“Costellazioni” e “Comunità che Educa”: due progetti, una rete per i giovani

Martedì 9 giugno 2026, dalle 11.00 alle 13.00, presso la Casa salesiana Madonna dei Laghi di Avigliana, saranno presentati i progetti “Costellazioni” e “La Comunità che educa”, promossi da AGS per il Territorio ETS e Istituto Salesiano Agostino Richelmy con il sostegno di Fondazione CRT

L’obiettivo congiunto dei due progetti, attraverso la rifunzionalizzazione della storica Casa di Avigliana, è quello di realizzare un presidio educativo permanente, sede di rinnovate opportunità di crescita, formazione e accompagnamento dei più giovani, con una particolare attenzione alle situazioni di fragilità, di povertà educativa e di rischio di dispersione scolastica. 

Nel contempo, AGS per il Territorio ETS avrà un ruolo centrale nel coordinamento delle azioni e nella valorizzazione delle esperienze educative già presenti nei diversi territori. Il sostegno di Fondazione CRT rappresenta un contributo fondamentale per dare continuità e sviluppo a una proposta capace di generare benefici concreti per molti giovani.

All’evento saranno presenti, tra gli altri, il Sindaco di Avigliana Andrea Archinà, la Presidente di Fondazione CRT Anna Maria Poggi e il Rettor Maggiore dei Salesiani, don Fabio Attard.

Durante la mattinata sono previsti la presentazione dei progetti, un momento di analisi e riflessione sui dati, la visita al Santuario ed un buffet conclusivo.

Lettera dell’Ispettore – Maggio 2026

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di maggio 2026.

Valdocco, 31 maggio 2026
Solennità della SS. Trinità

A confratelli e laici corresponsabili
di
Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania,

Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti/e voi. 

Siamo alla fine del mese di maggio, durante il quale abbiamo vissuto tanti appuntamenti  importanti, culminati nella solennità di S. Maria Ausiliatrice, quest’anno “abbracciata” dalla solennità  di Pentecoste.  

Mentre chiudiamo il mese con la solennità della SS. Trinità, siamo concentrati sul termine dell’anno  scolastico e formativo, dell’anno catechistico e parrocchiale; pronti per iniziare scrutini, esami, prove di  qualifica… e attività estive: Estate Ragazzi, campiscuola ispettoriali e locali; e chi più ne ha più ne metta. 

In questo periodo certamente si concentrano momenti di verifica dell’anno trascorso e di  progettazione di quello che inizierà a settembre. Anche a livello ispettoriale avviene questo. Ogni  anno comunità, opere, e l’intera ispettoria (anche la stessa Italia salesiana), si ridisegnano, si riprogettano  in modo nuovo; tengono conto di decisioni che, prese a diversi livelli, vanno a trasformare il volto di  opere e istituzioni. 

Per quanto riguarda l’ispettoria il 2026-2027 sarà caratterizzato da alcuni cambiamenti di notevole  importanza. La nostra presenza salesiana di Vercelli vedrà il ritiro della comunità salesiana e la  riconsegna alla Arcidiocesi delle 3 parrocchie e dell’oratorio. Il CFP invece continuerà il suo percorso salesiano, rimanendo come presidio carismatico su questo territorio. Anche la nostra opera di Cumiana vedrà una trasformazione notevole: dal 1° settembre 2026 continuerà a offrire il proprio servizio  educativo, culturale e pastorale, ma verrà affidata a una gestione laicale. 

Sappiamo che queste decisioni – dettate dalla necessità di ridurre il numero di comunità religiose,  perché diminuisce il numero dei confratelli; ma anche dalla consapevolezza che tanti laici corresponsabili  sono maturi, capaci e disponibili a continuare la missione salesiana – non sono mai facili; e, anche se  siamo convinti che si tratta di decisioni necessarie, portano spesso sofferenza e disorientamento. Sento perciò il bisogno di ringraziare di cuore i confratelli di Vercelli e di Cumiana, sia per il servizio educativo-pastorale appassionato, competente e generoso che hanno svolto finora, sia per l’equilibrio, l’intelligenza e la delicatezza con cui stanno affrontando questi particolari momenti di transizione. Ringrazio di cuore anche i laici che si stanno assumendo la responsabilità di continuare la missione salesiana, sia a Vercelli che a Cumiana. Il Signore possa rendere merito agli uni e agli altri. Contestualmente ricordo che abbiamo accolto dall’Arcidiocesi di Torino la proposta di guidare l’unificazione delle parrocchie di Cascine Vica, (ad experimentum, per tre anni). Si tratta di una sfida  che richiede e richiederà preghiera, capacità di ascolto, di comunione e di costruzione di una unica  comunità educativo-pastorale in questo territorio.

Affidiamo a Maria, Madre della Chiesa e Ausiliatrice dei Cristiani, sia le presenze di Vercelli e  Cumiana, sia la presenza di Rivoli-Cascine Vica, nella certezza che ci aiuterà a rendere un servizio  pastorale e carismatico adatto alle necessità del popolo di Dio e in particolare dei giovani. A Lei affidiamo  dunque la vita dei ragazzi, quella di ogni confratello e dei tanti collaboratori e corresponsabili della  missione; quella delle famiglie e di tutte le persone che entrano nelle nostre opere. A Lei chiediamo che  ci aiuti a renderci disponibili al soffio dello Spirito; che ci insegni a disporre il cuore perché esso si lasci  abitare, plasmare e ritmare dal Respiro di Dio: il cuore nostro e “quello” delle nostre comunità religiose,  delle nostre famiglie, delle nostre CEP, dell’intera ispettoria.  

Prima di salutarvi vi ricordo le imminenti Ordinazioni Diaconali del 13 giugno, alle 15.00, nella  Basilica di Maria Ausiliatrice. Preghiamo il Signore per i futuri diaconi, e in particolare per i nostri Tomas  Kivita e Alessio Moretto

Buon mese entrante! 

 Con grande affetto in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP

Educatori in rete: il primo incontro delle équipe dei centri di accoglienza salesiani ICP per minori stranieri non accompagnati

Domenica 25 maggio è stata una giornata speciale per le équipe educative dei centri di accoglienza salesiani ICP dedicati ai minori stranieri non accompagnati: per la prima volta, le tre équipe si sono ritrovate insieme ad Avigliana per condividere uno spazio di conoscenza, confronto e riflessione comune.

In tutto, 18 educatori e i salesiani responsabili hanno preso parte a questo momento che ha rappresentato non solo un’occasione di incontro tra professionisti impegnati quotidianamente nell’accompagnamento dei minori, ma anche un’opportunità preziosa per costruire una visione educativa sempre più condivisa.

La giornata è stata caratterizzata da un intenso scambio di pratiche educative: ciascuno ha portato la propria esperienza, raccontando strumenti, approcci e intuizioni maturate nel lavoro quotidiano con i ragazzi accolti nei diversi centri. Il confronto ha permesso di riconoscere sfide comuni e valorizzare le competenze presenti nelle diverse équipe.

Non sono mancati momenti di riflessione su alcune tematiche particolarmente delicate e sui nodi burocratici che, spesso, rischiano di rallentare o ostacolare il percorso di crescita e integrazione dei minori stranieri non accompagnati. Attraverso il dialogo, gli educatori hanno condiviso interrogativi, criticità e possibili piste di lavoro, nella consapevolezza che accompagnare questi ragazzi richiede uno sguardo competente, paziente e profondamente umano.

Accanto al lavoro di gruppo, ogni partecipante ha avuto anche uno spazio personale di riflessione per interrogarsi su una domanda essenziale:

quali leve posso attivare, nel mio quotidiano, per essere un cambiamento in meglio?

Un esercizio individuale che ha invitato ciascuno a riconoscere il proprio ruolo trasformativo, personale e professionale, dentro la relazione educativa.

A concludere la giornata, un fantastico aperitivo vista lago, occasione semplice ma preziosa per continuare a stare insieme in un clima disteso, rafforzando relazioni e senso di appartenenza.

Questo incontro rappresenta una prima volta significativa: le tre équipe non si erano mai ritrovate tutte insieme. Proprio per il valore emerso da questo confronto, l’intenzione condivisa è quella di continuare e consolidare questa buona pratica, creando occasioni periodiche di incontro, formazione reciproca e sostegno comune per crescere insieme nel servizio educativo ai minori accolti.

5×1000 ai Salesiani: non è solo una firma. È un tratto di strada percorso insieme.

C’è un gesto semplice, quasi quotidiano, che però può cambiare il cammino di molti. Una firma. Un tratto di penna che dura un secondo, ma che racconta molto di più: racconta fiducia, responsabilità, desiderio di futuro.

Per i Salesiani di Don Bosco, camminare accanto ai giovani non è uno slogan. È un modo di vivere. È scegliere di esserci soprattutto quando un ragazzo ha bisogno di ascolto, quando una famiglia cerca un appoggio, quando un’adolescente non sa più in quale direzione andare. È in quei momenti che la presenza educativa diventa decisiva.

Il valore di un gesto che sostiene percorsi reali

Destinare il proprio 5×1000 all’Associazione Giovanile Salesiana per il Territorio (AGS per il Territorio), significa entrare concretamente in questa storia di accompagnamento. Significa sostenere progetti educativi e sociali che ogni giorno aiutano bambini, adolescenti e famiglie a ritrovare fiducia, a rialzarsi dopo una caduta, a scoprire talenti che non sapevano di avere.

Nei nostri oratori, nei centri di formazione professionale, nei doposcuola, negli spazi di ascolto e nei progetti di strada, una firma può trasformarsi in:

  • accoglienza per chi vive momenti di fragilità
  • scuola per chi ha bisogno di un metodo, di un sostegno, di una seconda possibilità
  • oratorio per chi cerca un luogo sicuro dove crescere e fare esperienza di comunità
  • lavoro per chi sogna un futuro possibile e ha bisogno di qualcuno che creda in lui

Ogni giorno, grazie al contributo di tanti, questi luoghi diventano casa, rete, opportunità. Per questo diciamo che non è solo una firma: è un tratto di strada percorso insieme. È un modo concreto per dire “ci sono”, per sostenere chi educa, chi accoglie, chi costruisce comunità.

Come destinare il tuo 5×1000

Nella dichiarazione dei redditi, nella sezione dedicata al 5×1000, basta inserire il codice fiscale di AGS per il Territorio ETS:

  • C.F. 97585800010

Un gesto semplice, che diventa possibilità. Grazie per scegliere di camminare con noi.

Festa di Maria Ausiliatrice 2026: Valdocco abbraccia la sua gente

Il cuore della casa di Don Bosco ha battuto ancora una volta all’unisono con quello di migliaia di persone. La Festa di Maria Ausiliatrice, appuntamento centrale per la Famiglia Salesiana e per la città di Torino, ha trasformato nella giornata del 24 maggio 2026 le vie del quartiere in un grande pellegrinaggio di fede, gratitudine e affidamento.

Fin dalle prime ore della giornata, la Basilica si è riempita di volti, passi, preghiere. Famiglie, giovani, anziani, gruppi provenienti da tutta Italia e dall’estero: una moltitudine che, come ogni anno, si ritrova attorno a Maria per dire grazie, chiedere forza, rinnovare una promessa.

Il momento centrale della mattinata è stata la Solenne Messa delle ore 11.00, presieduta da S. Em. Card. Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa, accompagnata dalla Corale della Basilica.

Alle 18.30, la Basilica ha accolto invece la Messa dei giovani del Movimento Giovanile Salesiano, presieduta dal Rettor Maggiore don Fabio Attard e animata dal coro dell’Oratorio di Vigliano Biellese. Un momento vibrante, carico dell’entusiasmo tipico dei giovani che seguono Don Bosco: canti, preghiera, testimonianze e un clima di gioia contagiosa che ha preparato il cuore alla grande processione serale.

La Processione dell’Ausiliatrice: un popolo in cammino

Il momento più atteso è stato, come sempre, la grande processione con il Carro dell’Ausiliatrice. Accolto da una folla immensa e con la presenza del Sindaco di Torino Stefano Lo Russo e delle Autorità, il Carro ha attraversato le vie di Valdocco illuminando il quartiere con la sua presenza maestosa e familiare. Le strade illuminate, i canti, gli sguardi rivolti a Maria: tutto parlava di una devozione che attraversa le generazioni e continua a rinnovarsi.

A conclusione della serata, il cielo sopra Valdocco si è acceso con uno spettacolo di fuochi d’artificio che ha illuminato la Basilica e il quartiere.

Una festa che unisce e rinnova

Anche quest’anno, Valdocco ha mostrato il suo volto più autentico: un luogo dove la fede diventa incontro, dove la tradizione si intreccia con la vita quotidiana, dove ogni persona trova spazio per il proprio grazie.

Premio Letterario “Meco”: al via la seconda edizione dedicata agli “Atti di cura, scelte di legalità”

Dopo il grande interesse suscitato dalla prima edizione, prende ufficialmente il via la seconda edizione del Premio letterario dedicato a don Domenico “Meco” Ricca, il salesiano che per quarant’anni è stato cappellano del carcere minorile Ferrante Aporti e che ha lasciato un’impronta profonda nel mondo educativo e sociale torinese.

L’apertura delle candidature per la seconda edizione del Premio è fissata per l’8 giugno 2026. Il concorso, gratuito e aperto a tutti dai 14 anni in su, nasce dalla collaborazione tra il Forum del Terzo Settore in Piemonte ETS e l’Associazione Giovanile Salesiana per il Territorio (AGS), con il contributo dei Salesiani Don Bosco Piemonte e Valle d’Aosta. Un’iniziativa che rinnova l’impegno salesiano nel promuovere percorsi di crescita, responsabilità e inclusione sociale.

Il nuovo tema: “Atti di cura, scelte di legalità”

Il tema scelto per questa edizione invita a riflettere su come la legalità non sia solo un insieme di norme, ma una pratica quotidiana che nasce dai gesti di cura verso sé stessi, gli altri e la comunità. Raccontare un atto di cura significa raccontare una scelta di responsabilità, di rispetto e di partecipazione: piccoli gesti capaci di generare cambiamento e costruire una società più giusta e inclusiva.

Il concorso è aperto a tre fasce d’età:

  • Giovanissimi (14–20 anni)
  • Giovani (21–30 anni)
  • Adulti (31 anni in su)

Le opere devono essere inedite e presentate in una delle tre categorie:

  • Racconto breve (max 2.500 parole)
  • Saggio breve (max 4.000 parole)
  • Canzone (brano originale, audio comprensibile)

Sono previsti premi in denaro per ciascuna categoria e fascia d’età, oltre a menzioni speciali dedicate:

  • ai giovani del Ferrante Aporti
  • alle persone private della libertà personale
  • alla miglior canzone
  • al miglior saggio e al miglior racconto, con borse di studio presso la Scuola Holden

I contributi più significativi saranno raccolti in una pubblicazione il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza.

La giuria sarà presieduta da don Alberto Martelli, Direttore dell’Opera salesiana Rebaudengo, e avrà come Ambasciatore il rapper e attivista Francesco “Kento” Carlo, impegnato da anni in percorsi educativi nelle carceri e autore del libro Barre – Rap, sogni e segreti in un carcere minorile. Completano la giuria professionisti del mondo editoriale, sociale, accademico e cooperativo.

Scadenze e iscrizione

  • 8 giugno 2026: apertura invio opere
  • 31 luglio 2026: scadenza del bando
  • 5 ottobre 2026: pubblicazione dei finalisti
  • Ottobre 2026: cerimonia di premiazione durante le Giornate della Legalità

La partecipazione avviene tramite form online , disponibile di seguito e aperto dall’8 giugno:

La presentazione del volume della prima edizione al Salone del Libro

Il premio nella sua prima edizione aveva invitato i partecipanti ad affrontare il tema “Dietro le sbarre”, non solo considerandole un ostacolo fisico alla libertà personale, ma guardandole pure come una forma di barriera psicologica, sociale, comportamentale o anche culturale di cui ognuno può essere prigioniero, anche fuori dal carcere.

Durante la XXXVIII edizione Salone Internazionale del Libro di Torino si è svolta la presentazione del volume che raccoglie i 31 testi selezionati tra gli 850 contributi arrivati da tutta Italia per la prima edizione del Premio. Racconti, poesie e saggi nati da esperienze diverse (comprese quelle di detenuti del carcere di Biella e dei giovani ristretti del Ferrante Aporti) hanno dato vita a un mosaico di voci capace di affrontare il tema delle “sbarre” non solo come limite fisico, ma anche come barriera interiore, sociale e culturale.

Il volume, edito da Elledici, restituisce la complessità del tema e custodisce l’eredità educativa di don Meco. I proventi della vendita sono destinati alla Comunità per minori Harambée di Alessandria, realtà a lui particolarmente cara.

“L’anima mia magnifica il Signore” – Ordinazione Sacerdotale di don Giorgio Ramundo

“L’anima mia magnifica il Signore”

(Lc 1, 46-55)

Sabato 16 maggio alle ore 15.00 presso la Basilica di Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco, don Giorgio Ramundo è stato ordinato Sacerdote da Mons. Alessandro Giraudo, Vescovo Ausiliare di Torino.

Don Giorgio ha celebrato la sua prima Santa Messa a Cuneo, dove per tre anni è stato chierico dalla Crocetta, domenica 24 maggio durante la grande Festa di Maria Ausiliatrice.

Insieme eleviamo la nostra lode al Signore per questo dono di Grazia e accompagniamo don Giorgio con la preghiera e l’affetto.

Tu come stai: il nuovo laboratorio ONESTA – MENTE nelle scuole

Casale Monferrato, 20 maggio 2026

Nelle classi della scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri arriva il laboratorio “ONESTA-MENTE”,  condotto da Valentina Zavarise e Giulia Capelli, incentrato sul tema dell’ansia, della gestione delle emozioni e delle social skills.
Il laboratorio è inserito all’interno del progetto “Tu come stai? La comunità per il benessere dei giovani”, finanziato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Dopo una prima parte dedicata all’esplorazione delle emozioni attraverso attività creative e sensoriali, il laboratorio ha accompagnato ragazze e ragazzi in un nuovo tratto del percorso, pensato come un passaggio simbolico dall’infanzia all’adolescenza.

Il filo conduttore degli incontri è stato un originale “social su carta”, costruito direttamente dagli studenti: profili, post e contenuti creativi hanno dato vita a uno spazio di confronto in cui a conquistare i “like” erano soprattutto autenticità, sincerità e rispetto reciproco.

Attraverso giochi, momenti di condivisione e attività laboratoriali, i ragazzi delle classi 1A e 1B hanno potuto riflettere sul modo in cui si mostrano agli altri, sulle emozioni che spesso faticano a raccontare e sull’importanza di creare relazioni vere, dentro e fuori dai social.

Anche in questa seconda parte di Feelings Circus, il mix tra momenti formativi e ascolto attivo ha favorito una partecipazione coinvolta e positiva da parte delle classi, confermando il valore di spazi educativi in cui i più giovani possano sentirsi accolti, ascoltati e liberi di esprimersi.

 

“Penso Positivo: oltre le sostanze”, ai Giardini Sambuy un pomeriggio di prevenzione e confronto

Si è svolto venerdì 15 maggio 2026, presso i Giardini Sambuy di Torino, Penso Positivo: oltre le sostanze, un evento dedicato alla sensibilizzazione e alla prevenzione sull’uso di sostanze, promosso in collaborazione con il Giardino Forbito e rivolto a giovani e adulti del territorio.

L’iniziativa ha rappresentato un’occasione di incontro, riflessione e partecipazione attiva, con l’obiettivo di promuovere maggiore consapevolezza sugli effetti delle sostanze e sui comportamenti a rischio, attraverso modalità coinvolgenti e accessibili.

Nel corso del pomeriggio, dalle 15.00 alle 18.30, una quarantina di partecipanti tra giovani e adulti hanno potuto sperimentare diverse attività educative ed esperienziali: il simulatore degli effetti delle sostanze, quiz interattivi e punti informativi curati dall’Asl hanno favorito momenti di confronto e approfondimento, stimolando curiosità, dialogo e partecipazione.

L’evento si è inserito all’interno del progetto Penso Positivo finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze, con capofila la rete associativa nazionale Salesiani per il sociale, realizzato su tre territori nazionali: Torino con l’Associazione Giovanile Salesiana per il Territorio ETS, Avola con La Compagnia della Gioia APS e Torre Annunziata con Piccoli Passi Grandi Sogni APS.

Un momento significativo del pomeriggio ha visto inoltre la partecipazione degli enti del Tavolo di Coesione San Salvario per la firma simbolica del Patto Interistituzionale tra enti e istituzioni, nato con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione educativa e sociale sul territorio. Sono intervenuti l’Assessore al Welfare Jacopo Rosatelli e l’Assessore alla Sicurezza Marco Porcedda che hanno ribadito la collaborazione tra le istituzioni e gli enti del territorio, hanno sottolineato l’importanza di chi lavora sul territorio per rendere il quartiere più sicuro e contribuire a prendersi cura della Città.

Penso Positivo: oltre le sostanze” ha voluto offrire ai partecipanti non solo contenuti informativi, ma anche spazi di confronto per sviluppare maggiore consapevolezza, favorendo una cultura della prevenzione fondata sull’ascolto, sulla relazione e sulla responsabilità condivisa.

Dungeon & Dragons: oltre la realtà c’è l’immaginazione

Volti sorridenti e persone soddisfatte, il mirabile splendore del gioco di ruolo affiancato alla didattica d’aula, hanno caratterizzato le lezioni nell’ultimo mese tra i nostri ragazzi.

Durante i quattro giovedì di aprile, gli studenti della classe di Spazio LABS della sede di Valdocco, hanno preso parte ad un mirabolante progetto educativo, una scheda personaggio come quaderno, dadi colorati e, al posto dei libri, alcuni manuali da consultare per necessità.

Tramite il gioco di ruolo hanno sperimentato il racconto narrativo con l’aiuto di un professionista della comunicazione: Amedeo Davit. Egli, nel ruolo di formatore, ha messo alla prova il gruppo classe e ha fatto scattare in loro la voglia di vivere i panni di un epico personaggio in grado di compiere imprese grandiose.

Durante gli incontri, Amedeo ha anche condiviso il proprio percorso personale, raccontando come sia riuscito a trasformare la passione per Dungeon & Dragons nella sua professione nell’ambito della comunicazione social, trasmettendo ai ragazzi il valore di creare contenuti con consapevolezza ed etica, senza rincorrere hype o visibilità attraverso messaggi divisivi e aggressivi, ma promuovendo invece contenuti ricchi di valori positivi.

Il nostro Master ha dato luce ad una narrazione fantasy all’interno di Boscobruno, piccolo paesino all’interno di boschi pericolosi e minacciato da creature spaventose. Tutto questo perché la gamification è quella metodologia didattica che trasferisce le meccaniche, le dinamiche e gli elementi dei giochi al campo educativo al fine di aumentare la motivazione e generare apprendimento significativo. In queste dinamiche si incontrano il lato umano di ogni studente e ne fanno emergere sentimenti nascosti e capacità di lavorare in gruppo.

Ogni persona al tavolo, ha contribuito al racconto, ognuno con la propria visione, ognuno con le proprie skill positive personali e capacità collettive. I nostri ragazzi sono stati messi davanti a decisioni importanti, bivi che potevano decidere il futuro o il destino dei loro personaggi.

Con questo progetto organizzato si è dimostrato che questa nostra formula alternativa di didattica può affiancare la ludicità dei momenti all’interno di un percorso scolastico, il quale mette in primo piano lo studente. In un tempo in cui la scuola rischia spesso di essere percepita come distante dalla realtà emotiva dei ragazzi, esperienze come questa dimostrano invece quanto l’immaginazione possa diventare uno strumento concreto di crescita. Dietro a ogni tiro di dado, infatti, si nascondevano ascoltocollaborazioneproblem solvingcreatività e capacità di comunicare con gli altri.

…e forse è proprio questo il vero incantesimo di Dungeon & Dragons: trasformare un tavolo, qualche manuale e una manciata di dadi in un luogo dove imparare a conoscersi, a fidarsi del gruppo e a scoprire che, anche fuori dal gioco, ciascuno può diventare l’eroe della propria storia.