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Il restauro dell’oratorio di San Filippo Neri a Chieri

La Città di Chieri, grazie al contributo della Regione Piemonte, sta curando il restauro della cappella dell’Oratorio di San Filippo Neri con lo scopo di avere una sala ad uso polivalente attrezzata di nuovi impianti tecnologici. I filmati dei restauri vengono trasmessi dall’emittente televisiva locale GRP sul canale 13 del digitale terrestre, il venerdì alle 19,45, il sabato alle 13,30 e la domenica alle 22,30. Di seguito si riporta l’articolo pubblicato su “Torino Free“.

Nella cappella dell’Oratorio di San Filippo Neri è in corso un impegnativo restauro curato dalla Città di Chieri con il contributo della Regione Piemonte. L’intenzione dell’amministrazione comunale è quella di dotare la città di una sala ad uso polivalente tornata agli splendori originali e attrezzata con i più moderni impianti tecnologici.

Il luogo caro ai chieresi e ai Salesiani perché tra quelle mura, in quelle stanze e in quei corridoi Don Bosco studiò dall’ottobre del 1835 al 1841, anno in cui termina, a malincuore, il suo percorso di clericato, come egli stesso ricorda: “Mi tornò dolorosissima quella separazione; separazione da un luogo dove ero vissuto per sei anni, dove ebbi educazione, scienza, spirito ecclesiastico e tutti i segni di bontà e di affetto che si possono desiderare”.

Di seguito l’intervista al sindaco Alessandro Sicchiero, al restauratore Angelo Marello, alla progettista dell’intervento di recupero Cristina Soldati

I filmati con i restauri vengono messi in onda dall’emittente televisiva locale GRP sul canale 13 del digitale terrestre, il venerdì alle 19,45, il sabato alle 13,30 e la domenica alle 22,30.

Il centro visite allestito al primo piano permette di scoprire la vita del Santo e l’ambiente chierese che fu il teatro della formazione di Don Bosco, attraverso un percorso multimediale e la parziale ricostruzione di alcuni ambienti della prima metà dell’Ottocento.

L’oratorio si presenta, chiuso tra la galleria di accesso al convento e la chiesa di San Filippo Neri, come un’aula a navata unica con pianta rettangolare, coperta da una volta a botte costolonata. Il presbiterio è absidato, con cupola e cupolino a pianta ottagonale. La prima edificazione dell’oratorio risale al 1695, come conseguenza dell’ampliarsi del convento e del suo collegarsi alla chiesa di San Filippo. Le opere vennero proseguite tra il 1763 e il 1772, su progetto dell’architetto Galletti. Nell’anno successivo la Congregazione dei Filippini decide di far realizzare l’altare in marmo dell’oratorio, ma la configurazione attuale risale alla fine dell’Ottocento, quando il professor Massoglia demolì il presbiterio e lo ampliò, rifacendo interamente la volta (decorata con affreschi) e l’orchestra. Appartengono a questa fase di rifacimenti neo-barocchi gli stucchi dei fratelli Borgogno e del Gianoli. Dopo la chiusura del seminario, anche l’oratorio, come il convento, andò lentamente depauperandosi. Nel 1801, durante la dominazione francese, chiesa e convento passarono al Comune. Dopo la restaurazione, i padri Oratoriani tornarono in possesso degli edifici, ma nel 1819 chiusero il convento per mancanza di religiosi. Dal 1828 al 1949 l’edificio fu sede del Seminario Maggiore di Torino. Fu più volte parzialmente requisito per essere utilizzato come caserma e poi come carcere nel periodo della Grande Guerra. In seguito il convento fu acquistato dai padri Salvatoriani e successivamente ceduto al Comune.

Dopo la chiusura del seminario, l’oratorio subì un forte degrado degli intonaci dipinti e delle decorazioni a stucco, causato da dilavamenti e infiltrazioni di acqua piovana proveniente dalla copertura superiore, ora sanata, che, fortunatamente, non hanno intaccato la struttura della volta. Non si evidenziano fratture ne cedimenti significativi, mentre la superficie pittorica è stata interessata da un processo di erosione e impoverimento, in alcune aree più superficiale in altre più profondo. Anche l?altare purtroppo non è in buono stato di conservazione.

La pavimentazione nella zona presbiteriale risulta complessivamente in buone condizioni, mentre più critico appare lo stato conservativo della pavimentazione dell’aula, in cui si notano lastre fratturate, rappezzi cementizi e lacune.

I lavori di restauro, iniziati nel gennaio di quest’anno, mirano a restituire l’antica cappella all’aspetto di fine Ottocento. Attraverso analisi fisico-chimiche è stato possibile ricostruire l’originale impianto. L’intervento riguarda non solo l?apparato decorativo pittorico e quello a stucco, ma l’insieme della cappella, anche con il recupero impiantistico, finalizzato ad un utilizzo per eventi culturali di vario tipo.

L’intenzione dell’amministrazione comunale è quella di dotare la città di una sala ad uso polivalente tornata agli splendori originali e attrezzata con i più moderni impianti tecnologici.

Nella prima fase del restauro sono state ripulite le pareti affrescate, anche attraverso l’estrazione dei sali depositati sulla superficie. Sono state inoltre rasate le parti di intonaco mancanti in seguito a distacchi. Le decorazioni pittoriche sono in corso di ripristino.

Nei casi in cui la pittura è completamente asportata si usa la tecnica dello spolvero, che consente di riprodurre la decorazione con assoluta fedeltà all’originale. Le parti mancanti delle numerose figure di puttini sono invece ridipinte in modo non invasivo con la tecnica del puntinato o del rigatino, che permette di ricostruire il disegno evidenziando per l’intervento, nel rispetto dei dettami del restauro conservativo.

Si ringrazia Michele Fassinotti dell’Ufficio stampa della Città Metropolitana di Torino

Per informazioni e visite www.carreumpotentia.it

San Giovanni Bosco, la chiesa compie 80 anni – La Voce e il Tempo

Il 19 aprile 1941 il sig.Cardinale Fossati benedì e aprì al culto la cappella dell’oratorio Agnelli dedicata a don Bosco e il Rettor Maggiore Ricaldon il giorno seguente ne guidò la celebrazione. In onore degli 80 anni della Chiesa di San Giovanni Bosco, i festeggiamenti iniziati il 31 gennaio 2021 vedranno il loro apice il 18 aprile, con la celebrazione eucaristica trasmessa sul Canale YouTube dell’oratorio don Bosco Agnelli insieme alla fotogallery sui primi anni di vita della comunità. Di seguito la notizia pubblicata su “La Voce e il Tempo“.

La chiesa torinese di San Giovanni Bosco compie ottant’anni: era il 19 aprile 1941 quando, sul far della sera, «il sig. Cardinale Maurilio Fossati raggiunse la zona periferica di Mirafiori per benedire la cappella dell’oratorio Edoardo Agnelli dedicata a don Bosco ed aprirla al culto», racconta il Bollettino Salesiano del maggio 1941. Alla cerimonia assistettero il senatore Giovanni Agnelli con tutta la famiglia e il Rettor Maggiore don Pietro Ricaldone, accompagnato dai superiori del Capitolo. La mattina del 20 aprile la solenne celebrazione fu presieduta dal Rettor Maggiore assistito dal Cardinale Vincenzo La Puma il quale, al termine della funzione, passò a benedire i locali dell’oratorio e il busto del compianto Edoardo Agnelli. Sempre il Bollettino Salesiano riporta che «la nuova chiesa, costruita dall’architetto Giulio Valotti, è in stile neoromanico; sull’altare, che è uno sfoggio di marmi policromi, domina la pala di San Giovanni Bosco che ornò l’altare del Santo fino al gennaio scorso nella basilica di Maria Ausiliatrice». Infatti il monumento marmoreo dedicato al fondatore dei salesiani presente tutt’ora nel presbiterio, sarà posizionato al posto del quadro del Crida (trasferito a Genova Sanpierdarena) soltanto tredici anni dopo.

«È significativo pensare come la nascita dell’opera salesiana dell’Agnelli sia collocata in un periodo di gravi difficoltà causate dalla seconda guerra mondiale», commenta don Gianmarco Pernice (sdb) parroco e incaricato dell’oratorio, «e anche oggi celebriamo l’ottantesimo anniversario in un momento di emergenza. Tuttavia come i salesiani e i giovani dell’epoca riuscirono a diventare una piccola luce per il neonato quartiere di Mirafiori, così anche noi oggi vogliamo continuare ad essere punto di riferimento spirituale e sociale per quanti entrano nella nostra chiesa e nei nostri cortili».

E i festeggiamenti, iniziati proprio il 31 gennaio scorso alla presenza dell’Arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia, vedranno il loro culmine nella giornata di domenica 18 aprile con la con celebrazione eucaristica delle 10, trasmessa anche in streaming sul canale YouTube dell’oratorio don Bosco Agnelli, presieduta dall’Ispettore dei salesiani di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini. In aggiunta in via eccezionale sarà esposta alla venerazione dei fedeli la reliquia di San Giovanni Bosco. Sempre da domenica 18 sarà possibile visitare sul sito web www.oratorioagnelli.it e sulla pagina fb della parrocchia una virtual photogallery con scatti e articoli d’epoca riguardanti i primi anni di vita dell’opera salesiana.

«La popolazione dimostrò subito di saper apprezzare la presenza salesiana affluendo alla cappella per le pratiche di pietà e affollando di giovani i cortili dell’oratorio», scriveva sempre il Bollettino Salesiano. E oggi, come allora, i Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice dell’Agnelli continuano a camminare insieme affinchè, come è riportato nell’iscrizione presente all’ingresso dell’oratorio, «nella luce del Santo, fede e lavoro propizino ai giovani l’avvenire».

Marco DI GENNARO

Le radio clandestine al tempo della Resistenza – Corriere Torino

Le radio clandestine dei partigiani, utilizzate per la trasmissione di informazioni strategiche, furono di fondamentale importanza durante la liberazione di Torino dall’occupazione nazifascista. Tra le prime radio vi era quella dell’Oratorio Salesiano di Valdocco, che non essendo mai stata trovata dai tedeschi salvò la vita a molti partigiani e fiancheggiatori della Resistenza. Di seguito l’articolo pubblicato il 14 aprile 2021 dal “Corriere Torino“.

Fabbriche, oratori e parrocchie a Torino: ecco dove erano nascoste le radio partigiane clandestine

Si trasmetteva dalle Concerie Fiorio e dalla Microtecnica di via Madama. E poi c’erano don Borghezio e don Cocco, sacerdoti disposti a rischiare la vita per sostenere la Resistenza.

di Luca Rolandi

Nella storia della liberazione di Torino dall’occupazione nazifascista hanno un posto di rilievo le radio clandestine dei partigiani: lo strumento che la Resistenza e le truppe anglo-americane di liberazione utilizzavano per scambiarsi informazioni strategiche contro i tedeschi.

Una stazione di trasmissione radiofonica era nascosta nelle Concerie Fiorio di via Durandi 10, che era sede di una delle sezioni del Comitato di Liberazione Nazionale (oggi l’edificio ospita i corsi di formazione professionale della Piazza dei Mestieri). Un’altra radio si trovava presso la fabbrica Microtecnica di via Madama Cristina 149. Un’antenna con apparecchio trasmettitore venne collocata nel sottotetto della parrocchia di San Massimo in via Dei Mille 28. Un’altra presso l’Oratorio Salesiano di Valdocco.

Come spiega Luciano Boccalatte, direttore dell’Istituto Storico della Resistenza, «operavano a Torino varie radio clandestine, alcune legate alle missioni inglesi, altre alle missioni americane». Un ruolo di primo piano ebbero i preti disposti a rischiare e a ospitare gli apparecchi trasmettitori in parrocchia. «La radio installata nel sottotetto di San Massimo è oggi custodita dall’Istituto Storico della Resistenza, che l’ha ricevuta in dono da Luigi Segre. Quella che operava nell’Oratorio di Valdocco è conservata presso il Polo del ‘900, dono di Franco Cerrato».

La parrocchia di San Massimo era un centro importante della Resistenza. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 il parroco don Pompeo Borghezio mise a disposizione la canonica per le riunioni clandestine del Cln. Era un prete combattivo, durante tutta la guerra prestò aiuto agli ebrei, ai renitenti e ai partigiani. Finché nel marzo 1945 — nelle fasi decisive della liberazione — don Borghezio accettò di ospitare nella casa parrocchiale l’apparecchio radio ricetrasmittente della missione americana «Pom». Le trasmissioni furono affidate al sergente cecoslovacco Joseph Panek. Scopo della missione era fornire agli alleati informazioni circa la consistenza numerica delle formazioni partigiane e i loro fabbisogni, e inoltre trasmettere notizie riservate sui tedeschi. Proprio dalla postazione radio di San Massimo, con l’aiuto di due interpreti, fu possibile conoscere e diffondere l’organigramma delle SS tedesche di stanza nel famigerato Albergo Nazionale dietro a piazza San Carlo.

A Valdocco operava un’altra radio, sotto la vigilanza del salesiano don Luigi Cocco, vicedirettore dell’Oratorio. Don Cocco era stato cappellano militare e dopo l’armistizio, rientrato a Torino, si era messo in contatto con i militari entrati nella Resistenza nelle valli di montagna. Con don Cocco operavano alcuni salesiani cecoslovacchi, che avevano preso contatti con truppe di loro connazionali, arruolate inizialmente dai tedeschi, poi passate alla Resistenza in Val Sangone. La radio al Valdocco era nascosta nell’intercapedine di un muro utilizzato anche per nascondere i ricercati dai tedeschi. Trasmetteva informazioni al governo di Roma e agli alleati. L’apparecchio fabbricato in America, era arrivato a Torino nei primi mesi del 1945, fatto sbarcare in Liguria dopo un viaggio avventuroso; accompagnava la «Spring», una missione dei servizi della Marina Militare italiana. Don Cocco imparò a cifrare e a trasmettere. Un giorno gli informatori gli notificarono un notevole concentramento di mezzi tedeschi nella zona boschiva a ridosso di Villastellone, verso il Parco dei De Maistre. Toccava a lui diffondere l’informazione, ma decise di non farlo: sapeva che gli aerei alleati non sarebbero andati troppo per il sottile e avrebbero devastato Villastellone con tutta la popolazione. Scelte difficili. Giorni tragici. I tedeschi sapevano dell’esistenza della radio di Valdocco, la cercavano, ma non la trovarono mai. Così questa radio poté salvare la vita a tanti partigiani e fiancheggiatori della Resistenza. (…)

C’era in Piemonte anche una emittente partigiana rivolta a tutta la popolazione. Trasmetteva clandestinamente dalle montagne di Biella, si chiamava «Radio Libertà», utilizzava un’antenna rubata dai partigiani nell’aeroporto di Cameri. Ogni sera alle 21 le prime dieci note della canzone Fischia il vento, suonate da una chitarra scordata, aprivano le trasmissioni: «Attenzione Radio Libertà, libera voce dei volontari della libertà. Si trasmette tutte le sere alle ore 21 sulla lunghezza d’onda di metri 21». All’annuncio veniva aggiunta una precisazione: «Non abbiano dubbi coloro che ci ascoltano, siamo partigiani, veri partigiani. Lo dice la nostra bandiera: Italia e libertà. Lo dice il nostro grido di battaglia: Fuori i tedeschi, fuori i traditori fascisti. Ecco chi siamo: null’altro che veri italiani».

Salesiani Venaria Reale: programma Settimana Santa 2021

I Salesiano di Venaria Reale si preparano a vivere la Pasqua del Signore attraverso le varie celebrazioni previste per la Settimana Santa. Di seguito il programma pubblicato sul sito dell’Opera.

Domenica delle palme

  • prima delle s. Messe del sabato pomeriggio e della domenica (secondo l’orario consueto), sarà possibile ritirare dai volontari i rametti di ulivo già confezionati che verranno benedetti all’inizio di ogni celebrazione

Giovedì santo “in coena domini”

  • ore 8.00 ufficio e lodi mattutine in San Francesco
  • ore 9.00 incontro dei giovani MGS in San Francesco
  • ore 18.00 s. Messa a Madonna della Pace
  • ore 20.30 s. Messa e reposizione del Santissimo in San Francesco
    (la parrocchia chiuderà alle 22.30 per riaprire alle 5.00 del mattino per favorire la veglia silenziosa  personale con il Signore nel Getsemani)

venerdì santo “in passione domini” (giorno di digiuno e astinenza dalle carni)

  • ore 8.00 ufficio e lodi mattutine in San Francesco
  • ore 10.00 incontro dei giovani MGS a Madonna della Pace
  • ore 15.00 celebrazione della Passione per i bambini delle elementari
  • ore 16.30 celebrazione della Passione per i ragazzi delle medie
  • ore 18.00 celebrazione della Passione a Madonna della Pace
  • ore 20.30 celebrazione della Passione e adorazione della Croce in San Francesco

Salesiani Bra: la visita dell’Ispettore don Leonardo Mancini

In queste prime giornate di marzo, l’Ispettore don Leonardo Mancini si è recato in visita presso la Comunità salesiana di Bra, incontrando tutte le realtà che ruotano attorno ad essa. La mattina del 6 marzo, don Leonardo ha incontrato gli educatori ed animatori dell’Oratorio S. Domenico Savio “Ritmochesale” presso i locali della struttura, assieme al Direttore dell’opera don Alessandro Borsello, tutti mantenendo il distanziamento richiesto dalle norme sanitarie. Di seguito uno scatto della visita ispettoriale.

Il coraggio degli Oratori aperti anche nella pandemia – La Voce e il Tempo

Il fondamentale servizio degli oratori nel lockdown: un grande sforzo per garantire l’attività educativa e il sostegno allo studio nel rispetto delle misure di sicurezza. Di seguito l’articolo pubblicato oggi su La Voce e il Tempo a cura di Stefano Di Lullo.

NEI COMUNI E NELLE PERIFERIE TORINESI – NEL TEMPO DEL COVID I CENTRI ORATORIANI RESTANO L’UNICO LUOGO DI INCONTRO INFORMALE CHE OFFRE UN CAMMINO EDUCATIVO PER GLI ADOLESCENTI E I GIOVANI

Il coraggio degli Oratori aperti anche nella pandemia

Chiusi in casa, relazioni annientate, tensioni familiari, incertezza sul futuro. Senza più attività sportive, aggregative, e perché no, anche culturali. Ansie e frustrazioni. Sono i danni che il Covid sta provocando negli adolescenti e nei giovani al di là di tutte le note difficoltà legate alla scuola.

Un’àncora di salvezza a questa situazione è certamente rappresentata dalla collaudata esperienza, particolarmente fruttuosa nell’area torinese, degli oratori, presidi sul territorio che hanno rappresentato gli unici luoghi informali di incontro possibile al di là delle panchine o dei locali nelle settimane in zona gialla.

Come mostrano i servizi che pubblichiamo tutte le settimane nella pagina «Oratori» de La Voce e il Tempo (in questo numero a pag. 29) i centri oratoriani stanno ripartendo con attività in presenza nel rispetto delle norme anticontagio per restituire ai ragazzi le relazioni perdute e sostenerli nel delicato percorso di crescita. Una moltitudine le iniziative, da Grugliasco a Settimo Torinese, da Rivoli a Ciriè, da Volpiano a Chieri e nelle periferie di Torino, portate avanti dagli oratori diocesani, molti affiliati alla Noi Torino, da quelli salesiani e di altre congregazioni religiose come i missionari della Consolata o i giuseppini del Murialdo.

Oltre ai progetti degli oratori in strada che intercettano i ragazzi più fragili sono ripartite le attività di doposcuola, quelle del sabato pomeriggio ed anche il «cortile» a piccoli gruppi come prevedono i protocolli. Gli oratori di Grugliasco nelle scorse settimane hanno rivolto un forte appello alla Città perché affianchi gli educatori nel sostenere gli adolescenti nelle attività di sostegno allo studio per guarire le ferite lasciate dai lockdown. Alcune parrocchie come Stimmate di San Francesco, Santo Volto e Cottolengo a Torino hanno unito le forze per aprire a turno l’oratorio del sabato a disposizione delle famiglie dei quartieri Parco Dora e Madonna di Campagna. Nei comuni fuori Torino l’oratorio è rimasto l’unica «piazza» di riferimento in cui i genitori possono confrontarsi sulla crescita dei propri figli. Imponenti poi i progetti degli oratori salesiani a sostegno dei ragazzi fragili e a contrasto della dispersione scolastica.

Molti oratori hanno accolto gli studenti che facevano fatica a collegarsi con la didattica a distanza.

«Abbiamo offerto agli studenti strumentazioni e supporto», spiega don Stefano Mondin, delegato della Pastorale giovanile dei Salesiani di Piemonte e Valle d’Aosta, «sono stati attivati anche aiuti per le famiglie colpite dalla crisi economica generata dalla pandemia. In generale abbiamo aiutato gli adolescenti a mantenere l’ordinario della vita. Ora stiamo strutturando con i Comuni e le fondazioni bancarie un piano per i garantire l’avvio dei Centri estivi».

Nella periferia di Borgo Vittoria l’oratorio San Martino della parrocchia Nostra Signora della Salute, affidata ai giuseppini del Murialdo, è sempre rimasto accanto alle famiglie.

«Alcuni nuclei familiari vivono in 5 o più persone in pochi metri quadrati», afferma il viceparroco don Samuele Cortinovis, «è molto difficile gestire la didattica a distanza e in generale una quotidianità, ed ecco che allora diventa fondamentale avere un punto di riferimento come l’oratorio».

«Stiamo vivendo una sorta di ‘terra di mezzo’ delle attività pastorali, degli oratori in particolare», sottolinea don Luca Ramello, direttore della Pastorale giovanile diocesana, «l’alternanza dell’andamento della pandemia e delle misure di prevenzione rendono complessa ogni progettazione e realizzazione delle proposte educative. Eppure, proprio come risposta a questo tempo, i nostri oratori stanno rivelando un sorprendente ‘coraggio creativo’, per usare una espressione di Papa Francesco, riferita a San Giuseppe. Sono coraggiosi perché sanno unire tutela della salute e instancabile passione educativa, per non lasciare sole le giovani generazioni. Ma sono anche creativi perché sono consapevoli che è cambiato il mondo e sono in prima linea nel rinnovamento del nostro stile pastorale, con sperimentazione e audacia».

«L’oratorio aperto», conclude don Stefano Votta, presidente dell’associazione Oratori Noi Torino, «permette di superare i conflitti che i ragazzi hanno in casa con se stessi e con la propria vita spirituale: in oratorio possono ricostruire le relazioni in un ambiente educativo dove si allontana il rischio di gesti di delinquenza come può avvenire sulle strade. Proprio in questo momento c’è bisogno degli oratori».

Salesiani Vigliano: le attività per la Quaresima 2021

Il giornale online La Provincia di Biella dedica un articolo alle attività quaresimali promosse dai Salesiani di Vigliano Biellese con una intervista al parroco, Don Gianni Moriondo, a cura di Emanuele Dondolin. Di seguito l’articolo con il messaggio di don Gianni ai fedeli che si preparano a vivere il percorso liturgico verso la Santa Pasqua.

INTERVISTA – Don Gianni Moriondo insegna a vivere la Quaresima rispettando i nostri impegni quotidiani
In oratorio una Via Crucis vivente
Saranno molti gli eventi liturgici organizzati dalla comunità dei Salesiani di Vigliano

BIELLA (de1) Ogni comunità parrocchiale della Diocesi di Biella si appresta a vivere uno dei periodi liturgici più importanti dell’anno, la Quaresima. Questo momento di fede va vissuto pienamente guardando anche alle abitudini di preghiera del santo fondatore al quale la parrocchia deve il proprio nome. In particolare a Vigliano, presso i Salesiani, il parroco don Gianni Moriondo racconta la vita quaresimale di Don Bosco e San Domenico Savio, le due personalità che hanno fatto la storia e che sono stati i padri della comunità religiosa.

Don Gianni Moriondo, siamo ormai entrati in Quaresima, può raccontare come siete soliti vivere questo lungo periodo liturgico?

«Nella “vita” di San Domenico Savio, scritta proprio da Don Bosco, vi è una frase significativa che viene pronunciata proprio dal Santo ad un giovane di nome Camillo, giunto da Tortona: ” Sappi che la comunità salesiana fa consistere la santità nello stare molto allegri”. Questo per sottolineare che la nostra parrocchia durante la Quaresima vive in preghiera e in allegria, cercando di rispettare ancor di più gli impegni quotidiani, lavorativi o scolastici che siano. La preghiera individuale e comunitaria è fondamentale, come la partecipazione alla celebrazione eucaristica domenicale nella nostra chiesa di San Giuseppe».

Quali sono nel dettaglio, le attività che accompagneranno il cammino quaresimale dei fedeli?

«Abbiamo iniziato il percorso di preghiera e devozione già mercoledì, con il Rito delle Ceneri delle 17 (rivolto ai bambini e ai giovani parrocchiani) e delle 20,30 per le famiglie di adulti. Inoltre ogni venerdì ci sarà la Via Crucis, sempre dedicata ai ragazzi alle 17,30 mentre per gli adulti il cammino penitenziale quaresimale sarà caratterizzato da tre incontri di approfondimento della fede. In sostanza la nostra parrocchia si unirà con quella di Santa Maria Assunta, giovedì 4 marzo alle 20,30 presso la chiesa dell’ Assunta, al quale seguirà un altro incontro giovedì 18 marzo, qui da noi a San Giuseppe. Per concludere il 25 marzo con la celebrazione penitenziale. Durante la Settimana Santa organizzeremo la ” Via Crucis vi ve nte” nell’ Oratorio di Vigliano nel pieno rispetto delle normative anti-Covid»

Avrebbe un messaggio da trasmettere ai fedeli che si preparano a vivere il percorso liturgico che porterà alla Pasqua?

«Ai cristiani posso dire che se siamo ancora ottimisti è grazie a Cristo risorto. La speranza cristiana infatti, ci rassicura che la vita ha sempre la meglio sulla morte. Nonostante la pandemia, le sofferenze e il dolore per i numerosi lutti, la Pasqua ci dice che meta ultima per tutti è la gioia e la vita eterna in Paradiso. Al contempo la Passione di Gesù ci dice che la vetta è raggiungibile solo attraverso la fatica, percorrendo un sentiero in salita, fatto di sudori e lacrime».

Emanuele Dondolin

Salesiani Venaria Reale: festa di carnevale in oratorio

Per i bambini delle elementari, i ragazzi delle medie, i giovani del Movimento Giovanile Salesiano, gli universitari e i giovani lavoratori, l’Oratorio Salesiano di Venaria Reale organizza alcune iniziative di carnevale che precedono l’inizio della Quaresima di mercoledì 17 febbraio. Di seguito il programma con tutte le informazioni pubblicate sul sito dell’Opera.

Il nostro carnevale!
Come tradizione vuole, anche in tempo di epidemia, l’oratorio propone di festeggiare con gioia il carnevale per poter entrare poi con impegno nel tempo penitenziale della quaresima. Le proposte, un po’ più semplici del solito e suddivise in base alle fasce di età, saranno sempre svolte secondo i protocolli sanitari stabiliti.
Non perdete tempo, gli animatori vi aspettano… e carnevale sia!

Carnevale elementari

  • martedì grasso, 16 febbraio (dalla 2ª elementare in avanti)
  • ingresso alle 9.30 (triage via IV novembre 28), uscita ore 12
  • venire rigorosamente vestiti come più vi piace (ci sarà il concorso delle maschere con ricchi premi!) e portare qualcosa da condividere per la merenda (dolci confezionati monoporzione tipo brioches o tortine, succhi di frutta o simili non in bottiglie grosse ma formato adatto alla distribuzione personale)
    iscrizione obbligatoria (vedi sotto)

Carnevale medie

  • martedì grasso, 16 febbraio
  • ingresso alle 15.00 (triage via IV novembre 28), uscita ore 17.30
  • portare qualcosa da condividere per la merenda (dolci confezionati monoporzione tipo brioches o tortine, succhi di frutta o simili non in bottiglie grosse ma formato adatto alla distribuzione personale)
    iscrizione obbligatoria (vedi sotto)

Carnevale MGS

  • lunedì grasso, 15 febbraio (dalla 1ª alla 5ªsuperiore)
  • gita sulla neve presso la nostra casa alpina di Cesana
  • partenza in bus privato alle 8 davanti alla don Milani, rientro ore 18
    portare pranzo al sacco e qualcosa da condividere per la merenda
    iscrizione obbligatoria da don Thierry

Carnevale CAOS

  • sabato 13 febbraio (universitari e giovani lavoratori)
  • gita sulla neve presso la nostra casa alpina di Cesana
  • partenza con automobili privata alle 8 davanti alla don Milani, rientro ore 16
    portare pranzo al sacco e qualcosa da condividere per la merenda
    iscrizione obbligatoria da don Thierry

Iscrizione

Per partecipare al carnevale di martedì in oratorio è obbligatorio iscriversi inviando una mail a oratorio@salesianivenaria.it entro domenica 14 specificando nome, cognome, età, classe frequentata del bambino/ragazzo e se è già iscritto al catechismo o alle attività dell’oratorio. Nella risposta di avvenuta iscrizione riceverete un modulo di autocertificazione da stampare, compilare e consegnare al triage di ingresso il 16 febbraio.

Festa di don Bosco: alcune iniziative – La Voce e il Tempo

Tra le diverse iniziative trattate in questo periodo inerenti alla festa don Bosco, si comunica che nella giornata di domenica anche l’oratorio di Valdocco e la parrocchia Maria Regina della Pace celebreranno il santo dei giovani. Di seguito la notizia con il programma della giornata, pubblicata oggi, 28 gennaio 2021, su “La Voce e il Tempo“, .

Valdocco, Il Cortile resta «casa che accoglie»

Il cortile del primo oratorio di don Bosco, a Valdocco (via Salerno 12), nella festa del santo dei giovani, domenica 31 gennaio, sarà spalancato, in ottemperanza alle norme anticontagio, per bambini e ragazzi.

Dalle 15.30 si terrà, infatti, un pomeriggio di giochi, sfide e riflessione per i più piccoli organizzato dagli animatori dei gruppi delle superiori e universitari.

Seguirà la partecipazione alla Messa delle 18.30 per i giovani degli oratori e il Movimento giovanile salesiano presieduta, nella Basilica di Maria Ausiliatrice, dal vicario del Rettor Maggiore dei Salesiani, don Stefano Martoglio.

Dopo la Messa i ragazzi si incontreranno per un momento di condivisione nel rispetto del distanziamento. «L’oratorio non si è mai fermato e non si ferma», evidenzia il nuovo incaricato don Jimmy Muhaturukundo, salesiano, che lo scorso settembre si è avvicendato al confratello don Jacek Jankosz. Il cortile nella pandemia è sempre rimasto, anche nei mesi del lockdown o delle zone rosse, con diverse modalità, casa che accoglie, avvia alla vita e dove incontrarsi fra amici.

«Abbiamo riaperto», afferma don Jimmy, «come ha invitato l’Arcivescovo mons. Nosiglia con alcune attività in presenza nel rispetto dei protocolli: dopo le vacanze di Natale abbiamo ripreso il catechismo in presenza e i gruppi formativi di fascia dalla prima superiore in poi (biennio, triennio e giovani over 19) che si ritrovano il venerdì dalle 18.30 alle 20.30».

In settimana il cortile è aperto per le attività di doposcuola che si tengono, per le elementari lunedì, mercoledì e venerdì dalle 17 alle 18.30 e per le medie martedì e giovedì dalle 17 alle 18.30.

«Attualmente accogliamo 40 bambini delle elementari per il doposcuola ma non riusciamo a far fronte a tutte le richieste per la mancanza di volontari in ottemperanza ai protocolli. Allo stesso tempo però continua l’attenzione verso i ragazzi più fragili o i bambini delle famiglie che fanno più fatica».

Sta riprendendo anche l’attività della Scuola calcio «Auxilium» con gli allenamenti individuali per alcune squadre.

Stefano DI LULLO

Barriera di Milano, la Pace affida l’oratorio al santo dei giovani

In occasione della festa di san Giovanni Bosco domenica 31 gennaio la parrocchia Maria Regina della Pace in Barriera di Milano a Torino, durante la Messa delle 10.30, affiderà l’oratorio al santo dei giovani. Dopo la celebrazione, trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook @parrocchiapace, si terrà un momento di preghiera guidato dal coro «Chorissimi» composto da ragazzi e giovani della parrocchia. Inoltre da lunedì 1 febbraio riaprirà l’oratorio e riprenderà il catechismo in presenza nel rispetto delle regole anticontagio.

La Voce e il Tempo: le numerose proposte per la ricorrenza del 31 gennaio

Le realtà salesiane del territorio piemontese scendono in campo con varie iniziative e attività per prepararsi alla Festa di Don Bosco: quiz, cacce al tesoro online, novene per ragazzi, celebrazioni e momenti di riflessione.  Si riporta di seguito l’articolo pubblicato su LA VOCE E IL TEMPO di domenica 24 gennaio (a cura di Federico BIGGIO e Stefano DI LULLO) con l’elenco delle attività proposte in questo periodo dalle Case salesiane dell’Ispettoria e il rimando al loro sito ufficiale.

SALESIANI – ANCHE NELLA PANDEMIA SONO NUMEROSE LE PROPOSTE PER LA RICORRENZA DEL 31 GENNAIO
I Cortili (reali e digitali) in festa per DON BOSCO

Anche quest’anno, nel rispetto delle norme anticontagio, in occasione delle celebrazioni di san Giovanni Bosco, il 31 gennaio, i centri giovanili salesiani torinesi organizzano proposte rivolte a ragazzi, giovani ed educatori, e aperte a tutta la comunità, per riflettere e attualizzare il messaggio del santo dei giovani e degli oratori a partire dal celebre metodo preventivo. Ne riportiamo alcune.

La comunità dell’Oratorio Rebaudengo (corso Vercelli 206), guidato da don Gigi Cerutti, si ritroverà in presenza sabato 30 gennaio alle 15 per la «Festa dei Ragazzi in Oratorio», a cui seguirà la Messa alle 18; in questa occasione i giovani parteciperanno al «Don Bosco è Quiz», un divertente gioco enigmistico di cruciverba, disegni e rebus sulla vita di Don Bosco.

Il secondo appuntamento per tutta la comunità è la Celebrazione Eucaristica di domenica 31 gennaio alle 11 nella chiesa della parrocchia San Giuseppe Lavoratore. Tutta la comunità si ritroverà on line, inoltre, venerdì 29 gennaio alle 21 per incontrarsi e giocare insieme.

L’oratorio Crocetta (via Piazzi 33), invece, si ritroverà domenica 31 gennaio per la Messa presieduta da don Giovanni Campanella presso la parrocchia Beata Vergine delle Grazie alle 12. La Messa sarà animata dai giovani dell’oratorio.

La comunità di giovani dell’oratorio Don Bosco di Cascine Vica a Rivoli (via Stupinigi 1) sta concludendo, proprio in questi giorni, una «Caccia al tesoro online» i cui premi, che verranno simbolicamente consegnati durante la Messa di domenica 31 gennaio alle 11 in parrocchia, sono il corpo di Gesù come Eucaristia, l’insegnamento di don Bosco come stile di vita e l’Oratorio, come luogo di realizzazione sia in presenza che virtuale. La Messa sarà presieduta da don Claudio Giovannini e, al termine, verrà distribuito a ciascuno un «cestino cibo» per sentirsi uniti mangiando la stessa cosa, nell’impossibilità di condividere un pasto comune in presenza. La Messa per le famiglie si terrà, invece, alle 10.30 presso la parrocchia di via Carrù.

All’oratorio San Paolo (via Luserna di Rorà 16) don Alberto Lagostina condurrà la Novena online, tutti i giorni alle 19, per prepararsi spiritualmente alla Celebrazione Eucaristica che si terrà nel pomeriggio di domenica 31 gennaio, insieme ad un momento di commiato in onore del missionario salesiano don Vincenzo Marrone. Inoltre, è in programma un incontro in oratorio, nel rispetto delle norme anti-covid, sabato 30 gennaio alle 17 per i ragazzi e gli animatori.

L’opera salesiana di San Salvario, come spiega don Mario Fissore, incaricato dell’oratorio San Luigi, ha voluto sottolineare il mese di don Bosco rilanciando alcune attività dedicate ai ragazzi come il catechismo, il gruppo dei chierichetti e il coretto dei bambini. In un incontro on line tenutosi la scorsa settimana salesiani, educatori, allenatori, catechisti e collaboratori hanno rifl ettuto sul signifi cato di essere comunità educante secondo il carisma del fondatore. La solennità di don Bosco, il 31 gennaio, sarà evidenziata con una particolare cura delle celebrazioni eucaristiche. A San Giovannino le Messe di orario (10.30 e 18.00) raccoglieranno i fedeli nella chiesa voluta e costruita proprio da don Bosco. Nella chiesa parrocchiale di Santi Pietro e Paolo si terranno due Messe principali: quella delle 10 per le famiglie, e quella delle 11.30 per ragazzi, giovani ed educatori.

L’Oratorio Michele Rua (via Paisiello 37) domenica 31 gennaio, dopo la Messa delle 10, propone la «Festa di don Bosco insieme, oltre»: in programma giochi in cortile per i bambini e i ragazzi in ottemperanza alle disposizioni già in uso durante le scorse attività estive. Inoltre da domenica 24 gennaio si tiene «don Bosco in tour»: viaggio fra le diverse realtà dell’opera salesiana del Michele Rua.

Federico BIGGIO
Stefano DI LULLO