo pure bene. Ma giocavo sempre con gente più grande di me e allora virai sulla pallacanestro, a quei tempi nell’oratorio si faceva tutto. Per essere felici ci bastava un canestro e un faro comprato dal sacerdote per giocare anche di sera».

Anche suo figlio Brian ha fato un percorso simile.

«Giocava a calcio, poi un giorno lo portai al camp in Valsesia e ci andò con le maglie di Milan e Juventus che sono le squadre per cui tifiamo io e mia moglie. Quando tornò decise di puntare sul basket».

Ricorda i suoi inizi da giocatore?

«La prima partita che giocai in maglia Wild Novara contro Cameri perdemmo di 50 punti e arrivai a casa in lacrime. E dire che mia mamma mi aveva avvertito sul fatto che avrei incontrato delle difficoltà. Ma qualche giorno dopo ci prendemmo la rivincita. La Wild per me è stata una scuola di vita».

Ma è vero che Novara l’ha anche ferita?

«Un giorno mi chiamarono per una premiazione al Pala Dal Lago. Arrivai in ritardo, mi premiarono nel sottoscala perché non c’era tempo. È proprio vero che nessuno è profeta in patria».

Ma c’è la possibilità di rivedere un certo livello da queste parti?

«Sono molto attaccato a Novara, ma è una città strana per il basket e lo dimostrano i tanti tentativi fatti per creare qualcosa di importante. Bisogna partire dal basso e cercare una propria identità».

Quale giocatore ha lasciato più il segno nella sua carriera da allenatore?

«Sicuramente Drake Diener. Me lo sento come il quarto figlio, sono molto legato a lui anche per via della malattia che ha dovuto affrontare (il morbo di Crohm). È stato un rapporto intenso fin dai primi tempi di Castelletto Ticino, ma anche nelle esperienze successive».

Già, Castelletto Ticino. Cosa ricorda di quel periodo?

«La prima promozione in Legadue fu qualcosa di eccezionale. La squadra era veramente forte, arrivammo primi in regular season e ai playoff vincemmo tutte le partite in casa. Poi però la società non poté iscriversi e l’anno dopo ci ripetemmo dopo aver chiuso il campionato al sesto posto».

E la chiamata alla guida della nazionale?

«Un colpo di fortuna per non usare altri termini. Ad essere sincero ero più speranzoso qualche tempo prima dopo i successi con Sassari, ma all’epoca scelsero Messina. Quando mi chiamarono, non ci pensai neanche un secondo.
Essendo stato anche giocatore della nazionale, per me è come se si chiudesse il cerchio. Ricordo il debutto a Torino: ero commosso durante l’inno di Mameli».

La sua pallacanestro è più attacco o difesa?

«Privilegio l’attacco, ma so che la difesa è importante soprattutto nei momenti topici di un incontro. La mia pallacanestro deve divertire e coinvolgere anche chi non è esperto. Cerco di tirar fuori le qualità lavorando sui punti deboli. Non cambio un ragazzo al primo errore, ma devo veder ripagata la fiducia».

Cosa ci vuole per arrivare a grande livelli?

«Talento al servizio della squadra e opportunità. Il mondo è pieno di giocatori che erano poco considerati e poi sono arrivati in serie A: io ero uno di quelli. E poi la continuità: non si giudica un giocatore dopo poche partite, eppure in Italia questo accade spesso».

E nel suo futuro?

«Quando smetterò di fare il professionista, mi piacerebbe prendere una squadra giovanile e vedere se le mie idee di basket si possono mettere in pratica».—

Salesiani Vercelli: #Ma(r)ychallenge

Per questo mese di maggio, l’Opera Salesiana Don Bosco di Vercelli sta accompagnando i ragazzi del catechismo con l’iniziativa #Ma(r)ychallenge, un programma di “sfide” settimanali per riflettere sulla figura di Maria. Si riporta di seguito l’articolo pubblicato sul sito dell’opera con i disegni dei partecipanti e dei vincitori della prima sfida lanciata.

#Ma(r)ychallenge è l’iniziativa che accompagnerà il cammino dei ragazzi del catechismo in questo insolito mese mariano. Attraverso semplici “sfide” settimanali, con l’aiuto del prezioso materiale proposto dalla Pastorale Giovanile Ispettoriale, i nostri ragazzi (e perché no anche i genitori!) proveranno a riflettere sulla figura di Maria e a rinnovare la devozione a Maria che fra poco festeggeremo con il titolo di Ausiliatrice.

Oratorio Michele Rua: festa della comunità in formato “mini”

L’Oratorio Salesiano Michele Rua di Torino organizza per domenica 10 maggio la festa della comunità in formato “mini” tramite un collegamento via Facebook per della Santa Messa e la possibilità di sostenere il “pranzo per la comunità”. Si riporta di seguito l’articolo pubblicato sul sito dell’opera.

Una festa diversa dal solito, come diverso dal solito è il periodo che stiamo attraversando… ma non per questo meno significativo, se ci può aiutare a riscoprire noi stessi, e il valore delle nostre relazioni. Una festa della comunità durante alla quale potremo partecipare in due modi.

Collegandoci alle ore 10 via facebook per partecipare in diretta alla Santa Messa celebrata dalla comunità salesiana (https://www.facebook.com/oratorio.michelerua/live/)

Continuando a sostenere la raccolta viveri straordinaria che è in corso (quasi 100 le borse già consegnate) portando quello che desiderate offrire sabato mattina (ore 10-12) oppure sabato pomeriggio (ore 16-18.30): così che quest’anno non sia solo un “pranzo in comunità”, ma un “pranzo per la comunità”.

Nell’attesa di rivederci tutti in cortile!!!!