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Don Bosco San Salvario: la conclusione delle attività estive e la ripartenza per il nuovo anno 2021 -2022

Il 10 settembre si è conclusa l’attività estiva per gli oratori salesiani di San Salvario, San Luigi e Santi Pietro e Paolo. Le attività in oratorio, la catechesi, i gruppi formativi e le attività sportive riprenderanno dal 20 settembre per gli iscritti. Il cortile dell’oratorio sarà a disposizione per tutti i tesserati. Di seguito gli articoli riportati sul sito dell’opera in merito alla conclusione dell’Estate ragazzi e alle informazioni sulla ripresa delle attività per i ragazzi per questo nuovo anno pastorale.

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Conclusione dell’Estate Ragazzi: Un altra estate è finita, ma un nuovo anno sta cominciando!

Il 10 settembre si è conclusa anche l’attività dell’oratorio estivo 2021 nei oratori salesiani di San Salvario, San Luigi e Santi Pietro e Paolo. Nove settimane intense condite di gioco, musica, incontri, uscite fuori porta, parchi acquatici, compiti delle vacanze, attività formative e tanto altro ancora. Le strutture e la loro disposizione sul quartiere hanno permesso agli educatori e agli animatori di organizzare e gestire le attività in piena sicurezza regalando finalmente ai ragazzi il loro giusto spazio e tempo di svago e di crescita insieme ai loro coetanei.

Da metà settembre riprenderanno le attività degli oratori con diverse proposte educative studiate ad oc per accompagnare i ragazzi e le famiglie durante tutto l’anno scolastico. Catechesi, doposcuola, metodo di studio, sport, attività del tempo libero e tra le tante novità di quest’anno, i maker labs: laboratori che utilizzano strumenti digitali per proporre metodi alternativi di apprendimento e supportare i percorsi scolastici dei ragazzi e dare nuove opportunità di aggregazione. I Maker labs sono inseriti nel progetto “Labs to learn”: un percorso partito un anno fa che ha coinvolto l’intera comunità educante rendendola più sensibile e pronta a rispondere alle esigenze educative facendo convergere le differenti risorse sul territorio.

L’oratorio, la  catechesi, i gruppi formativi e le attività sportive ripartono!

Le attività riprendono dal 20 settembre per i soli iscritti, il cortile dell’oratorio è a disposizione di tutti i tesserati.

Per iscriversi richiedere un appuntamento al 338 725 7105 o oratoriosanluigi@donboscosansalvario.it

Come già per gli anni scorsi per accedere alle attività è necessario essere iscritti e portare il foglio del pre-triage firmato dal genitore che dichiara l’assenza di sintomi covid negli ultimi giorni.

Per maggiori informazioni si possono contattare i seguenti recapiti:

  • Info generali sull’attività: oratorio@donboscosansalvario – oratoriosanluigi@donboscosansalvario.it – oratoriosspp@donboscosansalvario.it
  • Info sull’attività di doposcuola: doposcuola@donboscosansalvario.it
  • Info sull’attività di Catechesi: catechesi@donboscosansalvario.it
  • Info sull’attività dei Gruppi Formativi: oratoriosanluigi@donboscosansalvario.it
  • Info sull’attività sportiva: segreteria@auxiliumsanluigi.it

Oppure telefonare al 338 725 7105

Estate negli Oratori di frontiera – La Voce e il Tempo

Dopo mesi di pandemia, i giovani sono tornati a relazionarsi nei centri oratoriani. Tra i ragazzi torinesi ci sono anche quelli di Don Bosco San Salvario. Di seguito l’articolo pubblicato su “La Voce e il Tempo“, a cura di Stefano Di Lullo.

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Inchiesta – Viaggio nei centri oratoriani della periferia torinese, spesso l’unico salvagente per i ragazzi da Barriera di Milano a Mirafiori, San Salvario, Falchera, Porta Palazzo dopo i difficili mesi della pandemia che hanno quasi annientato le relazioni.

In oratorio la vita e al di là delle mura la morte con lo spaccio e fenomeni di delinquenza a cielo aperto, in pieno giorno. È la fotografia che don Stefano Votta, parroco a Maria Regina della Pace nel cuore di Barriera di Milano, tra corso Giulio Cesare e corso Palermo, scatta in un giorno di oratorio estivo. Si tratta di uno dei tanti oratori di frontiera che nelle periferie della città, segnate dal disagio sociale aggravato a dismisura dalla pandemia, hanno spalancato i cancelli, o sono andati direttamente sulle strade, puntando a risvegliare i sogni infranti di bambini, adolescenti e giovani a cui il Covid ha annientato le relazioni.

Imponente la rete degli oratori, diocesani, salesiani e di parrocchie affidate a diverse congregazioni religiose, che stanno offrendo al più ampio numero di ragazzi possibile opportunità di inclusione e integrazione a tutto campo con quote di iscrizione basse, a fronte di un aumento dei costi di gestione, o a volte gratuite.

Gli oratori non hanno di certo aspettato rassicurazioni sui contributi pubblici, che arriveranno chissà quando (ormai è la norma) ma si sono mobilitati per offrire servizi di qualità a tutte le famiglie.

Presentiamo dunque alcune fra le numerose e significative esperienze da nord a sud di Torino.

Falchera e Villaretto – Per la prima volta la parrocchia San Pio X di Falchera, grazie all’impegno di un giovane, ha avviato l’Estate Ragazzi anche al Villaretto presso la chiesa di San Rocco (piazza Don Puglisi) dove non sono mai esiste opportunità di aggregazione per i ragazzi e tanto meno centri estivi.

«Viste le difficoltà delle famiglie», sottolinea Alessio Salpietra, responsabile dell’Estate Ragazzi del Villaretto, «offriamo il servizio gratuitamente (eccetto 10 euro di assicurazione). Fino al 16 luglio accoglieremo bambini che non avendo opportunità di spostarsi sarebbero rimasti a casa tutta l’estate». Ogni giorno alcuni animatori dell’oratorio San Pio X partono in bicicletta e raggiungono il Villaretto per le attività di animazione. A San Pio X, invece, le iscrizioni sono terminate in pochi giorni: ci sono tra i 130 e i 140 iscritti e sono numerosi quelli in lista d’attesa.

«Le norme», sottolinea il parroco don Adelino Montanelli, «nonostante gli ampi spazi esterni, non ci consentono di accogliere più iscrizioni, ma è massima l’attenzione per raggiungere chi è ai margini come i bambini delle famiglie Rom che vivono nella zona della Falchera. Offriamo una vacanza, dopo i terribili mesi delle restrizioni, in cui i ragazzi possano tornare a ricostruire le relazioni e a vivere: ampia anche la risposta degli animatori che prestano servizio senza risparmiarsi; organizzano anche gite in montagna in Val d’Ayas».

Barriera di Milano – Sono in centocinquanta, fra iscritti, animatori ed educatori,  anche all’oratorio Maria Regina della Pace in Barriera di Milano dove sono partiti i campi estivi in montagna e le gite al parco acquatico.

«L’oratorio», evidenzia il parroco don Votta, «diventa espressione di vita per tutto il quartiere. Quando mi affaccio dalla finestra del mio ufficio da una parte vedo la vita, la gioia, la speranza, la carità, il donarsi reciprocamente e dall’altra parte esattamente il contrario: la morte, la tristezza, la disperazione: ingredienti che alimentano il degrado e il disagio nelle periferie, nonostante gli slogan delle istituzioni sul rilancio dei quartieri popolari».

Ma c’è un segno di speranza a partire dalle nuove generazioni che si ritrovano a giocare, a riflettere e a confrontarsi insieme in uno stesso cortile: «è lì», osserva il parroco della Pace, «che si formano gli ‘onesti cittadini’, attraverso l’educazione alla legalità e all’inclusione che è certamente possibile».

Un terzo degli iscritti sono di origine straniera. A guidare le attività ci sono il viceparroco don Giuliano Naso e il collaboratore parrocchiale don Luca Ramello, direttore della Pastorale giovanile diocesana. «Constatiamo la debolezza degli adolescenti», conclude don Votta, «che vivono crisi di panico, soprattutto laddove si sono verificate situazioni di sofferenza in famiglia a causa della pandemia».

Borgo Vittoria – I campetti utilizzati fino a 4 anni fa dal Victoria Ivest in via Paolo Veronese, realizzati nel 2012 e dopo poco tempo lasciati al degrado, ora ospitano l’Estate ragazzi della parrocchia San Giuseppe Cafasso su corso Grosseto che si è occupata di tagliare l’erba e riqualificare l’area.

«La Circoscrizione 5», sottolinea il parroco don Angelo Zucchi, «ha concesso i campi in comodato d’uso gratuito alla parrocchia per un mese. Abbiamo dunque portato l’oratorio in un’area nel degrado come segno di speranza e di rinascita per il quartiere periferico e la città». L’oratorio estivo della parrocchia Cafasso, conosciuta come «Il centro della periferia», iniziata lunedì 21 giugno, proseguirà fino a fine luglio con 120 iscritti.

«È bastata una settimana e i ragazzi sono finalmente rinati», commenta don Zucchi, «l’oratorio è un’oasi di vita nel deserto in un quartiere che al di là delle problematiche legate al Covid chiede a gran voce un rilancio ‘vero’. C’è stata anche, in particolare, un’esplosione di nuovi animatori che a maggio hanno chiesto di prestare servizio».

Borgo Dora/Aurora – Nella parrocchia San Gioacchino, affidata ai sacerdoti della Fraternità del Sermig, fra i quartieri Aurora e Porta Palazzo, l’«oratorio dei popoli» è tornato a rianimarsi e a colorarsi con bambini e ragazzi di diverse etnie, provenienze e religioni. Circa 200 gli iscritti suddivisi tra l’Arsenale della Pace del Sermig in piazza Borgo Dora e l’oratorio San Gioacchino in corso Giulio Cesare. Oltre 100 sono in lista di attesa.

«Per dare la possibilità a più ragazzi possibili di partecipare», sottolinea Alberto Rossi del Sermig, «i diversi gruppi frequentano il centro estivo solo mezza giornata, alternandosi fra mattina e pomeriggio con una gita settimanale». Tra le attività ampio spazio viene dato all’integrazione, «per imparare a vivere bene insieme valorizzando le diversità come ricchezza».

San Salvario – Da pochi giorni è tornato, anche fisicamente, l’oratorio sulla strada. La postazione «Spazio Anch’io» dei Salesiani di San Salvario al Parco del Valentino, dopo la chiusura dovuta alla presenza prima del Covid Hospital e poi del Centro vaccinale,  ha ora trovato casa, in seguito ad un accordo con il Comune, nel viale centrale pedonale di corso Marconi.

«L’educativa di strada che non si è mai interrotta nei diversi lockdown», sottolinea l’incaricato dell’oratorio San Luigi don Mario Fissore, salesiano, «ha di nuovo il suo punto di riferimento sul territorio per accogliere, ascoltare e accompagnare i giovani più fragili che è possibile intercettare, appunto, solo sulla strada».

Allo stesso tempo è ripresa la presenza degli educatori anche in piazza Galimberti di fronte alle arcate e alle palazzine in fase di completa ristrutturazione dell’ex Villaggio Olimpico Moi. Sono poi partite le attività degli Oratori estivi al San Luigi (via Ormea) per le medie e a Ss. Pietro e Paolo per le elementari (via Giacosa).

«L’obiettivo», prosegue don Fissore, «è quello di favorire una presenza educativa capillare sul territorio con vari destinatari, sia con ambienti di transito come l’educativa di strada, sia con le attività tradizionali  e organizzate dei centri estivi oratoriani». Numerose le iscrizioni pervenute. Gli oratori offrono ciò che i ragazzi non hanno avuto in questi mesi: attività che stimolino la creatività e il movimento in gruppo».

Positive anche le attività proposte dal Comune di Torino e dalla Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito dell’iniziativa «La bella stagione» che offre opportunità di laboratori, visite museali e percorsi naturalistici nei parchi cittadini ai centri estivi che aderiscono al progetto «2021. Un’estate insieme» attraverso la Noi Torino o l’Ags (associazione giovanile salesiana).

Mirafiori – Un murales per riempire di colore lo spazio nero lasciato dalla pandemia: l’oratorio San Luca Evangelista, nel quartiere Mirafiori Sud di Torino, ha inaugurato così l’oratorio estivo: i ragazzi e le ragazze per dipingerlo sono tornati ad incontrarsi, dopo più di un anno di contatti virtuali e di relazioni segnate dalla lontananza. E come nell’oratorio di San Luca, anche negli altri cortili dell’Unità pastorale 20 è tornato ad esserci movimento. Lo scorso 14 giugno hanno preso il via all’unisono le attività estive di tutti gli oratori dell’Unità pastorale: quello di San Remigio (via Chiara 14), quello della parrocchia Visitazione di Maria Vergine e San Barnaba insieme alla parrocchia di Santi Apostoli (Strada Castello 42), oltre all’oratorio di San Luca (via Negarville 14) e a quello dei Beati Parroci (via Monte Cengio 8), che per la prima volta hanno ideato insieme un’unica Estate Ragazzi.

La parrocchia Visitazione di Maria Vergine e San Barnaba, come altre parrocchie torinesi, ha promosso una raccolta fondi intitolata «Estate sospesa», per permettere la partecipazione anche ai figli delle famiglie in difficoltà economica.

Oratorio Estivo 2021 – Don Bosco San Salvario

Siamo prossimi all’estate e “Don Bosco San Salvario” ha pubblicato un primo volantino dell’Oratorio Estivo 2021. Di seguito si riporta la notizia.

Ecco un primo volantino che preannuncia l’Estate Ragazzi di quest’anno. Ci sarà, gli animatori, educatori e salesiani si stanno già preparando e preparando il meglio per i ragazzi. Purtroppo non possiamo ancora fornirvi tutti i dettagli perchè ancora in attesa delle disposizioni definitive da parte delle istituzioni. Comunque noi siamo pronti e vi aspettiamo

Oratorio Estivo 2021

  • 1° – 4° Elementare: Via Giacosa 8 – Oratorio Santi Pietro e Paolo
  • 5° Elementare – 2° Media: Via Ormea 4 – Oratorio Salesiano San Luigi
  • 3° Media – 2° Superiore: Via Ormea 4 – Oratorio Salesiano San Luigi per 4 settimane a luglio

ATTIVITÀ:

  • Tornei
  • Atelier
  • Thinking Time
  • Gite e Territorio
  • Giochi
  • Compiti

Nei mesi di giugno, luglio e settembre per 9 settimane.

Appena saranno pubblicate le disposizioni per questa estate vi forniremo tutti i dettagli e apriremo le iscrizioni.

Per info scrivici a oratorio@sanluigitorino.org o chiama il 3387257105

Don Bosco San Salvario: gli educatori continuano ad accompagnare i giovani fragili verso l’autonomia

San Salvario, la zona rossa non ferma l’oratorio sulla strada. Ad oggi il Centro sta accompagnando una trentina di giovani in condizione di precarietà inseriti nel progetto nazionale «M’interesso di te», promosso dai Salesiani per il Sociale. Di seguito l’articolo pubblicato da La Voce e il Tempo a cura di Chiara Baccaglion in merito all’esperienza vissuta e che vive la realtà salesiana di Torino – San Salvario.

SALESIANI – GLI EDUCATORI CONTINUANO AD ACCOMPAGNARE I GIOVANI FRAGILI VERSO L’AUTONOMIA

A San Salvario gli oratori sulla strada anche in ‘zona rossa’ continuano ad essere un presidio educativo essenziale, soprattutto per i giovani stranieri soli e di recente immigrazione: tra centri d’accoglienza, sportelli lavoro e doposcuola i cortili salesiani del quartiere, in collaborazione con la cooperativa sociale Et, portano avanti, nonostante pandemia, la missione di don Bosco.

«Per dare risposte ai bisogni educativi dei giovani sulla strada in un momento come questo, in cui la precarietà aumenta e i servizi diminuiscono, ci stiamo impegnando a superare quella ‘logica’ secondo la quale ‘c’è il Covid, quindi non si fa niente’» sottolinea il coordinatore dei progetti di educativa di strada dell’oratorio San Luigi, Matteo Aigotti.

Per questo motivo gli operatori del centro Di.Te, situato nell’oratorio Santi Pietro e Paolo (via Giacosa 8), hanno rafforzato le azioni per l’inserimento lavorativo dei giovani che gli educatori incontrano sulla strada, dal momento che le regole per prevenire il contagio impediscono di mettere di nuovo a loro disposizione le docce, un pasto o un posto in cui riposare. Ad oggi il Centro sta accompagnando una trentina di giovani in condizione di precarietà inseriti nel progetto nazionale «M’interesso di te», promosso dai Salesiani per il Sociale. Grazie al progetto i giovani vengono orientati verso i servizi educativi, sanitari e sociali del territorio e, laddove possibile, sono guidati all’inserimento lavorativo con tirocini e borse lavoro.

«L’anno scorso molti tirocini erano saltati con la chiusura delle aziende, quest’anno invece sono perlopiù proseguiti e hanno preso il via anche dei tirocini nel settore agricolo», prosegue l’educatore.

I colloqui dello sportello lavoro continuano nel cortile dell’oratorio con i giovani che non hanno la possibilità di svolgerli a distanza. Un servizio che veniva offerto anche nell’area di Spazio Anch’io, il presidio educativo salesiano nel parco del Valentino ora chiuso per via della vicinanza al Covid Hospital a Torino Esposizioni. Rimane invece aperto l’oratorio San Luigi (via Ormea 4) per la comunità di 15 minori stranieri non accompagnati provenienti da Albania, Egitto, Gambia, Marocco, Kurdistan, Senegal e Somalia. Tutti i ragazzi stanno frequentando percorsi di formazione professionale o quelli per sostenere l’esame di terza media.

«I giovani che seguono le lezioni a distanza sono otto, con tutte le difficoltà che questo comporta. Alle barriere linguistiche ora si aggiungono le interferenze o la connessione che fa i capricci», spiega l’incaricato dell’oratorio, don Mario Fissore.

Prosegue nel Cam (Centro aggregativo per minori) dell’oratorio anche il doposcuola rivolto a ragazzi con necessità educative peculiari.

Chiara BACCAGLION

Quarto incontro Community Lab Torino – San Luigi

Il quarto incontro del Community Lab per la realtà del San Luigi di Torino. Di seguito un breve resoconto della serata.

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Nella serata di lunedì 15 febbraio si è svolto il quarto ed ultimo incontro del Community Lab con la comunità educativa pastorale di San Salvario accompagnata dai ragazzi di Go.

È stato un incontro estremamente interessante che ci ha portato a ripercorrere le tappe principali di questo percorso focalizzato sul concetto di comunità che educa.

La prima parte del nostro incontro è stata dedicata a fare un breve recap: nei primi due incontri abbiamo parlato del concetto di educazione e della visione che noi abbiamo su di essa, ci è infatti stato chiesto di ripensare a degli episodi in cui ci siamo sentiti educati da qualcuno ed in cui abbiamo educato qualcuno.

Durante il terzo ed il quarto incontro ci siamo concentrati maggiormente sul tema della comunità, infatti abbiamo fatto prima un’analisi swot sulla nostra comunità evidenziando così i punti di forza e di debolezza interni, le opportunità e le minacce esterne e nell’ultimo incontro abbiamo utilizzato quest’ultima per soffermarci sulle criticità presenti ad oggi nella nostra Casa e capire come affrontarle.

Questo quarto incontro si è aperto con una riflessione portata da Giovanni Petrini su cosa significa essere, sentirsi ed agire come comunità oggi; abbiamo avuto così modo di ripensare a ciò che per noi significa essere comunità. Tra i vari significati che noi abbiamo dato vi era un’identità condivisa, dinamica ed aperta; il bisogno di manifestare la nostra fede a partire dal comune destino di essere umani, essere co-responsabili, avere fiducia nell’altro ed in noi stessi ed essere disposti a mettere a servizio di tutti le nostre capacità Infine essere comunità per noi significa agire insieme sentendoci un’unica appartenenza, facendoci carico delle differenti forme di fragilità

La seconda parte della serata l’abbiamo dedicata ai punti di debolezza della nostra comunità e ci siamo suddivisi in 4 gruppi analizzando i punti differenti e cercando di trovare insieme delle strategie per ovviare ad essi.

Ci siamo salutati infine condividendo i desideri che ciascuno aveva per la nostre comunità, anche se sin da piccoli ci viene insegnato che non vanno detti ad alta voce perché altrimenti non si avverano, noi invece, che nella nostra comunità ci crediamo tanto abbiamo deciso di esprimerli ad alta voce con la speranza che si avverino al più presto.. tra questi desideri c’è la speranza di riaprire il prima possibile Spazio Anch’io e che la nostra Casa non venga vista non solo come un luogo di servizi ma che si popoli di famiglie che la abitino e la curino come fosse la loro casa. C’è anche il desiderio che la nostra casa sia sempre più un luogo che sappia ascoltare nel profondo e far crescere nella vita buona, c’è il desiderio che questa casa abbia la possibilità di “respirare” attraverso dei momenti mirati a ritrovarsi, a raccontarsi e trovare nuovi equilibri insomma trovare un tempo che sia di rinnovamento per ripartire con ancora più risorse.

E.V.

“M’interesso di Te” all’oratorio di San Salvario – La Voce e il Tempo

La terza fase del progetto “M’interesso di Te” all’oratorio salesiano di Torino – San Salvario. Di seguito l’articolo pubblicato da La Voce e il Tempo a cura di Stefano Di Lullo in merito all’esperienza vissuta e che vive la realtà del San Luigi.

«M’INTERESSO DI TE» – È PARTITA LA TERZA FASE DEL PROGETTO NAZIONALE DEI SALESIANI CHE «AGGANCIA» E ACCOMPAGNA I RAGAZZI SOLI PRIVI DI PUNTI DI RIFERIMENTO ANCHE A CAUSA DELLE LIMITAZIONI DETTATE DALLA PANDEMIA

San Salvario, l’oratorio sulla strada «salva»
30 giovani migranti

A San Salvario l’oratorio sulla strada negli ultimi mesi ha «agganciato» e, quindi accompagnato, 30 ragazzi migranti neo maggiorenni «invisibili» che a causa delle limitazioni imposte dalla pandemia vagano per le vie della città, intorno alla stazione di Porta Nuova, spesso senza risposte dai servizi competenti. Si tratta del terzo anno del progetto nazionale «M’interesso di te», promosso dai Salesiani per il Sociale a Torino, Roma, Napoli e Catania.

Nel capoluogo piemontese il piano, finanziato da Intesa San Paolo e portato avanti dall’oratorio salesiano San Luigi di San Salvario in collaborazione con la cooperativa sociale Et, ripartito lo scorso novembre, permette di implementare le azioni di educativa di strada a vantaggio delle fasce giovanili particolarmente fragili.

«La chiave», sottolinea Giulia Balsamo, educatrice dell’oratorio San Luigi che segue il progetto, «è prima di tutto quella dell’accoglienza, che diventa fiducia, conoscenza reciproca e affidamento». L’accompagnamento offerto dagli animatori di «M’interesso di te» punta ad orientare i giovani verso i servizi educativi, sanitari e sociali presenti sul territorio, e, laddove possibile, a guidarli verso un inserimento lavorativo e un’autonomia abitativa. Alcuni ragazzi sono stati accolti a «San Salvario House», il Social Housing attivo dall’estate 2019 nella parrocchia Ss. Pietro e Paolo in via Saluzzo.

Le difficoltà dell’emergenza sanitaria non hanno fermato gli educatori che, con nuove modalità, hanno intensificato la presenza sulle strade per «intercettare» i giovani privi di punti di riferimento ed evitare che cadano nei circuiti della criminalità e dello sfruttamento. «L’ostacolo maggiore per questi ragazzi», prosegue l’educatrice, «è certamente quello della lingua: per esempio per loro è complicato comprendere le norme dei Dpcm, i concetti di ‘zona rossa’, ‘arancione’ e ‘gialla’. C’è quindi bisogno di mediazione anche sotto questo profilo. Cerchiamo quindi in primo luogo di indirizzare i giovani verso i corsi di italiano nei Cpia (Centri provinciali di istruzione degli adulti), siccome attualmente sono sospesi quelli portati avanti dal San Luigi, e poi accompagnarli per un pezzo della loro vita, affinché pian piano possano cominciare a viaggiare da soli».

Tra le storie positive delle precedenti annualità di «M’interesso di te» c’è quella di un ragazzo bengalese, come racconta l’educatrice, «che dopo lunghi anni di attesa, sconforto, delusione, coraggio, ma soprattutto di molte difficoltà dettate dall’irregolarità della sua situazione, è riuscito, intraprendendo un percorso di accompagnamento con l’oratorio salesiano, a superare l’esame di terza media e ad ottenere il permesso di soggiorno, che gli ha consentito oggi di ottenere un contratto di lavoro in un locale in piazza Vittorio e poi a raggiungere un’autonoma sistemazione abitativa».

«Il progetto», evidenzia don Mario Fissore, incaricato dell’oratorio San Luigi, «prosegue un percorso triennale di un lavoro di accoglienza, di monitoraggio, di riflessione sulla strada fondamentale tanto più in una fase di pandemia dove l’emergenza e il disagio crescono. Per cui è importante un’attenzione mirata dell’oratorio su un fronte che rischia di essere trascurato in quanto le preoccupazioni delle istituzioni e della società in questo momento guardano altrove». «In particolare, prosegue don Fissore, «l’equipe educativa cerca di aiutare i ragazzi a pazientare per i tempi lunghi della burocrazia, monitorando le diverse espressioni del disagio, per cui si avvertono anche ‘fenomeni di ritorno’, come l’aumento dell’uso di droghe e sostanze stupefacenti».

L’attività di educativa di strada è stata implementata con la pandemia anche se da alcuni mesi la postazione «Spazio Anch’io» al Parco del Valentino (via Medaglie d’Oro) è chiusa per motivi di sicurezza legati alla presenza del Covid Hospital a Torino Esposizioni che la scorsa settimana ha sospeso al momento l’attività. «Abbiamo chiesto alla Regione risposte sulle tempistiche per la riapertura della postazione al Valentino», afferma don Fissore, «in quanto ‘Spazio Anch’io’ rappresenta un modello consolidato di prevenzione del disagio giovanile, un luogo di incontro fra generazioni, ma anche di alleanze virtuose con istituzioni e associazioni. Auspichiamo dunque che le attività possano riprendere se non lì in un altro luogo idoneo».

Anche il presidente della Circoscrizione 8, Davide Ricca, ha chiesto alla Regione di effettuare un sopralluogo per capire se le zone del parco sopra il Covid Hospital sono in sicurezza rispetto alla presenza della struttura sanitaria.

«In merito alla postazione dei Salesiani», prosegue Ricca, «è urgente avere delle tempistiche certe per far ripartire una presenza educativa strategica per il quartiere e la città». «Sulla proposta di destinare l’area per le vaccinazioni», prosegue il presidente della Circoscrizione 8, «bisogna capire se questo comporterà o meno la chiusura di un importante fetta di uno dei parchi principali della città dove quindi dovranno continuare, anche nei prossimi mesi, ad essere sospese attività già ferme da tempo».

Stefano DI LULLO

La Voce e il Tempo: le numerose proposte per la ricorrenza del 31 gennaio

Le realtà salesiane del territorio piemontese scendono in campo con varie iniziative e attività per prepararsi alla Festa di Don Bosco: quiz, cacce al tesoro online, novene per ragazzi, celebrazioni e momenti di riflessione.  Si riporta di seguito l’articolo pubblicato su LA VOCE E IL TEMPO di domenica 24 gennaio (a cura di Federico BIGGIO e Stefano DI LULLO) con l’elenco delle attività proposte in questo periodo dalle Case salesiane dell’Ispettoria e il rimando al loro sito ufficiale.

SALESIANI – ANCHE NELLA PANDEMIA SONO NUMEROSE LE PROPOSTE PER LA RICORRENZA DEL 31 GENNAIO
I Cortili (reali e digitali) in festa per DON BOSCO

Anche quest’anno, nel rispetto delle norme anticontagio, in occasione delle celebrazioni di san Giovanni Bosco, il 31 gennaio, i centri giovanili salesiani torinesi organizzano proposte rivolte a ragazzi, giovani ed educatori, e aperte a tutta la comunità, per riflettere e attualizzare il messaggio del santo dei giovani e degli oratori a partire dal celebre metodo preventivo. Ne riportiamo alcune.

La comunità dell’Oratorio Rebaudengo (corso Vercelli 206), guidato da don Gigi Cerutti, si ritroverà in presenza sabato 30 gennaio alle 15 per la «Festa dei Ragazzi in Oratorio», a cui seguirà la Messa alle 18; in questa occasione i giovani parteciperanno al «Don Bosco è Quiz», un divertente gioco enigmistico di cruciverba, disegni e rebus sulla vita di Don Bosco.

Il secondo appuntamento per tutta la comunità è la Celebrazione Eucaristica di domenica 31 gennaio alle 11 nella chiesa della parrocchia San Giuseppe Lavoratore. Tutta la comunità si ritroverà on line, inoltre, venerdì 29 gennaio alle 21 per incontrarsi e giocare insieme.

L’oratorio Crocetta (via Piazzi 33), invece, si ritroverà domenica 31 gennaio per la Messa presieduta da don Giovanni Campanella presso la parrocchia Beata Vergine delle Grazie alle 12. La Messa sarà animata dai giovani dell’oratorio.

La comunità di giovani dell’oratorio Don Bosco di Cascine Vica a Rivoli (via Stupinigi 1) sta concludendo, proprio in questi giorni, una «Caccia al tesoro online» i cui premi, che verranno simbolicamente consegnati durante la Messa di domenica 31 gennaio alle 11 in parrocchia, sono il corpo di Gesù come Eucaristia, l’insegnamento di don Bosco come stile di vita e l’Oratorio, come luogo di realizzazione sia in presenza che virtuale. La Messa sarà presieduta da don Claudio Giovannini e, al termine, verrà distribuito a ciascuno un «cestino cibo» per sentirsi uniti mangiando la stessa cosa, nell’impossibilità di condividere un pasto comune in presenza. La Messa per le famiglie si terrà, invece, alle 10.30 presso la parrocchia di via Carrù.

All’oratorio San Paolo (via Luserna di Rorà 16) don Alberto Lagostina condurrà la Novena online, tutti i giorni alle 19, per prepararsi spiritualmente alla Celebrazione Eucaristica che si terrà nel pomeriggio di domenica 31 gennaio, insieme ad un momento di commiato in onore del missionario salesiano don Vincenzo Marrone. Inoltre, è in programma un incontro in oratorio, nel rispetto delle norme anti-covid, sabato 30 gennaio alle 17 per i ragazzi e gli animatori.

L’opera salesiana di San Salvario, come spiega don Mario Fissore, incaricato dell’oratorio San Luigi, ha voluto sottolineare il mese di don Bosco rilanciando alcune attività dedicate ai ragazzi come il catechismo, il gruppo dei chierichetti e il coretto dei bambini. In un incontro on line tenutosi la scorsa settimana salesiani, educatori, allenatori, catechisti e collaboratori hanno rifl ettuto sul signifi cato di essere comunità educante secondo il carisma del fondatore. La solennità di don Bosco, il 31 gennaio, sarà evidenziata con una particolare cura delle celebrazioni eucaristiche. A San Giovannino le Messe di orario (10.30 e 18.00) raccoglieranno i fedeli nella chiesa voluta e costruita proprio da don Bosco. Nella chiesa parrocchiale di Santi Pietro e Paolo si terranno due Messe principali: quella delle 10 per le famiglie, e quella delle 11.30 per ragazzi, giovani ed educatori.

L’Oratorio Michele Rua (via Paisiello 37) domenica 31 gennaio, dopo la Messa delle 10, propone la «Festa di don Bosco insieme, oltre»: in programma giochi in cortile per i bambini e i ragazzi in ottemperanza alle disposizioni già in uso durante le scorse attività estive. Inoltre da domenica 24 gennaio si tiene «don Bosco in tour»: viaggio fra le diverse realtà dell’opera salesiana del Michele Rua.

Federico BIGGIO
Stefano DI LULLO

Ricerca Volontari

L’Oratorio San Luigi è alla ricerca di persone di buona volontà per attività di volontariato. Di seguito il testo integrale del comunicato:
“L’opera umana più bella è di essere aiuto al prossimo”   Sofocle.
In questo tempo così particolare crediamo che l’aiuto reciproco sia una delle migliori forme per tessere relazioni e per contribuire al benessere della comunità.
In poche parole: per stare vicini!
In questo ultimo anno abbiamo modificato il nostro modo di agire, letto i bisogni del territorio e inventato nuove azioni per rispondere agli stessi.
Questo lavoro ha dato vita a nuove attività svolte sia in presenza ma anche online. Per questo, stiamo cercando volontari disposti a donare qualche ora del proprio tempo per aiutarci a rendere le attività che svolgiamo, ancora più ricche ed efficaci.
Se sei interessato/a, chiamaci! Insieme troveremo l’attività che meglio si addice alle tue disponibilità.

Don Bosco San Salvario: ripartono le attività in oratorio

Ripartono le attività in oratorio al San luigi e alla Parrocchia Santi Pietro e Paolo di Don Bosco San Salvario. Di seguito tutte le informazioni utili.

Vivi il sogno! E’ il tema dell’anno che giorno dopo giorno verrà svelato e vissuto in oratorio. Ma scopriamo insieme cosa si può vivere in oratorio! L’Oratorio riparte con tante attività, nel rispetto delle normative vigenti.

Il doposcuola e il sostegno allo studio si svolgeranno:

  • per le Medie e Superiori dalle 15,00 alle 17,00
  • per le Elementari dalle 17,00 alle 19,00

Durante il pomeriggio sarà possibile partecipare ad ATTIVITA’ DA SOGNO: English Lab, Digital Lab, Art Lab, Mind Challenge, Sport Challenge

Inoltre ripartono:

  • la catechesi e i gruppi formativi, per questo ti invitiamo a consultare la pagina dedicata del sito.
  • le attività sportive dell’A.S.D. Auxilium San Luigi: per info e iscrizioni scrivere a auxilium@snluigitorino.org

San Salvario House: la testimonianza di un giovane nell’housing sociale

L’esperienza di un giovane universitario presso San Salvario House. Ecco di seguito l’articolo pubblicato sul sito dell’opera con la testimonianza di Giovanni, giovane di 23 anni della Regione Sicilia.

Giovanni: l’esperienza all’housing che mi ha cambiato

Sono Giovanni, ho 23 anni e sono nato e cresciuto in Sicilia. Dopo aver conseguito la laurea triennale in ingegneria gestionale a Palermo, decisi di continuare il mio percorso di studi a Torino. Quando si opta per un ateneo molto lontano da casa, si viene investiti dalla frenesia e dall’eccitazione di cominciare un nuovo percorso e fare una nuova grande esperienza… ma più grande è l’esperienza più sono le preoccupazioni che prendono piede! Nel mio caso, ero preoccupato perché avevo difficoltà a trovare un alloggio e perché ero spaventato dalla possibilità di andare a vivere con persone che non conoscevo: le incognite erano tante, e più cercavo, meno trovavo e più mi preoccupavo. Fin quando su un sito non trovai l’annuncio di San Salvario House: il prezzo conveniente, la posizione strategica (quasi a metà strada tra il centro e il politecnico) ma anche la possibilità di fare nuove conoscenze con ragazzi provenienti da ogni parte del mondo e il fatto che la struttura fosse guidata da un educatore e si appoggiasse a una parrocchia… tutti questi fattori mi convinsero a scegliere il social housing come mio alloggio. Ancora invaso da dubbi, a fine settembre 2019 mi trasferii.

Bastò poco affinché i miei dubbi e le mie ansie svanissero: fui accolto molto bene e riuscii molto presto a integrarmi tra i ragazzi già presenti. La convivenza di diverse culture non mi spaventava più, e con il passare dei mesi cominciai a conoscerle sempre meglio. Certo, ci sono state alcune discussioni e un po’ di liti, ma siamo riusciti sempre, io e i miei coinquilini, a venirci incontro e capirci l’un l’altro. Durante il mese, l’educatore organizzava cene e momenti di condivisione, anche con l’appoggio delle famiglie della parrocchia; sono stati momenti molto belli, ma ciò che veramente mi ha segnato è stata la quotidianità, a volte banale, con ragazzi italiani, africani, asiatici e americani.

Impossibile inoltre non accennare al periodo in quarantena: per vari motivi, decisi di rimanere a Torino e seguire da lì le lezioni online e affrontare gli esami nella mia stanza davanti al computer. È stata un’esperienza molto strana (come penso lo sia stata per tutti), ma che sicuramente sarebbe stata molto diversa (e peggiore) se l’avessi affrontata da solo. Invece, molti ragazzi decisero di non tornare a casa propria e di restare nell’housing e lì, costretti tutti noi in uno spazio relativamente limitato, riuscimmo ad avvicinarci ancora di più: ci furono momenti di confronto, di scontro e condivisione, grazie ai quali imparammo a conoscerci meglio e, uniti, a portare avanti il progetto del social housing.

Questi sono stati mesi incredibili, che mi hanno formato molto, e certamente il Giovanni che è uscito per un’ultima volta da quel portone in via Saluzzo non sarà lo stesso che è entrato in quel settembre che ora sembra così lontano. La mia esperienza al San Salvario House è una di quelle che molto difficilmente dimenticherò nella mia vita; me la porterò dietro sempre e spero di riuscire a portare anche alle persone che conoscerò in futuro almeno un pezzo di quei ragazzi che tanto si sono fatti volere bene.