Ad Avigliana il terzo incontro di “Amare da Dio”: custodire il cuore per maturare nell’amore vero

Si è svolto domenica 8 marzo, presso la Casa di Spiritualità “Madonna dei Laghi” di Avigliana, il terzo incontro di “Amare da Dio”, che ha messo al centro una riflessione tanto scomoda quanto liberante: l’amore non è un evento irrazionale che “capita” all’uomo, ma una decisione che richiede intelligenza e dominio di sé.

I pilastri della riflessione

Durante la giornata di preghiera e confronto, sono emersi alcuni punti fondamentali che hanno guidato la meditazione della comunità:

  • La ragione nell’amore: È stato sfatato il mito del “cuore a cui non si comanda”. L’amore autentico richiede una direzione; senza una cornice di senso e di fini, l’affetto e il piacere rischiano di diventare bussole impazzite.
  • La custodia del cuore: Una riflessione profonda è stata dedicata al valore dell’attesa e della castità, intese non come privazioni, ma come terreno fertile per la maturazione del sentimento. “I no di oggi sono la garanzia dei sì di domani”, è stato ribadito durante l’incontro.
  • La forza della Grazia: In un mondo che teme il dolore, il percorso ha ricordato che non esiste amore senza sacrificio. Tuttavia, la fragilità umana trova sostegno nella Grazia: vivere alla presenza di Dio trasforma la fatica della vita in un cammino di santità.

Un messaggio di speranza

La giornata è terminata con l’esortazione a custodire la bellezza dell’amare nonostante le difficoltà.

“Anche quando l’amore comporta una sofferenza, rimane la strada più preziosa da percorrere”

è il messaggio che i partecipanti hanno portato con sé, consapevoli che la vera forza dello spirito risiede nel coraggio di rimettersi in cammino e credere sempre nella forza del bene.

Il cammino prosegue, prossimo appuntamento: il weekend del 21-22 marzo.

Per chi desidera approfondire questa crescita spirituale e affettiva, la Casa di Spiritualità “Madonna dei Laghi” propone un weekend intero di formazione e condivisione.

  • Quando: Sabato 21 e Domenica 22 Marzo

A Venaria i Maker Lab e “LabOratorio in Famiglia” per la comunità educante

Cucina, robotica e percorsi con le famiglie: grazie al progetto “Scuola Libera Tutti!”, sostenuto da Fondazione CDP, scuola, oratorio e territorio fanno rete contro la dispersione scolastica.

A Venaria Reale, alle porte di Torino, Salesiani per il Sociale porta avanti Scuola Libera Tutti!, progetto nazionale sostenuto da Fondazione CDP, ente non profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, nell’ambito del bando “A Scuola per il Futuro – Uniti per contrastare la dispersione scolastica”.

Un progetto per 550 studenti

Il progetto è nato per contrastare l’abbandono e la dispersione scolastica integrando scuola e territorio in un’alleanza educativa capace di offrire servizi gratuiti e inclusivi. Sta coinvolgendo 550 studenti tra i 12 e i 18 anni di 14 scuole in cinque città italiane, favorendo il successo formativo attraverso doposcuola, attività educative, potenziamento delle competenze, orientamento e accompagnamento personalizzato.

Maker Lab: imparare facendo

A Venaria il percorso sta proseguendo nel 2026 con i Maker Lab di Cucina e Robotica, realizzati in collaborazione con gli Istituti Comprensivi Venaria I – Lessona e Venaria II – Don Milani. I laboratori, ispirati alle discipline STEAM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria, Arte e Matematica), e fondati sulla metodologia del learning by doing, sono stati pensati come spazi di sperimentazione concreta in cui i ragazzi potessero apprendere facendo.

Nel Maker Lab di Cucina studenti e studentesse si sono messi alla prova nella preparazione di ricette, curando l’organizzazione del lavoro, la suddivisione dei compiti e la collaborazione nel gruppo. Attraverso un’attività pratica e coinvolgente hanno sviluppato responsabilità, autonomia e competenze trasversali, applicando in modo concreto conoscenze apprese a scuola.

Nel Maker Lab di Robotica, invece, i giovani hanno iniziato a esplorare le basi della robotica educativa utilizzando i kit Lego Spike: hanno costruito e programmato piccoli dispositivi, sperimentando il coding, allenando il problem solving e stimolando creatività e pensiero critico. “I laboratori stanno diventando uno spazio in cui i ragazzi si sentono capaci e valorizzati” – racconta un’operatrice del progetto.

LabOratorio in Famiglia: la città si fa comunità

Grazie al progetto “Scuola Libera Tutti!” presso l’Oratorio Salesiano San Francesco d’Assisi, ha preso avvio anche il percorso di prevenzione di comunità LabOratorio in Famiglia, co-progettato con il Centro per le Famiglie di Venaria.

Il primo incontro, dal titolo “La relazione educativa: esserci, ascoltare e accompagnare”, ha coinvolto famiglie, ragazzi, educatori e operatori del territorio in un pomeriggio di confronto intergenerazionale.

Il terzo incontro del percorso, sul tema “Luoghi educativi: presenza, territorio e crescita tra online e offline” è in programma sabato 21 Marzo dalle ore 16.00 alle 18.30. Interverranno Giuseppe Puonzo, Responsabile della Comunicazione Sociale dei Salesiani, e l’Arma dei Carabinieri.

Un’alleanza educativa che guarda al futuro

A Venaria, alle porte di Torino, Scuola Libera Tutti! sta così rafforzando la rete tra scuola, oratorio e famiglie, creando spazi educativi complementari alla didattica tradizionale e contribuendo in modo concreto alla prevenzione della dispersione scolastica. Grazie al sostegno di Fondazione CDP,  ente non profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, il progetto continua a costruire opportunità reali per centinaia di studenti, dimostrando che quando la città si fa villaggio, nessuno cresce da solo.

Scopri di più sul progetto “Scuola Libera Tutti!” e come sta contrastando la dispersone scolastica in Italia.

 

Le Idi di Marzo diventano lezione viva: a Borgomanero una didattica innovativa tra storia, lingua e attualità

Dai salesiani di Borgomanero.

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Le Idi di Marzo, il 15 marzo del calendario romano, ricordano la data in cui nel 44 a.C. fu assassinato Giulio Cesare. Proprio a partire da questa ricorrenza storica, la classe Terza del Liceo Classico Don Bosco di Borgomanero ha trasformato la lezione di Lingua e lettere latine in un momento di riflessione storica, dedicato alla figura di Giulio Cesare.

Guidati dalla loro professoressa, gli studenti hanno ricordato il grande protagonista della storia romana attraverso un percorso didattico originale: la commemorazione storica e culturale del personaggio è avvenuta proprio mediante una serie di esercizi di grammatica latina appositamente preparati per l’occasione.

Attraverso frasi, costruzioni sintattiche e periodi complessi, gli esercizi hanno offerto l’opportunità di ripercorrere e mettere in luce le principali qualità di Cesare: uomo politico di straordinaria visione, statista capace di riforme decisive, generale di eccezionale talento militare e autore di una prosa limpida ed elegante.

In questo modo lo studio della grammatica si è trasformato in un’occasione viva di memoria storica, mostrando come la didattica del Liceo Classico Don Bosco sappia coniugare rigore linguistico, consapevolezza storica e attenzione all’attualità culturale.

Il matrimonio è un “lavoro artigianale”: ad Avigliana prosegue il cammino per giovani coppie “Primi Passi in Famiglia”

Avigliana, 28 febbraio 2026

Il matrimonio non è un traguardo statico, ma un vero e proprio lavoro artigianale. È una casa da costruire insieme giorno dopo giorno, un giardino che richiede cure costanti e una manutenzione quotidiana per non appassire.

Presso la Casa di spiritualità “Cuore in cielo” di Avigliana, prosegue l’iniziativa “Primi passi in famiglia”, un percorso pensato per accompagnare le giovani coppie in questa straordinaria avventura, aiutandole a scoprire gli “attrezzi del mestiere“.

Gli strumenti della fede per la vita di coppia

Molti aspetti della vita coniugale non sono scontati e non emergono spontaneamente. Possono essere compresi e vissuti pienamente solo alla luce della fede. Grazie alla grazia del sacramento del matrimonio e all’azione dello Spirito Santo, le coppie possono imparare a contemplare il modello di Gesù per applicarlo nella propria quotidianità.

I temi della 3ª tappa: Umiltà, Servizio e Perdono

In questo terzo incontro, guidato dalla riflessione di don Roberto Carelli, abbiamo esplorato pilastri fondamentali per un legame solido:

  • Reciproca obbedienza e servizio: mettersi l’uno al servizio dell’altro.
  • Dono totale di sé: superare l’orgoglio per fare spazio al “noi“.
  • Crescere nell’umiltà: valorizzare le differenze per diventare una cosa sola.
  • Perdonarsi e dare la vita: la chiave per superare le crisi e rigenerare l’amore.

Un tempo di spiritualità e condivisione

Il metodo proposto dalla nostra casa di spiritualità alterna momenti di formazione a tempi di deserto personale e di coppia. Questo spazio di silenzio permette di far risuonare la Parola nel cuore, prima della condivisione comunitaria e della celebrazione dell’Eucaristia.
Il clima di fraternità e amicizia che si respira durante la cena condivisa è la prova che non siamo soli: la comunità è il terreno fertile dove ogni famiglia può crescere.

Invito alla 4ª tappa

Vuoi investire sulla tua relazione e scoprire la bellezza della vocazione matrimoniale? Non camminare da solo. Ti invitiamo alla prossima tappa del percorso per giovani coppie il 28 marzo.

Nuovi spazi inclusivi al Don Tonus di Venaria grazie al bando INDID+

Il percorso avviato con il bando INDID+, lanciato da Regione Piemonte con il sostegno dell’Unione Europea attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), sta portando alla realizzazione di ambienti sempre più accoglientiaccessibili e pensati per rispondere ai bisogni di tutti i bambini. Gli interventi programmati mirano a favorire autonomia, partecipazione e benessere, valorizzando la dimensione educativa attraverso spazi che facilitano l’apprendimento e la relazione.

Un nuovo tassello si aggiunge ora alla Scuola dell’Infanzia Don Tonus di Venaria Reale, dove grazie al bando è stato possibile realizzare i seguenti interventi:

Una “Torre Mega” per il gioco inclusivo

Tra le novità più significative c’è l’inserimento della “Torre Mega“, una struttura ludica progettata per stimolare le competenze tattili e motorie. Il suo valore aggiunto è la possibilità di accogliere un accompagnatore, permettendo anche ai bambini con difficoltà motorie di vivere l’esperienza del gioco in sicurezza e condivisione. Un intervento che rafforza l’idea di un cortile aperto a tutti, dove ogni bambino può sentirsi parte del gruppo.

Un gazebo accessibile per la didattica all’aperto

Nei mesi primaverili ed estivi, la scuola potrà contare su un gazebo esterno attrezzato con tavoli e sedie accessibili anche ai bambini diversamente abili. Questo spazio permetterà di spostare la didattica all’aria aperta, offrendo ai piccoli la possibilità di apprendere routine e attività scolastiche in un ambiente naturale, più disteso e stimolante.

Arredi rinnovati per un’aula davvero inclusiva

La rimodulazione degli arredi delle aule rappresenta un ulteriore passo verso una scuola più inclusiva. I nuovi banchi esagonali e le scrivanie modulari favoriscono il lavoro in piccoli gruppi, la collaborazione e la condivisione. La loro configurazione permette inoltre di accogliere senza difficoltà i bambini che utilizzano la sedia a rotelle, garantendo autonomia e partecipazione attiva alla vita della classe.

Questi interventi non sono semplici migliorie strutturali: sono scelte educative che mettono al centro ogni bambino, con le sue capacità, i suoi ritmi e il suo diritto a vivere la scuola come un luogo di crescita sereno e accessibile.

Matteo Fruttaldo del Don Bosco di Borgomanero all’Agenzia Spaziale Europea (ESA)

Matteo Fruttaldo, dalla Quarta Classico del Don Bosco di Borgomanero (No) all’Agenzia Spaziale Europea (ESA)

Un’opportunità straordinaria si è aperta per Matteo Fruttaldo, studente della classe quarta del liceo classico di Borgomanero, che è riuscito a ottenere un’esperienza di orientamento e stage presso l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), nello specifico all’ESOC (European Space Operations Centre) a Darmstadt, vicino a Francoforte.

L’ispirazione per questo ambizioso obiettivo è arrivata a Matteo nel mese di settembre quando, in occasione della consegna del premio studente dell’anno, ha avuto l’opportunità di incontrare Amalia Ercoli Finzi, ingegnere aerospaziale di fama internazionale.

Documentandosi autonomamente e indagando a fondo il sito web dell’ESA, Matteo ha manifestato una determinazione fuori dal comune, riuscendo a contattare l’Ingegnere responsabile dell’organizzazione degli stage.

Questa iniziativa ha portato a un risultato eccezionale: Matteo è stato selezionato per un periodo di stage che si terrà ad inizio giugno.

Il percorso di selezione ha incluso un colloquio orale in lingua straniera, arricchito da specifiche domande di logica, a dimostrazione della serietà e del rigore con cui l’ESA valuta i suoi candidati.

Durante l’esperienza, Matteo sarà affiancato da un tutor dedicato che lo seguirà nello svolgimento del progetto che dovrà realizzare. Il percorso si concluderà con una presentazione finale, momento in cui lo studente potrà dimostrare le competenze acquisite e il lavoro svolto all’interno di uno dei centri nevralgici della ricerca spaziale europea.

Questa esperienza sarà, per Matteo, la sua “Formazione Scuola Lavoro” (ex PCTO), che al don Bosco parte dai desideri di ragazze/i accompagnando loro a realizzare un’esperienza orientativa rispetto al futuro, nei tempi della scuola o extra.

Questa esperienza non è solo un traguardo personale per Matteo Fruttaldo, ma anche un esempio concreto di come la passione, unita a una preparazione solida e alla proattività, possa aprire le porte delle istituzioni scientifiche più prestigiose a livello internazionale.

Borgomanero: gli studenti, la comunità salesiana e i docenti incontrano don Luigi Ciotti

Nella “Giornata delle Ceneri“, 18 febbraio 2026, dopo la funzione ed un passaggio in Chiesa, il Fondatore del Gruppo Abele e di Libera, ha incontrato prima i docenti e poi gli studenti.

Luigi Ciotti si è presentato come

«un noi, non un io, perché tutto quello che ho realizzato nella mia vita è frutto dell’impegno di tante persone, non di navigatori solitari. Tutti sogniamo dei cambiamenti, ma necessitano del contributo di ciascuno».

Don Ciotti prima di incontrare gli studenti, ha tenuto un incontro di “formazione civile” con docenti e Salesiani, in cui ha ricordato di essere nato nel cuore delle Dolomiti, dove si stanno svolgendo le Olimpiadi e poi di essere immigrato a Torino.

La prima domanda del gruppo di ragazze e ragazzi delle Terze LES che lo hanno intervistato è stata su quali incontri gli hanno cambiato la vita:

«A 17 anni il primo. Fuori da scuola c’era sempre un uomo su una panchina, solo, leggeva libri. Io ero fragile, lo vedevo dal tram per giorni, poi ho avuto il coraggio di scendere e iniziare a parlargli e, a fatica, ho aperto un dialogo».

Era un medico, con una tragedia familiare alle spalle:

«mi ha mostrato ragazzi che si facevano le “bombe”, miscele di farmaci e alcol. Mi esortò a fare qualcosa per loro. Un giorno non l’ho più visto e ho capito che quella era la mia missione».

Da lì è nato il Gruppo Abele, poi l’ordinazione sacerdotale.

Il suo racconto passa all’incontro con Giovanni Falcone poco prima della strage di Capaci, quella promessa mai realizzata di trovarsi per un caffè, la nascita di Libera e della giornata del 21 marzo per la memoria e l’impegno contro le mafie.

«La mafia – ha aggiunto – che sembrava così lontana, oggi è realtà ovunque, il problema non riguarda solo il Sud, è molto più presente al Nord».

Altro incontro con la mamma di un agente della scorta di Falcone, che chiedeva venissero pronunciati i nomi di tutte le vittime innocenti della mafia, l’80% delle qual non ha ottenuto ancora giustizia. Da qui l’invito a partecipare a Torino alla giornata del 21 marzo.

Alla domanda del parallelismo tra l’impegno a favore dei giovani più fragili e delle nuove povertà, sempre a Torino, un secolo dopo don Bosco, ha detto:

“Da non Salesiano, ho una ammirazione enorme per don Bosco: il suo impegno è stato quello di investire nella prevenzione, richiamando le istituzioni – a partire dal Re – quando invece si costruivano leggi sempre più repressive e carceri. Lo stesso quando incoraggiò altri sacerdoti ad intervenire per contrastare altri fenomeni di degrado umano, a partire dallo sfruttamento della prostituzione ai Murazzi”.

A tutti l’invito a

«imparare a leggere le trasformazioni del tempo – ha aggiunto -. Oggi c’è meno prevenzione e più forme di dipendenza, anche non da sostanze: gioco di azzardo, bullismo, anoressia, bulimia».

100 anni di storie: buon compleanno Cineteatro Monterosa!

C’è un luogo in Barriera di Milano dove il tempo non si è mai fermato davvero. Ha solo cambiato ritmo, linguaggio, pubblico. L’esperienza del Cineteatro Monterosa compie cento anni e li celebra come sanno fare gli spazi che hanno ancora qualcosa da dire: aprendo le porte, accendendo il dialogo e spegnendo le luci solo per lasciare spazio al grande schermo cinematografico o al palcoscenico delle opere teatrali.

Un compleanno speciale per la storica sala gestita dai Salesiani Don Bosco, da sempre un luogo di aggregazione e di esperienze collettive, capace di ospitare nel tempo arti, linguaggi e generazioni diverse. Un punto fermo nella vita cittadina, ma mai immobile. Con la sua sala da oltre 400 posti, è diventato un vero e proprio archivio vivente di emozioni, incontri e memoria condivisa, che sfida l’ormai consueta programmazione delle multisale.

Un secolo di vita partendo dai primi locali attigui alla chiesa, oggi trasformati in spazi a servizio dell’oratorio,

“La sala viene inaugurata il 7 marzo 1926 dotata di macchina da proiezione cinematografica. Il 19 marzo 1936 è inaugurato il cinema sonoro, l’8 dicembre 1937 entra in funzione il riscaldamento con i termosifoni”

(Cronache del tempo)

La lettura dei materiali d’archivio conferma che al Monterosa c’è sempre stata un’intensa attività anche teatrale e musicale che non si interrompe nemmeno durante la guerra. Nel 1951 la sala si sposta all’aperto, nei cortili dell’opera salesiana “Michele Rua”, mentre si costruisce il nuovo Cineteatro Monterosa, con entrata da via Brandizzo, che verrà inaugurato il 7 giugno 1952.

Il Cineteatro nel 1969

Ulteriori lavori di ammodernamento seguiranno le direttive post-tragedia del Cinema Statuto e, dal 1994, la sala si configurerà come ancora oggi, con tutti gli ammodernamenti tecnologici richiesti, compreso il cinema digitale.

Tante le proposte nate in questi ultimi 30 anni: dalle Rassegne Teatrali di Prosa e in Lingua Piemontese, alle proposte per le Scuole, compresi gli spettacoli in lingua inglese; dalla stagione lirica, che per anni ha visto l’allestimento di opere con tanto di scene e costumi, all’esperienza cinematografica legata al cinema di qualità ed europeo, fino alla rinascita dell’arena estiva, proprio durante l’estate del Covid, e che continua ancora oggi.

Nessuna celebrazione speciale per questo centenario, ma una presenza che continua e che vale molto di più!

Lunga vita e tanti auguri al Cineteatro Monterosa, ultimo baluardo culturale della periferia nord di Torino, testimone silente di un passato pieno di storia, attore protagonista di un presente ricco di iniziative e proiettato verso il futuro senza la paura di cosa potrà accadere domani.

Primo viaggio 2026 di don Luca Barone, nuovo Presidente di Missioni Don Bosco

Comunicato Stampa a cura di Missioni Don Bosco.

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Il primo viaggio del 2026 fuori dall’Europa di don Luca Barone in veste di nuovo Presidente di Missioni Don Bosco Valdocco è in Africa: dal 13 al 21 febbraio è in visita alle case salesiane in Liberia e Sierra Leone.

Il viaggio missionario ha diversi significati: la vicinanza dell’intera congregazione ai confratelli che sono la punta avanzata del carisma di Don Bosco nelle situazioni più periferiche del mondo e l’osservazione in presenza delle opere attivate grazie agli aiuti che provengono da migliaia di benefattori in Italia.

In Liberia i salesiani sono arrivati nel 1979 ed hanno subìto anch’essi il dramma della guerra civile (1989-2003) e dell’epidemia di Ebola (2014). Il loro intervento per aiutare i più giovani a costruire un futuro migliore per sé stessi e per il Paese ha dovuto fare i conti con devastazioni materiali e morali, incontrando la condizione di una crescente orfanità. La delegazione di Missioni Don Bosco visiterà la casa di Monrovia, la capitale, centro propulsivo di altre presenze, come quella a Tappita nella zona della foresta.

Più articolata la visita in Sierra Leone, dove i salesiani sono arrivati nel 1986 incontrando anche qui la guerra civile (1991-2002), al termine della quale hanno finalmente potuto giocare un ruolo importante per affrontare l’emergenza scolastica.

Don Luca raggiungerà le comunità di Bo, di Freetown e di Lungi. Nella capitale è particolarmente significativo per i salesiani il Don Bosco Fambul che dà sede anche a un rifugio per le giovani vittime della prostituzione; a Lungi c’è una nuova installazione per garantire alla comunità una fonte di energia elettrica sicura, pulita e rinnovabile.

Quaresima 2026 in Basilica Maria Ausiliatrice

In questo cammino di Quaresima 2026, la Basilica di Maria Ausiliatrice propone una serie di iniziative pensate per accompagnare la comunità nella preghiera e nella riflessione.

Condividiamo i volantini con gli appuntamenti principali, lasciandoci ispirare dalle parole di San Giovanni Paolo II:

“La Quaresima, tempo “forte” di PREGHIERA, di DIGIUNO e di IMPEGNO verso quanti sono nel bisogno, offre ad ogni cristiano la possibilità di prepararsi alla Pasqua…, confrontandosi in maniera speciale con la PAROLA DI DIO, che illumina il quotidiano itinerario dei credenti.”

[San Giovanni Paolo II, Messaggio per la Quaresima, 2003];

18 Febbraio | Mercoledì delle Ceneri

  • Imposizioni delle Ceneri nelle messe delle ore 7.00 | 8.00 | 9.00 | 10.00 e 17.00 | 21.00
  • Ore 18.30: Concelebrazione Eucaristica con imposizione delle Ceneri presieduta dall’Ispettore don Leonardo Mancini

Via Crucis

  • Ogni venerdì alle ore 17.45
  • Il 27 Marzo anche alle ore 20.30 all’esterno in Valdocco

5 Venerdì di Quaresima

  • Ore 19.00 – 21.00 animati da Rosanna Tabasso (SERMIG)

Liturgia della Riconciliazione e auguri pasquali

  • 31 Marzo | Martedì Santo: ore 20.30

Digiuno del “mio” tempo e della cena per nutrirmi di Gesù Cristo, «pane di vita, dalla mensa sia della Parola di Dio che del Corpo di Cristo».

(Dei Verbum, n. 21)

Ogni venerdì, dalle 19.00 alle 21.00, la comunità è invitata in Basilica Maria Ausiliatrice a vivere un semplice ma intenso percorso spirituale tipico del tempo di Quaresima. L’incontro prevede il salta‑cena (digiuno) e un ascolto prolungato della Parola: verrà meditato il Vangelo della domenica successiva, accompagnati dal commento di Rosanna Tabasso.

A seguire, ci si raccoglie in Adorazione davanti al Santissimo. Dopo un tempo di silenzio e preghiera personale, sarà possibile condividere insieme la Parola ascoltata, secondo i quattro passi della Lectio Divina. La serata si conclude con la Benedizione Eucaristica.

Il ricavato del salta‑cena di ogni venerdì sarà raccolto in un cesto e destinato a “quanti sono nel bisogno”, come gesto concreto di carità quaresimale.