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Dungeon & Dragons: oltre la realtà c’è l’immaginazione

Volti sorridenti e persone soddisfatte, il mirabile splendore del gioco di ruolo affiancato alla didattica d’aula, hanno caratterizzato le lezioni nell’ultimo mese tra i nostri ragazzi.

Durante i quattro giovedì di aprile, gli studenti della classe di Spazio LABS della sede di Valdocco, hanno preso parte ad un mirabolante progetto educativo, una scheda personaggio come quaderno, dadi colorati e, al posto dei libri, alcuni manuali da consultare per necessità.

Tramite il gioco di ruolo hanno sperimentato il racconto narrativo con l’aiuto di un professionista della comunicazione: Amedeo Davit. Egli, nel ruolo di formatore, ha messo alla prova il gruppo classe e ha fatto scattare in loro la voglia di vivere i panni di un epico personaggio in grado di compiere imprese grandiose.

Durante gli incontri, Amedeo ha anche condiviso il proprio percorso personale, raccontando come sia riuscito a trasformare la passione per Dungeon & Dragons nella sua professione nell’ambito della comunicazione social, trasmettendo ai ragazzi il valore di creare contenuti con consapevolezza ed etica, senza rincorrere hype o visibilità attraverso messaggi divisivi e aggressivi, ma promuovendo invece contenuti ricchi di valori positivi.

Il nostro Master ha dato luce ad una narrazione fantasy all’interno di Boscobruno, piccolo paesino all’interno di boschi pericolosi e minacciato da creature spaventose. Tutto questo perché la gamification è quella metodologia didattica che trasferisce le meccaniche, le dinamiche e gli elementi dei giochi al campo educativo al fine di aumentare la motivazione e generare apprendimento significativo. In queste dinamiche si incontrano il lato umano di ogni studente e ne fanno emergere sentimenti nascosti e capacità di lavorare in gruppo.

Ogni persona al tavolo, ha contribuito al racconto, ognuno con la propria visione, ognuno con le proprie skill positive personali e capacità collettive. I nostri ragazzi sono stati messi davanti a decisioni importanti, bivi che potevano decidere il futuro o il destino dei loro personaggi.

Con questo progetto organizzato si è dimostrato che questa nostra formula alternativa di didattica può affiancare la ludicità dei momenti all’interno di un percorso scolastico, il quale mette in primo piano lo studente. In un tempo in cui la scuola rischia spesso di essere percepita come distante dalla realtà emotiva dei ragazzi, esperienze come questa dimostrano invece quanto l’immaginazione possa diventare uno strumento concreto di crescita. Dietro a ogni tiro di dado, infatti, si nascondevano ascoltocollaborazioneproblem solvingcreatività e capacità di comunicare con gli altri.

…e forse è proprio questo il vero incantesimo di Dungeon & Dragons: trasformare un tavolo, qualche manuale e una manciata di dadi in un luogo dove imparare a conoscersi, a fidarsi del gruppo e a scoprire che, anche fuori dal gioco, ciascuno può diventare l’eroe della propria storia.

Evento Labs to Future il 27 maggio 2026

Mercoledì 27 maggio 2026 – ore 9.00-13.00, presso la Sala Sangalli (via Sassari 28 Torino), avrà luogo l’evento Labs to Future – La relazione educativa tra fragilità ed emozioni.

La terza edizione di Labs to Future si propone di proseguire la riflessione formativa tra operatori che a vario titolo si occupano di adolescenti.

Quest’anno l’attenzione si rivolge alla “relazione educativa”. Uno spazio da riscoprire dove tenere insieme le fragilità dei più giovani e le fatiche degli adulti.

Il seminario, partendo dall’analisi di alcuni dati, prevede un momento iniziale di plenaria con una relazione introduttiva sulla condizione giovanile. Nella seconda parte della mattinata, 4 workshop di approfondimento per capire come supportare i giovani nel proprio percorso di crescita, tra emozioni, identità, aspirazioni e desideri di futuro.

Si potrà partecipare all’evento prenotandosi attraverso il form di contatto:

Programma

  • Ore 09.00 – 09.30 Coffee Break e registrazione
  • Ore 09.30 – 09.45 Saluti istituzionali
  • Ore 09.45 – 10.45 FIORI NEL CAOS Cronaca del grande burnout e di come si tornò a respirare
    • Davide Fant, supervisore pedagogico Spazio Labs
    • Elisa Carnelli, attrice e drammaterapeuta
  • Ore 10.45 – 11.15 Presentazione della ricerca FRAGILE. Mappae mundi di una nuova generazione a cura di Fondazione Poetica
  • Ore 11.30 – 12.30 Workshop per approfondimento:
    • Work shop 1 | Segnali di fragilizzazione: a cosa fare attenzione come adulti in relazione – a cura di Fondazione Poetica
    • Work shop 2 | Vivere le emozioni: come supportare i giovani nel riconoscimento e nella gestione emotiva attraverso la relazione – Vittoria Passanisi, psicologa Spazio LABS
    • Work shop 3 | Disadattati efficaci: accompagnare la crescita al di là del modello performativo – Davide Fant, pedagogista Anno Unico
    • Work shop 4 | Il progetto di vita. Come sostenere i giovani nell’immaginare futuri possibili – Daniela Rosas Gloria Ferrero, Associazione Inventure APS
  • Ore 12.30 – 13.00 Conclusioni e chiusura dei lavori

 

Dentro il silenzio della donna in blu: La visita di Spazio LABS a Palazzo Madama tra arte e racconto

Cosa succede se si portano le ragazze e i ragazzi di Spazio LABS all’interno di un museo della nostra città?

La prima reazione è, senza dubbio, lo stupore. Non si tratta soltanto dell’ingresso in un luogo ricco di storia, ma della scoperta di uno spazio che, pur essendo vicino, spesso non rientra nell’immaginario quotidiano dei più giovani. Le sale, i silenzi, le luci studiate per valorizzare le opere: tutto contribuisce a creare un’atmosfera diversa, capace di accendere quella curiosità spontanea che nasce quando ci si trova davanti a qualcosa di inatteso. È proprio questa curiosità che ha guidato la nostra esperienza.

Sia la classe di Valdocco sia quella di San Paolo hanno avuto il piacere di visitare il Museo Civico di Torino, ospitato all’interno di Palazzo Madama, immergendosi in un percorso che intreccia arte, storia e osservazione diretta. Il momento più atteso della visita è stato l’incontro con un’opera speciale, arrivata eccezionalmente dal Rijksmuseum di Amsterdam: La donna in azzurro che legge una lettera di Jan Vermeer. Davanti al dipinto, i ragazzi hanno potuto soffermarsi sui dettagli — la luce che entra dalla finestra, il silenzio sospeso della scena, l’espressione concentrata della figura — scoprendo come un quadro possa raccontare una storia senza bisogno di parole.

Per l’occasione abbiamo trasformato la nostra lezione umanistica settimanale in un’esperienza vissuta direttamente all’interno del museo. Più che concentrarci su date, correnti artistiche o biografie, abbiamo scelto di lasciare spazio alle emozioni e all’osservazione personale. I ragazzi sono stati invitati a guardare con attenzione, a formulare ipotesi, a chiedersi cosa stesse accadendo nelle opere e quale atmosfera trasmettessero. Attraverso aneddoti, piccole storie legate ai dipinti e curiosità sugli artisti, la visita si è trasformata in un racconto condiviso, capace di rendere l’arte più vicina e accessibile anche ai nostri studenti che di storia dell’arte, ne han fatta veramente poca…

Questo approccio ha permesso ai partecipanti di vivere il museo non come un luogo distante o formale, ma come uno spazio da esplorare attivamente. Ogni sala ha offerto l’occasione per porre domande, osservare particolari nascosti e collegare ciò che si vedeva a esperienze personali. L’obiettivo non era memorizzare informazioni, ma seminare curiosità: quella stessa curiosità che spinge a tornare, a osservare con occhi nuovi e a riconoscere nell’arte un linguaggio vivo. Una piccola esperienza che, ci auguriamo, abbia lasciato nei ragazzi il desiderio di continuare a scoprire.

A coronamento della visita, il medesimo museo ci ha offerto anche l’opportunità di partecipare, come classe delle secondarie di secondo grado, al concorso letterario dedicato proprio all’opera del pittore olandese “ospite” nella capitale sabauda per alcuni mesi. L’attività ha rappresentato un naturale proseguimento dell’esperienza vissuta nelle sale: dopo aver osservato il dipinto, i ragazzi sono stati invitati a immaginare ciò che non è visibile, a dare voce a quella storia sospesa racchiusa nella tela.

I partecipanti si sono quindi messi nei panni dell’autore della lettera — o, in alcuni casi, della donna stessa — provando a costruire una narrazione plausibile e al tempo stesso sorprendente. Ne sono nate lettere intime, avventurose, misteriose, talvolta ironiche, ognuna capace di interpretare in modo personale lo sguardo concentrato e l’atmosfera silenziosa del dipinto. C’è chi ha immaginato un messaggio d’amore atteso da tempo, chi una notizia inaspettata proveniente da lontano, chi ancora un segreto familiare custodito tra le pieghe della carta. L’esercizio ha permesso ai ragazzi di passare dall’osservazione alla creazione, trasformando un’opera d’arte in uno stimolo concreto per la scrittura.

Ci abbiamo provato, con entusiasmo e con la consapevolezza che il valore dell’esperienza non stava soltanto nel risultato finale, ma nel percorso compiuto. Mettersi davanti a un capolavoro, interrogarsi su ciò che racconta e provare a completarne la storia significa entrare in dialogo con l’arte in modo attivo. Anche chi inizialmente mostrava qualche esitazione ha trovato, passo dopo passo, una propria idea da sviluppare, lasciandosi guidare dalle suggestioni raccolte durante la visita.

In questo modo il museo è uscito dalle sue sale per continuare dentro l’aula e, soprattutto, dentro l’immaginazione dei ragazzi. La figura della donna in azzurro non è rimasta soltanto un’immagine osservata, ma è diventata un personaggio, una storia, una voce da interpretare. Un’esperienza che ha unito osservazione, emozione e scrittura, dimostrando come l’incontro diretto con l’arte possa generare nuove forme di espressione e, ancora una volta, alimentare quella curiosità che aveva dato inizio a tutto.

I ragazzi hanno scoperto che l’arte non è distante, né immobile, ma può dialogare con loro, provocare domande, suggerire ipotesi, stimolare la creatività. Una tela del Seicento, arrivata da lontano, è riuscita a generare riflessioni contemporanee, racconti personali e punti di vista differenti. Ed è forse questo il potere più autentico di un museo: creare connessioni tra tempi diversi e persone diverse, lasciando spazio all’interpretazione e alla scoperta.

Quando siamo usciti da Palazzo Madama, la sensazione non era quella di aver concluso una semplice visita didattica, ma di aver aperto una porta. Un varco aperto verso nuovi luoghi da esplorare, nuove storie da immaginare, nuove domande da porre. Perché, in fondo, basta molto poco per viaggiare oltre quella metaforica soglia: un quadro, una stanza silenziosa, uno sguardo curioso.

…e da lì, tutto può cominciare!

Alessandro Galli
Docente umanistico di Spazio LABS

I vincitori della Edu-Fund Platform – Corriere della Sera

Si riporta di seguito l’articolo apparso sul Corriere della Sera del 30 settembre 2025.

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Ai 30 progetti selezionati, volti a ridurre l’abbandono scolastico e a fornire le competenze necessarie per affrontare il percorso universitario e l’ingresso nel mondo del lavoro, oltre 14 milioni di Euro.

In occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico, UniCredit Foundation presenta i programmi sostenuti – attraverso la Edu-Fund Platform, la sua iniziativa di punta dedicata a contrastare la povertà educativa giovanile in Europa.

Con un impegno complessivo di 14 milioni di Euro, la piattaforma sostiene progetti innovativi e ad alto impatto, mirati a ridurre l’abbandono scolastico, migliorare i risultati di apprendimento e fornire agli studenti le competenze necessarie per affrontare in modo adeguato il percorso universitario o l’ingresso nel mondo del lavoro.

Lanciata nel luglio 2024, la Edu-Fund Platform è rimasta attiva nove mesi raccogliendo le candidature delle organizzazioni non profit operanti nei 12 Paesi europei in cui Unicredit è presente: Austria, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Italia, Romania, Serbia, Slovacchia e Slovenia.

L’iniziativa, pensata per sostenere programmi rivolti agli studenti tra gli 11 e i 19 anni, ha promosso soluzioni integrate per affrontare le cause strutturali della povertà educativa, dalla formazione degli insegnanti all’orientamento universitario, fino ai programmi di inserimento lavorativo. Le candidature sono state esaminate trimestralmente da un Comitato di Valutazione indipendente, composto da esperti internazionali del settore non profit e del mondo accademico, che hanno selezionato i progetti sulla base di criteri chiari e trasparenti.

Tra le oltre 500 proposte ricevute, sono stati scelti 30 progetti suddivisi in tre differenti categorie – small, mid e large scale – che hanno ricevuto finanziamenti da 100,000 Euro a oltre 1 milione di Euro, a seconda delle dimensioni dei programmi. Una suddivisione che rispondeva alla volontà di valorizzare sia iniziative locali sia programmi di più ampio respiro, in grado di estendere il loro impatto a livello transnazionale.

Con la Edu-Fund Platform, UniCredit Foundation conferma il proprio impegno a costruire un futuro più equo e inclusivo, promuovendo pari opportunità di accesso all’istruzione e valorizzando il talento dei giovani in tutta Europa.

In occasione dell’inizio del nuovo anno accademico, la Fondazione è orgogliosa di sottolineare il valore di queste iniziative, che offrono ai ragazzi nuove opportunità per apprendere, crescere e realizzarsi.

“Con la Edu-Fund Platform – ha dichiarato Silvia Cappellini, General Manager di UniCredit Foundation – vogliamo sostenere soluzioni concrete e coraggiose per combattere la povertà educativa, mettendo a disposizione risorse significative e affidandoci a chi lavora quotidianamente a fianco delle comunità locali. Al tempo stesso scegliamo di credere nel potenziale di ogni ragazzo, contribuendo a costruire nuove opportunità e orizzonti cui aspirare. I progetti selezionati dimostrano che il cambiamento è possibile e che l’innovazione sociale, quando radicata nei territori, può generare un impatto reale e duraturo sui percorsi educativi dei giovani”.

Spazio LABS fra i progetti italiani vincitori

Fra i programmi vincitori del terzo round small scale programmes – figura Spazio LABS – Laboratorio di Apprendimento e Benessere, dell’Associazione Giovanile Salesiana per il Territorio ETS.

Il programma del progetto contrasta l’esclusione sociale e l’abbandono scolastico dei giovani 15-19enni a Torino attraverso formazione innovativa che unisce supporto educativo e psicologico con learning-by-doing. Il programma offre un corso annuale di reinserimento, laboratori di prevenzione del rischio e attività extracurricurali, erogate da educatori, psicologi e tutor con forte coinvolgimento familiare e comunitario. Sviluppa un modello educativo scalabile supportato da formazione continua, monitoraggio, valutazione d’impatto e advocacy per promuovere percorsi di co-progettazione istituzionale.

Spazio LABS riparte: un nuovo anno per scoprire, costruire, incontrarsi

Con l’arrivo dell’autunno, Spazio LABS riapre le sue porte e rinnova il suo impegno educativo rivolto agli adolescenti tra i 15 e i 19 anni.

Un ambiente accogliente, pratico e stimolante, dove ogni giovane può imparare attraverso attività nuove, scoprire i propri talenti, mettersi alla prova in nuove sfide e ritrovare motivazione grazie a un percorso formativo concreto e su misura.

La proposta di Spazio LABS offre:

Come partecipare

L’inserimento in una delle proposte educative prende forma a partire da un colloquio conoscitivo con l’équipe educativa, successivo alla preiscrizione.

È possibile effettuare la preiscrizione compilando il seguente modulo online:

Sono online le prime puntate di “Emozioni Senza Tempo”, il podcast di Spazio LABS

Siamo felici di annunciare la pubblicazione delle prime puntate di “Emozioni Senza Tempo”, il podcast nato all’interno del progetto Spazio LABS. Un viaggio narrativo in cui gli adolescenti diventano protagonisti, dando voce a pensieri, sogni e riflessioni che raccontano il quotidiano delle nuove generazioni.

Non è solo un podcast.

È un ritratto collettivo dell’adolescenza di oggi, sincero, autentico e potente.

Ogni episodio è scritto, registrato e montato dai ragazzi di alcune scuole superiori di Torino, con il supporto di docenti, educatori e formatori. Un laboratorio creativo di parole e suoni, che affronta il tema delle emozioni in modo partecipato e originale.

Cosa troverete in ogni puntata?

Un dialogo tra presente e passato. I ragazzi raccolgono le esperienze e i pensieri dei loro coetanei sul vivere quotidiano e, parallelamente, si immedesimano in personaggi storici — artisti, scrittori, filosofi o leader — rispondendo alle stesse domande dal loro punto di vista.
Un modo coinvolgente per scoprire come le emozioni attraversino i secoli, cambiando forma ma non sostanza.

“Emozioni Senza Tempo” è molto più di una raccolta di voci: è un’occasione per ascoltare, riflettere e riconoscersi. Un podcast fatto dai ragazzi, per i ragazzi… e per chiunque voglia comprendere davvero l’adolescenza di oggi.

Ascolta ora le prime puntate dal nostro sito ma anche su tutte le piattaforme e lasciati sorprendere!

“Labs to Future”: da Valdocco un futuro educativo possibile per i ragazzi e le ragazze ai margini

Torino, 21 maggio 2025 – Si è svolto nella mattinata di martedì 20 maggio, presso la Sala Sangalli a Valdocco, l’evento “Labs to Future – Spazio LABS, Laboratori di apprendimento e benessere salesiani”, promosso da AGS per il Territorio con il contributo di Fondazione TIM.

Una mattinata intensa, partecipata, ricca di stimoli e visioni, che ha coinvolto educatori, formatori, dirigenti, amministratori pubblici e referenti del mondo scolastico e sociale, uniti dal desiderio di immaginare insieme nuovi modi per stare accanto agli adolescenti che più faticano a trovare spazio nei percorsi scolastici tradizionali.

Buona la risposta del territorio e della rete nazionale delle scuole di seconda opportunità: erano presenti realtà provenienti da tutta Italia, in particolare da Torino (con i progetti Provaci Ancora Sam – Tutela Integrata del Comune di Torino e Fondazione per la Scuola, Spazio LABS di AGS per il Territorio, I Care di Engim), Biella (Cascina Oremo – Cooperativa Tantintenti), Milano (Fondazione Sicomoro), Saronno (Anno Unico – Fondazione Daimon), Cremona (Cremona Wave – Comune di Cremona), Trento (Progetto di seconda opportunità – Cooperativa Progetto 92), Padova (STOP and Go – Cooperativa Carovana), Napoli Scampia (Io Valgo – Cooperativa Occhi Aperti), Napoli Quartieri Spagnoli (Sentieri, Ponti e Passerelle – Associazione Quartieri Spagnoli Onlus).

I lavori sono iniziati con il saluto del direttore generale di Fondazione TIM, Giorgia Floriani. Nel suo intervento ha voluto ricordare che:

 “…Fondazione TIM nel 2023, attraverso la Call for IDEAs, si è messa in ascolto delle sensibilità che il Terzo settore esprimeva, per capirne i bisogni. Il progetto “Maker Lab” che si aggiudicato il contributo di Fondazione TIM ha dimostrato quanto l’orientamento sia uno dei temi da sostenere per essere d’aiuto ai nostri giovani nella costruzione del loro futuro.  Per questo l’esperienza maturata a fianco a AGS per il Territorio ci ha convinti a pubblicare, nel 2024, il bando “Vivere il Talento” destinato ad azioni di sostegno contro il fenomeno dei Neet e nel 2025, il bando Ricerca dedicato alla realizzazione di piattaforme per l’orientamento.”.

A seguire Don Leonardo Mancini, Ispettore dei Salesiani di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania ha sottolineato il legame profondo tra l’esperienza salesiana e il tema dell’accompagnamento educativo e formativo ricordando come:

“Don Bosco oggi farebbe cose molto simili a queste. Il suo primo contratto di apprendistato metteva insieme educatore, famiglia e azienda: una rete attorno al bene del ragazzo.”
 “La sua intuizione rimane attualissima: al centro c’è il giovane, c’è bisogno di alleanze, e soprattutto di fiducia nelle sue possibilità di crescita.”

Nel corso della mattinata è stato raccontato il progetto Spazio Labs, sia attraverso un intervento dell’équipe educativa, sia con una mostra fotografica e multimediale che ne ha documentato i volti, i percorsi e le sperimentazioni. L’équipe ha sottolineato con forza la volontà di dare continuità all’esperienza, sia per rispondere a un bisogno reale dei ragazzi, sia per proseguire un metodo educativo capace di generare senso, motivazione e legami.

Molto apprezzati anche gli interventi di Davide Fant (Fondazione Daimon), Valeria Lucatello (esperta in progettazione educativa e sociale) e Piergiorgio Reggio (Università di Verona – Progetto 92 Trento) che hanno contribuito ad aprire nuove piste di riflessione sul significato degli spazi soglia, delle alleanze educative e sulla necessità di non smettere mai di immaginare e sperimentare forme di scuola che non lascino indietro nessuno.

Davide Fant ha ricordato che:

“I ragazzi hanno un mondo da raccontare, che è anche il nostro, ma che spesso non vogliamo vedere. Vederlo significa dover agire.”
 “Ci dicono che vivono in un mondo senza futuro, ipercompetitivo. Servono nuovi dispositivi, radicalmente alternativi, dove ritrovare senso, respiro, agentività.”

Valeria Lucatello ha messo l’accento sull’urgenza di dispositivi inclusivi e alleanze forti:

“Il fenomeno dell’abbandono scolastico oggi si aggrava: non è solo smettere di andare a scuola, ma spesso smettere di vivere.”
 “Le scuole della seconda opportunità devono esistere, ma non come ghetti: devono dialogare con il territorio ed essere pungolo per ripensare la scuola ordinaria.”
 “Non si tratta di togliere qualcosa a qualcuno, ma di costruire insieme più strade possibili per non lasciare indietro nessuno.”

Piergiorgio Reggio ha sottolineato:

“Educare significa anche rendere visibili le contraddizioni che la società dà per scontate.”
 “Le condizioni adolescenziali sono molteplici e diseguali. Le povertà educative riguardano interi contesti e richiedono uno sguardo plurale, capace di andare oltre le etichette.”
 “Abbiamo bisogno di ambienti educativi dove riuscire significhi riuscire insieme, dove si insegna e si impara nella relazione, nella reciprocità.”

A chiudere la mattinata sono stati gli interventi di Giulia Guglielmini (Presidente Fondazione per la Scuola) e don Alberto Goia (Presidente AGS per il Territorio- ETS), che hanno rilanciato l’impegno delle istituzioni e delle organizzazioni del territorio per continuare a costruire spazi educativi plurali, generativi, accoglienti.

Giulia Guglielmini ha ricordato che:

“Oggi abbiamo imparato che si può fare la differenza. Serve credere nel micro cambiamento, saper coglierlo”

“Ci sono direttrici chiare anche dall’Unione Europea: aumentare la flessibilità dei percorsi, riconoscere precocemente i segnali del disagio, costruire reti, rafforzare la prevenzione.”

Don Alberto Goia ha ribadito con forza la volontà di Ags Per il Territorio di continuare a portare avanti questa sperimentazione:

“Noi ci crediamo e riteniamo che questa sia la strada giusta per arrivare ai giovani più fragili”.

“Questa giornata è per noi uno spazio collettivo di visione, dove il racconto di ciò che già esiste si è intrecciato al desiderio di ciò che ancora manca. Un passo in più verso un’educazione che accompagna, che scommette, che non si arrende.”

Nel pomeriggio, il Workshop – Comunità di Pratiche ha raccolto intorno allo stesso tavolo le operatrici e gli operatori provenienti dalle diverse esperienze di scuola di seconda opportunità arrivate da tutta Italia, in uno scambio vivo e concreto su metodologie, strumenti e visioni, con l’obiettivo comune di rilanciare e consolidare pratiche educative capaci di generare possibilità reali per chi oggi vive ai margini.

Evento Labs to Future martedì 20 maggio

Martedì 20 maggio 2025 – ore 9.15-13.00, presso la Sala Sangalli (via Sassari 28 Torino), avrà luogo l’evento Labs to Future – Spazio LABS, Laboratori di apprendimento e benessere salesiani.

Spazio LABS è un cantiere educativo nato attorno a una domanda che ci interpella ogni giorno: cosa può servire davvero ai ragazzi e alle ragazze che faticano a trovare posto nei contesti scolastici tradizionali?

Non abbiamo risposte definitive, ma esperienze da condividere, domande da coltivare, punti di vista da mettere in dialogo. Quello che ci guida è l’idea che servano spazi educativi capaci di tenere insieme accoglienza e apprendimento, ascolto e proposta, libertà e cura – soprattutto per chi rischia di restare ai margini.

In questa prospettiva, Spazio LABS propone laboratori professionalizzanti, percorsi creativi e accompagnamenti educativi individualizzati, costruiti a partire dai bisogni e dalle potenzialità degli adolescenti che incontriamo.

È un lavoro quotidiano e collettivo, portato avanti da équipe educative multidisciplinari, sostenuto dalla rete dei partner e reso possibile grazie al contributo di Fondazione TIM.

L’evento Labs To Future vuole essere un’occasione per raccontare questa esperienza, ma soprattutto per aprire uno spazio di riflessione comune, dove porre domande, scambiare sguardi e immaginare insieme nuove possibilità per una scuola che non lasci indietro nessuno.

Si potrà partecipare all’evento iscrivendosi attraverso il form di contatto.

Programma

  • Ore 09.15 – 9.45 Registrazione partecipanti e caffè di benvenuto
  • Ore 9.45 – 10.30 Storie in cammino: il racconto di Spazio LABS, un percorso fotografico e narrativo attraverso le attività e i volti del progetto
  • Ore 10.30 – 10.45 Saluti Istituzionali
  • Ore 10.45 – 11.15 Spazi Soglia per reinventare la scuola
    • Davide FantFondazione Daimon. Supervisione pedagogica Spazio LABS
  • Ore 11.15 – 11.45 Spazio LABS: il progetto, le storie, i protagonisti a cura dell’Equipe del progetto
  • Ore 11.45 – 12.45 C’è bisogno di qualcosa di nuovo?! Dialogo sulle scuole di seconda opportunità
    • Piergiorgio ReggioUniversità di Verona; Progetto 92 scs Trento
    • Valeria Lucatelloesperta in progetti di inclusione sociale e educativa
    • Modera: Alessandro Brescia, responsabile area progettazione AGS per il Territorio
  • Ore 12.45 – 13.15 Conclusioni
    • Giulia Guglielminipresidente Fondazione per la scuola
    • Don Alberto Goiapresidente AGS per il Territorio

Conduce l’evento Valentina Bellisdirettrice AGS per il Territorio.

WorkShop

A partire dall’esperienza condivisa nei progetti rivolti ad adolescenti e giovani in dispersione scolastica, il Workshop – Comunità di Pratiche si propone come uno spazio di confronto tra operatori, per mettere in comune visioni, strumenti e pratiche ispirate al modello delle scuole di seconda opportunità, e per rilanciare valori, principi e metodologie condivise.

  • Ore 14.00 – 16.00 Comunità di pratica scuole di seconda opportunità

Spazio Labs: un viaggio che cresce insieme ai ragazzi

Il primo tratto di strada è alle nostre spalle. I primi mesi di Spazio Labs sono stati un tempo di conoscenza reciproca, di costruzione dei gruppi, di ricerca di una routine e di confidenza con un contesto formativo. Per molti ragazzi è stato un tornare a fidarsi di un luogo e di chi lo abita, per altri la sfida è stata quella di mettersi alla prova in modo nuovo.

A tenere insieme questa prima parte di percorso sono stati il Maker Lab e le metodologie attive del learning by doing: mani che costruiscono, sperimentano, trasformano idee in oggetti concreti. Un gioco da tavolo nato pezzo dopo pezzo, una pizza impastata e condivisa, un problema di matematica risolto senza quasi accorgersene. Imparare facendo, insieme, è stato il filo conduttore che ha permesso ai ragazzi di restare, di essere parte del gruppo e di scoprire, passo dopo passo, che la costanza è una conquista.

Ora il viaggio prosegue e si trasforma. È iniziata la seconda parte dell’anno, in cui i ragazzi si stanno cimentando in qualcosa di nuovo: la formazione professionale. Cinque diversi Work Lab, da circa 80 ore ciascuno, ospitati nelle sedi CNOS-FAP di Torino (Agnelli, Rebaudengo, Valdocco), per sperimentarsi in ambiti diversi: saldatura, carrozzeria, tipografia, sala bar, riparazioni auto.

Qui la sfida si fa più concreta. Significa misurarsi con strumenti e competenze professionali, imparare regole e ritmi diversi, mettersi alla prova in un ambiente che assomiglia sempre di più a quello del lavoro. Per alcuni di loro, questa sarà una tappa intermedia; per altri, l’inizio di un cammino che potrà portarli fino all’esperienza del tirocinio, al confronto diretto con il mondo del lavoro.

Spazio Labs cresce insieme ai ragazzi, senza forzature, ma con la consapevolezza che ogni passo fatto – anche il più piccolo – è un traguardo.

“Quattro chiacchiere con Davide & Eugenio”: l’evento di Spazio Labs per i giovani creativi

Il 16 novembre 2024, l’Oratorio Valdocco di Torino ha ospitato l’evento Quattro Chiacchiere con Davide & Eugenio, un appuntamento firmato Spazio Labs e pensato per ragazze e ragazzi tra i 15 e i 19 anni desiderosi di esplorare il mondo della creazione di contenuti digitali, sotto la guida di due esperti del settore: Eugenio Cesaro, membro e fondatore della band torinese Eugenio in Via Di Gioia, e Davide D’urso, content creator da oltre 100k followers su Instagram.

Un Pomeriggio di Storie e Creatività

L’evento è iniziato alle 14:30 con un momento di presentazione da parte degli ospiti: Eugenio e Davide hanno condiviso con i ragazzi le origini del loro successo e il percorso che li ha portati dove sono oggi, dai momenti difficili alla fama dopo la “gavetta”.

A seguire i laboratori tematici, che hanno animato il pomeriggio in un processo di condivisione creativa autentica e coinvolgente. Il TestiLab è stato un vivace momento ideativo, in cui, dopo un confronto su ciò che rende unico e originale un contenuto digitale il gruppo ha scelto “la domanda perfetta” per l’ospite serale e ha realizzato un video con risposte condivise. Il MusicLab ha trasformato i partecipanti in produttori digitali, creando insieme una sigla originale per la serata, tra campionamenti e ritmo serrato.

Questi laboratori hanno offerto ai partecipanti l’opportunità di sviluppare le proprie competenze tecniche e creative sotto la guida esperta di Davide ed Eugenio.

Spettacolo Finale

La giornata si è conclusa in grande stile con lo ShowLab, uno spettacolo che ha unito riflessione e intrattenimento. Condotto da Davide ed Eugenio, ha visto la partecipazione a sorpresa di Don Mauro (celebre nei video del creator piemontese), accolto con entusiasmo dai partecipanti, e con un pizzico di commozione da parte di Davide che lo incontrava nuovamente dopo 15 anni.

I tre hanno dato vita a un dialogo spumeggiante sul tema dell’Amore, alternando momenti di profondità a gag divertenti che hanno fatto sorridere tutti i presenti.

Un’esperienza che lascia il segno

Oltre ad essere stato un momento di riflessione ed intrattenimento per tutti i partecipanti, conduttori inclusi, questo evento ha sicuramente rappresentato un’importante occasione di crescita personale e professionale per quelle ragazze e quei ragazzi che hanno voluto aderire all’intera proposta, fornendo ispirazione per il futuro tramite un’esperienza pratica di come si può mettere in gioco la propria creatività per trasformarla in fonte di felicità propria e altrui.

La prova del successo? Nessuno voleva più andare via: tra selfie, risate, canzoni improvvisate e promesse di nuovi incontri, la giornata si è conclusa in un clima di festa e con tanta voglia di continuare a condividere idee e passioni!