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A Torino nuovi modelli di santità: un progetto di ricerca europeo

Il periodico del Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università di Torino, Futura News, dedica un articolo al progetto di ricerca europeo sulla santità “NeMoSanctINew Models of Sanctity in Italy“, indagando sui nuovi modelli di santità che stanno emergendo nella Chiesa e nella cultura popolare. In particolare, si è riscontrato che “Torino ha un tipo di santità tutto suo“. Di seguito l’articolo pubblicato il 6 maggio scorso a cura di Jacopo Tomatis.

A Torino nuovi modelli di santità

Un progetto di ricerca europeo dell’Università

Torino ha un tipo di santità tutto suo. Nella mezzaluna dei quartieri di Aurora, Valdocco, San Donato e Cit Turin esistono chiese, strutture assistenziali e ospedali che operano nelle stesse zone in cui lo facevano i loro istitutori più di un secolo e mezzo fa. Sono la Piccola casa della Divina Provvidenza, detta Cottolengo, che dà asilo agli ammalati indigenti, la Comunità Salesiana, le Suore Minime di Nostra Signora del Suffragio, dedicati all’educazione dei giovani, e l’Istituto Missioni della Consolata.

IL TEAM NEMOSANCTI: il progetto studia il concetto di santità attraverso più discipline
I fondatori sono chiamati “Santi sociali” ed erano attivi tra ‘800 e ‘900. Lo spiega la professoressa Jenny Ponzo, Principal Investigator del progetto di ricerca europeo, NeMoSanctI, New Models of Sanctity in Italy, ospitato all’Università di Torino. Lo scopo del progetto è indagare da un punto di vista semiotico, filosofico e storico i nuovi modelli di santità che stanno emergendo, nella Chiesa e anche nella cultura popolare, dai memes ai fumetti.

I Santi sociali «sono accomunati da un forte impegno pragmatico, nell’aiuto ai più poveri, ai deboli e ai bisognosi, che si sono impegnati a risanare, istruire e assistere. Tra i più famosi ci sono San Giuseppe Benedetto Cottolengo, fondatore della Piccola casa della Divina Provvidenza, San Giovanni Bosco, fondatore dei Salesiani e il Beato Giuseppe Allamano fondatore dell’Istituto Missioni della Consolata».

In quegli anni Torino era già un polo economico e industriale avanzato, ma anche il luogo adatto per sviluppare una nuova santità, impegnata socialmente: «La città era afflitta da una grande povertà. Non bastava più accettare la gerarchia sociale tradizionale e limitarsi ad assistere i poveri con la carità, ma bisognava aiutarli organizzando una efficace rete di assistenza sanitaria, istruendoli, e così dando loro modo di trovare lavori dignitosi». Il terreno era fertile e l’aiuto che hanno dato fondamentale, al punto che ancora oggi il loro culto è vivo: «La loro influenza ha raggiunto molte persone, si pensi alla diffusione del culto di Giovanni Bosco, o degli istituti salesiani, che si sono irradiati in Italia e nel mondo».

Ma che tipo di santità è quello incarnato da questi uomini? «Un tipo molto “pragmatico” – continua Jenny Ponzo – Sono santi attivamente impegnati, per innescare un cambiamento sociale, combattere la miseria e la malattia, non solo assistendo i bisognosi, ma fornendo un aiuto più strutturato, dando opportunità di risollevarsi e trovare un posto migliore nel mondo».

Questa “santità pratica” ha mosso i suoi primi passi dal ‘700, andando oltre la contemplazione dei mistici e il miracolo del santo taumaturgo, e «ha interpretato la carità, l’amore verso Dio e verso il prossimo, in modo differente. Già alle origini del cristianesimo essa indicava un aiuto concreto ai più bisognosi, lo dimostra la parabola del Buon Samaritano. Ma la particolarità dei santi sociali è che hanno saputo rinnovare tale antico principio, adattandolo alla modernità, anticipando la “Dottrina Sociale” della Chiesa».

Questo nuovo modello di santità è diventato prorompente nel corso del Novecento basta pensare a madre Teresa di Calcutta. E il culmine è arrivato con papa Francesco che ha introdotto una nuova via per la santità. «Tradizionalmente queste vie erano due: il martirio e la pratica eroica e costante delle virtù cristiane. Ma dal 2017 ne esiste un’altra: dare la vita per il prossimo in nome dell’amore cristiano».

Saranno questi i santi del futuro? «Lo dimostra quel parroco che nei giorni scorsi ha donato il suo respiratore per salvare un giovane e poi è morto. In momenti di emergenza sono le figure con una forte valenza altruistica che emergeranno e poi forse verranno canonizzate».

JACOPO TOMATIS

L’orientamento universitario arriva a casa! #IUSTONONSIFERMA

Si riporta di seguito la comunicazione dell’Istituto universitario Salesiani di Torino – Rebaudengo  IUSTO in merito ai prossimi appuntamenti dedicati agli Open day di maggio.

Gent.mi
abbiamo il piacere di segnalarvi i prossimi Open Day di maggio,
i tradizionali incontri presso la nostra Università saranno sostituiti da appuntamenti online da seguire direttamente da casa.

I nostri ragazzi hanno bisogno di essere guidati, oggi più che mai!

Licenza o Laurea magistrale in Psicologia – giovedì 7 maggio ore 14.30

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Baccalaureato o Laurea triennale in Scienze dell’Educazione – Educatore – venerdì 8 maggio ore 16.00

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Baccalaureato o Laurea triennale in Psicologia (frequenza settimanale o week-end) – sabato 9 maggio ore 10.00

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Le presentazioni tratteranno gli aspetti didattici e organizzativi dei corsi e sarà un’ottima occasione per porre le proprie domande direttamente al Responsabile del corso di Laurea.
Conferma qui la partecipazione

#IUSTONONSIFERMA: garantire la continuità didattica

Di seguito la comunicazione dell’Istituto Universitario Salesiano di Torino IUSTO con tutte le informazioni utili per gli studenti per garantire la continuità didattica.

#IUSTONONSIFERMA

In coerenza con le ultime dichiarazioni del Presidente del Consiglio, nei limiti del consentito, cercheremo di garantire la continuità didattica e i servizi ai nostri studenti.

Per  problemi relativi alla fruizione delle lezioni a distanza è disponibile il nostro help desk contattabile attraverso l’apertura di un ticket sul nostro sito.  More Info

INFORMAZIONI UTILI

Rimane sempre attivo il numero dell’Infopoint – 011 2340083 (dal lun al ven con orario 10-13.30/14.30-17.00) e tutti gli uffici sono raggiungibili tramite indirizzo di posta elettronica reperibile sul nostro sito www.ius.to

È comunque possibile iscriversi ai corsi, le lezioni saranno programmate appena sarà possibile:

I nostri Open Day, che purtroppo abbiamo dovuto rimandare, ma appena sarà possibile verranno riprogrammati. Conferma l’interesse ti aggiorneremo sulle date!

Collaborazione AslTo3 e IUSTO – La Stampa

L’Azienda Sanitaria Locale di Collegno e Pinerolo (Asl To3) e l’Istituto Universitario Salesiano di Torino (IUSTO) collaboreranno alla sperimentazione di un servizio di Psicologia all’interno delle Case della Salute. Lo prevede l’accordo siglato nei giorni scorsi dal Direttore generale dell’Asl To3 Flavio Boraso e dal Direttore generale di IUSTO Alessio Rocchi.

Si riporta di seguito l’articolo pubblicato ieri da La Stampa in merito alla nuova collaborazione.

Nelle case della Salute dell’Asl To3 arrivano gli psicologi dell’Università salesiana

L’istituto cattolico metterà a disposizione psicologi e tirocinanti post-laurea, dottorandi di ricerca ed educatori

COLLEGNO. Nelle Case della salute dell’Asl To3 arriveranno gli psicologi dell’Istituto Universitario Salesiano di Torino (Iusto). L’accordo di collaborazione è stato siglato tra il Direttore generale dell’Asl To3 Flavio Boraso e dal Direttore generale di Iusto Alessio Rocchi. Il progetto, finanziato dalla Compagnia di San Paolo, riguarderà le Case della Salute di Beinasco, Collegno, Cumiana, Pianezza e Vigone, ovvero le Case della Salute strutturali dell’Asl To3 che prevedono la presenza stabile di medici di base e pediatri. Iusto metterà a disposizione psicologi e tirocinanti post-laurea, dottorandi di ricerca ed educatori.
L’obiettivo
L’obiettivo è offrire un supporto psicologico alle persone che si rivolgono alle strutture, aiutando i pazienti ad aumentare la conoscenza della propria malattia (specie nella cronicità), ad adottare comportamenti e stili di vita più appropriati e ad applicare in modo adeguato le terapie, al fine di migliorare il benessere dell’individuo e riducendo oltretutto la medicalizzazione e l’uso improprio di farmaci e di esami diagnostici.

JUMPERS: Scommettiamo insieme sul tuo futuro

LAGS per il territorio presenta il progetto JUMPERS, un percorso per avvicinare i giovani al mondo del lavoro sviluppando le proprie abilità, grazie ad una alleanza educativa che ha come obiettivo quello di  favorire lo sviluppo di competenze tecniche e abilità sociali, utili per la vita dei ragazzi.

Sintesi del progetto

L’idea è quella di offrire un “accompagnamento dedicato” ed una “seconda opportunità” ai ragazzi ampliando “gli spazi e i tempi per l’apprendimento“, grazie ad una “alleanza educativa” tra operatori sociali, insegnanti, formatori, animatori volontari e tutor aziendali, per favorire lo sviluppo di competenze tecniche e abilità sociali, utili nel lavoro e necessarie per la vita: ricostruzione delle competenze (ciò che so/so fare o no), ascolto del percorso di vita , apprendimento in situazioni protette ma non simulate, occasioni creative, patto educativo che coinvolge ogni ragazzo e almeno un genitore o adulto di riferimento, relazione educativa tutoriale, realizzazione di percorsi di apprendimento destrutturati e flessibili di avvicinamento al mondo del lavoro.

Specifiche del progetto

La metodologia adottata prevede una presa in carico educativa integrata e personalizzata incentrata sull’imparare facendo (ispirato al modello didattico del FaBLab e già immaginato da Don Bosco) attraverso l’attivazione di processi di apprendimento esperienziale e di processi educativi di tipo induttivo.

L’idea di fondo è quella di sperimentare modalità interattive e non convenzionali per integrare fra loro formazione, didattica, orientamento, aggregazione, attività culturali valorizzando le competenze trasversali dei ragazzi (in linea con la nuova Raccomandazione del Consiglio UE relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente), facendo emergere le loro aspirazioni, e invitandoli a sperimentare in azione le proprie attitudini in vista di una possibile esperienza lavorativa.

In tale cornice si inseriranno delle proposte che adotteranno metodologie di lavoro specifiche quali:

  • il SCT – Teatro Sociale e di Comunità che utilizza molteplici linguaggi creativi (danza, musica, canto, uso di oggetti creativi, recitazione, narrazione) per favorire l’espressione di sé, la creazione di un’identità di gruppo, l’esplorazione creativa;
  • IUSTO – Istituto Universitario Salesiano Torino Rebaudengo utilizzerà lo Psychological Capital Training quale strumento  (formativo, orientativi, psicologici) per la misurazione e il rinforzo delle capacità e delle risorse personali centrali per la costruzione di una progettualità personale e professionale.
  • CNOS-FAP – Quale canale per l’orientamento sia formativo che per l’inserimento nel mondo del lavoro

Diocesi di Torino: Torna la Settimana della Scuola e dell’Università

Dal 20 al 25 ottobre 2019 la Diocesi di Torino organizza la “Settimana della Scuola e dell’Università“, una proposta già instaurata negli anni e fortemente voluta dall’Arcivescovo Nosiglia, che ogni anno vuole parlare al mondo della scuola e della formazione nel suo complesso. Si riporta l’articolo in merito oggi pubblicato da La Voce e il Tempo, a cura di Stefano Di Lullo.

Dal 20 al 25 ottobre – Le giornate, organizzate dalla Diocesi di Torino, richiamano le agenzie educative a favorire nei giovani l’emergere dei propri talenti e l’assunzione di responsabilità nella società.

Torna a Torino la carica degli oltre tremila studenti di circa 80 scuole primarie, secondarie, istituti di formazione professionale e universitari che coloreranno la nona edizione della «Settimana della Scuola e dell’Università», in programma dal 20 al 25 ottobre, organizzata dall’Ufficio diocesano Scuola e dalla Pastorale Universitaria della diocesi. Accompagneranno gli studenti nei diversi appuntamenti  della settimana (programma) oltre 450 insegnanti.

Una proposta, fortemente voluta nel 2011 dall’Arcivescovo Nosiglia, che ogni anno vuole parlare al mondo della scuola e della formazione nel suo complesso in un periodo in cui le agenzie educative giocano un ruolo essenziale nell’accompagnamento delle nuove generazioni verso l’autonomia, in particolare nelle situazioni in cui viene meno la rete familiare. Nel contempo si intensifica la sfida di un’educazione inclusiva, in un contesto sempre più multietnico e multiculturale in un territorio che deve misurarsi con la piaga della disoccupazione giovanile. Quest’anno il tema delle giornate, ispirato alle parole di Papa Francesco contenute nel documento finale del Sinodo sui giovani di un anno fa, richiamano il mondo della formazione a favorire nei ragazzi l’emergere dei propri talenti, come unicità da donare, e ad accompagnarli nella formazione di competenze e creatività, essenziali nel percorso verso l’assunzione di responsabilità nella società.

I Talenti come chiave per l’inclusione – don Roberto Gottardo

Talento, una parola che oggi va di moda e che ritroviamo nei più vari contesti e quindi con accezioni talvolta piuttosto diverse: dal «talent show» televisivo alle politiche contro la fuga dei giovani talenti all’estero. Una parola che abbiamo trovato anche nel «Documento finale» del Sinodo sui giovani: «Un’attenzione particolare va riservata alla promozione della creatività giovanile nei campi della scienza e dell’arte, della poesia e della letteratura, della musica e dello sport, del digitale e dei media, ecc. In tal modo i giovani potranno scoprire i loro talenti e metterli poi a disposizione della società per il bene di tutti».

Così, insieme alle tante realtà che collaborano con l’Ufficio diocesano Scuola, ci è sembrato interessante approfondirla e riproporla come tema educativo.

Con questa parola non vogliamo però indicare quell’eccezionalità di capacità che è solo di qualcuno ma invece accorgerci che ogni persona ha dei talenti cioè dei doni, che possono essere anche molto semplici ma che sono ciò che la rendono unica e che deve scoprire o, meglio, che deve essere aiutata a scoprire, perché normalmente abbiamo bisogno di qualcuno che veda in noi quel che noi stessi spesso non siamo capaci di vedere.

È certamente anche questo uno dei compiti dell’educatore: aiutare l’altro a scoprire la sua unicità e a viverla come un bene da donare. Perché è solo quando si trova qualcosa di bello e di grande per cui valga la pena impegnarsi che si mettono in moto tutte le capacità ed anche la più piccola diventa «talento» da spendere.

Il talento così inteso ci parla allora di un’educazione inclusiva che mira a rendere tutti partecipi della costruzione del bene comune, ciascuno col suo singolare apporto. Ma questo chiede ancora tanti passi e nella Settimana della Scuola e dell’Università desideriamo farne qualcuno insieme.

don Roberto Gottardo, direttore dell’Ufficio Scuola

Restituiamo ai giovane il gusto di scegliere – don Luca Peyron

Al termine di una delle mie prime Messe un’anziana mi chiese perché non cantassi. Le risposi che era meglio così, visto quanto fossi stonato. Mi guardò e con naturalezza mi chiese per quale ragione dunque mi fossi fatto prete, senza attendere risposta se ne andò. L’edizione della Settimana della scuola e dell’università di quest’anno prova a rispondere a quella domanda un po’ insidiosa ed al mio momento di stupore. La vocazione è scoprire chi sei e perché sia bello spendere quell’identità per il Signore e per i fratelli, senza inseguire un modello precostituito, senza assumere vesti più o meno paludate, ma mettendo a servizio quel che siamo e accogliendo difetti, fragilità e manchevolezze come altrettanti doni che ti obbligano a non fare da solo, a cercare l’altro, a non sentirti autosufficiente.

Ai giovani più grandi che parteciperanno offriremo questo tipo di sguardo a partire dalle storie di persone che nella vita hanno scoperto e valorizzato il loro ruolo come Franco Nembrini, scrittore e critico, Nicola Virdis, artista e comico, Matteo Baronetto, chef del ristorante del Cambio.

L’università è il tempo delle scelte, il tempo in cui si decide chi saremo per buona parte della vita, il tempo in cui assaggiare la potenza e la fatica dell’essere adulti. L’università è il luogo in cui provare a vivere nuovi modi di essere comunità e, con dialogo e confronto, imparare a cambiare pensiero senza sentirsi sconfitti, proporre il proprio senza velleità di conquista. Ma questo sarà possibile se si sceglie e si desidera, così proveremo a mettere nei giovani il gusto di farlo. Poi con quella signora siamo diventati amici e quando le portavo la Comunione ci siamo fatti anche una cantata, pessima, ma piena di affetto.

don Luca Peyron, direttore della Pastorale Universitaria

IUSTO – Corso intensivo di qualifica per Educatore professionale socio-pedagogico

Si riporta la notizia pubblicata sul sito ufficiale di IUSTOIstituto Universitario Salesiano Torino –  ius.to, riguardo alla nuove edizione del corso di qualificazione  per “Educatore professionale socio-pedagogico“, con l’obiettivo di approfondire le competenze necessarie per operare con efficacia nei diversi contesti formali e non formali del sistema dell’istruzione, della formazione e dell’educazione.

Ai sensi della L. 205/2017, commi 594-601, IUSTO, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, proporrà una nuova edizione del corso di qualificazione per “Educatore professionale socio-pedagogico”, con l’obiettivo di approfondire le competenze necessarie per operare con efficacia nei diversi contesti formali e non formali del sistema dell’istruzione, della formazione e dell’educazione.

Se interessato, compili la presente scheda lasciando i suoi contatti e, non appena IUSTO riceverà aggiornamenti sulla questione in oggetto, provvederà a diffondere con sollecitudine le necessarie informazioni a tutti coloro che hanno manifestato il loro interesse a svolgere presso la nostra Università tale percorso formativo.

Il corso avrà un carattere intensivo e prevede complessivamente l’acquisizione di 60 CFU. Esso si rivolge a coloro che, al 1° gennaio 2018 sono in possesso di uno dei seguenti requisiti:

inquadramento nei ruoli delle amministrazioni pubbliche a seguito del superamento di un pubblico concorso relativo al profilo di educatore;
svolgimento dell’attività di educatore per non meno di tre anni, anche non continuativi, da dimostrare mediante dichiarazione del datore di lavoro ovvero autocertificazione dell’interessato ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445;
diploma rilasciato entro l’anno scolastico 2001/2002 da un istituto magistrale o da una scuola magistrale.
Qualifica finale conseguita: “Educatore professionale socio-pedagogico”

Informazioni

Il costo di 1.800 € a partecipante è quello stabilito dall’Università Cattolica per tutte le sue sedi, ma, grazie all’accordo stipulato, siamo in grado di applicare uno sconto di 100 € a partecipante per chi si iscrive individualmente presso IUSTO. La tariffa complessiva è pertanto di 1.700 € a persona.
Le lezioni si svolgeranno in modalità blended (formazione online e in presenza)
Discussione di un project work finale
Partenza indicativa: ottobre 2019
Numero minimo di allievi per l’attivazione: 60
Numero massimo di allievi per edizione: 100
Per gli iscritti provenienti da Enti convenzionati con IUSTO sarà applicato uno sconto di € 200,00 sulla seconda rata (€500,00 anziché € 700,00).

Il corso verrà erogato presso IUSTO, Piazza Conti di Rebaudengo 22 – Torino

Per maggiori informazione: 60cfu-mi@unicatt.it

IUSTO – Open Day 2019

IUSTO Rebaudengo Istituto Universitario Salesiano Torino – comunica le date e tutte le informazioni relative alla giornata dell’Open Day del 6 settembre, per conoscere l’offerta formativa per l’Anno Accademico 2019-2020.

L’appuntamento è allo IUSTO – Istituto Universitario Salesiano Torino, aggregato alla Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Pontificia Salesiana di Roma in Piazza Conti di Rebaudengo, 22 a Torino.

Per partecipare è necessario confermare la partecipazione on line.

Ingresso libero sino ad esaurimento posti.

I corsi di laurea disponibili sono tre:

  • Triennale in scienze dell’educazione – Educatore Socio-Pedagogico (Classe L 19)
  • Triennale in Psicologia (Classe L 24)
  • Magistrale in Psicologia, riservato a laureati o laureandi in Psicologia (Classe LM 51)

 

Emergenza debiti? Nasce lo sportello gratuito per il supporto contro il sovraindebitamento

Si riporta il Comunicato Stampa del 9 aprile 2019 a cura dell’Ufficio Stampa di IusTo RebaudengoIstituto Universitario Salesiano Torino – inerente alla nascita del primo sportello gratuito gestito da un’Università che intende offrire supporto alle persone finite nel spirale di debiti.

Emergenza Debiti?

Nasce lo sportello gratuito per il supporto contro il sovraindebitamento

Istituto Universitario  Salesiano Torino.
Piazza  Conti di Rebaudengo 22, all’interno degli spazi della Biblioteca Universitaria.

Lo sportello gratuito SU.PER.A il G.A.P. (Supporto alle PERsone che Affrontano il Gioco d’Azzardo Patologico), nato nel 2015 ora amplia il suo focus: il sovraindebitamento.

Si tratta del primo  sportello  gratuito  gestito  da  una  Università, l’Istituto Universitario Salesiano Torino, che intende offrire supporto alle persone finite nel spirale di debiti. Anche solo non riuscendo più a pagare un mutuo, le bollette, i prestiti, le carte revolving, esperienze comuni che le persone possono avere. Alcune volte, nei casi più gravi, può sembrare davvero impossibile uscirne se non con soluzioni estreme, quali il suicidio o l’accesso a prestiti usurari.

Il sovraindebitamento in generale è un fenomeno sempre più in crescita e non è solo legato al gioco d’azzardo, ma può dipendere da molti fattori. Nel 2017 quasi la metà delle famiglie italiane ha dichiarato di avere problemi ad arrivare a fine mese e il 28,7% di loro ha dovuto chiedere un prestito bancario per far fronte alle spese. Non sempre il prestito viene ottenuto e il 12% di queste famiglie fa allora ricorso agli usurai, entrando in un circolo vizioso dal quale è difficile uscire.

Storie di tutti i giorni insomma … dove non si è più in grado di far fronte all’imponente mole di debiti accumulata.

Per arginare questo fenomeno nasce lo sportello per il supporto contro il sovraindebitamento, proprio in un territorio della città, la circoscrizione 6, particolarmente colpito da questa problematica.

Il servizio è finalizzato a fornire accoglienza, informazioni e sostegno alle persone in condizione di sovraindebitamento e ai loro familiari e a indirizzarle alle risorse presenti sul territorio (fondazioni antiusura, organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento, ecc).

Accordato il riconoscimento dei titoli di studi dell’Educazione Universitaria

Si pubblica una notizia proveniente alla redazione di ANSAgenzia iNfo Salesiana – che tratta del recente accordo fra lo Stato Italiano e la Santa Sede sul riconoscimento dei titoli di studi dell’Educazione Universitaria:

(ANS – Città del Vaticano) – Per gli allievi delle università pontificie, tra cui l’Università Pontificia Salesiana (UPS), si tratta certamente di una bella notizia: è stato firmato nei giorni scorsi un accordo fra lo Stato Italiano (Ministero per l’Istruzione l’Università e la Ricerca – MIUR) e la Santa Sede (Congregazione per l’Educazione Cattolica – CEC) sul riconoscimento dei titoli di studi dell’Educazione Universitaria. A beneficiarne saranno gli allievi di tutti i centri educativi, perché potranno compiere i loro studi nei centri pontifici o in quelli italiani, sapendo di poter godere delle medesime garanzie.

L’accordo – ha spiegato in una nota il MIUR – prevede il riconoscimento di tutti i titoli universitari rilasciati dalla Santa Sede, così come avviene per qualsiasi altro Stato sovrano. La procedura si svolgerà materialmente attraverso gli Atenei, che valuteranno i titoli e provvederanno al loro riconoscimento.

Fino a oggi, secondo quanto previsto dalla revisione del Concordato tra Repubblica Italiana e Santa Sede del 1984, venivano pienamente riconosciuti, tramite un apposito Decreto del MIUR, i soli titoli di “Teologia e Sacra scrittura”. Gli altri titoli rilasciati dalle Istituzioni universitarie della Santa Sede sul territorio nazionale italiano non avevano un riconoscimento uniforme, ma erano valutabili alla stregua di tutti gli altri titoli esteri.

L’intesa è figlia della “Convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all’insegnamento superiore nella regione europea” (Convenzione di Lisbona) e dello “Spazio Europeo dell’Educazione Superiore” (EHEA), cui la Santa Sede ha aderito dal 2003.

In virtù della Convenzione di Lisbona, ratificata sia dalla Santa Sede che dall’Italia, infatti, viene stabilito l’obbligo delle parti contraenti di pervenire al riconoscimento delle qualifiche che danno accesso all’insegnamento superiore negli stati firmatari:

“Questo è stato il passaggio fondamentale che ha aperto la strada allo studio di un nuovo Accordo giunto in porto in questi giorni. Rimane in vita l’equipollenza dei titoli per la Teologia e la Sacra Scrittura, mentre si apre la possibilità di riconoscere gli altri titoli” – ha sintetizzato mons. Angelo Vincenzo Zani, Segretario della CEC.

“Sono particolarmente felice della firma di questo accordo… Come è evidente, si tratta di un accordo che favorisce innanzitutto gli studenti” – ha aggiunto il cardinale Giuseppe Versaldi, Prefetto della CEC.

“Siamo molto orgogliosi del risultato raggiunto – ha detto da parte sua il titolare del MIUR, il ministro Bussetti –.

Si tratta di un accordo molto atteso, storico”.