Una proiezione speciale di “Per te” al Cinema Agnelli con Edoardo Leo e Alessandro Aronadio

Notizia a cura del Cinema Agnelli di Torino.

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Il Cinema Agnelli insieme ad ACECAssociazione Cattolica Esercenti Cinema sono lieti di invitarvi alla proiezione speciale del film Per te di Alessandro Aronadio all’interno del  progetto MetaCinema: un’iniziativa che trasforma la sala cinematografica in uno spazio di dialogo, partecipazione e riflessione collettiva.

Collegati da remoto, in diretta streaming, ci saranno l’attore Edoardo Leo e il regista Alessandro Aronadio per dialogare con il pubblico. In questa proiezione effettuata in contemporanea tra molte Sale della Comunità, come un unico grande schermo diffuso, il pubblico potrà porre le domande ai talent.

Per il nostro cinema la proiezione di Per te come evento MetaCinema è un momento importante di dialogo e riflessione sul tema dell’Alzheimer, della cura della persona e della famiglia, grazie a un film di qualità.

Per te è liberamente tratto dalla storia vera di Mattia Piccoli, insignito ad Alfiere della Repubblica per la cura verso il padre Paolo, colpito da una forma precoce di Alzheimer, storia contenuta nel libro Un tempo piccolo di Serenella Antoniazzi.

QUANDO?

  • Giovedì 19 febbraio
  • Ore 20.45

BREVE TRAMA

Nel 2021 un bambino di 11 anni di nome Mattia Piccoli viene nominato Alfiere della Repubblica dal Presidente Sergio Mattarella per “l’amore e la cura con cui segue quotidianamente la malattia del padre”. Questo film racconta la sua storia e quella del papà Paolo che, poco più che quarantenne, lentamente comincia a perdere pezzi della sua memoria. Ma proprio mentre il mondo inizia a sfumare, lui sceglie di restare vicino a ciò che conta davvero, forte anche dell’amore della moglie Michela. Insieme al figlio intraprende un percorso fatto di quotidianità condivisa, risate improvvise e silenzi che parlano.

PERCHÈ PARTECIPARE?

Per te è un film prezioso non solo perché, assieme ad altri film degli ultimi anni, prova a mettere in scena coraggiosamente la progressione patologica di stati alterati di coscienza, ma ancor più perché affronta tutto il tema della comunicazione, dell’elaborazione e dell’integrazione di questa drammatica e complessa vicenda all’interno di una famiglia.

L’accompagnamento spirituale nell’ambito di situazioni familiari con demenza è uno dei temi odierni più sentiti su cui la stessa Pastorale della Salute della Conferenza Episcopale sta già offrendo da anni il proprio contributo e sostegno. L’opera cinematografica di Alessandro Aronadio offre uno spunto pieno di concretezza, amore, responsabilità su come una famiglia possa continuare a innestare e a sperimentare un’affettività autentica, con il contributo anche dei figli ad ogni età. La progressione di una sintomatologia diventa qui anche spartito d’amore e di senso accanto all’impatto inevitabilmente duro nella routine e nella percezione dei ruoli. Malgrado tutto, famiglia. Nonostante il disorientamento, famiglia. Senza retorica ci apre ad una spiritualità domestica sincera e ancorata alla sfide della realtà, un paesaggio di speranza che non nega le fatiche ma che al contempo le impasta generativamente in un desiderio di presente da non sprecare.

“Nel blu dipinti di rosso”: Stefano Di Polito incontra il pubblico nelle sale Agnelli e Monterosa

Durante il mese di gennaio, alcune Sale della Comunità di Torino – tra cui i cinema salesiani Agnelli e Monterosa – hanno avuto il piacere di accogliere il regista torinese Stefano Di Polito, ospite speciale per la presentazione del suo docufilm Nel blu dipinti di rosso, già applaudito alla 43ª edizione del Torino Film Festival.

Trama del film

Esistono storie che scorrono silenziose accanto alla nostra, pur avendo contribuito a plasmarla. Una di queste è la vicenda dei Cantacronache, collettivo torinese di musicisti, scrittori e poeti che, tra il 1958 e il 1962, diede origine al cantautorato italiano. In un panorama dominato dalla leggerezza delle canzonette sanremesi, i Cantacronache scelsero di proporre una “canzone neorealista”, capace di raccontare la cronaca, le tensioni sociali, le domande esistenziali.

Nel documentario Nel blu dipinti di rosso, questa storia prende forma attraverso le voci autentiche di due protagonisti dell’epoca: Emilio Jona, teorico del gruppo, e Fausto Amodei, interprete di alcuni dei brani più celebri. Il ritrovamento degli audio originali del loro primo concerto, registrato a Torino il 3 maggio 1958, permette al film di restituire il repertorio dei Cantacronache con sorprendente freschezza. I testi – tra cui quelli firmati da Italo Calvino – rivivono grazie a un accurato lavoro di animazione dei materiali d’archivio.

Il film racconta anche i viaggi pionieristici del collettivo, tra i primi in Italia a raccogliere i canti di protesta degli operai e delle mondine sopravvissuti al fascismo. A chiudere il cerchio, la partecipazione di Willie Peyote, che intreccia passato e presente, riportando alla luce una storia nata a Torino quasi settant’anni fa e ancora capace di far riflettere attraverso la canzone d’autore.

Le proiezioni hanno registrato quasi ovunque il tutto esaurito, ma il vero successo è stato l’intenso coinvolgimento emotivo che ha attraversato il pubblico, un sentimento condiviso che ha reso ogni incontro un’esperienza viva e partecipata.

L’intervento di Stefano Di Polito al Cinema Agnelli

Domenica 18 gennaio, al Cinema Agnelli, Stefano Di Polito ha condiviso con il pubblico un ricordo personale che ha dato ulteriore profondità al suo lavoro:

All’Agnelli mi sento a casa, da giovane avevo la sensazione di un mondo che non mi piaceva e attraverso l’arte, attraverso la creatività, ho scoperto che potevo inventare qualcosa. Io mi occupavo della periferia. Un po’ di fermate in più di là, col 63 di una volta. E quando ti trovi, insomma, di fronte a delle cose che non ti tornano… a volte ti fan credere che sei tu quello sbagliato, no? Che ti devi allineare. Invece qui c’era un Don illuminato, Don Livio, e la compagnia Assemblea Teatro che mi ha adottato da ragazzino proprio. Poi ho iniziato a fare teatro, ho iniziato a scrivere, a pensare e anche a trasformare quella voglia di fare in opere che potevano coinvolgere altre persone. Quindi per me è un onore e un dovere stare qui.

I Cantacronache: innanzitutto vi porto i saluti di Emilio Jona, che ha 98 anni. Lui segue tutti i giorni l’andamento del film ed è molto soddisfatto di questo lavoro. Per me è una gratificazione importante sapere che un grande intellettuale apprezza molto questo documentario, si sente orgoglioso di averlo fatto e si riconosce in questo lavoro. Quindi questa è la gratificazione più grande.

La storia dei Cantacronache è una storia che probabilmente qualcuno di voi conosce, perché i Cantacronache hanno un loro pubblico. Però è una storia che era da recuperare. È una storia che ho cercato di recuperare rendendola il più possibile attuale: non fare un’operazione nostalgica di qualcosa che non c’è più, ma un’operazione di ri-attualizzazione di qualcosa che ci riguarda ancora e di cui abbiamo bisogno.
Ci riguarda come torinesi, perché i Cantacronache potevano nascere e svilupparsi solo a Torino. Torino città della Resistenza, Torino città dell’antifascismo, Torino città operaia, Torino città della cultura. E credo che sia un dovere, indipendentemente da dove arriviamo, conservarla, proteggerla, resistere e anche opporsi magari quando viene maltrattata.
E allora forse proprio per questo motivo i Cantacronache e anche questo film ci dà un po’ di speranza, un po’ di voglia di non dimenticare e di impegnarci oggi. Ci sono tante battaglie da fare, perché vedrete come la riscoperta di queste canzoni in realtà ci fa capire che quei testi, quelle musiche, quelle parole, quelle riflessioni forse sono più importanti oggi rispetto alla fine anni cinquanta, quando le persone forse avevano ancora in mente che cos’era il fascismo, avevano ancora in mente che cos’era la guerra, si opponevano all’inizio di qualcosa. Forse noi oggi dobbiamo un pò scuoterci e cercare di fermare qualcosa che è molto dilagante. Non solo in Italia, ma in tutto il mondo.

I Cantacronache sono famosi in tutta Italia, il film girerà tutta l’Italia. Dobbiamo essere orgogliosi del fatto che il cantautorato, la canzone d’impegno, la canzone realista è nata a Torino e questo piccolo film lo ha ricordato alla città e presto lo ricorderà in tutta Italia.
La storia era già meravigliosa, era già favolosa e io non ho voluto aggiungere altro per restituire in maniera più pulita le testimonianze dirette di Emilio e di Fausto, che sono due dei fondatori dei Cantacronache e per diffondere i materiali di archivio sapientemente conservati dal fondo C.R.E.O.

Partiamo da Cana – quarta tappa ad Avigliana: la carità coniugale, tra dono di grazia e dialogo del quotidiano

Il 6 febbraio, nella suggestiva cornice del Santuario Madonna dei Laghi di Avigliana, circa 50 persone si sono ritrovate per un nuovo appuntamento del percorso di formazione “Partiamo da Cana.

Questo itinerario, dedicato alle coppie che desiderano approfondire il mistero dell’amore nuziale, è stato animato da Don Roberto Carelli, che ha guidato i presenti in una profonda meditazione sul quarto capitolo di Amoris Laetitia, definito il “cuore pulsante” dell’esortazione di Papa Francesco.

La riflessione è partita da un assunto fondamentale: nel matrimonio, “se manca la carità, tutto il resto non serve“. Don Roberto ha ricordato che la carità coniugale non è un semplice “esperimento affettivo” o un’impresa puramente umana, ma un dono di grazia da ricevere e custodire quotidianamente attraverso lo Spirito Santo.

Richiamando il cuore del carisma di Don Bosco, è stato sottolineato come nell’amore “non basta amare, bisogna che l’altro si senta amato“. Questo passaggio dall’intenzione alla percezione dell’altro richiede un’ascesi costante e il superamento dell’orgoglio, vero nemico del dialogo che “rompe la partita“.

Citando San Tommaso d’Aquino, Don Roberto ha illustrato il matrimonio come “amicizia massima“, un’unione totale che integra l’affetto, la tenerezza e la passione erotica in un disegno divino più grande. In questa prospettiva, la sessualità non è un idolo né un tabù, ma un “momento celebrativo della coppia“, un dialogo dei corpi che deve riflettere il dialogo delle anime.

La santità coniugale, dunque, non si gioca su gesti straordinari, ma nella concretezza domestica delle tre parole chiave care a Papa Francesco: “grazie, scusa, permesso“. Queste espressioni, se vissute con autenticità, diventano lo strumento per rigenerare il rapporto e testimoniare ai figli la bellezza di un amore che sa perdonare e ricominciare.

L’esperienza dei laboratori: dal dialogo di coppia alla condivisione

La seconda parte della serata ha visto i partecipanti passare dalla teoria alla pratica attraverso un momento di laboratorio. Le coppie sono state invitate a vivere innanzitutto un tempo di confronto privato, mettendosi in gioco su domande concrete riguardanti la qualità del loro ascolto e la capacità di farsi spazio a vicenda, senza fretta e senza “interferenze nel cuore”.

Successivamente, la riflessione si è allargata alla condivisione di gruppo, dove è emerso quanto sia vitale mantenere aperta la relazione di fronte alle fatiche della “mezza età” e ai cambiamenti fisiologici del desiderio, puntando sempre sulla “decisione di appartenersi”.

L’incontro si è concluso con l’invito a guardare a Maria Ausiliatrice, modello di ascolto e di disponibilità al progetto di Dio. Come i discepoli a Cana, le famiglie sono chiamate a “fare quello che Lui dirà“, trasformando l’acqua della fatica quotidiana nel vino nuovo della gioia.

La serata ad Avigliana ha confermato che, camminando insieme e invocando lo Spirito, ogni coppia può riscoprire il proprio matrimonio non come un obbligo dottrinale, ma come una missione feconda al servizio della Chiesa e della società.

Il Don Bosco di Borgomanero celebra la Giornata Mondiale della Cultura e della Lingua Greca

In occasione della Giornata Mondiale della Cultura e della Lingua Greca, la classe Prima Liceo Classico ha dedicato un momento di riflessione al confronto tra le Olimpiadi antiche e le Olimpiadi moderne, per coglierne continuità e differenze di significato.

Al centro del lavoro è stato posto un nodo concettuale fondamentale della civiltà greca: la distinzione tra *eirene* (εἰρήνη), la pace intesa come condizione stabile e duratura, e *ekecheiria* (ἐκεχειρία), la tregua sacra che sospende temporaneamente la guerra.

Gli studenti hanno compreso come nell’antichità i giochi olimpici non rappresentassero la fine dei conflitti, ma un’interruzione rituale delle ostilità, necessaria per onorare gli dei e garantire l’incontro tra le poleis.

Tale confronto ha permesso di riflettere su come anche gesti temporanei di sospensione della violenza possano creare spazi di dialogo e riconoscimento reciproco tra culture diverse.

Il confronto con le Olimpiadi moderne ha mostrato come oggi lo sport sia diventato simbolo di pace universale, reinterpretando in chiave contemporanea un ideale nato nel mondo greco.

L’attività ha stimolato negli studenti una riflessione critica sul valore educativo dello sport come strumento di inclusione, rispetto delle regole e superamento dei conflitti, evidenziando come principi antichi mantengano una straordinaria attualità nel promuovere valori di convivenza pacifica e cittadinanza globale.

-Serena Borgna (docente di Greco)

Chieri, un passo avanti per la Scuola Media San Luigi: spazi rinnovati grazie al Bando INDID+

La Regione Piemonte, con il sostegno dell’Unione Europea attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), ha attivato il Bando INDID+ (Sostegno agli INvestimenti per la qualità DIDattica), destinato alle scuole paritarie dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado non commerciali. L’obiettivo è favorire ambienti educativi più moderni, inclusivi e accessibili, sostenendo interventi di innovazione e potenziamento delle strutture scolastiche.

Grazie a questa importante opportunità, la Scuola Media San Luigi di Chieri ha potuto realizzare significativi miglioramenti a beneficio degli studenti e della comunità educativa.

Interventi principali realizzati

  • Sostituzione degli arredi scolastici
  • Rinnovamento dell’aula informatica
  • Miglioramento dell’accessibilità dei servizi igienici

Questi interventi rappresentano un passo importante verso una scuola sempre più accogliente, moderna e attenta alle necessità di ciascuno. Il Bando INDID+ conferma così il suo ruolo nel sostenere la qualità dell’offerta formativa e la libertà educativa delle famiglie, contribuendo alla crescita del sistema scolastico piemontese.

Torino chiama Gent: il racconto dell’Erasmus+ dei docenti dell’Istituto Agnelli

Giovedì 22 gennaio 2026 l’Istituto Agnelli di Torino ha ospitato un incontro dedicato all’esperienza Erasmus+ vissuta in Belgio dalla prof.ssa Ghio e dal prof. Antonioli. L’appuntamento, aperto a genitori, studenti e docenti, ha offerto l’occasione per conoscere da vicino le opportunità formative che il programma europeo riserva anche al personale scolastico.

Il titolo scelto per l’incontro, Torino chiama Gent, ha sintetizzato bene lo spirito dell’esperienza: un ponte tra realtà educative diverse, unite dal desiderio di crescere attraverso il confronto.

I due docenti hanno introdotto l’evento spiegando in cosa consiste il progetto Erasmus+, soffermandosi in particolare sulle mobilità dedicate agli insegnanti. Hanno poi raccontato la settimana trascorsa a Gent, condividendo attività, visite e momenti di riflessione sugli stimoli ricevuti dai colleghi e dagli studenti che hanno incontrato.

Un’esperienza che conferma, ancora una volta, l’impegno dell’Istituto Agnelli nel promuovere una scuola aperta, europea e capace di guardare al futuro con curiosità e coraggio.

L’Europa entra in officina: l’Istituto Don Bosco Châtillon celebra il successo del Progetto Erasmus+

Non è stato solo un racconto di viaggio, ma la testimonianza di una crescita professionale e umana che ha varcato i confini nazionali. Lunedì 19 gennaio 2026, l’Aula Studio dell’Istituto Salesiano Don Bosco di Châtillon ha ospitato l’evento di disseminazione del progetto Erasmus+ KA122, un momento di condivisione che ha tracciato il bilancio di un’esperienza trasformativa per 23 giovani valdostani.

L’evento ha visto la partecipazione della Sovrintendente agli Studi della Valle d’Aosta, Marina Fey, oltre alle telecamere della RAI (TGR Valle d’Aosta), a dimostrazione del valore istituzionale dell’iniziativa. Ad ascoltare i protagonisti c’erano tutte le classi dell’Istituto, suddivise tra biennio e triennio, oltre alle famiglie, visibilmente emozionate.

L’apertura dei lavori è stata affidata al Direttore dell’Istituto, Don Vincenzo Caccia, che ha sottolineato come lo spirito salesiano si sposi perfettamente con la mobilità europea:

“Formare buoni cristiani e onesti cittadini significa oggi formare giovani capaci di muoversi con competenza in un contesto internazionale”.

Un messaggio ripreso con forza dalla Sovrintendente Fey, che ha lodato la capacità della scuola di offrire percorsi di eccellenza nel settore VET (Vocational Education and Training).

Il cuore dell’evento è stato rappresentato dagli interventi degli studenti delle classi di meccanica e falegnameria. Con sicurezza e padronanza, i ragazzi hanno presentato i loro lavori tramite proiezioni multimediali, esponendo rigorosamente in lingua francese. Hanno raccontato i 29 giorni vissuti tra Cluses e Saint-Chély-d’Apcher, descrivendo le sfide tecniche affrontate nelle grandi aziende d’Oltralpe e la gestione quotidiana della vita in autonomia nelle diverse sistemazioni.

“Abbiamo imparato a usare macchinari che qui non avevamo mai visto, ma soprattutto abbiamo imparato a cavarcela da soli e a lavorare in squadra”

ha commentato uno dei partecipanti.

I docenti del Team Internazionalizzazione hanno poi illustrato le caratteristiche tecniche del progetto. Il messaggio rivolto agli studenti rimasti in sede è stato chiaro: l’Erasmus non è un’eccezione, ma un’opportunità strutturale. Sono state infatti già illustrate le modalità di partecipazione per il prossimo bando, incoraggiando i ragazzi a investire sulla propria formazione linguistica e professionale.

L’evento si è concluso con un forte applauso, siglando il successo di un progetto che conferma l’Istituto Don Bosco come un polo d’eccellenza nell’internazionalizzazione della formazione professionale in Valle d’Aosta.

Chieri: Don Fabio Attard cittadino onorario, riconosciuto il suo servizio al carisma salesiano e ai giovani

Notizia a cura dell’Agenzia ANS.

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Una giornata di intensa emozione e profondo significato salesiano ha segnato la mattinata del 1° febbraio 2026 nella città di Chieri, che ha ufficialmente conferito la Cittadinanza Onoraria a Don Fabio AttardXI Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana, eletto il 25 marzo 2025. Il riconoscimento è stato assegnato quale segno di stima per il suo straordinario impegno educativo, pastorale e culturale e per il profondo legame che unisce Chieri alla tradizione salesiana e all’eredità spirituale di San Giovanni Bosco.

La celebrazione si è svolta in una chiesa gremita di fedeli, autorità civili e membri della Famiglia Salesiana, in un clima di viva e sentita partecipazione. Il Consiglio Comunale di Chieri, con voto unanime, ha approvato il conferimento della cittadinanza onoraria, accogliendo la proposta avanzata dall’Istituto Salesiano “San Luigi”, in continuità con analoghi riconoscimenti già attribuiti in passato agli allora Rettori Maggiori Don Pascual Chávez Villanueva e a Don Ángel Fernández Artime, anch’essi cittadini onorari della città.

A esprimere il significato dell’atto è stato il Sindaco di Chieri, Alessandro Sicchiero, il quale ha sottolineato come questo conferimento celebri “il legame indissolubile che unisce Chieri al mondo salesiano” e rappresenti un segno concreto di riconoscenza verso una presenza che da generazioni contribuisce alla crescita umana, culturale e spirituale dei giovani.

La cerimonia ufficiale si è inserita nel contesto della Festa di San Giovanni Bosco, momento particolarmente caro alla città di Chieri, luogo profondamente legato agli anni della formazione del Santo dei giovani. In tale occasione, Don Fabio Attard ha presieduto la Santa Messa solenne nel Duomo, offrendo una riflessione intensa e attuale sul carisma di Don Bosco, raccolta nell’omelia dal titolo: “Chiamata all’ascolto attento e alla risposta generosa”.

Nel suo messaggio, il Rettor Maggiore ha richiamato con forza l’esperienza vocazionale di Don Bosco, nata dall’ascolto profondo della realtà e dalla docilità alla chiamata di Dio. Ha evidenziato come la missione salesiana nasca da una risposta apparentemente “impossibile”, ma resa feconda dalla fiducia nella Provvidenza, dall’accompagnamento umano e spirituale e da una speranza incrollabile nella crescita integrale dei giovani. L’omelia ha inoltre toccato temi di grande attualità: l’urgenza dell’ascolto autentico in una società frenetica, il valore della mediazione educativa contro l’isolamento, l’ottimismo della fede di fronte al cinismo contemporaneo e l’educazione come forma privilegiata di evangelizzazione.

Al termine della celebrazione eucaristica, dopo la Messa, si è svolto il conferimento ufficiale della Cittadinanza Onoraria, accompagnato dalla consegna del relativo attestato. Il testo del riconoscimento sottolinea l’impegno di Don Fabio Attard “a servizio delle giovani generazioni in tutto il mondo”, la sua fedeltà al carisma di Don Bosco e il contributo offerto alla promozione dei valori dell’accoglienza, della solidarietà e della speranza.

Il conferimento della cittadinanza onoraria a Don Fabio Attard vuole essere non solo un gesto di stima personale, ma anche un segno di riconoscenza verso l’intera Congregazione Salesiana, che continua a offrire un contributo prezioso e costante alla formazione dei giovani e alla costruzione di una società più giusta e solidale.

La giornata del 1° febbraio 2026 resterà così impressa nella memoria della città di Chieri come una celebrazione della fedeltà al carisma salesiano, della responsabilità educativa e della speranza cristiana, incarnate oggi nel servizio e nella testimonianza del Rettor Maggiore dei Salesiani.

Assemblea Sinodale Diocesana al Cinema Lumiere di Asti

Sabato 24 gennaio 2026 si è svolta presso il Cinema Lumiere, di proprietà dell’Oratorio San Giovanni Bosco di Asti, ed i locali attigui dell’Oratorio l’Assemblea Diocesana Sinodale convocata come ha scritto il Vescovo di Asti Marco Prastaro nella lettera di invito per “riflettere e decidere come proseguire il cammino del Sinodo e come rendere lo stile sinodale sempre più costitutivo della nostra Chiesa”.

All’Assemblea – vista da Monsignor Prastaro – come un “momento importante della vita della nostra Chiesa e che deve esprimere un’ampia e conscia partecipazione nella consapevolezza dell’importanza di questo momento sinodale da costruire con la collaborazione attiva e fruttuosa di tutti” sono stati invitati i presbiteri e diaconi della Diocesi, le rappresentanti delle congregazioni religiose femminili, i rappresentanti delle associazioni e movimenti, i membri del Consiglio Pastorale Diocesano, i direttori degli uffici diocesani e, soprattutto, i delegati di tutte le parrocchie per un totale di circa 300 persone.

I lavori si sono aperti con la preghiera iniziale guidata dal Vescovo alla quale ha fatto seguito la Lectio Divina condotta da suor Elisa Cagnazzo per poi proseguire con le attività di gruppo alle quali hanno partecipato tutti i convenuti suddivisi, in base alle indicazioni comunicate in anticipo alla segreteria, tra le cinque aree pensate come priorità del cammino sinodale della Chiesa locale.

Dall’assemblea non si è usciti con delle concrete e precise deliberazioni operative, ma la comune riflessione, svolta nel clima del discernimento spirituale, fornirà del “materiale concreto” su cui poi gruppi di lavoro specifici lavoreranno per elaborare scelte e cammini concreti per tutta la Diocesi.

Al termine dei lavori il Vescovo di Asti Marco Prastaro con i membri dell’equipe sinodale, alcuni collaboratori degli uffici diocesani ed i ragazzi della pastorale giovanile hanno pranzato presso i locali dell’Oratorio. Alla tavolata si sono sedute circa una settantina di persone.

Il Vescovo di Asti ha sottolineato la calorosa accoglienza e disponibilità mostrata dai Salesiani e ricordato l’impegno e la capacità nell’organizzare anche grandi eventi, constatato già in diverse occasioni in passato non da ultimo nell’accoglienza la scorsa estate di circa 300 pellegrini portoghesi diretti a Roma per il Giubileo, da parte del don Bosco di Asti.

Opportunity Days a Borgomanero per la Festa di don Bosco, 60 incontri per crescere

Dai salesiani di Borgomanero.

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Le Giornate delle Opportunità giungono alla terza edizione: il 28 e il 29 gennaio la Scuola Don Bosco di Borgomanero interrompe l’ordinarietà per offrire nuove opportunità a studenti e studentesse liceali.

Anche quest’anno in occasione delle giornate che precedono Festa di don Bosco, con il prezioso contributo dei rappresentanti di Istituto, la scuola organizza sessanta incontri con professionisti, per un confronto su temi che le stesse ragazze e ragazzi hanno individuato di loro interesse: dalla contemporaneità alla poesia, dallo sguardo al futuro lavorativo a tematiche che approfondiscono il rispetto e la solidarietà, dalla creatività artistica alla cittadinanza attiva, fino a salute, benessere e sport.

Lo scopo è quello di poter coinvolgere e ispirare tutte le studentesse e gli studenti: secondo quanto previsto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito in merito all’orientamento, il desiderio è quello di accendere nuovi interessi e passioni nei giovani.