Ai confini dell’Ispettoria: intervista a Pier Carlo Manzo
Pier Carlo Manzo, da quasi ventisei anni coadiutore salesiano, durante una visita a Valdocco racconta la sua esperienza aiĀ confini dell’Ispettoria nei paesi Baltici.
Negli ultimi due anni il giovane religioso, originario delle Langhe, ha infatti dedicato il suo tempo a cooperare con le insegnanti di religione e con il centro diurno dell’oratorio nella periferia di Vilnius.
La collaborazione con la scuola ĆØ Ā l’impegno che la comunitĆ salesiana in Lituania ha assunto affinchĆ© la presenza della parrocchia, che annovera oltre 35.000 fedeli, sia viva all’interno delle realtĆ scolastiche locali, anche alla luce del fatto che nel paese baltico l’insegnamento della religione ĆØ affidato esclusivamente ai laici.
“Don Bosco ha molto da dare ai giovani lituani come a quelli italiani in accoglienza, cordialitĆ e domande sul perchĆ© si cammina come pellegrini sulle strade della vita, perchĆ© alcune volte si cade, come rialzarsi e come trovare la strada vantaggiosa per sĆ© e per gli altri”,Ā queste le parole cheĀ Pier Carlo usa per introdurre i gravi problemi diffusi in quella terra, ossiaĀ la dipendenza dall’alcool, dal fumo e dal gioco d’azzardo e per sottolineare comeĀ la spiritualitĆ siaĀ ancora molto segnata dalle “caratteristiche della sofferenza che costringe a fermarsi, a riflettere, a chiedere, a riprendersi in mano la propria vita camminando con calma“.
Le giovani generazioni sono un punto interrogativo sul futuro della Lituania, assetate diĀ cultura parlano lāinglese e vivono lāapertura allāEuropa come una forma di difesa dalla minaccia russa, manifestando cosƬ la grande sete di relazioni umane che le caratterizza: “relazioni Ā più distaccate e fredde rispetto a quelle che si instaurano in Italia, ma quando il muro di carta si rompe e la persona si apre, si vede un cuore solare e bello dove entrare sempre in punta di piedi.”



