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Lettera del Vescovo Cesare Nosiglia ai sacerdoti torinesi

In queste settimane, molte persone consacrate  sono in prima fila per offrire il proprio servizio e sostegno. Per questo motivo l’arcivescovo di Torino ha voluto scrivere una lettera personale a tutti i sacerdoti della diocesi; e una lettera analoga è indirizzata ai preti della diocesi di Susa.

Si riporta di seguito la lettera scritta dal Mons. Cesare Nosiglia ai preti di Torino:

Cari presbiteri,

dal profondo del mio animo ho deciso di scrivervi una lettera in questo tempo difficile e certamente molto doloroso per voi e i vostri fedeli. Non è una delle solite lettere pastorali o omelie ma un aprirvi il mio cuore. Vorrei, ora più che mai, essere con voi vescovo, padre e amico.

Siamo pastori. Gesù ci ricorda che il buon pastore di fronte al lupo non ha paura e non fugge come un mercenario ma difende il suo gregge. Ogni pecora del suo gregge sa che può contare su di lui, pronto a donare tutto se stesso – persino la vita – per le sue pecore. So bene quanto questo da un lato ci consola perché anche noi facciamo parte del gregge del Signore e siamo da lui difesi e sostenuti; ma dall’altro siamo anche consapevoli che la nostra vocazione di pastori che vivono in mezzo al loro gregge sia oggi apprezzata, cercata e attesa dalla nostra gente spaventata e disorientata.

Siamo padri. Ed ora è il momento di vivere questo dono che abbiamo ricevuto e forse non abbiamo mai considerato abbastanza. Manifestiamo dunque la nostra paternità non escludendo alcuno dal nostro amore e dalla nostra preghiera, ma soprattutto aiutando le persone e famiglie che sono più in difficoltà. Infondiamo coraggio a chi ha subito o sta ancora lottando con la malattia e sosteniamo la sua fede e la fiducia nel Signore.

Siamo amici, come Gesù ci ha insegnato: «Non vi chiamo servi ma amici». Quante volte abbiamo sottolineato che il nostro ministero è un servizio a Dio e alla comunità che la Chiesa ci ha affidato! Oggi siamo chiamati a fare un passo in più e a considerarci veramente amici di tutti secondo l’invito di Gesù che ci dice: «non c’è amore più grande di chi dà la vita per i suoi amici». La vita che possiamo donare è la nostra serenità, fiducia e speranza nel Signore, che siamo chiamati a infondere nelle persone.Soffriamo tutti per la mobilità ridotta, i contatti personali inesistenti. È vero. Ma la vita della Chiesa è una storia delle ricchezze che proprio le difficoltà hanno stimolato e fatto crescere. Restare «connessi» fra noi, oggi, è anche un sfida alla nostra intelligenza e alla nostra ingegnosità…

Siamo persone. I compiti che la missione ci assegna non cancellano le nostre singole e umane fragilità e sofferenze. Non mancano anche tra voi, confratelli che hanno perso o sono molto preoccupati per i loro cari. Anche per noi la solitudine, i dubbi la paura sono amaro pane quotidiano. Non possiamo ignorare tali fragilità e sofferenze e non dobbiamo nasconderle. Infatti è a cominciare da questa prospettiva che testimoniamo la ricchezza dei doni del Signore: la fede e la speranza; ed è da qui che siamo chiamati a valorizzare le nostre risorse: la fortezza, la temperanza…

C’è una parola che dovrebbe diventare «virale» per tutti noi di questi tempi: ed è «confidenza». Confidenza nel Signore prima di tutto. Ma confidenza anche nei rapporti tra di noi: nessuno ha da rimanere solo. Sentiamoci, parliamo – anche solo per sapere come si sta. Teniamo viva quelle rete di stima, di amicizia, di fraternità che è la sostanza del nostro essere «clero», cioè patrimonio eletto del Signore.

Carissimi,

a questi semplici pensieri che mi partono dal cuore aggiungo un grazie che vorrei fosse accolto da ciascuno di voi. Vi ringrazio per l’impegno con cui vi rendete in qualche modo presenti soprattutto verso quelle persone che piangono i loro cari e non possono nemmeno dare loro l’ultimo saluto e una stretta di mano o una carezza.

Vi ringrazio per la costante preghiera che scandisce le vostre giornate, dalla Messa celebrata da soli ma per l’intera comunità, al rosario alla Madonna Consolata che come ci ha ricordato il Papa ha ottenuto nel passato tante grazie in occasione di eventi come questo, ed è certamente disponibile anche oggi a donarci il suo aiuto e la sua protezione.

Vi ringrazio per la vostra vicinanza, realizzata attraverso gli strumenti digitali, verso i ragazzi e giovani dell’oratorio e del catechismo, le loro catechiste e catechisti e animatori.

Ringrazio in particolare i cappellani degli ospedali,i diaconi, i medici e operatori sanitari, i volontari Caritas e quanti si prestano per alleviare la solitudine di tanti anziani soli mediante una telefonata o una preghiera fatta apposta per loro.

Il virus passerà, ne siamo certi; e tante saranno e le tragedie che si porterà dietro ma ci darà modo di riflettere profondamente sul nostro stile di vita, sul dare importanza a ciò che conta veramente rispetto a tante altre cose ritenute necessarie e in realtà superflue e secondarie.

Vi benedico di cuore e mi auguro che al più presto potremo ritrovarci insieme per continuare la nostra missione e ritrovare slancio e vigore per il nostro impegno verso e con i nostri fedeli.

Cesare vescovo, padre e amico

Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro dell’Arcidiocesi di Torino: Incontri “Reggere lo squilibrio”

Si segnala l’iniziativa promossa dall’Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro dell’Arcidiocesi di Torino: “Reggere lo squilibrio. Fare politica con i semi dell’innovazione e della profezia“. Si tratta di una serie di incontri di informazione e formazione sui temi della politica attraverso i percorsi pensati all’interno delle Piccole Officine Politiche.

PROGRAMMA:

  • 23 Novembre 2019: La sfida dell’innovazione per le istituzioni nel tempo del populismo.
  • 14 Dicembre 2019: Comunicare è mettersi in relazione: governare organizzazioni al tempo della disintermediazione.
  • 11 Gennaio 2020: Il mondo della politica in piena e continua trasformazione.
  • 1 Febbraio 2020: Leadership, corpi intermedi e gruppi dirigenti: la via della partecipazione.
  • 29 febbraio 2020: La democrazia come occasione dialogo e confronto: spunti per una rinnovata adesione.

Per informazioni e iscrizioni:

Sr. Valentina Melis (Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro) – Via Val della Torre, 3
Mail: piccoleofficinepolitice@gmail.com

www.piccoleofficinepolitiche.it

Quota di adesione: 25€

Regioniamo Insieme: laboratori di democrazia partecipata

L’Arcidiocesi di Torino con l’Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro ha ufficialmente lanciato il progetto formativo delle Piccole Officine Politiche, in occasione del seminario dell’Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro, svoltosi lo scorso Sabato 13 ottobre 2018.

Tra le prime attività l’Officina Interessati, un ciclo di formazione sul sistema di governo regionale, il quale prende il nome di “Regioniamo insieme. Laboratori di democrazia partecipata” con il patrocinio di Anci Piemonte e del Consiglio Regionale del Piemonte.

Il percorso ha l’obiettivo di costruire consapevolezza attorno alle competenze della Regione e pensiero e proposte attorno alcune policy che caratterizzano l’attività politica del territorio che abitiamo. Il corso formativo ha l’obiettivo di far partecipare i cittadini del nostro territorio promuovendo proattività e responsabilità.

Calendario degli incontri:

  • 1 Dicembre 2018: LE COMPETENZE DELLA REGIONE PIEMONTE
  • 12 Gennaio 2019: LE POLITICHE SOCIO-ASSISTENZIALI
  • 9 Febbraio 2019: LE POLITICHE PER LO SVILUPPO ECONOMICO E LA COESIONE SOCIALE

La sede degli incontri è presso FABBRICA DELLE “e” – TORINO, C.SO TRAPANI, 95 – dalle ore 9.00 alle ore 13.00.