Da Santiago a Monaco: l’estate in cammino dell’MGS
Ogni estate all’MGS viene proposta un’esperienza di pellegrinaggio, un’occasione per mettersi in cammino e vivere insieme alcuni giorni di condivisione e fede.
Quest’anno le mete sono state due: Santiago de Compostela, dal 27 luglio al 3 agosto con l’MGS Plus, e Monaco di Baviera, dal 9 al 13 agosto con l’MGS Triennio e Giovani.
Due strade diverse, che abbiamo scelto di raccontare attraverso le parole di due ragazzi.
Santiago: “Non puoi prevedere cosa il Signore ha in serbo per te”
A Sarria si ritrovano in 45. Dal 27 luglio le giornate iniziano presto, intorno alle 5 del mattino: preparazione, colazione, zaino in spalla e i primi chilometri ancora nel buio. Con le prime luci dell’alba, il gruppo si ritrova per le Lodi e per conoscere, giorno dopo giorno, qualcosa in più della figura di San Giacomo. Poi ognuno riparte con il proprio passo.
Lungo i 120 chilometri nascono presto anche piccole abitudini. Una su tutte: la merenda di metà tappa al camper della famiglia Franco, appuntamento particolarmente atteso, soprattutto dalla coda del gruppo. Poi l’arrivo all’ostello, la doccia, il riposo, la Messa, la condivisione e la cena insieme, spesso preparata proprio dalla famiglia Franco.
Dalla terza tappa, però, il ritmo cambia. Un dolore improvviso alla gamba rende ogni chilometro più faticoso e costringe a rallentare. Un imprevisto che diventa anche uno degli insegnamenti più importanti del Cammino: non tutto può essere previsto e, proprio nei momenti di difficoltà, si scopre il valore di avere accanto persone pronte a rallentare, aiutare e condividere la fatica. Da qui nasce una delle consapevolezze più forti di questa esperienza:
Mi porto a casa un senso di gratitudine verso le persone che il Signore ci mette a fianco nella nostra vita e la consapevolezza che nessuna situazione avviene per caso.
Monaco: “Gli incontri di questo viaggio sono stati davvero una scossa”
Questa volta l’appuntamento dell’MGS è alle 6.30 a Valdocco, destinazione Monaco di Baviera. Nel gruppo ADMA sono in 26, “un bell’assortimento di grandi e piccoli”, tra musica sempre accesa e chiacchiere durante il viaggio.
Al centro del viaggio ci sono soprattutto le persone e le storie incrociate lungo la strada: amici di lunga data, volti nuovi e figure del passato capaci ancora oggi di interrogare il presente. Esperienze vissute senza maschere, alle quali si aggiunge quella più profonda dell’incontro con Dio.
Anche le tappe del pellegrinaggio diventano parte di questo percorso: i ragazzi della Rosa Bianca, con la loro ricerca della verità e della libertà; Dachau, con il peso della sofferenza e della memoria; e Altötting, con l’invito a rimanere sotto la Croce di Cristo, fiduciosi nella Risurrezione.
Questo pellegrinaggio mi ha proprio regalato un po’ di verità, un po’ di luce in più.
Da Santiago a Monaco, ogni strada ha lasciato qualcosa da portare a casa: la gratitudine per chi ha condiviso un tratto di cammino, la capacità di riconoscere un significato anche nella fatica e la consapevolezza di non essere soli.
Esperienze diverse, accomunate dalla scoperta di una presenza che accompagna. E forse è proprio questa l’immagine che meglio racchiude entrambi i pellegrinaggi:
Una Luce costante splende attraverso le tenebre.













