Dentro il silenzio della donna in blu: La visita di Spazio LABS a Palazzo Madama tra arte e racconto

Cosa succede se si portano le ragazze e i ragazzi di Spazio LABS all’interno di un museo della nostra città?

La prima reazione è, senza dubbio, lo stupore. Non si tratta soltanto dell’ingresso in un luogo ricco di storia, ma della scoperta di uno spazio che, pur essendo vicino, spesso non rientra nell’immaginario quotidiano dei più giovani. Le sale, i silenzi, le luci studiate per valorizzare le opere: tutto contribuisce a creare un’atmosfera diversa, capace di accendere quella curiosità spontanea che nasce quando ci si trova davanti a qualcosa di inatteso. È proprio questa curiosità che ha guidato la nostra esperienza.

Sia la classe di Valdocco sia quella di San Paolo hanno avuto il piacere di visitare il Museo Civico di Torino, ospitato all’interno di Palazzo Madama, immergendosi in un percorso che intreccia arte, storia e osservazione diretta. Il momento più atteso della visita è stato l’incontro con un’opera speciale, arrivata eccezionalmente dal Rijksmuseum di Amsterdam: La donna in azzurro che legge una lettera di Jan Vermeer. Davanti al dipinto, i ragazzi hanno potuto soffermarsi sui dettagli — la luce che entra dalla finestra, il silenzio sospeso della scena, l’espressione concentrata della figura — scoprendo come un quadro possa raccontare una storia senza bisogno di parole.

Per l’occasione abbiamo trasformato la nostra lezione umanistica settimanale in un’esperienza vissuta direttamente all’interno del museo. Più che concentrarci su date, correnti artistiche o biografie, abbiamo scelto di lasciare spazio alle emozioni e all’osservazione personale. I ragazzi sono stati invitati a guardare con attenzione, a formulare ipotesi, a chiedersi cosa stesse accadendo nelle opere e quale atmosfera trasmettessero. Attraverso aneddoti, piccole storie legate ai dipinti e curiosità sugli artisti, la visita si è trasformata in un racconto condiviso, capace di rendere l’arte più vicina e accessibile anche ai nostri studenti che di storia dell’arte, ne han fatta veramente poca…

Questo approccio ha permesso ai partecipanti di vivere il museo non come un luogo distante o formale, ma come uno spazio da esplorare attivamente. Ogni sala ha offerto l’occasione per porre domande, osservare particolari nascosti e collegare ciò che si vedeva a esperienze personali. L’obiettivo non era memorizzare informazioni, ma seminare curiosità: quella stessa curiosità che spinge a tornare, a osservare con occhi nuovi e a riconoscere nell’arte un linguaggio vivo. Una piccola esperienza che, ci auguriamo, abbia lasciato nei ragazzi il desiderio di continuare a scoprire.

A coronamento della visita, il medesimo museo ci ha offerto anche l’opportunità di partecipare, come classe delle secondarie di secondo grado, al concorso letterario dedicato proprio all’opera del pittore olandese “ospite” nella capitale sabauda per alcuni mesi. L’attività ha rappresentato un naturale proseguimento dell’esperienza vissuta nelle sale: dopo aver osservato il dipinto, i ragazzi sono stati invitati a immaginare ciò che non è visibile, a dare voce a quella storia sospesa racchiusa nella tela.

I partecipanti si sono quindi messi nei panni dell’autore della lettera — o, in alcuni casi, della donna stessa — provando a costruire una narrazione plausibile e al tempo stesso sorprendente. Ne sono nate lettere intime, avventurose, misteriose, talvolta ironiche, ognuna capace di interpretare in modo personale lo sguardo concentrato e l’atmosfera silenziosa del dipinto. C’è chi ha immaginato un messaggio d’amore atteso da tempo, chi una notizia inaspettata proveniente da lontano, chi ancora un segreto familiare custodito tra le pieghe della carta. L’esercizio ha permesso ai ragazzi di passare dall’osservazione alla creazione, trasformando un’opera d’arte in uno stimolo concreto per la scrittura.

Ci abbiamo provato, con entusiasmo e con la consapevolezza che il valore dell’esperienza non stava soltanto nel risultato finale, ma nel percorso compiuto. Mettersi davanti a un capolavoro, interrogarsi su ciò che racconta e provare a completarne la storia significa entrare in dialogo con l’arte in modo attivo. Anche chi inizialmente mostrava qualche esitazione ha trovato, passo dopo passo, una propria idea da sviluppare, lasciandosi guidare dalle suggestioni raccolte durante la visita.

In questo modo il museo è uscito dalle sue sale per continuare dentro l’aula e, soprattutto, dentro l’immaginazione dei ragazzi. La figura della donna in azzurro non è rimasta soltanto un’immagine osservata, ma è diventata un personaggio, una storia, una voce da interpretare. Un’esperienza che ha unito osservazione, emozione e scrittura, dimostrando come l’incontro diretto con l’arte possa generare nuove forme di espressione e, ancora una volta, alimentare quella curiosità che aveva dato inizio a tutto.

I ragazzi hanno scoperto che l’arte non è distante, né immobile, ma può dialogare con loro, provocare domande, suggerire ipotesi, stimolare la creatività. Una tela del Seicento, arrivata da lontano, è riuscita a generare riflessioni contemporanee, racconti personali e punti di vista differenti. Ed è forse questo il potere più autentico di un museo: creare connessioni tra tempi diversi e persone diverse, lasciando spazio all’interpretazione e alla scoperta.

Quando siamo usciti da Palazzo Madama, la sensazione non era quella di aver concluso una semplice visita didattica, ma di aver aperto una porta. Un varco aperto verso nuovi luoghi da esplorare, nuove storie da immaginare, nuove domande da porre. Perché, in fondo, basta molto poco per viaggiare oltre quella metaforica soglia: un quadro, una stanza silenziosa, uno sguardo curioso.

…e da lì, tutto può cominciare!

Alessandro Galli
Docente umanistico di Spazio LABS

Quando un progetto diventa rete: a Venaria nasce il Patto Educativo Territoriale nato dal cammino di “Scuola Libera Tutti!”

Sabato 9 maggio, presso l’Oratorio San Francesco d’Assisi di Venaria Reale, si è svolto l’evento finale del progetto Scuola Libera Tutti!, un pomeriggio di festa, incontro e restituzione che ha coinvolto numerosi ragazzi, famiglie, docenti, educatori e rappresentanti degli enti del territorio.

La partecipazione è stata ampia e sentita: fin dall’accoglienza, il cortile dell’oratorio si è riempito di giovani e adulti accomunati dal desiderio di condividere il cammino vissuto in questi due anni di progetto. Attraverso stand interattivi, attività e momenti di confronto, i partecipanti hanno potuto ripercorrere le esperienze realizzate insieme: dai laboratori STEAM ai percorsi di mentoring e orientamento, dalle attività di cittadinanza attiva ai momenti formativi dedicati a famiglie e insegnanti.

Uno dei momenti più significativi del pomeriggio è stata la firma del Patto Educativo Territoriale, uno dei frutti più importanti del percorso di Scuola Libera Tutti!. Non un semplice documento formale, ma una promessa di corresponsabilità educativa tra le realtà del territorio. A sottoscriverlo sono stati scuole, oratorio, associazioni sportive e scout, servizi educativi e sociali, l’ufficio Scuole del Comune, ma anche singoli cittadini: soggetti diversi, ma uniti dalla volontà di continuare a prendersi cura insieme dei più giovani.

Da oggi il Tavolo Educativo Territoriale potrà continuare a essere uno spazio di confronto, ascolto e progettazione condivisa, una comunità educante capace di mettere in rete risorse, competenze e relazioni. Il motto che ha accompagnato la giornata — Per educare un bambino ci vuole un villaggio — è diventato così qualcosa di concreto e visibile.

A rendere ancora più bello l’evento è stata proprio la presenza di tante persone diverse: studenti, genitori, insegnanti, volontari, educatori e rappresentanti degli enti che in questi anni hanno contribuito a costruire una vera rete educativa sul territorio.

La giornata si è conclusa con una foto di gruppo, il buffet preparato dai ragazzi del Maker Lab di cucina e tanti momenti informali di dialogo e condivisione. Un finale che è stato anche un nuovo inizio: perché Scuola Libera Tutti! non si chiude con un evento, ma lascia in eredità relazioni, esperienze e un impegno comune che continuerà nel tempo.

Un ringraziamento speciale va a Fondazione CDP, ente no-profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti che ha sostenuto il progetto ‘Scuola libera tutti!‘ nell’ambito del bandoA Scuola per Il Futuro – Uniti per contrastare la dispersione scolastica, e a Salesiani per il sociale APS che ne ha coordinato la realizzazione, rendendo possibile in questi due anni la costruzione di percorsi, relazioni e opportunità per i ragazzi e per tutta la comunità educante.

“Oltre il muro”: inaugurato l’affresco urbano realizzato con gli studenti del Michele Rua e dell’IC Bobbio

Domenica 10 maggio, in via Paisiello 50, davanti all’Istituto Salesiano Michele Rua, è stato inaugurato Oltre il muro, il nuovo affresco urbano realizzato dall’artista Carlo Galfione insieme agli studenti delle scuole secondarie Michele Rua e IC Bobbio. L’opera nasce all’interno di un percorso di arte partecipata curato da Lorena Tadorni, che ha trasformato un muro dismesso dell’Oratorio in uno spazio rigenerato, capace di raccontare storie e identità del quartiere.

All’inaugurazione erano presenti l’Assessora alla Rigenerazione Urbana della Città di Torino Carlotta Salerno e il Presidente della Circoscrizione 6 Valerio Lomanto, che hanno sottolineato il valore culturale e comunitario dell’iniziativa.

Un progetto che nasce dalla domanda: “Cosa c’è oltre il muro?”

Il percorso creativo ha coinvolto le classi in momenti di brainstorming, confronto e progettazione condivisa. Guidati da Carlo Galfione, i ragazzi hanno esplorato il tema del “muro” come limite ma anche come possibilità: da barriera fisica e simbolica a luogo di attraversamento, incontro e narrazione.

L’intervento artistico si fonda sulla ricerca pittorica di Galfione, che da anni lavora su supporti non convenzionali come carte da parati e tessuti recuperati. In Oltre il muro, la tappezzeria – simbolo dell’intimità domestica – si apre allo spazio pubblico, diventando una soglia tra “dentro” e “fuori”.

Su questo sfondo si intrecciano i disegni degli studenti: piccoli “oggetti del cuore” che raccontano frammenti di vita quotidiana. Le immagini emergono gradualmente, richiedendo uno sguardo attento e paziente, invitando chi passa a scoprire la stratificazione di storie che abita il muro.

L’Assessora Salerno ha ricordato come l’arte muraria sia «una delle forme più affascinanti e complesse per una città», capace di incuriosire, creare legami e generare fiducia nei luoghi in cui si vive. Abbellire i quartieri – ha sottolineato – significa aiutare le persone a riconoscere che meritano il bello.

Anche il Presidente Lomanto ha evidenziato l’importanza del progetto per il territorio, esprimendo gratitudine per il lavoro svolto dagli artisti, dai curatori e dal Michele Rua, «da sempre un faro per la comunità», capace oggi di restituire uno spazio che parla alle persone e ricostruisce quello spirito di comunità di cui c’è grande bisogno.

Collaborazioni e rete territoriale

Oltre il muro” rientra nel programma Barriera Oggi. Il quartiere diventa comunità, sostenuto da Impresa Sociale Con i Bambini. Alla realizzazione del progetto hanno collaborato diversi soggetti del territorio, tra cui l’Oratorio Salesiano Michele Rua, l’IC Bobbio Novaro, la Biblioteca Primo Levi e AGS per il Territorio. Il coordinamento è stato affidato al Comitato Salesiani per il sociale APS – Piemonte e Valle d’Aosta, capofila dell’iniziativa.

Un’opera che unisce arte, educazione e comunità

Oltre il muro non è solo un affresco, ma un processo educativo e comunitario: un’esperienza di co-creazione che ha permesso ai ragazzi di diventare protagonisti di un gesto artistico condiviso, restituendo al quartiere un luogo rinnovato e accogliente.

Borgomanero: due giorni e notte a scuola per prepararsi insieme all’esame di Terza Media

Notizia a cura dei salesiani di Borgomanero.

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Per tutte/i 14enni, l’esame dell’ultimo anno della scuola media è oggi il primo esame della vita. L’ansia, la fatica, la tensione è proporzionata all’età, per cui – per loro – intensa o molto intensa.

Per prepararsi all’esame (in particolare alla prova orale) serve fare esperienza dell’esame stesso, quindi simularne anche l’intensità, accelerando i tempi e fermandosi a riflettere sui risultati. I docenti hanno quindi progettato una due giorni intensa di preparazione alle prove.

La mattinata partiva da un momento di “agorà” tutti insieme sul senso della due giorni. Non sarà certo il voto ad identificare ragazze/i (ognuno vale molto di più di un voto), ma ognuno deve prepararsi per dare il meglio.

Così le quattro classi di Terza Media hanno vissuto due giorni al don Bosco, dormendo a scuola, studiando insieme e simulando le prove orali di esame. Hanno tutti colto l’opportunità, cioè letteralmente il vento favorevole per arrivare in porto. Una condivisione forte, di tempi e spazi (le aule, anche di notte), per una esperienza di preparazione all’Esame, culminata la prima sera con un dj set e la seconda con Messa e poi pizzata finale.

 

Festa di San Domenico Savio per ragazzi dalla 3^ media in su!

In occasione della Festa di San Domenico Savio, la Casetta San Domenico Savio (via D. Bosco 19, S. Giovanni di Riva) presenta una serata dedicata a tutti i giovani dalla terza media in su!

In collaborazione con UP 59-60, l’appuntamento è sabato 9 maggio dalle 15.30 a mezzanotte per un confronto con Alessandro Poma, giochi, riflessioni, cena e… dj party!

Necessaria iscrizione entro il 22 aprile a:

  • Alice 3407136153
  • Ciappo 3471081655
  • Erika 3703201432

Costo di € 5 euro con merenda e cena incluse.

San Domenico Savio ci ricorda che la santità può essere gioia, amicizia, festa e vita piena. Ti aspettiamo per viverla insieme!

A Casale Monferrato un sogno su quattro ruote: sostieni il pulmino della Comunità Harambée

Per i ragazzi e ragazze dagli 11 ai 18 anni accolti, la Comunità Harambée di Casale Monferrato è una casa. Un luogo in cui crescere, studiare e costruire il proprio futuro, grazie all’accompagnamento quotidiano di educatori e professionisti.

La vita in comunità è pensata per garantire a ciascuno una quotidianità il più possibile serena e ricca di opportunità: scuola, formazione, amicizie ed esperienze che favoriscono autonomia e crescita personale, senza lasciare indietro nessuno.

Ora c’è un sogno da realizzare, dotare la Comunità Harambèe di un pulmino che permetta a tutti i ragazzi di raggiungere scuola, attività sportive e percorsi formativi, superando le difficoltà legate agli spostamenti e ai trasporti non sempre accessibili.

Per poterlo realizzare, abbiamo iniziato con il mettere in campo iniziative per raccogliere fondi come la Cena Solidale che si terrà il prossimo 15 maggio: con l’aiuto dei nostri fidati volontari e con la collaborazione dell’associazione EduCARE ospiteremo a cena chi vorrà essere con noi e contribuire a costruire pezzo per pezzo il nostro nuovo pulmino.

Ovviamente i ragazzi e gli educatori per quella sera si trasformeranno in camerieri, aiuto cuoco, lavapiatti e ogni altra cosa sarà necessaria per i nostri ospiti!

Con il tuo sostegno è possibile rendere tutto questo realtà.

Per informazioni o prenotazioni scrivere a cenasolidale@harambeecasale.it oppure CLICCA QUI e dona oggi per aiutare questi giovani a muoversi, partecipare e costruire, giorno dopo giorno, il proprio futuro.

 

Parole & Cinema torna al Cinema Teatro Agnelli: libri, film e grandi ospiti all’interno del Salone OFF 2026

Il Cinema Teatro Agnelli di Torino è felice di annunciare la terza edizione di Parole & Cinema, mini rassegna inserita all’interno del Salone OFF del Salone Internazionale del Libro e realizzata in collaborazione con l’Associazione Museo Nazionale del Cinema. Due appuntamenti per raccontare il presente attraverso il dialogo tra letteratura e grande schermo.

  • Giovedì 14 maggio 2026 alle ore 21.00 sarà proiettato Che Dio perdona a tutti, tratto dall’omonimo libro di Pif, che introdurrà la serata. Modera Giuseppe Puonzo, delegato per la Comunicazione Sociale dei Salesiani Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania.
  • Domenica 17 maggio 2026 alle ore 15.30 sarà la volta di Domani interrogo, tratto dal romanzo di Gaja Cenciarelli, presente in sala. Moderano Edoardo Peretti dell’Associazione Museo Nazionale del Cinema e lo scrittore Alessio Romano.

Un’occasione per incontrare autori, storie e temi contemporanei, in un luogo che continua a mettere al centro cultura, educazione e comunità.

Cinema Teatro Agnelli
Via Paolo Sarpi 111/A, Torino
Mail: cinema@agnelli.it – Cell: 3240210175
www.cineteatroagnelli.it

Maggio 2026: tre sabati sera al femminile per il mese con l’Ausiliatrice

In occasione del mese con l’Ausiliatrice di maggio 2026 torna alla Basilica Maria Ausiliatrice di Torino l’appuntamento dei tre sabati sera al femminile: la testimonianza su Maria, Madre della Chiesa, di tre donne significative del Vaticano.

Appuntamenti

Sabato 2 maggio | ore 20.30

  • Sr Simona Brambilla M.C., Prefetta del Dicastero per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica
  • Presenta la dott.ssa Marina Lomunno, giornalista e caporedattore del settimanale della Diocesi di Torino “La Voce e il Tempo
  • Coro femminile dell’Associazione di Maria Ausiliatrice

Sabato 9 maggio | ore 20.30

  • Sr. Raffaella Petrini F.S.E., Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e della Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano
  • Presenta la dott.ssa Federica Bello, direttrice del settimanale diocesano di Susa “La Valsusa
  • Coro femminile della Corale della Basilica Maria Ausiliatrice

Sabato 16 maggio | ore 20.30

  • Sr Yvonne Reungoat F.M.A., membro del Dicastero per i Vescovi, già superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice
  • Presenta la dott.ssa Lara Reale, giornalista e responsabile dei siti diocesani di Torino e Susa
  • Coro delle Figlie di Maria Ausiliatrice

“Piedi per terra e cuore in cielo”: le giovani famiglie di “Primi Passi in Famiglia” riflettono sul dono della genitorialità

Notizia a cura dell’Opera Salesiana di Avigliana, per ulteriori informazioni: info@madonnadeilaghi.it.

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Si è concluso il quarto appuntamento del percorso “Primi Passi in Famiglia“, un cammino dedicato all’educazione dei figli e al distacco dalle famiglie d’origine alla luce della fede.

Educare non è solo accudire, ma una vera e propria “seconda generazione”. È questo il cuore del messaggio emerso durante l’incontro, che ha visto numerose giovani coppie confrontarsi su uno dei temi più delicati e affascinanti della vita familiare: il rapporto tra genitori e figli.

Due percorsi a confronto: unione e libertà

Durante la giornata, i partecipanti hanno approfondito il paradosso della vocazione familiare. Se nel matrimonio gli sposi sono chiamati a diventare “una cosa sola”, nel rapporto con i figli avviene il processo inverso: dall’unione totale dei primi istanti di vita alla conquista di una sempre maggiore autonomia.

L’educazione è insegnare a vivere la vita terrena in vista della vita eterna,” è stato sottolineato durante l’incontro, evidenziando come i genitori siano chiamati a essere cooperatori dell’amore di Dio, capaci di coniugare autorevolezza e umiltà.

Laboratori differenziati: dal fidanzamento alla genitorialità

Il percorso ha adottato un approccio mirato alle diverse fasi della vita di coppia:

  • Per i fidanzati: Un laboratorio dedicato al delicato passaggio del “lasciare il padre e la madre” per fondare una nuova famiglia autonoma e aperta alla vita.
  • Per i genitori: Un momento di condivisione incentrato sulle dinamiche educative e sulla necessità di trasmettere ai figli non solo la vita biologica, ma il senso profondo dell’esistenza.

Comunità e preghiera

L’evento non è stato solo un momento di riflessione teorica, ma un’esperienza di vera fraternità. La giornata si è conclusa con la celebrazione comunitaria dei Primi Vespri della Domenica delle Palme, seguita da una cena condivisa che ha rafforzato i legami tra le famiglie partecipanti.

Il percorso “Primi Passi in Famiglia” continua a dimostrarsi un punto di riferimento essenziale per sostenere le giovani coppie nel loro cammino di crescita umana e spirituale.

“Come acqua chiara”: arriva al Colle Don Bosco il musical sulla vita del Santo dei giovani

Artedanza presenta la vita di don Bosco in musical, di Pietro e Benilde Robusto: “Come acqua chiara” vi aspetta al teatro del Colle Don Bosco il 16 maggio alle ore 21.00 e in replica il 17 maggio alle ore 16.00!

Biglietti disponili online ai seguenti link:

Per informazioni: teatrocolledonbosco@gmail.com.