Non lasciamo al buio i bambini più fragili: sostieni i progetti di Salesiani per il sociale per realizzare il sogno di Don Bosco

Dal 19 gennaio all’1 febbraio 2026, Salesiani per il sociale promuove la Campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Non lasciamo al buio i bambini più fragili”: si può donare chiamando da rete fissa o inviando un SMS al numero solidale 45598.

La campagna di sensibilizzazione

Tanti, troppi giovani oggi in Italia vivono in condizioni di fragilità e povertà. Da oltre trent’anni, la rete associativa Salesiani per il Sociale è al loro fianco per contrastare povertà educativa e disagio, assicurando loro sostegno, ascolto, opportunità e un futuro migliore, seguendo il metodo di Don Bosco.

Per continuare a sostenere le attività e progetti a tutela dei minori più fragili, dal 19 gennaio all’1 febbraio 2026, Salesiani per il sociale promuove la Campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Non lasciamo al buio i bambini più fragili”: tutti possono donare chiamando da rete fissa o inviando un SMS dal valore di 2 euro al numero solidale 45598.

L’impegno della rete Salesiani per il sociale

Ogni anno, Salesiani per il Sociale raggiunge oltre 100 mila beneficiari, offrendo protezione e supporto attraverso una rete attiva in più di 600 realtà territoriali in tutta Italia, con 97 servizi socioeducativi, tra cui 33 Case famiglia e 45 Centri diurni.

La Campagna “Non lasciamo al buio i bambini più fragili” vuole sostenere i tre pilastri di Salesiani per il sociale affinché i bambini fragili di oggi possano diventare gli adulti forti di domani.

Le attività della rete si ispirano al metodo preventivo di Don Bosco, basato su accoglienza, educazione e inclusione:

  1. Educazione
  2. Accoglienza
  3. Supporto nello studio e nell’ingresso nel mondo del lavoro

Con la forza del carisma salesiano, la rete opera perché ogni ragazzo possa trovare uno spazio in cui sentirsi accolto, ascoltato e libero di crescere.

I bambini e i ragazzi trovano nelle Case famiglia e centri diurni di Salesiani per il Sociale luoghi di protezione, calore familiare e figure educative che li aiutano a crescere in un ambiente sicuro, sano e stimolante.

Il Dossier

La ricerca condotta da AstraRicerche per Salesiani per il sociale restituisce il ritratto di una Generazione Z attraversata da forti contrasti: aspirazioni concrete e incertezza emotiva, desiderio di futuro e preoccupazioni economiche, bisogno di autonomia e richiesta di sostegno.

Prosegue il cammino formativo dell’ADMA Primaria

Domenica 11 gennaio nella casa Salesiana di Cumiana (Torino) ha avuto luogo la giornata formativa mensile, curata e organizzata dall’ADMA Primaria, nel proseguimento del cammino annuale su “La nostra fede, la fede dei nostri figli”.

L’incontro ha avuto inizio alle 9.30 con la recita delle lodi, un momento di preghiera comunitaria che ha sottolineato il tema del ritiro: “E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore” (Lc 1,45): la fede e l’obbedienza”.

Prima della catechesi, il nuovo Animatore Spirituale dell’ADMA, Don Luis Eugenio Vargas Isaza, si è ufficialmente presentato, confermando la propria piena e totale disponibilità e collaborazione per lo sviluppo delle varie attività e per la crescita del gruppo, non disgiunta dall’accrescimento spirituale di tutti i gruppi della famiglia salesiana.

Di seguito è iniziata la catechesi, guidata da Don Roberto Carelli, che ha introdotto il tema della fede come carattere di obbedienza:

“Ma l’obbedienza – ha sottolineato Don Roberto – non va equivocata con la cieca sottomissione alla volontà di altri. Come suggerisce il termine stesso (“obbedienza” dal latino “ob-audire”), obbedire è stare di fronte al volto di un altro, è ascoltarsi nella parola di un altro, e dunque è vivere una relazione. L’obbedienza, come la fede, non è il contrario della ragione e della libertà, ma è la ragione e la libertà in luce filiale e nuziale, cioè nell’ottica di chi ha compreso che noi siamo i nostri affetti, che la nostra identità si costruisce e si sviluppa nei legami, tenendo presente che è difficile obbedire perché molto dipende da quanta libertà viviamo nei nostri legami.”

Durante la catechesi Don Carelli ha tracciato alcuni spunti spirituali: la fede in Gesù, ben delineata nella parabola del Padre Misericordioso, dove il figlio minore rappresenta una libertà senza obbedienza e il figlio maggiore un’obbedienza senza libertà; la fede di Maria, dalla quale impariamo che, in quanto obbedienza, la fede comporta il non capire. In tal guisa Maria è Madre e Maestra nell’obbedienza perché, pur essendo Madre si fa discepola di Gesù. Al termine della catechesi ha suggerito alcuni riflessi educativi, anche in relazione al rapporto con i figli.

Dopo la catechesi, è stato lasciato spazio al silenzio, alla preghiera personale e all’adorazione, seguita dal pranzo comunitario. Le attività sono riprese nel pomeriggio con la recita del Santo Rosario e, successivamente, si è svolta la condivisione, durante la quale i partecipanti hanno potuto raccontare le proprie esperienze, le difficoltà e le gioie del cammino di fede.

La giornata formativa ha avuto conclusione con la Santa Messa concelebrata da don Roberto Carelli e don Luis Eugenio Vargas Isaza.

Chieri conferisce la cittadinanza onoraria a don Fabio Attard, Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana

Comunicato Stampa a cura della Città di Chieri.

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Il Consiglio comunale di Chieri ha approvato all’unanimità la delibera per il conferimento della cittadinanza onoraria a Don Fabio ATTARD, che il 25 marzo 2025 è stato eletto undicesimo Rettore Maggiore della Congregazione Salesiana, “quale riconoscimento del suo straordinario impegno educativo, pastorale e culturale, nonché del profondo legame che unisce la città di Chieri alla tradizione salesiana”.

Nato a Gozo (Malta) il 23 marzo 1959, Don Fabio ATTARD ha dedicato la sua vita interamente al servizio della gioventù: missionario in Tunisia dal 1988 al 1991, rettore di scuole salesiane a Malta, docente all’Università Pontificia Salesiana e per oltre 12 anni Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile.

«Ringraziamo tutti i consiglieri di maggioranza e di minoranza per aver votato questo importante atto di indirizzo con cui Chieri conferisce la cittadinanza onoraria al Rettore Maggiore della Congregazione Salesiana Don Fabio ATTARD, celebrando così il legame indissolubile che unisce Chieri al mondo Salesiano e all’eredità spirituale e morale di Don Bosco, che qui trascorse l’adolescenza e il periodo della formazione, dal 1831 al 1841-dichiarano il Sindaco Alessandro Sicchiero e l’assessora all’Istruzione Antonella Giordano-Abbiamo accolto la proposta formulata dall’Istituto Salesiano San Luigi di Chieri, fondato nel 1891 dal Beato Michele Rua, in continuità con quanto già fatto in passato con Don Pascual Chavez Villanueva e con Don Ángel Fernández Artime, anch’essi cittadini onorari della nostra città. Don Fabio Attard incarna pienamente il carisma di Don Bosco e il conferimento della cittadinanza onoraria vuole essere un gesto di stima verso i Salesiani, riconoscendo così il contributo prezioso e costante offerto alla formazione dei più giovani e alla promozione della cultura dell’accoglienza, della solidarietà e della speranza».

La cerimonia ufficiale di conferimento della cittadinanza onoraria a Don Fabio ATTARD si svolgerà in occasione della prossima Festa di San Giovanni Bosco, il 1° febbraio 2026, quando il Rettor Maggiore sarà a Chieri per celebrare la tradizionale Messa in Duomo.

Cagliero 11 – “Parola di Dio” – Gennaio 2026

Si allega di seguito il  Cagliero 11 n°205 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Gennaio 2026.

Intenzione Missionaria Salesiana, alla luce dell’intenzione di preghiera del Santo Padre.

Preghiamo affinché la preghiera con la Parola di Dio sia nutrimento nelle nostre vite e fonte di speranza nelle nostre comunità, aiutandoci a costruire una chiesa più fraterna e missionaria.

Per la preghiera con la Parola di Dio.

Cari amici,

Viviamo in una società caratterizzata dal “tempo”, il tempo ci costringe a immergerci in un mondo in cui pianificare e programmare ogni attività che facciamo. Chiediamoci: sono io il padrone del mio tempo o è il tempo a essere il mio padrone? Siamo così immersi nel ritmo del “fare” cose, che ci fermiamo molto poco a goderci ciò che facciamo, perché il ritmo del tempo segna la nostra vita e quando arriviamo a casa ci rimane un sapore amaro: non sono riuscito a fare tutto quello che avevo programmato! Ed è comune sentire questa frase: “Ora il tempo non basta per niente”. Ma è lo stesso tempo di sempre.

Cari amici, vi invito a vivere, essendo padroni del tempo, godendovi ogni momento di ogni attività che svolgiamo, senza lasciare che il “fare” governi il nostro “essere”. È bene fermarsi e riflettere su tutto ciò che facciamo per meditare e contemplare il nostro essere e il nostro fare.

Don Edwin Marcelo Coronel SDB,
CORAM (Coordinatore Regionale per l’Animazione Missionarie) della Regione Interamerica

Prosegue il cammino formativo annuale dell’ADMA Primaria

Notizia a cura dell’ADMA Primaria.

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Il 7 dicembre 2025 a Valdocco ha avuto luogo la giornata formativa mensile, curata e organizzata dall’ADMA Primaria, nel proseguimento del cammino formativo annuale.

L’incontro ha avuto inizio alle 9.30 con la recita delle lodi, un momento di preghiera comunitaria che ha sottolineato il tema del ritiro: “Il giusto vivrà per la sua fede (AB 2,4), la fede e l’indipendenza”.

Di seguito è iniziata la catechesi, guidata da don Roberto Carelli, che ha introdotto il tema della fede in relazione alla libertà.

“La fede genera libertà – ha esordito don Roberto -, chiarendo innanzitutto che la fede non tiene fermi ma mette in moto e non è solo cose da credere (fides quae), ma alleanze da vivere (fides qua). La fede ci rende liberi – ha proseguito – poiché si appoggia sulla libertà e sulla creatività di Dio. E nella fede l’uomo trova libertà interiore, ponendosi sotto lo sguardo di Dio e non sotto il proprio giudizio o il giudizio degli altri. Nella fede inoltre l’uomo trova libertà di azione, trovando nella fede e nella libertà il suo senso, in quanto non muove i suoi passi per conto proprio ma per conto di Dio”.

Al termine della catechesi don Carelli ha suggerito alcuni riflessi educativi, anche in relazione al rapporto con i figli.

Dopo la catechesi, è stato lasciato spazio al silenzio, alla preghiera personale e all’adorazione nella chiesa sotterranea di San Pietro, seguita dal pranzo comunitario.

Le attività sono riprese nel pomeriggio con la recita del Santo Rosario, un momento mariano molto sentito, che ha emanato nei fedeli un’energia positiva coinvolgente. Successivamente, si è svolta la condivisione, un tempo in cui i partecipanti hanno potuto raccontare le proprie esperienze, le difficoltà e le gioie del cammino di fede.

La giornata formativa ha avuto conclusione con la Santa Messa celebrata nella chiesa di San Francesco di Sales da don Roberto Carelli.

Il tema de “La fede e l’indipendenza” sarà ripreso domenica 14 dicembre nel ritiro organizzato presso la Casa Salesiana di Cumiana.

Cagliero 11 – “Rilanciare la Pace” – Dicembre 2025

Si allega di seguito il  Cagliero 11 n°204 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Dicembre 2025.

Intenzione Missionaria Salesiana, alla luce dell’intenzione di preghiera del Santo Padre.

Preghiamo affinché la pace possa dimorare nelle comunità salesiane e nel cuore delle persone che abitano nelle zone di guerra.

Per i cristiani nei contesti di conflitto.

 

Cari amici,

come salesiano di Don Bosco, ho avuto la fortuna di essere testimone del coraggio e della fede dei nostri confratelli che vivono e prestano servizio in luoghi difficili. Recentemente ho visitato il Myanmar e la Terra Santa, due regioni ferite dalla violenza e dalla divisione. In entrambi i luoghi ho incontrato salesiani che, nonostante la paura e l’incertezza, continuano a vivere il Vangelo con gioia, offrendo educazione, speranza e pace ai giovani.

Devo confessare che il loro coraggio, la loro fede e la loro testimonianza mi hanno toccato profondamente. Mi hanno ricordato che anche nei momenti più bui, Dio non smette di prendersi cura dei Suoi figli. Dobbiamo sempre rimanere positivi, confidando che Dio può trarre il bene da ogni prova.

Dio non vuole la guerra, Dio vuole la pace“. Con queste parole, Papa Leone ci esorta a pregare per la pace. Uniamoci in preghiera affinché la pace regni nelle nostre comunità e nei cuori di tutti coloro che soffrono a causa dei conflitti. Possa la nostra presenza salesiana continuare a essere una piccola fiamma di speranza, dimostrano che l’amore è più forte dell’odio e che la pace di Gesù può ancora trasformare il mondo.

Con preghiera e gratitudine,

Don Gabriel Stawowy SDB,
Economo Generale

#MONFERRATO-CHE-EDUCA! e “Tu come stai?”: nasce una rete per il benessere e l’educazione dei giovani

Nel cuore del Monferrato Casalese prende vita un progetto ambizioso e necessario: è stato ufficialmente sottoscritto il Protocollo d’Intesa #MONFERRATO-CHE-EDUCA!, un patto educativo che coinvolge enti pubblici, scuole, servizi socio-assistenziali, ASL, terzo settore e realtà educative del territorio.

L’obiettivo? Costruire una Comunità Educante strutturata, capace di promuovere benessere, sviluppo e opportunità per bambini, ragazzi e famiglie dei 48 Comuni del Distretto Socio-Assistenziale di Casale Monferrato, che conta oltre 77.000 abitanti.

Ispirato ai principi UNESCO e alle Linee di Indirizzo Nazionali per il sostegno alle famiglie vulnerabili, il Protocollo riconosce l’educazione come bene comune e leva strategica per contrastare la povertà educativa, la dispersione scolastica e lo spopolamento dei territori fragili.

Il nome stesso del progetto racchiude la sua missione:

  • #MONFERRATO: il territorio da valorizzare e rendere protagonista;
  • -CHE-: le persone e le istituzioni che lo abitano e collaborano;
  • EDUCA!: l’azione urgente e condivisa per costruire futuro.

Il Patto Educativo di Comunità si propone di:

  • Promuovere progettualità condivisa e partecipata tramite co-programmazione e co-progettazione;
  • Rafforzare il ruolo dell’educazione come priorità strategica del territorio;
  • Garantire uguaglianza di diritti e risposte personalizzate ai bisogni educativi;
  • Valorizzare il patrimonio culturale e sociale delle comunità locali;
  • Favorire il benessere integrale di bambini, ragazzi e famiglie;
  • Sviluppare competenze di cittadinanza attiva e responsabilità sociale;
  • Contrastare spopolamento e povertà educativa, migliorando la qualità della vita delle comunità.

Per coordinare le azioni è stato istituito il Tavolo di Coordinamento #Monferrato-che-educa!, con rappresentanti del Servizio Socio-Assistenziale, del Comune di Casale Monferrato, delle scuole e del terzo settore.

Nei primi anni, il Protocollo si concentrerà su tre macro-temi:

  1. Dispersione scolastica: analisi, prevenzione e contrasto;
  2. Extrascolastico: doposcuola, attività sportive, ricreative e sviluppo delle soft skills;
  3. Famiglie: partecipazione, corresponsabilità e genitorialità positiva.

Ogni anno, entro il 30 settembre, sarà definito il programma condiviso delle attività, con verifica e monitoraggio dei risultati.

Tra i promotori e firmatari del Protocollo figurano:

  • Comune di Casale Monferrato (Capofila)
  • Servizio Socio-Assistenziale del Distretto
  • ASL AL – Casale Monferrato
  • tutti gli Istituti Comprensivi e Superiori del territorio
  • Istituto Sacro Cuore di Gesù – Salesiani Casale M.to
  • Caritas Diocesana
  • Cooperativa Elleuno
  • APS Penelope
  • altre realtà educative e sociali attive nel Monferrato

Il Protocollo ha durata triennale e potrà accogliere nuovi partner nel tempo.

 “Tu come stai?”: il primo progetto operativo

Tra le iniziative già attive nel territorio spicca “Tu come stai? La comunità per il benessere dei giovani”, dedicato al benessere psicologico e relazionale degli adolescenti.

Coordinato dal Comitato Interregionale di Salesiani per il Sociale Piemonte e Valle d’Aosta APS e finanziato da Impresa Sociale Con i Bambini, il progetto si rivolge a ragazze e ragazzi dagli 11 ai 18 anni offrendo una risposta concreta e tempestiva alle richieste di supporto dei giovani del Monferrato.

Attraverso percorsi preventivi nelle scuole e sul territorio, l’iniziativa:

  • Attiva i Gate, presìdi di ascolto e presa in carico psico-educativa;
  • Promuove formazione e strumenti per rafforzare la comunità educante;
  • Organizza eventi annuali dedicati all’ascolto, alla partecipazione e alla sensibilizzazione.

Grazie al lavoro dell’équipe multidisciplinare e alla sinergia tra scuole, ASL, Comune e terzo settore, “Tu come stai?” offre una risposta concreta e tempestiva alle richieste di supporto dei giovani del Monferrato.

Appello di Salesiani per il Sociale: è prioritario investire stabilmente sull’infanzia e l’adolescenza e costruire un nuovo Patto Educativo

Si riporta di seguito il Comunicato Stampa di Salesiani per il Sociale.

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In occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, la rete Salesiani per il sociale rinnova il proprio impegno a garantire a bambini e ragazzi il diritto fondamentale di crescere in un ambiente sicuro, protetto e ricco di speranza.

Oltre 100mila beneficiari raggiunti ogni anno attraverso più di 600 realtà territoriali distribuite in tutta Italia, che include 97 servizi socioeducativi, tra cui 45 Centri diurni e 33 Case famiglia: sono i numeri della rete dei Salesiani per il sociale che, in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (20 novembre), rinnova il proprio impegno nell’assicurare a bambini e ragazzi in difficoltà la possibilità di vivere in contesti educativi sani, accoglienti e stimolanti. In Italia sono circa 33mila i minorenni che vivono lontano dalla propria famiglia d’origine, senza contare gli oltre 16mila minori stranieri non accompagnati. Tutti hanno un diritto fondamentale: crescere in un ambiente sicuro, affettivo e favorevole al loro sviluppo. Nelle 33 Case famiglia della Rete salesiana sono accolti circa 300 minori, tra i 12 e i 18 anni, su richiesta dei servizi sociali e con disposizioni del Tribunale per i Minorenni:

«Molti di questi bambini e adolescenti hanno alle spalle esperienze di abbandono, violenza o solitudine. Ognuno di loro porta dentro di sé una ferita, ma anche una possibilità – spiega don Francesco Preite, Presidente nazionale di Salesiani per il sociale – Ci ispiriamo al Sistema Preventivo di don Bosco, che mette al centro la relazione e la crescita integrale della persona, anche nella sua dimensione spirituale. Le nostre Case famiglia non sono luoghi meramente assistenziali, ma case dove crescere e imparare a credere di nuovo in sé stessi e negli altri. Il nostro obiettivo non è solo proteggere, ma restituire futuro. Per questo chiediamo un nuovo patto sociale ed educativo tra Istituzioni, Terzo Settore, scuola, Chiesa e territori, capace di costruire una rete solida fatta di strutture accoglienti, operatori formati e percorsi di inserimento sociale efficaci, insieme a investimenti stabili nelle politiche per l’infanzia e l’adolescenza».

All’interno delle Case famiglia, i ragazzi trovano un ambiente sicuro e inclusivo che dà loro opportunità concrete di crescita: scuola, sport, formazione professionale, relazioni sane e una comunità educativa che li accompagna ogni giorno. Anche dopo i 18 anni, Salesiani per il sociale continua a sostenerli nella ricerca di una casa, di un lavoro o nel proseguimento degli studi. Molti di loro, diventati maggiorenni e usciti dalla Casa famiglia, tornano a far visita, a condividere traguardi e momenti importanti: segno che l’appartenenza alla comunità salesiana non si esaurisce con la fine del percorso, ma diventa famiglia per sempre. Sono testimonianza e ispirazione per chi vive ancora in Casa famiglia, la prova concreta che un’altra vita autonoma e piena di soddisfazioni è possibile.

Gli educatori sono il cuore pulsante delle comunità: accompagnano i ragazzi nella vita di ogni giorno e curano i rapporti con famiglie, servizi sociali, scuola e sanità. Le équipe multidisciplinari, composte da educatori e psicologi, garantiscono una presenza continua, 24 ore su 24, offrendo ascolto, stabilità e punti di riferimento. Gli educatori accompagnano i minori a scuola, vanno a prenderli, parlano con gli insegnanti, seguono i giovani nello studio, nello sport, cucinano per loro, accompagnano bambini e ragazzi alle visite mediche: sono le maglie di una “rete di sicurezza” che protegge e guida bambini e ragazzi giorno per giorno, garantendo il rispetto di tutti i loro diritti e promuovendo la loro felicità.

«La povertà non è una statistica: è una ferita aperta nel cuore del nostro Paese. Ogni bambino escluso da opportunità, ogni ragazzo lasciato solo, è una sconfitta collettiva – dichiara don Preite – In Italia, secondo l’ISTAT, vivono oltre un milione e trecentomila bambini in povertà. Non bastano più progetti isolati o risposte emergenziali: servono politiche strutturali, risorse stabili e coraggio politico per garantire a tutti i minori protezione, salute, sicurezza, benessere, partecipazione e uguaglianza. Serve un nuovo patto sociale che restituisca dignità ai bambini e agli adolescenti più fragili, cancellando lo stigma che li isola e li condanna all’invisibilità. Essi non sono “problemi da gestire”, ma vite da valorizzare, cittadini di oggi e del domani. Garantire i diritti dei minori significa anche sostenere chi ogni giorno li accompagna – famiglie, comunità, operatori sociali e educatori – offrendo strumenti adeguati, tutele reali e riconoscimento professionale. Come Salesiani per il sociale, scegliamo con decisione da che parte stare: dalla parte dei bambini, dei ragazzi, della speranza e della comunità. Perché senza accoglienza e tutela non c’è futuro, senza comunità che sostengono i giovani non c’è giustizia».

Per saperne di più:

ADMA: a Valdocco celebrata la giornata Mariana

Il 16 novembre 2025, a Valdocco, l’ADMA Primaria ha organizzato l’annuale incontro in occasione della giornata Mariana. All’appuntamento, che ha segnato il prosieguo dell’itinerario formativo dell’anno sul tema della fede, hanno partecipato circa 100 famiglie, provenienti anche da Brescia, Verona e Roma.

La ricca giornata formativa ha avuto inizio alle 9:30, con la recita delle Lodi mattutine, guidata da don Gabriel de Jesus Cruz Trejo, un momento di preghiera comunitaria che ha aperto il cuore allo sviluppo delle attività. Le preghiere, accompagnate da letture e riflessioni, hanno sottolineato il tema del ritiro:Avvenga di me secondo la tua parola” (Lc 1,38): la santa indifferenza.

Il saluto iniziale è stato portato da don Leonardo Mancini, Ispettore Salesiano per il Piemonte e la Valle d’Aosta, che si è soffermato sulla differenza tra fede e ragione e il modo di risolvere questa apparente frattura, al fine di rispettare il progetto di Dio, proponendo, così come indicato da Papa Francesco, due vie: che i cristiani possano vivere occasioni di preghiera concrete e che possano scegliere di incontrare il volto dell’altro e quindi riscoprire la relazione. Di seguito è iniziata la catechesi, guidata da don Roberto Carelli, che ha invitato a meditare sulla condizione fondamentale che ci consente di aver fede per davvero, chiamata “santa indifferenza”. Essa risponde a questa grande domanda: è possibile avere la stessa “fede” di Gesù, la stessa determinazione e lo stesso coraggio nel consegnarsi amorosamente al Padre e nel consegnarsi dolorosamente agli uomini?

Nel corso della catechesi don Roberto ha delineato alcuni spunti spirituali, necessari per considerare la “santa indifferenza come “disponibilità” nei confronti di Dio.

“Preziose – ha sottolineato  – le parole del nostro Rettor Maggiore, don Fabio, che addita nella disponibilità di Maria il modello perfetto del credente, ciò per cui la santa indifferenza è appunto la fede di Maria, che a sua volta è “matrice” e “madre” della Chiesa”.

“Inoltre – ha proseguito Don Roberto – sant’Ignazio ritiene che il guadagno della santa indifferenza è il “principio e fondamento” della vita cristiana, del cammino di fede, del discernimento spirituale (EESS 23)”.

È necessario quindi renderci indifferenti verso tutte le realtà create (in tutto quello che è lasciato alla scelta del nostro libero arbitrio e non gli è proibito), in modo che non desideriamo da parte nostra la salute piuttosto che la malattia, la ricchezza piuttosto che la povertà, l’onore piuttosto che il disonore, una vita lunga piuttosto che una vita breve, e così per tutto il resto, desiderando e scegliendo soltanto quello che ci può condurre meglio al fine per cui siamo creati.

In conclusione don Carelli ha posto l’accento sull’importanza dell’insegnamento sulla santa indifferenza.

“Può l’uomo, che è finito, – ha detto –  fronteggiare ed essere adeguato a Dio, che è infinito? Tutto in noi è finitezza, ma esiste un “momento” di infinito in noi? Sì, una cosa sola: la disponibilità all’azione di Dio, il lasciar accadere la Sua volontà senza porre ostacoli. Allora, per quanto siamo vasi fragili, portiamo in noi un tesoro prezioso, e pur deboli, opera in noi la potenza di Dio!”

Dopo la catechesi, è stato lasciato spazio al silenzio e alla preghiera personale, seguito dal pranzo comunitario.

Le attività sono riprese nel pomeriggio con la recita del Santo Rosario, un momento mariano molto sentito, che ha recato ai fedeli un’energia positiva coinvolgente.

La giornata formativa ha avuto conclusione con la Santa Messa, celebrata nella chiesa di San Francesco di Sales da don Michele Molinar, Vicario Ispettoriale e concelebrata con don Roberto Carelli e don Gabriel de Jesùs Cruz Trejo, durante la quale 30 aspiranti hanno rinnovato le proprie promesse per entrare nell’Associazione, a conclusione del cammino formativo.

La celebrazione della Giornata Mariana comunitaria ha rappresentato un passo importante nel cammino spirituale di tante famiglie, tornate alle loro case con il cuore pieno di gratitudine, con nuove consapevolezze, colme di “santa indifferenza”.

Sabato 14 e Domenica 15 marzo 2026 torna la Violetta di Don Bosco!

Sabato 14 e domenica 15 marzo 2026 torna la Violetta di Don Bosco in collaborazione con Salesiani per il Sociale: un’occasione per diffondere il messaggio di solidarietà e di sostegno per i bambini e i ragazzi in difficoltà. La Violetta di Don Bosco rappresenta proprio questo: fare il bene senza cercare l’attenzione o il riconoscimento per le nostre azioni.

La violetta è un simbolo di solidarietà e di sostegno per i bambini e i ragazzi delle nostre Case famiglia e Centri diurni in tutta Italia, acquistandola sarai ogni giorno al fianco di bambini e ragazzi soli: tanti di loro hanno bisogno ora di qualcuno che li prenda per mano e li accompagni verso un futuro migliore.

“Fare il bene senza comparire. La violetta sta nascosta ma si conosce e si trova grazie al suo profumo.”

— San Giovanni Bosco

Quest’anno la “Violetta di Don Bosco”, si apre a una nuova e significativa collaborazione: parteciperà infatti anche l’Associazione dei Salesiani Cooperatori, segno concreto di una Famiglia Salesiana sempre più unita e attiva.

La collaborazione tra l’Associazione dei Salesiani Cooperatori e Salesiani Per il Sociale nasce dal comune desiderio di servire i giovani con il cuore e lo stile di Don Bosco, nel pieno rispetto delle distinte identità e nature giuridiche delle due realtà.

L’Associazione dei Salesiani Cooperatori è un’associazione di fedeli di natura ecclesiale, promossa e fondata da don Bosco, parte integrante della Famiglia Salesiana e riconosciuta dalla Chiesa come espressione della vocazione laicale salesiana. Salesiani per il sociale, invece, è una rete associativa del Terzo Settore di natura civile, fondata e promossa dai Salesiani di Don Bosco d’Italia, che realizza azioni educative, sociali e di inclusione a favore dei minori e dei giovani in difficoltà.

Questa collaborazione, nel rispetto delle reciproche autonomie, vuole essere un segno concreto di corresponsabilità e di comunione nella missione, dove la dimensione ecclesiale e quella civile si integrano per rispondere insieme alle sfide educative e sociali del nostro tempo.

La Violetta di Don Bosco si conferma un evento che, anno dopo anno, cresce e si arricchisce grazie al vostro entusiasmo, al vostro sostegno e alla vostra generosità, e che aspira a diventare sempre più un’iniziativa di respiro nazionale.