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Chieri conferisce la cittadinanza onoraria a don Fabio Attard, Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana

Comunicato Stampa a cura della Città di Chieri.

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Il Consiglio comunale di Chieri ha approvato all’unanimità la delibera per il conferimento della cittadinanza onoraria a Don Fabio ATTARD, che il 25 marzo 2025 è stato eletto undicesimo Rettore Maggiore della Congregazione Salesiana, “quale riconoscimento del suo straordinario impegno educativo, pastorale e culturale, nonché del profondo legame che unisce la città di Chieri alla tradizione salesiana”.

Nato a Gozo (Malta) il 23 marzo 1959, Don Fabio ATTARD ha dedicato la sua vita interamente al servizio della gioventù: missionario in Tunisia dal 1988 al 1991, rettore di scuole salesiane a Malta, docente all’Università Pontificia Salesiana e per oltre 12 anni Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile.

«Ringraziamo tutti i consiglieri di maggioranza e di minoranza per aver votato questo importante atto di indirizzo con cui Chieri conferisce la cittadinanza onoraria al Rettore Maggiore della Congregazione Salesiana Don Fabio ATTARD, celebrando così il legame indissolubile che unisce Chieri al mondo Salesiano e all’eredità spirituale e morale di Don Bosco, che qui trascorse l’adolescenza e il periodo della formazione, dal 1831 al 1841-dichiarano il Sindaco Alessandro Sicchiero e l’assessora all’Istruzione Antonella Giordano-Abbiamo accolto la proposta formulata dall’Istituto Salesiano San Luigi di Chieri, fondato nel 1891 dal Beato Michele Rua, in continuità con quanto già fatto in passato con Don Pascual Chavez Villanueva e con Don Ángel Fernández Artime, anch’essi cittadini onorari della nostra città. Don Fabio Attard incarna pienamente il carisma di Don Bosco e il conferimento della cittadinanza onoraria vuole essere un gesto di stima verso i Salesiani, riconoscendo così il contributo prezioso e costante offerto alla formazione dei più giovani e alla promozione della cultura dell’accoglienza, della solidarietà e della speranza».

La cerimonia ufficiale di conferimento della cittadinanza onoraria a Don Fabio ATTARD si svolgerà in occasione della prossima Festa di San Giovanni Bosco, il 1° febbraio 2026, quando il Rettor Maggiore sarà a Chieri per celebrare la tradizionale Messa in Duomo.

beAMission 2025: vivere la missione

Torino – Valdocco, 8-9 novembre 2025.

Nel cuore delle celebrazioni per i 150 anni della Prima Spedizione Missionaria Salesiana, Valdocco ha accolto giovani, Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice da tutta Italia per il beAMission, una convocazione nazionale nata dal desiderio di ritrovarsi, raccontarsi e rilanciare insieme il cammino missionario.

L’evento ha rappresentato la vigilia della 156ª Spedizione Missionaria, celebrata sempre a Valdocco l’11 novembre e presieduta dal Rettor Maggiore don Fabio Attard.

Il beAMission è stata un’esperienza viva: due giorni in cui i giovani hanno riscoperto la bellezza di essere missione prima ancora di fare missione. È proprio questo vissuto condiviso, fatto di ascolto, testimonianze e preghiera, che ha generato fraternità tra tutti i partecipanti.

Un’esperienza di Chiesa in cammino

L’incontro è stato pensato e costruito valorizzando il protagonismo giovanile, a partire dai rappresentanti delle Équipe missionarie regionali. L’obiettivo: trasformare la memoria dei 150 anni in uno slancio verso il futuro, restituendo alla missione salesiana la sua dimensione originaria di slancio apostolico, gioia e servizio.

Dopo l’accoglienza a Valdocco, la visita al Museo Casa Don Bosco ha introdotto i partecipanti nel clima delle origini, permettendo di “toccare” le radici della passione missionaria di Don Bosco e dei primi partenti per l’Argentina. Subito dopo si è svolto il momento formativo con l’intervento di don Jorge Crisafulli, Consigliere generale per le Missioni, che ha offerto una riflessione incisiva su cosa significhi essere missionari oggi: non partire per un altrove, ma abitare la missione dove si vive.

Le sue parole hanno aiutato tutti a comprendere che la missione non è un’azione ma un’identità, un modo di essere che trasforma ogni relazione e ogni luogo.

Mostra, festa e preghiera: la missione si fa racconto

Nel tardo pomeriggio i partecipanti hanno potuto vivere l’inaugurazione della mostra “Splendete come astri nel mondo”, allestita negli spazi del Museo.

L’esposizione — curata con la collaborazione dei vari territori salesiani italiani — racconta storie, volti e progetti missionari dei cinque continenti. Durante l’apertura ufficiale è intervenuto anche don Fabio Attard, che ha richiamato il valore profetico dell’educazione e della presenza giovanile nella missione salesiana: «Ogni giovane che incontra Don Bosco diventa, a suo modo, un missionario».

La serata è poi proseguita in clima di festa, con la Festa Missionaria nel cortile e negli stand preparati dalle diverse realtà regionali. Canti, testimonianze, giochi, piatti tipici: la missione si è fatta racconto e fraternità vissuta. La “buonanotte” in Basilica donata dalla Madre Generale delle FMA, Chiara Cazzuola, ha chiuso la giornata con semplicità e profondità salesiana.

La domenica: dal racconto alla chiamata

Il mattino successivo, i giovani si sono ritrovati per un’esperienza di Living Library, in cui i ragazzi che hanno vissuto un’esperienza di missione  hanno raccontato, come “libri viventi”, le loro storie di servizio e di fede.

A seguire, anche i salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice  che si preparano a ricevere il mandato missionario in questi giorni  hanno condiviso con i giovani la loro chiamata al dono totale di sè in terra di missione.

Nel primo pomeriggio, la celebrazione della Messa, presieduta da don Attard, ha rappresentato un nuovo invio missionario per i giovani e ha espresso il senso più profondo dell’incontro: non solo ricordare una partenza avvenuta 150 anni fa, ma rinnovare oggi la stessa passione missionaria nel quotidiano.

Le parole del Rettor Maggiore hanno invitato tutti a guardare avanti con speranza: “Essere missione significa non trattenere nulla per sé: è condividere la vita, il tempo e il Vangelo, con lo stile della gioia salesiana.”  

Una fraternità nata dall’essere missione

beAMission non è stato solo un evento celebrativo, ma un’esperienza di comunione che ha mostrato come l’essere missione generi fraternità.

In questi giorni, i giovani hanno toccato con mano che la missione è un modo di vivere insieme, di mettersi in ascolto, di costruire ponti.

Da Valdocco ripartono ora verso le proprie comunità, più consapevoli che la missione salesiana continua, ogni volta che qualcuno sceglie di donare il proprio tempo, la propria passione e la propria fede per far crescere la vita degli altri.

 

Torino: incontro ADMA Primaria con il Rettor Maggiore Don Fabio Attard

Sabato 24 maggio, nei locali di Valdocco, nel corso dei festeggiamenti per la ricorrenza di Maria Ausiliatrice, il nuovo Consiglio dell’ADMA Primaria, entrato in carica proprio il 24 maggio, è stato ricevuto dal Rettor Maggiore Don Fabio Attard.

Durante l’incontro i 6 membri del Consiglio hanno presentato un documento di lavoro, finalizzato ad orientare il cammino del sodalizio nei prossimi due anni. Il documento è stato inteso come uno strumento di lavoro aperto, destinato a guidare il consiglio e l’associazione a Torino Valdocco e nel mondo. Uno degli obiettivi principali del nuovo consiglio, anche in considerazione del minor numero di membri (6 anzichè 8), è spingere per un maggiore coinvolgimento degli altri associati, creando equipe per supportare l’organizzazione delle varie attività.

Don Fabio Attard, nel sottolineare un’incoraggiante crescita dell’ADMA, vista come segno tangibile dello spirito, soprattutto in India, in particolare nella visitatoria di Bangalor, e a Madrid in Spagna, ha invitato a riflettere su questa crescita nel contesto di un cambiamento epocale, facendo riferimento soprattutto alle sfide affrontate dalle prime comunità cristiane, descritte negli atti degli apostoli. In un mondo che, come diceva Papa Francesco, sta vivendo un cambio d’epoca, si assiste ad una crescita delle opere salesiane, anche in contesti umanamente inaspettati, come appunto l’India con una piccola minoranza cristiana.

Il carisma salesiano – ha continuato Don Attard – non è visto come un oggetto statico, ma come “l’azione dello spirito“, che è sempre fluido e dialogante. Il carisma interroga gli associati oggi, così come Maria fu interpellata nell’annunciazione. La bellezza del carisma salesiano è che per Don Bosco non ci sono barriere, non ci sono né culture, né continenti, né contesti nei quali il carisma non funziona. La Famiglia Salesiana, come congregazione e famiglia mondiale, è “molto conosciuta e molto rispettata“. Questa è un’eredità che comporta una responsabilità a 360 gradi. Fondamentale quindi – ha aggiunto Don Fabio Attard – il ruolo dell’ADMA Primaria che deve porsi come animatrice dei vari gruppi nel mondo, mantenendo una grande forza interna, ma incoraggiando a guardare verso l’esterno, pensando “glocalmente” (localmente e globalmente).

Nel corso dell’incontro, il Rettor Maggiore ha inoltre ribadito l’importanza della dimensione mariana nell’identità salesiana, nata dall’incondizionato Amore di Don Bosco per Maria che si lega ad una chiara identità crisitica. Riflettendo ancora sulla crescita, il Rettor Maggiore invita a chiedersi “cosa ci sta chiedendo lo Spirito“. Accanto alla dimensione effettiva e organizzativa, c’è una dimensione affettiva: “l’amore di Dio dove ci sta spingendo?“. Nel domandarsi come accompagnare la crescita e creare una circolarità tra le varie realtà mondiali, Don Fabio Attard ha messo in evidenza che il movimento non deve essere a senso unico (dal centro alle periferie), ma è importante che la periferia diventi anche soggetto, sottolineando inoltre il riconoscimento di cui gode la Famiglia Salesiana, e con questa l’ADMA, anche in contesti molto difficili, laddove è lo spirito che cammina e che parla ovunque. Riconoscimento – ha concluso il Rettor Maggiore – che deve essere considerato come una maggiore responsabilità, legata anche all’essere figlie e figli di un grande sognatore.

Al termine dell’incontro Don Fabio Attard, nel ricevere in dono il foulard dell’ADMA, ha fatto presente che fornirà il proprio contributo al documento di lavoro presentato dal Consiglio che, in coerenza da quanto emerso da quest’incontro, proseguirà nel suo cammino con l’obiettivo di coinvolgere maggiormente gli associati e strutturare l’animazione dei gruppi nel mondo.

Festa di Maria Ausiliatrice 2025

Il Mese Mariano è giunto al culmine nella giornata del 24 maggio con la Festa di Maria Ausiliatrice: tanti gli appuntamenti a Valdocco alla Basilica Maria Ausiliatrice, che già nella notte del 23 aveva vissuto la maratona notturna di preghiera delle dodici ore con Maria.

Il primo grande evento della giornata, alle ore 11.00, la S. Messa a Maria Ausiliatrice presieduta dal Card. Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa:

Alle 18.30 grande partecipazione di tutta la Famiglia Salesiana e della Comunità per la S. Messa dedicata al Movimento Giovanile Salesiano presieduta dal Rettor Maggiore don Fabio Attard e tutto il Consiglio Generale, a cui è seguita la processione di Maria Ausiliatrice alle 20.30.

È stata una giornata spiritualmente intensa, di festa e ringraziamento a Maria, madre di tutti noi e soccorritrice di tutti coloro che La invocano.

Il Rettor Maggiore invia al neoeletto Papa Leone XIV gli auguri della Congregazione e della Famiglia Salesiana

Dopo l’elezione del nuovo Pontefice, il Rettor Maggiore dei Salesiani ha inviato a Sua Santità Leone XIV una lettera di auguri e di vicinanza di tutta la Congregazione e la Famiglia Salesiana.

A Sua Santità
Papa LEONE XIV

Santo Padre,
con profonda gioia e devozione vi porgiamo i nostri migliori auguri per l’inizio del vostro pontificato.

Che lo Spirito Santo ti accompagni in questo viaggio con forza e saggezza, affinché sia un faro di speranza, unità e pace per la Chiesa e per il mondo intero.

Possa il suo cuore, pieno di amore e misericordia, ispirare fiducia nei fedeli e promuovere giustizia e fratellanza tra tutti i popoli.

Il senso della Chiesa che don Bosco ci ha trasmesso affermando che ogni sforzo è poco, quando si tratta della Chiesa e del Papato nutre il nostro affetto per te e l’accoglienza del tuo importante Magistero.

Assicuriamo calorosamente la preghiera della Congregazione e della Famiglia Salesiana invocando l’intercessione di Maria Ausiliana all’inizio del suo ministero.

Ad multos annos, Santo Padre!

Fr Fabio Attard
Rettore Maggiore
Salesiani di Don Bosco

La Messa dei tre Rettori Maggiori: il Card. Ángel Fernández Artime presiede la celebrazione conclusiva del CG29 a Torino

Dall’agenzia ANS.

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L’ultima giornata vissuta a Torino per i membri del Capitolo Generale 29° della Congregazione Salesiana è stata contrassegnata da un tempo per gli ultimi scambi informali e fraterni, l’opportunità di dare gli ultimi saluti ai luoghi in cui è sorto il carisma salesiano, e – soprattutto – dalla Messa vespertina celebrata nella Basilica di Maria Ausiliatrice, presieduta dal Cardinale Ángel Fernández Artime, già Rettor Maggiore, e concelebrata all’altare dal suo predecessore, Don Pascual Chávez Villanueva, e dal suo successore, Don Fabio Attard.

L’intera navata centrale della basilica di Valdocco è stata riempita dai circa 230 Capitolari che per oltre 50 giorni hanno affollato le aule e i cortili di Valdocco, sempre alla ricerca delle maniere migliori per mettersi in ascolto dello Spirito Santo e così dare concretezza al motto del Capitolo: “Appassionati di Gesù Cristo, dedicati ai giovani. Per un vissuto fedele e profetico della nostra vocazione salesiana”.

La solennità della circostanza è stata subito percepita da tutti, per una Messa che, da un lato, ha rappresentato probabilmente un unicum nella storia della Congregazione – con la presenza di tre Rettori Maggiori concelebranti nell’epicentro della spiritualità salesiana mondiale; e dall’altro ha costituito un simbolico e spirituale passaggio di consegne tra il X (Card. Artime) e l’XI Successore di Don Bosco (Don Attard), dato che finora, per i nuovi impegni del Pro-Prefetto del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (DIVCSVA), non c’era ancora stata la possibilità di un incontro diretto e in presenza tra loro. Il tutto, con la presenza autorevole e affabile del IX Successore di Don Bosco (Don Chávez), che con i suoi frequenti interventi in sala ha saputo dare letture spirituali e fare sintesi per tutto il tempo dei lavori.

Una “celebrazione molto significativa”, l’ha infatti subito definita il Card. Fernández Artime. Che ha poi proseguito: “Tutto ci riporta all’inizio di questa preziosa avventura e realtà, dove il nostro Padre ha sentito quello che Dio gli chiedeva, e da cui tutto è cominciato. Tutti noi, da un punto di vista vocazionale e carismatico, siamo nati qua. Oggi è un bel momento per ringraziare il Signore, alla fine del Capitolo, per tanta presenza dello Spirito Santo”.

Successivamente, nel corso dell’omelia, il Cardinale salesiano ha ribadito ancora: “Come potremmo non benedire e ringraziare il Signore per tanta grazia, misericordia e amore con cui si prende cura e veglia sulla Famiglia di Don Bosco e, oggi in particolare, sui suoi figli e figlie salesiani?”

Citando più volte il Santo Padre, sia nel suo messaggio ai Capitolari del CG29, sia nella sua lettera enciclica Dilexit Nos, sul Sacro Cuore di Gesù, il Card. Fernández Artime ha sottolineato che la grandezza di Don Bosco fu quella di lasciarsi toccare, di “farsi trafiggere il cuore” dalla situazione di abbandono dei giovani, e dalla capacità di smuoversi per alleviare la loro sofferenza, dimentico di sé stesso e tutto proteso a cercare il bene dei suoi ragazzi.

Per questo ha esortato tutti i suoi confratelli ad essere nuovi Don Bosco oggi, “missionari innamorati, che, affascinati da Cristo, si sentono obbligati a condividere questo amore che ha cambiato la loro vita”.

Ha ricordato che vocazionalmente i salesiani non sono padroni di nulla, tantomeno dei giovani, di cui sono “servitori, nel nome del Signore”. Ha quindi messo in guardia dalle tentazioni del potere e della vita comoda, rinnovando l’appello ad essere realmente appassionati di Cristo per essere dediti ai ragazzi e alle ragazze di oggi, a cui ogni salesiano deve poter dire con cuore sincero: “Potete contare su di noi. Esistiamo per voi e non vi abbandoneremo mai!”.

Infine, non è mancato un richiamo alla fraternità, che – come ha sempre ribadito anche nei suoi 10 anni di Rettorato – “non è accidentale, né opzionale. È essenziale per noi, è carismatica, e, se vissuta autenticamente, genera un’attrazione straordinaria, un ‘fascino’”.

La solenne celebrazione eucaristica, debitamente animata dal coro liturgico della basilica, si è infine conclusa con un ultimo gesto simbolico: il momento comune di preghiera silenziosa di Don Chávez, del Card. Fernández Artime e del Rettor Maggiore Don Fabio Attard davanti all’urna di Don Bosco, per affidare alla sua paterna e continua protezione l’azione della Congregazione Salesiana in favore dei giovani di tutto il mondo.

Il Rettor Maggiore incontra i dipendenti di Valdocco

Martedì 8 aprile il neo-eletto Rettor Maggiore, don Fabio Attard, ha incontrato i dipendenti di Valdocco presso la sala Don Cocco di Valdocco.

Dopo un Ave Maria iniziale e i saluti dell’Ispettore don Leonardo Mancini e del Delegato di Pastorale Giovanile don Alberto Goia, l’intervento del Rettor Maggiore, che ha discusso il modo in cui don Bosco riesce ancora oggi a dialogare con tutti, in ogni ambiente inclusi quelli non cristiani:

Un uomo che uscendo ha deciso di entrare per redimere.

don Attard ha spiegato che i punti cardinali dell’Opera di don Bosco sono il suo avvicinamento alla povertà, senza averne paura, il continuare ad ascoltare cosa Dio ci dice nonostante le tentazioni e aver accolto la sfida di non perdere il tesoro.

Nella seconda parte dell’incontro è stata data parola ai presenti, che hanno fatto domande più personali al Rettor Maggiore, che ha risposto ad alcune curiosità sulla sua vita da giovane sacerdote Maltese e di come ha trovato don Bosco, oltre che i primissimi momenti a seguito dell’annuncio della sua nomina.

Il Rettor Maggiore in visita alla Crocetta

Notizia a cura dei salesiani della Crocetta di Torino.

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Pur tra i numerosi impegni del Capitolo Generale, dopo la significativa visita al carcere di Torino, il neo-eletto Rettor Maggiore don Fabio Attard ha voluto trovare un tempo per potere incontrare anche la Comunità della Crocetta.

È stato per noi un dono unico, che dice la sollecitudine della Congregazione e del successore di don Bosco per chi si sta preparando alla missione salesiana come presbitero, in questi ultimi e preziosi anni di formazione.

La visita è stata un momento di famiglia anche per la nostra comunità delle Missionarie di Maria Aiuto dei Cristiani, da sempre particolarmente affezionate alla figura del Rettor Maggiore come padre di tutta la Famiglia Salesiana.

«Perchè comincio dal carcere minorile Ferrante Aporti» – La Voce e il Tempo

Si riporta di seguito l’articolo apparso su La Voce e il Tempo.

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Don Fabio Attard – Per la sua prima uscita pubblica il nuovo Rettore Maggiore dei Salesiani, don Fabio Attard, ha scelto il carcere minorile di Torino Ferrante Aporti. Giovedì 3 aprile la visita ai ragazzi reclusi in corso Unione Sovietica. Dietro alla delinquenza minorile i Salesiani leggono la sofferenza dei giovani poveri e abbandonati a se stessi, messaggio forte alla politica e al sistema della Giustizia

«Appassionati per Gesù Cristo, dedicati ai giovani. Per un vissuto fedele e profetico della nostra vocazione salesiana». È il tema del 29° Capitolo generale dei Salesiani che si sta celebrando nella Casa Madre di Valdocco: i 220 padri capitolari, che rappresentano le 136 nazioni dove sono presenti i figli di don Bosco, mercoledì 25 marzo hanno eletto il nuovo Rettor Maggiore don Fabio Attard che, in sintonia con il Giubileo della Speranza e con la Strenna 2025 «Ancorati alla Speranza, pellegrini con i giovani», ha deciso di incontrare «per primi» i giovani «discoli e pericolanti» come li chiamava don Bosco «e che oggi andrebbe a cercare». Nella mattinata di giovedì 3 aprile don Fabio si reca all’Istituto penale minorile di Torino «Ferrante Aporti» a trovare i ragazzi ristretti, per la maggior parte stranieri, accompagnato dal confratello, il cappellano don Silvano Oni.

«È qui che è nato il sistema preventivo di don Bosco», spiega don Attard, «e da Torino dove è nato il carisma salesiano vogliamo continuare a stare accanto ai giovani che hanno avuto di meno perché, come ci ha raccomandato il nostro fondatore ‘in ogni giovane, anche il più disgraziato c’è un punto accessibile al bene e dovere primo dell’educatore è di cercare questo punto, questa corda sensibile del cuore e di trarne profitto’».

È proprio il santo dei giovani, ricorda il Rettore Maggiore, che nelle sue «Memorie dell’oratorio» racconta come ha capito che, nella Torino nell’800 con tante similitudini con le periferie del mondo di oggi, era necessario dare speranza ai giovani più fragili e più poveri.

«Vedere turbe di giovanetti, sull’età dai 12 ai 18 anni, tutti sani, robusti, d’ingegno svegliato ma vederli là inoperosi, rosicchiati dagli insetti, stentar di pane spirituale e temporale, fu cosa che mi fece inorridire» scrive don Bosco. «Chi sa – diceva tra me – se questi giovanetti avessero fuori un amico, che si prendesse cura di loro, li assistesse e li istruisse nella religione nei giorni festivi, chi sa che non possano tenersi lontani dalla rovina o al meno diminuire il numero di coloro che ritornano in carcere? Comunicai questo pensiero a don Cafasso (il suo padre spirituale, patrono dei carcerati, confessore dei condannati a morte, ndr) e col suo consiglio e co’ suoi lumi mi sono messo a studiar modo di effettuarlo».

Siamo nel 1855 alla «Generala» (così si chiamava il carcere minorile di Torino oggi «Ferrante Aporti»): qui don Bosco visita i ragazzi detenuti ed è da quei pomeriggi trascorsi a giocare e a chiacchierare con loro che inventa il sistema preventivo, come ricorda una targa a  lui dedicata nei corridoi dell’Istituto. Per questo da allora i cappellani del «Ferrante» sono salesiani e cercano, sulle orme di don Bosco come accade in tutti gli oratori del mondo di amare i ragazzi: «si otterrà di più con uno sguardo di carità, con una parola di incoraggiamento che con molti rimproveri», scrive ancora il santo. Del resto, conclude don Attard, «papa Francesco aprendo la seconda Porta Santa dopo la Basilica di San Pietro nel carcere di Rebibbia ci ha indicato dove dobbiamo portare speranza e consolazione».

“Spazi aperti, umani e sicuri”: inaugurazione di Piazza Maria Ausiliatrice con il Rettor Maggiore e il Sindaco di Torino

Martedì 1 aprile, anniversario della Canonizzazione di San Giovanni Bosco, sono stati benedetti i lavori di ristrutturazione recentemente effettuati alle due torri campanarie della Basilica Maria Ausiliatrice ed è stata inaugurata la nuova Piazza Maria Ausiliatrice, a seguito di un’importante riqualificazione ambientale. Presenti il Rettor Maggiore, il Sindaco di Torino e altre autorità civili.

Ad aprire le celebrazioni alle 11.30 il saluto del rettore della Basilica, don Michele Viviano, accompagnato dalla banda musicale della Polizia Municipale di Torino. A seguire è stato posto dai Vigili del Fuoco un omaggio floreale alla Madonna degli Arcangeli Michele e Gabriele, seguito dalla riproduzione di un video dedicato ai lavori di ristrutturazione dei campanili e un concerto campanario.

Dopo la lettura di un breve passo del Vangelo da parte dell’Ispettore don Leonardo Mancini, fra gli applausi della piazza sono stati benedetti i lavori dal neo-eletto Rettor Maggiore don Fabio Attard. Infine, hanno preso parola varie autorità civili e il Rettor Maggiore stesso, che ha sottolineato l’importanza della piazza nella comunità e nelle opere di don Bosco:

Il concetto che abbiamo oggi di piazza viene da lontano, è fondamentale per ogni processo educativo. La piazza era un’esperienza che dialogava con l’esperienza della Chiesa. Don Bosco cercava spazi aperti, umani, significativi, sicuri: una piazza non curata è un messaggio ai nostri giovani e ai nostri ragazzi.

A concludere la mattinata l’intervento del Sindaco di Torino Stefano Lo Russo, che ha anche effettuato il tradizionale taglio del nastro.