Articoli

L2L Maker Lab San Luigi – Intervista ai protagonisti del cortometraggio “Gli 8 Pazzi”

(Labs to Learn) – Proponiamo il racconto della produzione di un cortometraggio, a cura di 8 giovani studenti della scuola media Peyron di 3 classi di 2°media, risultato dell’azione del Maker Lab presso l’oratorio salesiano del San Luigi di Torino.

Per saperne di più sul Digital Lab del San Luigi:

Che esperienza incredibile! Questa prima edizione sperimentale del Digital Lab volge al termine e, pare, con tanta soddisfazione da parte dei ragazzi che ne hanno fatto parte, ma anche dei loro insegnanti.

Non sapete di cosa si sta parlando? E allora scopritelo leggendo le prossime righe dove vi racconteremo come è nato un gruppo di 8 ragazzi di 3 classi di 2°media, appassionati delle tecnologie più innovative, e desiderosi di apprendere tutti i segreti di come si realizzano video, con poco ma di vera qualità!

Il Digital Lab è un laboratorio pieno zeppo di dispositivi tecnologici (pc, tablet, Ipad, videocamera, fotocamera, drone, e tanto altro…) che si trova all’Oratorio salesiano San Luigi e che ha aperto le porte per una mattina alla settimana a questi 8 ragazzi. Perché proprio a loro? Perché i loro insegnanti, i loro genitori e loro stessi hanno creduto alla possibilità che provare a “fare scuola” in maniera un po’ diversa dal solito li avrebbe motivati nel riconoscersi delle capacità nascoste e a prendere sul serio, con vero impegno, un percorso di creazione di un cortometraggio e magari, di riflesso, anche il loro percorso scolastico.

Ci sono riusciti? Beh lo abbiamo chiesto a loro…

In che cosa pensate che vi abbia aiutato a crescere il Digital Lab?

Vasile ha risposto così: “A prendermi le mie responsabilità e a darmi da fare; fare le riprese mi stancava abbastanza ma mi ha dato molte soddisfazioni.” Anche Alessandro ha avuto la sensazione che questo laboratorio lo abbia “aiutato a organizzare meglio il lavoro”. C’è chi invece, come Leonardo, ha imparato “quanta pazienza ci vuole per realizzare un cortometraggio” in tutte le sue fasi, dalla stesura dello storyboard, alla realizzazione delle riprese, fino al montaggio. Aly addirittura ora si sente “più maturo, riesce a fare meno casino”. Tutti si riconoscono anche delle abilità tecniche in più: adesso conoscono i nomi delle differenti inquadrature utilizzate nel cinema e di conseguenza a realizzarle maneggiando come si deve la videocamera. Marcus, come altri (Alessandro, Leonardo, …) sono orgogliosi di poter dichiarare che ora sanno come pilotare un drone ma anche tutte le regole e le accortezze per poter farlo volare in sicurezza.

Qualcuno di loro, per partecipare, riconosce di avere perso molto, magari ore di lezione della materia preferita, chi invece ore di quella materia su cui hanno un po’ di difficoltà e ciò li ha messi in una situazione svantaggiosa: gli tocca faticare il doppio per poter stare al passo coi compagni o peggio dover recuperare. Però tutti riconoscono che accogliendo questa proposta hanno guadagnato molto…

Leonardo: “Più sicurezza in quello che faccio”, Diego: “Nuove amicizie e nuove conoscenze”, Marcus: “Il bello di poter giocare a calcio o a basket durante gli intervalli”, Gianluca: “Più possibilità di scelta sui miei obbiettivi del futuro”, Aly: “Capacità tecniche informatiche”.

Parola ad Alessandro

Ciao, io sono Alessandro, uno degli otto componenti del gruppo e voglio parlarvi del percorso che ci ha portati alla realizzazione del video finale, il cortometraggio degli “8 Pazzi”.

Durante i primi incontri abbiamo testato le nostre capacità e conoscenze sul mondo digitale e seguito lezioni da parte di professionisti su tecniche, modalità di realizzazione dei video e l’utilizzo di alcuni strumenti (ad esempio il drone). Alla fine di alcune lezioni Lele e Rachele (un educatore e una studentessa volontaria) ci hanno proposto delle sfide a quiz (con Kahoot) per testare la nostra attenzione e interesse rispetto agli argomenti trattati, è stato molto divertente ma soprattutto stimolante.

Successivamente, abbiamo deciso il tema di quello che sarebbe stato il video finale del Digital Lab e da quel momento è iniziato il lungo processo di realizzazione. Siamo partiti con la stesura del soggetto, la creazione di uno storyboard e per concludere la parte più progettuale abbiamo scritto la sceneggiatura.

A questo punto abbiamo iniziato a fare le riprese, al Digital Lab, a casa e anche a Valdocco dove abbiamo passato una giornata diversa dal solito e ci siamo divertiti molto (mi sentivo un po ‘ un regista sul set di un film…). La parte più delicata del lavoro penso si possa riscontrare nel montaggio, dove tutto il materiale è pronto per essere assemblato; con l’aiuto di John e Vadim (due ex studenti della scuola di Valdocco, quindi professionisti nel campo) abbiamo realizzato il montaggio con alcuni programmi come ad esempio Adobe Premiere.

Quando in anteprima abbiamo visto il nostro cortometraggio, siamo rimasti entusiasti del lavoro che siamo riusciti a fare in così “poco tempo” e alla qualità del prodotto che abbiamo realizzato, spero che sia solo l’inizio di un lungo percorso che ci porterà a fare della nostra passione un lavoro o comunque a non smettere di coltivarla.

Parola a Rachele

Ciao mi chiamo Rachele, ho 23 anni, sono una studentessa di comunicazione e, conoscendo l’oratorio fin da bambina, quando Lele (educatore dell’oratorio) mi ha proposto di partecipare alla realizzazione di questo progetto non ho esitato un attimo nell’accettare.

In questo laboratorio sono stata il braccio destro di Lele e un supporto per i ragazzi; avendo studiato al liceo artistico e specializzandomi nel multimediale ho portato il mio sapere nel gruppo con l’obiettivo di aiutare e aggiungere interesse nei ragazzi.

Per me questi 8 ragazzi si sono rivelati tutti speciali, a modo proprio, con tanto da dare in tutti i sensi, sia a livello “lavorativo” sia a livello umano. Ho legato con tutti, dal più esuberante al più silenzioso instaurando con ognuno un rapporto speciale che, al termine di questa bella esperienza, mi dispiace veramente molto interrompere. Hanno mostrato interesse, partecipazione, ma soprattutto entusiasmo nel voler imparare cose nuove.

Partecipando ho dovuto talvolta saltare delle lezioni universitarie ma ho appreso e imparato cose che nessun corso e nessuna lezione mi potevano dare.

La buona notizia è che il Digital Lab continua anche al pomeriggio, chissà che qualcuno di loro non si riaffacci, magari portandosi con sé qualche nuovo amico della scuola Peyron!

Proponiamo anche un video interattivo con una simpatica presentazione del Team che ha lavorato per il cortometraggio:

San Salvario: ritorna “Spazio Anch’io”

L’educativa di strada degli oratori salesiani a San Salvario ritorna a svolgere le sue attività a “Spazio anch’io”, all’interno del parco del Valentino tra via Carlo Ceppi e via Medaglie d’oro nel campo sintetico sopra al padiglione 5 di Torino Esposizioni.

Dopo quasi 15 anni di attività, “Spazio Anch’io” ha dovuto cambiare sede per la presenza del presidio sanitario, ma ora riparte. Per l’occasione si è voluto festeggiare questo importante momento in pieno spirito Salesiano con animazione, musica e sport per oltre 100 ragazzi pervenuti ed anche un importante momento di riflessione dal titolo “Educativa di Strada: una grande storia con tracce di futuro”.

Sono intervenuti Patrizia Gugliotti proget manager di NoMiS di Compagnia di San Paolo, Massimiliano Miano Presidente della Circoscrizione 8 e la Consigliera Regionale Monica Canalis; a moderare gli interventi Don Gian Marco Pernice.

Il primo intervento di Gugliotti ha riguardato la nascita e la storia del Programma NOmis che da un progetto rivolto principalmente a Minori non accompagnati per le strade di Torino, ha ampliato il suo range d’azione a Minori e giovani a rischio e in situazione di disagio. Una riflessione molto ben articolata sull’importanza che hanno i servizi di strada che facendosi prossimi ai giovani, in particolar modo i più fragili, incontrano le loro storie e affiancandosi ai loro vissuti possono offrire opportunità di crescita nell’ottica di ricostruire una giustizia sociale.

La stessa voglia di giustizia sociale rammenta Don Pernice, che animava la vita di un giovane prete di periferia della Torino della metà dell’800. Oggi si direbbe che Don Bosco andava a “fare territorio” per osservare, incontrare, donare un futuro ai giovani dell’epoca. Miano, Presidente di Circoscrizione, ha sottolineato tutto l’interesse che la circoscrizione prova nei confronti di questo progetto anche in ottica di un sostegno futuro, un’attenzione particolare testimoniata dalla grande determinazione che la circoscrizione ha messo nell’iter della riapertura dello spazio.

Monica Canalis ha evidenziato come durante la pandemia, il venir meno di attività come l’educativa di strada, in alcuni casi della scuola e di svariate altre realtà educative sui territori, abbia aumentato in alcuni giovani fobie, tentativi autolesionistici, ansia, disturbi psichiatrici importanti e anche episodi più gravi. Ora è necessario ritornare a lavorare con ancora più enfasi e forza perché quello che si è perso venga recuperato.

Vincenzo Camarda, Presidente della Commissione Sanità e Servizi Sociali, che per motivi istituzionali ha dovuto rinunciare all’ultimo, ha fatto arrivare i suoi saluti sottolineando quanto attività educative come questa possano essere una presenza preventiva sui territori di tutta la città da promuovere e sponsorizzare.

I saluti di Don Leonardo Mancini, Ispettore dei Salesiani del Piemonte, e del Parroco Don Claudio Durando che è anche direttore dell’opera, hanno concluso una giornata particolarmente significativa, come particolarmente significative e sentite sono state le premiazioni dei tornei di street soccer in cui il premio più importante è stato quello del “fair play”.

Spazio Anch’io” ritorna ad essere il quartier generale di un’attività educativa molto articolata che si dirama su tutto il territorio di San Salvario. Da qui partono e qui convergono le storie di tanti giovani italiani e stranieri, storie difficili e dolorose ma anche in alcuni casi vere e proprie storie di rinascita. Sono di nuovo attivi in loco i servizi di sostegno allo studio dell’italiano per gli stranieri, lo sportello di consulenza per la compilazione dei documenti e la ricerca concreta di un lavoro e la possibilità di attivazione di tirocini formativi. Per quanto riguarda la parte più educativa che permette agli educatori di entrare in sintonia con i ragazzi e creare una relazione di fiducia, lo spazio sarà aperto tutti i pomeriggi con tornei di calcio, laboratori sportivi e laboratori artistici.

In particolar modo verrà attivato nel mese di luglio, con il patrocinio della circoscrizione 8 e il placet del tavolo tecnico-artistico arte urbana e Street Art, un progetto chiamato “migrazioni di parole” che realizzerà una vera e propria opera d’arte a cielo aperto formata da frasi sull’inclusione scelte dai ragazzi stessi insieme agli educatori.

San Salvario: Nessuno Escluso. Famiglie che aiutano famiglie

I salesiani di San Salvario presentano “Nessuno Escluso“, un progetto di sostegno e vicinanza alle famiglie dei giovani italiani e stranieri del territorio di San Salvario. Di seguito la notizia riportata dal sito Don Bosco San Salvario.

***

Nessuno escluso è un progetto di sostegno e di vicinanza rivolto alle famiglie dei giovani italiani e stranieri presenti sul territorio di San Salvario.

Una proposta che concretizza, per la comunità di San Salvario, l’essere famiglia di famiglie.

Si può prendere parte al progetto attraverso donazioni economiche, di tempo, di risorse.

Contatti:

  • oratorio@donboscosansalvario.it
  • 3387257105
  • IBAN IT15T0306909606100000115608

Auxilium San Luigi di Torino: la vittoria alle finali regionali della Junior Tim Cup

Di seguito la notizia dedicata alla vittoria dell’Auxilium San Luigi di Torino alle finali regionali della Junior Tim Cup.

***

Dopo due anni di pausa, dovuti alla sospensione di molte attività sportive causa Covid, la Lega Serie A, TIM ed il Centro Sportivo Italiano sono scesi nuovamente in campo insieme per sostenere la nona edizione del torneo giovanile di calcio a 7, riservato agli Under 14.

Dopo aver coinvolto, nelle precedenti edizioni, oltre 65mila ragazzi in tutta Italia, oltre 5mila oratori e fatto disputare più di 25mila partite, è così continuato il percorso di unione tra sport di vertice e di base che proprio negli Oratori trova ancora il suo riferimento.

L’Auxilium San Luigi di Torino, ha dato, come sempre, il meglio. E’ del resto una tradizione positiva e di lungo affetto quella che lega la J.T.C. e l’Auxilium: vincitori in annate precedenti, sorteggiati per andare a giocare partite direttamente all’interno degli stadi torinesi, vincitori anche di premi speciali.

Così è stato anche quest’anno: la categoria Ragazzi 2008/09 (allenatori Lorenzo Costantino e Giuseppe Russo) è stata la vincitrice della fase regionale organizzata dal Comitato di Torino ed andrà, il prossimo 3 aprile, in Lombardia a giocarsi la finale interregionale sperando di ottenere il “pass” per le finali nazionali di Roma e contendere il titolo di campioni della IX edizione.

Indipendentemente dallo splendido successo sportivo già raggiunto, come sempre la Junior Tim Cup ha aiutato i ragazzi partecipanti a riflettere sui valori sociali di inclusione e rispetto verso tutti (indipendentemente da credo religioso, colore della pelle o altro) peraltro propri dell’Oratorio salesiano S. Luigi di Torino dove la squadra si allena settimanalmente ed è “cresciuta”.

Quest’anno grande importanza si è data a invitare i giovani atleti ad una riflessione sulla necessità di combattere ogni forma di razzismo (“Keep Racism Out” lo slogan proposto) e lavorare per la massima integrazione. Ai ragazzi è stato chiesto di preparare uno striscione (esibito in occasione delle finali Regionali) e sono stati coinvolti in un momento di riflessione su questi temi incontrando un sacerdote presente sui campi di calcio in occasione delle finali.

Alla squadra è stato anche donato materiale sportivo e, come vincitori, una maglietta da gioco realizzata dalle Lega Serie A e dal CSI a ricordo delle manifestazione e consegnata direttamente al Presidente della Società Don Gianmarco Pernice e al Capitano Samuele Brazzani.

Junior Tim Cup – Auxilium San Luigi: si continua a crescere insieme!

>>>Vai al Comunicato Stampa JUNIOR TIM CUP 2022

Maker Lab L2L: il progetto “Digital Lab” all’Oratorio San Luigi

L’esperienza Maker Lab di Labs to Learn ha preso vita all’Oratorio salesiano del San Luigi di Torino grazie al laboratorio “Digital Lab“: un progetto pensato per i ragazzi e le ragazze delle scuole elementari e medie come opportunità per apprendere attraverso metodologie divertenti e tecnologiche, come il video editing, il gaming e il coding.

Il Maker lab è legato infatti ad spazio allestito in oratorio con attrezzature digitali e meccaniche, tavoli di lavori e strumenti artigianali per l’apprendimento e la sperimentazione di sé attraverso la metodologia del learning by doing, in modo individuale ed in piccoli gruppi, seguiti da formatori ed educatori.

Avviato lo scorso novembre, il laboratorio “Digital Lab” proseguirà fino a marzo/aprile 2022 presso l’Oratorio dei Salesiani di San Salvario, grazie a 15 incontri suddivisi tra gli alunni dell’Istituto comprensivo “Peyron – Re Umberto I” e i ragazzi delle medie ed elementari  che frequentano l’oratorio.

L’ultimo incontro del progetto vorrà infine diventare una restituzione di tutto quello appreso nel percorso attraverso una presentazione delle attività ai propri compagni ed insegnanti.

Il progetto Digital Lab consiste nel offrire ai ragazzi l’opportunità di apprendere attraverso metodologie più divertenti. In particolare, giocando un po’ con il video editing, con macchine da ripresa, fotocamere e videocamere, con software di montaggio video e con un drone.

Utilizziamo questi strumenti per giocare insieme e divertirci in oratorio.

Manuele Manco – Responsabile del progetto Digital Lab

SAN SALVARIO: «Riapra la Casa dell’Educativa di strada» – La Voce e il Tempo

I salesiani di San Salvario lanciano un forte appello alle istituzioni regionali e comunali affinchè venga riaperto «Spazio Anch’io» , chiuso nel 2020 per motivi di sicurezza causati dalla presenza del Covid Hospital e poi del Centro Vaccinale.

Di seguito l’articolo di Stefano Di Lullo per “La Voce e il Tempo“.

***

È urgente che l’oratorio di strada torni al Parco del Valentino: punto di riferimento fondamentale per intercettare e accompagnare i ragazzi fragili ed evitare che cadano in circu-iti di criminalità e devianza». È il forte appello che i Salesiani di San Salvario lanciano alle istituzioni regionali e comunali affinchè l’ormai storica postazione «Spazio Anch’io» riapra nella sede dov’è nata. Il presidio, lo ricordiamo, era stato chiuso nel 2020 per motivi di sicurezza legati alla presenza prima del Covid Hospital e poi del Centro Vaccinale nel padiglione 5 dell’ex Torino Esposizioni.

La scorsa estate il Comune aveva rimediato concedendo ai Salesiani di allestire una postazione di educativa di strada nel viale centrale di corso Marconi: rimasta aperta per tutto il periodo estivo. «È stata sicuramente una bella esperienza per noi e per il quartiere», sottolinea l’incaricato dell’oratorio nell’Opera salesiana di San Salvario don Gianmarco Pernice, «abbiamo ospitato per le attività estive numerosi bambi- ni e famiglie, ma non i giovani fragili che senza un punto di riferimento informale, come quello del Valentino, sono difficili da intercettare». Le attività di educativa di strada proseguono a tutto campo per le vie di San Salvario e Porta Nuova, i corsi di italiano per stranieri sono attivi negli oratori Ss. Pietro e Paolo (via Giacosa 8) e San Luigi (via Ormea 4), «ma non è facile», spiega don Pernice, «attirare ragazzi ai margini in attività strutturate senza prima un ‘aggancio’: Spazio Anch’io era uno luogo libero, dove era possibile fermarsi per i corsi di italiano, per partecipare a tornei e partite sportive, giocare a carte, chiacchierare. Da lì iniziava il percorso di accompagnamento che indirizzava i giovani verso la rete dei servizi sociali».

La Circoscrizione 8, attraverso il presidente Massimiliano Miano, la scorsa settimana si è mobilitata per risolvere la questione che ora sempre legata ad un cavillo burocratico più che alla sicurezza: il Comune avrebbe, infatti, concesso l’area in comodato gratuito all’Asl di Torino per l’emergenza e non più ai Salesiani. «Chiediamo alle istituzioni», conclude don Pernice, «uno sforzo per ridare casa all’educativa di strada: la microcriminalità aumenta a dismisura, vediamo spaccio di droga a cielo aperto, occorre intervenire subito attraverso quella prevenzione che questo spazio ha sempre offerto».

Stefano DI LULLO

Don Bosco San Salvario: la conclusione delle attività estive e la ripartenza per il nuovo anno 2021 -2022

Il 10 settembre si è conclusa l’attività estiva per gli oratori salesiani di San Salvario, San Luigi e Santi Pietro e Paolo. Le attività in oratorio, la catechesi, i gruppi formativi e le attività sportive riprenderanno dal 20 settembre per gli iscritti. Il cortile dell’oratorio sarà a disposizione per tutti i tesserati. Di seguito gli articoli riportati sul sito dell’opera in merito alla conclusione dell’Estate ragazzi e alle informazioni sulla ripresa delle attività per i ragazzi per questo nuovo anno pastorale.

***

Conclusione dell’Estate Ragazzi: Un altra estate è finita, ma un nuovo anno sta cominciando!

Il 10 settembre si è conclusa anche l’attività dell’oratorio estivo 2021 nei oratori salesiani di San Salvario, San Luigi e Santi Pietro e Paolo. Nove settimane intense condite di gioco, musica, incontri, uscite fuori porta, parchi acquatici, compiti delle vacanze, attività formative e tanto altro ancora. Le strutture e la loro disposizione sul quartiere hanno permesso agli educatori e agli animatori di organizzare e gestire le attività in piena sicurezza regalando finalmente ai ragazzi il loro giusto spazio e tempo di svago e di crescita insieme ai loro coetanei.

Da metà settembre riprenderanno le attività degli oratori con diverse proposte educative studiate ad oc per accompagnare i ragazzi e le famiglie durante tutto l’anno scolastico. Catechesi, doposcuola, metodo di studio, sport, attività del tempo libero e tra le tante novità di quest’anno, i maker labs: laboratori che utilizzano strumenti digitali per proporre metodi alternativi di apprendimento e supportare i percorsi scolastici dei ragazzi e dare nuove opportunità di aggregazione. I Maker labs sono inseriti nel progetto “Labs to learn”: un percorso partito un anno fa che ha coinvolto l’intera comunità educante rendendola più sensibile e pronta a rispondere alle esigenze educative facendo convergere le differenti risorse sul territorio.

L’oratorio, la  catechesi, i gruppi formativi e le attività sportive ripartono!

Le attività riprendono dal 20 settembre per i soli iscritti, il cortile dell’oratorio è a disposizione di tutti i tesserati.

Per iscriversi richiedere un appuntamento al 338 725 7105 o oratoriosanluigi@donboscosansalvario.it

Come già per gli anni scorsi per accedere alle attività è necessario essere iscritti e portare il foglio del pre-triage firmato dal genitore che dichiara l’assenza di sintomi covid negli ultimi giorni.

Per maggiori informazioni si possono contattare i seguenti recapiti:

  • Info generali sull’attività: oratorio@donboscosansalvario – oratoriosanluigi@donboscosansalvario.it – oratoriosspp@donboscosansalvario.it
  • Info sull’attività di doposcuola: doposcuola@donboscosansalvario.it
  • Info sull’attività di Catechesi: catechesi@donboscosansalvario.it
  • Info sull’attività dei Gruppi Formativi: oratoriosanluigi@donboscosansalvario.it
  • Info sull’attività sportiva: segreteria@auxiliumsanluigi.it

Oppure telefonare al 338 725 7105

Estate negli Oratori di frontiera – La Voce e il Tempo

Dopo mesi di pandemia, i giovani sono tornati a relazionarsi nei centri oratoriani. Tra i ragazzi torinesi ci sono anche quelli di Don Bosco San Salvario. Di seguito l’articolo pubblicato su “La Voce e il Tempo“, a cura di Stefano Di Lullo.

***

Inchiesta – Viaggio nei centri oratoriani della periferia torinese, spesso l’unico salvagente per i ragazzi da Barriera di Milano a Mirafiori, San Salvario, Falchera, Porta Palazzo dopo i difficili mesi della pandemia che hanno quasi annientato le relazioni.

In oratorio la vita e al di là delle mura la morte con lo spaccio e fenomeni di delinquenza a cielo aperto, in pieno giorno. È la fotografia che don Stefano Votta, parroco a Maria Regina della Pace nel cuore di Barriera di Milano, tra corso Giulio Cesare e corso Palermo, scatta in un giorno di oratorio estivo. Si tratta di uno dei tanti oratori di frontiera che nelle periferie della città, segnate dal disagio sociale aggravato a dismisura dalla pandemia, hanno spalancato i cancelli, o sono andati direttamente sulle strade, puntando a risvegliare i sogni infranti di bambini, adolescenti e giovani a cui il Covid ha annientato le relazioni.

Imponente la rete degli oratori, diocesani, salesiani e di parrocchie affidate a diverse congregazioni religiose, che stanno offrendo al più ampio numero di ragazzi possibile opportunità di inclusione e integrazione a tutto campo con quote di iscrizione basse, a fronte di un aumento dei costi di gestione, o a volte gratuite.

Gli oratori non hanno di certo aspettato rassicurazioni sui contributi pubblici, che arriveranno chissà quando (ormai è la norma) ma si sono mobilitati per offrire servizi di qualità a tutte le famiglie.

Presentiamo dunque alcune fra le numerose e significative esperienze da nord a sud di Torino.

Falchera e Villaretto – Per la prima volta la parrocchia San Pio X di Falchera, grazie all’impegno di un giovane, ha avviato l’Estate Ragazzi anche al Villaretto presso la chiesa di San Rocco (piazza Don Puglisi) dove non sono mai esiste opportunità di aggregazione per i ragazzi e tanto meno centri estivi.

«Viste le difficoltà delle famiglie», sottolinea Alessio Salpietra, responsabile dell’Estate Ragazzi del Villaretto, «offriamo il servizio gratuitamente (eccetto 10 euro di assicurazione). Fino al 16 luglio accoglieremo bambini che non avendo opportunità di spostarsi sarebbero rimasti a casa tutta l’estate». Ogni giorno alcuni animatori dell’oratorio San Pio X partono in bicicletta e raggiungono il Villaretto per le attività di animazione. A San Pio X, invece, le iscrizioni sono terminate in pochi giorni: ci sono tra i 130 e i 140 iscritti e sono numerosi quelli in lista d’attesa.

«Le norme», sottolinea il parroco don Adelino Montanelli, «nonostante gli ampi spazi esterni, non ci consentono di accogliere più iscrizioni, ma è massima l’attenzione per raggiungere chi è ai margini come i bambini delle famiglie Rom che vivono nella zona della Falchera. Offriamo una vacanza, dopo i terribili mesi delle restrizioni, in cui i ragazzi possano tornare a ricostruire le relazioni e a vivere: ampia anche la risposta degli animatori che prestano servizio senza risparmiarsi; organizzano anche gite in montagna in Val d’Ayas».

Barriera di Milano – Sono in centocinquanta, fra iscritti, animatori ed educatori,  anche all’oratorio Maria Regina della Pace in Barriera di Milano dove sono partiti i campi estivi in montagna e le gite al parco acquatico.

«L’oratorio», evidenzia il parroco don Votta, «diventa espressione di vita per tutto il quartiere. Quando mi affaccio dalla finestra del mio ufficio da una parte vedo la vita, la gioia, la speranza, la carità, il donarsi reciprocamente e dall’altra parte esattamente il contrario: la morte, la tristezza, la disperazione: ingredienti che alimentano il degrado e il disagio nelle periferie, nonostante gli slogan delle istituzioni sul rilancio dei quartieri popolari».

Ma c’è un segno di speranza a partire dalle nuove generazioni che si ritrovano a giocare, a riflettere e a confrontarsi insieme in uno stesso cortile: «è lì», osserva il parroco della Pace, «che si formano gli ‘onesti cittadini’, attraverso l’educazione alla legalità e all’inclusione che è certamente possibile».

Un terzo degli iscritti sono di origine straniera. A guidare le attività ci sono il viceparroco don Giuliano Naso e il collaboratore parrocchiale don Luca Ramello, direttore della Pastorale giovanile diocesana. «Constatiamo la debolezza degli adolescenti», conclude don Votta, «che vivono crisi di panico, soprattutto laddove si sono verificate situazioni di sofferenza in famiglia a causa della pandemia».

Borgo Vittoria – I campetti utilizzati fino a 4 anni fa dal Victoria Ivest in via Paolo Veronese, realizzati nel 2012 e dopo poco tempo lasciati al degrado, ora ospitano l’Estate ragazzi della parrocchia San Giuseppe Cafasso su corso Grosseto che si è occupata di tagliare l’erba e riqualificare l’area.

«La Circoscrizione 5», sottolinea il parroco don Angelo Zucchi, «ha concesso i campi in comodato d’uso gratuito alla parrocchia per un mese. Abbiamo dunque portato l’oratorio in un’area nel degrado come segno di speranza e di rinascita per il quartiere periferico e la città». L’oratorio estivo della parrocchia Cafasso, conosciuta come «Il centro della periferia», iniziata lunedì 21 giugno, proseguirà fino a fine luglio con 120 iscritti.

«È bastata una settimana e i ragazzi sono finalmente rinati», commenta don Zucchi, «l’oratorio è un’oasi di vita nel deserto in un quartiere che al di là delle problematiche legate al Covid chiede a gran voce un rilancio ‘vero’. C’è stata anche, in particolare, un’esplosione di nuovi animatori che a maggio hanno chiesto di prestare servizio».

Borgo Dora/Aurora – Nella parrocchia San Gioacchino, affidata ai sacerdoti della Fraternità del Sermig, fra i quartieri Aurora e Porta Palazzo, l’«oratorio dei popoli» è tornato a rianimarsi e a colorarsi con bambini e ragazzi di diverse etnie, provenienze e religioni. Circa 200 gli iscritti suddivisi tra l’Arsenale della Pace del Sermig in piazza Borgo Dora e l’oratorio San Gioacchino in corso Giulio Cesare. Oltre 100 sono in lista di attesa.

«Per dare la possibilità a più ragazzi possibili di partecipare», sottolinea Alberto Rossi del Sermig, «i diversi gruppi frequentano il centro estivo solo mezza giornata, alternandosi fra mattina e pomeriggio con una gita settimanale». Tra le attività ampio spazio viene dato all’integrazione, «per imparare a vivere bene insieme valorizzando le diversità come ricchezza».

San Salvario – Da pochi giorni è tornato, anche fisicamente, l’oratorio sulla strada. La postazione «Spazio Anch’io» dei Salesiani di San Salvario al Parco del Valentino, dopo la chiusura dovuta alla presenza prima del Covid Hospital e poi del Centro vaccinale,  ha ora trovato casa, in seguito ad un accordo con il Comune, nel viale centrale pedonale di corso Marconi.

«L’educativa di strada che non si è mai interrotta nei diversi lockdown», sottolinea l’incaricato dell’oratorio San Luigi don Mario Fissore, salesiano, «ha di nuovo il suo punto di riferimento sul territorio per accogliere, ascoltare e accompagnare i giovani più fragili che è possibile intercettare, appunto, solo sulla strada».

Allo stesso tempo è ripresa la presenza degli educatori anche in piazza Galimberti di fronte alle arcate e alle palazzine in fase di completa ristrutturazione dell’ex Villaggio Olimpico Moi. Sono poi partite le attività degli Oratori estivi al San Luigi (via Ormea) per le medie e a Ss. Pietro e Paolo per le elementari (via Giacosa).

«L’obiettivo», prosegue don Fissore, «è quello di favorire una presenza educativa capillare sul territorio con vari destinatari, sia con ambienti di transito come l’educativa di strada, sia con le attività tradizionali  e organizzate dei centri estivi oratoriani». Numerose le iscrizioni pervenute. Gli oratori offrono ciò che i ragazzi non hanno avuto in questi mesi: attività che stimolino la creatività e il movimento in gruppo».

Positive anche le attività proposte dal Comune di Torino e dalla Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito dell’iniziativa «La bella stagione» che offre opportunità di laboratori, visite museali e percorsi naturalistici nei parchi cittadini ai centri estivi che aderiscono al progetto «2021. Un’estate insieme» attraverso la Noi Torino o l’Ags (associazione giovanile salesiana).

Mirafiori – Un murales per riempire di colore lo spazio nero lasciato dalla pandemia: l’oratorio San Luca Evangelista, nel quartiere Mirafiori Sud di Torino, ha inaugurato così l’oratorio estivo: i ragazzi e le ragazze per dipingerlo sono tornati ad incontrarsi, dopo più di un anno di contatti virtuali e di relazioni segnate dalla lontananza. E come nell’oratorio di San Luca, anche negli altri cortili dell’Unità pastorale 20 è tornato ad esserci movimento. Lo scorso 14 giugno hanno preso il via all’unisono le attività estive di tutti gli oratori dell’Unità pastorale: quello di San Remigio (via Chiara 14), quello della parrocchia Visitazione di Maria Vergine e San Barnaba insieme alla parrocchia di Santi Apostoli (Strada Castello 42), oltre all’oratorio di San Luca (via Negarville 14) e a quello dei Beati Parroci (via Monte Cengio 8), che per la prima volta hanno ideato insieme un’unica Estate Ragazzi.

La parrocchia Visitazione di Maria Vergine e San Barnaba, come altre parrocchie torinesi, ha promosso una raccolta fondi intitolata «Estate sospesa», per permettere la partecipazione anche ai figli delle famiglie in difficoltà economica.

Oratorio Estivo 2021 – Don Bosco San Salvario

Siamo prossimi all’estate e “Don Bosco San Salvario” ha pubblicato un primo volantino dell’Oratorio Estivo 2021. Di seguito si riporta la notizia.

Ecco un primo volantino che preannuncia l’Estate Ragazzi di quest’anno. Ci sarà, gli animatori, educatori e salesiani si stanno già preparando e preparando il meglio per i ragazzi. Purtroppo non possiamo ancora fornirvi tutti i dettagli perchè ancora in attesa delle disposizioni definitive da parte delle istituzioni. Comunque noi siamo pronti e vi aspettiamo

Oratorio Estivo 2021

  • 1° – 4° Elementare: Via Giacosa 8 – Oratorio Santi Pietro e Paolo
  • 5° Elementare – 2° Media: Via Ormea 4 – Oratorio Salesiano San Luigi
  • 3° Media – 2° Superiore: Via Ormea 4 – Oratorio Salesiano San Luigi per 4 settimane a luglio

ATTIVITÀ:

  • Tornei
  • Atelier
  • Thinking Time
  • Gite e Territorio
  • Giochi
  • Compiti

Nei mesi di giugno, luglio e settembre per 9 settimane.

Appena saranno pubblicate le disposizioni per questa estate vi forniremo tutti i dettagli e apriremo le iscrizioni.

Per info scrivici a oratorio@sanluigitorino.org o chiama il 3387257105

Don Bosco San Salvario: gli educatori continuano ad accompagnare i giovani fragili verso l’autonomia

San Salvario, la zona rossa non ferma l’oratorio sulla strada. Ad oggi il Centro sta accompagnando una trentina di giovani in condizione di precarietà inseriti nel progetto nazionale «M’interesso di te», promosso dai Salesiani per il Sociale. Di seguito l’articolo pubblicato da La Voce e il Tempo a cura di Chiara Baccaglion in merito all’esperienza vissuta e che vive la realtà salesiana di Torino – San Salvario.

SALESIANI – GLI EDUCATORI CONTINUANO AD ACCOMPAGNARE I GIOVANI FRAGILI VERSO L’AUTONOMIA

A San Salvario gli oratori sulla strada anche in ‘zona rossa’ continuano ad essere un presidio educativo essenziale, soprattutto per i giovani stranieri soli e di recente immigrazione: tra centri d’accoglienza, sportelli lavoro e doposcuola i cortili salesiani del quartiere, in collaborazione con la cooperativa sociale Et, portano avanti, nonostante pandemia, la missione di don Bosco.

«Per dare risposte ai bisogni educativi dei giovani sulla strada in un momento come questo, in cui la precarietà aumenta e i servizi diminuiscono, ci stiamo impegnando a superare quella ‘logica’ secondo la quale ‘c’è il Covid, quindi non si fa niente’» sottolinea il coordinatore dei progetti di educativa di strada dell’oratorio San Luigi, Matteo Aigotti.

Per questo motivo gli operatori del centro Di.Te, situato nell’oratorio Santi Pietro e Paolo (via Giacosa 8), hanno rafforzato le azioni per l’inserimento lavorativo dei giovani che gli educatori incontrano sulla strada, dal momento che le regole per prevenire il contagio impediscono di mettere di nuovo a loro disposizione le docce, un pasto o un posto in cui riposare. Ad oggi il Centro sta accompagnando una trentina di giovani in condizione di precarietà inseriti nel progetto nazionale «M’interesso di te», promosso dai Salesiani per il Sociale. Grazie al progetto i giovani vengono orientati verso i servizi educativi, sanitari e sociali del territorio e, laddove possibile, sono guidati all’inserimento lavorativo con tirocini e borse lavoro.

«L’anno scorso molti tirocini erano saltati con la chiusura delle aziende, quest’anno invece sono perlopiù proseguiti e hanno preso il via anche dei tirocini nel settore agricolo», prosegue l’educatore.

I colloqui dello sportello lavoro continuano nel cortile dell’oratorio con i giovani che non hanno la possibilità di svolgerli a distanza. Un servizio che veniva offerto anche nell’area di Spazio Anch’io, il presidio educativo salesiano nel parco del Valentino ora chiuso per via della vicinanza al Covid Hospital a Torino Esposizioni. Rimane invece aperto l’oratorio San Luigi (via Ormea 4) per la comunità di 15 minori stranieri non accompagnati provenienti da Albania, Egitto, Gambia, Marocco, Kurdistan, Senegal e Somalia. Tutti i ragazzi stanno frequentando percorsi di formazione professionale o quelli per sostenere l’esame di terza media.

«I giovani che seguono le lezioni a distanza sono otto, con tutte le difficoltà che questo comporta. Alle barriere linguistiche ora si aggiungono le interferenze o la connessione che fa i capricci», spiega l’incaricato dell’oratorio, don Mario Fissore.

Prosegue nel Cam (Centro aggregativo per minori) dell’oratorio anche il doposcuola rivolto a ragazzi con necessità educative peculiari.

Chiara BACCAGLION